Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana ti parlerò di un argomento molto importante, inerente tutte le volte in cui devi affrontare i problemi fiscali della tua S.r.l. in situazioni di emergenza come, ad esempio, la chiusura forzata dell’attività.

Infatti potrebbe accadere che la tua S.r.l. debba affrontare delle situazioni di emergenza che richiedono delle scelte importanti sotto il profilo economico, della liquidità e fiscale.

Ti dico questo perché possono capitarti anche delle situazioni particolari in cui, per motivi straordinari, per esempio incendio del negozio, oppure un tuo infortunio grave, tu sia obbligato ad interrompere l’attività.

In questi casi sarebbe normale “pretendere” che lo Stato ci aiuti e sperare che ci sia qualche ente che emani eventuali bonus fiscali durante l’emergenza della tua azienda.

Questo è, in parte, quello che sta succedendo con il problema del coronavirus.

Mi spiego meglio.

Dal mese di marzo 2020 molti imprenditori hanno compreso che ci possono essere eventi che potrebbero impedire il normale svolgimento dell’attività imprenditoriale.

Questo porta alla paura di non poter incassare soldi, per mancanza di vendite, e di dover ugualmente pagare i dipendente, le imposte dello Stato ed avere ugualmente i soldi per mantenere la propria famiglia.

Da questo potrebbe venirti in mente il pensiero che lo Stato si faccia carico di questo imprevisto, per poi renderti conto che, più di tanto, lo Stato non può aiutarti e che, l’unico che può esserti di aiuto sei solo tu con l’aggiunta di strumenti di prevenzione.

Appena avrai finito di leggere questa circolare saprai quello che devi fare per difenderti dai problemi fiscali tutte le volte che ci sono emergenze che ti impediscono di svolgere regolarmente l’attività della tua azienda.

Da cosa è nata questa circolare?

Sabato 28 marzo 2020 Stefano Macrì, sapendo che scrivo settimanalmente circolari fiscali, che sono autore del libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.”, che ogni tanto vengo invitato dai clienti per interventi in pubblico, mi ha chiesto di fare una breve intervista sugli interventi fiscali che lo Stato ha preso come provvedimento a favore degli imprenditori e dei dipendenti per risolvere i problemi causati dal coronavirus.

Ho, quindi, preferito riunire degli appunti per tenermi in mente gli argomenti da discutere e i punti che volevo condividere con gli spettatori per dare il mio parere sui problemi fiscali del coronavirus e su quali cose possiamo prendere di utile da questa emergenza.

In sostanza non ho fatto altro che parlare brevemente dei provvedimenti presi dal governo a sostegno delle attività per, poi, concludere che, di fatto, il problema del coronavirus è sorto da circa un mese e, pertanto, se ci troviamo in difficoltà la causa è da ricercare non tanto nella chiusura forzata, ma nella mancanza di prevenzione.

Prevenzione sul pensare a come modificare l’attività tutte le volte che siamo obbligati a non erogare il prodotto come prima.

Prevenzione nell’avere in cassa soldi per coprire le spese nei prossimi 2/3 mesi.

Prevenzione nel non aver pensato a quali provvedimenti prendere in anticipo per recuperare margine di utile appena l’attività sarà ripresa.

E, l’interruzione dell’attività, bada bene, non deve essere per forza dipesa da una emergenza sanitaria nazionale, ma può anche essere un impedimento specifico della tua azienda.

Questo può essere un incendio, un infortunio personale dell’imprenditore, la viabilità stradale che cambia che ti porta via tutti i clienti, una legge che ti obbliga a sospendere la tua attività per qualche mese oppure, ancora peggio, che ti obbliga a chiudere per sempre.

Ti consiglio di valutare questo periodo in un’ottica positiva perché, anche se puoi trovarti in una situazione di temporanea difficoltà, nel futuro tutto è migliorabile.

Appena avrai finito di leggere questa circolare saprai quali interventi ha preso lo stato in favore degli imprenditori, quelli a favore dei dipendenti e, quindi, come gli imprenditori li devono gestire a loro vantaggio.

Oltre a questo vorrei nuovamente porre l’attenzione su un concetto che io reputo molto importante: vero che il coronavirus ha portato dei problemi, ma ha mostrato anche come lo Stato interviene nei momenti di difficoltà, rendendo evidente che lo Stato non può aiutare più di tanto gli imprenditori (i dipendenti sono sempre abbastanza protetti).

