Ciao ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per condividere domande e risposte molto interessanti per te, imprenditore che hai o intendi costituire una S.r.l., che vuoi trarre il maggior vantaggio economico dal tuo business nel pieno rispetto della legge, che vuoi risparmiare il più possibile imposte e contributi in modo sano, onesto, senza rischiare di essere accusato di essere un evasore e che non hai fatto in tempo o avuto modo di partecipare al Webinar in diretta sul mio canale YouTube Commercialista Simone Calisti.

Come sai, se già leggi i miei articoli sul sito www.efficaciafiscale.com, visualizzi i miei video su YouTube, partecipi alle dirette (anche su Facebook, se non ami YouTube) e ascolti i miei Podcast sono un commercialista che ama cercare insieme a te, gomito a gomito, soluzioni fiscali per la tua S.r.l. .

Soluzioni pratiche, reali, costruite ad hoc in base alla peculiarità del tuo caso.

Ciò non toglie che alcune soluzioni siano valide erga omnes e che il principio sia utile a molti, al di là delle peculiarità che connotano il tuo caso di specie.

Ecco perché, nei miei Webinar, raccolgo domande e condivido soluzioni che possono essere veramente utili agli imprenditori che hanno compreso che, Fisco e la contabilità, vanno conosciuti e sfruttati al meglio e non semplicemente delegati al commercialista e subiti come un qualcosa di inutile, imposto dallo Stato.

Apro e chiudo una parentesi autopromozionale 😊 ti sei già iscritto al blog www.efficaciafiscale.com?

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Sei pronto a migliorare il tuo business aggiungendo alla tua idea di business il “tocco in più” dell’Efficacia Fiscale grazie alla curiosità dei tuoi colleghi imprenditori?

Bando alle ciance and let’s go…

 

Perché questo Webinar è utile: i meccanismi e le idee fiscali dal punto di vista degli imprenditori

Cari imprenditori benvenuti a questo primo Webinar attraverso cui cercherò di dare informazioni circa le soluzioni ideali per i singoli casi che mi sono stati presentati.

Condividerò, quindi, le soluzioni fiscali più idonee ad alcune domande messe in evidenza da clienti, da persone che seguono il mio blog o semplicemente da persone iscritte a questa sessione informativa.

All’interno delle domande ho trovato degli schemi fiscali interessanti a cui magari mancavano delle precisazioni, vista la difficoltà della norma. Proprio per questo cercherò di mostrarvi in maniera semplice tali schemi, senza essere troppo tecnico.

Come già detto prima in alcune domande ho trovato dei meccanismi fiscali interessanti a cui un imprenditore, non essendo commercialista, può essere interessato ma non conoscendo le giuste norme e procedure da applicare, perderebbe l’opportunità delle agevolazioni fiscali messe a disposizione dalla legge.

Ricordo che l’aspetto fiscale è molto complicato e non è sempre semplice essere aggiornato a riguardo.

Mi presento.

Sono un commercialista che da anni focalizza il proprio studio, la propria azienda, per le S.r.l. sia dal lato del Fisco che della contabilità.

Ricorda che questa tipologia di società è l’unica realtà aziendale che ci permette di utilizzare il maggior numero di strumenti di efficacia fiscale.

Non c’è bisogno di utilizzare metodi di persuasione per convincerti perché man mano che approfondisci la norma vi accorgerete come si andrà sempre più alla ricerca di tali strumenti per andare a ridurre le imposte, ed è in quel momento che andrete a confermare quanto detto da me prima.

Senza tralasciare il fatto che, questo tipo di società, è l’unica che consente all’imprenditore di proteggere il patrimonio rispettando sempre i limiti imposti dalla legge (quindi non parliamo di truffe).

Nel 2017 ho iniziato ad affrontare questa realtà scrivendo dei contenuti fiscali prima in un blog e successivamente in un libro (pubblicato nel 2019) dove evidenzio le procedure idonee alla riduzione delle imposte in una S.r.l., ho poi approfondito l’argomento in un canale YouTube, successivamente su un canale Podcast, fino ad arrivare a giugno del 2021 quando è stato pubblicato il mio secondo libro, dove appunto esplico l’utilizzo della contabilità della S.r.l. per incrementare denaro.

Di seguito riporterò le risposte alle domande che mi sono state inviate in questi giorni per e-mail e, se avremo tempo, affronteremo anche quelle dei presenti.

Ho voluto fare questo webinar per premiare chi è intenzionato a studiare l’aspetto fiscale della propria S.r.l.

Con questa diretta andrò a regalare del contenuto gratis cercando di dare più informazioni possibili, anche se il tutto non può essere equiparato ad una consulenza.

Premetto che conoscere le risposte alle domande che andremo ad affrontare è importante per essere al corrente dei meccanismi fiscali idonei per casi che possono presentarsi all’interno della propria azienda

Per privacy ovviamente non verrà inserito il nome di chi ha posto la domanda.

1° domanda: “La deduzione auto al 70% è possibile per gli amministratori?”

Risposta: la deduzione dei costi effettivi sostenuti per l’autovettura (come ad esempio ammortamenti, carburante, manutenzioni varie) concessa ad uso promiscuo per la maggior parte del periodo d’imposta ad un dipendente, è del 70%.

Facciamo l’esempio di un dipendente che utilizza l’auto aziendale.

In questo caso l’azienda scarica il 20% di costo ed il 40% di Iva.

Ma quell’auto, nel caso in cui viene concessa ad uso personale al dipendente, a questo gli verrà attribuito un il fringe benefit, il quale permette che tutti i costi dell’auto per il dipendente vengono dedotti al 70%.

Lo stesso meccanismo che ha il dipendente, ossia si attribuisce il fringe benefit perché utilizza l’auto a livello personale e si scarica al 70%, non vale per l’amministratore della S.r.l., anche se possiede una busta paga simile a quella di un dipendente.

Per l’amministratore è un po’ diverso.

