Ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per tirare le fila di un discorso molto articolato, un argomento composto da molti punti che ho affrontato, via via nel tempo, in vari articoli.

Di cosa si tratta?

Di una sintesi di tutto ciò che devi sapere, sia nel caso in cui sei l’amministratore della tua S.r.l., che nel caso in cui tu abbia deciso di affidare ad altri il delicato compito di amministrare il business della tua società.

Se vorrai approfondire, punto per punto, ti basterà cercare nel blog e, sicuramente, troverai l’articolo che fa per te 😁.

Come ben sai se sei un fedele lettore del blog, sono un commercialista che ama lavorare, gomito a gomito, con quelli che considera colleghi imprenditori e che ama definirsi un ricercatore e divulgatore fiscale.

Questa volta divulgo una check list che, sicuramente, ti sarà molto utile😁

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Sei pronto a conoscere tutto, ma proprio tutto ciò che un amministratore di una S.r.l. deve sapere? Bando alle ciance and let’s go…

 

Perché ho voluto creare questa guida?

Ho notato che, attualmente, non c’era un documento specifico che raggruppasse tutto quello che c’è da sapere sull’amministratore della S.r.l. .

Questo articolo è una sorta di guida che è rivolta agli imprenditori che hanno una S.r.l. e vogliono essere certi di sapere le principali informazioni fiscali e non per gestire al meglio la posizione dell’amministratore.

Sia nel caso tu voglia essere l’amministratore della società, oppure tu voglia affidare l’amministrazione della tua S.r.l. ai terzi, questo strumento ti permetterà di capire quali elementi devi gestire per essere certo di avere la migliore efficacia fiscale possibile, di NON fare errori che ti faranno perdere efficacia fiscale e, nel caso, di stare attento ad avere il controllo della società anche nel caso in cui tu non fossi all’interno dell’amministrazione della società.

Qui, di seguito,  ti raggruppo le principali informazioni che ho raccolto e che ti serviranno per gestire il rapporto con l’amministratore della S.r.l. .

 

Check list dell’amministratore della S.r.l.

Ti riporto, ora, le principali informazioni che, un imprenditore che ha una S.r.l., deve avere per gestire il rapporto con l’amministratore della società.

Per ogni punto scrivo l’idea principale che devi conoscere e, poi, le relative spiegazioni.

Premetto che, siccome questa è una sorta di checklist, non posso entrare nel dettaglio in modo approfondito per ogni singolo punto.

Ma, qui, l’importante è che tu abbia una idea di massima per sapere che esiste quella specifica cosa che tu potrai  andrai ad approfondire successivamente, in caso di bisogno.

Dunque, con questo articolo devi sapere solo che esiste uno specifico elemento nel rapporto con l’amministratore; io ti fornirò delle informazioni, poi, in seguito starà a te approfondire nel dettaglio la tua specifica informazione insieme al tuo consulente (oppure acquistando una consulenza di efficacia fiscale insieme a me).

 

  1. Compenso dell’amministratore con verbale di assemblea dei soci per essere regolarmente deducibile

Il compenso dell’amministratore è determinato solo dall’assemblea dei soci.

Per poterlo scaricare correttamente dalla contabilità, questo deve essere determinato dall’assemblea. Se così non fosse, in caso di accertamento, la parte di compenso che non risulta dal verbale di assemblea, sarebbe un costo indeducibile.

 

  1. Compenso dell’amministratore costituito principalmente da questi elementi

Quando vuoi prenderti del compenso da amministrazione, devi sapere che i modi per prenderti dei soldi sono i seguenti:

  1. compenso “normale” da busta paga, sul quale pagherai le imposte ed i contributi.
  2. trattamento di fine mandato, abbreviato con “TFM”, che consiste in una sorta di trattamento di fine rapporto dei dipendenti, ma per gli amministratori.
  3. compensi in natura, ossia dare dei beni della S.r.l. ad uso privato all’amministratore (esempio: cellulare e alloggio) e, l’amministratore deve dichiarare un maggior reddito figurativo sul quale pagare imposte e contributi.
  4. rimborsi spese: nella busta paga, oltre al compenso ordinario, consiglio sempre di mettere il maggior numero di rimborsi spese per le trasferte effettuate; questo in quanto sono compensi esenti imposte ed esenti contributi.
  5. erogazioni liberali: è un piccolo importo che puoi inserire nella busta paga di circa € 253,00 (vedere l’importo) senza che questo sia tassato in capo all’amministratore.
  6. buoni pasto: per quanto siano ssottovalutai, sono dei piccoli importi che puoi mettere nella busta paga di € 8,00 al giorno (per il buono pasto elettronico) esenti imposte ed esenti contributi.

