Ciao, ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che stai pensando di utilizzare una S.r.l. holding per gestire le tue aziende.

Dico questo perché, in precedenza, ho scritto una circolare che trattava di come ottimizzare il carico fiscale e contributivo grazie all’utilizzo della S.r.l. holding.

Da quel momento diversi imprenditori mi hanno chiesto informazioni sull’eventuale obbligo dei soci di una S.r.l holding di iscriversi all’INPS come soci lavoratori e pagare, di conseguenza, i contributi fissi e quelli eccedenti il minimale.

Per esempio il 18 di luglio un follower del blog, di nome “Fede”, mi ha fatto questa domanda:

“Simone, in caso di holding finanziaria pura i soci e gli amministratori devono pagare l’INPS?

Visto che gli utili di una holding finanziaria pura derivano esclusivamente da entrate passive, a me verrebbe da dire di no ma si sa…le vie dell’agenzia delle entrate sono infinite”.

Vediamo insieme la risposta a questa domanda e le possibili soluzioni per ottimizzare ulteriormente il carico contributivo.

Premesso che la S.r.l. holding offre importanti vantaggi dal punto di vista contributivo (non fiscale), approfondiamo insieme gli strumenti di risparmio fiscale messi a disposizione dalle leggi italiane.

Anche se il fisco Italiano è spesso odiato dagli imprenditori, in quanto il carico impositivo e contributivo è elevato, è anche vero che molte volte ci consente di avere strumenti fiscali che permettono di limitare l’effetto delle imposte e dei contributi.

Basta solo avere un commercialista che applichi questi strumenti personalizzandoli sulla nostra S.r.l..

Considereremo i casi in cui un socio di S.r.l holding è obbligato all’iscrizione Inps e quali strumenti fiscali abbiamo a disposizione per gestire al meglio l’eventuale iscrizione come socio lavoratore.

Io faccio tutto questo per il puro piacere di diffondere la conoscenza degli strumenti fiscali italiani a vantaggio degli imprenditori.

Per te, invece, questa conoscenza è estremamente importante perché ti permette di risparmiare molti soldi che potrai reinvestire nella tua azienda.

Ottimizzare il carico fiscale è un obiettivo che devi mettere al primo posto perché, grazie ai soldi che ottieni in più, a cascata puoi risolvere tutti i tuoi problemi.

Ti riporto degli esempi.

Avendo più soldi, potresti fare investimenri per acquistare nuovi macchinari, nuove attrezzature, trovare nuovi collaboratori o migliori fornitori, merce migliore ecc.

Tutto questo migliorerebbe la qualità del prodotto/servizio che offri, migliorando contemporaneamente i tuoi margini di profitto e il rapporto con la clientela.

Ovviamente ottimizzare il carico fiscale per avere più soldi per te, ti consentirebbe di essere un miglior compagno, marito e di essere un genitore migliore, garantendo un miglior accesso all’istruzione e alle cure mediche per i tuoi figli.

Ma fai attenzione ad una cosa importante.

Puoi risparmiare tutto quello che vuoi, ma lo puoi fare solo nel rispetto della legge.

Risparmiare le imposte facendo le cose in modo superficiale potrebbe portare a conseguenze pesanti, con successive contestazioni da parte del fisco e l’aggravio di sanzioni e interessi.

Nello stesso modo, per iniziare a risparmiare le imposte adesso, avresti dovuto iniziare ad utilizzare strumenti ieri.

Questa ovviamente non è una provocazione, ma è per introdurre il concetto che per risparmiare le imposte con la tua S.r.l. nella prossima dichiarazione dei redditi, devi metterti subito in moto adesso ad applicare i principi fiscali che ti elenco di seguito nella tua società.

Solo se oggi applichi gli strumenti di risparmio fiscale potrai risparmiare domani. Non puoi pretendere di risparmiare le imposte adesso se ieri non hai fatto nulla.

