Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un imprenditore che hai una ditta individuale e vuoi trasformarla in una S.r.l..

Se ti trovi in questa situazione devi sapere che esiste un importante strumento di risparmio fiscale che puoi applicare.

Questo strumento è poco conosciuto e non troverai facilmente delle spiegazioni esaurienti sul suo utilizzo su internet.

Detto in modo semplice, tu puoi “trasformare” una ditta individuale in una S.r.l. risparmiando il 16% di imposte utilizzando uno specifico strumento di risparmio fiscale.

Non so se tu che leggi sei già iscritto al mio blog ma, se lo fossi, saresti a conoscenza del fatto che, una volta ogni due mesi, metto a disposizione una consulenza collettiva gratuita a chi ha acquistato il mio libro.

Praticamente è da ottobre 2019 che faccio delle consulenze collettive agli imprenditori e nel far questo mi sono accorto che i partecipanti sono spesso imprenditori che hanno una ditta individuale (compresi i forfettari) e che voglio “trasformarsi” in una S.r.l..

Così, durante la consulenza collettiva, alcuni mi chiedono come trasformare una ditta individuale in S.r.l. nel rispetto della legge.

Nel far questo, non solo gli illustro le 3 modalità principali per fare questa trasformazione, ma gli comunico anche che uno di questi metodi gli consente di tagliare le imposte del 16%.

Per ottenere questo utilizzeremo un semplice conferimento d’azienda e una specifica norma fiscale che prevede “l’affrancamento” dei valori fiscali a quelli civili.

Se adesso ti sembra un po’ confuso non preoccuparti, appena avrai finito di leggere questa circolare saprai perché puoi risparmiare le imposte trasformando la ditta individuale in S.r.l..

E non farai questo con gabole o segreti fiscali, lo farai semplicemente con gli strumenti che il fisco ci mette a disposizione.

Questo in quanto il risparmio fiscale non si raggiunge facendo il nero o inserendo fatture false in contabilità, ma, semplicemente, utilizzando gli strumenti di risparmio fiscale previsti dalla legge.

Infatti in questa circolare troverai gli strumenti di efficacia fiscale legali che puoi utilizzare per tagliare i tributi utilizzando regolarmente la legge.

Il punto è che, il vero risparmio fiscale, lo puoi fare solo rispettando la legge, perché, se così non fosse, rischieresti in futuro di pagare tutto quello che non hai pagato prima ma con l’aggravio di sanzioni e interessi.

A questo punto potrebbe venirti in mente questa domanda: Ma, siccome nella legge ci sono gli strumenti di risparmio fiscale, per quale motivo non li conosco?

Se non conosci gli strumenti di risparmio fiscale non è colpa tua, né è colpa del tuo commercialista.

Il problema è il linguaggio utilizzato dalla legge.

Infatti la legge è ideata da tecnici per essere compresa da altri tecnici.

L’utilizzo di questo linguaggio è, in una certa misura, necessario in quanto le materie trattate non possono essere semplificate eccessivamente perché ciò comporterebbe, inevitabilmente, delle incomprensioni da parte di coloro che sono chiamati ad applicare queste leggi.

Inoltre, le leggi emanate dallo Stato, devono necessariamente contenere indicazioni precise e specifiche affinché gli abusi possano essere arginati il più possibile.

Nello stesso modo è vero che noi imprenditori non abbiamo tempo da sprecare per studiare tanto quanto i commercialisti e comprendere la legge come se fossimo dei tecnici.

Gli imprenditori sono impegnati nel lavorare nella propria azienda e non hanno tempo da dedicare allo studio della legge come se fossero dei commercialisti.

Per questo motivo il ruolo che, a mio umile parere, dobbiamo avere noi commercialisti (io che scrivo sono un commercialista) è quello di studiare la legge e, quindi comunicare, in modo semplice, come applicare gli strumenti di risparmio fiscale nella tua specifica S.r.l. in modo compatibile con i tuoi obiettivi aziendali, i tuoi obiettivi personali e nel totale rispetto della legge.

