Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un imprenditore che hai una S.r.l. o vuoi aprire una nuova S.r.l., e stai valutando di far lavorare un proprio familiare all’interno dell’azienda.

Ti dico questo perché, un familiare, può lavorare nella tua S.r.l. sia come collaboratore di famiglia (come succede per le ditte individuali) sia come dipendente.

A questo punto potresti chiederti: Qual è la differenza tra far lavorare un familiare nella S.r.l. come collaboratore di famiglia o come dipendente?

Se lo fai lavorare come collaboratore di famiglia, allora devi pagare i contributi commercianti fissi Inps (oltretutto verso la fine del 2019 una sentenza della Cassazione ha stabilito che il socio della S.r.l. deve pagare i contributi per il familiare anche se esso non è iscritto all’Inps commercianti).

In questo caso i contributi Inps sono pagati dal socio, solo da questo ultimo potenzialmente deducibili e sono appunto “fissi”, sia che il familiare lavori tante ore, sia che lavori poche ore.

Mentre, se assumi il familiare con una busta paga come un normale dipendente, i contributi sono deducibili in capo alla S.r.l., sono pagati dalla società e paghi i contributi Inps in funzione delle ore indicate sul contratto di lavoro.

Se il contratto di lavoro fosse full time i contributi sarebbero elevati, se il contratto di lavoro fosse di 2 ore a settimana ovviamente i contributi sarebbe molto più contenuti.

Siccome tutti e due gli strumenti possono essere utilizzati, rispettando determinate condizioni, è importante comprendere quando è il caso di utilizzarli nella tua S.r.l.

La scelta giusta ti consentirà di ottimizzare il carico contributivo Inps e di evitare il lavoro nero.

In questa circolare definiremo qual è l’importo “soglia” oltre il quale risulta conveniente utilizzare la formula del collaboratore familiare e al di sotto del quale risulta più conveniente assumere il familiare come dipendente.

Ma, devi prestare attenzione al fatto che non sei libero di fare la scelta che ti pare perché, se assumi il familiare come dipendente, deve essere veramente un vero dipendente.

Se così non fosse, i contributi Inps del dipendente potrebbero non risultare validi (neanche per il calcolo della pensione) e potresti essere obbligato al pagamento dei contributi fissi del collaboratore familiare.

Utilizzando questo strumento di risparmio fiscale nel rispetto della legge potrai ridurre l’importo dei contributi da versare perché saranno calcolati in funzione delle ore effettive di lavoro.

Cosa che non puoi fare con una persona estranea alla tua famiglia, in quanto non può accedere ai contributi del collaboratore di famiglia.

Se adesso ti sembra tutto un po’ fumoso, non preoccuparti.

Proseguendo con la lettura di questa circolare ti darò tutte le informazioni che ti servono per conoscere questi 2 diversi strumento di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la S.r.l. e, quindi, comprendere in quali casi ti conviene l’uno e l’altro.

Ma prima di proseguire voglio dirti una cosa che forse non ti piacerà.

Se te lo dico è per il tuo bene, molte volte le cose che ci faranno stare bene nel futuro, sono quelle che non ci piacciono nel breve periodo.

Tu puoi pensare a tagliare tutto il carico tributario che reputi opportuno utilizzando la S.r.l., ma lo potrai fare solo se hai utili alti ed hai abbastanza liquidità per pagare regolarmente i fornitori.

Se così non fosse, tu non avresti problemi di risparmio fiscale, avresti problemi peggiori.

Perché, se avessi utili bassi, non avresti tante imposte da pagare, ma avresti problemi sul come aumentare i margini.

Perché, se avessi bassa liquidità, avresti il problema di come pagare regolarmente fornitori e dipendenti, pertanto il problema del carico fiscale sarebbe del tutto secondario.

Solo se hai un utile alto, e solo se hai abbastanza liquidità da essere certo di poter pagare le persone nei prossimi mesi, puoi veramente avere un problema di tributi da ridurre.

Questo perché con utili alti avrai tributi alti da pagare e, solo in questo caso, dovrai focalizzarti sugli strumenti di risparmio fiscale.