Nel caso in cui l’amministratore utilizza l’auto aziendale, la società andrà a scaricare sempre il 20% di costo (ed il 40% di Iva), come per il dipendente.

Mentre se all’amministratore, quando gli viene attribuito un fringe benefit perché utilizza l’auto a livello personale, la deduzione dei costi è del 100% nel limite del fringe benefit attribuito, mentre la parte superiore è deducibile al 20% (tanto quanto per i dipendenti).

Ovviamente è stato fatto questo perché nelle S.r.l., soprattutto di piccole dimensioni, può esserci vantaggio attribuire un fringe benefit per l’auto ad uso personale all’amministratore, anche se una parte di costo continua ad avere una deduzione pari al 20%.

È anche vero che il margine, il guadagno fiscale è diminuito.

È bene, comunque, approfondire ogni caso in maniera specifica per poter fare i dovuti calcoli.

 

2° domanda: “Se io amministratore sono autore di un software pubblicato prima dell’apertura di una S.r.l., posso venderlo alla mia S.r.l. e pagarmi una percentuale in royalties? Se sì, come viene stabilita la percentuale di royalties?” 

Risposta: Precisiamo che il know-how è la proprietà del bene, mentre la royalties è il canone che viene incassato con la vendita di tale bene.

Il procedimento migliore da effettuare è affittare il bene alla S.r.l. alla quale può essere chiesto un certo canone chiamato appunto royalties, che ha il vantaggio di avere un forte beneficio fiscale (non viene pagata l’Inps, la società può scaricare l’Irap e in più il canone che viene incassato come privato è esente imposte e contributi di un 25% o un 40% in funzione dell’età che si ha, se più o meno di 35 anni).

Ovviamente devono esserci dei requisiti per poter utilizzare un know-how:

a. tu sei il titolare, persona fisica, del know-how; quindi, tu hai il bene;

b. si affitta alla tua S.r.l. con un contratto che contiene le caratteristiche dell’accordo preso (basta anche un contratto scritto in word con data certa);

c. si deve riceve un compenso, chiamato royalties, detassato a livello fiscale. Ricordiamo che il know-how deve essere vero e deve avere un valore di mercato giusto, perché in presenza di una royalties, il fisco non vuole che venga indirettamente utilizzato come strumento per distribuire utili pagando meno imposte (non posso prendere un logo fatto oggi e domani darlo in affitto alla mia S.r.l. a 100.000,00 € al mese, perché non avrebbe questo valore e il tutto verrà considerato come abuso di strumento contabile o comunque un abuso di diritto).

Quindi, se ci si vuole tutelare, è bene individuare il “valore di mercato” corretto. In virtù di questa considerazione ti propongo 2 soluzioni:

1) se il know-how viene affittato ad una società completamente esterna, il valore dell’accordo viene considerato come valore di mercato;

2) se invece il know-how viene affittato alla propria S.r.l. di cui tu ne sei socio amministratore e magari anche socio unico, allora si dovrebbe ricorrere ad una perizia per determinare appunto il valore, utilizzando lo stesso metodo di calcolo adottato dal perito di un tribunale. Tale valore farà fede indipendentemente dal valore di mercato. La perizia non è un obbligo di legge, ma conviene averla nel caso in cui si presentano problemi e ci si trova davanti ad un giudice.

 

3° domanda: “Un amministratore di una S.r.l. può avere buoni pasto con deducibilità al 75%? Quali sono i limiti?” 

Risposta: Un amministratore può avere i buoni pasto, come anche il bonus Renzi, ma non può avere per esempio l’assegno familiare, che invece può avere un dipendente. La deducibilità dei buoni pasto è di 4,00 € al giorno se sono cartacei, mentre di 8,00 € al giorno se sono telematici.

 

4° domanda: “Fino a quale scaglione il compenso da amministratore conviene rispetto alla distribuzione di utili nel caso di un socio amministratore che lavora all’interno della S.r.l.?” 

Risposta: Per verificare dove vi è maggiore convenienza e quindi quante imposte si possono risparmiare è bene affrontare i calcoli con il proprio commercialista. Bisogna considerare alcuni fattori:

– la presenza di un socio lavoratore che paga i contributi Inps (i quali di fatto vengono pagati o sul compenso di amministratore o sul socio lavoratore) o socio lavoratore con compenso;

– Inps paga il 24% della gestione separata sul compenso dell’amministratore;

– Inps commercianti 24% su tutto il reddito della S.r.l. .

Inoltre, bisogna considerare i contributi fissi minimi annui Inps di 3.850,00 € annui pagati per il socio lavoratore, i quali, in caso di aumento del compenso di amministratore, vengono calcolati al 24% della gestione separata.

È bene stare attento al massimo contributivo di entrambe le casse Inps.

Quindi è bene ridurre gli utili della S.r.l. per pagare meno e quindi ottimizzare i contributi Inps commercianti e della gestione separata (ragionamento considerevole per utili fino a 100.000,00 €).

Anche se, a mio parere, quando si arriva ad avere utili così alti, difficilmente puoi considerarti socio operativo e soprattutto avrai bisogno di collaboratori.

Se tu prelevi utili dalla tua S.r.l. come distribuzione di utili considerando solo le imposte del socio, li sopra il socio stesso paga il 42,72% (percentuale dovuta al 24% di Ires + 26% di imposta sostitutiva degli utili, tolte le imposte della S.r.l.).

Quindi quando prelevi utili dalla tua S.r.l. come distribuzione di utili devi avere in mente che per le imposte, senza usare l’Inps, viene considerato il 42,72% come distribuzione utili.

Dall’altro lato si ha un compenso da amministratore. Considerando che hai sempre pagato l’Inps e che questa non fa differenza, quello che rimane come differenza è vedere quant’è il carico delle imposte che c’è sul compenso da amministratore, che poi è uguale a quello che ha un dipendente.

Come si può notare non ho parlato di Irap del 4%, perché è una imposta presente in tutti e due i casi; quindi, non crea una differenza e non deve essere considerata come elemento differenziante.

