Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che stai utilizzando una S.r.l. per svolgere il tuo business ed hai clienti che non ti pagano e magari stanno cercando anche di chiudere la propria azienda.

Conoscerai gli strumenti che hai a disposizione quando il tuo cliente non ti paga e si nasconde dietro ad una S.r.l..

Nello stesso modo, voglio fornirti una linea guida delle cose a cui stare attento quando chiudi una S.r.l. in modo che sia fatta nel rispetto della legge senza conseguenze negative, come rischiare illimitatamente con il tuo patrimonio o, ancora peggio, rischiare con il penale.

Non dico che se hai fatto porcate con la contabilità della tua S.r.l. (a questo punto non potresti farci nulla) tu possa salvarti.

Ma sto dicendo che, anche in una gestione corretta e ottimale del tuo business sotto il punto di vista contabile, possa capitare che tu sia comunque in perdita perché è il business che non funziona e quindi tu stia valutando di cancellare la tua S.r.l. perché vuoi evitare di accumulare ulteriori debiti fiscali e debiti verso i fornitori.

Anche se dovessi decidere di chiudere la tua S.r.l, sicuramente avrai fatto un’esperienza imprenditoriale importante che potrà esserti utile in futuro.

Ricordati, comunque, che chiudere in modo frettoloso e scomposto una S.r.l ti espone al rischio concreto di dover far fronte ai debiti con i tuoi beni personali, perdendo quindi il beneficio della “limitata” responsabilità patrimoniale.

Sapere cosa puoi rischiare quando chiudi una S.r.l. ti consente a tua volta di comprendere quali strumenti legali hai a disposizione per difenderti dai clienti che fanno i furbi, che vogliono il lavoro, ricevono la fattura ma poi non pagano.

Non dico che devi essere esperto quanto un commercialista nel gestire queste informazioni, ma è tua responsabilità avere un’idea chiara dell’argomento.

Questo perché non puoi pensare a ridurre le imposte nel totale rispetto della legge, per poi chiudere male una S.r.l. pagandone le conseguenze anche a livello personale oltre che aziendale.

Inoltre, non puoi permettere che clienti “furbi” rovinino la tua azienda perché si rifiutano di pagarti sapendo che non subiranno alcuna conseguenza.

Il mancato incasso di una fattura su cui hai già pagato iva e imposte è per te una doppia perdita.

Tutto questo non è solo un problema per la tua azienda, ma lo è soprattutto per la tua famiglia e per le persone a te care.

Prova a pensare di tornare a casa e dire a tua moglie, o alla tua morosa che non hai soldi perché c’è un cliente che non ti ha pagato.

Sicuramente sarebbe inviperita se togliessi soldi a lei per colpa di un cliente.

Nello stesso modo, non comprometteresti solo il rapporto con moglie o con la tua compagna che potrebbe anche decidere di abbandonarti per un altro uomo che gli garantisca un futuro migliore, ma avresti anche un problema più grave, quello con i figli, perché daresti loro meno possibilità di accedere ad un’istruzione o a cure migliori.

Se succedesse qualcosa ad una persona cara e tu non avessi i soldi perché un cliente non ti paga, come ti sentiresti?

Io come una merda.

Per questo motivo devi scegliere i clienti migliori.

Oltretutto, se tu fossi in un business che è già in perdita e avessi già pagato le conseguenze negative delle perdite economiche, perdere ulteriori soldi perché non puoi avere la sicurezza patrimoniale della S.r.l., per colpa di una tua errata cancellazione della società, non farebbe altro che peggiorare la tua situazione.

Se vuoi proteggerti devi mettere in atto un adeguato comportamento già adesso. Prima ti informi meglio è.

Quindi iniziamo subito, let’s go.

Iniziamo con delle prime indicazioni generali per poi entrare nello specifico.

 

Quando devi chiudere una S.r.l.?

Ci sono specifiche condizioni per cui puoi chiudere una S.r.l., per esempio la puoi chiudere perché i soci hanno volutamente deciso di cessare l’azienda nonostante questa sia in utile.

Ma in questo specifico capitolo parleremo di quando sei obbligato a chiuderla perché hai generato una perdita, o più perdite su più anni, tali per cui queste sono superiori al capitale sociale.

In sintesi ti posso dire che con una S.r.l. NON puoi continuare a generare perdite all’infinito se non metti tanti altri soldi per coprire la perdita.

Se le perdite sono superiori al capitale sociale della S.r.l. allora devi cancellare la società.

Nello specifico se la perdita è superiore ad 1/3 del capitale sociale, sei obbligato a coprirla con finanziamento soci (annullando il finanziamento soci per coprire le perdite subite), oppure chiudere la società.