E’ vero che, in Italia, la tassazione è molto alta ma, in realtà, il problema dell’eccessivo carico fiscale si pone soltanto in presenza di utili abbondanti. L’aspetto principale su cui concentrarsi prima di tutti gli altri è riuscire a produrre utili.

Le soluzioni che ti propongo in questa circolare sono “universali” in quanto ci fanno capire come ci dobbiamo gestire quando ci sono emergenze e come lo Stato può intervenire in queste situazioni.

Le emergenze possono essere anche imprevisti legati alla propria attività come, ad esempio, incendi, interruzione improvvisa di produzione.

Ma prima di proseguire voglio dirti una cosa che, forse, non ti piacerà.

Se te lo dico è per il tuo bene, molte volte le cose che ci faranno stare bene nel futuro, sono quelle che non ci piacciono nel breve periodo.

Tu puoi pensare a tagliare tutto il carico tributario che reputi opportuno utilizzando la S.r.l., ma lo potrai fare solo se hai utili alti ed hai abbastanza liquidità per pagare regolarmente i fornitori.

Se così non fosse, tu non avresti problemi di risparmio fiscale, avresti problemi peggiori.

Perché, se tu avessi utili bassi, non avresti tante imposte da pagare, ma avresti problemi sul come aumentare i margini.

Perché, se avessi bassa liquidità, avresti il problema di come pagare regolarmente fornitori e dipendenti, pertanto, il problema del carico fiscale, sarebbe del tutto secondario.

Solo se hai un utile alto, e solo se hai abbastanza liquidità da essere certo di poter pagare le persone nei prossimi mesi, puoi veramente avere un problema di tributi da ridurre.

Questo perché, con utili alti avrai tributi alti da pagare e, solo in questo caso, dovrai focalizzarti sugli strumenti di risparmio fiscale.

Solo utilizzando al massimo gli strumenti di efficacia fiscale puoi, veramente, pensare di ridurre i tributi dal 72% fino al 28%.

I soldi risparmiati ti permetteranno di ottenere benefici a cascata migliorando ogni aspetto della tua vita, personale e professionale.

Ecco alcuni esempi di cosa potresti fare con i soldi risparmiati:

– garantire un miglior tenore di vita alla tua partner;

– evitare la sua fuga con uomini più benestanti;

– evitare la sottrazione dei figli e i conseguenti ricatti economici;

– garantire ai tuoi figli la migliore istruzione;

– garantire ai tuoi figli le migliori cure mediche;

– assicurarti l’affetto dei tuoi figli i quali riconosceranno in te colui che è riuscito a dar loro tutto ciò di cui hanno avuto bisogno.

Ma i soldi possono essere utili soprattutto sotto l’aspetto business, infatti, avendo più soldi, puoi permetterti di fare maggiori investimenti nella tua S.r.l., come, ad esempio, acquistare nuove attrezzature, prendere nuova forza lavoro, incentivare meglio i venditori, guadagnare tempo per eliminare i clienti peggiori o i fornitori peggiori.

Se ti stai chiedendo come fare, non preoccuparti, prima descriverò i concetti che volevo condividere con gli imprenditori presenti al webinar, poi ti elencherò brevemente le soluzioni offerte dalla legge per poi proporre le soluzioni che puoi mettere in atto nella tua S.r.l. per evitare i problemi in periodi di emergenza.

Quindi bando alle ciance e let’s go…

 

Questi sono i concetti che mi sono preparato per l’intervista

  • Incertezza della norma in Italia: da quando è emanata la legge, a come questa viene attuata, ci possono essere delle variazioni importanti. Questo è un po’ il simbolo di come funzionano le norme fiscali in Italia. Alcuni strumenti sono più sicuri e garantiti e altri sono meno sicuri. Dobbiamo noi essere consapevoli del rischio e gestirlo prima. Questo è il motivo per cui evito di esprimere i miei concetti appena una legge è stata emanata dal governo. Perché ci vuole tempo prima che la legge diventi operativa, ossia gli enti devono comprendere come rendere attuative le leggi del governo. Oltre a questo dalla emanazione della legge al come questa viene tradotta sotto il profilo operativo ci possono essere delle variazioni significative.