Nel caso la tua azienda stesse andando per il meglio, fai attenzione, perché se tu gestissi tutto quanto con la forma giuridica sbagliata, tu pagheresti il 72% di carico tributario, cosa che sarebbe troppo oneroso per tutti.

Solo utilizzando al massimo gli strumenti di efficacia fiscale puoi veramente pensare di ridurre questa aliquota fino al 28%.

Così facendo, in un certo senso, è come se tu riuscissi a fare le stesse cose che facevi prima nella tua S.r.l., solo che prendi più soldi perché, appunto, stai diminuendo il carico tributario semplicemente usando maggiore accortezza nell’applicare gli strumenti di risparmio fiscale.

In sostanza ti aumenta il ritorno sull’investimento della tua azienda, perché fai sempre le stesse cose che facevi prima, ma guadagni più soldi, perché paghi meno imposte e contributi.

I soldi risparmiati ti permetteranno di ottenere benefici a cascata migliorando ogni aspetto della tua vita, personale e professionale.

Infatti, avere più soldi non significa che li puoi spendere in maggiori vizi, cosa che non fa mai male, ma ti permette, per esempio, di garantire alla tua compagna una vita più agiata, evitando che questa vada via con il primo che capita e che gli fa credere di darle una vita migliore.

In questo modo eviterai che lei possa allontanarsi da te con una scusa e portarsi via anche i figli per chiederti ulteriori soldi.

Avere più soldi ti permetterà di garantire un accesso ad istruzione e alla sanità migliori per i tuoi figli, cosa che ti permetterà in futuro di evitare che questi ti considerino come la persona che  ha distrutto loro la vita in quanto non sei stato in grado di garantire loro delle opportunità pari a quelle dei loro coetanei.

Ma i soldi possono essere utili soprattutto per l’aspetto business, infatti, avendo più soldi, puoi permetterti di fare maggiori investimenti nella tua S.r.l., come ad esempio acquistare nuove attrezzature, prendere nuova forza lavoro, incentivare meglio i venditori, guadagnare tempo per eliminare i clienti peggiori o i fornitori peggiori.

Se ti stai chiedendo come fare, non preoccuparti, di seguito ti fornirò tutte le informazioni che ti servono per comprendere quando ti conviene effettuare una scelta piuttosto che l’altra riguardo al collaboratore familiare per ridurre il carico tributario.

Quindi bando alle ciance e let’s go…

 

Cosa è un collaboratore di famiglia?

La figura del collaboratore familiare deriva da una norma che, in precedenza, era solo riferita alla ditta individuale.

Si potrebbe dire che l’impresa familiare è quella forma di impresa nella quale l’imprenditore è aiutato nel proprio lavoro dal familiare in modo prevalente e continuativo, cosa che li porta ad essere chiamati “collaboratori di famiglia” o “coadiuvanti”.

In sostanza, tutti i familiari che lavoravano in modo prevalente nell’azienda dell’imprenditore individuale, possono essere considerati dei collaboratori di famiglia.

Questo comporta che, l’imprenditore della ditta individuale, deve pagare i contributi fissi Inps commercianti anche per ogni familiare che lavora nella sua azienda.

Il vantaggio è che, il familiare, può lavorare legalmente all’interno dell’azienda dell’imprenditore titolare senza limiti di tempo, cosa che non si potrebbe fare se il familiare fosse inquadrato come dipendente.

Questo meccanismo, da qualche anno, si può utilizzare anche per i soci delle S.r.l., anzi, con una sentenza della Cassazione n.31286/2019 i giudici hanno affermato che i contributi per i familiari collaboratori si devono pagare anche nel caso in cui il socio della S.r.l. sia NON lavoratore, e quindi non abbia aperto una posizione Inps commercianti.

Detto in poche parole, anche nella S.r.l. i familiari dei soci possono lavorare all’interno della società senza essere assunti, senza limiti di orario e facendo pagare i loro contributi al socio lavoratore.

 

Chi può essere considerato un familiare  dell’imprenditore nella S.r.l.?

