Ciao, ti do il benvenuto in questa circolare di Efficacia fiscale per parlare di un “problema” che compare molto spesso, parlando con i clienti e con i lettori del blog.

La domanda del tipo: “Simone, ma posso lavorare come amministratore della mia S.r.l e non percepire un compenso?” è una delle più gettonate.

Poi ci sono le domande figlie, che nascono a cascata da quella precedente, e che hanno un minimo comun denominatore: la paura dell’amministratore di finire nel mirino dei funzionari del Fisco e di quelli dell’Inps. Cosa che può sfociare in domande del tipo: “se non prendo un compenso come amministratore poi mi fanno un controllo fiscale?”.

Oppure domande di come gestire il compenso dell’amministratore, come ad esempio: “C’è un compenso minimo da dare all’amministratore per obbligo di legge?”, “devo pagare ogni mese l’amministratore?”, “quali sono i rimborsi spese a cui ha diritto l’amministratore di una S.r.l.”, oppure “mi possono contestare i rimborsi spesa dell’amministratore in caso di controlli?”

Il mio studio commerciale svolge la propria attività online, sia lato clienti sia lato collaboratori (anche se, per obbligo di legge, ho un ufficio a Rimini), e, quindi, abbiamo imprenditori che hanno una S.r.l. un po’ sparsi in tutta Italia. E, indipendentemente dal fatto che questi siano a nord o al sud, ogni tanto, riceviamo queste domande da entrambe le parti.

Oltretutto, c’è anche da aggiungere che, in caso di imprevisti con il compenso da amministratore, non esiste un copione standard uguale per tutti da seguire per essere al riparo dagli accertamenti.

La legge spesso è confusa e lacunosa, la giurisprudenza cambia scenario di continuo, la giornata dovrebbe durare 48 ore e ne dovresti trascorrere 47 a leggere sentenze, dottrina, risposte ad interpelli e circolari.

Con il rischio di trovarti ugualmente il fisco e/o l’Inps alla porta e non avere ancora una risposta precise alle tue domande, ma solo con una maledetta confusione mentale che ti avvelena l’esistenza.

Questa circolare nasce proprio per questo.

Farti da bussola nella foresta amazzonica delle norme della legge italiana e delle sue interpretazioni, per darti dei paletti fermi entro i quali puoi gestire il compenso dell’amministratore, senza che questo ti prosciughi la liquidità aziendale, e con la possibilità di mettere il maggior numero di compensi esente imposte ed esente contributi Inps nella sua busta paga.

Tutto questo nel rispetto della legge, per cercare di farsi trovare più pronti possibili in caso di accertamento fiscale.

Cosa che, di conseguenza, si trasformerà in maggior soldi per te e, se spesi bene, anche in maggior tempo a tua disposizione.

Ecco perché devi almeno avere una minima idea sul come gestire il compenso da amministratore.

Maggior soldi e maggior tempo a tua disposizione che ti consentirà di migliorare, a cascata, tutti gli altri aspetti della tua vita, come ad esempio:

– Più soldi per gestire al meglio la tua attività, trovando anche il tempo per ricercare collaboratori sempre più validi;

– Più salute, perché potrai, se necessario, accedere alle strutture mediche migliori o potrai dedicare, ad esempio, più tempo a volgere attività sportive;

– Relazioni più appaganti perché avrai più tempo da dedicare alla tua famiglia, non solo a tua moglie ed ai tuoi figli, ma anche ai tuoi genitori ed ai tuoi amici;

– Uno status sociale più elevato perché potrai mostrare agli altri le tue maggiori ricchezze, beni o maggior tempo a disposizione per i tuoi svaghi;

– Più tempo per te stesso e per dedicarti ai tuoi interessi personali, cosa che si tradurrà in maggiore relax, perciò maggiore pace personale o maggior tempo produttivo da investire nella tua S.r.l. .

Tutto questo creerà non solo benessere economico ma anche, serenità, tranquillità, pace spirituale.

Ora che ti è chiaro dove vuoi e puoi arrivare, vediamo da dove devi partire.

Premetto che non sono un marketer che ti deve vendere per forza il suo prodotto a tutti i costi proponendo offerte eclatanti e promettendoti cose che poi non manterrà.

Quindi scusami in anticipo se NON farò promesse eclatanti sul come fare soldi in modo facile, comodamente da casa con 4 click al computer.

Puoi ottenere tutto questo che leggerai, come ad esempio avere maggiore benessere grazie ad una S.r.l. che ogni anno ti crea sempre più soldi, ma a 2 condizioni.

