Ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per gli imprenditori che hanno una S.r.l. o vogliono costituire una nuova S.r.l. .

Oggi parlerò di un argomento importante per tutti gli imprenditori che stanno facendo crescere il fatturato della S.r.l. ed hanno bisogno di prendere nuovi collaboratori: come assumere un nuovo collaboratore e tagliare il più possibile imposte e contributi.

Ti dico questo perché, in settimana, mi è capitato di fare una consulenza con un cliente e lui mi ha fatto una domanda del tipo: “Simone, la mia attività è cresciuta e non riesco più a seguire tutto da solo. Ho bisogno di collaboratori. Meglio assumere un collaboratore della S.r.l. con una busta paga oppure con la partita Iva forfettaria?”

Al termine della lettura avrai in mano tutti gli elementi per individuare la strada migliore per poter avere un nuovo collaboratore tagliando il maggior numero di imposte e contributi utilizzando la legge.

Ma prima di proseguire è meglio fare un breve ripasso.

Sono un commercialista focalizzato sulle S.r.l., ho uno studio commerciale a Rimini e collaboro sia con i clienti sia con i miei collaboratori completamente online.

Dunque ho clienti e collaboratori che lavorano online da più parti d’Italia e la mia filosofia di lavoro poggia su due solidi pilastri: la Contabilità Controllata e l’Efficacia Fiscale.

Agli imprenditori che entrano in contatto con me inculco, fin da subito, una nozione fondamentale: solo controllando ogni mese i numeri della contabilità della S.r.l. potranno avere una società che ogni anno gli genera più soldi di quelli che spendono.

Questo in quanto solo avendo sottomano i numeri del bilancio ogni mese potrai avere tutti gli elementi per comprendere lo stato di salute della tua S.r.l., individuare i rami secchi da tagliare e i virgulti da curare in modo che crescano in modo sano, insieme ai tuoi utili 😉.

Per esempio, grazie alla Contabilità Controllata puoi evitare situazioni in cui ti ritrovi a pagare tributi spaventosi senza neppure sapere il perché, e senza perderti nei meandri dei numeri del bilancio di cui non conosci né l’origine né lo sviluppo perché sarai accompagnato ogni mese da un tutor da me personalmente formato.

Subito dopo la Contabilità Controllata c’è l’Efficacia Fiscale, tagliare il maggior numero di imposte e contributi utilizzando gli strumenti previsti dalla legge specifici per gli imprenditori che hanno una S.r.l. .

I due pilastri sono concatenati. Difficilmente potrai risparmiare in modo sano e legale se nella contabilità e nel bilancio non ci sono utili o soldi liquidi nel conto corrente aziendale. Perché non avresti un problema fiscale, ma qualcosa di peggiore. Dovresti pensare ad aumentare i margini e ad incassare dai clienti prima rispetto ai pagamenti dei fornitori.

Grazie al controllo mensile della contabilità e la riduzione delle imposte sarai certo di avere una S.r.l. che ti genera sempre più soldi, ogni anno, cosa che ti consentirà di migliorare tanti altri aspetti della tua vita, come ad esempio:

– Cresce la possibilità di fare regali e di togliere sfizi grandi e piccoli alla tua compagna, ai tuoi figli, ai tuoi genitori, ai tuoi amici e alle persone cui vuoi bene.

– Cresce la possibilità di garantire il meglio a ciascuno di loro, i migliori corsi di studio, le migliori cure mediche, solo per fare un paio di esempi.

– Cresce la tua autostima, fondamentale per pompare carburante nella tua S.r.l., cresce la stima degli altri nei tuoi confronti perché verrai visto come chi ha sudato ed è arrivato all’apice del successo. Cosa che farà aumentare la tua serenità interiore perché sei certo di essere nel posto giusto e che stai percorrendo la strada giusta.

– Cresce anche la necessità di avere maggior tempo per te e per tutte le persone cui vuoi bene. Grazie ai maggiori soldi puoi benissimo delegare più cose della tua azienda a nuovi collaboratori cosa che permetterà di avere più tempo per te, per goderti meglio la tua vita ed i tuoi hobby, per dedicare maggiore attenzione alla tua compagna, ai tuoi figli, ai tuoi genitori, che magari sono anziani e bisognosi più di compagnia che di assistenza, e condividere insieme a te i frutti del tuo successo.

Per ottenere tutto questo hai bisogno di collaboratori cui delegare tutto ciò che puoi delegare, pur mantenendo il controllo della tua S.r.l. .

Ovviamente è compito tuo, e solo tuo, valutare se il collaboratore è valido, è performante, è esperto. Invece è compito mio illustrarti, con questa nuova circolare, quali strumenti previsti dalla legge puoi utilizzare per avere un nuovo collaboratore e tagliare le imposte ed i contributi.

