Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un amministratore di una S.r.l. e stai valutando di pagare i contributi sia sul compenso dell’amministratore sia, quelli fissi, come socio lavoratore.

Appena avrai finito di leggere la circolare saprai come ridurre il carico fiscale della tua S.r.l. tutte le volte che l’amministratore deve pagare una doppia contribuzione Inps.

Nello specifico ti mostrerò in quali casi è conveniente pagare soltanto i contributi della gestione separata sul compenso da amministratore e, in quali casi, risulta più conveniente pagare i contributi di entrambe le gestioni ( gestione commercianti e gestione separata).

Comprenderai come fare tutto questo nel totale rispetto della legge.

Ti dico questo perché, nella maggior parte dei casi, nella tua S.r.l. tu sei sia amministratore sia socio lavoratore e, quindi, scegliere di pagare i contributi sul compenso dell’amministratore con un’aliquota del 34,25%, oppure, decidere di pagare anche i contributi fissi commercianti, di almeno euro 3.832,45 all’ anno, e diminuire i contributi sulla busta paga dell’amministratore al 24%.

Posto che non bisogna fare queste scelte mentendo ossia, che bisogna rispettare le regole in merito al fatto di iscriversi alla gestione commercianti Inps in caso tu sia un socio che svolge lavoro operativo, è anche vero che, in tanti altri casi, tu puoi scegliere di avere sia il compenso da amministratore sia di pagare i contributi fissi Inps commercianti diminuendo l’aliquota contributiva complessiva.

Lo scopo di questa circolare è mostrarti qual è l’ammontare del compenso da amministratore che ti permette di trovare maggiore convenienza nella doppia imposizione, e quali sono le cose da evitare per non rischiare di incorrere in pratiche illegali.

Tuttavia, tu, non devi forzare la legge per raggiungere i tuoi obiettivi di risparmio fiscale.

Questo per introdurre il concetto che puoi diminuire tutte le imposte e contributi che vuoi, ma lo puoi fare solo rispettando la legge.

Per aiutarti in questo condivido questa circolare lasciandoti in fondo un breve riassunto dei punti principali che devi rispettare in modo da essere certo di fare tutto al meglio.

Uno strumento di pianificazione fiscale è valido nel momento solo se applicato correttamente nel rispetto della legge. Applicarlo in modo non corretto ti consentirebbe di diminuire le imposte ed i contributi, ma poi non ti farebbe dormire sonni tranquilli.

Questo perché, in caso di controlli, il funzionario ti farebbe pagare le imposte ed i contributi non versati con l’aggravio di sanzioni e interessi.

In tutti i casi, è nostra responsabilità ridurre le imposte ed i contributi.

Nessun consulente può decidere, meglio di te, se e quando applicare gli strumenti di efficacia fiscale nella tua azienda, per questo motivo, è un tuo obbligo avere almeno una minima consapevolezza in queste tematiche.

Il carico fiscale in Italia è troppo alto (questo è un dato oggettivo percepito da tutti) e applicare più strumenti di risparmio fiscale è diventato fondamentale, perché ti permette di svolgere il tuo business come sempre, e contemporaneamente avere più soldi rispetto a prima.

In sintesi, diminuire il carico fiscale ti permette di avere più soldi facendo le stesse cose.

Le maggiori risorse economiche che avrai a disposizione potrebbero essere utilizzate per: acquisire clienti, fare nuove campagna di marketing, avere aria per eliminare i clienti peggiori scegliendo solo quelli migliori, per eliminare i fornitori non adatti, e, per scegliere i collaboratori o i macchinari che più rispecchiano le nostre aspettative.

Tutte cose che ti consentono di incrementare il margine sui prodotti che vendi quindi, a cascata, aumentare ulteriormente l’utile, fare nuovi investimenti nell’ azienda, innescando un ulteriore processo di incremento degli utili e sconfiggendo tutti i concorrenti.

In questo modo puoi zittire amici, parenti e concorrenti che hanno fatto di tutto per metterti i bastoni tra le ruote per farti smettere di far crescere la tua azienda.

Nello spesso modo, i soldi che avrai a disposizione possono essere utili a te per garantire una vita migliore alla tua compagna/moglie, cosa che ti consentirà di evitare che con una scusa ti abbandoni portandosi con sé i figli e facendo di tutto per girarteli contro senza farteli vedere.