Solo in questo modo puoi veramente tagliare il carico tributario utilizzando la tua S.r.l..

Infatti utilizzando una forma giuridica sbagliata rischieresti di pagare anche fino al 72% di imposte e contributi se avessi utili elevati.

Cosa che sarebbe insostenibile per tutti.

Quale imprenditore vorrebbe vivere a lungo in un sistema fiscale in cui il carico tributario complessivo arriva al 72%?

Direi nessuno.

Quindi è tua responsabilità fare il possibile per abbassare il carico tributario, utilizzando metodi consentiti dalla legge, facendoti aiutare da un commercialista che sappia applicare gli strumenti di efficacia fiscale e sia capace di renderli comprensibili agli imprenditori.

La diminuzione del carico tributario comporta degli enormi vantaggi, perché ti permette di guadagnare di più senza stravolgere i tuoi metodi di lavoro ma semplicemente applicando dei piccoli accorgimenti.

Ma prima di proseguire voglio dirti una cosa che, forse, non ti piacerà.

Se te lo dico è per il tuo bene, molte volte le cose che ci faranno stare bene nel futuro, sono quelle che non ci piacciono nel breve periodo.

Tu puoi pensare a tagliare tutto il carico tributario che reputi opportuno utilizzando la S.r.l., ma lo potrai fare solo se hai utili alti ed hai abbastanza liquidità per pagare regolarmente i fornitori.

Se così non fosse, tu non avresti problemi di risparmio fiscale, avresti problemi peggiori.

Perché, se tu avessi utili bassi, non avresti tante imposte da pagare, ma avresti problemi sul come aumentare i margini.

Perché, se avessi bassa liquidità, avresti il problema di come pagare regolarmente fornitori e dipendenti, pertanto il problema del carico fiscale sarebbe del tutto secondario.

Solo se hai un utile alto, e solo se hai abbastanza liquidità da essere certo di poter pagare le persone nei prossimi mesi, puoi veramente avere un problema di tributi da ridurre.

Questo perché con utili alti avrai tributi alti da pagare e, solo in questo caso, dovrai focalizzarti sugli strumenti di risparmio fiscale.

Solo utilizzando al massimo gli strumenti di efficacia fiscale puoi, veramente, pensare di ridurre i tributi dal 72% fino al 28%.

I soldi risparmiati ti permetteranno di ottenere benefici a cascata migliorando ogni aspetto della tua vita, personale e professionale.

Ecco alcuni esempi di cosa potresti fare con i soldi risparmiati:

– garantire un miglior tenore di vita alla tua partner;

– evitare la sua fuga con uomini più benestanti;

– evitare la sottrazione dei figli e i conseguenti ricatti economici;

– garantire ai tuoi figli la migliore istruzione;

– garantire ai tuoi figli le migliori cure mediche;

– assicurarti l’affetto dei tuoi figli i quali riconosceranno in te colui che è riuscito a dar loro tutto ciò di cui hanno avuto bisogno.

Ma i soldi possono essere utili soprattutto sotto l’aspetto business, infatti, avendo più soldi, puoi permetterti di fare maggiori investimenti nella tua S.r.l., come, ad esempio, acquistare nuove attrezzature, prendere nuova forza lavoro, incentivare meglio i venditori, guadagnare tempo per eliminare i clienti peggiori o i fornitori peggiori.

Se ti stai chiedendo come fare, non preoccuparti, di seguito ti fornirò tutte le informazioni che ti servono per comprendere come fare la trasformazione da ditta individuale a S.r.l. evitando contestazioni con il fisco tagliando le imposte del 16%.

Appena avrai finito di leggere questa circolare sarai in grado di fare tutto questo, ma sappi che bisogna passare attraverso più fasi, cosa che faremo insieme.

Quindi bando alle ciance e let’s go…

 

Esistono 3 modi per fare il passaggio da ditta individuale a S.r.l., ma solo uno ti permette di tagliare le imposte

Volendo essere pignolo dovrei dire che, di fatto, la legge non prevede una trasformazione diretta da ditta individuale a S.r.l, ma esistono, comunque, 3 metodi utili per raggiungere questo obiettivo.

