Ti do il benvenuto in questo nuovo articolo di Efficacia Fiscale per affrontare un argomento nato da un caso pratico di un mio cliente: come condurre correttamente la procedura di liquidazione e come comportarsi quando, giunto il momento di cancellare la S.r.l., ti rendi conto di avere dei soldi sul conto corrente.

Mi capita spesso che i clienti mi chiamino e mi sottopongano domande specifiche, su casi concreti. Le risposte vanno adeguatamente studiate con un occhio alla legge ed un occhio al caso concreto.

Questa volta è stato il turno di un liquidatore di una S.r.l.  che ha chiamato e ha esordito con “Simone, ho fatto tutto ciò che dovevo fare seguendo alla lettera la tua check list, sarei pronto a cancellare la S.r.l. ma sul conto corrente sono rimasti diecimila euro. Cosa faccio adesso?”

Prima di addentrarmi nell’argomento mi presento e faccio un breve ripasso di chi sono, come lavoro e di quali sono gli obiettivi che perseguo.

Mi chiamo Simone, sono un commercialista che ha scelto di lavorare solo con le S.r.l. .

All’inizio della mia carriera, come tutti, ho avuto clienti di ogni tipo: ditte individuali, minimi, forfettari, società di persone e società di capitali. Questo mi ha permesso di concretizzare tutto ciò che ho studiato sui testi universitari fino ad avere le prove (carta canta) che la S.r.l. è la forma giuridica migliore per le piccole e medie imprese le quali.

Tramite questo tipo di società, possono realizzare al meglio l’obiettivo principale dell’imprenditore: avere utili sempre più alti e tagliare il più possibile i tributi utilizzando le disposizioni di legge riservate alle S.r.l., cosa che ho concretizzato in questi due strumenti che costituiscono le fondamenta del mio Studio: la Contabilità Controllata mensile e l’Efficacia Fiscale.

Non potendo conoscere tutto di tutto, non volendo restare un semplice snocciolatore di norme, volendo lavorare CON gli imprenditori in modo da essere visto come un alleato in campo e non come una spia nemica inviata dallo Stato per prendergli i soldi sudati con tanta fatica, ho scelto di specializzarmi su quello che per me è la migliore forma giuridica, la S.r.l. .

Ho uno Studio a Rimini ma, le soddisfazioni principali, nascono dal mio Studio on line in cui ricevo i clienti di tutta Italia (e non solo) a cui piace la formula dell’on line ed in cui i collaboratori lavorano on line.

Utilizzo questa formula da anni con risultati sempre più sodisfacenti. Mi concedi un autoelogio?

Lockdown e lo smartworking hanno fatto un baffo al mio Studio, già perfettamente organizzato con il lavoro a distanza con clienti distanti.

Torno al focus dell’articolo per descrivere rapidamente i pilastri dello Studio: la Contabilità Controllata mensile e l’Efficacia Fiscale.

Ovviamente è meglio se una S.r.l. è viva, vegeta e produce utili.

Ma può capitare che, per mille motivi, la S.r.l. vada liquidata e cancellata.

Ed è qui che devi stare attento, devi fare tutto questo al meglio perché, anche se la società “muore” soci e liquidatore sopravvivono e se il processo di eutanasia non è stato posto in essere al meglio, con tutte le cautele del caso, nella piena consapevolezza dei propri compiti e responsabilità, c’è forte rischio che, Enti e creditori, procedano alla “riesumazione” per recuperare, da soci e liquidatori, ciò che non sono riusciti a recuperare dalla società.

Eh sì…questo rischio non solo non va escluso ma potrebbe concretizzarsi se non ci si comporta in modo corretto.

Poniamo il caso che tu, liquidatore, debba chiudere una S.r.l. con dei debiti. In questo caso NON puoi distribuire gli utili, perché le risorse esistenti vanno utilizzate per pagare più debiti possibili.

Il rischio di una manovra scorretta? Rispondere illimitatamente per i debiti della S.r.l. rimasti insoluti.