 

Procedura per cancellare la S.r.l.

Per cancellare una S.r.l. devi seguire una specifica procedura prevista dalla legge (cosa che farà il tuo commercialista).

Da questo derivano particolari adempimenti “burocratici” che devi rispettare per non perdere il beneficio della sicurezza patrimoniale.

Le fasi sono le seguenti:

1° presupposto per chiedere la liquidazione (ci deve essere una causa di scioglimento)

L’ articolo 2484 del codice civile regola lo scioglimento delle società di capitali, per:

– decorso del termine,

– conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo (a meno che l’assemblea non deliberi alcune modifiche statutarie),

– impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea,

– riduzione del capitale al di sotto del minimo legale (causa più frequente),

– impossibilità di rimborsare il socio o i soci receduti,

– deliberazione dell’assemblea,

– altre cause previste dall’atto costitutivo o dallo statuto,

– liquidazione giudiziale.

L’ipotesi più frequente è quella di avere perdite eccessive che portano il capitale sociale al di sotto dei parametri di legge, esempio inferiore ad 1/3 di euro 10.000 per le S.r.l. ordinarie.

2° messa in liquidazione da parte dell’amministratore

Quando c’è una causa di scioglimento, l’amministratore deve fare un verbale per far presente ai soci questa specifica situazione, e poi mettere in liquidazione la società.

Nella liquidazione la società è predisposta per cessare l’attività, anche se ancora la S.r.l. è ancora da estinguere, e quello che deve fare l’amministratore (che diventerà liquidatore) è quello di liquidare tutto quanto l’attivo, esempio vendendo il magazzino, vendendo i beni della S.r.l., incassando tutti i crediti, per poi ripagare più debiti possibili.

3° nomina di un liquidazione

Con la messa in liquidazione, gli amministratori cessano di amministrare l’azienda e deve essere nominato il liquidatore. In genere il liquidatore corrisponde all’amministratore o ad uno di essi.

La nomina del liquidatore è una fase molto molto importante, in quanto è colui che ne risponde in modo illimitato nel caso in cui cancellassi la S.r.l. in modo errato.

4° liquidazione attivo e pagamento passivo

In questa fase il liquidatore, che praticamente è l’amministratore, deve vendere tutti quanti i beni della S.r.l. e con il ricavato pagare più debiti possibili.

Ovviamente nel caso ci siano più soldi che debiti, allora può distribuire il ricavato maggiore ai soci.

Appena conclusa la vendita di tutti i beni della S.r.l. e il pagamento di più debiti possibili, si può passare all’ultima fase.

5° cancellazione dalla camera di commercio

Solo dopo aver venduto tutti i beni e aver pagato più debiti possibili, il liquidatore può richiedere la cancellazione della società.

In poche parole, si richiede la cancellazione della S.r.l. dalla camera di commercio, decretando la fine definitiva della società.

Questa è la sintesi della procedura che devi rispettare.

Non rispettarla ti può portare a perdere il beneficio della responsabilità limitata, ossia di rispondere con il proprio patrimonio personale ai debiti aziendali, oppure avere responsabilità che possono anche ricadere nella sfera del penale.

N.b.: abbandonare una S.r.l. senza la consulenza di un commercialista è rischioso per la tua sicurezza patrimoniale.

Anche se “risparmiassi” i soldi per il compenso del commercialista, rischieresti seriamente di non rispettare gli adempimenti fiscali previsti dalla legge, con conseguenze ancora peggiori.

Se dovessi accorgerti che il tuo business non funziona, il mio consiglio è quello di affidarti ad un professionista esperto che ti guiderà verso una corretta chiusura dell’impresa. Anche se dovrai pagare la sua parcella eviterai di pagare somme molto maggiori in multe e sanzioni.

 

A quali cose devi stare attento per chiudere una S.r.l. correttamente?

Quando ti accingi a cancellare una S.r.l., ricordati di verificare la correttezza di queste indicazioni.

Premetto che se hai avuto un comportamento scorretto nei confronti dei creditori o hai fatto errori contabili gravi per omettere informazioni rilevanti, non ci potrai fare nulla e quindi devi lasciare che la legge faccia il suo corso con tutte le conseguenze del caso.

In ogni caso ricordati di verificare questa check list per essere sicuro di avere un comportamento corretto oppure di non cadere in errori banali:

a) Non distrarre i beni dalla società (prova documentale di dove è andato il bene): se distrai i beni della società, se li prendi senza giustificato motivo, allora rischi. Tutti i beni devono essere regolarmente venduti, al valore di mercato.