Fai attenzione, però, alle indicazioni che ti darò.

I modi con cui, generalmente, si può fare una trasformazione di ditta individuale a S.r.l. sono i seguenti:

• Acquisto dei beni singoli della ditta individuale da parte della S.r.l.: per fare questo non occorre nessun atto notarile da fare, semplicemente la ditta individuale vende i singoli beni alla S.r.l..

In questo caso non ci sono vantaggi fiscali in quando la ditta individuale deve pagare le imposte sulla vendita dei beni e la S.r.l. scarica il costo come ammortamento.

Oltretutto la ditta individuale rischia un accertamento da parte del fisco in quanto, se si vende un gruppo di beni che è considerato un’azienda, allora, la legge , prevede che ci sia un atto notarile e il conseguente pagamento dell’imposta di registro.

• Cessione della ditta individuale alla S.r.l.: in questo caso il titolare della ditta individuale vende l’azienda alla S.r.l. tramite un atto notarile.

Il titolare della ditta individuale paga le imposte sul ricavo della vendita dell’azienda, mentre la S.r.l. prende in carico l’azienda al valore di acquisto.

Questa operazione è meno rischiosa rispetto alla precedente, in quanto paghi l’imposta di registro e avresti meno problemi in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

L’unica cosa è che neanche questo strumento ti consente un vantaggio fiscale in quanto la ditta individuale paga le imposte sulla vendita.

• Conferimento della ditta individuale nella S.r.l.: in questo caso la ditta individuale trasferisce l’azienda alla S.r.l. ma non riceve in cambio dei soldi come nel caso della cessione d’azienda, riceve in cambio una quota di partecipazione della S.r.l..

Detto in modo sintetico, la ditta individuale trasferisce l’azienda dentro alla S.r.l., non riceve i soldi, ma diventa socio della società.

In questo caso occorre il notaio, ma la ditta individuale NON deve pagare imposte in quanto NON riceve soldi, perché non vende l’azienda, ma riceve solo una partecipazione nella S.r.l. diventando di fatto un socio della società.

Questo è lo strumento che ti permette di risparmiare le imposte del 16%, ma prima di fare questo dobbiamo fare ulteriori step mentali.

A questo punto ti potrebbe venire in mente questa seguente domanda…

 

Perché c’è un risparmio fiscale con il conferimento d’azienda ma non con la cessione d’azienda?

Il conferimento d’azienda, in questo caso dalla ditta individuale alla S.r.l., è un’operazione nella quale il titolare della ditta individuale cede la sua azienda e la mette in una S.r.l. (anche di nuova costituzione) ed in cambio non riceve dei soldi, come nel caso di cessione d’azienda, ma riceve una quota della S.r.l., diventando un socio della società.

Questa operazione ha due vantaggi fiscali molto importanti per questi motivi:

1. Il titolare della ditta individuale non paga imposte perché non riceve soldi per aver trasferito l’azienda nella S.r.l., questo si chiama tecnicamente “principio di neutralità fiscale”.

E non lo dico io, ma un specifico articolo del testo unico delle imposte sul reddito:

“Art. 176 Regimi fiscali del soggetto conferente e del soggetto conferitario

Comma 1. I conferimenti di aziende effettuati tra soggetti residenti nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese commerciali, non costituiscono realizzo di plusvalenze o minusvalenze.

Tuttavia il soggetto conferente deve assumere, quale valore delle partecipazioni ricevute, l’ultimo valore fiscalmente riconosciuto dell’azienda conferita e il soggetto conferitario subentra nella posizione di quello conferente in ordine agli elementi dell’attivo e del passivo dell’azienda stessa, facendo risultare da apposito prospetto di riconciliazione della dichiarazione dei redditi i dati esposti in bilancio e i valori fiscalmente riconosciuti.”

Questo significa che l’imprenditore della ditta individuale che conferisce la sua azienda nella S.r.l. non deve pagare le imposte perché, di fatto, questa transazione non costituisce una plusvalenza.

