Ti do il benvenuto in questa circolare di Efficacia Fiscale per affrontare un argomento che, ahimè, potresti voler o dover affrontare, nel corso della tua vita da imprenditore: vendere le quote della tua S.r.l. .

I motivi che ti portano a questa scelta possono essere mille, compreso il voler finalmente godere dei frutti del tuo lavoro senza più nessuna preoccupazione, oppure il volerti lanciare in una nuova realtà imprenditoriale.

Quando un lavoratore dipendente cessa l’attività lavorativa ha diritto a percepire il TFR (trattamento di fine rapporto) che è una somma che si cumula negli anni e che, in virtù di questo aspetto, è tassata secondo un regime di vantaggio.

E tu, imprenditore che decidi di vendere la tua S.r.l. , che regime di vantaggio hai?

Nessuno, a meno che tu non decida di “portarti avanti con il lavoro” quando l’idea di vendere la tua S.r.l. è ancora una semplice ipotesi, avvalendoti di uno strumento di efficacia fiscale poco conosciuto, e che lo Stato mette a disposizione: la rivalutazione.

Come sai, se hai letto le precedenti circolari, mi chiamo Simone, sono un commercialista di Rimini ed uno Studio on line che mi consente di avere clienti e collaboratori sparpagliati in ogni dove.

La mia missione è duplice:

1) portare l’imprenditore a comprendere l’importanza della contabilità della S.r.l. come strumento grazie al quale il bilancio diventa il miglior alleato della propria avventura imprenditoriale, controllando mensilmente i numeri;

2) individuare, nella baraonda di norme fiscali, tutti i bonus che lo Stato mette a disposizione per risparmiare imposte e contributi utilizzando una S.r.l. .  Uno di questi è la rivalutazione delle quote. Si tratta di un bonus “mordi e fuggi” che lo Stato prevede, di tanto in tanto, e che bisogna stare attenti a cogliere al volo perché ha una scadenza.

Lo scopo delle mie circolari è darti una mano sia ad improntare un buon approccio alla contabilità che a sfruttare, al momento giusto e nella giusta misura, ogni strumento di efficacia fiscale adatto alla tua S.r.l. .

Cosa che ti farà risparmiare denaro e che si trasformerà, con il tempo, in maggior tempo per te.

E, credimi, è gratificante sentirsi ringraziare da chi, anche grazie alle mie circolari, sviluppa in modo sano la propria attività e, oltre a dormire sonno tranquilli, ha maggior tempo per sé, per la propria compagna ed i propri cari.

Inoltre può concedersi qualche lusso in più, piccolo o grande che sia, e fare regali a chi gli vuole bene. Può, per esempio, dare ai propri figli la possibilità di accedere alle scuole migliori e può garantire a sé e ai propri cari, con i proventi dell’attività e con i soldi risparmiati grazie all’efficacia fiscale, le migliori cure mediche. E via dicendo, di gradino in gradino, sino alla vetta del successo sociale e della serenità.

Sei pronto a fruttare la rivalutazione delle quote della S.r.l. come strumento per tagliare le imposte?

Let’s go

 

 È più facile comprenderlo con questo semplice esempio numerico…

Ipotizza di costituire una nuova S.r.l. oggi, con un capitale sociale di euro 10.000.

Nel corso degli anni la tua S.r.l. dovrà fare sicuramente utili, se vuoi che questa rimanga in vita, anche perché, se accumulassi perdite, dopo qualche anno saresti obbligato a chiuderla.

Ecco, nel momento in cui apri una nuova S.r.l. con un capitale sociale di euro 10.000, questo significa che il valore dell’azienda è di euro 10.000.

Ti auguro tutto il successo imprenditoriale di questo mondo, e ti auguro che tu faccia ogni anno sempre più utili.

Dopo 10 anni potrebbe capitare che tu abbia accumulato beni e utili nella S.r.l. tale per cui il valore dell’azienda della S.r.l. vale molto di più di euro 10.000.

Se ipotizzassimo di poter accumulare 10.000 euro di utili nella S.r.l. ogni anno, questo significa che dopo 10 anni la tua S.r.l. vale euro 10.000, per il capitale iniziale conferito, più euro 100.000 di utili accumulati nella società nel corso degli anni.