Ovviamente questa norma serve per evitare che ci sia un uso distorto della protezione patrimoniale della S.r.l. .

Lo Stato non vuole che i soldi della liquidazione vengano distribuiti ai soci, se prima non sono stati pagati tutti i debiti. E, se i soldi non bastano per pagare tutti, occorre pagare i debiti nel rispetto della “par condicio creditorum” (in parole povere: non bisogna fare preferenze tra i creditori), ma anche questo aspetto lo approfondirò in seguito.

Ho fatto questo rapido cenno per avvisarti che, se stai per cancellare una società solo per toglierti in fretta e furia un pensiero, è meglio che tu faccia una piccola pausa e ti prenda il tempo necessario per leggere il mio articolo e la check list che ho deciso di regalarti, prima di andarti a impelagare in qualche grana per la fretta di chiudere.

Domanda: quando un liquidatore può dirsi certo di aver fatto tutto ciò che doveva fare, nel pieno rispetto della legge, e dormire sonni tranquilli insieme agli ex soci che hanno approvato il suo operato?

Risposta: quando ha lavorato, basato le proprie decisioni e ottenuto risultati sulla base di un bilancio  veritiero, i cui dati corrispondono alla realtà e sono attendibili.

In altre parole, quando lavora su un bilancio che è stato controllato in modo continuo e costante e può dirsi perfettamente aderente alla realtà.

Questo è l’obiettivo della contabilità controllata mensile: un bilancio reale e controllato la cui corretta lettura da input corretti.

L’Efficacia Fiscale è l’altro pilastro, strettamente collegato alla contabilità controllata mensile (si può lavorare per ridurre le imposte solo se i dati su cui si fonda l’analisi sono reali e corretti) e, forse, potresti pensare che non ti interessa in questo caso, visto che stai per cancellare la tua società. Beh…sbagli!

Innanzitutto, anche in fase di liquidazione, può capitare che debbano essere prese decisioni che hanno un impatto sul risultato del conto economico e, quindi, sulle imposte.

In secondo luogo chiudere un business non significa chiudere con il mondo del business.

Qualora ti riaffacciassi al mondo degli affari con una nuova iniziativa è bene che tu sappia, in (ri)partenza, che esistono degli strumenti che consentono di ridurre considerevolmente il peso di imposte e contributi in modo perfettamente legale ed il nostro compito (mio e tuo, come alleati) è individuare quelli che fanno al caso tuo, quando attivarli e in che misura farlo.

In questo modo avrai ancora più soldi e avendo più soldi avrai accesso alla piramide del successo dell’uomo e dell’uomo di affari:

– avrai più soldi per fare regali a te stesso, alla tua compagna di vita, ai tuoi figli, ai tuoi genitori, a chi ti vuole bene;

– avrai più soldi per avvalerti di collaboratori e quindi avrai più tempo. Tempo per migliorare sempre di più il business ma anche per te stesso, per i tuoi hobbies, per goderti sia la felicità delle persone cui hai fatto regali, per goderti tutti i momenti della loro vita;

– avrai più soldi e tempo per intervenire al meglio nei momenti critici o cruciali dell’esistenza delle persone cui vuoi bene: la scelta del miglior corso di studi per i tuoi figli, delle migliori cure mediche per un tuo caro, in modo da non avere né rimorsi né rimpianti.

– avrai successo come uomo e come uomo di affari, avrai la stima delle persone amiche e sarai invidiato da chi ti vedeva come un illuso;

– avrai sonni tranquilli, con sogni dorati che, al risveglio, non si dissolveranno lasciando l’amaro in bocca ma si trasformeranno nella dorata realtà di tutti i giorni.

Nei miei articoli non condivido con te l’indice di un Testo Unico o di un testo fiscale, ma le esperienze realmente vissute dai miei clienti, cui ho fatto consulenze e per cui ho redatto check list (proseguendo nella lettura ne troverai una dedicata all’argomento in discussione in questo articolo).

In pratica condivido con te, gratuitamente, non teoria ma casi pratici.

