Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per affrontare con te un argomento molto gettonato dagli imprenditori che hanno o che vogliono costituire una S.r.l.: ”è meglio prendere un compenso con la busta paga da amministratore della S.r.l. oppure come socio lavoratore dipendente?”

Una bella domanda…che non prevede una risposta secca e semplice, ma l’intervento del miglior ricercatore e divulgatore fiscale in circolazione: naturalmente Simone Calisti.

Come sempre prima di cominciare, ti rivolgo la domanda di rito: ”ti sei già iscritto al blog di Efficacia Fiscale per avere accesso al materiale che metto gratuitamente a disposizione degli utenti iscritti, per poter essere avvisato ogni volta che pubblico un video o faccio una diretta sul mio canale YouTube Commercialista Calisti, organizzo un Webinar, pubblico un Podcast e tanto altro?”.

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Dopo questa breve parentesi promozionale, sei pronto a scoprire tutto ciò che devi conoscere per poter scegliere tra cedolino e busta paga con cognizione di causa?

Bando alle ciance and let’s go…

 

Obiettivo di questo articolo

Ci sono delle situazioni in cui un imprenditore ha più “modi” per prendere i soldi dalla S.r.l. .

Di sicuro ci sono vari strumenti di efficacia fiscale che puoi utilizzare, ma una scelta che puoi fare è quella di prendere una parte di utili come busta paga da amministratore della S.r.l., oppure come socio lavoratore dipendente.

Con questo articolo voglio condividere con te le differenze che ci sono tra questi due strumenti, per consentirti di fare la scelta migliore sotto il punto di vista fiscale.

Per fare questo prima andrai a scoprire quando puoi avere una busta paga da amministratore della S.r.l. e quando quella da socio lavoratore dipendente.

Poi, comprenderai le cose che hanno in comune questi strumenti e cosa hanno di diverso.

Per finire, ti esprimerò una mia considerazione per mostrarti come poter utilizzare in modo pratico questi due strumenti.

L’efficacia fiscale, in fondo in fondo, è applicare la legge fiscale a tuo vantaggio adattandola alle tue necessità.

 

Quali sono i requisiti per attribuire una busta paga da dipendente della S.r.l. all’imprenditore?

Prima di proseguire reputo utile rinfrescare quando un socio della S.r.l. può essere assunto come dipende.

Un socio può benissimo lavorare come dipendente all’interno della propria S.r.l., ma deve rispettare specifiche condizioni.

  1. Non deve avere il controllo, diretto o indiretto, della società. Ossia deve avere una quota nella S.r.l. inferiore al 50% (meglio se 49% o giù), e
  2. non deve avere il controllo dell’amministrazione. Ossia non deve essere amministratore unico, oppure dove ci siano più amministratori, deve poter essere in minoranza e soggetto al controllo dell’intero organo amministrativo.
  3. Poi ovviamente deve lavorare veramente come un dipendente. Deve rispettare l’orario di lavoro, deve essere veramente soggetto alla direzione e coordinamento degli altri amministratori o di altri preposti.

Se ci sono questi requisiti allora il socio della società può avere una busta paga da dipendente all’interno della S.r.l. . Posto questo è normale che un ente potrebbe contestare tutto al contrario di tutto.

Tecnicamente questi non sono requisiti impossibili, l’unica cosa che è importante che tu comprenda è che se vuoi fare il dipendente, devi essere per davvero un dipendente.

Quindi hai bisogno di un socio terzo a te.

Detto in altri modi, se vuoi utilizzare questa opzione, puoi benissimo essere un dipendente, ma poi perderai il controllo della S.r.l. .

 

Quali sono i requisiti per attribuire un compenso da amministratore?

Adesso puoi esaminare quali requisiti devi rispettare per avere un compenso da amministratore nella S.r.l. .

  1. Il primo requisito è che devi essere amministratore della S.r.l. . Sembra una cosa scontata ma non lo è. Se vuoi avere un compenso da amministratore devi essere un vero amministratore e il tuo nome deve essere presente nella visura della società.
  2. Come seconda cosa l’assemblea dei soci devono attribuire un compenso da amministratore allo stesso. Questo in quanto l’amministratore, non ha di base un compenso, e potrebbe lavorare per la S.r.l. senza ricevere un compenso. Se l’amministratore vuole un compenso, allora i soci della S.r.l. devono autorizzare e decidere l’importo del compenso dell’amministratore. Ovviamente nessuno ti impedisce di essere il socio unico e anche amministratore unico. Quindi tu puoi benissimo avere il pieno controllo della S.r.l. e quindi attribuirti tutto il compenso dell’amministratore che per te ritieni opportuno.