Oltre a questo, avere più soldi con la tua azienda, ti permette di far accedere i tuoi figli alla miglior istruzione e formazione possibile, evitando che in futuro ti possano rinfacciare che non hanno realizzato i loro sogni in quanto altri coetanei hanno avuto maggiori opportunità rispetto a loro.

Questo è tutto quello che scoprirai appena avrai completato la lettura di questa circolare.

Prima di tutto vediamo insieme quali tipologie di Inps puoi avere con una S.r.l. e, successivamente, ti mostrerò a quale livello di compenso da amministratore ti conviene avere la doppia contribuzione e quali cose devi rispettare per poter avere un vero beneficio.

Quindi bando alla ciance e let’s go…

 

Quante tipologie di Inps ha un amministratore e un socio di S.r.l.?

Ogni qualvolta ti affacci a gestire una S.r.l., devi essere consapevole che puoi essere assoggettato a due tipologie di contributi:

  1. Una tipologia di contributi sono quelli del socio lavoratore. Ossia ogni qualvolta un socio di S.r.l. fa un lavoro operativo, allora si deve iscrivere alla gestione Inps commercianti e quindi pagare un fisso come contributi minimo di euro 3.832,45, che coprono i contributi su un reddito attribuito al socio fino ad euro 15.878,00. Nel caso in cui il socio lavoratore dovesse avere un utile attribuito dalla S.r.l. superiore ad euro 15.878,00, sulla quota di utile che è superiore, deve pagare un ulteriore 24% di contributi Inps;
  2. La seconda tipologia di contributi che puoi trovare nella S.r.l. sono quelli relativi al compenso da amministratore. Ossia ogni qualvolta l’amministratore prendere un compenso con un cedolino busta paga, su quel compenso bisogna pagare il 34,23% di contributi. Solo nel caso in cui l’amministratore stia pagando un’altra cassa di previdenza, i contributi sul compenso da amministratore diventano del 24%.

Nel momento in cui tu paghi sia la gestione separata, perché hai un compenso da amministratore, sia la gestione commercianti perché sei socio lavoratore, allora, questa, è chiamata “doppia imposizione”.

Questa cosa è considerata, erroneamente, sempre un pagamento eccessivo rispetto alla sola contribuzione della gestione separata.

Cosa che non è sempre vera.

Il motivo risiede nel fatto che, se tu pagassi i contributi alla gestione commercianti, pagheresti i contributi sul compenso da amministratore per il 24%, invece che 34,23%.

Ossia, pagheresti in meno il 10,23% di contributi, cifra che, per redditi alti ,ti permetterebbe di pagare minori contributi rispetto alla contribuzione unica, nonostante ci siano da pagare i contributi commercianti fissi di euro 3.832,45.

Ed è questo il motivo per cui ho voluto condividere questa circolare.

Siccome il compenso dell’amministratore può essere soggetto al pagamento di un’aliquota contributiva minore, si avrà un importo di compenso amministratore tale per cui, se si sta sotto questa soglia, conviene pagare solo i contributi alla gestione separata con aliquota alta del 34,23%.

Dall’altra parte, se si sta al di sopra di una determinata soglia, conviene pagare i contributi doppi, e quindi pagare i contributi fissi di euro 3.832,43 più il 24% sul compenso dell’amministratore.

Ovvio che devi fare sempre tutto nel rispetto della legge e quindi devi valutare, per esempio, se attivare o meno i contributi del socio lavoratore solo nel caso in cui tu sia veramente un socio lavoratore e che questo sia per te veramente utile a livello complessivo di tutti i contributi da pagare.

Nello stesso modo dovresti valutare se la S.r.l. dovesse avere utili alti che farebbero pagare al socio lavoratore troppi contributi, rendendo inutile la doppia contribuzione.

Ma per questo non preoccuparti che te lo spiegherò al meglio successivamente.

Per adesso è importante che tu comprenda che, in alcuni casi, puoi pagare l’Inps in due diverse gestioni, mentre in altri casi puoi solo pagare l’Inps in un’unica gestione.

Ecco il motivo per cui condivido questa circolare.

 

In quali casi risparmi il carico fiscale tutte le volte che l’amministratore ha la doppia contribuzione Inps?