Ma ricorda che ciascun caso è un caso a sé e che, ciascuna S.r.l., va vestita con un abito creato ad hoc se la si vuole trasformare nella top star della sfilata. E per questo ci sono io, h24, nel mio Studio on line, pronto a riceverti nel mio Skypestudio.

Sei pronto a realizzare tutto questo anche se, in questo momento, stai per cancellare la tua S.r.l?

Bando alle ciance and let’s go…

 

Qual è il caso dell’imprenditore?

Il caso in questione è di un imprenditore che ha testato un business nuovo per qualche anno, cosa che poi non è mai definitivamente decollato.

Quindi, dopo pochissimi anni, e alla seconda perdita annuale, ha deciso di cancellare definitivamente la S.r.l., azione che occorre compiere nel modo corretto, nel rispetto della legge per evitare che i debiti della S.r.l., fiscali e non fiscali, possano essere attribuiti a chi cancella la società dalla Camera di Commercio.

Questo perché chi si è designato per cancellare la S.r.l., che è definito liquidatore, potrebbe rischiare di risarcire con il proprio patrimonio personale dei debiti che rimangono ancora da pagare in capo alla società.

Dunque devi cancellare la S.r.l. nel modo migliore possibile. Ma non preoccuparti perchè proseguendo con la lettura scoprirai tutto quello che devi fare per cancellare correttamente la S.r.l. evitando possibili conseguenze negative.

Così l’imprenditore si è trovato a vendere tutti i beni, che erano intestati alla S.r.l., al valore di mercato, e, una volta venduto tutto, si è trovato con un gruzzoletto di euro 10.000,00 nel conto corrente.

Ora, cosa fare prima di cancellare definitivamente la S.r.l.?

Sono tutti soldi suoi?

Se li può prendere?

A cosa deve stare attento per evitare conseguenze dannose per la legge?

 

Cosa devi fare per evitare i guai tutte le volte che vuoi cancellare una S.r.l. per sempre?

Nel momento in cui devi, o vuoi cancellare definitivamente la S.r.l., devi passare attraverso una fase che si chiama “di liquidazione”.

Prima devi mettere la S.r.l. in liquidazione, poi, devi nominare un liquidatore che provveda a vendere tutti i beni residui, ad incassare tutti i crediti rimasti e, in seguito, devi chiedere la cancellazione definitiva della società in Camera di Commercio.

In questo modo sei certo che questa sia definitivamente estinta e che il liquidatore non risponda con i  propri beni dei debiti rimasti non pagati in capo alla società.

Questo non è un articolo tecnico ma, per adesso, ti posso dire che la fase della liquidazione serve per liquidare tutto quanto l’attivo, per poi ripagare tutti i debitori e, nel caso, distribuire ai soci i soldi eventuali che rimangono.

Poi, dopo che tutti i beni sono stati venduti, i crediti sono stati incassati, eventuali crediti non incassabili stralciati,  il liquidatore dovrà, allora, cercare di pagare più debiti possibili.

Successivamente si può richiedere la cancellazione definitiva della S.r.l. dalla Camera di Commercio.

Puoi richiedere la cancellazione della S.r.l. per vari motivi che possono essere sia perché hai deciso di smettere di esercitare quella specifica attività, oppure anche perché sei in perdita da circa 2 anni, hai deciso di non coprire la perdita mettendo i tuoi soldi, quindi, sei obbligato per legge a chiudere la S.r.l. definitivamente.

Ovviamente il liquidatore, nel vendere tutti quanti i beni e nel ripagare più debiti possibili, può ritrovarsi nella posizione in cui gli avanzano dei soldi nel conto corrente della S.r.l. . Soldi che può utilizzare per ripagare i debiti residui oppure ,nel caso non ci fossero, nel distribuirli ai soci come utili.

Fai attenzione ad una cosa importantissima.

La persona che viene incaricata per vendere tutti quanti i beni della società per ripagare più debiti della S.r.l. possibili si chiama liquidatore e in genere corrisponde con l’amministratore della S.r.l. .