Questa seconda opzione, ti porta a conservare il maggior controllo possibile nella S.r.l., cosa che non puoi avere nel caso precedente.

Altra informazione che volevo condividere con te è anche questa opzione la potresti prendere anche nel caso in cui tu volessi utilizzare l’amministratore delegato.

Senza farla troppo lunga perché non è oggetto di questo articolo, l’amministratore delegato è colui che è nominato amministratore ma solo su determinate aree specifiche stabilite dalla delega.

In un certo senso è una via di mezzo tra l’amministratore della S.r.l. ed il dipendente. Quindi può avere entrambe le buste paghe, sia quella da dipendente, sia quella da amministratore. Dipende da come è configurata la sua carica che stabilisci nel momento di nomina dell’amministratore.

Mostrati questi punti, è importante adesso partire dai punti che hanno in comune queste soluzioni, per poi mostrare cosa hanno di diverso e quindi giungere a delle conclusioni con delle mie idee e spunti.

 

Cosa hanno di simile la busta paga da dipendente e la busta paga da amministratore?

Adesso comprenderai cosa hanno in comune la busta paga dell’amministratore con la busta paga del dipendente.

Conoscere cosa hanno in comune queste tipologie di buste paga ti permette di comprendere cosa non fa la differenza quando devi preferire uno o l’altro strumento.

Aiutandoti a comprendere al meglio qual è la scelta migliore per te.

Prima di tutto reputo utile comprendere cosa c’è di simile tra le due opzioni:

  1. Pagano l’Irpef nello stesso modo. Sia il socio dipendente, sia l’amministratore pagano le stesse imposte Irpef. I contributi sono un po’ diversi, ma le imposte Irpef sono uguali.
  2. Rimborsi chilometrici. I rimborsi spese, di tutte le tipologie sono uguali sia nel caso della busta paga dell’amministratore, sia nel caso della busta paga del socio lavoratore dipendente.
  3. Rimborso forfettari. Lo stesso discorso che vale per i rimborsi spese in generale. Li poi prendere con tutte e due le tipologie di buste paghe.
  4. Rimborsi analitici. Anche per i rimborsi analitici è lo stesso. Basta compilare una nota spesa a fine mese, per poi ricevere il rimborso a fine mese. Ecco, tutti e due possono avere questa tipologia di rimborso.
  5. I contributi sono a carico sia del dipendente, sia a carico dell’azienda. I contributi Inps, per una parte sono a carico del dipendente/amministratore, e una parte a carico della società. Le aliquote e le percentuali sono diverse, ma il meccanismo è lo stesso per entrambi.
  6. Detrazione per lavoro da dipendente. Lo stato concede dei bonus sui redditi bassi. In sostanza fino ad un reddito imponibile Irpef di euro 8.000, non paghi nessuna imposta. Poi all’aumentare dl reddito dovrai pagare qualcosa a titolo d’imposta perché il bonus diminuisce all’aumentare del reddito.
  7. Buoni pasto. I buoni pasto sono dei ticket che può ricevere chi una busta paga e che ti consente di andare al ristorante o fare la spesa al supermercato. Il vantaggio di questi buoni pasto risiede nel fatto che chi li riceve, fino a 8 euro al giorno se i buoni pasto sono elettronici, non sono imponibili ai fini Irpef e neanche ai fini dei contributi Inps
  8. Detrazione per figli (o coniuge) a carico uguale. Se hai dei figli (o dei familiari) a carico, lo stato ti diminuisce le imposte da pagare. Questo bonus lo puoi utilizzare in entrambi i casi.
  9. Assegno unico uguale. L’assegno universale è quello che in precedenza era l’assegno di famiglia. L’assegno universale è un assegno dato a chi ha dei figli a carico inferiori a 21 anni. Va anche in funzione del numero dei figli che hai. Dal 2022 l’assegno unico universale lo può prendere anche l’amministratore della società.
  10. Ricevi una certificazione unica dei compensi. Quindi lo puoi utilizzare per mostrare il reddito. Quando hai una busta paga, alla fine dell’anno ti viene rilasciato una certificazione unica che riepiloga il reddito che hai percepito. La certificazione unica è quel documento che una volta si chiamava “Cud”. Il vantaggio nell’avere la certificazione unica risiede nel fatto che puoi dichiarare un reddito. In questo modo hai più facilità a richiedere un finanziamento in banca.