Ricordati che tutti i dipendenti, come anche gli amministratori, pagano le imposte Irpef a scaglioni:

1– 23% + add. com. reg. fino ad un reddito di 15.000,00 €;

2– 27% + add. com. reg. fino ad un reddito di 28.000,00 €;

3– 38% + add. com. reg. fino ad un reddito di 55.000,00 €;

4– 41% + add. com. reg. fino ad un reddito di 75.000,00 €;

5– 43% + add. com. reg. per un reddito superiore a 75.000,00.

Anche se già nel momento in cui si supera un reddito di 55.000,00 € è bene valutare NON più un compenso da amministratore, visto che si dovrà considerare all’incirca un 43% (dovuto dal 41% di Irpef e da circa un 2% di add. com. reg.) ma la distribuzione degli utili, perché paghi il 42,72% di imposte complessive.

Quindi ricapitolando il massimo lordo Irpef da considerare è 55.000,00 €, superato questa soglia si andrà a pagare più imposte sulla busta paga invece che utilizzando la distribuzione degli utili.

È consigliabile comunque prendere in considerazione con precisione la situazione dell’imprenditore con dati più possibili reali. 

 

5° domanda: “Nel 2018 ho acquistato dei beni strumentali percependo un contributo del 45%. Attualmente ho concesso tali beni in comodato gratuito ad un’azienda, creata da me ed alla quale partecipo al 60% del capitale sociale. Vi è il rischio di dover restituire il contributo?” 

Risposta: Premetto che non è stato specificato il tipo di contributo, ma posso dire che il tutto dipende dalle regole del bando. Di solito quando ci sono contributi a fondo perduto, sono bandi che possono avere caratteristiche diverse l’uno dall’altro, ma tecnicamente se non c’è scritto qualcosa in merito puoi fare tranquillamente l’operazione riportata in domanda. In effetti molti bandi non sono del tutto dettagliati.

 

6° domanda: “Nel 2018 ho ottenuto una rateizzazione in 20 rate trimestrali per un debito Iva (rateizzazione di avviso bonario). Il 28/12/2018 è stata pagata la prima rata, ma successivamente, in attesa di una rottamazione, il pagamento delle rate è stato sospeso. Attualmente mi trovo con 10 rate trimestrali scadute (quindi dovrebbe essere decaduto il beneficio della rateizzazione). Cosa è consigliabile fare?” 

Risposta: Ricordiamo che lo Stato italiano consente di effettuare pagamenti anche dopo la scadenza indicata applicando una maggiorazione. Il problema è che possono presentarsi dei nuovi interventi normativi, delle leggi speciali, per sgravare ciò che è stato fatto prima pagando una percentuale più bassa rispetto all’importo del debito.

Chiunque potrebbe fare questo tipo di ragionamento, ossia evito di pagare oggi perché domani vi è uno sgravio, ma questo è un gioco che gli imprenditori non possono prendere in considerazione, anche perché, per esempio oggi, lo sgravio delle cartelle esattoriali fino a 5.000,00 €, che non so se poi è diventato legge o meno, riguarda appunto cartelle dall’anno 2010 andando indietro. Alcuni sgravi magari ci sono, però sono per cose avvenute 10 anni fa. Questi meccanismi non sappiamo che durata hanno.

Il mio consiglio, a questo punto, è quello di accumulare più utili possibili per salvare l’azienda, e nel momento in cui si hanno delle rateizzazioni è bene pagarle regolarmente. Non possiamo basare l’esistenza imprenditoriale su sgravi che possono presentarsi negli anni, soprattutto perché ogni legge di questo tipo ha delle regole diverse.

Non pagare le rate dei debiti fiscali comporta l’aumento dell’importo del debito stesso e il rischio che magari non si presenta neanche uno sgravio.

 

 7° domanda: “Considerando un compenso di 1.000,00 € di un amministratore di una S.r.l. quanto costa alla società? E quali sono le voci che concorrono a formare il reddito totale?”

Risposta: Il compenso di un amministratore viene stabilito in sede di assemblea, e l’importo che la società deve tenere in considerazione è di 1.000,00 € come costo fisso e aggiungere i 2/3 dei contributi Inps dell’amministratore pari al 24% o al 34,23% (l’azienda pagherà i 2/3 di tale percentuale).

Le voci che concorrono a formare la busta paga dell’amministratore sono:

–     il compenso;

–     i contributi a carico dell’amministratore;

–     le imposte Irpef (sempre se si superano gli 8.000,00 € perché vi è una detrazione, un risparmio fiscale). Ma ci sono anche altri elementi da inserire, come:

–     ex bonus Renzi;

–     rimborso chilometrico;

–     rimborso forfettario;

–     rimborso analitico;

–     erogazioni liberali;

–     buono pasto;

–     fringe benefit. 

 

 8° domanda: “Se ho una S.r.l. composta da 2 soci (uno che possiede il 70% e l’altro il 30%) e ho già usufruito di alcuni strumenti leciti per il risparmio fiscale, cos’altro posso considerare? Gli strumenti di cui mi sono avvalso sono:

rimborso (chilometrico, forfettario e analitico);

royalties marchio;

compenso amministrare;

TFM (Trattamento di Fine Mandato);

dividendi.”