Prima di tutto c’è da far presente che in questo caso, come risparmio fiscale utilizzando la doppia contribuzione, noi intendiamo solo il risparmio contributivo.

Infatti si possono risparmiare solo i contributi, in quanto il prelievo impositivo, esempio l’Irpef, è uguale sia in un caso sia nell’altro caso.

Nello stesso modo, anche se ti stessi domandando: “ma più contributi paghi più hai detrazioni fiscali?”, questo è vero, ma in tutti e due gli esempi che vedrai di seguito, i contributi pagati, sia nella gestione commercianti sia quelli della gestione separata, sono deducibili dal reddito.

Quindi, entrambi generano un beneficio fiscale, così facendo le aliquote fiscali sono le medesime, mentre quelle che cambiano sono le aliquote contributive.

Questo per mostrare che, l’unica vera differenza, è solo nella quantità di contributi pagati (sia dalla S.r.l. che da socio della S.r.l.), in quanto, il carico delle imposte sul reddito dell’amministratore, rimane uguale perché tutt’ e due le tipologie di contributi si scaricano dal reddito.

In questo capitolo vado a mostrarti il compenso dell’amministratore che ti permette di risparmiare il carico fiscale nel momento in cui hai la doppia contribuzione Inps.

Mentre, nel capitolo successivo, ti descrivo le cose a cui stare attenti.

Per chiarire il concetto faccio un esempio:

Di seguito ti riporto i dati iniziali e le ipotesi prese in considerazione:

–          aliquota gestione separata con solo una contribuzione: 34,23%;

–          aliquota gestione separata con ulteriore contribuzione (ossia il caso di doppia contribuzione): 24%;

–          i contributi sono 1/3 a carico dell’amministratore e 2/3 a carico dell’azienda, ma questo è irrilevante, in quanto la S.r.l. di fatto è di proprietà del socio della S.r.l., e facciamo la comparazione tra i contributi complessivi del caso di singola contribuzione con quelli del caso di doppia contribuzione;

–          considera che l’iscrizione alla gestione commercianti prevede un pagamento annuale minimo di euro 3.832,45  di contributi, ma poi paga il 24% nel compenso da amministratore (invece che il 34,23%);

–          per calcolare il “compenso a pareggio” utilizzo la formula del break even point. Nel nostro caso specifico la formula sarà: CONTRIBUTI FISSI INPS COMMERCIANTI / DIFFERENZA CONTRIBUTIVA TRA IL CASO DELLA MONO CONTRIBUZIONE E QUELLA DELLA DOPPIA CONTRIBUZIONE.

Da queste informazioni si evince che la differenza dell’aliquota contributiva sul compenso dell’amministratore, tra la singola contribuzione e la doppia contribuzione, è del 10,23% (34,23 – 24%).

Quindi vado a sviluppare i calcoli: 3.832,45 / 10,23% = euro 37.462,85;

Ecco che abbiamo individuato il compenso dell’amministratore per rendere uguale il pagamento dei contributi sia nel caso di doppia contribuzione Inps che nel caso di una sola contribuzione Inps. 

Aver individuato questo valore è molto importante (e penso che NON ci sia nulla di simile in circolare attualmente su internet), perché al superamento di questo compenso ti conviene utilizzare la doppia contribuzione, ossia essere anche iscritto anche alla gestione commercianti del socio lavoratore.

Mentre, al di sotto di questo compenso, conviene pagare solo la contribuzione sul compenso dell’amministratore senza essere iscritto alla gestione commercianti Inps del socio lavoratore.

N.b. ricordati per essere certo che la doppia contribuzione sia, per te, la soluzioni migliore che ti faccia pagare meno contributi, devi anche essere certo che gli utili della S.r.l. attribuibili al socio siano inferiori ad euro 15.878,00, in modo tale di evitare di far pagare al socio un ulteriore 24% sulla parte di utili superiore a quella soglia.

Ma per maggiori informazioni ti lascio un capitolo a parte qui sotto.

 

Domanda: quanto risparmi con la doppia contribuzione?

Risparmi esattamente 10,73% di contributi per la parte di compenso dell’amministratore superiore ad euro 37.462,85.

Quindi se il tuo compenso fosse di 47.462,85, risparmieresti 10.000 x 10,23% = 1.023 euro.