 

Cosa hanno di diverso la busta paga da dipendente e la busta paga da amministratore?

Adesso che sei consapevole di quali elementi hanno in comune la busta paga da dipendente e quella dell’amministratore, ora sei pronto a comprendere quali sono le differenze tra queste due tipologie di buste paghe.

  1. Malattia. Quando un dipendente sta male, una parte della malattia è rimborsata dall’Inps. Questo è un vantaggio che hanno le S.r.l. con dei dipendenti, perché una parte del costo di questo dipendente è pagato dall’Inps nel momento in cui il dipendente sta male. Questa cosa non la può avere l’amministratore. Anche nel caso in cui l’amministratore stesse male, allora la S.r.l. non riceverebbe nessun indennizzo da parte dell’Inps.
  2. Ferie, permessi. In un contratto di lavoro da dipendente è previsto che questo possa stare a casa per ferie o permessi e continuare a ricevere lo stipendio. Questa cosa non è prevista per un amministratore, che prende lo stesso stipendio indipendentemente dal fatto che prende le ferie o meno (tanto quanto per la malattia).
  3. Il trattamento di fine rapporto del dipendente è previsto dalla legge. A vantaggio dei dipendenti, la legge prevede che una S.r.l. debba accantonare il trattamento di fine mandato (da qui in poi abbreviato in TFR). Il TFR è in sostanza una forma di compenso differito, a vantaggio dell’imprenditore socio dipendente, che gli viene erogato al termine del rapporto. La legge prevede la quantificazione del TFR. Il TFR non lo può avere l’amministratore, perché a lui può essere attivato un trattamento di fine mandato, che simile, ma vari elementi diversi.
  4. Il trattamento di fine mandato dell’amministratore (TFM) deve essere attivato e ci paghi i contributi Inps gestione separata. Non è previsto dalla legge. L’amministratore non ha diritto al trattamento di fine rapporto che ha il dipendente. Ma, invece, ha diritto al trattamento di fine mandato (abbreviato come TFM). Il TFM beneficia della tassazione separata come il TFR, ma purtroppo deve pagare i contributi della gestione separata al pari del compenso dell’amministratore. Il TFM non ha un importo determinato dalla legge, quindi è l’assemblea dei soci che deve decidere l’importo. In sintesi, posso dirti che il TFR permette di avere una migliore efficacia fiscale rispetto al TFM.
  5. Disoccupazione. La Disoccupazione è sussidio che prendono i dipendenti quando vengono licenziati. Questo è sussidio che possono avere i dipendenti, ma che non ha l’amministratore.
  6. Contributi per la pensione migliori. I contributi Inps rientrano in 3 categorie, i dipendenti, Inps commercianti e la gestione separata del compenso dell’amministratore. Di questa gerarchia, i contributi che daranno la migliore pensione, sono quelli dei dipendenti. Mentre i contributi che daranno una pensione peggiore, in termini di quanta pensione riceverai in rispetto a quanto hai versato, sono quelli dell’Inps gestione separata del compenso dell’amministratore.
  7. Busta paga da dipendente a tempo pieno ti protegge contro i contributi Inps commercianti, mentre la busta paga da amministratore non ti protegge. Se lavori con un contratto di lavoro da dipendente a tempo pieno, allora eviti di pagare i contributi Inps commercianti. Invece, con un compenso da amministratore, non potrai mai toglierti i contributi commercianti. Questo indipendentemente dall’ammontare del compenso da amministratore.
  8. L’importo della busta paga dipendente è stabilita dal contratto collettivo, mentre l’importo del compenso da amministratore è stabilito dai soci. Compenso amministratore libero, anche quello da dipende di fatto è libero, ma devi prevedere delle maggiorazioni. Il contratto di lavoro di un dipendente è stabilito della legge (precisamente dai contratti collettivi di riferimento), quindi ci sono degli importi minimi che devi rispettare. Mentre il compenso dell’amministratore è determinato dall’assemblea dei soci. Ai dipendenti gli puoi dare tutto il compenso che ti pare e piace, ma non puoi scendere al di sotto di determinati importi stabiliti dalla legge.
  9. Contributi Inps a carico dell’azienda del dipendente sono più alti rispetto ai contributi dell’amministratore. Il punto principale, dal punto dell’imprenditore è che a parità di compenso, le aliquote contributive sono un po’ diverse. I contributi del dipendente (sia la quota a carico del dipendente, sia la quota a carico dell’azienda) sono più alti rispetto a quelli degli amministratori.
  10. Contributi a carico del dipendente, il dipendente paga di più rispetto all’amministratore. Questo, comunque è un falso problema nel momento in cui tu sei effettivamente un socio della società. Perché a te interessa sapere i contributi complessivi pagati dal dipendente, sia quelli pagati dalla S.r.l. .
  11. Infortunio. L’infortunio è una cosa diversa rispetto alla malattia. La malattia è quando stai male, ad esempio perché hai la febbre. L’infortunio invece è quando hai un incidente di lavoro durante le ore di lavoro, oppure in prossimità dell’orario di lavoro. L’infortunio consiste nel fatto che è l’ente Inail che paga parte del compenso. Quando un dipendente ha un infortunio, una parte dello stipendio del dipendente è pagato dall’Ente, invece l’amministratore non ha questo beneficio.
  12. Tredicesima e quattordicesima. La 13esima e la 14esima sono semplicemente delle ulteriori buste paghe che ha il dipendente rispetto all’amministratore della S.r.l. . Qui non c’è nessun particolare per tagliare il carico fiscale. Ma ho deciso di segnalarti questo punto per ricordarti che se vuoi equiparare il costo effettivo dell’amministratore e quello del dipendente socio lavoratore, non puoi prendere solo l’importo di una busta paga mensile, perché per il dipendente devi sommare anche il costo della 13esima e 14mensile di competenza ogni mese.
  13. Per maturare un anno di pensione con il compenso dell’amministratore, devi pagare i contributi Inps su un reddito definito “minimale” dall’Inps (che nel 2022 è di circa 16.243 euro). Quindi se vuoi attivare una busta paga per poi iniziare a maturare la pensione, ricordati che se avessi solo il compendo dell’amministratore dovresti attribuirti, come minimo, un compenso da amministratore di S.r.l. lordo Inps di euro 16.243 per avere valido un anno di pensione.