2. Il secondo vantaggio fiscale risiede nella possibilità, per la S.r.l. che riceve l’azienda dalla ditta individuale, di “affrancare” i valori dell’azienda in cambio del pagamento di una imposta sostitutiva.

Affrancare significa pagare una imposta del 12% e riconoscere ai fini fiscali il maggior valore dell’azienda trasferita.

Come vedrai meglio di seguito, questo ti consente di diminuire il reddito della S.r.l. e, quindi, pagherai meno Ires e Irap per il 28% in cambio del pagamento di una imposta sostitutiva dell’12%.

Quindi, di fatto, la S.r.l. riesce a tagliare le imposte del 16% grazie allo strumento di risparmio fiscale del conferimento d’azienda.

Anche se adesso sembra tutto un po’ fumoso, non preoccuparti, lo comprenderai meglio con il proseguimento della lettura della circolare.

Anche in questo caso puoi risparmiare le imposte, ma non è perché sono un genio, semplicemente perché lo dice la legge.

“Art. 176 Regimi fiscali del soggetto conferente e del soggetto conferitario

2-ter. In luogo dell’applicazione delle disposizioni dei commi 1, 2 e 2-bis, la società conferitaria può optare, nella dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio nel corso del quale è stata posta in essere l’operazione o, al più tardi, in quella del periodo d’imposta successivo, per l’applicazione, in tutto o in parte, sui maggiori valori attribuiti in bilancio agli elementi dell’attivo costituenti immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all’azienda ricevuta, di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale sulle attività produttive, con aliquota del 12 per cento sulla parte dei maggiori valori ricompresi nel limite di 5 milioni di euro, del 14 per cento sulla parte dei maggiori valori che eccede 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 16 per cento sulla parte dei maggiori valori che eccede i 10 milioni di euro.

I maggiori valori assoggettati a imposta sostitutiva si considerano riconosciuti ai fini dell’ammortamento a partire dal periodo d’imposta nel corso del quale è esercitata l’opzione; in caso di realizzo dei beni anteriormente al quarto periodo d’imposta successivo a quello dell’opzione, il costo fiscale è ridotto dei maggiori valori assoggettati a imposta sostitutiva e dell’eventuale maggior ammortamento dedotto e l’imposta sostitutiva versata è scomputata dall’imposta sui redditi ai sensi degli articoli 22 e 79.”

Questo significa che la S.r.l. che prende in carico la nuova azienda, invece che avere la “neutralità fiscale”, può pagare una imposta sostitutiva, in genere del 12%, per far riconoscere il maggior valore che viene attribuito all’azienda nel momento in cui, la ditta individuale, conferisce l’azienda nella S.r.l..

Così facendo la S.r.l. potrà dedurre dal proprio reddito il 28% dei costi del maggior valore attribuito all’azienda in cambio del pagamento del 12%, risparmiando il 16% di imposte.

A questo punto è normale che tu ti chieda: ma come mai l’azienda può avere un maggior valore nel momento in cui c’è un passaggio dalla ditta individuale alla S.r.l.?

 

Per quale motivo l’azienda può aumentare di valore nel momento in cui c’è un passaggio dalla ditta individuale alla S.r.l.?

Tutte le volte che si mette qualcosa nella S.r.l. a titolo di conferimento, bisogna che ci sia un perito che ti valuta il complesso di beni da conferire al fine di attribuirgli un valore, per poi ricevere, in cambio, una corrispondente quota del medesimo valore della S.r.l..

Quindi cosa fa il perito?

Prende i dati della tua azienda e valuta i dati contabili, valuta la possibilità di reddito futuro dell’azienda e attribuisce un valore.

Da questa valutazione potrebbe risultare che, il valore reale del complesso aziendale valutato dal perito, sia più alto rispetto al solo valore contabile.

Da questo maggior valore che il perito calcola deriva la possibilità di tagliare le imposte successivamente.