Quindi bando alle ciance e iniziamo ad entrare nella parte centrale della circolare.

 

Cosa si intende per S.r.l. “holding”?

Per S.r.l. holding si intende una S.r.l. che possiede le quote di un’altra S.r.l..

Infatti, ogniqualvolta costituisci una nuova S.r.l., puoi intestare le quote di partecipazione sia a te persona fisica sia a un’altra società, tra cui una S.r.l..

Grazie al D.Lgs 141/2010 l’attività di assunzione di partecipazioni non è più attività riservata a specifici operatori del mercato.

O per lo meno, non è un’attività in cui ci sono, di fatto, barriere di iscrizioni in appositi albi ministeriale o dimensioni minime di capitale sociale tali da rendere questa attività riservata solo a investitori con grandi capitali.

Se intesti la quota totale di una S.r.l. ad un’altra S.r.l. sicuramente non c’è iscrizione all’Inps del socio, in quanto il socio è una società.

Il dubbio dell’iscrizione all’Inps può nascere solo nel momento in cui le quote sono intestate ad una persona fisica.

Alla persona fisica può essere imputato di lavorare all’interno dell’azienda e quindi di pagare i contributi Inps.

 

Quando un socio di S.r.l. deve pagare i contributi Inps?

Sono obbligati ad iscriversi all’Inps commercianti i soci che lavorato all’interno delle S.r.l. che svolgono attività commerciale.

Oltre a questo, sotto il profilo pratico, l’Inps tende a richiedere l’iscrizione di almeno un socio della S.r.l., anche se questo fosse socio unico di fatto escluso dal lavoro operativo.

Questo perché l’Inps, giustamente, pretende che almeno qualcuno lavori nella S.r.l. e che non si utilizzino artifizi legali per evadere il versamento contributivo.

Il socio unico ha possibilità di sfuggire a tutto questo mettendo a disposizione un dipendente nella società che faccia il lavoro operativo della S.r.l..

Inutile dire che il socio deve essere veramente un socio NON lavoratore e che il dipendente faccia veramente il lavoro operativo della S.r.l..

In questo modo c’è veramente possibilità per il socio unico di eliminare i contributi Inps, in quanto può portare a dimostrazione il fatto che c’è un dipendente che fa il lavoro operativo.

Ma nelle S.r.l holding è diverso rispetto alle S.r.l. “normali”.

Le S.r.l. “holding” in genere sono S.r.l. costituite al fine di gestire un determinato patrimonio di una famiglia e nelle quali non opera alcun dipendente, in quanto la società è tenuta solo al fine di gestire il patrimonio in comune che, in questo caso, consiste in quote di partecipazione in altre S.r.l..

Così per il socio della S.r.l. holding risulta difficile dimostrare che ci sia un dipendente che lavori, appunto perché non c’è.

Quindi come fare?

 

Il socio unico della S.r.l. holding deve pagare i contributi Inps?

Purtroppo, non c’è nulla di esplicito che affermi che il socio della holding sia esonerato dal pagamento dei contributi Inps, anche se di fatto amministrare il patrimonio non costituisca un’attività commerciale.

Quindi non aspettarti delle grandi circolari dell’Inps o interventi della cassazione che possano essere a favore del socio unico della holding di S.r.l., però…

Ma c’è un però…

E’ anche vero che non c’è neanche l’opposto.

Ossia non troverai delle grandi circolari esplicite dell’Inps o interventi della cassazione che affermino con assoluto vigore che il socio unico della S.r.l. holding debba iscriversi all’Inps.

Si può arrivare ad una soluzione a tuo favore grazie all’interpretazione della legge, e nel caso di iscrizione forzata dell’Inps, chiedere il parere ad un giudice in tribunale in caso di contenzioso.

L’unica “teoria” che hai a disposizione è quella di considerare una S.r.l. “holding” come una società non commerciale al pari della società semplice.

Tutto parte da 2 presupposti.