Nulla di eccessivamente alto, ma sono ugualmente 1.000 euro in più che potresti avere con un po’ di accortezza.

Ovviamente, più il compenso è alto, e più hai possibilità di risparmiare grazie a questo strumento di pianificazione fiscale.

E’ anche vero che, per essere veramente sicuro di poter risparmiare, devi fare in modo di rispettare altre condizioni e , di contro, avere anche la contribuzione commercianti potrebbe darti ulteriori vantaggi.

Per aiutarti in questo condivido un piccolo capitolo in cui ti elenco tutte le cose a cui stare attento…

 

Quali cose devi sapere per comprendere se e quando ti conviene utilizzare la doppia contribuzione Inps sul compenso dell’amministratore?

Fa attenzione, non devi solo considerare la soglia di euro 37.462,85 per comprendere se ti conviene la doppia contribuzione per il compenso dell’amministratore.

Infatti, ci sono altri parametri che devi considerare per essere certo di comprendere qual è per te la strada migliore.

Per far questo ho deciso di condividere con te le principali questioni a cui devi stare attento:

  1. Ricordati che il beneficio impositivo di fatto è neutro, perché i contributi sono tutti deducibili e perché avrai sempre capienza sul reddito elevato dell’amministratore. Quindi devi considerare “solo” il beneficio contributivo;
  2. Devi considerare il vantaggio contributivo complessivo considerando i contributi a carico dell’amministratore, i contributi a carico della società e quelli pagati dal lavoratore. Questo in quanto, di fatto, sono sempre pagati dall’imprenditore;
  3. I contributi della gestione commercianti del socio lavoratore ti garantiscono una pensione migliore rispetto ai contributi della gestione separata del compenso dell’amministratore;
  4. L’accredito contributivo della gestione separata può avvenire per un compenso minimo di euro 15.878. Attenzione, questo non significa che perdi tutti i contributi. Significa che se il compenso dell’amministratore fosse inferiore a quella soglia, l’anno di anzianità ti viene considerato valido, ma non ti vengono considerati i contributi ai fini del calcolo della pensione. In sintesi, ti viene considerato l’anno di anziativa ai fini della pensione, ma non saranno utilizzato al fine della quantificazione monetaria della futura pensione (se non superi la soglia del compenso di euro 15.878);
  5. Se il socio fosse iscritto alla gestione Inps commercianti, deve pagare anche i contributi Inps del 24% sulla parte di utili della S.r.l. attribuitigli eccedenti il minimale di euro 15.878. Quindi non si presta bene ad essere utilizzata nel caso in cui fossi socio unico della S.r.l. quando gli utili sono alti. Ma si presta bene ad essere utilizzata dal socio che ha il 5% di quote della S.r.l., in modo da non superare il reddito del minimale Inps nonostante l’utile alto della società. Se hai utili della S.r.l. bassi (magari perché prendi un compenso amministratore molto alto) non hai questo problema. In sintesi, se avessi una quota minima della S.r.l., esempio il 5% o il 15%, non avresti problemi di questo genere. Facendoti un esempio numerico, nel caso in cui la S.r.l. avesse un utile di euro 100.000 ed il socio lavoratore una quota del 5%, il socio pagherebbe solo i contributi fissi Inps di euro 3.832,45 senza pagare i contributi eccedenti la soglia di euro 15.878,00, in quanto gli utili della società attribuiti al socio sono pari a euro 100.000 x 5% = 5.000;
  6. Ricordati che i rimborsi chilometrici e forfettari aumentano il compenso dell’amministratore e che questi sono esente imposte ed esente contributi. Ossia li puoi mettere tranquillamente nella busta paga senza aumentare il prelievo di imposte e contributi;
  7. Ricordati che l’amministratore, per accedere alla doppia contribuzione, deve essere anche un socio lavoratore. Quindi se vuoi avere il beneficio della doppia contribuzione, devi effettivamente fare del lavoro operativo (anche se l’Inps probabilmente ti iscriverebbe semplicemente facendo la richiesta);
  8. Ricordati che se sei amministratore socio della S.r.l. e vuoi pagare solo la contribuzione della gestione separata sul compenso dell’amministratore, allora devi poter dimostrare di non lavorare nella S.r.l. (per esempio avendo dipendenti assunti nella tua azienda), altrimenti rischi che l’Inps ti possa iscrivere d’ufficio nella posizione Inps commercianti e quindi trovarti con contributi arretrati che devi pagare, rovinandoti la pianificazione contributiva che hai fatto in precedenza;
  9. Più il compenso dell’amministratore è elevato, rispetto alla soglia di euro 37.462,85, e più risparmi quando hai la doppia contribuzione Inps. Quindi è da valutare nel momento in cui inizi ad erogare un compenso elevato all’amministratore. Anche se il risparmio contributivo non è per te elevato, ciò non toglie che sono soldi che puoi risparmiare con un po’ di semplice accortezza continuando a fare nella tua azienda le stesse cose che facevi prima;
  10. Ricordati che vale anche l’opposto, ossia se l’amministratore dovesse avere un compenso minore a euro 37.462,85 e dovesse avere la doppia contribuzione, significherebbe che sta pagando più contributi del dovuto e che potrebbe risparmiare soldi eliminando, ove ti è possibile, l’iscrizione alla gestione commercianti;
  11. Inoltre ricorda che l’esempio riportato nel capitolo precedente è stato semplificato per rendere maggiormente comprensibile il concetto. Ogniqualvolta ti attingi a verificare il risparmio contributivo nel caso della doppia contribuzione dell’amministratore/socio della S.r.l., ricordati che ci possono essere ulteriori elementi da valutare, come ad esempio un lieve aumento dell’aliquota della gestione separata al superamento di una certa soglia di reddito e anche il massimale Inps oltre al quale non paghi più i contributi. Quindi, se vuoi avere il dato preciso, ti consiglio di metterti a fare i calcoli, e nel possibile, di chiedere supporto al tuo consulente.