 

  • Dalla emanazione della legge al suo decreto attuativo le regole possono cambiare: per esempio, la legge ha previsto un bonus per gli imprenditori di euro 600, ma non era certo il come richiederli e chi potesse beneficiarne. Appena la legge era stata emanata non si capiva se anche i soci delle società potessero avere questi benefici e se gli agenti di commercio avessero questa opportunità. Cosa che poi sembra che anche questi ultimi, dopo i chiarimenti dell’Inps, possano accedere ai contributi a fondo perduto.

 

  • Questo è un po’ lo specchio di come reagisce lo stato e come dovrebbero reagire gli imprenditori in caso di emergenza nella propria attività imprenditoriali: questa emergenza ci fa comprendere come lo stato può reagire in situazioni di crisi. Non dico che non ha fatto nulla per noi, ma è certo che non possiamo pretendere che sia lo stato che ci garantisca un reddito certo, in fondo in fondo essere imprenditore significa aver accettato il rischio imprenditoriale. Altrimenti non si chiamerebbe rischio.

 

  • Il vantaggio fiscale derivante da un taglio dei tributi o da un bonus a fondo perduto non è mai una cosa che si ottiene subito il giorno dopo, ma la si ottiene solo nei mesi o l’anno successivo. Per questo motivo devi fare pianificazione fiscale prima. Mi spiego meglio, anche se lo stato ha previsto delle norme a favore degli imprenditori nel mese di marzo, queste si concretizzano in liquidità nel mese successivo, bene che vada. Questo è l’esempio di com’è l’effetto del risparmio fiscale. La decisione è oggi, ma l’effetto avviene nel futuro. Quindi anche per il risparmio fiscale il vantaggio è lo stesso. Per poter tagliare le imposte devi applicare gli strumenti di risparmio fiscale oggi, ma poi il vantaggio di avere un minor pagamento lo puoi avere l’anno successivo.

 

  • L’aspetto fiscale viene solo dopo l’utile economico della S.r.l. . Se non ci sono utili non ci sono problemi fiscali. Se avessi utili bassi, avresti imposte basse. Quindi avresti problemi peggiori. Se non vendiamo i prodotti non abbiamo un utile, quindi anche annullando le imposte non possiamo avere vantaggi. Lo Stato non potrà mai acquistare il nostro prodotto al posto dei clienti. Siamo noi che dobbiamo essere in grado di trovare il modo di vendere il nostro prodotto in modo diversi e far fronte all’imprevisto che ci ha messo nelle condizioni di chiudere l’attività.

 

  • L’aspetto fiscale viene solo dopo l’aspetto finanziario. Ha poco senso pensare a risparmiare le imposte se non hai liquidità. Se non hai liquidità per pagare i dipendenti o i fornitori il mese successivo hai problemi più gravi che pensare a risparmiare le imposte. Quindi conviene pensare a gestire il tuo bisogno di liquidità prima, magari chiedendo finanziamenti momentanei o posticipare il pagamento delle imposte pagandole dopo con delle maggiorazioni.

 

  • Il marketing e la vendita sono cose che può fare solo l’imprenditore (mentre la contabilità controlla i risultati ottenuti). Quello che puoi fare insieme al tuo commercialista è controllare la contabilità in modo da essere certo che il marketing o la vendita funzionino, che l’azienda ottenga gli obiettivi che ti sei impostato all’inizio dell’anno. E’ un po’ il discorso che è stato accennato prima per lo Stato. Lo Stato ci può aiutare con qualche incentivo, ma non potrà mai pensare completamente al futuro della nostra azienda. Nello stesso modo noi imprenditori dobbiamo controllare la contabilità della nostra S.r.l. per essere certi di ottenere i risultati desiderati, ma prima di questo dobbiamo essere noi imprenditori ad avere una idea chiara di quale strategia utilizzare per acquisire clienti e per aumentare le vendite.

 

  • Se sono passati appena 20 giorni dai provvedimenti di chiusura dalle mia attività per contrastare il coronavirus e non abbiamo abbastanza soldi nel conto corrente della S.r.l., questo non è un problema collegato al carico fiscale eccessivo: se siamo in questa situazione significa che nei mesi e negli anni precedenti non abbiamo pensato ad accumulare soldi, ossia utili, nel conto corrente aziendale per coprire le spese dei prossimi 2/3 mesi. Una parte dei soldi devono essere sempre reinvestiti nella propria S.r.l., una parte vanno distribuiti ai soci e una parte bisogna sempre accantonarla nel conto corrente della società per le evenienze future. In modo da avere un cuscinetto che anche in mancanza di entrate tu possa pagare regolarmente dipendenti e fornitori nei prossimi 2/3 mesi.