Risposta: Come strumenti di 1° livello possiamo considerare ancora:

contributi Inps, come tagliarli o comunque massimizzarli, che non vuol dire non pagarli (se per esempio avete un’azienda con fatturato e utili molto alti e svolgete solo l’attività di amministratore in quanto quella operativa è svolta dai dipendenti, è bene provare a tagliare i contributi della gestione commercianti sugli utili della S.r.l.);

prelevamento utili senza effettuare il pagamento di contributi Inps, ovviamente qui bisogna considerare il socio che svolge solo l’attività da amministratore, perché nel momento in cui l’Inps viene eliminata il prelevamento degli utili avviene senza il carico contributivo;

accantonare utili nella S.r.l., questo di per se ti dà già un vantaggio fiscale in quanto vi pagherai solo il 24% di Ires e non le imposte che pagherebbe una ditta individuale anche fino al 43% più le addizionali comunali e regionali;

calibrare il compenso dell’amministratore in funzione delle spese correnti che ha l’imprenditore ogni mese e lasciare gli utili per lo sviluppo della S.r.l. all’interno della società, risparmiando le imposte ed eventualmente provare ad eliminare i contributi Inps in modo da prelevare gli utili senza pagare tali contributi ed attivare tutti i bonus collegati alla busta paga (bonus Renzi, buoni pasto, a altri);

spese di utenze ed affitto della sede, se è condivisa con l’abitazione (calibrando la situazione al meglio senza far eccessivi abusi). Questi possono essere utilizzati fino a quando abbiamo un fatturato basso, un utile pari a 100.000,00 €.

Come strumenti di 2° livello possiamo considerare:

– S.r.l. holding;

– società semplice (di fatto utilizzata come holding);

– trust;

– contratto di associazione in partecipazione;

– separare la percentuale di quota di utile dalla percentuale di quota di capitale sociale;

– rivalutare le quote della S.r.l.;

– affrancare maggiori valori in caso di trasformazione in S.r.l. o conferimento (in quest’ultimo caso si pensa ad effettuare la valutazione dell’azienda in quanto con il passare degli anni di sicuro avrà un valore di mercato maggiore. Verranno quindi pagate le imposte per riconoscere in futuro più costi e ottimizzare quindi il carico fiscale nel lungo periodo);

– affittare l’ufficio adibito alla S.r.l. (perché è vero che sul contratto di locazione viene pagato il 2% dell’imposta di registro, ma è anche vero che viene preso un compenso tassato tanto quanto quello di un amministratore senza Inps);

– Pex (anche se di fatto rientra nelle S.r.l. holding).

Conviene avvalersi di un consulente con cui verificare i numeri del bilancio ogni mese e verificare di avere sempre utili liquidi e quindi applicare al meglio gli strumenti di efficacia fiscale. Proprio per questo motivo ho creato con i miei collaboratori la procedura della contabilità controllata, da cui poi è nato il mio secondo libro.

N.B.: ricordiamo che il socio paga i contributi sugli utili, mentre l’amministratore sul compenso ricevuto. 

 

9° domanda: “Applicazione del welfare aziendale in piccole S.r.l. che sto studiando ed implementando in questi giorni”. 

Risposta: Attraverso lo strumento del welfare aziendale non vi è un vero modo per ottimizzare il carico fiscale. Il welfare aziendale è quando si ha un’azienda con 100 dipendenti e vengono distribuiti gli incentivi per aiutare famiglie in determinate condizioni (ad esempio quando lavoravo in banca veniva dato un contributo, un bonus alle famiglie che avevano figli all’università).

Per il resto credo sia un termine abusato e sostanzialmente per noi imprenditore non ha un grande impatto fiscale.

 

10° domanda: “Gestione contabile e fiscale di un trust trasparente con immobili di famiglia su cui in uno abbiamo la sede dell’attività della S.r.l.”. 

Risposta: Anche se la domanda non è molto chiara, mi sembra viene chiesta la gestione fiscale e contabile di un trust trasparente, ossia dove il beneficiario è conosciuto (mi sembra essere l’unica tipologia riconosciuta in Italia). Vi anticipo che il trust non è molto utilizzato per tagliare le imposte.

A parte un caso.

Quando noi costituiamo un trust oltre ad avere uno scopo sociale giusto e lecito, tendenzialmente se il trust viene utilizzato per un’attività privata, e vengono pagate le stesse imposte di un privato.

Mentre, se viene utilizzato per svolgere un’attività economica, vengono pagate imposte come se fosse una S.r.l. .

Quindi, di fatto, non c’è tanta efficacia fiscale sulle imposte, però si può utilizzare per massimizzare il carico contributivo.

Esempio: se il trust ha quote pari al 100% di una S.r.l. e quindi opera al suo interno come se fosse una persona che lavora come amministratore, quest’ultima non dovrebbe essere accusata dall’Inps di essere un socio lavoratore, perché non c’è nessun socio fisico.

Questo non si fa tanto per un risparmio fiscale ma per una maggiore sicurezza patrimoniale.

Questo è l’unico caso per utilizzare il trust ed avere dei vantaggi.

Possiamo dire che il trust ha il vantaggio quando si vuole donare qualcosa a qualcuno nel lungo periodo  nel frattempo, viene amministrato dal donatore.

 …..proseguiamo con le domande e le risposte

 11° domanda: “Questa domanda riguarda la S.r.l. unipersonale. Tenendo in considerazione ciò che è stato deciso dalla cassazione, quando il creditore della S.r.l. è il fisco e la società è unipersonale con socio e amministratore stessa persona, le responsabilità ricadono sul socio?”               

Risposta: Utilizzo questa domanda per specificare al meglio la responsabilità dei debiti fiscali della S.r.l. in capo ai soci.

Se chiudi una S.r.l., risponderai solo degli eventuali utili presi in sede di liquidazione, dove, in genere, si chiude con dei debiti senza avere dei crediti.

Ovvio che, quando viene chiusa una società, l’Agenzia delle Entrate, entro i 5 anni successivi, può attivare la procedura dell’accertamento.

Se durante questa procedura vengono riscontrati degli utili non dichiarati (oppure costi indeducibili), tali utili vengono considerati incassati dai soci durante la fase di cancellazione della società.

Questa è la garanzia che mi va a coprire imposte e debiti.

Di fatto l’Agenzia delle Entrate ha ragione perché in questo caso si vanno ad omettere ricavi che dovrebbero essere dichiarati in maniera tale da avere maggiori importi per sanare i debiti.

Come ci si può difendere da tutto ciò?

È bene svolgere un’attività con le norme stabilite, senza quindi omettere ricavi.