Dunque, se tu volessi liquidare la tua società, potresti vendere la tua quota e l’acquirente riceverebbe una S.r.l. che vale euro 110.000 (10.000 euro di capitale sociale che hai versato ed euro 100.000 di utili che sono custoditi nella società). Come conseguenza, l’acquirente della quota quota deve darti almeno 110.000 euro per acquistare la tua S.r.l. .

Successivamente dovrai dichiarare, nella tua prossima dichiarazione dei redditi, una plusvalenza sulla cessione della quota della S.r.l., e sulla quale dovrai pagare le imposte del 26% (tanto quanto le imposte che pagheresti in caso di distribuzione degli utili).

Quindi, vendendo la tua S.r.l. dopo 10 anni, come “buona uscita”, riceveresti 10.000 euro indietro per il capitale che avevi versato inizialmente in sede di costituzione, più il maggior denaro per euro 100.000 per gli utili accumulati durante questi anni e sul quale paghi euro 26.000 di imposte (pari al 26%).

 

Adesso ti mostro quale norma avresti potuto utilizzare per tagliare l’imposta di euro 26.000 pagata sulla cessione della quota della S.r.l.

Una strategia fiscale di cui non si parla tanto, è quella di rivalutare il valore fiscale della quota della S.r.l., nel corso di vita di sviluppo della tua società, ogniqualvolta una legge finanziaria lo permette.

Rivalutare una quota di S.r.l. consiste nell’aumentare il valore fiscale della quota della società in modo che, quando la rivenderai, eviterai di pagare  le imposte del 26% (i 26.000,00 euro di cui si parlava nell’esempio del precedente capitolo).

Riprendendo l’esempio numerico di prima, tu parti da una situazione finale in cui hai un capitale sociale di euro 10.000 con ulteriori euro 100.000 di utili, accantonati nel corso del tempo.

Se, nell’arco di questo periodo, l’imprenditore avesse rivalutato il valore fiscale della quota, aggiornando il valore della quota al vero valore attuale della S.r.l., allora avrebbe pagato una imposta sostitutiva, in questo caso di euro 11.000 (pari all’11% della rivalutazione), evitato di pagare euro 26.000 come imposta sulla plusvalenza in un momento successivo alla vendita.

Come puoi notare da solo, il taglio delle imposte è di euro 15.000 (26.000 – 11.000), cosa che corrisponde al 15% del risparmio fiscale, avendo l’accortezza di rivalutare le quote nel momento in cui la legge lo consente.

Fino a qui tutto normale, direi.

Un problema che potrebbe fermare gli imprenditori è anche il fatto che, possono benissimo rivalutare le quote della S.r.l., ma che possono incontrare problemi nel cercare qualcuno che gliela compra.

Cosa che annullerebbe il motivo per cui fare la rivalutazione delle quote perché, se non trovi qualcuno che ti acquista la quota di S.r.l. che hai rivalutato, non puoi ricevere i soldi evitando di pagare le imposte del 26%.

Ma anche in questo caso c’è una soluzione che voglio mostrarti…

 

Come utilizzare la tecnica della rivalutazione della quota della S.r.l. se non trovi nessun acquirente?

Un problema della tecnica della rivalutazione risiede nel fatto che devi avere un acquirente che ti acquista la quota della S.r.l. .

Solo nel momento in cui vendi la quota si può generare la plusvalenza e, quindi, sei obbligato a pagare le imposte sulla plusvalenza.

Cosa che puoi evitare di pagare se utilizzi la tecnica di rivalutazione delle quote accennata in precedenza e di cui riceverai maggiori informazioni proseguendo con la lettura.

Il punto è che, la rivalutazione, è utile per ridurre lecitamente la tassazione dei redditi diversi (come appunto le plusvalenze su cessione di partecipazione), non è valida ai fini della determinazione dei redditi di capitali, ad esempio, nei casi di liquidazione della società o di recesso ed esclusione del socio.

Detto in modo più semplice, se fai la rivalutazione fiscale delle quote della S.r.l., e poi le rivendi, allora hai una plusvalenza sulla quale non paghi le imposte.

Se, invece, metti in liquidazione la S.r.l. perché non trovi un acquirente delle tue quote, per tutti gli utili che ricevi indietro NON puoi beneficiare della rivalutazione delle quote della S.r.l., dunque perdi il beneficio fiscale e dovrai pagare nuovamente il 26% sulla distribuzione di utili.

Così NON puoi rivalutare la quota della S.r.l. per poi metterla in liquidazione e distribuire gli utili ai soci, perché la legge non ti permette questo vantaggio fiscale. Quindi, come comportarsi quando non trovi un acquirente, ma hai rivalutato le quote per tagliare le imposte?

Dunque, se devi vendere le quote e non pagare le imposte, hai bisogno di un acquirente.

A gennaio 2020 mi è capitato di fare un intervento fiscale, di più di una ora, all’evento di Imprendifood sul fisco delle S.r.l. e un partecipante mi ha rivolto delle domande.

Nello specifico, la domanda che mi ha fatto l’imprenditore era qualcosa di questo genere:

Ok, comprendo di dover fare la rivalutazione delle quote della S.r.l. appena ho l’opportunità, ma se poi non trovo un compratore perdo il beneficio fiscale? Come mi comporto?

Grazie alle consulenze che ho fatto con gli imprenditori sulle loro S.r.l., avevo già la risposta pronta perché erano problemi che avevo già risolto.

Ecco qui le risposte:

Sicuramente hai bisogno di una persona che ti possa pagare le quote della S.r.l. per poter beneficiare del taglio delle imposte. Ma può succedere di non trovare nessun imprenditore disposto a pagarci le quote della S.r.l., oppure che, gli altri imprenditori, non siano disposti a pagarti tanto quanto tu reputi l’importo vero della tua società.

In questo caso, non preoccuparti perché puoi utilizzare un’altra tecnica che ti permette di prendere indietro i soldi della società che hai accumulato nella S.r.l. evitando di pagare le imposte sulla distribuzione utili anche se non trovi un compratore.

La tecnica che dovrai utilizzare è di avere un’altra S.r.l., oppure una tua “S.r.l. “holding” che ti possa acquistare le quote della S.r.l. con i soldi.

Ti dico questo perché la S.r.l. holding acquisterebbe le quote della S.r.l. con all’interno gli utili, tu riceveresti tutti i soldi senza pagarci le imposte, mentre, la tua S.r.l. holding è vero che dovrà pagare l’1,2% di imposte in caso di distribuzione, ma, comunque, la tua S.r.l. holding riceverà una S.r.l. con all’interno euro 100.000 di utili già accantonati.

Questa è una tecnica fiscale per tagliare le imposte che puoi utilizzare nel momento in cui fai un disinvestimento, nel momento in cui vuoi uscire dal business. Perciò, a qualcuno devi vendere le quote.

Per mostrarti questo meccanismo, adesso, ti riporto dei capitoli per dimostrarti la norma fiscale sulla rivalutazione delle quote.

 

Qual è la norma fiscale di riferimento della rivalutazione delle quote della S.r.l.?

La rivalutazione è una norma fiscale che, ogni tanto, è riproposta dalle leggi Finanziarie che il governo emana alla fine di ogni anno per gestire le entrate e le uscite del nostro Paese.

Per esempio, la Finanziaria 2020, modificando l’art. 2, comma 2, DL n. 282/2002, ha riproposto (per la diciassettesima volta) la possibilità di rideterminare il costo di acquisto di:

– Terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi (cosa che non ci interessa ai fini di questa circolare);

– Partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto, alla data dell’1.1.2020, non in regime di impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.

Ecco, questo secondo aspetto, invece, ti interessa perché questa norma ti permette di incrementare il costo di acquisto della quota della S.r.l., pagando, adesso, una imposta sostitutiva, per poi vendere la S.r.l. ottenendo indietro tutti gli utili accumulato nella società senza dover pagare le imposte, in quanto hai rivalutato le quote in precedenza.

Grazie alla tecnica della rivalutazione delle quote tu puoi aumentare il costo di acquisto in modo che, pagando una imposta inferiore al 26% (nell’ultima legge era l’11%), tu puoi aumentare il costo di acquisto della tua partecipazione.

Sempre prendendo l’esempio numerico di prima, il nostro imprenditore ha una quota con costo storico di euro 10.000 ma ha anche euro 100.000 di utili accumulati nel corso del tempo.

Se lui dovesse vendere la sua quota nella S.r.l. ad euro 110.000, dovrebbe pagare il 26% di imposta sulla plusvalenza di euro 100.000, cosa che farebbe salire l’imposta ad euro 26.000.

Alternativamente, potrebbe precedentemente aggiornare il valore della quota, aumentando il valore storico della stessa da euro 10.000 ad euro 110.000, pagando una imposta sostitutiva di 11.000 euro (100.000 x 11% della imposta sostitutiva sulla rivalutazione).

Così facendo, quando rivenderà la quota della S.r.l. ad euro 110.000 comprensivo degli utili accumulati, lui non dovrà più pagare euro 26.000 sulla plusvalenza della vendita della quota perché ha già pagato in precedenza euro 11.000, cosa che gli comporta un taglio della imposta di euro 15.000. Questo corrisponde ad un taglio del 15%.

Mentre stai leggendo questa circolare, probabilmente non sarai in grado di applicare questa ultima legge sulla rivalutazione in quanto i termini scadono durante il 2020.

Dunque, per rendere utile la tecnica della rivalutazione, ti riporto una serie di idee su cui stare attenti.

 

Cose a cui stare attento quando vuoi tagliare le imposte della S.r.l. utilizzando la tecnica della rivalutazione delle quote

a) Anche se la legge sulla rivalutazione dovesse essere scaduta, ricordati che, ogni tanto, esce una nuova legge di rivalutazione, specialmente nell’ambito della legge finanziaria annuale, quindi, valuta di accedere a questa opportunità tutte le volte che esce questa legge.

b) Ma ricordati anche di valutare bene il contenuto della procedura della rivalutazione per individuare cosa va a rivalutare la legge per poi pagare meno imposte e per conoscere quali sono gli altri aspetti da considerare, come ad esempio la tempistica della perizia, del giuramento della perizia e di tutti gli elementi da considerare nella rivalutazione;

c) In genere i parenti potrebbero beneficiare della rivalutazione della quota della S.r.l del defunto, ma ricordati che, le imposte di successione, possono avere agevolazioni fiscali ancora più forti. Probabilmente è difficile utilizzare questa tecnica come strumento per fare una successione ereditaria, meglio rivalutare le quote per poi rivenderle;

d) Siccome devi pagare l’imposta sostitutiva dell’11% prima, per poi risparmiare il 26%, questo significa che anticipi i soldi (considerando anche una possibile rateazione), dunque devi avere liquidità da investire e trattare questa operazione come un investimento. Cosa che, attualmente, come investimento ti rende il 15% di quello che investi (non male);

e) Per guadagnare non hai bisogno di aspettare la tua pensione. Basta aspettare l’occasione migliore per te, il momento in cui c’è la legge, e, per questo, vendere le quote dopo qualche anno, perché tanto hanno un valore rivalutato.

f) Ricordati che puoi rivalutare il valore della quota della S.r.l. fino al suo valore aggiornato vero. Valore che, in genere, è dato dalla somma di tutti i beni della società con l’aggiunta dei soldi liquidi meno i debiti della S.r.l. . Cosa che, all’incirca, corrisponde al valore del capitale conferito in sede di costituzione della società con l’aggiunta di tutti gli utili accantonati nella S.r.l. nel corso degli anni.

g) Fai attenzione alla potenziale accusa dell’abuso del diritto, evita di vendere le quote rivalutate della S.r.l. ad un’altra S.r.l. holding, per poi pagare il prezzo dell’acquista della quota con gli utili che la S.r.l. holding riceve dalla S.r.l. appena acquistata;

h) Nel caso dalla vendita della partecipazione rivalutata venga realizzata una minusvalenza (prezzo di vendita inferiore al valore rivalutato) questa non potrà avere considerazione ai fini fiscali per compensare altri redditi.

 

Conclusione

Grazie a questa circolare hai compreso come utilizzare la tecnica della rivalutazione delle quote ad un livello un po’ più profondo rispetto alle circolari precedenti, cosa che potrebbe farti tagliare il carico tributario anche del 15 grazie alla tua S.r.l.%.

Inoltre, per poter beneficiare del taglio delle imposte, hai bisogno di vendere a qualcuno le quote rivalutate della tua S.r.l., ricordandoti che, nel caso non trovassi nessuna persona disposta ad acquistare queste quote, puoi venderle ad una tua ulteriore S.r.l. in modo che tu tagli il 15% di imposte e la S.r.l. ha acquistato un’altra società con all’interno gli utili disponibili per fare nuovi investimenti.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

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