 

  • Puoi fare tutti i corsi di gestione finanziaria che vuoi, ma la regola è sempre una ed unica che regna: ogni mese devi accumulare dei soldi del conto corrente avendo già pagato quello che dovevi pagare ai fornitori e dipendenti.

 

  • Per proteggere il tuo patrimonio personale anche contro avvenimenti che non puoi controllare come il coronavirus, una S.r.l. è lo strumento migliore. C’è poco da aggiungere, una S.r.l. ti serve per proteggere il tuo patrimonio personale, i conti correnti cointestati con il coniuge, i soldi che accumulavi per l’università dei figli. Non dico che la si deve utilizzare per truffare la gente, ma di certo hai il patrimonio personale più tutelato dagli imprevisti della tua azienda.

 

  • Siamo noi che dobbiamo pensare a soluzioni alternative per vendere i nostri prodotti e servizi, anche in casi estremi di chiusura forzata della nostra attività, e non pretendere che lo Stato ci “garantisca” un incasso. Nelle situazioni in cui devi cambiare repentinamente attività aziendale, devi comprendere l’importanza di avere l’oggetto sociale ampio della società. Questa cosa ti permette ti cambiare attività con la tua S.r.l. non tanto risparmiando i soldi, ma risparmiando tempo e quindi vendere i prodotti che servono. Una cosa che ho notato è che in questo periodo gli imprenditori hanno valutato, di convertire la propria attività, cosa che potevano fare tempestivamente solo avendo un oggetto sociale ampio nell’atto costitutivo. In caso contrario sarebbero dovuti ricorrere al notaio. Cosa che gli costava non tanto dei soldi, ma costava in termini di tempo sprecato prima di potersi riconvertire.

 

  • Dopo aver consolidato gli utili e la liquidità devi evitare la peggiore efficacia fiscale che è del 72% per i redditi alti pagati dalla ditta individuale. Si è vero che in Italia le imposte sono un problema, ma questo solo a condizioni di utilizzare la forma giuridica sbagliata e con redditi elevati.

 

  • Attualmente in Italia i principali strumenti per ridurre le imposte sono 3: l’uso del forfettario, la S.r.l. e andare all’estero in modo sano e legale.

 

  • Alcune volte percepiamo il carico fiscale alto per “colpa” degli acconti, ossia perché non abbiamo abbastanza informazioni sul come funziona la norma italiana. E’ vero che in Italia il carico fiscale è alto, ma questa sensazione è peggiorata dal fatto che ci sono anche gli acconti. Cosa che alcune volte chi inizia una nuova attività imprenditoriale fa fatica a comprendere, ma che è importante conoscere. Infatti in Italia la legge prevede che noi paghiamo le imposte a saldo con anche l’aggiunta degli acconti per l’anno corrente di presentazione della dichiarazione. In sostanza gli acconti sono come dei crediti d’imposta che servono per la dichiarazione dell’anno successiva. Ovvio che in un anno “normale” e con reddito costante il saldo è basso perché hai versato gli acconti nell’anno precedente. Il primo anno in cui apri l’attività non pagherai imposte, il secondo anno pagherai il doppio delle imposte e dal terzo anno in poi, se il reddito ti rimane costante, pagherai sempre le stesse imposte. Mentre l’anno in cui dovrai chiudere la partita Iva pagherai meno imposte perché non dovrai più pagare l’acconto.

 

  • Il carico “fiscale” è composto dalle imposte e dai contributi: sicuramente il carico fiscale in Italia è alto, ma quello che noi impropriamente chiamiamo tasse in realtà sono imposte e contributi. Le imposte sono quelle cose che versi a “fondo perduto”, ossia paghi ma non ricevi nulla in cambio. Invece i contributi sono quelle cose che versi, (che in parte puoi portare in deduzione delle imposte) e che ti servono per poi un giorno, si spera, ricevere la pensione. In teoria, e con una dose di fortuna, i contributi tra la pensione di anzianità ed una pensione per il coniuge superstite, dovresti riaverli indietro.