Come collaboratori di famiglia si devono intendere tutti i parenti e gli affini entro il terzo grado, come ad esempio: genitori, figli, nonni, fratelli e sorelle, nipoti (figli dei figli), bisnonni, zii, nipoti (figli di fratelli e sorelle), pronipoti (figli dei nipoti di secondo grado), suoceri, nonni del coniuge, cognati, bisnonni del coniuge, zii del coniuge, nipoti (figli dei cognati).

 

Quanti contributi paga il collaboratore di famiglia?

I contributi Inps del collaboratore di famiglia sono pari ai contributi fissi Inps commercianti che paga il socio lavoratore.

In poche parole, anche il coadiuvante familiare paga i contributi fissi Inps del 24,09% circa su un reddito teorico minimale di euro 15.953,00 che comporta di fatto un pagamento di contributi annuali pari ad euro 3.850,52.

Tanto quanto il socio lavoratore.

Qui di seguito ti riporto una tabella presa dalla circolare dell’Inps n. 28 del 17/02/2020 da cui si evince l’importo che l’Inps pretende dai collaboratori di famiglia, che sono considerati al pari dei soci lavoratori della S.r.l..

Puoi assumere un familiare nella S.r.l. come  dipendente?

La peculiarità è che, la S.r.l., non è una ditta individuale, quindi potrebbe capitare con maggiore frequenza che un familiare lavori all’interno della società senza che questa sia per lui un’attività prevalente e, quindi, percepisca di già una busta paga da altro datore di lavoro.

In sostanza, anche la S.r.l. può benissimo decidere di far lavorare un familiare del socio con busta paga da dipendente, ma deve stare attenta al fatto che sia veramente un rapporto subordinato da dipendente, sia a livello quantitativo, esempio nel rispetto delle ore del contratto di lavoro, sia a livello qualitativo, ossia che il familiare riceva veramente le direttive da un organo amministrativo.

In poche parole, puoi benissimo far lavorare il familiare come dipendente attribuendogli una busta paga, ma lo puoi fare solo se hai delle prove da mostrare in caso di controlli ai funzionari dell’Inps.

Adesso è normale che tu ti chieda: “quali elementi puoi utilizzare per mostrare che il familiare lavora nella mia S.r.l. come un dipendente e non come collaboratore di famiglia?” .

 

A quali cose devi prestare attenzione quando assumi un familiare con busta paga nella S.r.l.?

La cosa peggiore che possa capitare nel caso in cui tu assuma un familiare come dipendente è che, l’Inps, non riconosca la natura “dipendente” del rapporto di lavoro e, pertanto, consideri nulli i contributi versati fino a quel momento. Questo comporterebbe l’obbligo di versamento dei contributi fissi Inps commercianti.

Ciò significa che il socio lavoratore deve pagare i contributi fissi del collaboratore di famiglia, che attualmente sono di circa di euro 3.800 all’anno, e che se il familiare avesse lavorato per 10 anni nella S.r.l., il socio lavoratore dovrebbe versare nelle tasche dell’Inps circa 38.000 euro.

Cosa che, ovviamente, è un esborso di denaro importante.

Siccome il familiare di una S.r.l. può lavorare nella società come collaboratore di famiglia o come dipendente, bisogna prendere provvedimenti per evitare possibili contestazioni da parte dei funzionari Inps.

Per poter risolvere questa questione ci viene in aiuto l’approfondimento del 07/05/2018 della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro che ha analizzato la Sentenza della Cassazione n. 4535 del 27 febbraio 2018 n.4535 e fornisce delle interessanti linee guida:

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE N. 4535/2018

La Corte di Cassazione, dunque, ritorna ad affrontare l’annosa questione della qualificazione del rapporto di lavoro tra familiari, dando nuovamente torto alle operazioni presuntive spesso contenute nei verbali ispettivi dell’Inps, che tendono a negare la sussistenza del rapporto di lavoro subordinato, privilegiando, non sempre con fondamento, la prevalenza del legame familiare.