La prima è che ci vuole tempo, mesi di lavoro e, seconda condizione, solo se controlli la contabilità della S.r.l. ogni mese.

Nei giorni scorsi mi è capitato di parlare con un potenziale cliente che mi ha detto “Simone, io non vorrei perdere tempo a controllare la contabilità della mia S.r.l., a me interesserebbe solo il risparmio fiscale e non voglio neanche sapere come lo fai”.

Ecco, questo è, a primo impatto, un potenziale cliente da valutare molto attentamente.

Ti dico questo perché, estremizzando un po’, durante le consulenze di efficacia fiscale per le S.r.l. mi possono capitare 2 tipologie di clienti:

  • Il primo è un imprenditore poco corretto che vuole intascarsi i soldi delle imposte e dei contributi in modo fraudolento ed è alla ricerca del commercialista che confezioni un bel vestito contabile/fiscale, che copra un corpo contabile sfatto di costi inesistenti o altre cose illecite. Tipologia di clienti che noi, per mia politica aziendale, io non prendo in considerazione;
  • Oppure, per secondo, un cliente su cui investire tempo per far crescere la sua S.r.l. insieme a me, in modo sano e che comprenda che, l’efficacia fiscale nasce dalla lettura di un bilancio ogni mese. E che il bilancio deve essere, necessariamente, corretto ed attendibile in modo che, questo, possa essere esaminato da TUTTI i punti di vista (economico, finanziario e fiscale).

Per mia esperienza ti posso confermare che, solo nel momento in cui il bilancio di un cliente appare sano, possiamo ottenere elementi attendibili su cui lavorare per realizzare l’obiettivo di risparmiare le imposte in modo opportuno, applicando il maggior numero di strumenti di risparmio fiscale specifici per le S.r.l. nel limite degli utili e della liquidità della società.

Messo in atto questo tu potrai dormire sonni tranquilli e non tormentati da incubi fiscali.

Questo è ciò che faccio io, insieme al mio team, controllando il bilancio delle S.r.l. dei nostri clienti tutti i mesi in modo da individuare i punti deboli, i punti di forza, gli strumenti di efficacia fiscale adatti al caso ed il momento in cui attivarli e, nel caso specifico di questa circolare, per individuare il giusto livello di compenso dell’amministratore con il maggior numero di compensi esente imposte ed esenti contributi.

Ecco, quello che hai appena letto è il nostro punto di partenza, lo start.

Controllare la contabilità NON è una perdita di tempo, l’efficacia fiscale NON nasce dal nulla, ma da precise valutazioni prese controllando il bilancio della S.r.l. ogni mese, per poi tagliare il carico fiscale nella maggior quantità possibile dentro i limiti degli utili e della liquidità a disposizione della società.

Tutto questo per raggiungere il benessere economico, sociale e spirituale.

Sei pronto, a ricevere informazioni utili per avere più soldi in modo sano, per gestire il compenso dell’amministratore utilizzando il maggior numero di strumento per ridurre le imposte ed i contributi nel rispetto della legge?

Allora bando alle ciance e Let’s go…

 

Perché potrebbe essere un problema se l’amministratore lavorasse gratis nella S.r.l.?

Step by step cominciamo dalla domanda principale, ossia: l’amministratore della S.r.l. può lavorare senza un compenso?

Se fai un passo indietro nella lettura e torni alle prime righe di questa circolare vedrai che ho virgolettato il termine problema.

Questo perché, in realtà, si tratta di un falso problema. O, meglio, si tratta di un problema che tu puoi trasformare in falso problema solo se ti comporterai in modo sano nel rispetto sia della legge.

Infatti, per iniziare, ti dico che, a livello di codice civile, non ci sono indicazioni di un compenso minimo per l’amministratore della S.r.l., quindi, può esistere un amministratore senza compenso.

Il problema, eventualmente, è solo in caso di accertamenti da parte del Fisco, dell’Agenzia delle Entrate in quanto potrebbero contestare che il lavoro dell’amministratore debba essere, comunque, a titolo remunerativo e, pertanto, soggetto al pagamento di imposte.

A livello contributivo per l’Inps, invece, non ci sono particolari problemi.

Quello che segnalo, in questo caso, è che, nel momento in cui l’amministratore fosse anche un socio unico e nella S.r.l. non ci fossero dei dipendenti che svolgono tutto il lavoro operativo, l’Inps potrebbe iscrivere d’ufficio l’amministratore anche alla gestione commercianti Inps, presumendo che sia lui che svolga il lavoro operativo.

Obbligando l’amministratore, di fatto, a pagare i contributi fissi Inps commercianti.