 

  • Informazione fiscale, differenza tra deduzione e detrazione: ho voluto inserire anche questo concetto per comprendere la differenza tra i due termini anche se di fatto questa cosa non fa differenza in termini di risparmio fiscale. Le detrazioni fiscali sono di fatto tutti i bonus che prevedono una diminuzione dell’imposta da pagare. Per esempio il meccanismo della detrazione del 19% delle spese mediche, è un bonus fiscale, ma funziona che il 19% di quelle spese sono deducibili dall’imposta. Mentre le spese deducibili funzionano in modo diverso. La deduzione significa che l’importo oggetto del bonus fiscale va a diminuire la base imponibile dell’imposta. Per esempio il pagamento dei contributi Inps sono deducibili dal reddito. Questo significa, che le imposte Irpef sono calcolate su una base imponibile che è diminuita dei contributi pagati in quello specifico anno.

 

  • Perché ho deciso per focalizzarmi sulle S.r.l. . A mio parere i commercialisti sono in un settore con tante norme da gestire, e quindi più restringono il proprio campo di lavoro e più riescono a semplificare il lavoro per i collaboratori, evitando errori e permettendo che i dipendenti facciano meno imprecisioni con la contabilità dei clienti. In tutti i casi i motivi per cui mi sono focalizzato sulle S.r.l. sono 2: a) perché è la forma giuridica che ha il maggior numero di strumenti di risparmio fiscale b) perché è lo strumento con cui proteggi il tuo patrimonio.

 

  • Alcuni strumenti di risparmio fiscali sono incerti e altri più certi. In caso di contenzioso con il funzionario dell’Agenzia delle Entrate devi ricorrere ai 3 gradi di giudizio. A mio umile parere, qualsiasi commercialista non può permettersi di parlare di risparmio fiscale e affermare che tutti gli strumenti sono certi e sicuri. Questo perché alcuni strumenti di risparmio fiscale sono più difendibili contro eventuali contestazioni da parte dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Mentre altri strumenti, siccome sono soggetti a valutazioni, oppure legati a specifiche azioni o luoghi, sono maggiormente variabili e quindi posso essere maggiormente contestazioni da parte del funzionario dell’Agenzia delle Entrate (a maggior ragione se gli impongono di fare cassa). In caso di contestazione con un funzionario dell’Agenzia delle Entrate potresti difenderti facendo un ricorso tributario e quindi essere soggetto al giudizio di un giudice. I gradi di giudizio in Italia sono 3, la Commissione Tributaria Provinciale, la Commissione Tributaria Regionale e la Cassazione.

 

  • Il risparmio fiscale può essere spiegato se è contestualizzato, ove fosse troppo semplificato rischi di comunicare uno strumento che il cliente utilizza male, rischiando sanzioni e interessi. Un concetto importante che ogni imprenditore deve conoscere è che la strategia di risparmio fiscale adatta per un imprenditore non è necessariamente adatta per un altro imprenditore. Questo errore capita quando si trovano su internet strumenti di risparmio fiscale che sono troppo semplificati rispetto alla loro applicazione. Tu puoi applicare tutti gli strumenti di risparmio fiscale che vuoi, ma a condizione di applicarli al meglio nel rispetto della legge. Questo per evitare di pagare successive ed eccessive sanzioni e interessi. Il significato di tutto questo è che ogni insieme di strategie di risparmio fiscale funziona nel momento in cui queste sono contestualizzate in uno specifico caso imprenditoriale.

 

Normativa riferita ai dipendenti

In questa sezione descriviamo la normativa riservata ai dipendenti.

Attenzione, non sto dicendo che sia per rispondere solo alle domande e preoccupazioni che possono avere i dipendenti, ma devi vedere queste risposte dal punto di vista dell’imprenditore per cercare di comprendere se il dipendente è a carico solo della tua S.r.l., oppure se esso ha più bonus rispetto che ad un periodo di esercizio normale diventando a carico dello Stato;

La domanda che spesso prima di tutto fanno i dipendenti è: Ma io prenderò i soldi se la mia azienda è stata obbligata a stare chiusa?

Risposa: la risposta è si, certamente, in tutti i casi si accede alla cassa integrazione.

La domanda che invece si fanno gli imprenditori è: Ma devo pagare lo stesso i dipendenti anche se la mi attività è obbligata a stare chiusa?

Risposta: in questa emergenza del coronavirus tutte le aziende, anche quelle con meno di 5 dipendenti hanno diritto a richiedere la cassa integrazione, e la può erogare direttamente l’Inps senza che lo stipendio sia anticipato dall’azienda.