 

  1. Ricordati le 3 tipologie di rimborsi spese da inserire nella busta paga

In ogni busta paga puoi inserire 3 tipologie di rimborsi spese: il rimborso chilometrico, il rimborso forfettario e il rimborso analitico.

Tutti si attivano quando l’amministratore fa una trasferta e sono importi che egli riceve senza pagare imposte e senza pagare tributi.

Il rimborso forfettario rimborsa € 46,48 per ogni giorno di trasferta; il rimborso chilometrico rimborsa i chilometri percorsi durante la trasferta in base alle tabelle ACI; il rimborso analitico ti rimborsa le spese che sostieni durante la trasferta.

 

  1. Il compenso può essere fisso, variabile in base agli utili oppure in base al volume d’affare

Non c’è un compenso minimo o massimo che puoi dare all’amministratore.

Puoi determinare il compenso dell’amministratore come ti pare e piace e lo puoi determinare sia come compenso fisso, sia in percentuale degli utili o in percentuale del volume d’affari.

 

  1. Ricordati che, per attivare il trattamento di fine mandato, devi seguire specifiche procedure

Non è questo l’articolo dedicato a questo strumento; per adesso posso dirti che, il trattamento di fine mandato, ti serve per avere indirettamente un compenso pagando un minor carico tributario.

Per poter attivare correttamente il trattamento di fine mandato devi avere questa disposizione nell’atto costitutivo della S.r.l., devi determinare l’importo prima della nomina dell’amministratore, devi applicare la data certa nel verbale di attribuzione del valore, bisogna che sia indicato anche nel verbale di attribuzione della carica dell’amministrazione e il valore deve essere un valore di mercato (per quanto possa essere un valore di mercato di non facile individuazione).

Se non rispetti questi elementi, allora il trattamento di fine mandato non gode del beneficio fiscale della tassazione separata e non lo puoi dedurre di competenza, ma solo per cassa, ossia quando viene effettivamente pagato.

Nel caso ricordati che, se vuoi attivare correttamente le clausole per avere un trattamento di fine mandato inserito correttamente, dovrai dimetterti dalla carica di amministratore e, poi, nominarti nuovamente.

Questa cosa si può fare senza problemi, solo che dovrai, come minimo, sostenere dei costi burocratici collegati principalmente alla Camera di Commercio.

 

  1. Compensi in natura

Il compenso dell’amministratore può essere erogato anche come beni o servizi che l’amministratore della società può utilizzare per fini privati.

Sul compenso in natura ricevuto, l’amministratore dovrà dichiarare un maggior compenso a titolo di fringe benefit e, quindi, pagarci maggiori tributi (che siano imposte e/o contributi).

Tra i principali compensi in natura che può ricevere l’amministratore ci sono l’auto, la casa e qualsiasi altra spesa fatta in capo alla S.r.l. ma di cui, di fatto,  beneficia interamente l’amministratore ad uso privato.

 

  1. Consiglio di amministrazione, amministratore unico oppure amministratore delegato

Ogni società può essere governata da un amministratore unico, oppure da un insieme di amministratori.

Nel secondo caso, si chiama Consiglio di Amministrazione, appunto perché ci sono più amministratori.

Oltre a queste forme di amministrazione c’è anche la figura dell’Amministratore delegato.

L’amministratore delegato è un dipendente della S.r.l. al quale viene affidato un incarico di amministrare una certa parte dell’azienda. In un certo senso, l’amministratore delegato è una figura di mezzo tra il dipendente e l’amministratore della società.

Il consiglio che ti posso dare per questo punto è che devi inserire nell’atto costitutivo la clausola di prevedere l’amministrazione della società anche con la formula dell’amministratore unico, del Consiglio di Amministrazione e dell’amministratore delegato.

Anche se sembra scontato non lo è, perché ogni tanto ci capitano degli atti costitutivi dove non è presente questa clausola e quindi, occorre ritornare dal notaio per aggiornare l’atto costitutivo, nel caso in cui l’imprenditore voglia utilizzare l’amministratore delegato.

Dunque, in sintesi, ricordati di inserire la clausola nell’atto costitutivo con il quale si prevede l’amministrazione utilizzando l’amministratore delegato.

 

  1. Puoi anche far lavorare l’amministratore come dipendente con busta paga

Ricordati che puoi far lavorare l’amministratore anche come dipendente, assumendolo e, pertanto, dargli i benefici fiscali che hanno i dipendenti.