Per eventuali beni che siano stati rubati, smantellati, ecc… è sempre meglio avere un documento giustificativo, come ad esempio una ricevuta di presa in carico presso la discarica, oppure una denunzia ai carabinieri.

Tutto questo per evitare che ti possano attribuire una responsabilità per aver sottratto dei beni aziendali evitando di pagare i debiti residui con il ricavato.

b) Non distribuire gli utili se non hai ripagato prima tutti i debiti: se dalla contabilità risultasse che hai distribuito del denaro ai soci prima di aver ripagato tutti i debiti, allora il liquidatore è responsabile dei debiti residui con il proprio patrimonio.

Praticamente si perde il beneficio della responsabilità limitata e il liquidatore rischia in modo illimitato.

c) Prima di cancellare la S.r.l. dalla camera di commercio rendi liquido tutto l’attivo: una cosa che consiglio è di aspettare di rendere liquidi tutti i beni della S.r.l. prima di richiedere la cancellazione in camera di commercio.

Per esempio: se una società avesse un terreno agricolo che non riuscisse a vendere in quanto nessuno lo vuole acquistare, oppure avesse un credito iva che potrebbe ottenere indietro solo aspettando anni, io consiglio di aspettare tutto il tempo dovuto per vendere il bene immobile o incassare il credito fiscale prima di richiedere la cancellazione della società, in modo da non intaccare il beneficio della sicurezza patrimoniale, invece che attribuire i beni ai soci.

d) Vendere i beni al prezzo di mercato senza sottostimarne il valore, oppure evitare di stralciare crediti verso clienti e soci per evitare possibili accuse: il liquidatore deve vendere tutti i beni delle società al prezzo normale di mercato. Al prezzo vero, e non ribassato. Perché questo darebbe meno soldi alla società per ripagare tutti i beni.

Vendere un bene ad un prezzo al di sotto del prezzo reale di mercato potrebbe crearti problemi. Potresti, in casi estremi, essere accusato di responsabilità dell’aver portato la tua S.r.l. in dissesto.

Puoi anche essere costretto a svendere il bene, ma almeno prendi a tuo vantaggio opportuni provvedimenti per dimostrare che quello è il vero prezzo di mercato (tentativi di vendita, possibili offerte basse ricevute, ecc.).

Nello stesso modo, se hai crediti da incassare, devi fare in modo di incassarli interamente.

Capisco che in determinate situazioni tu sia obbligato a stralciare il credito, pur di incassare qualcosa da un credito incagliato.

Ma almeno cerca di ottenere più prove a tuo vantaggio per dimostrare il perché hai dovuto scontare il credito e che hai fatto di tutto per incassarlo.

Nello stesso modo, se hai crediti verso soci per i versamenti che mancano dall’atto di costituzione, oppure per possibili acconti di utili, questi vanno assolutamente richiesti e ottenuti.

In caso estremi, il fatto di inviare una raccomandata al socio per richiedere i soldi, nonostante questo non abbia i soldi da restituire, a mio parere anche se non fosse contestabile, sarebbe indice di possibile uso scorretto della gestione aziendale.

e) Cercare di stralciare le posizioni con i fornitori. O per lo meno, manifesta con email, email pec, raccomandata, l’intenzione di voler raggiungere un accordo con loro per pagare una parte del debito verso il fornitore, piuttosto che chiudere la S.r.l rendendo impossibile qualsiasi suo incasso perdendo l’intero credito.

In questo modo puoi dimostrare di aver avuto un comportamento diligente nei confronti dei debitori.

Attenzione, non sto dicendo che sarai liberato da qualsiasi possibile conseguenza futura, ma avresti ugualmente dimostrato un buon intento nel cercare di pagargli qualcosa prima di cancellare la società.

Questo potrebbe essere utile nel caso in cui tu abbia in futuro ulteriori contestazioni da parte dei fornitori.

Possono ugualmente contestare il credito, ma dovrebbero ammettere che non hanno aderito ad una tua possibile richiesta di stralcio.

f) Se hai dei dubbi, non chiudere in fretta e furia una S.r.l.. Verifica i parametri per accedere alla crisi d’impresa per verificare se e quando sei soggetto a possibili richieste di fallimento da parte dei fornitori e quindi, a maggior ragione, trova un accordo con loro per chiudere la posizione debitoria, anche pagando a rate.

Non aspettarti di evitare conseguenze importanti se hai gestito molto male la contabilità o se hai commesso illeciti.

Al contrario, il consiglio è sempre quello di trovare accordi per chiudere il rapporto economico con i tuoi fornitori a maggior ragione se c’è il rischio che chiedano il fallimento, con conseguenti ulteriori problemi a tuo carico come quelli penali.