Oltre a questo i dipendenti hanno altri strumenti a loro protezione, come ad esempio:

  • permessi per stare a casa per i figli, esempio coppia in cui tutti e due lavorano;
  • bonus baby sitter;
  • premio di euro 100 ai dipendenti che sono stati obbligati a lavorare.

Oltre questo ricordiamoci che tutte le persone fisiche hanno diritto ad un credito d’imposta del 30% per le donazioni agli istituti contro il coronavirus.

 

Normativa riferita agli imprenditori

Oltre a questo lo stato ha anche previsto delle misure a tutela degli imprenditori.

Sottolineo che non ho voluto essere troppo specifico nell’individuazione di tutti i possibili casi imprenditoriali perché sono appena usciti alcuni chiarimenti attuativi solo mentre sto scrivendo questa circolare.

Il motivo risiede anche nel fatto che ogni situazione imprenditoriale ha delle proprie peculiarità che devono essere analizzate nello specifico con il proprio commercialista.

In tutti i casi, i provvedimenti a vantaggio degli imprenditori sono i seguenti:

  • Per le attività chiuse per legge, ci sono i codici ateco delle attività che possono operare e quali attività sono chiuse;
  • Bonus di euro 600 agli imprenditori. Attualmente sembra confermato che sia i soci delle società che gli agenti possano accedere a questo regime;
  • Sospensione dei pagamenti della maggior parte delle imposte e dei tributi in scadenza dal 16 di marzo fino al 31 di maggio o se diversamente stabilito dal governo;
  • Sospeso il pagamento delle rate delle cartelle di Equitalia;
  • Bisogna continuare a pagare le rate delle comunicazioni di irregolarità;
  • No notifica atti Agenzia delle Entrate o Equitalia (ora Agenzia Entrate Riscossioni);
  • Sospensione pagamento mutui, leasing e scadenze fidi;
  • Credito d’imposta per gli imprenditori che pagano un affitto;
  • Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti.

Questi sono i principali provvedimenti che sono stati messi a disposizione dal governo a vantaggio degli imprenditori ma, è anche vero che, a mio parere, queste sono solo delle cure momentanee, perché l’unica vera “medicina” che può utilizzare l’imprenditore è la prevenzione.

Quindi, qui di seguito, ti condivido le vere soluzioni che, a mio parere, puoi mettere in atto per proteggere la tua attività imprenditoriale dagli imprevisti aziendali come, ad esempio, l’obbligo di chiusura per il coronavirus.

 

Queste solo le uniche vere soluzioni che puoi mettere in atto per gestire l’aspetto fiscale della tua S.r.l. nei momenti di crisi aziendale (con o senza una emergenza nazionale del coronavirus)

  • Anche se non sai quale imposta puoi sospendere, questo è un falso problema: ti dico questo perché le imposte del 16 di marzo non sono “improvvise” perché derivano dal comportamento della tua azienda avvenuto prima della emergenza coronavirus. Oltre a questo puoi pagare tranquillamente le imposte dopo la data di scadenza del tributo, con l’aggiunta di maggiorazioni, ma regolarizzando l’intera posizione. Per alcuni tributi hai anche un anno di tempo per pagarle in ritardo e regolarizzare tutto, quindi di fatto hai tempo a sufficienza per gestire il pagamento delle imposte per mancanza di liquidità.

 

  • Puoi posticipare o rateizzare tutte le imposte che puoi in date successive, a patto di avere un piano futuro per gestire il versamento dei tributi. Per quanto sia semplice questo concetto è tanto importante. Puoi anche pagare dopo le imposte o pagarle a rate, ma poi devi essere consapevole che i consumi futuri devono diminuire. Valuta bene di non caricare troppo il tuo futuro di spese altrimenti rischi di avere problemi.

 

  • Ricordati prima di pensare alla liquidità, perché puoi pagare le imposte successivamente con il ravvedimento operoso: Per quanto riguarda il problema della liquidità, a mio avviso le scadenze del 16 di marzo derivano da comportamenti precedenti all’emergenza, quindi dovresti avere i soldi per pagare. Per quello che riguarda il dopo, basta saltare il pagamento delle imposte per finanziarti per un po’. Molti ammortizzatori sociali ti permettono di far pagare lo stipendio dei dipendenti dall’Inps. Per le scadenze fiscali successive se non hai incassi non paghi né Iva nei mesi successivi né pagherai imposte l’anno successivo. Se devi pagare i fornitori è vero che hai un problema di liquidità, ma è anche vero che molti di questi debiti derivano da situazioni precedenti l’emergenza, cosa per cui, non dico tutto l’importo, ma dovevi aver gestito prima accumulando i soldi nei mesi precedenti, a maggior ragione per i debiti che erano già scaduti. In tutti i casi ricordati il “ravvedimento operoso”. Il ravvedimento operoso non è altro che il modo tecnico per dire che si possono pagare le imposte successivamente pagando delle sanzioni contenute e interessi regolarizzando l’intera posizione fiscale;