Il motivo per cui il perito può attribuire più valore all’azienda della ditta individuale che deve essere conferita alla S.r.l. può dipendere da:

A) Un avviamento, ossia alla capacità dell’azienda di generare più utili in futuro;

B) Valutazione di qualche know how non rilevato adeguatamente in contabilità (esempio il valore di una marchio non contabilizzato in precedenza);

C) Dal valore di mercato dei macchinari più alti rispetto al residuo contabile;

D) Dal valore dei crediti più alti dovuti a condizioni contrattuali;

E) Eventuali debiti stralciati per specifiche condizioni contrattuali.

Questa lista non è esaustiva, ci potrebbero essere altri motivi per cui il valore di mercato dell’azienda è più alto rispetto ai valori contabili.

In tutti i casi, in genere, il maggior valore dell’azienda conferita dalla ditta individuale alla S.r.l., potrebbe derivare, semplicemente, dal valore dell’avviamento che si è generato nel corso degli anni nella ditta individuale e che non è stato rilevato in contabilità in quando è nato, appunto, all’interno dell’azienda.

Adesso la domanda che mi verrebbe in mente, se io fossi in te, sarebbe: Perché puoi tagliare le imposte della S.r.l. pagando l’imposta sostitutiva sul maggior valore attribuito all’azienda dal perito?

 

Perché si possono tagliare le imposte affrancando il maggior valore dell’azienda utilizzando una perizia?

Infatti, come regola di base, siccome il conferimento ha un effetto fiscale neutro, la S.r.l. che prende in carico la nuova azienda lo deve fare con i valori nuovi che ha assegnato il perito, ma, i valori fiscali, devono essere quelli che sono sempre stati riconosciuti nella ditta individuale.

In questo caso, la S.r.l,. non ha nessun vantaggio fiscale, appunto perché c’è il regime di neutralità fiscale.

Ma, in alternativa al regime fiscale neutro, la S.r.l. che prende la nuova azienda può far riconoscere questi nuovi valori calcolati dal perito, pagando un 12% sul maggior valore e, quindi, consentire alla S.r.l. di inserire maggior costo fiscale nella contabilità generando un risparmio di imposta.

Siccome la S.r.l. paga le imposte Ires al 24% e l’Irap al 4%, questo comporta che i maggiori costi gli faranno risparmiare il 28% di imposte in cambio di un versamento del 12%.

Questo significa che, di fatto, la S.r.l. che prende l’azienda dalla ditta individuale può tagliare le imposte complessive del 16% (28% – 12%).

Già da solo è facile comprendere che, se paghi il 12% e poi scarichi il 28% come maggiori imposte, allora tu hai un guadagno.

Ma è più facile comprendere il meccanismo facendo un esempio numerico.

Ti elenco i passaggi logici che faremo insieme:

1. Ipotizziamo dei dati contabili in capo all’azienda della ditta individuale che dovrà essere trasferita nella S.r.l.;

2. Ipotizziamo che il perito valuti il complesso aziendale da trasferire con un avviamento, cosa che non era rilevato nella ditta individuale;

3. Ipotizziamo che la nuova S.r.l. NON paghi l’imposta dell’affrancamento e, quindi, l’azienda venga trasferita ai valori contabili senza considerare fiscalmente deducibile l’avviamento;

4. Ipotizziamo che la nuova S.r.l. paghi il 12% di imposte per far riconoscere valido fiscalmente il maggior costo dell’avviamento per poi dedursi il 28% dei costi. In questo caso, il valore dell’avviamento è riconosciuto valido anche ai fini fiscali e, quindi, è fiscalmente deducibile;

5. Individuiamo quando la S.r.l. deve pagare l’imposta sostitutiva e quanto risparmia la S.r.l. per via di questo aumento di valore fiscale.

 

1. Ipotizziamo dei dati contabili in capo alla ditta individuale che dovrà essere trasferita nella S.r.l.

Prima di valutare il vantaggio ipotizziamo i dati di una ditta individuale.

Ipotizziamo di aver aperto da zero un piccolo ristorante e di avere i seguenti dati contabili:

• Macchinari euro 10.000
• Attrezzature euro 10.000
• Inventario euro 0,00
• Avviamento euro 0,00 (il locale è stato aperto da zero)
• Credito euro 0,00
• Debiti euro 0,00

Questo è un esempio semplificato, ma significa che il valore contabile dell’azienda è di euro 20.000.