Come potrebbe capitare in Italia in altri ambiti fiscali dove c’è un pò di incertezza, nessun commercialista potrebbe darti la certezza giuridica di non avere nessuna contestazione in caso di controlli nel caso in cui l’amministratore non prenda nessun compenso.

Anche se, a dirti il vero, ci sono anche delle sentenze a favore del fatto che il lavoro dell’amministratore può essere svolto, tranquillamente in modo gratuito.

Così ti segnalo queste 2 sentenze contrapposte della Cassazione, quindi una è dalla tua parte e la dovrai utilizzare quando dovrai difenderti.

La sentenza della Cassazione 24139/2018 ha stabilito che il ruolo dell’amministratore si presume a titolo oneroso.

Mentre la sentenza della Cassazione 18643/2018 afferma che il fisco non può presumere che la carica di amministratore sia sempre, e comunque, remunerata.

Siccome non c’è certezza giuridica, è tuttavia importante comprendere come gli enti si comportano nel mondo reale della vita quotidiana di una S.r.l., cosa che scoprirai nel prossimo paragrafo.

 

Com’è gestito nella vita reale il compenso dell’amministratore?

Se nel punto precedente hai scoperto che a livello giuridico ci può essere incertezza sulla regolarità dell’assenza del compenso da amministratore, non rimane che affidarci al Codice Civile e vedere cosa c’è scritto in merito al compenso.

Dal punto di vista del codice civile non c’è nulla in merito al compenso minimo che deve avere l’amministratore. Questo significa che la decisione del compenso da attribuire all’amministratore spetta all’assemblea dei soci.

Perciò l’amministratore potrebbe anche lavorare “gratis”, perché l’assemblea non ha stabilito nessun compenso per il lavoro da lui svolto.

Sotto il profilo reale, pratico, del quotidiano delle S.r.l., ci possono essere tante realtà in cui gli amministratori non prendono nessun compenso perché, magari, sono anche soci e prendono i soldi tramite la distribuzione utili, oppure anche perché, di fatto, la S.r.l. non ha abbastanza utili per dare un compenso all’amministratore.

Siccome la S.r.l. non ha abbastanza utili per dare un compenso all’amministratore è normale (ed io aggiungere lecito) che la società non possa erogare il compenso all’amministratore.

 

Il mio consiglio sul come gestire l’attività dell’amministratore con o senza compenso

Sotto un altro profilo pratico sulle autorizzazioni che ha l’amministratore per operare in nome e per conto della S.r.l., l’amministratore, ha tutti i diritti di operare per conto della società anche se non riceve nessun compenso.

L’Agenzia delle Entrate ti può contestare che l’amministratore non ha un compenso ma, è anche vero che, in caso di controlli fiscali ti avrebbero comunque contestato tutto, anche quello che è incerto.

Controlli che, comunque, sono veramente rari, oppure sono dovuti al fatto che ti stai comportando in modo irregolare da anni, quindi sei sotto il loro mirino da tempo.

Ma, soprattutto, hanno interesse nell’accertarti un compenso dell’amministratore maggiore, semplicemente perchè i controllori hanno determinati budget di imposte contestate che devono raggiungere. .

A dirti il tutto, a mio parere, questo non è una preoccupazione perché, se ti stai chiedendo come superare questo problema, questo è, in realtà, un falso problema.

Te lo spiego qui, di seguito…

 

Perché il problema di ricevere una contestazione sul lavoro gratuito dell’amministratore che non ha un compenso potrebbe essere un falso problema?

A mio parere, il problema di essere accertati se non c’è il compenso dell’amministratore è un falso problema che non esiste nella maggior parte delle S.r.l. .

Ti dico questo perché, anche se tu fossi un socio amministratore, avresti un forte interesse a prenderti anche un piccolo compenso.

Questo perché pagheresti un carico fiscale complessivo minore rispetto al caso della distribuzione utili del socio lavoratore, superando, quindi, il problema che l’Agenzia delle Entrate ti possa fare delle contestazioni.

Inoltre, con il compenso da amministratore puoi avere benefici fiscali, relativi al rimborso forfettario esente imposte ed esente contributi, da dare tutte le volte che questo fa delle trasferte.

Cosa che gli permette di prendere dei soldi senza pagarci nessun carico fiscale.

Oltre a questo potresti attribuire all’amministratore il trattamento di fine mandato, cosa che si traduce in un ulteriore bonus fiscale.

Dunque, hai tutto il vantaggio di attivarti un compenso da amministratore nella S.r.l. per ridurre le imposte, e per avere maggiori rimborsi spese esente imposte e contributi, invece che non attribuirti il compenso.