In questa circolare ti condivido una procedura, sperimentata sia con i miei clienti sia sulla mia pelle di professionista con il mio Studio commerciale che, nel tempo, è cresciuto e ha avuto necessità di delegare parte dei compiti a collaboratori online.

Sei pronto per scoprire quanto ti conviene assumere un nuovo collaboratore con la busta paga oppure quando ti conviene avere un collaboratore con la partita iva da forfettario per tagliare il maggior numero di imposte e contributi?

Adesso bando alle ciance e let’s go…

 

In quali modi puoi attivare una collaborazione con un nuovo collaboratore della S.r.l.?

Per poter attivare una collaborazione con un nuovo collaboratore la legge ti mette a disposizione più strumenti, di cui alcuni per collaborazioni più stabili mentre altri per collaborazioni più occasionali.

In questa nuova circolare analizziamo le collaborazioni più stabili per valutare di poter instaurare un rapporto di lavoro sul lungo periodo, ma cercando di tagliare più imposte e contributi possibili.

Per iniziare un nuovo rapporto di lavoro, la legge ti mette a disposizione questi strumenti che puoi utilizzare per avere una relazione più duratura nel tempo:

  1. busta paga;
  2. partita Iva (tra cui il forfettario);

Oppure strumenti per avere rapporti di lavoro più occasionali:

  1. come il lavoro autonomo occasionale;
  2. ed i “voucher” (con le eventuali variazioni intervenute nel tempo).

In questa circolare non prendo come riferimento il lavoro occasionale, in quanto voglio valutare la convenienza fiscale su un collaboratore con cui avviare un progetto sul lungo periodo.

Dunque, adesso vado a calcolare insieme a te quante imposte e contributi paga complessivamente la S.r.l. ed il collaboratore sia con il metodo della busta paga, sia con il metodo della partita Iva forfettaria.

Fatto questo, ti farò un paragone con la convenienza numerica ma, poi, aggiungerò anche le altre considerazioni che esulano dai semplici numeri.

Questo in quanto in ambito fiscale devi, di certo, guardare i numeri ma sapendo che ci sono anche condizioni future che possono dare maggiore convenienza nell’utilizzare uno o l’altro strumento.

Come dati per calcolare la convenienza fiscale utilizzo i seguenti dati, sia nel caso della busta paga, sia nel caso della partita Iva come forfettario:

– compenso dato al collaboratore: euro 25.000 (compenso equiparabile al costo annuale di un dipendente con busta paga, compreso anche la quota di T.f.r. che riceverà nel momento in cui interrompe il rapporto con la S.r.l.);

– considero il caso in cui gli accordi tra il collaboratore e la S.r.l. prevedono che sia la società a farsi carico del costo dei contributi e delle imposte del rapporto lavorativo.

Ovviamente i dati presi in considerazione per questi esempi sono sintetici e puoi tranquillamente individuare i calcoli precisi fornendo i dati della tua specifica posizione al tuo commercialista, grazie ai quali ti individuerà i tributi complessivi da pagare in tutti e due i casi.

 

Quanti tributi pagano la S.r.l. ed il collaboratore sulla busta paga?

I contributi Inps che si pagano sulla busta paga sono di circa il 39%, suddivisi per il 9,19% a carico del dipendente mentre il restante a carico della S.r.l. .

Siccome tu vuoi sapere il costo complessivo per la S.r.l., allora consideriamo tutto come se dovesse diminuire il compenso da erogare al collaboratore.

25.000 / 1,39 = 17.985,61

Contributi Inps complessivi pagati, euro 7.014,39 (25.000 – 17.985,61).

Sulla differenza tra il compenso lordo ed i contributi Inps, il dipendente paga le aliquote ordinarie Irpef più le addizionali regionale e comunale.

In questo calcolo non considero le agevolazioni del bonus Renzi, delle detrazioni d’imposta del lavoro da dipendente, del coniuge a carico, dei figli a carico in quanto sono condizioni che riguardano il singolo dipendente e che devi calcolare insieme al tuo commercialista nella specifica posizione del collaboratore, mentre valuti quale strada prendere.

Questo in quanto ci sono vari elementi da considerare insieme per essere sicuro che tu stia prendendo la situazione con la maggiore Efficacia Fiscale possibile.

Dunque, senza considerare l’addizionale regionale e comunale, l’Irpef che paga il dipendente è del 23% fino sul reddito da euro 0 ad euro 15.000, mentre paga il 27% sul reddito che va da euro 15.001 ad euro 28.000.