Se viene chiusa la società senza aver commesso dei ricavi “in nero” (cosa sempre più difficile ai tempi di oggi) non bisogna avere nessun tipo di paura in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Mantenendo la società in vita i debiti non passerebbero ai soci, così come nel caso in cui ci si comporta in maniera adeguata.

N.B.: nel caso di apertura di una ditta individuale, il mio consiglio è quello di valutare l’idea di costituire una S.r.l. unipersonale.

 

12° domanda: “Come evitare questa situazione? Io ho una S.r.l. unipersonale ed ho paura che i debiti fiscali vanno a me essendo socio unico. Conviene inserire un socio in azienda con un minimo di 2% o 3% di quote?” 

Risposta: Qui la paura è che i debiti fiscali vanno indirizzati tutti al socio unico.

Se vengono dichiarati tutti i ricavi non avrete nessun problema, non verranno accertati maggiori utili.

Ovviamente se sei amministratore e gestisci male l’azienda potrebbero farti responsabile per i danni arrecati alla società.

E l’inserire di un nuovo socio non evita accertamenti da parte del fisco entro i 5 anni. Quindi possiamo dire che la partecipazione di un altro socio non da protezione.

Comunque, non ti aiuta a raggiungere il tuo obiettivo.

 

13° domanda: “Quali accorgimenti o clausole posso inserire a mio favore nello statuto sociale quando vi è l’ingresso di un nuovo socio?” 

Risposta: E’ importante, già al momento della costituzione della S.r.l., inserire le seguenti 2 clausole:

1 – trasferimento per causa di morte ai soci superstiti, consideriamo la costituzione di una S.r.l. e dopo 10 anni abbiamo un buon valore con un ottimo avviamento e ipotizziamo il caso in cui un socio abbia il 49% e l’altro il 51% e quest’ultimo muore. In questo caso le quote dovrebbero andare ai suoi eredi e potrebbe capitare l’ipotesi in un cui ci si trova con, all’interno della società, persone che non sono imprenditori, come il socio di prima, o magari persone che vanno a boicottare l’azienda stessa rovinandola.

Per evitare ciò è bene inserire questa tipologia di clausola, la quale garantisce che, in caso di morte di un socio, le sue quote vengono attribuite ai soci superstiti. Ovviamente non si ricevono le quote gratuitamente, ma l’articolo afferma che per la parte di quota ricevuta si dovrà versare una quota in denaro agli eredi del socio defunto. La difficoltà qui è attribuire un valore alla quota (in base alla modalità di calcolo utilizzata, tale valore può cambiare da perito a perito), ma almeno il socio superstite non rischia di perdere il controllo della società, soprattutto se si ha un buon avviamento, se si è amministratori o se all’interno del c/c della S.r.l. si hanno molti soldi. Magari ci si trova con un valore periziato molto alto, gli eredi che vogliono molti soldi ma almeno si mantiene il controllo dell’azienda e il suo relativo valore.

2 – clausola di prelazione, ipotizziamo la costituzione di una S.r.l. dove vi sono due soci. Uno dei due decide di vendere le proprie quote, magari anche per recare danni all’altro socio, ad una qualsiasi persona.

Inserendo tale clausola nello statuto si ha garanzia che per effettuare la vendita delle quote vi è l’obbligo di dover chiedere consenso a tutti i soci e la possibilità che anche quest’ultimi possano acquistare tali quote con lo stesso prezzo di vendita e quindi con le stesse condizioni.

Questo permette di tenere più uniti i soci, soprattutto nei casi di litigi.

 

14° domanda: “Immaginiamo di avere una S.r.l. unipersonale, con un capitale sociale di 10.000,00 € già avviata da 5 anni con un patrimonio netto di 100.000,00 €, e di trasformarla in pluripersonale grazie all’inserimento di un nuovo socio, il quale può essere un amico o la propria moglie/compagna. La cessione delle quote può essere effettuata da un commercialista o sarebbe meglio andare dal notaio e modificare lo statuto sociale?” 

Risposta: Dalla domanda possiamo capire come ancora si ha l’idea dell’inserimento di un nuovo socio all’interno della società per avere maggiore protezione rispetto al concetto di socio unico.

La norma da conoscere in questo caso è quella della S.r.l. a ristretta base societaria.

In questa tipologia di società se viene effettuato un accertamento e vi è conferma di un maggior reddito, l’Agenzia delle Entrate, va a conteggiare una Ires e una Irap maggiore in capo alla S.r.l. perché vi sono stati dei ricavi non dichiarati.

Oltre a questo, l’Agenzia delle Entrate attribuisce un uguale aumento di reddito nella propria dichiarazione dei redditi dei singoli soci, questo in quanto presume che questi soldi li hanno di fatto prelevati e consumati per spese personali; quindi, avresti dovuto pagare l’imposta sul prelievo delle S.r.l. .

Siccome non hai applicato il 26% dell’imposta sulla distribuzione degli utili della S.r.l., l’Agenzia delle Entrate gli attribuisce un maggior reddito sul quale ci pagheranno le aliquote Irpef a scaglioni.

Se riflettiamo bene la considerazione fata dall’Agenzia delle Entrate è corretta, in quanto se vengono fatti dei ricavi in nero, non vengono pagate imposte né sui ricavi appunto e tantomeno sugli utili distribuiti.

Inserendo un nuovo socio all’interno della società non ci permette di uscire da questa trappola.

L’elemento da tenere in considerazione, in questo caso, è l’intestazione delle quote ad una holding. E’ vero che in caso di accertamento potrebbe aumentare anche il reddito, ma è anche vero che con questa tipologia di società hai maggiore protezione, come anche l’ipotesi di intestare le quote ad una società semplice o ad un trust.

Posso confermare che la cessione delle quote può essere effettuata anche presso un commercialista.

                                                       

15° domanda: “Quale valore viene attribuito alle quote in caso di cessione? Prendiamo in considerazione il valore nominale? Bisogna periziare il valore attuale dell’azienda?”

Risposta: Nella cessione delle quote dobbiamo sapere che la transazione di mercato è libera; quindi, di fatto non c’è bisogno di periziare il valore dell’azienda, perché la perizia deve essere fatta quando si parla di conferimento o trasformazione in una S.r.l., ma quando cedi le quote la contrattazione è libera.

Non vi è l’obbligo ma consiglio, comunque, di valutare l’azienda e quindi anche le quote per stare più tranquilli, visto che il valore di transazione deve essere pari a quello di mercato. Se non è un valore di mercato potresti avere qualche problema.

 

16° domanda: “Come minimizzare il costo di ingresso di un nuovo socio?” 

Risposta: A mio parere ci sono due lati da guardare, chi acquista le quote e chi vende.

Per chi acquista non vi è possibilità di minimizzare il costo, o meglio l’aspetto fiscale, mentre per chi vende la legge mette a disposizione uno strumento di efficacia fiscale che permette di tagliare le imposte.

Tale strumento è la rivalutazione delle quote. Quando tu vendi la quota della tua S.r.l. lì sopra tu paghi il 26% di imposta sostitutiva del capital gain.

Ecco che se tu negli anni passati avessi pagato l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione delle quote della S.r.l. (che dovrebbe essere dell’11 %, tra l’altro finita a giugno di quest’anno), ecco che li sopra non vai a pagare più il 26% perché prima avevi pagato l’11% di rivalutazione, con un margine di 15 punti percentuali di guadagno fiscale.

Quindi il modo per minimizzare il costo di ingresso essenzialmente è da parte di chi vende rivalutare la quota.

 

17° domanda: “Conviene aprire una seconda S.r.l. per avere più agevolazioni e ridurre il rischio d’impresa?”

Risposta: Questa domanda mi è stata posta da un cliente che stava acquistando un bar. Avendo già un’azienda, mi chiede se gli convenisse aprire una seconda S.r.l. per separare il business e avere maggiore protezione per entrambe le attività.

Ovviamente se avessi guardato i miei interessi avrei dovuto rispondere di sì, ma questo non è corretto.

Ci sono tanti casi in cui ti conviene conservare la tua unica azienda anche già solo per risparmiare i costi con il commercialista.

Quando capire se bisogna aprire una seconda società?

Posso dire che bisogna prendere in considerazione 2 parametri:

1 – sicurezza patrimoniale;

2 – aspetto fiscale, questo perché quando si ha una perdita aziendale, questa cosa può essere utilizzata come bonus, proprio perché quando si hanno delle perdite si pagano meno imposte.

È anche vero che se tu hai separate le due aziende ed una è in perdita, la società la cancelli ma la perdita non la vai a compensare con altri debiti perché le società sono appunto separate.

Il mio consiglio è questo:

A. Se devi aprire una nuova S.r.l. per avviare un nuovo business, e ti rendi conto che ci possono essere avvenimenti aziendali che comportando denunce, danni, sanzioni di qualsiasi genere che ti distruggono entrambe le aziende, è meglio tenere separate le due S.r.l. Se la nuova S.r.l. ti può portare un rischio, un danno tipo di un milione di euro, ecco ne questo va a distruggere anche l’azienda sana.

B. In molte realtà dove l’azienda non porta guai e imprevisti, potrebbe convenire lasciare queste due aziende in un’unica S.r.l. prima di tutto perché paghi meno il tuo commercialista, secondo perché se sulla seconda azienda hai delle perdite fiscali, è vero che hai perso dei soldi, ma la puoi compensare con gli utili generati dall’altra azienda. Questo ti migliora l’efficacia fiscale, ovviamente a patto che questa seconda azienda in qualche modo non abbia un rischio intrinseco che ti distrugga tutto.

 

18° domanda: “Quale deve essere il compenso dell’amministratore nel caso in cui fosse anche socio lavoratore (quindi paga i contributi Inps commercianti) per evitare di pagare o minimizzare le imposte sulla busta paga e massimizzare i contributi disponibili (bonus Irpef da 1.200,00 € annui)?” 

Risposta: La risposta data ad una precedente domanda ci illustrava fino a quando conviene avere un compenso da amministratore rispetto alla distribuzione degli utili. Se tu prendi un compenso lordo maggiore allora paghi più imposte rispetto alla distribuzione di utili.

Qui mi viene chiesto quanto deve essere la busta paga per massimizzare i bonus disponibili?

A mio parere l’importo lordo massimo della busta paga è di 28.000,00 €.

Se vuoi puntare alla massimizzazione dei bonus presenti sulla busta paga ricordati che il limite lordo è di 28.000,00 €.

Questi calcoli vengono fatti anche da noi sul bilancio della S.r.l. dei nostri clienti. Quando dico 28.000,00 € faccio riferimento al lordo Irpef della busta paga, ma il compenso dell’amministratore ricordati che è quello dichiarato in assemblea, che sostanzialmente è un po’ più alto. Quando arriviamo a 28.000,00 € di fatto lì prendi il maggior numero di bonus (esempio ex bonus Renzi).

Quindi ricordiamo che il tetto massimo è 55.000,00 € ma il primo scaglione da rispettare per risparmiare le imposte fiscali per ottimizzare il risparmio fiscale è 28.000,00 € lordo dell’amministratore.

 

19° domanda: “Vorrei aprire una nuova S.r.l. per ridurre l’imposizione fiscale nell’assunzione di nuovi dipendenti (così da non avere vincoli per l’apprendistato). Cosa ne pensi?” 

Risposta: Qui, come possiamo notare, l’imprenditore vuole aprire una nuova S.r.l. per accedere a degli sgravi fiscali nell’assunzione di nuovi dipendenti.

Il mio consiglio è che se tu hai fatto i calcoli insieme al tuo consulente del lavoro e questa roba ti conviene di fatto va bene, però è anche vero che non ci sono dei grandi risparmi sulle assunzioni semplicemente aprendo una nuova S.r.l. perché non solo è più costoso ma bisogna impiegare del tempo.

La cosa migliore sarebbe avere del personale che lavora con partita Iva, anche se non è sempre facile trovare.

Se poi dovessi assumere delle persone secondo me potresti anche valutare di assumerle con la tua S.r.l. seguendo questa check-list (sono cose che devi controllare per essere sicuro di ottimizzare il carico contributivo o tributario di una busta paga):

1.        Controllare se ci sono sgravi contributivi legati all’assunzione (i contributi Inps per alcune tipologie di contratto sono inferiori rispetto ad altre). Tali sgravi sono molto frequenti.

2. Controllare sgravi d’imposta (difficili che ci siano. L’ultimo era legato all’aumento della capacità produttiva del lavoratore. Se si pagavano 2.000,00/3.000,00 € ad un lavoratore che aveva portato l’aumento della produzione l’imposta da pagare lì era del 10%, e questo veniva considerato come sgravio impositivo e non contributivo).

3. Rimborsi chilometrici.

4. Rimborso forfettario.

5. Rimborso analitico.

6. Ex bonus Renzi (sempre stando attento ai limiti di reddito).

7. Erogazioni liberali.

8. Buoni pasto.

9. Detrazione presente sulla busta (fino ad un reddito di 8.000,00 € in busta paga non si pagano le imposte).

10. Figli a carico.

11. Coniuge a carico.

12. Altri parenti a carico.

13. Indennità di trasferta tassata al 50% (si intendono trasferte fatte in più sedi di lavoro).

 

 

Passiamo ora a rispondere alle domande fornite in diretta

Domanda 1: “Chiedo informazioni riguardo aziende di San Marino”

Risposta: purtroppo non posso essere d’aiuto in quanto mi occupo del fisco e della contabilità di S.r.l. italiane.

 

Domanda 2: “Se viene costituita una Holding conferendo una S.r.l. con utili mai distribuiti posso utilizzare la Pex?”

Risposta: si, ma è bene precisare che per poterla utilizzare bisogna avere determinati requisiti, ossia bisogna tenerla almeno 12 mesi in una determinata categoria in vendita nelle attività correnti.

Non dimentichiamo che quando utilizziamo strumenti contrattuali legali solo per tagliare le imposte il fisco potrebbe richiamare l’abuso di diritto.

 

Domanda 3: “Cosa consigliate per fare una Holding che detenga inizialmente solo partecipazioni in due S.r.l.? Una S.r.l. semplificata o una società semplice?”

Risposta: precisiamo che sia per S.r.l. semplificata holding sia per la società semplice holding si parla di soggetti privati. La società semplice è interessante soprattutto se vuoi eliminare i contributi Inps, in quanto per esse il Codice civile prevede che non può essere svolta attività commerciale quindi l’Inps non può richiedere l’iscrizione nella gestione commercianti visto che si parla semplicemente di gestire beni, come immobili e quote. Quindi se vuoi eliminare l’Inps è bene scegliere questa tipologia di società.

In alternativa si può valutare la S.r.l. semplificata Holding semplicemente perché qui almeno un socio deve pagare i contributi Inps e andrebbe a pagare i contributi fissi minimi di 3.850,00 € maturando così un anno di anzianità, di pensione.

Ricapitolando con la società semplice non si pagano i contributi, recando magari danno in futuro per la pensione, mentre con la S.r.l. semplificata almeno un socio andrebbe a pagare i contributi e quindi si andrebbe a maturare un anno di anzianità. In pratica il risparmio fiscale sulla Holding non è tagliare le imposte e le tasse ma i contributi.

In questo caso siccome hai una S.r.l. holding che di attribuisce solo il 5% degli utili della S.r.l. figlia a te come socio lavoratore, di fatto pagherai i 4.000,00 € di contributi fissi e maturi un anno di pensione. Quindi fai tanti utili, non paghi l’Inps e maturi un anno di pensione.

 

Domanda 4:” Parlando della Royalties del marchio, è necessario attendere la concessione di UIBM o si può far partire il contratto subito?”

Risposta: Anche in caso di registrazione non sarebbe obbligatoria averla, ma è consigliabile utilizzare dei supporti (debiti, Siae) e una registrazione. Il Know how deve essere vero, deve essere riconducibile a te, e deve avere un valore di mercato.

Tecnicamente si potrebbe già da subito prendere le royalties sul logo che viene utilizzato, la registrazione crea di fatto maggiore protezione.

 

Domanda 5: “I due massimali delle due gestioni Inps sono cumulabili?”

Risposta: si parla del massimale della gestione commercianti e del massimale della busta paga dell’amministratore (che versa i contributi alla gestione separata), i quali entrambi obbligano al pagamento dei contributi fino ad un massimo di 103.000,00 €.

Questo significa che, se tu hai utili per 113.000,00 € ecco che su quei 10.000,00 € in più non paghi l’Inps della gestione commercianti.

Il problema però è che tutte e due le casse Inps siccome sono diverse, ossia il socio lavoratore da una parte e l’amministratore con busta paga dall’altra parte, e di fatto si rischia di pagare tutto il massimale sia come socio lavoratore sia come compenso di amministratore. Per questo consiglio, superato un certo livello di fatturato, si pensa a svolgere solo l’attività di amministratore, delegando ad altri lo svolgimento della propria attività.

Con l’azione cumulabile quindi si rischia di effettuare il pagamento due volte; quindi, è bene che tale situazione venga ottimizzata dal proprio commercialista.

 

Domanda 6: “I due massimali sono diversi?”

Risposta: si. È bene stare attenti con il compenso dell’amministratore in quanto si rischia di pagare Inps su una quota superiore ai 103.000,00 €, e di pagare i contributi Inps anche per la quota che supera tale quota. Questa cosa è importante perché ci permette di risparmiare il 24% minimo dei contributi Inps.

 

Domanda 7: “Pedaggi autostradali intestati alla S.r.l. la quale non ha alcuna macchina intestata. Se viene utilizzata la macchina dell’amministratore può essere dedotta la fattura di tali pedaggi?”

Risposta: la fattura può essere scaricata dalla tua S.r.l. solo nel momento in cui viene intestata alla società e quindi viene riportata la partita iva di tale società, anche senza avere delle macchine intestate. Il socio lavoratore o l’amministratore, facendo una trasferta, può infatti richiedere il rimborso analitico alla S.r.l. e quindi di fatto scarica il tagliando dell’autostrada.

 

Domanda 8:” Vorrei effettuare il passaggio da una ditta individuale ad una S.r.l. Cosa si consiglia tra:

1. Conferimento;

2. Aprire la S.r.l. e lasciare andare la ditta per qualche anno;

3. Aprire la S.r.l. e contestualmente chiudere la ditta individuale;

4. Altro.”

Risposta: è bene precisare che quando si parla di trasformazione da una ditta individuale ad una S.r.l., il passaggio deve avvenire nel rispetto della legge, la quale prevede che non vi sia continuità tra le due realtà; quindi, bisogna acquisire clienti nuovi (come nuovi fornitori e collaboratori. Non ci deve essere una continuità di fatto). Questo sarebbe facile farlo se si parla di realtà online.

Il modo migliore per affrontare tale situazione, avendo una ditta individuale, è quello di effettuare un conferimento nella S.r.l. o una trasformazione (anche se questa possibilità da ditta individuale a S.r.l. non c’è), aumentando il valore fiscale dei beni aziendali data la presenza dell’avviamento che prima non era stato rilevato.

Quindi con il conferimento “rischi”, di non mettere denaro liquido nel capitale sociale della S.r.l., perché fai un conferimento d’azienda valutato a 10.000,00 €.

Un vantaggio fiscale che puoi avere nell’ambito del conferimento della ditta individuale nella S.r.l. e dato dal fatto che puoi aumentare il valore fiscale dell’azienda pagando una imposta sostitutiva del 12% (la norma di riferimento parla di “affrancamento dei valori fiscali a quelli contabili).

Così facendo puoi avere un risparmio fiscale del 24% o del 28% sul lungo periodo (tale risparmio fiscale sarà sicuramente più alto se vengono pagati i contributi Inps sulla ditta individuale).

Se si ha poca liquidità invece si effettua l’apertura della S.r.l. acquisendo gradualmente nuovi clienti e si tiene ancora in vita per un anno la ditta individuale in maniera da evitare imprevisti (anche di fatturazione), e sicuramente, vedrai che dopo un anno la cancellerai.

 

Domanda 9: “I contributi gestione commercianti sugli utili sono deducibili? Se sì, vengono dedotti nell’anno successivo?”

Risposta: tutto quello che viene pagato nella gestione commercianti è deducibile dalla busta paga dell’amministratore in sede di dichiarazione dei redditi, quindi nell’anno successivo, perché i contributi si deducono per cassa, ossia nell’anno in cui li paghi.

Potrei aggiungere che se si percepisce il compenso dell’amministratore i contributi vengono dedotti subito sulla busta paga, mentre i contributi sulla gestione commercianti del socio lavoratore della S.r.l. vengono pagati oggi, ma dedotti l’anno successivo appunto in sede di dichiarazione dei redditi, diminuendo così il carico delle imposte.

 

Domanda 10: “Devo aprire una S.r.l. Holding ma sono ancora dipendente di un’azienda. Come devo comportarmi?”

Risposta: se si è dipendenti a tempo pieno potresti decidere di aprire una S.r.l. senza pagare i contributi Inps (risparmiando molti soldi), è sufficiente andare da un notaio.

Se si parla di un business in prova o se si parla di una S.r.l. Holding è bene valutare l’apertura di una S.r.l. semplificata in quanto la spesa dal notaio è irrisoria, può essere cancellata senza aver pagato i soldi del conferimento, ottimizzando così l’imprevisto.

Arrivati alla conclusione se vi è piaciuto il contenuto di tale Webinar chiedo un like divulgando il contenuto tra più persone.

Se si hanno altre domande puoi tranquillamente scrivere nel mio blog www.efficaciafiscale.com.

Grazie a tutti per l’attenzione.

Conclusioni

Grazie alle informazioni contenute in questa circolare sei venuto a conoscenza delle risposte a parecchie domande fiscali che possono avere gli imprenditori nell’esercio della propria attività aziendale.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata sulla tua S.r.l. con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni, specificando nella e-mail di quali informazioni hai bisogno, ma sapendo che non ti faremo mai dei “preventivi per la tenuta della contabilità”.

Perché se vuoi collaborare con me (portando la contabilità della tua S.r.l. da me o per aprire una nuova S.r.l.) dovrai prima acquistare la consulenza di Efficacia Fiscale – http://bit.ly/2NceH5z -.

Solo dopo aver fatto la consulenza con me riceverai il prezzo per il servizio della Contabilità Controllata se reputiamo – io e te – che collaborare insieme sia utile per entrambi.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore e-mail.

Riceverai gratuitamente un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti per ridurre il carico fiscale dal 70,72% al 28% utilizzando la tua S.r.l. (sono più di 94).

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Se vuoi informazioni fiscali gratuite ma “lente” puoi mettere un commendo in fondo a questo articolo (rispondo a tutti i commenti del blog una volta ogni uno/due settimane).

Se, invece, hai fretta di ottenere migliori informazioni fiscali per la S.r.l. in minor tempo (risparmiando tempo e quindi denaro), allora segui in successione questi due passaggi che ti consentono di interagire ad un livello più alto con me:

  1. Prima di tutto inserisci la tua migliore e-mail nel form qui sotto. Ciò ti permetterà di ricevere una e-mail con un link che ti consentirà di scaricare gratuitamente il manuale con oltre 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l. .

Al termine della lettura del manuale che scaricherai, potrai richiedere una consulenza gratuita per comprendere se puoi accedere ad un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o la futura S.r.l.).

  1. Per secondo acquista il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.” che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva.

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