C’è da aggiungere che, per poter assumere un amministratore, ci devono essere delle regole che l’Inps ha già delineato come, ad esempio, quello di non essere un socio che ha la maggioranza in assemblea, di non essere amministratore unico, e, nel caso di consiglio di amministrazione, non essere il presidente e non essere assoggettato alla direzione di altri.

 

  1. Se vuoi far lavorare gratis l’amministratore, allora ti consiglio di mettere questa clausola nell’atto costitutivo

L’amministratore può anche lavorare per conto della società senza ricevere nessun compenso.

In questo caso consiglio di mettere una clausola nell’atto costitutivo in cui si fa presente che l’amministratore può lavorare gratuitamente nella società.

Questo in quanto,  in caso di controllo, potresti evitare presunzioni di reddito attribuibile in capo all’amministratore, dovuto al fatto che il funzionario possa sostenere che non può esserci un mandato senza un reale compenso.

 

  1. Periodicità compenso amministratore: mensile, trimestrale, annuale; ma io ti consiglio busta paga mensile

Un dipendente deve ricevere, per legge, lo stipendio ogni mese, quindi, ogni mese deve avere una busta paga.

Per l’amministratore, invece, c’è molta più flessibilità, nel senso che puoi anche attribuirti un compenso da amministratore ogni 3 mesi, ogni 4 mesi, ogni 6 mesi, oppure anche una volta all’anno.

Ovviamente, ogni scelta ha vantaggi e svantaggi, ma dalla mia esperienza posso dirti che conviene sempre attribuire una busta paga al mese all’amministratore.

Questo in quanto puoi mettere i rimborsi spese della S.r.l. all’interno di ogni busta paga ogni mese, evitando di mettere il tutto alla fine dell’anno in una unica busta paga e far sospettare che tu stia utilizzando i rimborsi spese della S.r.l. come unico strumento per prendere indirettamente gli utili dalla S.r.l. senza pagare imposte e contributi.

Sicuramente ti costerà qualcosina in più, ma avrai maggiore tutela in caso di controlli fiscali futuri.

 

  1. Nota spese per prendere i rimborsi spese

Quando hai a che fare con un amministratore di S.r.l., molto probabilmente dovrai richiedere i rimborsi spese della S.r.l. per ottimizzare il carico fiscale.

Per fare questo dovrai compilare la nota spesa, che altro non è che un documento “libero”, ad esempio in word, in cui inserisci tutto quello che serve per individuare la trasferta.

Non è questo l’articolo per esplorare tutti gli elementi che devi inserire nella trasferta, ma, ad esempio, devi inserire elementi come il luogo di partenza, il luogo di arrivo, motivo della trasferta, chilometri percorsi, veicolo utilizzato e qualsiasi altro elemento identificativo che ti permette di mostrare che hai fatto la trasferta.

 

  1. Conseguenze di non deliberare il compenso da amministratore

Il compenso dell’amministratore deve essere deliberato dall’assemblea dei soci.

Se così non fosse, allora il compenso dell’amministratore non sarebbe deducibile.

Lo stesso vale nel caso in cui ti prelevassi un compenso da amministratore maggiore rispetto a quello che è previsto dall’assemblea. Puoi dedurre dalla contabilità il costo dell’amministratore fino alla somma che è stata preventivamente approvata dall’assemblea dei soci.

 

  1. Conseguenze di non deliberare correttamente il trattamento di fine mandato dell’amministratore

Anche il trattamento di fine mandato deve rispettare specifici parametri che ho delineato prima.

Se questo non avviane perde il beneficio fiscale della tassazione separata (quindi paghi le aliquote fiscali più alte).

Oltre a questo, se non rispetto le regole viste in precedente, il trattamento di fine mandato lo puoi dedurre dalla contabilità solo quando lo paghi al termine del rapporto tra l’amministratore e la società (tecnicamente si chiama principio di cassa).

Questo cosa ti fa perdere efficacia fiscale, questo in quanto se deduci il trattamento di fine mandato ogni anno, riesci a spalmare il costo un pezzettino ogni anno e, quindi, accantoni liquidità per il futuro.

Se lo deduci per cassa lo puoi dedurre solo dopo anni, nel momento in cui lo eroghi all’amministratore.

 

  1. Si può rinunciare al compenso o al trattamento di fine mandato dell’amministratore; non ho trovato, però, particolari strategie fiscali (per adesso) su questo strumento

Tecnicamente puoi anche rinunciare al compenso dell’amministratore o al trattamento di fine mandato a te attribuito, ma non ho trovato, attualmente, particolare vantaggio fiscale (da un punto di vista della matematica fiscale).