Il primo presupposto è che mera locazione di immobili di proprietà, secondo la Corte di Cassazione (ordinanza 11.2.2013, n. 3145) non costituisce un’attività commerciale ai fini previdenziali e, pertanto, non fa scattare l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti.

Diversamente, la locazione può configurare attività commerciale a detti fini se esercitata nell’ambito di un’attività più ampia di prestazione di servizi, quale quella di intermediazione immobiliare.

C’è da segnalare che siccome la gestione di immobili (puro godimento) non prevede l’obbligo di iscrizione all’Inps del socio, lo stesso possa potenzialmente dirsi anche per le attività di mera gestione delle partecipazioni (stesso requisito delle società semplici).

Il secondo presupposto è che la costituzione della società semplice è legittimata solo per la gestione di attività agricole o attività di mera gestione del patrimonio (che sono considerate attività non commerciali), tra cui il mero godimento delle quote, quindi è ipotizzabile l’attività di mera gestione delle partecipazioni come attività non commerciale, anche se non c’è un intervento della cassazione.

Se fosse riconosciuta dall’Inps e dall’Agenzia delle Entrate l’opportunità di costituire una società semplice per gestire il godimento delle quote, anche la S.r.l. che possiede solo le quote di partecipazione di altre società, potrebbe essere riconosciuta come attività non commerciale.

Bisogna tenere presente, però, l’eventuale contestazione dell’abuso del diritto, perché non si può utilizzare la società semplice solo per eliminare imposte o contributi.

In questo caso l’Inps potrebbe procedere ad un’iscrizione forzata costringendoti ad intraprendere un contenzioso per richiedere la cancellazione.

A quel punto ti potrai difendere dimostrando che la società semplice non sia stata costituita per svolgere un’attività commerciale.

Quindi non c’è nulla di certo a tuo favore nè a sfavore, e nell’incertezza, anche i soci della S.r.l. holding devono iscriversi alla gestione Inps commercianti.

In caso contrario puoi anche provare la strada di non iscriverti come socio lavoratore all’Inps commercianti e, nel caso, preparati anche all’evenienza di poter ricorrere ad un contenzioso in tribunale.

Ma non voglia lasciarti solo con questa cosa, voglio darti ulteriori strategie fiscali a tua disposizione.

Infatti nel caso in cui tu non voglia affrontare un contenzioso con l’Inps, ti elenco una check list di soluzioni a cui puoi ricorrere.

Quindi di seguito gustati tutto quello che puoi interpretare a tuo vantaggio.

 

Come trovare una soluzione a tutto questo?

Non essendoci nulla di troppo esplicito nè a favore nè contro, bisogna interpretare la legge, correttamente ovviamente.

Se fai una ricerca su internet potrai trovare solo informazioni che fanno riferimento ai “classici” principi adattabili anche alla holding in questione, come ad esempio:

a) se è dimostrato che il socio non apporta lavoro non è ascrivibile ai contributi Inps commercianti;

b) se l’attività non rientra in attività commerciali/servizi non è obbligatoria l’iscrizione

c) esplicitare nell’oggetto sociale che non è un’attività commerciale e rendere reale questa cosa senza eludere il tutto.

Ma io sono diverso, provo a darti altre soluzioni.

Ti dico questo perché e se l’Inps vuole iscrivere d’ufficio lo può fare, come e quando gli pare. Poi, nel caso, sei te che dovrai andare davanti ad un tribunale a litigare.

Ed ecco come puoi fare tutto questo al meglio:

1) Fai il socio lavoratore con una quota minima (esempio  al 5%) intestando il restante 95% ad un socio che non deve lavorare.

In questo modo puoi assolvere agli adempimenti Inps pagando i contributi del minimale senza pagare i contributi eccedenti;

2) Puoi far fare il ruolo del socio lavoratore ad una persona che ha già una busta paga a tempo pieno (esempio puoi farlo te o tua moglie).

Non è soggetto ai contributi Inps commercianti chi ha un rapporto di lavoro con busta paga a tempo pieno;

Quindi l’elenco di soluzioni a tua disposizione finiscono qui.

Ma, spinto dal piacere di sperimentare soluzioni fiscali, condivido una terza opzione che è ancora tutta da sperimentare, per la quale proverò a fare un test pratico di realizzazione nei prossimi mesi e che ti documenterò in una prossima circolare.

Sono consapevole del fatto che potrebbe essere tutto un grande flop, ma in fondo questa è una delle cose che possono capitare quando si sperimentano nuove soluzioni. Qualcuna andrà male, qualcuna andrà bene.

Adesso, invece, c’è una terza opzione che io non considero ancora “testata”.

3) Provare a costituire una Società Semplice con il coniuge (soluzione fiscale che non ho, per adesso, ancora sperimentato, alla quale dedicherò una futura circolare specifica).

Una società semplice è una forma di società di persone che può essere costituita solo per attività che NON sono commerciali, come ad esempio l’attività agricola o come attività per la sola gestione del patrimonio di immobili e partecipazioni in altre società.

Se tutto fosse possibile, se tutto non fosse attaccato da un eventuale abuso del diritto, si potrebbe costituire una società semplice insieme al coniuge per gestire l’intera quota della S.r.l. figlia, e siccome le società semplici possono essere costituite solo per attività non commerciali, di conseguenza i soci non devono essere iscritti alla gestione commercianti Inps.

Così facendo il socio unico della S.r.l. è una società semplice e quindi non può essere iscritta ai contributi Inps.

Ma questa è una strategia fiscale che devo sperimentare e alla quale dedicherò una futura circolare.

 

Presta attenzione a…

Durante la scrittura di questa nuova circolare, mi sono venuti in mente potenziali pericoli a cui devi stare attento quando utilizzi una S.r.l. holding.

a) Costi di transazione tra la S.r.l. figlia e la S.r.l. madre e viceversa.

Non puoi emettere fatture tra le 2 società senza un giustificato motivo. Non puoi emettere delle fatture senza avere una prestazione vera.

Quali sono le soluzioni?

> i costi devono essere veri, ossia la prestazione deve essere stata veramente effettuata, che sia di cessione di beni o prestazione di servizi;

> costi a valore normale, ossia non possono esserci fatture gonfiate per spostare i ricavi, i costi, l’iva a credito o debito a piacimento tra le 2 società. Per evitare questo devi fare in modo che l’importo della fattura sia quello vero di mercato, al pari di quello a cui avrebbe acquistato un terzo.

> movimenti documentati con contratto e data certa. Soprattutto per i servizi, meglio avere un contratto scritto che va a regolamentare le due parti e attribuirgli data certa, esempio tramite email pec.

b) Attenzione alla norma delle società di comodo.

La disciplina delle società di comodo è stata introdotta con la Legge 724/94 alla scopo di scoraggiare la creazione di società di mero godimento, per disincentivare l’utilizzo dello schermo societario per l’intestazione e separazione di beni aziendali da quelli personali e per l’ottenimento della responsabilità limitata.

Ogni anno, società di capitali e persone, vengono sottoposte ad un test di operatività per verificare l’esistenza della condizione di “società di comodo” o “non operative”.

Il test verifica che nell’anno di valutazione l’ammontare dei ricavi effettivi sia inferiore ai ricavi presunti, calcolati applicando dei coefficienti di legge ai propri beni intestati alla società.

c) Si consiglia di inserire sempre un oggetto sociale ampio, in modo da essere autorizzati a svolgere le altre attività di supporto alla pura attività di holding che l’imprenditore potenziale possa decidere di svolgere negli anni futuri, parallelamente alla gestione della partecipazione alle altre S.r.l. controllate.

Un oggetto sociale ampio ti consentirà di non dover tornare dal notaio in futuro per ampliare le attività che la tua S.r.l. può svolgere, evitando di spendere ulteriori soldi per la pratica e risparmiando tempo.

d) Le comunicazioni da fare all’anagrafe tributaria.

Sono delle comunicazioni obbligatorie per legge che devono fare le holding di partecipazione.

Per esempio, per le holding di partecipazione i principali rapporti da comunicare all’anagrafe tributaria sono:

  • le partecipazioni, se iscritte in bilancio tra le immobilizzazioni finanziarie;
  • i finanziamenti ricevuti dai soci della holding e quelli effettuati dalla holding alle società partecipate;
  • i prestiti obbligazionari, sia quelli emessi dalla holding e sottoscritti da terzi, sia quelli emessi dalle partecipate o da terzi, e sottoscritti dalle holding medesime;
  • il rapporto finanziario corrispondente al contratto di tesoreria accentrata per le holding appartenenti ad un gruppo, c.d. “cash pooling”;
  • il rilascio di garanzie a terzi a favore di società partecipate ed il rilascio di garanzie da parte di terzi nell’interesse della holding, a favore dell’intermediario presso cui viene acceso il rapporto di finanziamento (fatta eccezione per le garanzie già comprese nel contratto stesso di finanziamento).

Può essere che, di fatto, tu debba comunicare come cose, ma è ugualmente un adempimento di legge che devi valutare prima di utilizzare una S.r.l. holding.

e) Attenzione alla normativa bancaria prima di aprire una S.r.l. holding.

Il testo unico bancario (T.u.b.) è una legge specifica che regolamenta l’esercizio delle attività degli intermediari finanziari, tra cui quello delle holding.

Attualmente il d.Lgs 141 del 2010 ha reso l’attività della holding esercitata non nei confronti del pubblico un’attività libera, ma, siccome ogni 5-10 anni ogni legge è soggetta a piccoli e grandi cambiamenti, ti consiglio di verificare lo stato di aggiornamento di queste informazioni ogniqualvolta devi aprire una S.r.l. holding per evitare di incappare in iscrizioni o comunicazioni obbligatorie di legge di cui non sei consapevole e che renderebbero problematica la gestione della tua società e ti farebbero incorrere in sanzioni.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto in questa circolare, ora sai che anche i soci della S.r.l. holding dovranno pagare i contributi Inps, conosci come limitare l’impatto dei contributi e soprattutto, a cosa devi stare attento tutte le volte che costituisci una S.r.l. holding per evitare di cadere in infrazioni.

In tutti i casi in cui hai un’azienda, sappi che se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Infatti, devi anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale per ridurre la imposte della S.r.l..

Però stai attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l. (come anche una ditta individuale), rischi di pagare più del 64% di imposte e contributi.

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte minime che puoi pagare sono del 28%.

Tra il 64% di imposte ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

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3 thoughts on “Il socio unico della S.r.l. “Holding” deve pagare i contributi Inps? – Ecco la risposta, le soluzioni e i pericoli da evitare quando apri una S.r.l. “Holding””

  1. la soluzione della s.s. come holding però è da valutare molto attentamente. eviti l’inps ma potreste pagare più imposte. non vorrei sbagliarmi ma l’utile che arriva dall’srl sarebbe tassato al 100% con le aliquote irpef….

    1. Ciao Jamba, si sicuramente la società semplice è da valutate MOLTO attentamente. Infatti la voglio testare in modo da comprendere se ne vale la pena anche sotto il profilo fiscale. O comunque voglio individuare i vantaggi e gli svantaggi. Nei prossimi mesi approfondisco la cosa sotto il profili giuridico di fattibilità e poi ti faccio una circolare specifica. Potrebbe essere un grande flop come un ottimo strumento che in pochi utilizzano in quanto non è conosciuto.
      Intanto grazie della tua condivisione. Fa sempre molto piacere interagire con i lettori del blog

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