Ma, se si comporta in modo scorretto, rischia di dover rispondere con il proprio patrimonio per i debiti che rimangono da pagare in capo alla S.r.l., per questo ci sono delle cose a cui deve stare attento.

 

Quali conseguenze ha il liquidatore quando cancella la S.r.l.?

In sintesi, prima di cancellare definitivamente la S.r.l., devi vendere tutti i beni della società, incassare tutti i crediti della società per ripagare più debiti possibili.

Da questa fase puoi ritrovarti ad avere dei soldi nel conto corrente della S.r.l., cosa che devi maneggiare bene per evitare di fare degli errori che possono ricadere nella sfera personale del liquidatore che si occupa della cancellazione della S.r.l. .

Questo in quanto se il liquidatore cancella la S.r.l. senza rispettare precise accortezze, allora risponde dei debiti residui della società con il proprio patrimonio.

Detto in modo semplice, i soci non rispondono per i debiti rimasti pagati se questi non sono amministratori di fatto.

Gli amministratori non rischiano per i debiti della S.r.l., salvo eventuali conseguenze penali (questo vale anche durante l’esercizio ordinario della S.r.l.).

Mentre il liquidatore rischia con il proprio patrimonio nel caso in cui ha chiuso la S.r.l. in modo errato, ossia non fa di tutto per incassare i crediti della società oppure distribuisce degli utili anticipati ai soci ma che poi risultano non esserci.

Ti dico questo perché in tutti i casi in cui non ci sono infrazioni e la S.r.l. è chiusa nel rispetto di tutte le condizioni, i soci NON rispondono dei debiti non pagati. Dunque, se la S.r.l. viene cancellata in perdita, di fatto, per i debiti rimasti il socio rimane pulito.

Ma, ci sono delle cose che il liquidatore, ossia colui che è incaricato di cancellare la S.r.l., deve rispettare per essere certo che i debitori residui si possano rivalere sul suo patrimonio.

 

 

Cosa deve fare il liquidatore della S.r.l. per evitare brutte conseguenze quando cancella la S.r.l.?

Per poter cancellare la S.r.l. il liquidatore deve stare attento a specifiche condizioni, ovviamente non è che sarà esente da qualsiasi tipo di controlli, giusti o ingiusti che siano, ma gli permetterà di mostrare il suo buon comportamento e, quindi, aver un maggior grado di protezione:

a) evitare di distribuire acconti di utili ai soci, se prima non ha ripagato tutti i debiti della S.r.l. . Può anche distribuire acconti di utili, ma poi rischia di non essersi comportato correttamente se non ci sono abbastanza soldi per poter ripagare tutti i debiti;

b ) vendere i beni al valore di mercato, esempio cedere il contratto del leasing dell’auto al socio al valore di mercato, oppure rivendere la merce invenduta al socio al valore di mercato;

c ) fare di tutto per incassare i crediti che rimangono nella S.r.l., di qualsiasi genere. Sia i crediti verso i clienti, sia verso di soci (per esempio per gli utili anticipati), tanto quanto che per gli eventuali crediti fiscali. Se questo non fosse stato verificato allora potrebbe aver conseguenze negative in quanto non ha fatto di tutto per incassarli;

d ) stralciare i crediti che non si possono più incassare, avendo più prove possibili per dimostrare di aver fatto di tutto per recuperare i crediti. Esempio aver fatto decreto ingiuntivo per i crediti maggiori, mentre aver cercato di sollecitare con raccomandata/pec per i crediti minori. Questo in quanto se ci sarebbero dei crediti stralciati senza aver fatto di tutto per incassare, allora ci potrebbe essere della responsabilità da parte del liquidatore, cosa che lo porta a rispondere con i propri beni personali per i debiti rimasti non pagati dalla S.r.l.;