Ovviamente , la mia attività di ricercatore e divulgatore fiscale non cesserà mai, quindi, basterà  continuare a seguirmi e vedere se pubblico nuovi articoli su questo argomento.

 

  1. Amministratore socio non lavoratore può fare il modello 730 per avere l’accredito in banca dei bonus fiscali

Un vantaggio che ha l’amministratore socio NON lavoratore è che può fare il modello 730 (quello che fanno i dipendenti), invece che la dichiarazione dei redditi che devono fare gli imprenditori.

Questo in quanto se avessi dei crediti fiscali, con il modello 730 potresti richiederli all’interno della busta paga immediatamente, dunque, ti verrebbero accreditati subito nell’anno; mentre se avessi dei crediti fiscali e li utilizzassi all’interno della dichiarazione dei redditi, per poterli avere accreditati nel conto corrente dovresti aspettare degli anni.

 

  1. L’ammontare del compenso dell’amministratore, di fatto, è libero, puoi prendere quello che è deliberato dall’assemblea dei soci. Non ho trovato particolari problemi sulla quantificazione del compenso

Ho voluto riportare questa indicazione perché ogni tanto è una domanda che mi viene richiesta.

Non c’è un limite o un massimo per il compenso dell’amministratore stabilito dalla legge.

Il dipendente ha un compenso che è stabilito dai contratti collettivi, ma per l’amministratore della S.r.l. questo è liberamente determinato dall’assemblea dei soci.

Se proprio devo esprimere un mio parere indicandoti dei parametri numerici, ti consiglio come minimo un compenso di € 4.000,00 all’anno sino ad un massimo di € 100.000,00 all’anno.

 

  1. La deducibilità del compenso dell’amministratore segue il principio di cassa, quindi, devi pagartelo per averlo deducibile. Ricordati di pagare l’amministratore entro il 12 di gennaio per avere il costo deducibile nel conto economico dell’anno precedente (perché il dipendente si paga sempre appena è finito il mese)

Il costo dell’amministratore è deducibile dalla contabilità solo nel momento in cui viene effettivamente pagato.

Siccome le buste paghe sono sempre elaborate e pagate dopo la fine del mese, è stato previsto che  all’amministratore venga pagato lo stipendio prima del 12 di gennaio dell’anno, per poterlo avere deducibile l’anno precedente.

Sembra una cosa banale, ma non lo è.

Se hai un compenso da amministratore e vuoi renderlo deducibile regolarmente nell’anno della busta paga, allora devi stare attento a pagarlo entro il 12 di gennaio (tecnicamente si chiama principio di cassa allargato).

 

…proseguiamo la check list per l’amministratore della S.r.l.

  1. Ci sono due aliquote contributive Inps nella busta paga dell’amministratore, 24% e 35%

Quando hai a che fare con la busta paga da amministratore, devi pagare i contributi alla gestione separata Inps in percentuale del compenso che tu prenderai sulla busta paga.

Le aliquote contributive attuali principali (aggiornate ad agosto 2022), sono 2: una del 24% e l’altra del 35%.

L’importo va calcolato sull’importo lordo attribuito dall’amministratore in sede di attribuzione del compenso da parte dell’assemblea dei soci.

Sapere questo dato serve a te per quantificare l’importo dei contributi che dovrai versare per conto dell’amministratore.

Queste aliquote nel corso del tempo dovrebbero cambiare, tendenzialmente si alzeranno.

 

  1. 1/3 dei contributi a carico dell’amministratore e 2/3 a carico della S.r.l.

Un ulteriore elemento di cui devi essere a conoscenza se vuoi gestire al meglio il costo dell’amministratore è che 1/3 dei contributi sono a carico dell’amministratore, mentre 2/3 dei contributi sono a carico della S.r.l. .

Questo per te significa che, sulla busta paga dell’amministratore troverai solo i contributi a suo carico, che sono solo di 1/3 dell’ammontare complessivo (calcolato con le aliquote viste in precedenza), e sono solo una minima parte.

Mentre ci sarà un’altra parte dei contributi che potrai vedere solo nel conto economico della S.r.l., perché sono dei contributi che pagherà la S.r.l. in più per l’amministratore, ma che non transitano nella busta paga, in quanto sono da pagare solo in caso alla società.

Se vuoi sapere il costo complessivo dell’amministratore che pesa sul bilancio della S.r.l., ricordati che è sufficiente controllare il compenso lordo Irpef che viene attribuito a questo, più i contributi a carico della S.r.l. .