Grazie a queste informazioni tu sai a quali cose devi stare attento e che ti consentiranno di scegliere, con precisione, quando ti conviene avere una doppia contribuzione Inps, oppure una sola contribuzione Inps, tutte le volte in cui percepisci un compenso da amministratore dalla tua S.r.l..

Così facendo risparmierai sul carico dei contributi Inps complessivi grazie alla tua S.r.l. senza bisogno di cambiare quello che stai facendo in azienda.

 

Check list di sintesi della circolare

Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e utile.

  1. Ricordati che con la S.r.l. sul compenso dell’amministratore devi pagare il 34,23% di contributi;
  2. Se l’amministratore fosse anche un socio lavoratore che paga i contributi fissi Inps commercianti, i contributi sul compenso dell’amministratore calano al 24%. Ma poi il socio deve pagare come minimo anche i contributi fissi alla gestione Inps commercianti di euro 3.832,45 all’anno e il 24% sugli utili della S.r.l. a lui attribuiti che superano la soglia di euro 15.878);
  3. Quindi se il compenso dell’amministratore fosse superiore ad euro 37.462,85 conviene avere la doppia contribuzione, mentre se il compenso fosse inferiore allora ti conviene pagare solo una contribuzione Inps sul compenso dell’amministratore (senza essere iscritto alla gestione Inps commercianti);
  4. Nel caso il compenso dell’amministratore fosse superiore ad euro 37.462,85 e tu volessi essere certo di risparmiare i contributi, allora dovresti verificare di essere un socio lavoratore vero, e di avere una quota della S.r.l. minima in modo da avere un utile della società attribuibile inferiore ad euro 15.878 per evitare di pagare un ulteriore 24% sulla parte di utile eccedente la soglia.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che: “Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista individuando quali sono più sicuri e quali meno sicuri”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare hai ottenuto tutte le informazioni che ti servono per comprendere a quale ammontare di compenso da amministratore ti conviene avere una doppia contribuzione, ossia pagare i contributi alla gestione separata e alla gestione commercianti, o quanto conviene pagare solo alla gestione separata.

Tutto questo ti permette di risparmiare sul carico contributivo della tua S.r.l. facendo la scelta migliore sia nel caso di un compenso amministratore elevato sia nel caso di un compenso più contenuto.

Più soldi risparmia la tua S.r.l. e più soldi hai a disposizione per fare investimento o per distribuire utili ai soci.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l..

Stai, però, attento perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 64% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte minime che puoi pagare, sono del 28%.

Tra il 64% di imposte ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

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