Secondo un consolidato orientamento, invece, in presenza di indici oggettivi che consentono di riconoscere un effettivo inserimento organizzativo e gerarchico nella organizzazione aziendale nulla osta alla possibilità di riconoscere piena legittimità al rapporto di lavoro subordinato anche tra familiari.

Anche parenti strettissimi, purché, come ha confermato la Corte di Cassazione con il provvedimento premesso, risulti:

• l’onerosità della prestazione;

• la presenza costante presso il luogo di lavoro previsto dal contratto;

• l’osservanza di un orario (nella fattispecie coincidente con l’apertura al pubblico dell’attività commerciale);

• il “programmatico valersi da parte del titolare della prestazione lavorativa” (del familiare);

• la corresponsione di un compenso a cadenze fisse.

L’emersione di questi elementi all’esito dell’attività istruttoria svolta, consente di riconoscere la genuinità della prestazione lavorativa e l’effettività del rapporto di lavoro subordinato, a prescindere dall’appartenenza allo stesso nucleo familiare.”

Adesso è possibile che tu ti chieda: Quale è la differenza tra il far lavorare il familiare con una busta paga e farlo lavorare come coadiuvante familiare?

Se il familiare lavora con una busta paga, i contributi li paga la S.r.l., sono più alti, circa il 40% del compenso, e il familiare riceverebbe dei soldi come busta paga.

Quando conviene far lavorare nella S.r.l. un familiare come collaboratore di famiglia e quando come dipendente?

Posto il fatto che il familiare possa lavorare veramente come dipendente e, quindi, consentirti di scegliere uno o l’altro strumento di risparmio fiscale, puoi avere un vantaggio contributivo nell’utilizzare l’uno o l’altro strumento.

Premetto che, i contributi di un coadiuvante e quelli presenti nella busta paga, sono completamente diversi, hanno caratteristiche che devono essere valutare nell’analisi complessiva (cosa che descriverò meglio più avanti).

Se valutiamo solamente la cifra da versare all’Inps è certo che i contributi di un dipendente a tempo pieno sono più alti rispetto ai contributi fissi dell’Inps commercianti.

All’opposto, i contributi che pagheresti in una busta paga di poche ore a settimana, sicuramente sono minori rispetto ai contributi fissi che pagherebbe per un collaboratore familiare.

Questo significa che ci sarà un certo volume di compenso del dipendente che farà pagare alla S.r.l. gli stessi contributi Inps che pagherebbe il socio lavoratore per il coadiuvante di famiglia.

Detto in sintesi, dobbiamo individuare il parametro soglia del compenso del dipendente che rende i contributi dei dipendenti uguali a quelli dei contributi del collaboratore.

Per fare questo utilizziamo la seguente procedura:

1. Individuiamo i contributi che paga il familiare come collaboratore di famiglia;

2. Individuiamo i contributi che paga il familiare su una busta paga da dipendente;

3. Individuiamo il compenso del dipendente che gli consente di pagare gli stessi contributi del collaboratore di famiglia in modo da trovare l’importo soglia.

1. Individuiamo i contributi che paga il familiare come collaboratore di famiglia 

Il collaboratore di famiglia che lavora nella S.r.l., paga i contributi fissi Inps tanti quanti ne paga un socio lavoratore.

Nello specifico, nel 2020, i contributi fissi sono di euro 3.850,52 all’anno. Questi contributi sono pagati dal socio lavoratore.

2. Individuiamo i contributi che paga il familiare su una busta paga da dipendente

Per poter sviluppare i calcoli, abbiamo bisogno prima di tutto di ipotizzare un settore nel quale lavora il dipendente.

In questo caso prendiamo come ipotesi che la S.r.l. lavori nel settore del commercio al dettaglio, esempio ortofrutta, supermercato o qualcosa di simile.

Utilizzando le tabelle ministeriali dell’Inps si comprende che i contributi Inps totali, ossia quelli a carico dell’azienda e quelli a carico dei dipendenti, sono del 38,17%.

Quindi, individuare l’ammontare dei contributi Inps sul compenso del dipendente è molto semplice, basta moltiplicare il compenso lordo con l’aliquota contributiva Inps.