Quindi, le imposte Irpef del collaboratore su un imponibile di euro 17.985,61 sono:

> 15.000 x 23% = 3.450

> (17.985,61 – 15.000) x 27% = 806,11

Le imposte Irpef totali sono euro 3.450 + 806,11 = 4.256,11

In totale, con la busta paga, senza considerare le agevolazioni che dovrai calcolare nello specifico considerando la posizione fiscale del collaboratore, i tributi da pagare sono: 4.256,11 + 7.014,39 = 11.270,5 su un compenso lordo di euro 25.000.

 

Quante imposte paga la S.r.l. ed il collaboratore se questi utilizzano una partita Iva come forfettario?

Per comprendere qual è lo strumento fiscale migliore previsto dalla legge, che ti fa pagare meno tributi quando vuoi attivare una collaborazione di lavoro, bisogna anche comprendere l’entità dei tributi nel caso in cui il collaboratore abbia una partita Iva da forfettario.

Ricordati che il forfettario NON può avere i bonus fiscali della busta paga che hai letto nel capitolo precedente e che sono riservati solo alla busta paga.

Di sicuro, il regime del forfettario, farà pagare i seguenti tributi al collaboratore:

– contributi Inps commercianti del 24% circa, diminuito di un 35% come bonus contributivo riservato alla partita Iva del forfettario (cosa che abbassa i contributi Inps a circa il 15,60%);

– consideriamo l’Inps commercianti, e no Inps gestione separata che è in capo alle partite iva come professionista;

– deve pagare le imposte su un reddito da dichiarare che è calcolato su una percentuale del fatturato generato dalla partita Iva, e sul quale pagherà il 5% di imposte per i primi 3 anni, oppure il 15% per gli anni successivi. Aliquota che si chiama percentuale di redditività, e che ha la funzione di individuare il reddito in percentuale del fatturato che fa il collaboratore con la partita Iva da forfettario;

– in via precauzionale consideriamo la partita Iva che ha la maggiore percentuale di redditività, che rappresenta  il caso in cui paga più imposte. In questo modo, se hai una partita Iva forfettaria con una percentuale di redditività minore, significa che risparmi ulteriore imposte;

– non consideriamo la detrazione dei contributi Inps, unico costo che si può dedurre dal reddito della partita Iva da forfettario, perché il risparmio contributivo dipendente se questi sono stati pagati. Cosa che puoi verificare nella specifica posizione del collaboratore, ricordando che il risparmio fiscale è veramente contenuto.

I calcoli da sviluppare per individuare i tributi da pagare con un collaboratore che ha la partita Iva da forfettario sono i seguenti:

– coefficiente di redditività peggiore è dell’86%;

– consideriamo che questo abbia la partita Iva da meno di 3 anni, questo in quanto paga il 5% di imposte, invece che il 15%;

Adesso andiamo a sviluppare i calcoli:

– la S.r.l. non dovrà pagare nessun contributo per il collaboratore che ha la partita iva.

– dunque, il collaboratore con il regime del forfettario, deve pagare tutti i contributi Inps e le imposte nel seguente modo:

A) reddito del forfettario = fatturato x coefficiente di redditività = 25.000 x 86% = 21.500, quindi questo è il reddito sul quale il collaboratore andrà a calcolare i contributi Inps e le Imposte;

B) contributi Inps commercianti = 21.500 x 24% = 5.160;

C) imposta sul reddito del forfettario = 21.500 x 5% = 1.075;

Quindi, in totale, i tributi pagati dal collaboratore con una partita Iva da forfettario su un compenso lordo di euro 25.000 sono di euro = 5.160 + 1.075 = euro 6.235;

In sintesi, attivando una collaborazione con una persona che ha una partita Iva forfettaria, la S.r.l. paga euro 25.000, simile all’importo di un dipendente a tempo pieno ed i tributi complessivi sono di euro 6.235.

Questo significa che, al collaboratore, rimane di competenza euro 25.000 – 6.235 = 18.765.

Ottenuto questo dato bisogna paragonarlo al caso della collaborazione utilizzando una busta paga da dipendente.

 

Tributi pagati sulla busta paga VS tributi pagati con la partita Iva da forfettario

Adesso che abbiamo calcolato i tributi pagati dalla S.r.l., sia nel caso di un collaboratore assunto con busta paga, sia nel caso di partita Iva da forfettario, possiamo paragonarli considerando il compenso lordo di euro 25.000.

Ho voluto prendere un compenso lordo di euro 25.000 in quanto ipotizzo una collaborazione similare al tempo pieno.