Nello stesso tempo il ristorante si è già fatto un nome, è diventato conosciuto ed ha già acquisito clientela.

2. Ipotizziamo che il perito valuti il complesso aziendale con un avviamento che non era stato rilevato nella ditta individuale

Quindi la ditta individuale vuole “trasformarsi” in una S.r.l..

La legge non prevede una vera trasformazione tanto quanto il passaggio da società di persone a società di capitali, ma, uno dei metodi, è quello di fare un conferimento della ditta individuale nella S.r.l..

Per legge, ogniqualvolta si fa un conferimento d’azienda dentro alla S.r.l., un perito deve valutare il complesso di beni e attribuirgli un valore di mercato.

Così il perito chiede i dati della contabilità alla ditta individuale, valuta i beni che sono all’interno al valore di mercato e comprende che, siccome è già da anni che il locale è in attività, siccome è diventato conosciuto dai clienti, siccome ci sono clienti ricorrenti, allora chiunque lo voglia acquistare beneficerebbe di un certo avviamento che non è stato rilevato in contabilità perché il ristorante è stato costituito da nuovo.

Sempre come esempio, dai calcoli del perito, si comprende che il valore dell’avviamento è di euro 30.000.

Il valore residuo contabile dei macchinari e delle attrezzature è di euro 20.000 che sommati al valore dell’avviamento di euro 30.000, costituiscono un valore complessivo dell’azienda di euro 50.000.

In sostanza, i valori dell’azienda da conferire sono i seguenti:

• Macchinari euro 10.000
• Attrezzature euro 10.000
• Inventario euro 0,00
• Avviamento euro 30.000,00 (sono stati valutati dal perito)
• Credito euro 0,00
• Debiti euro 0,00

3. Ipotizziamo che la nuova S.r.l. NON paghi l’imposta dell’affrancamento e, quindi, l’azienda venga trasferita ai valori contabili senza considerare fiscalmente deducibile l’avviamento

In questo caso l’azienda passa dalla ditta individuale alla S.r.l. con un effetto di neutralità fiscale.

Questo significa che, anche se il perito ha rilevato dei valori dell’avviamento:

– ai fini fiscali non sono deducibili in capo alla S.r.l., quindi la S.r.l. non può risparmiare il 28% di imposte;

– la ditta individuale NON deve pagarci le imposte.

Questo perché, appunto, c’è la neutralità fiscale.

Di conseguenza:

– la S.r.l. che ha l’azienda dalla ditta individuale pagherà le imposte solo quando venderà l’azienda;

– il titolare della ditta individuale pagherà le imposte solo quando venderà le quote di partecipazione della S.r.l. che ha ricevuto in cambio dell’azienda e considera come valore fiscale della quota della S.r.l. lo stesso valore che aveva l’azienda nella ditta individuale.

Adesso paragoniamo il caso che abbiamo appena esaminato con il caso in cui la S.r.l. voglia “affrancare” i maggiori valori dell’avviamento in modo che siano fiscalmente deducibili.

4. Ipotizziamo che la nuova S.r.l. paghi il 12% di imposte per far riconoscere valido fiscalmente il maggior costo dell’avviamento

Ipotizziamo che la S.r.l. paghi il 12% del maggior valore attribuito all’azienda dal perito, che, in questo caso, è praticamente tutto dovuto per il maggior valore dell’avviamento.

Siccome i dati sono i seguenti:

• Macchinari euro 10.000
• Attrezzature euro 10.000
• Inventario euro 0,00
• Avviamento euro 30.000,00 (sono stati valutati dal perito)
• Credito euro 0,00
• Debiti euro 0,00

significa che il maggior valore attribuito dal perito è di euro 30.000.

Questo significa che, con l’affrancamento la S.r.l., pagherà delle imposte pari ad euro 30.000 x 12% = euro 3.600.

