Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un imprenditore che ha una S.r.l. o vuole aprire una nuova S.r.l., e sta valutando di assegnare l’auto aziendale al socio dipendente.

Ti dico questo perché in questo ultimo caso potresti avere uno strumento in più per diminuire il carico tributario rispetto ad altre forme giuridiche.

A dire il vero ce ne sono tanti, ma oggi ti parlo di come assegnare l’auto aziendale al socio lavoratore consentendoti di tagliare le imposte.

So che può sembrarti strano, ma non preoccuparti, di seguito ti mostrerò tutto quello che devi fare per comprendere se e quando ti conviene assegnare l’auto al socio lavoratore.

Se fossi in te, in questo preciso momento, mentre sto leggendo questa nuova circolare, mi verrebbe in mente questa domanda: perché potrei risparmiare il carico tributario se il socio lavoratore avesse l’auto assegnata?

Semplicemente perché da quel momento il costo sarebbe deducibile al 70%, invece che al 20%, mentre l’iva sarebbe detraibile al 100% invece che al 40%.

Metodo che ti consentirà, ovviamente, di tagliare le imposte ed i contributi.

In un certo senso il meccanismo sarebbe che se le spese fossero basse, allora converrebbe non assegnare l’auto a nessuno e quindi dedurre i costi e detrarre l’Iva alle aliquote contenute.

Ma, al superamento di una determinata soglia di spesa, conviene assegnare l’auto al socio dipendente in quanto deduci un costo maggiore e detrai una maggiore Iva.

Ovvio che per fare questo, devi fare dei calcoli, cosa che scoprirai appena avrai finito di leggere questa circolare.

Sempre se io fossi in te, mentre sto continuando con la lettura di questa circolare, mi verrebbe in mente questa seconda domanda: ma perché assegnare l’auto al socio dipendente e non ad un dipendente normale?

Ho preferito fare una circolare specifica sui soci lavoratori perché i soci, di fatto, sono i proprietari della S.r.l., quindi loro possono utilizzare questo strumento di risparmio fiscale nel quale da una parte ci saranno maggiori imposte da pagare e dall’altra ci saranno dei vantaggi fiscali.

E’ ovvio che c’è da aggiungere anche che il socio della S.r.l. deve essere veramente un dipendente evitando che l’Inps gli possa rettificare la posizione da dipendente aprendogli una posizione dell’Inps commercianti.

Anche se ci sono dei vantaggi fiscali nell’utilizzare questo strumento, non credere che tutto sia “a gratis”.

Il fisco ti permette anche di scaricare le spese della benzina con aliquote maggiori, ma per poter ottenere questo beneficio fiscale il socio lavoratore dovrà pagare un corrispettivo specifico.

Corrispettivo che dovrà essere fatturato dalla società che assegna il bene al socio lavoratore, e che dovrà essere pari almeno al fringe benefit calcolato con una specifica formula che varia in base all’auto che decidi di utilizzare.

Se adesso ti sembra tutto un po’ fumoso, non preoccuparti, proseguendo con la lettura ti darò tutte le informazioni che ti servono per conoscere questo strumento di risparmio fiscale e quindi per comprendere in quali casi ti conviene o meno.

Ma prima di proseguire voglio dirti una cosa che forse non ti piacerà.

Se te lo dico è per il tuo bene, molte volte le cose che ci faranno stare bene nel futuro, sono quelle che non ci piacciono nel breve periodo.

Tu puoi pensare a tagliare tutto il carico tributario che reputi opportuno, ma lo potrai fare solo se hai utili alti ed hai abbastanza liquidità per pagare regolarmente i fornitori.

Se così non fosse, tu non avresti problemi di risparmio fiscale, avresti problemi peggiori.

Perché se avessi utili bassi, non avresti tante imposte da pagare, ma avresti problemi sul come aumentare i margini.

Perché se avessi bassa liquidità, avresti il problema di come pagare regolarmente fornitori e dipendenti, pertanto il problema del carico fiscale sarebbe del tutto secondario.

Solo se hai un utile alto e solo se hai abbastanza liquidità da essere certo di poter pagare le persone nei prossimi mesi, puoi veramente avere un problema di tributi alti che devi ridurre.

Questo perché con utili alti avrai tributi alti da pagare e solo in questo caso dovrai focalizzarti sugli strumenti di risparmio fiscale.

Nel caso la tua azienda stesse andando per il meglio, fai attenzione, perchè se tu gestissi tutto quanto con la forma giuridica sbagliata, tu pagheresti il 72% di carico tributario, cosa che sarebbe troppo oneroso per tutti.

Solo utilizzando al massimo gli strumenti di efficacia fiscale puoi veramente pensare di ridurre questa aliquota fino al 28%.