In sintesi i dati sono:

– tributi pagati sulla busta paga dalla S.r.l. e dal dipendente: 11.270,50;

– tributi pagati con la partita Iva da forfettario: 6.235.

Come puoi notare da solo, grazie alla partita Iva del forfettario, questo strumento fiscale ti permette di pagare molti meno tributi rispetto al caso della busta paga.

Ovviamente hanno altre differenze che vanno oltre il semplice calcolo numerico, cosa che devi considerare nel dettaglio, insieme al tuo consulente, mentre controlli la tua posizione. Differenze che ti elencherò proseguendo con la lettura di questa circolare.

Il regime della partita Iva da forfettario ti fa pagare complessivamente meno tributi, cosa che consiste in un compenso maggiore per il collaboratore.

Dunque sia il collaboratore sarà più contento di lavorare per te sia perché riceverà più soldi, sia tu sarai contento perché la S.r.l. non paga i contributi Inps a carico dell’azienda per il collaboratore.

In tutti i casi puoi anche mantenere una situazione in cui, sia la tua S.r.l. sia il collaboratore, prendete più soldi, decidendo di “dividere” il vantaggio fiscale che avete dalla collaborazione utilizzando una partita Iva da forfettario.

Ma adesso, prima di andare oltre, c’è un altro pezzo importante che devi conoscere.

Ora hai intuito che avere un collaboratore con il regime del forfettario è importante per tagliare i tributi, subito dopo dovrai comprendere se lo puoi utilizzare nel rispetto della legge evitando la possibile contestazione di lavoro in nero e, quindi, salvarti da sanzioni che sono pesanti.

 

In quali casi puoi utilizzare al meglio il collaboratore con la partita Iva da forfettario senza che questo sia considerato un lavoratore in nero?

Adesso che ti ho mostrato che utilizzare il regime della partita Iva con il regime del forfettario è importante, devi stare attento ad evitare di utilizzarlo come “sostituto” del lavoro subordinato dipendente.

Questo in quanto, l’ispettorato del lavoro, potrebbe contestarti che il collaboratore sia da assumere con busta paga, non riconoscerti valido il rapporto con la partita Iva da forfettario ma, peggio di tutto, obbligarti a pagare le sanzioni salate per il lavoro in nero.

Sei obbligato ad utilizzare un contratto di lavoro da dipendente nel momento in cui il collaboratore può lavorare solo con le tue direttive, è costretto a lavorare a contatto con il pubblico presso il tuo negozio e stabilendogli anche gli orari di svolgimento del suo lavoro.

Dunque, il collaboratore con la partita Iva da forfettario, può essere attivato prevalentemente per tutte quelle collaborazioni di mansioni che tu puoi delegare al collaboratore e che lui può fare stabilendo egli stesso autonomamente gli orari e l’esecuzione dei lavori.

Per esempio, vendita, amministrazione varia o, comunque, tutte quelle mansioni che può fare “da casa”, senza la supervisione dell’imprenditore o che sia costretto ad essere presente nei locali dove di svolge il lavoro, sono tutti lavori che puoi affidare ad un collaboratore che ha una partita Iva da forfettario.

Al contrario, per esempio, farlo lavorare in una fabbrica oppure al contatto con il pubblico in un ristorante, ti obbliga ad assumere il collaboratore con una busta paga.

Rispettando questa cosa, puoi benissimo utilizzare il collaboratore con la partita Iva da forfettario e consentire, a te ed a lui, di tagliare i costi e le imposte senza rischiare le sanzioni del lavoro in nero.

Siccome tutti e 2 questi strumenti hanno vantaggi e svantaggi, ho deciso di condividere con te come utilizzare entrambi questi strumenti in modo che tu possa utilizzarli nel momento in cui ti fanno risparmiare più tributi possibili, prendendo il maggior numero di bonus fiscali e contributivi.

 

Qual è il modo migliore per utilizzare sia i vantaggi della partita Iva con il regime del forfettario sia la busta paga al fine di tagliare il maggior numero di tributi e prendere il maggior numero di bonus previsti dalla legge?

Siccome tutti e due gli strumenti visti in questa circolare hanno dei vantaggi fiscali e contributivi, ti propongo una procedura per poter utilizzare entrambi nel modo migliore:

  • Per i primi 3 anni puoi iniziare la collaborazione con il collaboratore facendogli utilizzare il regime della partita Iva con il forfettario.

In questo modo il collaboratore ha una imposta sul reddito del 5%, invece che del 15%, mentre la S.r.l. può interrompere il rapporto di lavoro con molta più facilità senza pagare maggiori contributi per il licenziamento.