Adesso potrebbe venirti in mente la seguente domanda: “qual è l’importo minimo da attribuire all’amministratore come compenso per evitare che il fisco mi riconosca validi i rimborsi spese?”

Parametri stabiliti dalla legge non ce ne sono, ma io ti consiglio di utilizzare questo metodo.

Se la tua S.r.l. è stata costituita da poco, è normale che questa non abbia abbastanza utili per sostenere il compenso dell’amministratore.

Mentre, in un secondo momento, quando gli utili sono maggiori, si può pensare ad attribuire un compenso maggiore all’amministratore, diminuendo la probabilità di contestazioni in caso di controllo.

In sintesi, in una S.r.l. normale, senza niente di losco, in cui c’è a capo un imprenditore sano, di fatto è conveniente attribuirsi un cedolino da amministratore per motivi fiscali e, perciò, non c’è pericolo che l’amministratore sia senza compenso.

Anche perché, ove l’amministratore rimanga a lungo senza compenso, che sia socio o meno, significa che la S.r.l. non sta producendo abbastanza utili. Cosa che nasconderebbe problemi molto più gravi (come ad esempio la mancanza di capacità di generare utile), rispetto alla paura che l’Agenzia delle Entrate ti possa contestare il mancato compenso dell’amministratore.

Problema che non succede nella maggior parte delle S.r.l. .

Quindi, siccome la maggior parte della S.r.l. ha anche un compenso da amministratore come metodo per prendersi gli utili, e soprattutto perché tu hai un vantaggio fiscale per il fatto che la tua S.r.l. ti possa attribuire un compenso da amministratore, voglio condividere con te come puoi gestire il compenso dell’amministratore rispondendo alle principali domande che ti possono essere venute in mente.

 

Quanto deve essere il compenso dell’amministratore?

Il compenso dell’amministratore è determinato dall’assemblea, ma non ci sono indicazioni di legge per un compenso minimo o massimo. Il compenso dell’amministratore è deciso interamente dall’assemblea dei soci.

In generale, il compenso dell’amministratore sarà in funzione degli utili che può generare la tua S.r.l. .

Questo in quanto è dannoso prendere un compenso da amministratore alto se nella S.r.l. non ci sono abbastanza utili.

Ti consiglio, perciò, di calibrare il compenso dell’amministrazione anche in funzione degli utili che sta generando la tua S.r.l. al fine di accantonare della liquidità nella tua società per gli investimenti futuri.

 

Il compenso dell’amministratore deve essere fisso o può essere anche variabile?

Per gli amministratori della S.r.l. il compenso può essere erogato:

  1. In misura fissa;
  2. Variabile in base agli utili;
  3. Misto, base fissa più parte variabile in base agli utili;
  4. Variabile in base al volume d’affari (in certo senso in percentuale delle fatture emesse).

Per migliorare l’efficacia fiscale del compenso dell’amministratore, ossia per pagare meno imposte e contributi, e per gestire al meglio il suo compenso, ricordati che hai a disposizioni le seguenti strategie:

– Il compenso può essere anche in “natura”, ossia ricevendo dei beni e dei servizi. Poi, l’amministratore, dovrà dichiarare un maggior compenso, pari al valore del prodotto/servizio ricevuti;

– Tra i compensi dell’amministratore rientrano anche i fringe benefit, ossia l’amministratore ha disponibilità dell’auto o della casa e lui dovrà dichiarare un maggior compenso pari al valore nominale del bene ricevuto;

– Ricordati che non c’è un minimo o un massimo al compenso dell’amministratore, pertanto, puoi scegliere tu quanto compenso attribuire all’amministratore, in funzione degli utili generati dalla tua S.r.l. . Perciò imposta un livello di compenso da amministratore che non prosciughi la liquidità della S.r.l. .

– Utilizza sempre il rimborso delle spese forfettario, chilometrico e analitico a disposizione dell’amministratore durante le sue trasferte (questo è un punto semplice, tanto quanto importante). Ti consiglio di inserire, nella delibera dei soci dell’attribuzione dei compensi dell’amministratore, il fatto che esso debba ricevere i rimborsi chilometrici, forfettari e analitici richiesti nella nota a pie di lista. In tutti i casi di inserirlo nella lettera d’incarico da inviare all’amministratore prima di effettuare la trasferta. Il forte vantaggio di utilizzare i rimborsi spesa risiede nel fatto che, questi, sono esenti imposte ed esenti contributi.