e ) in tutti i casi, prima di cancellare la S.r.l., cercare di trovare un accordo di “soldo e stralcio” con i fornitori. Chiudere una S.r.l. che ha dei debiti non è illegale, ma utilizzare una S.r.l. per frodare gli altri  fornitori per non ripagare il loro credito è una cosa diversa dal voler cercare di ripagare il più possibili i debiti rimasti cercando un accordo con essi per ripagarne almeno una parte e chiudere la posizione. Se hai modo di trovare un accordo con i fornitori per lo stralcio dei debiti, in cambio della eliminazione di una parte del pagamento, è buono perché nel caso in cui il fornitore accettasse, allora puoi ripagare una parte del debito annullando il resto. Mentre se questo non accettasse la proposta di stralcio, il debito rimane, ma per lo meno hai elementi di prova per dimostrare che tu hai fatto una ulteriore azione per cercare di pagarne almeno una parte del debito residuo. Quindi da parte tua c’è un buon intento di chiudere il rapporto con il fornitore al meglio con quello che puoi che puoi fare allo stato attuale, e non di scappare con la cassa della S.r.l. lasciando un chiodo al fornitore.

f ) par condicio creditorum: scusa il tecnicismo, ma questo significa che devi cercare di pagare tutti i debiti residui della S.r.l. in eguale modo. Detto in un altro modo, se ti rimangono dei soldi nel conto corrente della S.r.l., è rischioso ripagare un unico fornitore senza considerare minimamente l’esigenza dell’altro fornitore. Questo perché si potrebbe rilevare un comportamento fraudolento da parte del liquidatore della S.r.l. a discapito di uno o più fornitori.

Definizione trovata su Wikipedia:
La locuzione latina par condicio creditorum, secondo la legge italiana e in particolare nel diritto civile e in quello diritto fallimentare italiano, (letteralmente “parità di trattamento dei creditori”) esprime un principio giuridico in virtù del quale i creditori hanno uguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore salve le cause legittime di prelazione.

g ) non aver venduto sottocosto i beni della S.r.l., come ad esempio beni strumentali o merce, perché questi devono essere tutti venduti al loro valore vero di mercato.

 

Qual è la soluzione dell’imprenditore per poter cancellare la S.r.l. e dormire sonni tranquilli?

Nel caso del mio cliente, egli è stato corretto, ha venduto tutti quanti i beni della S.r.l., ha incassato tutti quanti i crediti della società e gli sono rimasti circa 10.000,00 euro nel conto corrente della S.r.l. .

Siccome l’imprenditore era intenzionato a cancellare la S.r.l. perché aveva generato perdite, di sicuro aveva ancora da pagare debiti fiscali, debiti verso fornitori, debiti verso l’amministratore o debiti verso soci per finanziamenti socio.

  • Per i debiti verso i fornitori aveva cercato di trovare un accordo di stralcio, cosa a cui non aveva ricevuto risposta dal fornitore, ma almeno aveva una prova con email Pec della sua intenzione di chiudere la S.r.l. al meglio, dando quello che poteva ai fornitori.
  • Debiti verso i dipendenti non ce n’erano perché sono stati pagati nei mesi precedenti, prima di prendere la decisione di cancellare definitivamente la S.r.l. .
  • Per i debiti verso l’amministratore e verso i soci per i finanziamenti soci verso la S.r.l., ho personalmente consigliato di non pagare nulla, in quanto è consigliato destinare i soldi in accesso a pagare più debiti fiscali e verso i fornitori possibili. Evitando di dare dei soldi a chi aveva gestito la S.r.l. o chi doveva avere il rischio imprenditoriale come i soci della società, preferendo pagare prima i terzi.
  • I debiti fiscali, salvo casi di accanimento da parte del fisco con conseguente intervento del giudice, non dovrebbero passare in capo ai soci della società, anche se è vero che più si utilizza una S.r.l. per evitare le imposte e più attiriamo l’ira dello stato e quindi da questo un accanimento da parte degli organi che devono controllare le posizioni fiscali.

Per quello che rimane dei soldi liquidi nel conto corrente della S.r.l., che ammontano ad euro 10.000,00, non consiglio di distribuire i soldi ai soci, in quanto ci sono dei debiti nella S.r.l. rimasti ancora da pagare e quindi il liquidatore rischierebbe con il proprio patrimonio se distribuisse i soldi ai soci se prima non ha pagato totalmente i debiti.