Questa informazione è molto importante per te, non tanto per attaccare, ma per difenderti dai clienti che non vogliono pagarti.

Mi spiego meglio, se tu avessi un cliente che non ti ha pagato ed ha messo la società in liquidazione, se questo avesse superato in uno degli ultimi 3 esercizi i parametri che leggerai di seguito, tu hai possibilità di chiedere il fallimento del cliente e quindi avere più forza contrattuale.

Cosa che può portare a conseguenze penali per l’amministratore. In questo caso tu hai un’arma in più per forzare il cliente nel trovare un accordo con te per ottenere i tuoi soldi.

Gli strumenti previsti dalla legge vanno utilizzati al meglio (e non per creare problemi agli altri).

Sono soggetti alla disciplina del fallimento (ora si chiama Codice della Crisi d’Impresa) gli imprenditori che presentano almeno uno dei seguenti requisiti:

1) un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo superiore ad euro trecentomila in almeno uno dei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della liquidazione giudiziale o dall’inizio dell’attivita’ se di durata inferiore;

2) ricavi per un ammontare complessivo annuo superiore ad euro duecentomila in almeno uno dei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di apertura della liquidazione giudiziale o dall’inizio dell’attivita’ se di durata inferiore;

3) un ammontare di debiti anche non scaduti superiore ad euro cinquecentomila.

Se segui queste 3 indicazioni, il liquidatore non risponde in modo illimitato, che risponde solo la S.r.l. con il proprio patrimonio residuo e non ne rispondono i soci con il loro patrimonio personale.

 

Quando puoi chiudere una S.r.l. con il commercialista e quando sei obbligata a cancellarla con il notaio?

 Se ti trovi in una di queste condizioni, allora puoi cancellare la S.r.l. con il commercialista senza il notaio:

  • decorrenza del termine;
  • conseguimento dell’oggetto sociale ovvero per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;
  • impossibilità di funzionamento, ovvero per la continua inattività dell’assemblea;
  • riduzione del capitale sotto il minimo legale, purchè i soci abbiano dichiarato in assemblea di non voler trasformare o ricapitalizzare la società.

 

Domanda: ma se cancelli la S.r.l., lo stato può farti pagare le imposte rimaste che non sono state pagate?

Ma è davvero possibile che, dopo la conclusione delle operazioni di liquidazione e l’estinzione della società, i soci di una S.r.l. (che non abbiano ricevuto alcunché dal bilancio finale) possano essere chiamati a rispondere dei debiti tributari già facenti capo alla società?

Il rischio, attualmente, c’è (anche se non è automatico).

Anche se il codice civile prevede che solo la società possa pagare per i debiti della S.r.l., c’è stato un importante intervento della cassazione del 2018 che ha attribuito il debito ai soci.

Si tratta, in particolare, delle sentenze Cass. sez. trib. 19/04/2018, n. 9672 e Cass. sez. trib., 07/04/2017, n. 9094, che hanno disseminato una certa perplessità, avendo sollevato l’impressione che una S.r.l. post liquidazione vada equiparata ad una S.n.c., con responsabilità illimitata dei soci per debiti tributari.

Ovvio che ogni caso va valutato singolarmente, ma questa sentenza ha dato ragione all’Agenzia delle Entrate. Il che sarebbe davvero preoccupante, anche perché il discorso ben potrebbe estendersi alle S.p.a. (magari anche quotate!).

Cosa che danneggerebbe troppo la sicurezza di quanto stabilito dal codice civile.

Attualmente, è probabilmente saggio per i soci di società a responsabilità limitata astenersi dal portare avanti progetti di chiusura della liquidazione e conseguente cancellazione dal registro delle imprese, ove sussistano pendenze tributarie attuali o potenziali.

Per lo meno che non siano eccessivamente importanti o che possa apparire che la tardiva messa in liquidazione non sia dovuta al fatto di aggravare la posizione debitoria fiscale.

Oppure non protrarre in modo eccessivo il debito fiscale per evitare che gli enti abbiano interesse a ricorrere in tribunale fino alla cassazione.

Se chiudessi la società appena sei certo che il business non ti consente di fare utili e non temporeggiassi troppo per chiudere la S.r.l., l’Agenzia delle Entrate avrebbe meno motivi per fare di tutto per chiedere i soldi dei debiti fiscali ai soci quando questa sia effettivamente cancellata.

Se hai protratto la chiusura della S.r.l. per accumulare debiti fiscali è normale che attiri l’attenzione degli enti che avranno maggior vantaggio a richiedere i soldi a te come socio.