Il pagamento di questa imposta sostitutiva ti consente di dedurre il costo fiscalmente per almeno il 24% di Ires e del 4% di Irap (senza poi considerare che, se il socio fosse considerato operativo, allora si risparmierebbe un ulteriore 24% ai fini Inps).

In generale, ai fini fiscali, la società risparmierebbe le seguenti imposte Ires e Irap: euro 30.000 x 28% = euro 8.400.

Quindi, il risparmio fiscale della S.r.l., sarebbe pari ad euro 8.400 – 3.600 = 4.800.

Cosa che fa sempre comodo a tutti gli imprenditori (ricordati che, se gli imprenditori fossero soci lavoratori, risparmierebbero un ulteriore 24%, pari ad euro 7.200 di contributi Inps).

5. Individuiamo quando la S.r.l. deve pagare l’imposta sostitutiva e quanto risparmia per via di questa aumento di valore fiscale.

Facendo i calcoli ovviamente risparmi le imposte utilizzando l’affrancamento dei valori del perito a quelli fiscali.

Quello che devi considerare è anche quando devi pagare l’imposta sostitutiva e quando riceverai il bonus fiscale.

L’esercizio dell’opzione di affrancamento può essere optato nel primo e nel secondo anno rispetto a quello in cui è avvenuto il conferimento e prevede il pagamento in 3 diverse rate entro la scadenza del saldo delle imposte presenti nella dichiarazione dei redditi.

Nello specifico il versamento dell’imposta deve avvenire obbligatoriamente in tre rate, la prima rata deve essere pari al 30% dell’importo complessivamente dovuto, la seconda rata deve essere pari al 40% dell’importo complessivamente dovuto, la terza rata deve essere pari al 30% dell’importo complessivamente dovuto.

Mentre, il bonus fiscale della S.r.l., lo avrai nei momenti in cui la S.r.l. può ammortizzare il bene aziendale.

Ammortamento che dipendente dalla tipologia di bene, e che è, probabilmente, spostato nel tempo rispetto al pagamento dell’imposta sostitutiva dell’affrancamento.

Quindi, in sintesi, il risparmio fiscale lo avrai sicuramente, ma potresti trovarti nella situazione in cui paghi un po’ prima rispetto a quando, effettivamente, benefici del risparmio fiscale.

Cosa che, ovviamente, dovrai vedere caso per caso insieme al tuo commercialista.

Ma, oltre ad una probabile differenza temporale tra quando devi versare l’imposta sostitutiva e quando ricevi il beneficio reale dell’operazione, ci sono altri elementi che devi prendere in considerazione.

Qui di seguito ti elenco una serie di elementi che devi prendere in considerazione quando vuoi valutare con maggiore precisione se ti conviene utilizzare il conferimento d’azienda per trasformare una ditta individuale in S.r.l. e tagliare le imposte.

 

Cose a cui stare attenti quando valuti di conferire una ditta individuale in una S.r.l. e vuoi tagliare le imposte del 16%

Oltre al vantaggio fiscale che hai visto nel punto precedente, ci sono altri elementi che devi valutare attentamente per essere veramente certo che il conferimento d’azienda sia per te lo strumento giusto per trasformare la ditta individuale in S.r.l. e sia lo strumento giusto per tagliare le imposte.

1. Ricordati che puoi utilizzare questa norma anche quando fai una scissione e fusione, anche se, probabilmente ,sarà difficile che tu utilizzi questi strumenti sotto un profilo pratico;

2. La ditta individuale non ha vantaggi fiscali, in quanto c’è sempre la neutralità fiscale. Il valore della quota del titolare della ditta individuale ha lo stesso valore fiscale dell’azienda che è conferita nella S.r.l.. I vantaggi fiscali possono essere solo per la nuova S.r.l. che può “affrancare” i maggiori valori riconosciuti dal periodo. Questo significa che, la S.r.l., può scaricare più costi grazie ad un maggior ammortamento;

3. Se vuoi far risparmiare le imposte al titolare della ditta individuale vendendo le quote, devi utilizzare la rivalutazione delle partecipazioni (cosa di cui parlerò in una successiva circolare);