3. Individuiamo il compenso del dipendente che gli consente di pagare gli stessi contributi del collaboratore di famiglia in modo da trovare l’importo soglia

Conoscendo i contributi Inps che paga il collaboratore di famiglia e conoscendo l’aliquota con la quale i dipendenti pagano i contributi sul loro compenso, riusciamo ad individuare l’importo soglia del compenso del dipendente che rende conveniente uno strumento rispetto all’altro.

La formula è la seguente:

contributi Inps collaboratore di famiglia = compenso dipendente a pareggio x aliquota contributi Inps dipendenti

Siccome il nostro obiettivo è quello di trovare il compenso del dipendente, la formula diventa la seguente:

compenso dipendente a pareggio = contributi Inps collaboratore di famiglia / aliquota contributi Inps dipendenti

Sviluppando i calcoli, la formula diventa:

Compenso dipendente a pareggio = 3.850,52 / 38,17% = euro 10.087,82.

Questo significa che, ove il compenso annuale del dipendente fosse di euro 10.087,82, i contributi che paga il familiare dipendente sarebbero uguali a quelli che paga il familiare come collaboratore di famiglia.

Ricordati che si tratta di compenso annuale del dipendente, ossia comprensivo anche di 13esima, di eventuale 14esima, di ferie e permessi non goduti (la parte di T.f.r. ne è esclusa).

In poche parole, considerando il settore del commercio al dettaglio o all’ingrosso, se il compenso annuale che tu vorresti attribuire al tuo familiare fosse superiore ad euro 10.087,82 allora tu pagheresti meno contributi Inps facendo lavorare il familiare come collaboratore di famiglia e quindi pagando i contributi fissi Inps commercianti.

Se, invece, il compenso annuale del dipendente fosse inferiore ad euro 10.087,82 allora pagheresti meno contributi Inps assumendo il familiare con busta paga in quanto pagheresti meno rispetto ai contributi fissi Inps commercianti.

Se il settore di lavoro della S.r.l. fosse diverso rispetto a quello del commercio, allora i calcoli sarebbero diversi.

Ogni strumento ha i suoi vantaggi e svantaggi che vanno oltre alla semplice riduzione dei contributi.

Puoi trovare quello che fa per te solo individuando i tuoi obiettivi da imprenditore e le possibilità attuali della S.r.l..

Preciso ulteriormente che i contributi pagati sul lavoro del dipendente sono deducibili dalla società generando un bonus fiscale per la S.r.l. perché riducono le imposte da pagare.

Non ho voluto considerare questo effetto fiscale in quando anche i contributi pagati dal socio lavoratore per il collaboratore di famiglia possono essere dedotti dal reddito generato dallo stesso.

Cose a cui stare attenti quando valuti se  assumere un familiare come collaboratore di famiglia o come dipendente

Ma non credere che la valutazione si possa fermare alla formula vista in precedenza.

Infatti ci sono vari altri aspetti che devi valutare per comprendere al meglio quale strada è la migliore per te, come ad esempio:

– Ricordati di considerare che i contributi Inps del collaboratore di famiglia si possono dedurre in capo al socio lavoratore se questo ha un reddito a lui attribuibile. Se il socio lavoratore prendesse i soldi solo come distribuzione di utili dalla S.r.l., non avrebbe nessun vantaggio fiscale;

– Ricordati che i contributi pagati sulla busta paga del dipendente sono deducibili dalla società, quindi questo genera un effetto fiscale positivo perché riduce le imposte da pagare in capo alla S.r.l.;

– Remunerando il familiare con una busta paga, questo riceve un compenso ed ha alcuni vantaggi, come ad esempio la malattia pagata in gran parte dall’Inps, ferie e permessi pagati, bonus Renzi, detrazioni per i familiari a carico, assegni di famiglia e T.f.r.;

– I contributi commercianti fissi Inps del familiare sono pagati dal socio lavoratore e non dal collaboratore di famiglia;

– Il coadiuvante non riceve una busta paga, quindi non riceve i soldi. Al contrario il collaboratore di famiglia che riceve una busta paga mensile, riceverà un compenso ogni mese;

– Ricordati che il familiare, se lavora “occasionalmente”, ossia meno di 90 giorni in un anno, non è obbligato ad iscriversi all’Inps come collaboratore di famiglia, ma solo all’Inail se lavora almeno 10 giorni all’anno (su questo argomento farò un articolo fiscale specifico);

– I contributi Inps sulla busta paga garantiscono una pensione migliore rispetto ai contributi fissi Inps commercianti.