 

  • Anche dopo la scadenza del tributo da pagare, anche se non pagassi i tributi, male che vada riceveresti una “comunicazione di irregolarità” che puoi rateizzare: se dopo la scadenza del tributo continui a non pagare, l’Agenzia delle Entrate ti invia una comunicazione in cui ti chiede l’importo omesso e la sanzione del 10% se paghi o se rateizzi l’importo pagando la prima rata entro 30 giorni. Questo per te significa che è vero che aumentano le sanzioni, ma è anche vero che hai ulteriore tempo per pagare e puoi comunque rateizzare l’importo, come minimo, con 8 rate trimestrali. Quindi hai tutto il tempo per pagare;

 

  • In tutti i casi, il mancato pagamento delle comunicazioni di irregolarità sfocia in cartelle di Equitalia (quello che adesso si chiama Agenzia Entrate Riscossioni): Se decidi di non pagare la comunicazione di irregolarità, poi l’importo passa presso Equitalia con sanzioni al 30% e gli aggi che vanno a questo ente. Sicuramente gli importi da pagare aumentano, ma anche in questo caso avresti possibilità di rateizzare successivamente.

 

  • L’unica vera soluzione è avere un’azienda che produce utili indipendentemente dagli interventi dello Stato: lo so che è più facile dirlo che a farlo, ma questa è l’unica cosa che possiamo veramente controllare. Non possiamo pretendere che lo Stato ci garantisca di vendere i nostri prodotti, in fondo siamo noi che abbiamo scelto di essere imprenditori e quindi è implicito aver accettato il rischio imprenditoriale, altrimenti non si chiamerebbe rischio e altrimenti non avresti un motivo giustificato per pretendere più soldi rispetto a quelli che ricevono i dipendenti;

 

  • Avere sempre un’azienda che ha in pancia almeno 2-3 mesi di liquidita per pagare le spese future o comunque fare in modo di averlo come obiettivo per la tua azienda da raggiungere il prima possibile. Questo obiettivo non deve essere per forza raggiunto subito, si potrebbe raggiungere anche nel corso dei mesi o degli anni accumulando anche piccole quantità di soldi per volta. Il concetto di risparmio anche di piccole somme ogni mese, per quanto sia una cosa noiosa, è vitale per la tua S.r.l. perché ti permette di settare la tua mente verso l’attenzione di spendere di meno rispetto alle entrate. E facendo questo eviti di indebitarti inutilmente e di aumentare i soldi liquidi della tua S.r.l. (cosa che di fatto si concretizza in maggiori utili);

 

  • Semplicemente bisogna “risparmiare” sempre qualcosa ogni mese, a maggior ragione nei momenti buoni, ma anche nei momenti peggiori dobbiamo accantonare anche almeno 1 euro in più rispetto al mese precedente: in questo modo possiamo essere sicuri di avere soldi per gli imprevisti e soprattutto abbiamo adattato i consumi personali e la struttura della nostra azienda ad essere flessibile e sensibile al fatto che ogni mese bisogna accumulare denaro e che tutto va in funzione di quello, dipendenti e collaboratori compresi;

 

  • Un commercialista può parlare solo di 2 cose: contabilità e fisco. Un commercialista, a mio parere, può risolverti al massimo questi 2 principali problemi, a) come tagliare le imposte ed i contributi nel rispetto della legge, e b) come utilizzare la contabilità per controllare la S.r.l. per guidarla verso maggiori utili, maggiore liquidità. Quello che non potrà mai fare il tuo commercialista è di aumentarti il numero di clienti della tua azienda e non potrà mai aumentare la vendita dei tuoi prodotti servizi. Queste ultime 2 sono cose che le può fare solo l’imprenditore. Contabilità e fisco, ma il tutto si intreccia, perché il fisco può migliorare delle cose sul lungo periodo, ma da oggi bisogna utilizzare la contabilità per guidare la propria azienda vero gli obiettivi di miglioramento. Avevo voluto inserire questi due concetti perché è importante ottimizzare il carico fiscale, altrimenti in Italia paghi troppi tributi, ma poi bisogna avere degli obiettivi da raggiungere e controllarli mensilmente utilizzando la contabilità. Solo in questo modo sei certo di continuare a risparmiare le imposte nel tempo.