Quindi, devi utilizzare questi soldi per ripagare più fornitori possibili, ma attenzione, senza scegliere di ripagare i debiti verso l’amministratore o verso il socio. Questo in quando è lo stesso liquidatore e quindi potrebbe essere, in caso di controlli da parte del tribunale, considerata una distribuzione di utili indiretta.

Se non ripaga i debiti dell’amministratore e quelli del socio, di certo dimostra una maggiore cura nel ripagare prima i debiti terzi, esempio verso i fornitori ed i debiti fiscali.

Oltre a questo, gli consiglio di ripagare tutti i debiti verso i fornitori e verso il fisco in equale modo per evitare che in futuro qualcuno gli contesti di averlo danneggiato in quanto non ha rispettato la par condicio creditorum.

 

Perché l’imprenditore può cancellare la S.r.l. e dormire sonni tranquilli? 

Dunque, la soluzione principale è quella utilizzare i soldi in eccesso per pagare completamente il debito verso i fornitori e per i tributi, ma evitando di preferirne uno rispetto all’altro.

Infatti, se la somma in eccesso fosse stata utilizzata per pagare un unico fornitore, ci sarebbe la possibilità che venga contestato al liquidatore di aver preferito un debitore rispetto all’altro, potendo instillare anche una minima presunzione di aver favorito un proprio complice o, comunque, di essersi dimenticato, volontariamente, danneggiando un debitore rispetto all’altro.

Così consiglio di suddividere l’importo da rimborsare tra tutti i debitori in modo equo, considerando anche l’entità della somma, e ripagare un po’ tutti nello stesso modo.

Questo perché, in questo modo, il liquidatore può dimostrare di aver pagato in equale modo tutti i debiti che rimangono, che ha provato a chiudere pacificamente con i fornitori, che non si è preso dei soldi (restituendosi i soldi del finanziamento soci o tramite il compenso dell’amministratore), e che non ha utilizzato la S.r.l. per scappare con la cassa frodando fornitori, dipendenti e fisco.

Mi permetterei di aggiungerei anche che ha chiuso la S.r.l. dopo neanche 2 anni di perdite, appena aveva compreso di non riuscire a portare in utile il business, evitando di mantenere aperta per anni la S.r.l. solo con il fine di non pagare fornitori e imposte.

Per inciso, l’imprenditore aveva anche intenzione di poter accedere ad un possibile nuovo stralcio dei debiti presso Equitalia nel caso dovesse uscire una nuova legge in sede di prossima finanziaria. Questo in modo da chiudere al meglio anche il rapporto con il fisco.

In sintesi, questa è la procedura che devi seguire se vuoi dormire tranquillo tutte le volte che hai dei soldi nella S.r.l. ma la stai cancellando:

  1. Vendere tutti i beni della S.r.l.;
  2. Fare di tutto per incassare i crediti;
  3. Verificare se ci sono soldi nel conto corrente della S.r.l. da cancellare;
  4. Verificare se ci sono debiti residui;
  5. Togliere dai debiti da rimborsare i finanziamenti soci ed il compenso amministratore;
  6. Chiudere con uno stralcio i debiti verso i fornitori prima di richiedere la cancellazione della S.r.l.;
  7. Pagare tutti i fornitori rimanenti in equale quantità.

In questo modo il liquidatore si è comportato correttamente e può dormire sonni tranquilli perché per i debiti che rimangono non pagati ne risponde solo la società.

Questo perché il liquidatore ha cercato di incassare il più possibile dalla vendita degli ultimi beni della S.r.l. e cercare di pagare più debiti possibili, senza prendersi dei soldi e cercando di pagare tutti nello stesso modo senza privilegiare nessuno. Situazione che è migliore rispetto ai soldi che i fornitori avrebbero preso in caso di fallimento in tribunale della S.r.l. .