 

Puoi avere sia una busta paga da amministratore e una busta paga da dipendente nella stessa S.r.l.?

Sì, puoi anche essere un amministratore e un dipendente, ma sono condizioni alquanto particolari da realizzare, perché devi essere un amministratore della S.r.l., ma allo stesso tempo essere soggetto al coordinamento di un altro amministratore.

Situazione non impossibile, ma di certo difficile da realizzare nel concreto.

 

Quando conviene l’uno e quando conviene l’altro?

Come hai potuto notare da solo, ogni strumento ha i suoi vantaggi e svantaggi.

Dal mio punto di vista, la soluzione migliore è quella della busta paga da dipendente, invece che la busta paga da amministratore.

Il problema è che, per poter essere un socio dipendente con busta paga, purtroppo non devi avere il controllo (diretto o indiretto) dell’assemblea e, quindi, non controlli l’amministrazione della S.r.l. .

Dunque, potrei dirti che essere un socio lavoratore dipendente conviene rispetto alla busta paga da dipendente, ma non può essere a socio unico beneficiario dalla maggior parte degli utili. Dovrà avere la minoranza dell’assemblea.

Al contrario, nel caso in cui ci sia un amministratore della S.r.l., ovviamente non può avere i benefici della busa paga da dipendente, ma può essere un socio che ha il controllo della S.r.l. e, quindi, si addice anche a chi è socio unico.

In tutti i casi, avere un compenso da amministratore, anche piccolo, spesso ti permette di avere maggiori benefici fiscali rispetto al caso di non averlo.

 

Conclusione

Ora hai tutte le informazioni che ti occorrono per poter valutare cosa scegliere tra cedolino da amministratore o busta paga e regolarti di conseguenza.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

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