  • Dopo i 3 anni, direi che il rapporto sia diventato duraturo, quindi la collaborazione con il collaboratore è certa e puoi valutare di iniziare a collaborare con una busta paga.

Il vantaggio, per il collaboratore, risiede nel fatto che può accedere a benefici fiscali che gli danno più soldi, come ad esempio il bonus Renzi, come la detrazione d’imposta (per i redditi fino a 8.000 euro possono prevedere di annullare le imposte), oppure a benefici contributivi in caso di interruzione del rapporto come, ad esempio, la disoccupazione.

Mentre, per la S.r.l. , il vantaggio risiede nel fatto che può ricevere un rimborso dall’Inps in caso di malattia del dipendente, infortunio e di aumentare il compenso senza pagare né le imposte né i contributi, grazie ai rimborsi spese forfettari ed ai rimborsi chilometrici.

  • Ti consiglio di iniziare prima la collaborazione con il collaboratore con il regime del forfettario e solo dopo di valutare la busta paga, perché questo è consentito dalla legge.

Mentre il contrario NON è previsto dalla legge, ossia la legge NON vuole che tu prima assumi una persona con busta paga e dopo trasformi il rapporto con lui in una partita Iva da forfettario.

Questo perché la legge non consente di utilizzare il regime fiscale di vantaggio del forfettario a chi è stato un dipendente della S.r.l. .

Prima di passare alle conclusioni è importante comprendere che puoi tagliare le imposte solamente utilizzando la legge, adattandola al tuo contesto fiscale specifico.

Cosa che comporta di dover analizzare sia parametri numerici, sia parametri non numerici.

Prima abbiamo visto dei parametri numerici che ti fanno capire quale strumento ti permette di tagliare i tributi, mentre qui, di seguito, voglio condividere le altre considerazioni che potresti fare per comprendere quali dei due strumenti è per te migliore nella tua specifica situazione ed in quella del collaboratore.

 

Quali cose devi valutare per comprendere quale strumento è per te il migliore tra la busta paga e la partita Iva come forfettario per tagliare le imposte ed i contributi?

Prima di concludere questa circolare, e consentirti di utilizzare questi strumenti per tagliare le imposte, è importante essere consapevoli del fatto che, per comprendere quale scelta è migliore per te, devi anche conoscere altri elementi fiscali che devi adattare alla tua specifica posizione fiscale quando vai a fare i calcoli di convenienza insieme al tuo commercialista:

a) con la busta paga ricordati che puoi avere il bonus Renzi (anche quello nuovo), le detrazioni d’imposta che ti fanno annullare le imposte fino ad euro 8.000 all’anno, detrazioni per i figli a carico, detrazione per il coniuge a carico, rimborsi spese chilometrici, rimborsi spese forfettario, malattia, maternità, disoccupazione, infortunio, assegno di famiglia, cassa integrazione. Tutti elementi che possono andare a vantaggio sia della S.r.l. sia del dipendente;

b) tutte le volte che vuoi assumere un dipendente verifica se ci sono riduzioni contributive per particolari situazioni lavorative. Se paghi meno contributi, il calcolo di convenienza deve partire da un compenso lordo annuale minore;

c) con una busta paga è più difficile interrompere il rapporto rispetto ad una partita Iva con il regime del forfettario. Inoltre, se sei tu a licenziare il dipendente con busta paga, anche in caso di giustificato motivo dovuto alla riduzione del fatturato, allora dovrai pagare ulteriori contributi per finanziargli parte della disoccupazione. Cosa che ti farà aumentare i costi;

d) con una busta paga contenuta, in modo da dare al collaboratore circa euro 8.000 annuo di compenso lordo Irpef, e che questo sia il suo unico reddito, il dipendente non paga imposte, ma pagherà solo i contributi Inps. Quindi, il dipendente percepisce di prendere più soldi. Mentre, con il regime del forfettario, dovrà sempre pagare delle imposte, anche se molto basse, sui redditi contenuti perché non può accedere al beneficio della detrazione d’imposta;

e) con la partita Iva, ricordati che il collaboratore dovrà pagare gli acconti dal secondo anno successivo. Questo effetto deve essere conosciuto da parte del collaboratore in quanto fa percepire di pagare più imposte del dovuto, perché dovrà anticipare delle imposte che saranno un credito nella dichiarazione dei redditi successiva, ma che appesantirà l’importo delle imposte da pagare.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare hai compreso come avere dei nuovi collaboratori con una specifica procedura per tagliare le imposte ed i contributi utilizzando il regime della partita Iva come forfettario ed i bonus tributari riconosciuti alla busta paga, in modo da sfruttare al meglio i benefici previsti dalla legge previsti per questi 2 strumenti.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

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Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

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