Così facendo, in un certo senso, è come se tu riuscissi a fare le stesse cose che facevi prima nella tua S.r.l., solo che prendi più soldi perché, appunto, stai diminuendo il carico tributario semplicemente usando maggiore accortezza nell’applicare gli strumenti di risparmio fiscale.

In sostanza ti aumenta il ritorno sull’investimento della tua azienda, perché fai sempre le stesse cose che facevi prima, ma guadagni più soldi perché paghi meno imposte e contributi.

I soldi risparmiati ti permetteranno di ottenere benefici a cascata migliorando ogni aspetto della tua vita, personale e professionale.

Infatti avere più soldi non significa che li puoi spendere in maggiori vizi, cosa che non fa mai male, ma ti permette, per esempio, di garantire alla tua compagna una vita più agiata, evitando che questa vada via con il primo che capita che gli fa credere di dargli una vita migliore.

In questo modo eviterai che lei possa allontanarsi da te con una scusa e portarsi via anche i figli per chiederti ulteriori soldi.

Avere più soldi ti permetterà di garantire un accesso ad istruzione e alla sanità migliori per i tuoi figli, cosa che ti permetterà in futuro di evitare che questi a vita ti considerino come la persona che gli ha distrutto la vita in quanto non eri stato in grado di garantirgli delle opportunità pari a quella dei loro coetanei.

Ma i soldi possono essere utili soprattutto per l’aspetto business, infatti avendo più soldi puoi permetterti di fare maggiori investimenti nella tua S.r.l., come ad esempio acquistare nuove attrezzature, prendere nuova forza lavoro, incentivare meglio i venditori, guadagnare tempo per eliminare i clienti peggiori o i fornitori peggiori.

Se ti stai chiedendo come fare, non preoccuparti, di seguito ti fornirò tutte le informazioni che ti servono per comprendere quando ti conviene assegnare l’autovettura al socio lavoratore per ridurre il carico tributario.

Quindi bando alle ciance e let’s go…

 

Cosa intendo per socio dipendente con busta paga?

Prima di proseguire oltre ed andare in profondità nella circolare, è importante comprendere cosa intendo per socio dipendente.

Il socio dipendente è colui che pur possedendo una quota della S.r.l. percependo utili a fine anno, lavora anche all’interno dell’azienda e pertanto riceve un compenso con busta paga.

In questo caso deve trattarsi di un rapporto di lavoro subordinato, pertanto il socio lavoratore non può avere il controllo (diretto o indiretto) della società, deve essere soggetto alla direzione di un organo amministrativo, deve rispettare l’orario e il contratto di lavoro (esattamente come un qualsiasi dipendente).

Tutto questo è fondamentale affinché l’Inps riconosca la natura subordinata del rapporto e non richieda il pagamento dei contributi della gestione commercianti.

Più rispetti queste caratteristiche e più riesci a proteggerti da eventuali contestazioni da parte dell’Inps.

Ho deciso di prendere in considerazione l’ipotesi di un socio dipendente perché è in capo ad esso che ci sono i vantaggi e gli svantaggi di questo strumento di risparmio fiscale, quindi reputo giusto comprendere quando questo strumento consente di fargli risparmiare le imposte.

Ciò non significa che questo strumento non possa essere utilizzato anche con i dipendenti, ma l’obiettivo di questa circolare è spiegare come raggiungere il miglior risultato per i soci di una S.r.l..

 

Perché potrebbe convenire assegnare l’auto al socio dipendente facendogli pagare un corrispettivo specifico?

Contestualizzando ancora meglio tutte queste informazioni, con l’oggetto di questa circolare, il socio dipendente riceverebbe dalla S.r.l. una macchina che potrebbe utilizzare anche ad uso privato.

Così facendo pagherebbe un corrispettivo specifico in cambio di una maggiore detrazione Iva e deduzione dei costi sulle spese dell’auto, come ad esempio, l’acquisto, l’assicurazione, benzina e spese di manutenzione.

E’ vero che il socio dipendente pagherebbe un corrispettivo specifico, ma poi la S.r.l. risparmierebbe maggiori imposte.

Infatti il vantaggio risiede nel fatto che la S.r.l. si potrebbe scaricare il 70% dei costi, invece che il 20%.

Adesso ti dimostro perché puoi fare queste cose:

“Articolo 164 – Limiti di deduzione delle spese e degli altri componenti negativi relativi a taluni mezzi di trasporto a motore, utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni.

Le spese e gli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore indicati nel presente articolo, utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, ai fini della determinazione dei relativi redditi sono deducibili solo se rientranti in una delle fattispecie previste nelle successive lettere a), b) e b-bis):

[…]

b-bis) nella misura del 70 per cento per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.”