4. Nel caso di conferimento di azienda da S.r.l. a nuova S.r.l. ci sono altri vantaggi fiscali (che descriverò nella prossima circolare);

5. Questi vantaggi non ci sono in caso di cessione della ditta individuale alla S.r.l., ma solo in caso di conferimento della ditta individuale dentro la S.r.l.;

6. La neutralità fiscale ce l’hai se conferisci un’azienda. Se conferisci un singolo bene, allora la plusvalenza è da assoggettare ad imposizione fiscale in capo al conferente (ossia a chi ha messo il bene);

7. Ricordati che, se il socio deve pagare i contributi Inps, allora ha un maggior beneficio fiscale in quanto risparmia anche il 24% di contributi Inps.

 

Check list di sintesi della circolare

Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce.

I calcoli precisi di quante imposte e contributi puoi risparmiare tutte le volte che utilizzi uno specifico strumento di risparmio fiscale della S.r.l., li puoi fare solo analizzando nel dettaglio la contabilità della tua azienda.

Ma non basta, serve anche la collaborazione del tuo commercialista, perché devi valutare anche i tuoi obiettivi personali, oltre che gli utili e la liquidità a disposizione della tua S.r.l..

Ma, in tutti i casi, per comprendere già adesso come utilizzare al meglio le informazioni contenute in questa circolare, condivido questa semplice check list, così da consentirti di poter andare dal tuo consulente per calcolare quanto puoi risparmiare già adesso:

1. Tutte le volte che devi “trasformare” una ditta individuale in S.r.l. puoi valutare 3 opzioni: a) cedi i singoli beni dalla ditta individuale alla S.r.l. fatturandoli, b) fai una cessione d’azienda dalla ditta individuale alla S.r.l., c) oppure fai un conferimento d’azienda dalla ditta individuale alla S.r.l.;

2. cedere i singoli beni dalla ditta individuale alla S.r.l. fatturandoli è rischioso in quanto è contestabile dal fisco perché, se i beni formano un complesso autonomo, definito azienda, il fisco vuole che utilizziamo un contratto di cessione d’azienda andando dal notaio;

3. il contratto di cessione d’azienda dalla ditta individuale alla S.r.l. è uno strumento corretto in quanto ti consente di evitare contestazioni dal fisco, ma non hai un vantaggio fiscale. La ditta individuale paga le imposte sulla plusvalenza;

4. utilizzando il contratto di conferimento d’azienda eviti contestazioni ed hai i vantaggi fiscali, infatti, in questo caso, il titolare della ditta individuale non paga le possibili plusvalenze fiscali nel trasferimento dell’azienda alla S.r.l.;

5. oltre al punto precedente, la S.r.l. che riceve un’azienda che ha un valore aggiornato più alto, può pagare una imposta del 12% che gli consente successivamente di avere una deduzione fiscale del 28% sul maggior valore attribuito all’azienda;

6. Cosa che comporta, di fatto un risparmio fiscale del 16% tutte le volte che utilizzi un conferimento d’azienda.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci come puoi fare la trasformazione da ditta individuale a S.r.l. nel rispetto della legge, evitando possibili contestazioni fiscali e tagliando le imposte del 16%.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l. .

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una email direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti che puoi utilizzare con la tua S.r.l. per ridurre il carico fiscale dal 70% al 28%.

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Puoi scegliere uno dei 2 canali disponibili:

1) inserire la tua migliore email nel form qui sotto. Ciò ti consentirà di ricevere una email con un link che ti consentirà di scaricare il manuale gratuito con i 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l. .

Al termine della lettura del manuale che scaricherai, potrai richiedere gratuitamente un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o la futura S.r.l.).

2) oppure puoi comprare il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.“ che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva. Prendere il libro da questo link ti permetterà di acquistare una consulenza con me ad un prezzo scontato (euro 197 + Iva, invece che euro 497 + Iva).

Oltretutto, acquistando il libro da questo mio link, potrai ricevere gratuitamente a casa tua (o presso il tuo ufficio) anche la mia personale newsletter trimestrale cartacea, per sempre.

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

Che cosa aspetti a contattarci?

 

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