 

Check list di sintesi della circolare

Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce.

I calcoli precisi, di quante imposte e contributi puoi risparmiare tutte le volte che utilizzi uno specifico strumento di risparmio fiscale della S.r.l., li puoi fare solo analizzando nel dettaglio la contabilità della tua azienda.

Ma non basta, serve anche la collaborazione del tuo commercialista, perché devi valutare anche i tuoi obiettivi personali, oltre che gli utili e la liquidità a disposizione della tua S.r.l. .

Ma, in tutti i casi, per comprendere già adesso come utilizzare al meglio le informazioni contenute in questa circolare, condivido questa semplice check list, così da consentirti di poter andare dal tuo consulente per calcolare quanto puoi risparmiare già ora:

  1. I provvedimenti presi dal governo per contrastare il coronavirus hanno comportato la chiusura della tua attività economica o potrebbero aver comportato la diminuzione delle vendite. Questo è lo specchio di quello che succede in caso di imprevisti alla tua S.r.l. . Infatti questa può affrontare avvenimenti che prevedono la chiusura improvvisa, esempio un incendio o un provvedimento di legge che colpisce il tuo prodotto, oppure anche la diminuzione dei ricavi perché le abitudini di consumo sono cambiate;
  2. Questi imprevisti possono succedere e sempre succederanno nella propria attività imprenditoriale ed in genere comportano dei danni economici, ossia hai meno ricavi di prima, e anche danni finanziari, ossia devi continuare a pagare dipendenti, fornitori e imposte;
  3. Quando ci succedono imprevisti tendiamo a voler pretendere che ci sia sempre qualcuno, terze persone o stato, che provvedono ad aiutarci in caso di imprevisto. Quando in verità noi siamo imprenditori, abbiamo già implicitamente accettato il rischio quando abbiamo aperto la partita Iva e le uniche persone che ci possono aiutare siamo noi stessi e l’unico strumento utile è la prevenzione. Non tutto si può sempre prevedere, ma dobbiamo anche cercare di prevedere il più possibile, anche situazioni improbabili;
  4. Per quanto riguarda il problema economico riguardo alle vendite lo stato non può fare nulla, anche in periodi di crisi e non deve fare nulla, perché siamo noi imprenditori che abbiamo accettato il rischio economico;
  5. Ma sotto il profilo finanziario lo Stato ci mette a disposizione vari strumenti per reperire liquidità. Come ad esempio la sospensione del pagamento dei tributi, la possibilità di pagarli in ritardo con delle maggiorazioni del ravvedimento operoso, con la sospensione del pagamento delle rate del mutuo, delle rate leasing, dei fidi bancari. Dall’altro lato è anche vero che quello che è richiesto come debito dai fornitori in quanto sono debiti scaduti prima dell’emergenza penso sia giusto ammettere che siano interamente di nostra competenza;
  6. Certamente è impossibile proteggere la S.r.l. da tutti gli imprevisti, ma ciò non toglie che in questo modo possiamo fare quello che è in nostro controllo per gestire al meglio gli imprevisti si salute della nostra azienda.

 

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci quello che lo Stato può fare per la tua S.r.l. e per i dipendenti della tua azienda.

In questo modo puoi affrontare al meglio qualsiasi altra avversità che la tua S.r.l. possa avere in caso di imprevisti aziendali.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. .

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidessi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che potresti accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l..

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare un’email direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti che puoi utilizzare con la tua S.r.l. per ridurre il carico fiscale dal 70% al 28%.

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Puoi scegliere uno dei 2 canali disponibili:

1) inserire la tua migliore email nel form qui sotto. Ciò ti consentirà di ricevere una email con un link che ti consentirà di scaricare il manuale gratuito con i 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l. .

Al termine della lettura del manuale che scaricherai, potrai richiedere gratuitamente un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o la futura S.r.l.).

2) oppure puoi comprare il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.“ che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva.

Acquistando il libro da questo mio link, potrai ricevere gratuitamente a casa tua (o presso il tuo ufficio) la mia personale newsletter trimestrale cartacea, per sempre.

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

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