– Indennità di fine mandato, ossia il TFM. Anche questo è un elemento importante e ti consiglio di inserire nell’atto costitutivo e di prevederlo il prima possibile all’atto di nomina dell’amministratore. Questo per evitare che poi, l’Agenzia delle Entrate, possa contestare la deducibilità fiscale del costo per competenza (e non solo nel momento in cui c’è il pagamento) e per fare in modo che possa riconoscere l’agevolazione fiscale della tassazione separata, al quale può beneficiare il trattamento di fine mandato.

– Ricordati che il compenso degli amministratori deve essere deliberato dall’assemblea dei soci all’atto di nomina per essere considerato deducibile in caso di controlli fiscali (se il compenso dell’amministratore non è previsto dalla delibera assembleare, allora è indeducibile).

 

Il compenso dell’amministratore deve essere pagato con cadenza mensile?

Il compenso può essere pagato anche con diversa cadenza rispetto a quella mensile, ad esempio trimestrale o annuale.

Bisogna specificare, nel verbale dell’assemblea, la periodicità del compenso dell’amministratore.

 

A quali cose devi stare attento quando utilizzi il compenso dell’amministratore?

Nel caso in cui tu avessi un compenso da amministratore molto basso e facessi largo utilizzo del rimborso forfettario, in caso di controllo da parte di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, potresti NON aver riconosciuto validi i rimborsi spese esenti imposte e contributi.

Questo perchè potrebbero accusarti che stai utilizzando questi rimborsi spese, esenti imposte ed esenti contributi, solo come scusa per prelevarti utili senza pagare le tasse.

C’è anche da dire che, in caso di controllo fiscale, è praticamente impossibile uscirne con tutto in regola, perché, anche i funzionari, possono avere determinati budget di imponibile che, loro, devono rilevare nel corso del lavoro di controllo.

Pertanto, come combattere il più possibile le contestazioni da parte dei funzionari in caso di controllo sai rimborsi spese esente imposte ed esenti contributi a beneficio dell’amministratore?

Posto che le trasferte debbano essere vere, è normale che, avere una busta paga alta, rispetto ai rimborsi spese richiesti dall’amministratore, ti protegge maggiormente dalle contestazioni, perché significa che non stai utilizzando i rimborsi spese SOLO come strumento per distribuirti utili della S.r.l. .

Questo per evitare, appunto, la possibile contestazione dell’abuso del diritto nell’utilizzo dei rimborsi spese chilometrici e forfettari a vantaggio dell’amministratore.

Un modo per cercare di essere protetto dalle contestazioni di abuso del diritto da parte del fisco, nell’utilizzo dei rimborsi spese forfettari e chilometrici erogati all’amministratore, risiede nell’attribuirgli un compenso giusto. Ossia un compenso abbastanza alto da giustificare anche l’utilizzo dei rimborsi spese da erogare all’amministratore senza pagare le imposte.

Come calcolare il compenso giusto? Lo puoi fare in funzione degli utili che sta generando la tua S.r.l. .

Mi spiego meglio…

All’inizio nella fase di vita della tua S.r.l. è normale avere ancora utili contenuti, quindi, è giustificabile avere un compenso da amministratore contenuto e, per questo motivo, richiedere i rimborsi spese chilometrici e forfettari.

Successivamente, quando gli utili della S.r.l. sono maggiori, io ti consiglierei di aumentare il compenso dell’amministratore e di richiedere tutti i rimborsi chilometrici e forfettari effettuati.

In questo modo, anche se i funzionari dell’Agenzia delle Entrate te li possono contestare, è più facile difendere i rimborsi spese quando sarai davanti ad un giudice.

Questo perché puoi giustificare il compenso dell’amministratore, in quanto è stato calibrato in funzione degli utili generati dalla società (prima basso e poi alto quando la S.r.l. ha dimostrato di avere utili elevati).

In sintesi, potrai ricevere sempre delle contestazioni da parte del fisco ma, adesso, hai maggiori strumenti per mostrare al giudice che non stai utilizzando i rimborsi spese dell’amministratore, esenti imposte ed esenti contributi, solo come strumento per distribuirti gli utili della S.r.l. senza pagare le tasse.

 

Conclusione

Con questa circolare hai potuto conoscere tutti i principali segreti del compenso da amministratore.

Queste informazioni sono per te importanti perché, ora, sai come modulare al meglio il compenso dell’amministratore della S.r.l., per fare in modo di calibrarlo in funzione dell’utile della società, senza creare problemi di liquidità e cercando di renderlo uno strumento per difenderti dalle possibili contestazioni da parte del fisco.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

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Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70% al 28%.

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In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

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