Prima di cancellare la S.r.l. fai una verifica guardando questa check list:

1) ricordati che se hai le dimensioni per poter essere soggetto al fallimento, allora puoi avere maggiori controlli sui comportamenti contabili e non avuto dall’amministratore.

Quindi potresti essere maggiormente soggetto a delle azioni di responsabilità.

Ma in tutti i casi, se non ci sono attività illecite, se hai tenuto correttamente la contabilità, sei hai rispettato la par condicium creditorum, se hai venduto i beni al valore di mercato, se hai incassato tutti i crediti, sia verso i clienti, i soci e fiscali, se non hai dato anticipi di utile, se non hai artificiosamente portato in fallimento la S.r.l., allora non hai nessun problemi a dimostrare ad un giudice la tua buona fede.

Ciò non toglie che comportandoti bene, con una buona tenuta della contabilità e una ottima gestione della fase di liquidazione in cui hai veramente dimostrato di aver fatto di tutto per rendere liquido l’attivo e pagare il più possibile i terzi debitori, allora hai di certo meno problemi.

Comportamento che deve essere quello normale per tutti. Poi è normale che qualsiasi comportamento esterno a questo non ti permette di dormire sonni tranquilli per anni.

Quindi in tutti i casi devi essere corretto con tutti i   debitori per evitare guai e comportanti in modo diligente. Puoi anche commettere errori, ma poi di  certo questo non ti farà dormire sonni tranquilli;

2) Non è detto che, con questo, sei esentato da qualsiasi controllo o giudizio ma, di certo, rispettando queste regole avrai sicuramente degli elementi a tuo favore che potrai dimostrare a tuo vantaggio in un eventuale contenzioso.

3) Il liquidatore, per essere sicuro, deve evitare di distribuire acconti di utili e che deve trasformare tutto l’attivo in denaro liquidito.

Se si fosse dimenticato di chiedere la restituzione dei crediti della società, oppure senza stralciarlo dopo che hai fatto di tutto per recuperare il credito, allora il liquidatore potrebbe rispondere con il proprio patrimonio.

4) Quanto hai dei soldi con cui pagare i debiti, ricordati di pagare banche, fornitori, fisco, dipendenti in uguale quantità ed evitare di pagare l’amministratore o il socio finanziatore.

Così almeno in caso di attacchi di qualcuno, davanti al giudice hai un ottimo elemento di onestà che si traduce in una ottima arma di tua difesa.

5) Per dimostrare la tua correttezza, oltre alla par condicium creditorum, consiglio di provare a trovare accordi con i fornitori per chiudere le posizioni anche con qualche stralcio. Se rispondessero allora chiudi la sua posizione eliminato il debito verso il fornitore dandogli quello che puoi ed annullare il debito per evitare che questo continui lotte senza senso, cercando di attribuire il debito al liquidatore.

Se non dovesse rispondere alla tua richiesta di stralcio, per lo meno puoi manifestare la tua buona volontà di chiudere al meglio la posizione con i fornitori mostrando da parte tua una buona intenzione di chiudere limitando il danno possibile.

6) Ovviamente il socio della S.r.l. non deve essere stato l’amministratore di fatto sottraendo il modo fraudolento beni dalla S.r.l. .

7) In casi rari ed estremi i debiti fiscali potrebbero passare ai soci e all’amministratore.

Cosa che in genere sono contestati con maggiore facilità a chi utilizza varie volte una S.r.l. per evitare il pagamento di imposte, o comunque chi ne fa un uso fraudolento.

8) chiudere una S.r.l. dopo 2 anni perché ti accorgi di aver accumulato delle perdite senza avere conseguenze è lecito, utilizzare sistematicamente le S.r.l. per perpetuare uno stato di dissesto e tirare buchi a fornitori e fisco di certo diventa un comportamento illecito o comunque perseguibile.

Conclusione

Grazie a questa circolare hai tutte le informazioni che ti servono per poter cancellare una S.r.l. definitivamente evitando possibili problemi che ti possono aggredire il patrimonio personale o quello dedicato alla tua famiglia.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

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