 

Check list di sintesi della circolare

Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce.

I calcoli precisi di quante imposte e contributi puoi risparmiare tutte le volte che utilizzi un specifico strumento di risparmio fiscale della S.r.l., li puoi fare solo analizzando nel dettaglio la contabilità della tua azienda.

Ma non basta, serve anche la collaborazione del tuo commercialista perché devi valutare i tuoi obiettivi personali, oltre che gli utili e la liquidità a disposizione della tua S.r.l..

Ma, in tutti i casi, per comprendere già adesso come utilizzare al meglio le informazioni contenute in questa circolare, condivido questa semplice check list, così da consentirti di poter andare dal tuo consulente per calcolare quanto puoi risparmiare già adesso:

1. Un familiare può lavorare nella tua S.r.l. sia come collaboratore di famiglia, sia come dipendente con busta paga;

2. Se il famigliare lavorasse nella S.r.l. come collaboratore di famiglia, allora il socio lavoratore pagherebbe i contributi fissi commercianti in più;

3. Se il familiare lavorasse nella S.r.l. come dipendente con busta paga, allora la società pagherebbe i contributi Inps;

4. Detto in modo sintetico, se il familiare dovesse lavorare poche ore a settimane, allora ti converrebbe assumerlo come dipendente con busta paga perché pagheresti meno contributi con la S.r.l.;

5. Se il familiare dovesse lavorare molte ore nella S.r.l., come ad esempio a tempo pieno, allora converrebbe al socio lavoratore pagargli i contributi Inps fissi commercianti, in quanto i contributi sarebbero minori rispetto a quelli pagati dalla S.r.l. sulla busta paga;

6. Per individuare la quota di compenso “soglia”, basta mettere in confronto i contributi fissi Inps commercianti che pagherebbe il collaboratore di famiglia con i contributi presenti nella busta paga (a carico ditta più a carico dipendente). Cosa che puoi ottenere con la formula presente in questa circolare. I calcoli varieranno in base al settore in cui opera la S.r.l.;

7. Ricordati che se vuoi prendere una decisione al meglio, ci sono anche altri piccoli aspetti da valutare, che ho elencato in precedenza in questa circolare.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commerciasta e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci come e quando puoi far lavorare un familiare come collaboratore di famiglia e quando puoi farlo lavorare come dipendente con busta paga.

Comprendere come puoi utilizzare uno o l’altro strumento ti consente di evitare possibili contestazioni da parte dei funzionari dell’Inps e, soprattutto, conoscere quando puoi utilizzarli per ridurre il carico contributivo conservando la possibilità di far lavorare regolarmente il familiare nella tua S.r.l.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l..

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidessi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che potresti accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l..

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare un’email direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti che puoi utilizzare con la tua S.r.l. per ridurre il carico fiscale dal 70% al 28%.

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Puoi scegliere uno dei 2 canali disponibili:

1) inserire la tua migliore email nel form qui sotto. Ciò ti consentirà di ricevere una email con un link che ti consentirà di scaricare il manuale gratuito con gli strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l..

Al termine della lettura del manuale potrai ricevere il bonus che ti consentirà di ottenere gratuitamente un mese di Contabilità Controllata in omaggio.

2) oppure puoi comprare il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.“ che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva.

Acquistando il libro da questo mio link, potrai ricevere gratuitamente a casa tua (o presso il tuo ufficio) la mia personale newsletter trimestrale cartacea, per sempre.

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

Che cosa aspetti a contattarci?

 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *