Ciao, ti do il benvenuto in questo articolo di Efficacia Fiscale per affrontare ed approfondire un argomento molto gettonato su internet: il rimborso analitico.

Nelle scorse settimane ho parlato dei rimborsi chilometrici e forfettari, oggi è il turno del rimborso analitico, conosciuto anche come rimborso “a piè di lista” o documentale.

Appena avrai finito di leggere questo nuovo articolo saprai utilizzare il rimborso analitico come strumento per tagliare le imposte ed i contributi di un imprenditore che ha una S.r.l., e quindi come prendere più soldi rispetto a quelli che spende durante la trasferta.

Prima di addentrarmi nell’argomento mi presento ai neofiti e faccio un breve riepilogo di chi sono e di cosa faccio ai lettori di vecchia data. Lettori che, nel frattempo, sono sicuramente diventati anche utenti del mio canale YouTube “Commercialista Calisti” (non ti sei ancora iscritto? Corri a farlo 😉).

Mi chiamo Simone, sono un Commercialista, ho uno Studio a Rimini e qualche anno fa ho creato uno Studio online, in cui ricevo clienti da ogni parte d’Italia e non solo.

Quali sono i vantaggi?

Nessun vincolo ad appuntamenti in orario di ufficio, nessuna perdita di tempo in spostamenti, zero carta da stampare ma solo documenti virtuali, trasmessi via web ed archiviati in modo digitale.

Questi vantaggi sono emersi in modo eclatante in quest’ultimo anno, quando l’emergenza COVID19 ha imposto, in modo improvviso, le regole sul distanziamento sociale e sui divieti di spostamento.

Il mio Studio di commercialisti non ha minimamente risentito delle regole restrittive anzi..sinceramente siamo in crescita.

Il giorno dopo l’annuncio del lockdown abbiamo continuato a lavorare esattamente come il giorno precedente, grazie, anche, al fatto che anche gli Enti si stanno informatizzando ogni giorno di più (fatture elettroniche, cassetti virtuali, libri sociali on line ecc).

Sono un commercialista che dopo aver compiuto tutte le fasi della formazione tradizionale (laurea, e praticantato), dopo aver avviato il proprio Studio, dopo aver acquisito clienti di ogni genere (forfettari, semplificati, ordinari,  ditte individuali, società di persone, società di capitali) è stato in condizioni di fare una valutazione concreta, basata sui numeri, ed ha compreso che la S.r.l. è la forma giuridica migliore per chi gestisce un business in crescita ed ha intenzione di investirci tempo e denaro per farlo crescere sempre di più.

Per questo motivo mi sono focalizzato sulle S.r.l., ho studiato e studio ogni giorno questa forma societaria, mi tengo costantemente informato ed ho imparato a muovermi con destrezza nella selva, spesso oscura, di norme, circolari, risposte ad interpelli, sentenze di ogni grado che riguarda questa forma societaria.

Per rendere il mio approccio online ho scelto di utilizzare questo blog ed il mio canale Youtube per condividere con te i risultati dei miei studi e dei miei approfondimenti.

Se mi stai leggendo appartieni alla categoria dei clienti con cui amo collaborare: i clienti curiosi, che desiderano conoscere o  approfondire la conoscenza degli strumenti messi a disposizione dalla legge per tagliare imposte e contributi utilizzando la legge fiscale messa a disposizione delle S.r.l. .

Che desiderano guadagnare anche tramite il risparmio fiscale e contributivo, senza ricorrere ai vecchi trucchi facilmente smontabili in caso di accertamento (il “nero”, le rimanenze gonfiate e chi più ne ha ne metta) e a manovre border line datate “31.12 “per tentare di risolvere in corner una situazione sfuggita al controllo (o semplicemente ignorata).

Perché ti dico questo?

Perché il mio Studio online si basa su due pilastri: la Contabilità Controllata mensile e l’Efficacia Fiscale, che, per poter reggere l’edificio “Business vincente” necessitano di una stretta e costante collaborazione tra me, il mio staff ed i miei clienti.

In altre parole non sono il tipo di commercialista che si fa vivo il giorno prima delle scadenze fiscali e non amo lavorare con clienti che spariscono 11 mesi e 29 giorni l’anno, se ne sbattono della contabilità e si fanno vivi solo per lamentarsi del prezzo, del carico di imposte e pretendono che si risolva l’irrisolvibile.

Ti descrivo brevemente questi due pilastri. La Contabilità Controllata mensile consiste nel controllare, ogni mese, i numeri del bilancio per verificare che siano corretti e, quindi, attendibili.

Se i numeri della contabilità sono aggiornati, il bilancio della S.r.l. è esatto e diventa il tuo miglior alleato per delineare le strategie di business (oltre a quelle fiscali).

I numeri del bilancio della S.r.l. ti possono fornire indicazioni fondamentali per scegliere quali sono i costi da tagliare, quali sono quelli su cui investire per aumentare il fatturato e, di conseguenza, gli utili.

Il controllo mensile (mensile non trimestrale o, peggio, annuale) ti consente di comprendere, praticamente in tempo reale, se è giunta l’ora di applicare uno o più di uno degli strumenti del secondo pilastro su cui si basa il mio Studio, l’Efficacia Fiscale, ossia gli strumenti messi a disposizione dalla legge, alle S.r.l., per abbattere il carico fiscale e contributivo dell’imprenditore tra cui, i rimborsi analitici che approfondirò a breve. E in che misura.

Questo è un concetto fondamentale: il fatto che uno strumento esista non significa che faccia al caso tuo o che abbia senso attivarlo nella sua massima estensione possibile.

Ovviamente, a meno che tu non abbia una formazione di commercialista alle spalle ed una giornata di 48 ore, non puoi fare tutto questo da solo.

Ma devi scegliere un commercialista che sia disponibile a fare questa verifica ogni mese e che ti sappia dare le giuste indicazioni. Come faccio io con i miei clienti, insomma… 😉

Una volta descritto chi sono e cosa faccio termino la presentazione con una breve panoramica finale su come lavoro e su quali sono i miei obiettivi.

Come ho già scritto ho scelto di lavorare esclusivamente on line (sia lato dei clienti, sia lato dei collaboratori) avvalendomi di collaboratori cui ho demandato la parte operativa per potermi concentrare sulla consulenza fiscale strategica ai clienti del mio Studio e sulla redazione di articoli/realizzazione di video per tutti gli imprenditori che desiderano approfondire la conoscenza della materia contabile e fiscale delle S.r.l. .

Gli articoli, spesso, nascono proprio dalle consulenze fatte ai miei clienti ed affrontano tematiche talvolta solo accennate, ma non approfondite, su internet.

Ovviamente, volendomi concentrare sul contenuto e volendo produrre molto contenuto, mi avvalgo di collaboratori per, ad esempio, sistemare la struttura delle frasi e correggere i refusi, ma la scelta dell’argomento, la ricerca delle fonti, lo studio e la verifica delle alternative e delle soluzioni è, e resta, campo rigorosamente mio.

Non sono un accademico che si limita a riportare testualmente il contenuto di leggi, circolari e sentenze, così come non sono un marketer che cerca a tutti i costi di venderti una S.r.l. come la soluzione ai problemi di utili bassi.

Sono un ricercatore, questo sì, che ha fatto sua la frase “non si finisce mai di imparare” e che, pertanto, studia di continuo e ama divulgare i risultati dei propri studi.

E giungo all’obiettivo: aiutarti a far crescere sempre di più gli utili della tua S.r.l. In vari modi. Anche tramite il taglio delle imposte, come ad esempio i rimborsi analitici, protagonisti di questo articolo.

Perché? Perché hai idea di cosa puoi fare se la tua S.r.l ha molti più utili e, di conseguenza, tu hai molti più soldi a disposizione? Faccio un sunto a scaletta:

  1. con più soldi a disposizione potrai avvalerti di collaboratori fidati e capaci cui delegare parte dei tuoi incarichi e guadagnare tempo;
  2. con più soldi e più tempo potrai dedicarti a nuovi business e aumentare ancora di più gli utili;
  3. con più soldi e più tempo potrai fare regali anche di prestigio alla tua compagna, ai tuoi figli, ai tuoi genitori, a chi ti vuole bene e, soprattutto, avrai il tempo di assaporare le loro reazioni;
  4. con più soldi e più tempo potrai dedicarti alle cose che ti piacciono, che ti fanno stare bene, che danno un senso al lavorare a capofitto;
  5. con più soldi e più tempo potrai dedicare maggior tempo ai tuoi figli, scoprire quali sono le loro preferenze, le loro attitudini e dare loro accesso al miglior percorso di studi;
  6. con più soldi e più tempo potrai prestare attenzione a te stesso e ai tuoi cari, cogliere segnali di malessere fisico e garantire in modo precoce le migliori cure mediche;
  7. con più soldi e più tempo potrai scatenare l’invidia e goderti il malumore di chi ti vedeva come un povero illuso che non ce l’avrebbe mai fatta;

e tanto altro ancora…

Sei pronto a guadagnare più soldi e più tempo, a goderteli e a dormire sonni tranquilli perché avrai realizzato tutto questo in modo perfettamente legale grazie anche ai rimborsi analitici?

Bando alle ciance and let’s go…

Quanti tipi di rimborsi spese ci sono?

I rimborsi spese di una S.r.l. si suddividono essenzialmente in tre categorie:

1) rimborso analitico;

2) rimborso chilometrico;

3) rimborso forfettario.

1) Il rimborso analitico consiste nella remunerazione delle spese sostenute basandosi esclusivamente sui documenti che attestano le suddette spese.

Ti faccio un esempio. Se l’imprenditore effettua una trasferta al di fuori del Comune in cui ha sede la società, per esempio a Rimini, e si reca a Bologna per un motivo aziendale, avrebbero diritto al rimborso dell’autostrada.

Rimborso che l’imprenditore chiede alla S.r.l. utilizzando un rimborso analitico, ed è quantificato in base ai documenti giustificativi dei costi sostenuti.

2) Il rimborso chilometrico, invece, serve a rimborsare l’imprenditore esclusivamente per i chilometri percorsi per raggiungere il luogo di destinazione della trasferta e tornare indietro.

Il calcolo dell’importo da rimborsare viene effettuato basandosi sui valori dei rimborsi chilometrici espressi dalle tabelle ACI (considerando anche i limiti fiscali in funzione dei cavalli fiscali e dei chilometri medi annuali impiegati dall’auto).

Se hai utilizzato questo strumento di risparmio fiscale ti sarai, di certo, accorto che questo rimborso chilometrico è più alto rispetto all’effettivo costo del carburante.

Perché?

Questo avviene semplicemente perché i quozienti riportati nelle tabelle ACI non tengono conto solamente del costo del carburante, ma anche di molti altri costi come, ad esempio, la manutenzione ordinaria e straordinaria della vettura, l’assicurazione e una quota di ammortamento del veicolo.

Pertanto, indipendentemente dal tipo di auto che utilizzi, riceverai un rimborso superiore alla spesa effettivamente sostenuta per il carburante.

Questo è un metodo che ti permette di prendere compensi in modo sano e avere i soldi direttamente nel conto corrente della S.r.l. senza dover pagare imposte e contributi.

È importante, però, che questo metodo venga utilizzato all’interno dei parametri di legge, quindi, dovrai rispettare almeno queste due regole: la trasferta dovrà essere “vera” e “documentata”.

Il rispetto di queste semplici regole ti permetterà di evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.

A questo punto un imprenditore che ha appena costituito una S.r.l. potrebbe domandarsi:

“Dato che non è stato attivato il cedolino, l’amministratore può, comunque, utilizzare il
rimborso chilometrico?”

La risposta è: “certamente!” Il rimborso chilometrico, così come il rimborso analitico può essere pagato anche in assenza di busta paga.

3) Il rimborso forfettario può essere pagato solo in presenza di una busta paga e prevede un rimborso spesa “fisso” di € 46,48 per il fatto che l’amministratore ha fatto una trasferta.

Questo tipo di rimborso copre le spese di vitto, alloggio e, essendo una quota fissa, ti permetterà di avere un guadagno, se le spese effettivamente sostenute durante la trasferta saranno inferiori a € 46,48.

 

Perché è importante utilizzare il rimborso spese analitico?

Il rimborso analitico è importante da conoscere perché è uno tra i primi rimborsi spese che possono avere gli amministratori ed i soci lavoratori della S.r.l. senza mettere in atto ulteriori eccessivi adempimenti burocratici.

Li puoi attivare senza busta paga, quindi sono di facile e di immediata applicazione.

Di sicuro sono degli strumenti che ti permettono di prendere dei soldi dalla S.r.l. per le prime spese iniziali che sostieni per le trasferte aziendali, senza attivare buste paghe, senza pagare il consulente del lavoro, senza pagare i contributi e le imposte.

Il rimborso analitico è un vero strumenti che ti permette di prendere più soldi rispetto a quelli che spendi e che ti fa tagliare il carico tributario grazie alla tua S.r.l.

Cosa  che scoprirai qui ,di seguito.

 

Quali spese rientrano nel rimborso analitico?

Con il rimborso analitico, l’imprenditore può richiedere la restituzione di 4 principali tipologie di spese:

– vitto, ossia il mangiare come, ad esempio, i ristoranti;

– l’alloggio, come, ad esempio, il pernottamento in un hotel;

– di viaggio, come, ad esempio, l’autostrada oppure il rimborso chilometrico delle tabelle Aci;

– di trasporto, come, ad esempio, il biglietto del treno o del taxi.

In questo modo questi rimborsi sono completamente deducibili per la S.r.l., mentre per l’imprenditore saranno soldi esenti imposte ed esenti contributi.

Ovviamente non puoi “speculare” su queste spese trasformandole in un compenso per te, ma è un ottimo strumento per iniziare subito ad utilizzare i soldi della S.r.l. per sostenere le tue spese effettuate per la tua impresa.

Tutti gli altri rimborsi spese anche se analiticamente documentati, corrisposti oltre viaggio, vitto e alloggio, sono tassati in capo al dipendente.

Le spese sono attestate dal dipendente nella nota spese e risultanti da documenti, anche non intestati, ma coincidenti per data e luogo con la trasferta.

Inoltre ricordati una cosa importante, le altre spese non documentate come, ad esempio, il parcheggio, lavanderia, telefono, non costituiscono reddito per 15,49 euro (Italia) e 25,82 euro (Estero).

L’eventuale corresponsione, in aggiunta a quanto detto fino adesso per il rimborso analitico, di una indennità, indipendentemente dall’importo, concorre interamente a formare il reddito di lavoro dipendente.

 

Chi può beneficiare del rimborso analitico?

I soggetti che possono ottenere il rimborso analitico grazie ad una S.r.l. sono:

– il socio lavoratore;

– l’amministratore con o senza compenso;

– il dipendente.

Sconsiglio ti far utilizzare il rimborso analitico al socio finanziatore (ossia a quello che non paga i contributi Inps) in quanto dichiarerebbe che sta lavorando per conto della società.

 

L’imprenditore della S.r.l. che riceve il rimborso analitico deve pagare le imposte ed i contributi?

L’imprenditore che riceve il rimborso analitico non paga le imposte né i contributi. Non lo dico io, ma la legge grazie all’articolo 51 del Tuir (testo unico delle imposte sul reddito):

 

Art. 51 – Tuir

Determinazione del reddito di lavoro dipendente

[…]

In caso di rimborso analitico delle spese per trasferte o missioni fuori del territorio comunale non concorrono a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto, nonché i rimborsi di altre spese, anche non documentabili, eventualmente sostenute dal dipendente, sempre in occasione di dette trasferte o missioni, fino all’importo massimo giornaliero di lire 30.000, elevate a lire 50.000 per le trasferte all’estero.

[…]

Le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell’ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono a formare il reddito. 

[…]

 Questo pezzo afferma che:

– solo queste 4 categorie di costi sono esenti imposte ed esenti contributi (vitto, alloggio, viaggio, trasporto) nell’ambito di un rimborso analitico di una trasferta fuori da Comune di lavoro ordinario dell’imprenditore;

– oltre a questo, l’imprenditore può avere un ulteriore rimborso esente da tutto per 15,49 euro per le spese non documentate;

– per gli spostamenti effettuati nel Comune, potrebbero esserci soldi sui quali dovrai pagare imposte e contributi.

 

La S.r.l. può scaricare il rimborso analitico?

La S.r.l. può scaricare i soldi erogati all’imprenditore a titolo di rimborso analitico, ma con delle limitazioni. Come ti mostra l’articolo 95 del Tuir:

Art. 95

Spese per prestazioni di lavoro

 […]

 3. Le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sono ammesse in deduzione per un ammontare giornaliero non superiore ad euro 180,76; il predetto limite è elevato ad euro 258,23 per le trasferte all’estero.

[…]

 Questo significa che la S.r.l. si può scaricare, ogni giorno, al massimo euro 180,76 a titolo di rimborso spesa analitico per l’amministratore. Cosa che dovrai monitorare quanti compili la nota spesa di fine mese.

 

Quando si attiva il rimborso analitico?

Il rimborso analitico lo puoi utilizzare nel momento in cui hai questi 2 elementi:

– quando l’imprenditore fa una trasferta fuori dal Comune dove ha la sede ordinaria di lavoro;

– utilizzando una nota spese alla fine del mese.

Con questi elementi sei sicuro di poter ottenere un rimborso analitico esente imposte ed esente contributi anche se non hai una busta paga.

 

Quali elementi devi inserire nella nota spese di fine mese per richiedere il rimborso analitico correttamente?

Per poter prendere il rimborso analitico devi ricordarti, a fine mese, di compilare un documento (che può essere compilato in “carta bianca” ossia anche in Word o in Excel) per documentare la trasferta.

Principalmente serve per presentarsi all’eventuale confronto con il funzionario dell’Agenzia delle Entrate, ordinato in modo da avere elementi di prova che queste trasferte sono in realtà vere.

Più hai elementi di prova che i rimborsi spesa siano veri e più hai modo di difenderti in caso di contestazioni ingiustificate da parte del funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

I dati da indicare sono i seguenti:

– luogo di partenza;

– luogo di arrivo;

– il motivo della trasferta;

– l’eventuale persona che hai incontrato;

– allegare più documenti possibili per documentare che eri fisicamente in quel posto in quel determinato momento;

– la documentazione della spesa sostenuta, fattura o non fattura come, ad esempio, la ricevuta fiscale o lo scontrino;

– la richiesta del rimborso delle spese non documentate di 15,49 euro per ogni giorno di trasferta.

Con questi elementi sei sicuro di presentarti ordinato alla richiesta di informazioni in caso di controllo della tua reale trasferta.

 

Come puoi dimostrare la trasferta?

Le trasferte devono essere vere, pertanto è meglio poter avere qualche elemento di prova per dimostrare che tu eri effettivamente fuori dal Comune di sede normale di lavoro.

Dimostrazione che hai grazie ai documenti contabili (esempio fatture pagate per cassa, prelievo in banca, ristorante oppure hotel in un determinato luogo) oppure anche con documenti che non siano prettamente fiscali come, ad esempio, contratti di fornitura in cui ci si accorda a presentarsi in determinati luoghi di lavoro per effettuare la prestazione.

È vero che l’unica documentazione che devi mostrare è quella relativa ai rimborsi spese analitici di vitto, alloggio, viaggio e trasporto, ma è comunque importante dimostrare (ed avere prove) di essere stato fuori dal Comune ordinario di lavoro, per godere del bonus fiscale.

 

Serve per forza una busta paga per avere il rimborso analitico?

Ricordati che il rimborso analitico (a differenza del rimborso forfettario) può essere erogato anche senza busta paga.

Ma ti devo segnalare che, il Ministero del Lavoro, ha raccomandato che per riconoscere validi i rimborsi spese questi devono essere inseriti dentro il “Lul”, ossia il libro unico del lavoro.

Sotto il profilo pratico potrebbe essere una cosa rara da vedere, ma se vuoi avere una maggiore protezione fiscale, allora, quando attribuisci un rimborso spese al socio lavoratore, dipendente o amministratore, fai compilare al tuo consulente del lavoro una busta paga anche senza compenso ma indicando solo questo valore relativo ai rimborsi.

 

Perché il rimborso analitico ti dà più soldi rispetto a quello che spendi per la trasferta?

Nell’ambito delle trasferte e dei rimborsi analitici, un imprenditore potrà richiedere la restituzione dei soldi che ha sostenuto per fare la trasferta più 15,49 euro per le spese sostenute e non documentate.

Quindi, di fatto, riceverà più soldi rispetto a quelli che spende cosa che è simile ad un maggior compenso.

Sono tutti soldi che riceve senza pagare imposte e senza pagare contributi.

Di sicuro non diventerai ricco per questo rimborso di euro 15,49 per ogni giorno di trasferta, ma è anche vero che sono un ottimo strumento per migliorare l’efficacia fiscale con un semplice accorgimento utilizzando la legge.

Questo ti porta, comunque, più soldi rispetto a quelli che spendi.

 

 

Vanno bene anche gli scontrini come giustificativo di spesa da chiedere a rimborso alla S.r.l.?

Questa è una domanda che mi rivolgono spesso gli imprenditori tutte le volte che vogliono utilizzare il rimborso analitico.

Ti dico questo perché alcune volte riuscirai a richiedere la fattura durante le trasferte (per giunta, essendo elettroniche, non dovrai consegnarle al tuo commercialista).

Altre volte non avrai possibilità di chiedere la fattura – perché l’importo pagato è troppo basso -, ma ti daranno solo una ricevuta fiscale, come al ristorante, oppure il semplice scontrino come ,ad esempio, in un bar quando acquisti un caffè.

La risposta è che puoi utilizzare sia le ricevute fiscali, sia gli scontrini come documenti da inserire nella nota spesa di fine mese per richiedere il rimborso analitico.

Questo è stato specificato in una risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate in questo documento:

Circolare del 16/07/1998 n. 188 – Min. Finanze – Dip. Entrate Aff. Giuridici Serv. III

Risposte a quesiti in materia di imposte sui redditi ed IVA.

Sintesi: Con la presente è stata data risposta ad una pluralità di quesiti proposti in occasione di Telefisco 1998, nonché da organi di stampa specializzata, aventi ad oggetto…,

[…]

1. I biglietti anonimi documentano le spese di viaggio.

D. Nel caso di rimborso spese a piè di lista possono ritenersi documenti validi quali giustificativi di spese deducibili per azienda gli scontrini fiscali non integrati con quanto richiesto dal regolamento emanato in attuazione della delega contenuta nell’art. 3, comma 147, della legge n. 549/95 (cosiddetto scontrino parlante), qualora sia di immediata evidenza il loro collegamento con la trasferta (luogo della trasferta coincidente con il luogo di sostenimento della spesa, ecc.)?

R. Si conferma che, come chiarito al paragrafo 2.4.1. della circolare n. 326/E, le spese di viaggio e di trasporto con mezzi pubblici possono essere documentati attraverso i relativi biglietti, anche se anonimi. Anche ai fini della documentazione delle altre spese sostenute in occasione delle trasferte, quali quelle di vitto e alloggio e quelle rimborsabili in esenzione d’imposta fino ad un importo massimo giornaliero di lire 30.000,00 non è necessaria l’intestazione al dipendente dei documenti stessi, essendo sufficiente che le spese stesse risultino sostenute nei luoghi e nel tempo di svolgimento delle trasferte stesse e che siano attestate dal dipendente mediante nota riepilogativa.

Questo pezzo afferma che vanno bene anche gli scontrini e le ricevute fiscali come elemento da richiedere come rimborso analitico, basta che siano, giustamente, sostenute nel momento della trasferta.

 

Quando puoi prendere il rimborso analitico? (2 cose a cui devi prestare attenzione quando richiedi il rimborso spese) 

Con questo capitolo voglio segnalarti principalmente 2 aspetti a cui devi prestare veramente attenzione per essere certo di prendere il rimborso analitico ed essere sicuro che questo sia veramente un compenso esente tributi evitando conseguenze negative:

1) il primo è che puoi richiedere un vero rimborso analitico esente imposte ed esente contributi nel momento in cui fai una trasferta fuori dal Comune ove hai la sede di lavoro ordinario.

Questo in quando, se la trasferta fosse fatta all’interno del Comune, sarebbe da tassare in capo al dipendente.

La sede di lavoro abituale la puoi trovare nel contratto; per quanto riguarda l’amministratore puoi individuare questa informazione nel verbale di assemblea di nomina.

Se non fosse indicata, allora potrebbe essere presa come riferimento la propria residenza.

2) Come secondo punto, nel caso in cui l’imprenditore abbia  una partita Iva individuale e la S.r.l. fa la stessa attività della partita Iva, allora l’imprenditore non può ricevere i rimborsi spese esente imposte ed esente contributi.

Questo in quanto, se l’amministratore ha una partita Iva personale che svolge la stessa attività della S.r.l., l’imprenditore non può avere una busta paga perché i compensi da amministratore devono essere fatturati dalla partita Iva da professionista personale dell’imprenditore (cosa che gli impedisce di prendere materialmente i rimborsi spese analitici esente imposte ed esente contributi).

Dunque, se l’amministratore fosse un professionista e la S.r.l. svolgesse la sua stessa attività, allora NON potrebbe avere nessuna tipologia di rimborso spesa esente imposte ed esente contributi.

Cosa che gli fa perdere tutti i benefici fiscali. Situazione che devi ovviamente evitare o, comunque, valutare preventivamente.

Questo non lo dico io, ma è stato confermato nella Circolare del 16/11/2000 n. 207 – Min. Finanze – Dip. Entrate Aff. Giuridici Uff. del Dir. Centrale

 

 Circolare del 16/11/2000 n. 207 – Min. Finanze – Dip. Entrate Aff. Giuridici Uff. del Dir. Centrale

Collegato fiscale alla legge finanziaria 2000. Primi chiarimenti.

[…]

1.5.5 Art. 34 – Disposizioni in materia di redditi di collaborazione coordinata e continuativa.

Con l’articolo 34 della legge in commento è stato modificato il trattamento fiscale applicabile ai redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

In particolare, la lettera b) dell’articolo citato, tramite l’inserimento nell’articolo 47 del TUIR della lettera c-bis), che definisce le varie fattispecie di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualifica fiscalmente i redditi erogati in relazione a tali rapporti quali “redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente”.

[…]

La norma in esame, comunque, prevede espressamente che, qualora gli uffici o le collaborazioni rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente ovvero nell’oggetto dell’attività di lavoro autonomo, i compensi percepiti siano soggetti alle regole previste per tali redditi.  

Possono, quindi, configurarsi delle situazioni in virtu’ delle quali il professionista effettua collaborazioni non rientranti nell’oggetto della professione esercitata. Tali attività non costituiranno reddito di lavoro autonomo ma rientreranno tra i redditi assimilati al lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 47 del TUIR.

Questo pezzo afferma semplicemente che se i compiti dell’amministratore della S.r.l. rientrano tra i compiti della partita Iva individuale dell’imprenditore, allora questo ultimo deve incassare i compensi da amministratore con una fattura (perdendo il bonus fiscale del rimborso spese forfettario perché manca la busta paga).

Mentre se così non fosse i compensi da amministratore rientrerebbero nella categoria da dipendente, quindi, può avere la busta paga e può richiedere il rimborso spese forfettario esente imposte ed esente contributi.

Cosa che non può ottenere se deve incassare soldi utilizzando una partita Iva.

 

A cosa devi stare attento quando utilizzi il rimborso analitico?

Per concludere questa circolare reputo utile condividere con te una sorta di check list con le principali informazioni che devi verificare prima di utilizzare il rimborso analitico:

– lo puoi utilizzare anche per i dipendenti, quindi è un modo per restituire i soldi nell’ambito delle loro trasferte e farlo rimanere un costo fiscalmente deducibile per la tua S.r.l.;

– in capo al dipendente è sempre esente imposte ed esente contributi fino a che si rimborsano le 4 tipologie di spese viste in precedenza;

– ricordati che il rimborso analitico del vitto e dell’alloggio diminuisce il rimborso forfettario. Quando l’imprenditore riceve il rimborso analitico di vitto o alloggio allora diminuire di 1/3 il rimborso forfettario, mentre se riceve il rimborso analitico e forfettario allora diminuisce di 2/3 il rimborso forfettario;

– la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 6/E del 03 marzo 2009 afferma che al rimborso analitico non è applicabile il limite del 75% delle spese di vitto:

D. Considerato che gli amministratori (con esclusione di quei soggetti per i quali tale carica configura esercizio della propria professione abituale) sono da considerare alla stregua di collaboratori dell’impresa, è ammesso dedurre integralmente le spese alberghiere e di ristorazione da questi sostenute in trasferta, ex art. 95, comma 3, del Tuir?

R. […] In relazione a tali spese non risulta, quindi, applicabile la limitazione della deducibilità al 75 per cento dei costi sostenuti per le prestazioni alberghiere e per le somministrazioni di alimenti e bevande disposta dall’articolo 109, comma 5, del Tuir come riformulato dall’articolo 83, comma 28-quater, del decreto-legge n. 112 del 2008.

– con l’estero c’è il problema di come gestire l’Iva pagata sulle fatture delle trasferte estere ossia, per prestazioni di ristoranti oppure hotel all’estero perdi effettivamente l’Iva pagata, salvo richiedere il rimborso a quello specifico Stato estero.

– ricordati che l’amministratore deve anticipare i soldi delle spese, poi, chiede il rimborso.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto da questo nuovo articolo fiscale, sai utilizzare il rimborso analitico come strumento per prendere più soldi rispetto a quelli che spendi per effettuare le trasferte aziendali, utilizzando le disposizioni previste dalla legge per le S.r.l. .

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

a) produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,

b) avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…

c) utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata sulla tua S.r.l. con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni, specificando nella email di quali informazioni hai bisogno, ma sapendo che non ti faremo mai dei “preventivi per la tenuta della contabilità”.

Perché se vuoi collaborare con me (portando la contabilità della tua S.r.l. da me o per aprire una nuova S.r.l.) dovrai prima acquistare la consulenza di Efficacia Fiscale – http://bit.ly/2NceH5z – .

Solo dopo riceverai il prezzo per il servizio della Contabilità Controllata se reputiamo – io e te – che collaborare insieme sia utile per entrambi.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai gratuitamente un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti per ridurre il carico fiscale dal 70,72% al 28% utilizzando la tua S.r.l. (sono più di 94).

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Se vuoi informazioni fiscali gratuite ma “lente” puoi mettere un commendo in fondo a questo articolo (ti risponderò periodicamente una volta ogni uno/due settimane).

Se, invece, hai fretta di ottenere migliori informazioni fiscali per la S.r.l. in minor tempo, puoi scegliere uno dei 2 canali disponibili per interagire ad un livello successivo con me:

1) inserisci la tua migliore email nel form qui sotto. Ciò ti permetterà di ricevere una email con un link che ti consentirà di scaricare il manuale gratuito con oltre 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l. .

Al termine della lettura del manuale che scaricherai, potrai richiedere una consulenza gratuita per comprendere se puoi accedere ad un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o la futura S.r.l.).

2) acquista il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.” che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva. Prendere il libro da questo link ti permetterà di acquistare una consulenza con me ad un prezzo bonus (invece che euro 497 + Iva, pagherai euro 197 + Iva. Che corrisponde ad un risparmio del 60,36%).

Oltretutto, acquistando il libro da questo mio link, riceverai gratuitamente a casa tua (o presso il tuo ufficio) anche la mia personale newsletter trimestrale cartacea, per sempre.

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

Che cosa aspetti a contattarci?

 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *