Ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale per darti tutte le indicazioni che ti occorrono per risolvere uno dei dilemmi più frequenti che ti potrebbero venire in mente nel momento in cui decidi di convertire la tua società di persone in una società di capitali, come ad esempio, conoscere quali vantaggi fiscali ti mette a disposizione la legge tutte le volte che trasformi la S.a.s. in S.r.l. .

Questa circolare nasce, appunto, da una consulenza con un cliente che è arrivato da me pieno di dubbi e che, dopo la mia consulenza ha scoperto i vantaggi fiscali previsti dalla legge per questa operazione, e quindi ha deciso definitivamente di trasformare la propria S.a.s. in S.r.l. applicando il maggior numero di strumenti fiscali per tagliare i tributi aumentando il suo controllo sull’intera società.

Dunque ho deciso di condividere con te gli aspetti principali di questa consulenza in una sorta di check list.

Ma prima di conoscere i vantaggi fiscali della trasformazione di una S.a.s. in S.r.l. è necessario che tu comprenda gli aspetti principali di queste due forme di società, quali sono gli aspetti comuni e quali sono le principali differenze in modo che tu abbia ben chiaro lo scenario prima di prendere, consapevolmente, qualsiasi decisione grazie alla check list che troverai di seguito.

Come sai, se hai letto le mie precedenti circolari, sono un commercialista specializzato in S.r.l., lavoro completamente online sia lato clienti sia lato collaboratori, cosa che mi permette di incontrarmi con imprenditori di tutte le parti d’Italia (e non solo).

Sia io che i miei collaboratori online abbiamo ben presente che un buon business avrà lunga e proficua vita solo se basato sulle solide fondamenta, utilizzando strumenti come il controllo mensile dei numeri del bilancio e il taglio delle imposte grazie agli strumenti fiscali previsti dalla legge.

Il primo pilastro, la Contabilità Controllata, ti consentirà di avere un bilancio aggiornato ogni mese in grado di riflettere la reale situazione economica e finanziaria della tua S.r.l., e come tale, in grado di darti tutte le dritte necessarie per accumulare sempre più soldi mese dopo mese.

Il bilancio della S.r.l. è il miglior alleato dell’imprenditore perché, grazie ai dati di bilancio della S.r.l., l’imprenditore può individuare i punti di forza su cui puntare ed i punti deboli da rafforzare o eliminare.

Come, ad esempio, comprendere se stai facendo abbastanza utili per sostenere le tue spese personali e, quindi, aumentare i prezzi o diminuire i costi, oppure per comprendere se la S.r.l. è in grado di pagare regolarmente tutti i debiti previsti e, dunque, prepararti in anticipo per trovare nuova liquidità senza rischiare di incorrere nel fallimento.

Il secondo pilastro, l’Efficacia Fiscale, ti consentirà di guadagnare anche dal risparmio di imposte e contributi, realizzato senza truffe e artifizi al limite del legale, ma utilizzando le disposizioni della legge come, ad esempio, individuando i bonus fiscali che fanno al caso tuo e ponendoli in essere al momento opportuno e nella giusta misura in base ai numeri del bilancio della S.r.l. .

Solo impiantandoti queste solide fondamenta nel tuo lavoro quotidiano riuscirai a costruire un business grattacielo da cui potrai ammirare uno splendido paesaggio: il tuo successo personale e lavorativo.

In questo modo sarai visto come una persona vincente che si è realizzata come uomo e come uomo d’affari.

Grazie al controllo mensile della contabilità e la riduzione delle imposte sarai certo di avere una S.r.l. che ti genera sempre più soldi, ogni anno, cosa che ti consentirà di migliorare tanti altri aspetti della tua vita, come ad esempio:

– aumenterà la possibilità di fare regali e di togliere sfizi grandi e piccoli alla tua compagna, ai tuoi figli, ai tuoi genitori, ai tuoi amici e alle persone cui vuoi bene.

– aumenterà la possibilità di garantire il meglio a ciascuno di loro, i migliori corsi di studio, le migliori cure mediche, solo per fare un paio di esempi.

– aumenterà la tua autostima, fondamentale per pompare carburante nella tua S.r.l., cresce la stima degli altri nei tuoi confronti perché verrai visto come chi ha sudato ed è arrivato all’apice del successo. Cosa che farà crescere la tua serenità interiore perché sei certo di essere nel posto giusto e che stai percorrendo la strada giusta.

– aumenterà anche la necessità di avere maggior tempo per te e per tutte le persone cui vuoi bene.

Conoscere a fondo i numeri della contabilità della tua S.r.l. ti permetterà di avere la situazione in pugno ogni mese, così potrai delegare compiti a dei collaboratori “limitandoti” a controllare che tutto vada per il verso giusto e avendo, quindi, sempre più tempo per nuovi business e per la realizzazione del tuo successo personale.

Che ne dici? Ti piace come prospettiva 😉?

Ok, allora bando alle ciance ed addentriamoci insieme in questo nuovo articolo che ti permetterà di tagliare le imposte Ires del 24% della S.r.l., ed avere il controllo sugli altri soci, grazie all’utilizzo della legge tutte le volte che decidi di trasformare la Sas in S.r.l. .

Ora bando alla ciance e let’s go…

 

Quali cose hanno in comune la S.a.s. e la S.r.l.?

Prima di andare in profondità su questo argomento per scoprire le differenze tra una Sas ed una S.r.l. e come queste sono utilizzare per tagliare le imposte, è anche importante che tu conosca quali cose ci sono in comune queste due forme di società.

Questo in quanto potresti trovare su internet altri commercialisti che ti fanno presente che una S.a.s. ha gli stessi elementi di risparmio di una S.r.l., mentre in realtà non è così.

Solo dopo che tu hai esaminato quali elementi hanno in comune, sarai pronto per conoscere quali elementi sono diversi e che ti permettono di utilizzarli a tuo vantaggio per tagliare le imposte ed i contributi.

Le cose principali che hanno in comune la S.a.s. con la S.r.l. sono:

a) i soci accomandanti non amministratori della S.a.s. rispondono limitatamente tanto quanto i soci della S.r.l. . Ma gli amministratori della S.a.s. rispondono sempre con il proprio patrimonio personale, cosa che non succede per gli amministratori della S.r.l. .

b) oltre a questo, è anche vero ammettere che alcuni strumenti di risparmio fiscale che può utilizzare una S.r.l., li può utilizzare anche la S.a.s. (o comunque in modo simile).

Per esempio, tanto nella S.r.l., tanto nella S.a.s., si possono utilizzare questi strumenti di risparmio fiscale: il rimborso chilometrico, il rimborso forfettario, il rimborso analitico, il trattamento di fine mandato dell’amministratore, le royalties da concessione del Know how.

Strumenti di risparmio fiscale che è vero che può utilizzare anche la S.a.s. in più rispetto alla ditta individuale, ma è anche vero che con la S.r.l. puoi utilizzare ulteriori strumenti di efficacia fiscale previsti dalla legge che non può utilizzare nè la S.a.s. nè la ditta individuale.

Ora che conosci quali sono i principali elementi in comune tra la S.a.s. ed una S.r.l., allora puoi iniziare a vedere quali elementi sono diversi, da cui poi nascono gli aggiuntivi strumenti di risparmio fiscale che la S.r.l. ha nei confronti della S.a.s. .

 

Quali sono le principali differenze tra una S.a.s. e una S.r.l.?

L’acronimo S.a.s. sta per società in accomandita semplice. È una forma di società che ha caratteristiche simili alla ditta individuale, ma con un piccolo vantaggio, perché solo i soci amministratori rischiano con il proprio patrimonio personale per i debiti della società.

Questo significa che i soci che NON sono amministratori, hanno il beneficio della responsabilità limitata, molto simile a quanto previsto per i soci della S.r.l. .

Definendo le cose in modo un po’ più tecnico, la S.a.s. paga le imposte come e tanto quanto una ditta individuale, ma ha 2 categorie di soci diversi:

a) I soci definiti accomandatari sono quelli che sono anche amministratori, hanno il vantaggio di amministrare la società, ma hanno lo svantaggio di rischiare con il proprio patrimonio per i debiti della S.a.s. . I soci amministratori sono sempre considerati soci lavoratori amministratori per legge, quindi devono pagare i contributi Inps a rate fisse, mentre qualsiasi socio che vuole amministrare una S.a.s. deve per forza essere considerato un socio accomandatario e rispondere con il proprio patrimonio personale per tutti i debiti della S.a.s.;

b) I soci definiti accomandanti, che sono quei soci NON amministratori, non possono prendere delle decisioni in nome e per conto della società, in quanto non possono amministrarla, ma hanno il vantaggio che loro sono protetti dai debiti della S.a.s. . Loro possono essere sia soci lavoratori sia soci non lavoratori;

c ) Nella S.a.s. solo i soci possono essere amministratori e non possono esserci “amministratori esterni” non soci, cosa che è possibile con una S.r.l.;

d ) Nella S.a.s. i soci devono essere almeno 2, perché se così non fosse la legge ti obbliga a trasformarla in una ditta individuale. Al contrario la S.r.l. la puoi costituire anche a socio unico.

In una S.r.l., invece, tutti i soci rispondono limitatamente al capitale che hanno conferito, anche se lavorano nella società, anche se questi sono amministratori. Inoltre, ci possono essere dei soci esterni che non sono soci della S.r.l. .

Già da questi primi punti, puoi notare da solo, che nonostante ci siano consulenti che affermano che puoi utilizzare una S.a.s. tanto quanto una S.r.l., questo NON è del tutto vero, perché queste due forme di società hanno delle differenze previste dalla legge che sono fondamentali per la tua salvezza fiscale e patrimoniale.

 

Quali aliquote fiscali di imposta paga la S.a.s. rispetto alla S.r.l.?

Quando si descrivono i tributi da pagare con una S.a.s., rispetto alla S.r.l., bisogna verificare sia le imposte, sia i contributi Inps.

In questo capitolo affrontiamo le differenze per quello che riguarda le imposte da pagare, mentre nel capitolo successivo verifichiamo le differenze relative ai contributi Inps.

Come calcola le imposte una S.a.s.?

Per quanto riguarda le imposte, la Sas non paga le imposte personalmente nella propria dichiarazione dei redditi della società, ma attribuisce in automatico per trasparenza il reddito ai singoli soci in base alla percentuale di partecipazione e quindi questi pagano le percentuali Irpef a scaglioni:

– su un reddito da euro zero ad euro 15.000, l’aliquota Irpef è del 23%;

– su un reddito da euro 15.001 ad euro 28.000, l’aliquota Irpef è del 27%;

– su un reddito da euro 28.001 ad euro 55.000, l’aliquota Irpef è del 38%;

– su un reddito da euro 55.001 ad euro 75.000, l’aliquota Irpef è del 41%;

– sul reddito oltre 75.000, l’aliquota è del 43%.

Quindi nella Sas, l’importa NON la paga la società perché il reddito è attribuito in percentuale della quota ai soci e questi poi pagano le aliquote indicate qui sopra insieme agli altri redditi che questi percepiscono.

Detto in modo sintetico, con la S.a.s. paghi le imposte che variano dal 23% fino al 43%, sia che questi soldi siano utilizzati per le spese personali del socio sia che questi soldi siano utilizzati per fare nuovi investimenti aziendali nella società.

Nota: l’unica imposta sul reddito che paga la S.a.s. è l’Irap di circa il 4%, ma siccome è pagata ugualmente dalla S.r.l., su questo non hai elementi differenti, dunque non puoi avere efficacia fiscale perchè l’imposta Irap è pagata da entrambe le società.

Come paga le imposte la S.r.l.?

La S.r.l. paga le imposte a “2 livelli”:

1 ) Sul reddito della S.r.l., questa paga nella sua dichiarazione dei redditi il 24% di Ires. Dunque, sui soldi che la S.r.l. trattiene per fare nuovi investimenti aziendali, essa paga il 24% di Ires, ma questi soldi sono accantonati nella società, quindi possono essere spesi solo per acquisti inerenti all’azienda;

2 ) Nel caso in cui tu volessi prelevare i soldi dalla S.r.l. come utili di fine anno, li sopra ci paghi un ulteriore 26% di imposte fisse come imposta sul capitale (esempio la stessa che hai sugli interessi attivi bancari) e non hai bisogno di dichiararli nella tua dichiarazione d’imposta per pagarci ulteriori tributi. In sintesi, questo significa che se tu vuoi prendere gli utili dalla S.r.l. per poi spenderli a fini personali ci paghi complessivamente il 42,72% (24% di Ires + 72% x 26% imposta sostitutiva sul prelievo degli utili), che, se ci fai caso, è praticamente simile all’aliquota massima Irpef che può pagare un socio della Sas (il fisco non fa mai le cose a caso 😉 ). Ovviamente con la S.r.l. hai modo di prendere parte degli utili tagliando ulteriormente l’imposta grazie ad altri strumenti di efficacia fiscale, ma qui per adesso voglio sono confrontare le aliquote.

Ricapitolando:

a ) Per la parte degli utili della S.r.l. che vuoi utilizzare per le spese aziendali allora paghi il 24% di imposta;

b ) Mentre per la parte degli utili che vuoi prendere per le tue spese personali paghi fisso il 42,72% di imposta senza doverli aggiungere alla tua dichiarazione dei redditi.

Ecco, da questi 2 diversi meccanismi con cui la S.a.s. e la S.r.l. calcolano le imposte con aliquote diverse, nascono specifiche situazioni per avere una maggiore efficacia fiscale in specifiche situazioni.

Ma adesso, prima di proseguire, è importante conoscere quali differenza hanno la S.a.s. e la S.r.l. per quello che riguarda i contributi Inps.

 

Come pagano i contributi Inps i soci della S.a.s. rispetto alla S.r.l.?

Prima di tutto è importante comprendere che i contributi Inps commercianti sono pagati dai singoli soci e non dalla società S.a.s. o S.r.l. .

Per i contributi Inps, le aliquote e l’importo minimale dei contributi Inps sono gli stessi, sia nel caso di soci lavoratori della S.a.s. sia per i soci lavoratori della S.r.l., e sono applicati a tutti i soci lavoratori.

L’unica differenza molto importante risiede nel fatto che nella S.a.s., i soci amministratori sono sempre considerati lavoratori e quindi sono soggetti al pagamento dei contributi Inps commercianti.

Mentre nella S.r.l. se il socio non fa nessun lavoro operativo, anche se è amministratore, allora può chiedere la cancellazione dai contributi Inps commercianti (pari ad euro 3.850 circa all’anno più il 24% per i redditi d’impresa che superano l’importo di euro 15.900 circa), cosa che non può succedere in una S.a.s. .

Anche qui puoi notare che una diversa forma di società ti fa risparmiare maggiormente i tributi rispetto all’altra e che diventa poi uno strumento per avere maggiore efficacia fiscale utilizzando la legge grazie alla S.r.l. .

 

Quali decisioni devi prendere tutte le volte che vuoi trasformare la S.a.s. in S.r.l. e che ti consentono di tagliare le imposte o blindare i soci sotto il tuo completo controllo

Ora che conosci le principali differenze di come sono calcolate le imposte ed i contributi tra una S.a.s. ed una S.r.l.,  sei in grado di conoscere quali cose devi controllare nel momento in cui vuoi trasformare la S.a.s. in S.r.l. per tagliare il maggior numero di tributi e avere maggior controllo della società, utilizzando quello che è previsto dalla legge:

a) Rivalutazione fiscale dell’avviamento e degli eventuali maggiori valori pagando una imposta sostitutiva.

Quanto fai la trasformazione da S.a.s. ad S.r.l., ci sarà un perito che valuta la tua azienda e da cui può nascere un maggior valore perché la tua società ha un avviamento dovuto ai nuovi clienti acquisiti.

Paghi una imposta sostitutiva del 12% per riconoscere i maggiori valori civilistici anche ai fini fiscali, anche ad esempio l’avviamento non iscritto in bilancio, cosa che ti farà tagliare le imposte.

Puoi tagliare le imposto perché, è vero che paghi prima il 12% sul maggior riconoscimento fiscale dell’avviamento ma, è anche vero che, dopo, puoi dedurre anche fino al 28% di imposta Ires e Irap nel corso degli anni grazie al maggior ammortamento.

Se hai incrementato il valore dell’azienda nel corso del tempo, senza acquistare azienda da altre persone, molto probabilmente ti trovi, come minimo, un valore di avviamento a tuo vantaggio che non è rilevato in contabilità appunto perché non hai acquistato un’azienda da un’altra persona.

Quindi, riconoscendo questo maggior valore dell’ammortamento durante la trasformazione,  puoi, di certo, utilizzarlo come strumento previsto dalla legge per tagliare le imposte ed avere maggiore efficacia fiscale.

b) Accumuli utili nella S.r.l. pagando il 24% di Ires, invece che le aliquote fiscali Irpef, che possono arrivare anche fino al 43% più le addizionali regionali e quelle comunali.

Nella S.a.s., come nelle società di persone o nelle ditte individuali, se accumuli gli utili nell’azienda i soci devono pagare comunque le imposte Irpef che possono essere anche superiori al 24% dell’Ires pagata dalla S.r.l. .

Se sei in un business in cui hai bisogno di accumulare una parte dei soldi per lo sviluppo della tua azienda, cosa che credo valga praticamente per tutti i business (il mio da commercialista compreso), ha sempre bisogno di accumulare anche un ben che piccola quantità di utili per il futuro.

In sintesi, puoi accumulare gli utili della società sia all’interno della Sas sia all’interno della S.r.l., solo che, con la S.r.l., paghi meno imposte per la quota di utili che vuoi utilizzare per fare acquisti aziendali rispetto che la S.a.s. .

Se trasformi la Sas in S.r.l., sugli utili che accumuli nella società paghi sempre il 24%, invece che le aliquote Irpef 23%, 27%, 38%, 41%,43%. Quindi, accumulare soldi nella S.r.l., ti fa risparmiare le imposte rispetto ad una Sas.

c) Siccome devi trasformare la società e vai da un notaio per modificare l’atto costitutivo, se fai una S.r.l. “ordinaria”, ricordati ti ampliare l’oggetto sociale il più possibile (non risparmi imposte, ma puoi fare nuove attività senza dover ripagare nuovamente il notaio e perdere il tempo).

d) Utilizza al massimo il rimborso forfettario di euro 46,48 per ogni giorno di trasferta (copre tutti i costi di vitto e alloggio).

Il rimborso forfettario, tanto quanto il rimborso chilometrico e quello analitico, sono delle somme che vanno al socio lavoratore o all’amministratore della S.r.l. senza pagare imposte e senza pagare contributi.

e) Attiva il compenso da amministratore per poter utilizzare il rimborso forfettario.

Inizialmente il compenso lo puoi anche fare piccolo, esempio 400 euro di lordo, nel caso in cui gli utili iniziali fossero contenuti.

Poi, puoi ampliare il compenso dell’amministratore all’aumentare dell’utile.

L’ho voluto indicare perché è frequente che un socio, in una S.a.s., prendere gli utili senza compenso da amministratore per evitare la doppia contribuzione Inps perdendo, pero’, tanti altri strumenti di risparmio fiscale, cosa che puoi applicare nella S.r.l. .

Ricordarsi le trasferte da fare per motivo di: clienti, fornitori, collaboratori, anche potenziali, ricerche di mercato;

f) Nella S.r.l. puoi avere amministratori esterni, ossia che non sono soci, cosa che puoi già stabilire con la modifica dell’atto costitutivo.

Questo punto non è tanto per un motivo fiscale, ma ti permette di poter regolarizzare la posizione lavorativa di persone che collaborano con te ma non sono socie della società;

g) Ricordati il trattamento di fine mandato sui compensi dell’amministratore.

Hai presente il trattamento di fine rapporto che hanno i dipendenti con busta paga quando interrompono il rapporto di lavoro?

Ecco, quella cosa si chiama trattamento di fine mandato per gli amministratori.

Il vantaggio fiscale per l’amministratore risiede nel fatto che, quando interrompe il rapporto con la società, questo ultimo riceve delle somme di denaro che non fanno cumulo con la busta paga ricevuta durante l’anno, quindi, è vero che pagherà comunque delle imposte sul trattamento di fine mandato ricevuto, ma pagherà meno imposte, perché i soldi ricevuti con il trattamento di fine mandato non si sommano con il reddito dichiarato nel proprio cud annuale da amministratore.

h) Nel caso in cui trasformi la S.a.s. in S.r.l. ed i dipendenti fanno il lavoro operativo (oppure lo fa un altro socio che già sta pagando i contributi Inps),  ricordati di cancellare il socio non lavoratore dalla gestione commercianti Inps, anche se questo ultimo fosse un amministratore.

Cosa che non puoi fare con la S.a.s. in quanto tutti gli amministratori devono sempre pagare i contributi Inps, anche nel caso in cui non lavorino nella società.

i) Ricordati che se tu avessi il compenso da amministratore, valuta i parametri per prendere il nuovo Bonus Renzi e il bonus della detrazione d’imposta.

Per un reddito lordo da amministratore lordo Irpef tra euro 8.000/9.000 può evitare di pagare le imposte grazie alla detrazione d’imposta prevista dalla legge (i contributi Inps si pagano ugualmente in tutti i casi), oltre che ricevere 1.200 euro circa in più ogni anno esente imposte ed esente contributi grazie al bonus Renzi.

j) Dopo un anno, se gli utili aumentano ancora, valuta di utilizzare il know how come, ad esempio, le procedure interne di trasformazione di prodotti e servizi, i marchi, i brevetti, in modo da far prendere, ai soci creatori della proprietà intellettuale, delle royalties, al posto di prendere il compenso dell’amministrato.

Questo in quanto grazie alle royalties, rispetto al compenso dell’amministratore, EVITI di pagare i contributi sulla busta paga dell’amministratore (dal 24% al 34,23%), mentre l’Irpef è diminuita del 25%.

k) Maggiore facilità di trasferire le quote della S.r.l. rispetto alla S.a.s. .

Siccome la S.a.s. è una società di persone, allora, il socio che vuole uscire, deve avere l’autorizzazione dall’altro socio per cedere la quota.

Mentre, i soci della S.r.l., possono liberamente vedere le quote, se non ci sono altre indicazioni nell’atto costitutivo.

Se, invece, vuoi controllare maggiormente la vendita delle quote della S.r.l., valuta di inserire nell’atto costitutivo delle clausole di prelazione o privilegio).

l) Puoi rendere la S.r.l. a socio unico, cosa che non puoi fare con una S.a.s., perché la legge NON ti permette di costituire una S.a.s. a socio unico.

m) Ricordati che il rimborso forfettario e il rimborso chilometrico lo puoi utilizzare anche sulla busta paga dei DIPENDENTI, in modo che essi prendono un maggior “compenso” e la società non paga i maggiori contributi Inps, mentre il dipendente prende più soldi esente imposte e contributi.

n) Valuta di mettere delle clausole di prelazione e privilegio in caso di morte del socio della S.r.l. .

In questo modo, quando un socio muore, devi rimborsare i soldi della quota ai parenti, ma mantieni il controllo della S.r.l. perché prendi anche il valore della quota dell’altro socio.

o) Anche il socio amministratore della S.r.l. può evitare i contributi Inps commercianti, se i dipendenti fanno il lavoro operativo oppure se un altro socio svolgesse il lavoro operativo, cosa che non può fare l’amministratore della S.a.s. .

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare hai compreso quali cose devi valutare tutte le volte che trasformi una S.a.s. in S.r.l. per poter tagliare le imposte, diminuire i contributi e poter avere maggior controllo sulla tua nuova società trasformata.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

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Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

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