Oltre alla possibilità di dedursi un maggior costo, c’è la possibilità di detrarsi l’Iva al 100%, invece che del 40%.

Per mostrartelo ti segnalo un pezzo della Risoluzione n. 6/DPF del 20 febbraio 2008 del Ministero dell’economia e delle Finanze, Dipartimento delle Politiche Fiscali, Ufficio Studi e Politiche Giuridico Tributarie:

Veicoli utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, arte o professione

[…]

I veicoli utilizzati dal datore di lavoro nell’esercizio dell’impresa e messi a disposizione dei dipendenti, dietro un corrispettivo convenuto specificamente per la possibilità accordata a questi ultimi di utilizzarli anche per scopi privati, sono comunque da considerarsi utilizzati totalmente per l’effettuazione di operazioni poste in essere nell’ambito dell’attività d’impresa: le operazioni tipiche dell’attività di impresa, da un lato, e la messa a disposizione dietro corrispettivo a favore del dipendente, dall’altro.

Ne deriva che – in base ai criteri generali in materia di detrazione dell’IVA – l’imposta afferente l’acquisto dei veicoli stessi è integralmente detraibile (sempreché ovviamente non sussistano limitazioni alla detrazione conseguenti all’effettuazione di operazioni esenti o non soggette).”

In sintesi, questa circolare afferma che nel caso in cui la S.r.l. acquistasse l’auto (o la prendesse a noleggio), e l’assegnasse al socio dipendente, l’Iva sulle spese sostenute dall’auto è deducibile al 100%.

 

Come mai si riesce a risparmiare il carico tributario se il socio dipendente deve pagare un corrispettivo specifico in più per l’utilizzo privato dell’auto della S.r.l.?

In sostanza, l’operazione da valutare è questa: se l’autovettura viene assegnata al socio dipendente, lui paga un certo ammontare di denaro e le spese collegate all’auto si possono detrarre ai fini Iva al 100% ed il costo al 70%, se, invece, non viene assegnata queste aliquote si riducono al 40% per l’Iva ed al 20% del costo.

Il vantaggio fiscale che puoi avere dipende da 2 fattori, il primo dal corrispettivo specifico che andrà a pagare il socio dipendente alla S.r.l., mentre il secondo dall’ammontare delle spese sostenute per il mantenimento dell’auto.

Ovviamente, il tutto varia a seconda della tipologia di auto.

Per incassare il corrispettivo specifico, la società dovrà emettere fattura nei confronti del socio dipendente, quindi la società verserà dell’Iva, maggiori imposte Ires, mentre il dipendente dovrà dichiarare un maggior compenso pagando di conseguenza, maggiori imposte Irpef e contributi Inps.

Nel calcolo che vedrai di seguito, ho preferito far pagare il corrispettivo specifico derivante dall’utilizzo dell’auto per fini privati, fatturato dalla S.r.l. al dipendente, sempre allo stesso sodio dipendente aumentandogli il compenso lordo della busta paga, tale per cui con l’importo che riceve riesce a pagare il corrispettivo specifico per l’utilizzo dell’auto.

Così facendo il netto che riceve il dipendente non cambia anche se deve pagare questo maggior corrispettivo.

Il tutto per comprendere qual è la spesa minima complessiva che deve sostenere la S.r.l. per assegnare l’auto al dipendente.

In questo modo posso mettere a confronto, come se fossa una bilancia, da una parte il peggio, ossia il maggior aggravio di imposte della S.r.l., delle maggiori imposte e contributi del dipendente, con il maggior vantaggio fiscale dell’incremento delle detrazioni Iva del 100% e del 70% sulle successive spese di gestione dell’auto.

In sostanza, se le spese di gestione dell’auto fossero contenute non ti converrebbe assegnare l’auto al socio dipendente.

Mentre se le spese di gestione dell’auto fossero alte ti converrebbe assegnare l’auto al socio dipendente, in quanto risparmieresti più imposte della S.r.l. e Iva perchè puoi scaricare il costo e l’Iva con aliquote maggiori rispetto al caso di non assegnare l’auto al socio dipendente.

A questo punto, prima di proseguire ulteriormente è importante comprendere com’è calcolato il corrispettivo specifico che deve fatturare la S.r.l. e che deve pagare il socio dipendente.

 

Com’é calcolato il corrispettivo specifico dell’auto assegnata al socio dipendente?