In questo caso sarai certo di capire quanto è il costo reale che pesa sul bilancio della società.

 

  1. Reddito minimale per maturare uno di anzianità di pensione (ogni anno cambia)

Un altro concetto importante che devi conoscere quando hai a che fare con l’amministratore della S.r.l. è che puoi liberamente attribuirti qualsiasi livello di compenso che ti pare e piace.

Posto questo, è anche vero che se vuoi maturare un anno di anzianità di pensione, l’Inps pretende che l’amministratore abbia un reddito imponibile Inps di almeno € 16.243,00. Importo sul quale si pagano i contributi Inps.

Se ti attribuisci un compenso annuale minore non perderai i contributi che versi, ma l’Inps ti considererà meno di un anno di anzianità di pensione; mentre, se verserai i contributi su una base imponibile maggiore, tecnicamente dovrai ricevere una pensione maggiore (per quanto probabilmente riceverai meno soldi rispetto a quelli che hai versato).

Altra informazione, questo importo di reddito definito “minimale” per maturare un anno di pensione, aumenterà di anno in anno.

 

  1. I contributi Inps della gestione separata sul compenso dell’amministratore si pagano fino ad un reddito massimale di € 105.104,00

Come c’è un reddito minimale Inps che serve per determinare i contributi minimi da versare per maturare un anno di anzianità di pensione, c’è anche un reddito massimo sul quale pagare i contributi Inps della gestione separata in un anno, oltre il quale l’Inps non ti chiede i contributi.

Infatti, per quanto riguarda l’amministratore, l’Inps chiede i contributi della gestione separata fino ad un compenso massimo all’anno di € 105.104,00.

Questo significa che, sulla parte di reddito eccedente questa soglia, non paghi i contributi sul compenso dell’amministratore.

Fai attenzione perché ogni anno l’Inps potrebbe valutare di cambiare e alzare questa soglia.

 

  1. Puoi chiedere il trattamento di fine mandato in anticipo? Esprimo il mio parere

Una domanda che ogni tanto mi fanno gli imprenditori è se il trattamento di fine mandato può essere richiesto in anticipo o meno.

Non c’è nulla di esplicito che vada contro oppure a favore, ma è anche vero che il trattamento di fine mandato, già come dice la parola, è una forma di compenso che va erogato al termine del rapporto tra amministratore e della S.r.l., allora, a mio parere, lo devi prendere solo quanto si interrompe il rapporto tra te e la società.

Quindi, non ti entra la Guardia di Finanza in casa se prendi in anticipo il trattamento di fine mandato, ma è anche vero che il buon senso vuole che questa forma di compenso venga erogata al termine del rapporto tra l’amministratore e la società.

 

  1. Rimborso forfettario compatibile con il rimborso chilometrico (ed anche con il rimborso analitico). Ti porto un esempio di trasferta in cui puoi prendere tutte e 3 le tipologie di rimborso spese.

Questo punto è importante, perché ti permette di prendere il maggior numero di strumenti di risparmio fiscale.

I rimborsi spese sono importi che tu ricevi senza pagare imposte e senza pagare contributi.

Devi sapere che, nell’ambito di una trasferta, puoi prendere insieme sia il rimborso forfettario, sia il rimborso chilometrico (praticamente sono compatibili insieme).

La stessa cosa vale per i rimborsi analitici.

Per mostrarti questo ti porto un esempio di trasferta in cui puoi prendere il rimborso forfettario, il rimborso chilometrico ed il rimborso analitico insieme.

Se fai una trasferta fuori dal Comune in cui hai la sede di lavoro, in nome e per conto della società, con la tua auto personale (pagando tu la benzina) e, poi, pagando il tagliandino del parcheggio, ecco che, allora,  hai diritto a ricevere sia il rimborso forfettario, sia il rimborso chilometrico, sia quello analitico.

Conoscere questa cosa ti permette di avere un maggior numero di rimborsi spesa senza pagare imposte e senza pagare contributi.

 

  1. Revoca carica amministratore e risarcimento “del danno”

Un altro aspetto della carica da amministratore è che a lui spetta un indennizzo, nel momento in cui gli revochi il mandato senza giusta causa.

Cosa che riguarda, principalmente, il caso in cui l’amministratore sia un soggetto esterno a te, che sei il socio della S.r.l. .

Il diritto, da parte suo, di ricevere un rimborso dipendente dal fatto che il rapporto, tra l’amministratore stesso e la società, sia a tempo indeterminato o determinato.