Al contrario, se dopo 1 o 2 anni in cui ti prendi del tempo per testare il business tu comprenda che non c’è nulla da fare, sicuramente l’eventuale debito fiscale sarebbe contenuto e quindi attireresti meno l’attenzione degli enti e daresti a loro meno motivo per fare di tutto per chiedere i soldi a te come socio.

A questo punto non ti rimane che utilizzare gli strumento di efficacia fiscale per ridurre le imposte della S.r.l..

A mio parere, il limite ragionevole risiede nell’intenzione (o meno) di mandare avanti la S.r.l. in perdita solo per non pagare le imposte, danneggiando in questo modo il sistema economico.

Se chiudessi la S.r.l. dopo 1-2 anni in cui noti che il business non funziona, non accumuli troppi debiti fiscali.

Quindi è difficile che il fisco venga a richiedere i soldi a te.

Leggendo la sentenza ho notato che hanno cancellato la società dopo che la commissione tributaria provinciale e regionale gli aveva dato ragione annullando l’atto per mancanza di notifica (le sanzioni non le hanno considerate).

Le imposte sono state addebitate al contribuente perché aveva cancellato la S.r.l. successivamente dopo il secondo grado e prima del terzo grado di giudizio (ossia la Cassazione), facendo pagare le imposte al contribuente con gli interessi ma senza le sanzioni, dopo che il contraddittorio è nato dal fatto che la S.r.l. aveva contestato una cartella per mancanza di un avviso bonario.

Questo per dimostrarti che questi procedimenti sono molto molto molto particolari ed ogni processo fa storia a parte. Quindi non è che in automatico devi pagare, ma, in ogni caso c’è il rischio.

 

Utilizza questi strumenti per difenderti contro i clienti furbi

Noi imprenditori (ogni professionista è comunque un imprenditore) dobbiamo utilizzare gli strumenti consentiti dalla legge non per offendere ma come strumento di difesa dagli altri che vogliono rovinare la nostra azienda.

Infatti puoi utilizzare questi strumenti per difenderti da clienti che si comportano male con te, per esempio:

1) se noti che un cliente chiude una S.r.l. credendo di non pagare le tue fatture, sicuramente è un problema per te, ma hai possibilità di attaccare il liquidatore, ossia il liquidatore risponde in modo illimitato dei debiti aziendali se:

– ha chiuso male la società distribuendo utili ai soci anche se c’erano debiti;

– se non ha pensato a vendere tutti i beni;

– se non ha incassato tutti i crediti aziendali;

– se ha distratto beni dalla propria azienda,

– se ha svenduto i beni non vendendoli al loro valore di mercato,

– se ha stralciato crediti senza giustificato motivo (esempio crediti verso soci cancellati senza che siano rimborsati, versamenti mancanti dei soci in sede di costituzione);

Non dico che sarai certo di recuperare il tuo credito, ma farai paura al liquidatore avendo a disposizione il fatto di contestargli una sua responsabilità nel non aver effettuato la liquidazione della S.r.l. nel modo corretto, comportando che il liquidatore debba rispondere in modo illimitato per i debiti aziendali.

2) Oppure, se il tuo cliente nei 3 anni precedenti ha superato almeno uno dei parametri visti in precedenza, hai dalla tua parte anche lo strumento per poter richiedere, a determinate condizioni, il fallimento presso il tribunale del tuo cliente.

Anche se la sua S.r.l. non ha più soldi, all’amministratore potrebbero essere imputati dei reati penali, questo potrebbe essere un incentivo molto forte per ascoltarti e cercare un modo per stralciare il tuo credito trovando un compromesso di incasso con te.

Più il tuo cliente ha gestito in modo inopportuno la contabilità della S.r.l., più il fallimento è dovuto a sue negligenze, più avrà paura di possibili conseguenze dannose.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto in questa circolare, ora conosci gli strumenti a tua disposizione per poter cercare di obbligare il cliente a pagare le tue fatture anche se sta cancellando la sua S.r.l..

Nello stesso modo, sei consapevole delle cose a cui stare attento quando cancelli una S.r.l. per evitare errori stupidi che possano costarti più di quello che già hai dovuto pagare per le perdite economiche della tua azienda.

In questo modo sai come ti devi comportare per sviluppare la tua azienda e come evitare incomprensioni con il fisco, che possono generarti sanzioni da pagare e ulteriori nuovi problemi.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Infatti, devi anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre la imposte della S.r.l..

Stai, però, attento perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 64% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte minime che puoi pagare sono del 28%.

Tra il 64% di imposte ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

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