Per mostrarti il calcolo dell’individuazione del corrispettivo specifico da far pagare al dipendente, ti riporto un pezzo della Risoluzione n. 6/DPF del 20 febbraio 2008 del Ministero dell’economia e delle Finanze, Dipartimento delle Politiche Fiscali, Ufficio Studi e Politiche Giuridico Tributarie:

“5. Base imponibile dei servizi di messa a disposizione dei dipendenti

[…]

In questo senso, il nuovo sesto comma dell’articolo 14 del decreto IVA, aggiunto dalla predetta disposizione, prevede una regola particolare per la messa a disposizione a titolo oneroso, nei confronti del personale dipendente, di veicoli stradali a motore.

In particolare, al fine di semplificazione e di coordinamento con la disciplina in materia di imposte sul reddito, viene stabilito che per tali operazioni il valore normale sia determinato in funzione dello stesso parametro cui è commisurato il fringe benefit ai fini di dell’Irpef, ovvero in misura pari al 30 per cento dell’ammontare corrispondente ad una percorrenza convenzionale di quindicimila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalla tabelle nazionali ACI, al netto dell’IVA nello stesso inclusa.

[…].”

In sintesi: la S.r.l. deve far pagare un corrispettivo specifico (tramite fattura) al socio dipendente per poter accedere al beneficio fiscale.

Il corrispettivo specifico è pari al calcolo del fringe benefit, ossia prendendo il 30% del costo forfettario calcolato su 15.000 e valorizzato con il costo chilometrico delle tabelle Aci.

Ma attenzione, dal primo luglio 2020 l’aliquota percentuale cambierà in funzione del modello di veicolo utilizzato.

Nello specifico la percentuale sarà:

  •  i motocicli e i ciclomotori di nuova immatricolazione, con valori di emissione di anidride carbonica non superiori a grammi 60 per chilometro (g/km di CO2), concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020, si assume il 25 per cento dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile club d’Italia;
  • La predetta percentuale è elevata al 30 per cento per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 60 g/km ma non a 160 g/km;
  • Qualora i valori di emissione dei suindicati veicoli siano superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km, la predetta percentuale è elevata al 40 per cento per l’anno 2020 e al 50 per cento a decorrere dall’anno 2021;
  • Per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 190 g/km, la predetta percentuale è pari al 50 per cento per l’anno 2020 e al 60 per cento a decorrere dall’anno 2021.

Detto con parole semplici e sintetiche, quando il socio dipendente utilizza l’auto aziendale ad uso promiscuo, esso deve dichiarare un maggior compenso calcolato considerando 15.000 chilometri di percorrenza dell’auto e moltiplicato per una percentuale, che può variare dal 25% al 60%.

Ovviamente se inserisci un maggior compenso al socio dipendente in busta paga, questo significa per lui che deve pagare più imposte e contributi.

Cosa che può portare ad un beneficio fiscale perché da quel momento in poi il costo di gestione dell’auto è deducibile al 70%, invece che al 20%, mentre l’Iva è deducibile al 100% invece che al 40%.

Come fai a comprendere quando ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. al socio dipendente con il fringe benefit per poter risparmiare il carico tributario complessivo?

Riprendendo un concetto visto nel punto precedente, il beneficio di potersi dedurre il costo dell’auto al 70%, invece che al 20% e di potersi detrarre l’Iva al 100% invece che al 40%, comporta che il socio dipendente paghi un corrispettivo specifico che è pari al calcolo del fringe benefit dell’auto.

Questa cosa consiste nell’attribuire al socio dipendente un maggior compenso sul quale poi andrà a pagare imposte e contributi (calcolato utilizzando il 30% della percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri valorizzato al costo chilometrico delle tabelle Aci).

In questo modo tutte le spese dell’auto assegnate al socio dipendente possono essere dedotte al 70% invece che al 20%.

Se tu attribuissi solo il fringe benefit, senza far pagare il corrispettivo specifico al dipendente, non avresti il beneficio dell’Iva, infatti in quel caso potresti detrarre l’Iva al 40% invece che al 100%.

Questa configurazione di maggior deducibilità del costo, ma non di maggiore detraibilità Iva, comporta uno specifico calcolo da utilizzare e che ho mostrato in una precedente circolare.

Ma è anche vero che c’è anche la possibilità, per il dipendente (tra cui il socio dipendente), di poter avere anche il beneficio di poter detrarre l’Iva al 100% invece che al 40%.

Per fare questo però c’è bisogno che la S.r.l. faccia pagare un corrispettivo specifico al dipendente a cui è stata assegnata l’auto aziendale.

In sintesi, per poter consentire alla S.r.l. di detrarsi l’Iva al 100% sulle spese dell’auto, invece che al 40% (oltre che dedursi i costi al 70%, invece che al 20%), la società deve emettere una fattura con Iva e quindi farla pagare direttamente al dipendente.