Se il rapporto tra l’amministratore e la società è costituito a tempo determinato, allora egli ha diritto al risarcimento del danno, se la revoca dalla carica è avvenuta prima della scadenza, senza giusta causa.

Se, invece, il rapporto tra l’amministratore della società e la S.r.l. è costituito a tempo indeterminato, allora la revoca dell’incarico obbliga al risarcimento solo quanto non è stato dato un congruo tempo di preavviso, salvo che ci sia una giusta causa.

Ovviamente, se tu sei l’amministratore della tua S.r.l., allora non hai particolari problemi, in quanto difficilmente chiederesti il risarcimento dei danni alla tua società.

Se, invece, tu hai messo come amministratore un soggetto terzo, allora può essere probabile che tu debba valutare questi elementi per evitare di dover regalare soldi all’amministratore estraneo alla società.

 

 

  1. Differenza tra amministratore con partita Iva da professionista, diverso da amministratore con busta paga

Un altro aspetto importante, che devi conoscere quando sei un amministratore di S.r.l., è che un amministratore può essere sia pagato con busta paga sia pagato tramite fattura emessa dalla sua partita Iva.

Mi spiego meglio.

Quando un amministratore di S.r.l. ha una partita Iva da professionista (ossia ha una partita Iva e non è iscritto in Camera di Commercio) e la società svolge lo stesso lavoro, allora è obbligato a prendere i compensi da amministratore emettendo la fattura e NON può prendere i compensi da amministratore con una busta paga.

Se l’amministratore non ha una partita Iva da professionista con cui svolge la medesima attività della S.r.l. (cosa che è nella stragrande maggioranza dei casi), allora può prendere il compenso dell’amministratore con una busta paga.

In questo secondo caso l’amministratore può ricevere i rimborsi forfettari ed i rimborsi chilometrici, perché prende una busta paga.

Questa cosa fa una enorme differenza perché, nel caso in cui l’amministratore prenda il compenso con una busta paga ha diritto ai rimborsi spese della S.r.l., senza pagare né imposte né contributi.

Se, invece, l’amministratore è obbligato a prendere il compenso con una normale fattura, allora non può prendere i rimborsi spese e, quindi, non può beneficiare dei “compensi” esenti imposte ed esenti contributi.

 

  1. Documenta la trasferta, ad esempio con scontrini e ricevute, per lo meno per avere delle prove del fatto che hai effettuato una trasferta

Quando fai una trasferta aziendale per richiedere i rimborsi spese della S.r.l., cerca di documentare il fatto che hai sostenuto la trasferta.

Ci sono vari metodi che puoi utilizzare come elementi di prova, ma tra questi hai anche il fatto che hai sostenuto delle spese, ad esempio hai fatture e scontrini o semplici ricevute come, ad esempio, biglietti del pagamento del parcheggio dell’auto, ecc.

In assenza di fatture, scontrini e ricevute hai sicuramente altri elementi che puoi utilizzare per dimostrare di aver sostenuto una trasferta, ma il concetto che voglio condividere qui è che, nella nota spesa, devi cercare di avere degli elementi per dimostrare che hai sostenuto la trasferta (potresti anche utilizzare le spese del telepass).

 

  1. Rimborso spese previsto nell’atto costitutivo e nel verbale

L’amministratore, molto probabilmente, è colui che farà varie trasferte in nome e per conto della S.r.l. e, quindi, avrà diritto di ricevere i rimborsi forfettari e chilometrici.

Cosa che servirà a te per prendere dei soldi dalla società senza pagare imposte e contributi.

Per sicurezza consiglio di inserire sia nell’atto costitutivo della società, sia nel verbale di nomina dell’amministratore con il relativo compenso, una disposizione in cui si preveda che l’amministratore possa ricevere i rimborsi spesa durante la trasferta.

Questo per evitare possibili stupide contestazioni fiscali in caso di controllo.

 

  1. L’amministratore paga l’Inail nella busta paga? (oltre che i contributi Inps)

I contributi Inps servono per finanziare la tua pensione, mentre i contributi Inail servono per ricevere un sussidio in caso di infortunio sul lavoro.

La malattia si ha quando una persona è ammalata e rimane in casa, ad esempio perché ha una influenza, mentre si considera infortunio  quando un imprenditore, nell’esercizio delle proprie funzioni, rimane, appunto, infortunato.

Sulla busta paga dell’amministratore, come quella dei dipendenti, si pagano sia i contributi Inps, validi per la pensione, sia i contributi Inail, validi in caso di infortunio sul lavoro.

 

  1. Puoi dare i rimborsi spese all’amministratore anche senza compenso, ma ti consiglio, comunque, di inserirli nella busta paga

Può sembrare un controsenso, ma è proprio così.

Puoi erogare i rimborsi forfettari, i rimborsi chilometrici, i rimborsi analitici all’amministratore anche quando questo non riceve un compenso, ma a condizione di metterli nella busta paga, anche senza indicare un compenso.

Questo in quanto il ministero del lavoro, in un interpello del 2010, in cui rispondeva al trattamento fiscale dei rimborsi spese di un amministratore senza compenso, ha fornito un importante chiarimento.

Il ministero rispose che, se l’amministratore avesse voluto ricevere i rimborsi spese, senza pagare le imposte ed i contributi, allora avrebbe dovuto mettere questi rimborsi nel “LUL”, ossia il libro unico del lavoro, che in pratica consiste nella serie delle buste paghe in ordine cronologico con data certa.

Questo anche nel caso in cui l’amministratore non avesse ricevuto un compenso, appunto perché l’amministratore era senza un compenso deliberato dall’assemblea.

Pertanto, se vuoi prendere i rimborsi dalla S.r.l. ed avere la certezza di non pagare le imposte e i contributi, ti consiglio di attribuire una busta paga all’amministratore, anche nel caso in cui non avesse un compenso effettivo reale.

Questo per rispettare quanto è stato previsto dal Ministero del lavoro.

 

…ultimi punti, ultime  informazioni della check list  per l’amministratore di S.r.l.

  1. Puoi stipulare una polizza assicurativa per l’amministratore?

Alcuni imprenditori sentono dire che possono stipulare delle assicurazioni a vantaggio dell’amministratore, ma deducibili in capo alla S.r.l. .

Questo con l’intento di dare dei soldi all’amministratore, senza pagare nessun tributo e mantenere il costo regolarmente deducibile.

Ottenere questa cosa è possibile, ma è collegata ad eventi strettamente collegati all’attività dell’imprenditore.

Infatti, io consiglio di stipulare due tipologie di assicurazioni per l’amministratore.

La prima per eventi strettamente collegati all’attività aziendale, per la quale la S.r.l. si deduce regolarmente il costo e l’amministratore, in caso, riceve i soldi senza pagare né imposte, né contributi.

Contestualmente consiglio di stipulare un’assicurazione per tutti gli avvenimenti extraziendali, per i quali la S.r.l. non si può dedurre il costo a patto di attribuire un fringe benefit in capo all’amministratore e sul quale egli pagherà le imposte ed i contributi.

 

  1. Puoi versare il trattamento di fine mandato dell’amministratore in un fondo di previdenza complementare?

Tecnicamente puoi versare il trattamento di fine mandato, maturato ogni mese, al fondo di previdenza complementare, ma ricordati che rimangono sempre due cose distinte fino a che non si interrompe il rapporto tra l’amministratore e la società.

Mi spiego meglio.

Ogni mese tu puoi accantonare una quota di trattamento di fine mandato nella contabilità della S.r.l. che verrà prelevata realmente solo quando si interromperà il rapporto tra l’amministratore e la società.

Nel mentre, ogni mese, la S.r.l. farà un versamento al fondo di previdenza complementare, anticipando la quota del trattamento di fine rapporto dell’amministratore.

Questi in contabilità appariranno come acconti che la S.r.l. fa per conto dell’amministratore e che si chiuderanno solo nel momento in cui l’amministratore interromperà il rapporto con la società e maturerà realmente i soldi del trattamento di fine mandato.

Ricordati che gli imprenditori amano questa soluzione, perché possono dedurre dalla propria dichiarazione dei redditi i versamenti fatti al fondo di previdenza complementare.

 

  1. Limita i poteri dell’amministrazione al consenso dell’assemblea dei soci, se tu non sei nell’amministrazione (oppure mettendo un limite monetario alla gestione ordinaria separandola dalla gestione straordinaria).

Se vuoi delegare l’amministrazione della società ai terzi, hai il problema di avere un’altra persona che ha il controllo sul conto corrente e sulle scelte amministrative della società.

Dunque, hai il problema che l’amministratore non socio, possa stipulare contratti con clienti nocivi per la S.r.l., contratti con i fornitori nocivi per la società, assumere personale non qualificato e di comodo per dare lavoro a chi gli pare a piace, oppure stipulare mutuo o fidi non richiesti per, poi, rubare (nel vero senso della parola) soldi dal conto corrente aziendale e scappare con la cassa.

Per evitare tutto questo potresti utilizzare 2 principali metodi:

  1. Potresti prevedere che gli atti di ordinaria amministrazione siano totalmente liberi da parte degli amministratori, mentre gli atti di straordinaria amministrazione siano gestiti congiuntamente insieme agli altri amministratori. Quindi, tu potresti metterti come secondo amministratore e ci vorrebbe il tuo consenso a tutti gli atti di straordinaria amministrazione.
  2. In alternativa potresti lasciare, comunque, l’amministratore unico libero di operare, ma inserire una clausola nell’atto costitutivo che preveda che, per determinate scelte aziendali, ci voglia il consenso dell’assemblea dei soci.

In questo modo, specifiche operazioni aziendali, si possono fare solo se prima c’è il tuo consenso.

 

  1. L’amministratore può essere anche socio lavoratore della S.r.l., quindi, deve pagare anche i contributi Inps commercianti sugli utili della S.r.l. di sua competenza

Una cosa che devi sapere è che, l’amministratore può essere anche un socio lavoratore, quindi, è iscrivibile all’Inps commercianti.

Così pagherà anche i contributi alla cassa Inps commercianti sugli utili della S.r.l., oltre ai contributi della gestione separata sul compenso dell’amministratore.

Essenzialmente, se l’amministratore è anche socio lavoratore che paga i contributi Inps della gestione commercianti, allora pagherà i contributi sul compenso dell’amministratore della gestione separata per il 24%.

Se, invece, l’amministratore non è un socio lavoratore, oppure è un socio ma non fa nulla di operativo (perché svolge solo l’attività da amministratore), allora pagherà sul contributi della gestione separata del 35%.

 

  1. Nel caso utilizza i patti parasociali per gestire il rapporto con l’amministratore della S.r.l. e la società/soci

Senza dover entrare troppo nello specifico, ricordati che puoi prendere degli accordi tra gli amministratori ed i soci non solo all’interno dell’atto costitutivo o dello statuto della società, ma anche utilizzando i Patti parasociali.

I Patti parasociali altro non sono che un contratto scritto, con il quale stabilisci delle regole e prevedi delle sanzioni nel caso non si rispettino gli accordi.

Con i Patti parasociali puoi regolamentare qualsiasi scelta imprenditoriale collegata allo svolgimento dell’attività da amministratore o alla vita della S.r.l. .

 

Conclusioni

Grazie a questo articolo ora hai una check list completa che, sicuramente, ti sarà molto utile per avere un’idea di massima su come gestire al meglio la posizione dell’amministratore della tua S.r.l. .

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni anno avrai una S.r.l. con più utili rispetto prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata sulla tua S.r.l. con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni, specificando nella e-mail di quali informazioni hai bisogno, ma sapendo che non ti faremo mai dei “preventivi per la tenuta della contabilità”.

Perché se vuoi collaborare con me (portando la contabilità della tua S.r.l. da me o per aprire una nuova S.r.l.) dovrai prima acquistare la consulenza di Efficacia Fiscale – http://bit.ly/2NceH5z -.

Solo dopo aver fatto la consulenza con me riceverai il prezzo per il servizio della Contabilità Controllata se reputiamo – io e te – che collaborare insieme sia utile per entrambi.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore e-mail.

Riceverai gratuitamente un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti per ridurre il carico fiscale dal 70,72% al 28% utilizzando la tua S.r.l. (sono più di 94).

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Si tratta di una consulenza che dura massimo 15 minuti, in cui analizzeremo insieme la tua situazione e ti darò subito delle indicazioni pratiche su qual è la strada migliore per te e la tua attività, per tagliare il maggior numero di imposte e contributi grazie alla legge.

Sia chiaro, in 15 minuti non risolveremo tutte quante le questioni fiscali della tua S.r.l., ma sicuramente ne uscirai con le idee più chiare.

Voglio essere 100% trasparente.

Non ti nascondo che se vedrò che farà al caso tuo, ti proporrò anche delle offerte commerciali…ma lo farò solo se mi accorgerò che ne avrai bisogno e, poi, tu sarai liberissimo di scegliere.

In questo modo sarò certo che se tu dovessi pagare qualcosa a me (per una consulenza di Efficacia Fiscale o qualche infoprodotto), tu riceverai indietro più soldi in termini di risparmio fiscale rispetto a quelli che hai speso.

Così facendo, tu ci guadagni, sei felice e mi puoi fare una buona pubblicità.

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

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