Così facendo è normale che la S.r.l. paga maggiori imposte sul reddito e maggiore Iva dovuto al corrispettivo specifico, ma è anche vero che poi scarica il costo al 70%, invece che al 20%, e scarica l’Iva al 100%, invece che al 40%.

Oltretutto, il fatto che il socio dipendente paghi un corrispettivo specifico, che è almeno pari al calcolo del fringe benefit, comporta che esso non debba dichiarare un maggior compenso sulla busta paga, appunto come fringe benefit, per poi pagare le maggiori imposte Irpef e contributi Inps.

Ciò comporta che nel caso in cui il costo annuale di gestione dell’auto fosse contenuto, allora conviene non assegnare l’auto della S.r.l. al socio dipendente, ma se il costo dell’auto fosse elevato, allora si avrebbe guadagno nell’assegnare l’auto al dipendente facendogli pagare un corrispettivo specifico.

Per individuare questo importo soglia sotto il quale non conviene assegnare l’auto e oltre il quale conviene assegnare l’auto, bisogna mettersi giù a fare i calcoli utilizzando una formula specifica.

L’importo cambierà in funzione dell’auto che utilizzi, quindi di seguito farò degli esempi utilizzando una Alfa Mito 77 cv, mentre per te basterà sviluppare i calcoli utilizzando il modello dell’auto specifico che utilizzerai.

Con i calcoli che vedrai qui di seguito andiamo ad individuare i costi di gestione a “pareggio” che tu devi sostenere in un anno per comprendere se ti conviene far pagare il corrispettivo specifico al socio dipendente per poter detrarre l’Iva al 100% invece che al 40%.

Qui di seguito ti elenco la procedura che ti permette di individuare il valore soglia oltre al quale le spese annuali di gestione dell’auto rendono utile assegnare l’auto aziendale al socio dipendente, perchè consente alla S.r.l. di tagliare le imposte.

I passi sono i seguenti:

  1. Calcolo il fringe benefit teorico da assegnare al dipendente per l’assegnazione dell’auto;
  2. Individuazione del corrispettivo specifico da far pagare al dipendente con emissione della fattura da parte della S.r.l.;
  3. Individuazione delle imposte Ires e Iva che la S.r.l. dovrà pagare in più (che è un calcolo diverso dall’imposta Irpef e contributi del dipendente);
  4. Individuazione delle imposte Irpef e contributi Inps dovuti all’aumento dello stipendio del socio dipendente che gli permetterà di pagare il corrispettivo specifico;
  5. Calcolo dell’importo delle spese di gestione annuale della S.r.l. che, al superamento, gli consentirebbe di risparmiare le imposte Ires e Iva.

 

1. Calcolo il fringe benefit teorico da assegnare al dipendente per l’assegnazione dell’auto della S.r.l.

Nel caso di uso promiscuo il fringe benefit da indicare nella busta paga del dipendente come reddito imponibile è dato dal 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza annua convenzionale di 15.000 km, calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio stabilito dalle tabelle ACI.

Esempio: Qui di seguito andiamo a sviluppare un calcolo per individuare il fringe benefit teorico da assegnare al socio dipendente della S.r.l. per avergli assegnato una Alfa Mito 77 CV.

Auto concessa al socio dipendente in uso promiscuo per l’intero anno: Alfa Mito 77 CV, Costo chilometrico tariffe ACI: 0,4622.

Costo per una percorrenza di 15.000 km = 0,4622 x 15.000 km = 6.933 euro annuali.

Misura del fringe benefit: 30% x 6.933 = euro 2.079,90.

Ossia la busta paga lorda annuale, sulla quale il socio dipendente ci pagherà le imposte Irpef ed i contributi Inps, aumenta di euro 2.079,90 anche se questi soldi non sono fisicamente presi in quanto è il valore attribuito dall’utilizzo dell’auto all’amministratore.

Ma attribuendo un fringe benefit al dipendente la S.r.l. potrà scaricarsi il costo di gestione dell’auto al 70% invece che al 20%, ma l’Iva scaricabile sarà sempre del 40%.

Se ti bastasse questo, allora puoi andare a leggere la circolare sul fringe benefit dell’auto assegnata all’amministratore (che può detrarsi l’Iva al 40%) che ho fatto in precedenza.

Li all’interno ho mostrato una formula che puoi utilizzare per individuare la spesa annuale oltre la quale sei sicuro che ti convenga assegnare il fringe benefit al dipendente.

 

2. Individuazione del corrispettivo specifico da far pagare al dipendente con emissione della fattura da parte della S.r.l.

Ma il nostro obiettivo, in questa circolare, è quello di poter mostrare una formula simile, ma con la differenza di scaricarsi l’Iva al 100%, invece che al 40%.

Per poter ottenere questo, la S.r.l. deve far pagare un corrispettivo specifico al dipendente (oltretutto facendo questo il socio dipendente NON deve più dichiarare un compenso maggiore sulla busta paga a titolo di fringe benefit, in quanto di fatto questo lo sta pagando con il corrispettivo specifico).

Corrispettivo che deve essere fatturato dalla società al dipendente e che è pari all’importo del fringe benefit calcolato con i parametri visti in precedenza.

 

3. Individuazione delle imposte Ires e Iva che la S.r.l. dovrà pagare in più (cosa diversa dal calcolo dell’imposta Irpef e contributi del dipendente)

Su questo importo fatturato dalla società al socio dipendente, la S.r.l. verserà l’imposta Iva e ci pagherà l’imposta sul reddito Ires.

L’importo calcolato lo paragoneremo alla maggiore deduzione fiscale che avrai sull’auto, del 70% del costo invece che sul 20%, e della maggiore detrazione Iva, del 100% invece che del 40%.

A questo punto è normale che ti possa venire in mente questa domanda: il socio dipendente dovrà dichiarare un maggior compenso a titolo di fringe benefit nella sua busta paga per effetto dell’auto della S.r.l. a lui assegnata?

In questo caso no, e ti dico subito il perché.

Quando il dipendente paga un corrispettivo specifico fatturato dalla S.r.l. a lui per l’utilizzo di un bene specifico, viene diminuito il fringe benefit che è da indicare nella busta paga.

Siccome l’importo del canone specifico è uguale all’importo del fringe benefit, il dipendente NON deve dichiarazione nessun importo a titolo di maggior compenso.

In questo modo eviterà di pagare maggiori imposte Irpef e maggiori contributi, ma dovrà pagare le fatture emesse dalla società.

Quindi un dato iniziale da considerare assolutamente è la maggiore imposta Iva e Ires che dovrà pagare la S.r.l..

Esempio: l’importo del corrispettivo specifico deve essere pari all’importo del fringe benefit calcolato.

Siccome l’importo del fringe benefit è di euro 2.079,90, significa che il totale delle fatture che deve emettere la società nei confronti del dipendente sono di euro 2.079,90.

Questo significa che il maggior reddito della S.r.l. è di euro 1.704,84, mentre l’Iva da versare è di euro 375,06.

Il maggior reddito generà maggiore imposta Ires del 24% e Irap del 4% da pagare, pari ad euro 1.704,84 x 28% = euro 477,36.

Così in totale la società dovrà pagare in più, tra imposta Ires e Iva, euro 375,06 + 477,36 = euro 852,42.

 

4. Individuazione delle imposte Irpef e contributi Inps dovuti all’aumento dello stipendio del socio dipendente che gli permetterà di pagare il corrispettivo specifico

Ma attenzione, di fatto quello che si pagherà in più per poter accedere ai benefici fiscali visti in precedenza, non saranno solo le imposte della S.r.l..

Infatti il socio dipendente dovrà pagare questo corrispettivo specifico, quindi, di fatto, è come se gli aumentasse lo stipendio.

In un certo senso, è come se avesse un compenso in più, tale per cui, anche pagandoci i contributi Inps e l’Irpef, esso possa permettersi di pagare i corrispettivi specifici senza intaccare la sua busta paga netta.

Quindi andiamo a sviluppare i calcoli utilizzando i seguenti dati:

  • Contributi Inps dipendenti complessivi a carico ditta e carico dipendente = circa il 40% (di cui il 9,19% presenti nella busta paga del dipendente);
  • Imposta Irpef a capo del dipendente, consideriamo l’aliquota massima, 44% (43% di Irpef ordinaria e 1% come addizionali comunali e regionali);
  • Importo che il dipendente deve pagare a titolo di corrispettivo utilizzando la busta paga netta = euro 2.079,90.

Sapendo che il netto della busta paga, che deve avere in più il socio dipendente per poter pagare il maggior corrispettivo specifico, deve essere di euro 2.079,90, la formula per trovare l’importo della busta paga lorda è la seguente:

Importo busta paga lorda x 90,81% x 54% = 2.079,90

Nota 1: il coefficiente del 90,81% deriva dal fatto che si è scorporata l’aliquota Inps dei contributi  che deve pagare il dipendente sulla busta paga del 9,19%.

Nota 2: il coefficiente del 54% deriva dal fatto che si è scorporata l’aliquota Irpef con le addizionali regionali comunali e regionali del 44%.

Da cui deriva che l’importo della busta paga lorda è: 2.079,90 / (90,81% x 56%) = 4.089,98

Ora che sappiamo l’importo della busta paga lorda possiamo individuare anche l’importo dei contributi e delle imposte che paga in più il dipendente e quelli che paga la società.

Contributi Inps carico dipendente: 4.089,98 x 9,19% = 375,87.

Contributi Inps carico della società: 4.089,98 x (40% – 9,19%) = 1.260,12.

Imposte Irpef che paga il socio dipendente = (4.089,98 – 375,87) x 44% = 1.634,20.

In totale il dipendente (e la S.r.l. per i contributi a carico della società) pagheranno in più euro 375,87 + 1.260,12 + 1.634,20 = euro 3.270,19.

Ma c’è anche da dire che la società pagherà meno Ires e Irap per il semplice fatto che ci sarà un maggior compenso del socio lavoratore da mettere come costo nel conto economico.

I calcoli sono i seguenti:  

maggior costo del personale: salario lordo + contributi carico ditta = 4.089,98 + 1.260,12 = 5.350,10.

Imposte che risparmio la S.r.l. perché ha un maggior costo del personale (risparmia l’imposta Ires del 24% e Irap del 4%) = 5.350,10 x 28% = 1.498,03.

Quindi la società paga meno imposte pari ad euro 1.498,03.

Siccome la S.r.l. di fatto versa maggiori imposte e contributi dovuto all’aumento dell’importo della busta paga pari ad euro 3.270,19, il vero esborso che va considerato è pari ad euro: 3.270,19 – 1.498,03 = euro 1.772,16.

Così facendo, l’importo che paga il dipendente in più sulla busta paga, al netto di quanto evita di pagare la società per il risparmio di imposte per il maggior costo del personale, ammonta ad euro 1.772,16.

Se il calcolo ti può sembrare complesso, non preoccuparti, puoi metterti in contatto con me (alla email info@efficaciafiscale.com) ed acquistare una consulenza specifica e farti fare il calcolo di convenienza.

I calcoli che hai appena visto, cambiano in funzione dell’auto che utilizzi, quindi al variare dell’auto i calcoli sono gli stessi, solo che hanno dati di ingresso diversi.

 

5. Calcolo dell’importo delle spese di gestione annuale della S.r.l. oltre il quale puoi risparmiare le imposte Ires e Iva

Ora che abbiamo individuato quanto è il maggior costo in capo alla S.r.l. dovuto alla emissione delle fatture per i corrispettivi specifici da far pagare al socio dipendente, e dopo che abbiamo individuato quanto è il maggior importo che paga il socio dipendente per il fatto di ricevere un maggior compenso per permettergli di pagare il corrispettivo specifico, adesso possiamo paragonare questi costi con i maggiori benefici fiscali che ti consente la norma.

Benefici fiscali che consistono in una maggiore deduzione del costo della spesa dell’auto, ossia del 70%, invece che del 20%, e una maggiore detrazione Iva del 100%, invece che del 40%.

Per ottenere questo utilizziamo la formula del punto di pareggio:

Costi fissi / costi variabili unitari = fatturato a pareggio

In questo modo troviamo la spesa minima che la S.r.l. dovrà sostenere oltre la quale conviene utilizzare il corrispettivo specifico da far pagare al socio dipendente.

Ovviamente la devo adattare nel contesto del nostro obiettivo, quindi la formula diventa:

(Maggiori tributi annuali pagati dalla S.r.l. a titolo di emissione fatture per i corrispettivi specifici + maggiori tributi pagati per il maggior compenso assegnato al socio dipendente per consentirgli di pagare il corrispettivo specifico) / (differenza tra il 70% e il 20% della deducibilità del costo) x 28% x 1/1,22 + (differenza tra il 100% e 40% della detraibilità Iva) x 22% x 1/1,22 = spesa auto annuale a pareggio

Il dato che otterrai è importante in quanto, se tu sapessi di avere meno spese auto di gestione in un anno rispetto al valore soglia, allora ti conviene NON assegnare l’auto  e scaricare i costi dell’auto al 20% e l’Iva al 40%.

Se al contrario, tu avessi delle spese di gestione dell’auto superiori all’importo di questa formula, allora ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. al socio dipendente facendogli pagare un corrispettivo specifico.

Con le aliquote tributarie viste in precedenza, senza considerare l’eventuale risparmio dell’Inps dei contributi commercianti eccedenti il minimale, il calcolo è il seguente:

(852,42+1.772,16) / (1/1,22 x 50% x 28% + 1/1,22 x 22% x 60%) = 2.624,58 / 11,47% + 10,82% = 11.772,01.

Questo significa che se le spese di gestione annuali dell’auto fossero superiori all’importo che vedo qui di sopra (inteso come spesa totale, ossia imponibile più Iva), allora a te converrebbe assegnare l’auto al socio dipendente.

In questo modo risparmieresti maggiori imposte, perché porteresti in deduzione i costi al 70%, invece che al 20%, e porteresti in detrazione l’Iva al 100%, invece che al 40%.

Se, invece, la spesa di gestione fosse inferiore a quella cifra, allora ti converrebbe non assegnare l’auto al socio dipendente e dedurti il costo al 20% ed Iva al 40%.

Anche se l’importo ti può sembrare elevato, ricordati che in questo importo devi considerare anche l’acquisto dell’auto. Quindi per il primo anno sicuramente avrai maggiore vantaggio fiscale.

La convenienza di questo strumento dipende dalla tipologia di business e da quanto nello specifico utilizzi l’auto aziendale assegnata al socio dipendente.

Se non dovessi fare nessuna trasferta allora probabilmente non ti converrebbe utilizzare questo strumento di risparmio fiscale.

Se, invece, fossi in un business in cui dovessi sostenere trasferte, allora potrebbe convenirti di utilizzare questo strumento di risparmio fiscale.

Nota, non puoi trovare la spesa effettiva per la gestione dell’auto nel conto economico, perché li all’interno ci sono solo i valori dell’imponibile.

In un certo senso, per poter comprendere l’entità del valore soglia, devi prendere il valore delle spese del carburante, della manutenzione, e aggiungere l’Iva, per poi sommare i costi senza fattura come ad esempio il costo dell’assicurazione o il tagliandino dell’autostrada e del parcheggio.

 

Quali cose devi valutare per comprendere quando ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. al socio dipendente?

Ma per essere veramente sicuro che tu possa utilizzare al meglio questo strumento di risparmio fiscale, è meglio valutare anche altri aspetti che possono influenzare la tua scelta:

  • Ricordati di dire che il socio lavoratore deve rispettare la legge di essere dipendente, comportarsi come un dipendente, rispettare gli orari di lavoro e sia veramente soggetto al controllo di un organo amministrativo;
  • Può utilizzare l’auto solo il socio dipendente, in quanto gli è stata assegnata;
  • Ci sarebbe un maggior riconoscimento nell’utilizzare l’auto anche nella sfera personale del socio dipendente, esempio riconoscimento assicurativo o evitare eventuali paure di andare in vacanza con la macchina aziendale;
  • L’acquisizione del veicolo vale anche in noleggio o leasing;
  • Nel valore soglia devi considerare anche l’acquisto dell’auto, quindi in molti casi il primo anno è già un vantaggio fiscale, se la utilizzassi sempre assegnata ad un dipendente;
  • Le disposizioni vanno bene per il socio dipendente, no per il socio amministratore, per il quale l’Iva sarebbe detraibile al 40% ed i calcoli di convenienza sono stati analizzati in una precedente circolare;
  • La circolare AdE 48/E/1998 ha fornito alcune importanti indicazioni: 1. la concessione in uso promiscuo (quindi anche per finalità personali) deve avvenire per la maggior parte del periodo d’imposta (metà più uno dei giorni che compongono il periodo d’imposta del datore di lavoro), e 2. che tale utilizzo sia documentato (ad esempio nel contratto di lavoro);
  • Attenzione perché ove i soci fossero anche dei familiari, in casi di accertamenti da parte dell’Inps questi potrebbero essere riconosciuti come coadiuvanti e non come dipendenti. Quindi ti consiglio di fare in modo che i familiari abbiano una residenza diversa rispetto a quella degli altri familiari;
  • Non c’è il limite di deducibilità di € 3.615,20 annui relativo al noleggio o al leasing;
  • Non c’è il limite di deducibilità relativo all’acquisto dell’autovettura di euro 18.075,99;
  • Come spese di gestione dell’auto devi considerare: la spesa di acquisto dell’auto (o meglio, l’ammortamento), leasing, noleggio, manutenzione, pedaggio, pargheggio, assicurazione, bollo e vari;
  • L’eventuale importo addebitato come corrispettivo specifico va a “nettizzare” il compenso in natura. Ossia se il socio dipendente paga il corrispettivo specifico allora non deve dichiarare un maggior compenso nella busta paga come fringe benefit;
  • Si consiglia di fornire anche la prova dell’utilizzo promiscuo.

Conoscendo questi parametri, puoi avere maggiori elementi per comprendere se questo strumento ti conviene o meno.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci come e quando puoi assegnare l’auto della S.r.l. al socio dipendente facendogli pagare un corrispettivo specifico, consentendoti di diminuire le imposte della società.

Questo in quanto, se il socio dipendente pagasse il corrispettivo specifico, allora la S.r.l. scaricherebbe il costo al 70%, invece che al 20%, e scaricherebbe l’Iva al 100%, invece che al 40%.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l..

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

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