Ti do il benvenuto in questa circolare di Efficacia Fiscale per parlarti di un argomento che, sicuramente, ti piacerà: tagliare le imposte del socio della S.r.l. grazie alla distribuzione degli utili.

Ti dico questo perché ci sono delle situazioni in cui utilizzare la distribuzione degli utili generati dalla S.r.l. potrebbe avere un beneficio fiscale per il socio e, di conseguenza, è utile conoscere in quali casi le alternative alla distribuzione degli utili sono convenienti dal punto di vista fiscale.

Capita spesso che, i clienti che non hanno una grande esperienza di S.r.l. alle spalle, mi chiamino e mi dicano “Simone, ho chiuso l’anno con un buon utile. Cosa devo fare per prendere gli utili? Posso farmi un bonifico?” oppure domande del tipo: “Simone, ho utili nella S.r.l., mi conviene prendere questi soldi come compenso da amministratore oppure come distribuzione di utili alla fine dell’anno?”.

Questa circolare nasce da queste domande, posta più frequentemente di quanto si creda, ricordandoti che non puoi fare come in una ditta individuale, ossia prendere i soldi in qualsiasi momento dal conto corrente aziendale e usarli.

Prima di proseguire faccio una breve presentazione per i neofiti del sito.

Mi chiamo Simone, sono un commercialista focalizzato sulle S.r.l., ho uno Studio a Rimini e lavoro completamente online, cosa che mi consente di ricevere virtualmente clienti di ogni dove.

Non sono solo in questa avventura, ma mi avvalgo dell’aiuto di validi collaboratori che lavorano per me online tanto quanto i clienti. Insieme vi offriamo una assistenza continuativa che ci permette di essere presenti, con i clienti, H24, 7 giorni su 7.

Il mio Studio si fonda su due solidi pilastri: il controllo mensile della contabilità e l’efficacia fiscale.

Grazie a questi due pilastri i clienti mi vedono, non come un commercialista antipatico che gli comunica quanto pagare allo Stato il giorno prima della scadenza, ma come un professionista che insegna a impostare correttamente e a leggere i numeri del bilancio e ad individuare gli strumenti che consentono, in modo legale, di ridurre il carico impositivo e contributivo.

Il che consente di trasformare una idea imprenditoriale in un business redditizio, permettendo all’imprenditore di arrivare al vertice della scala sociale.

Grazie al successo ottenuto con la tua S.r.l., potrai avere più tempo per te ed i propri cari, più soldi per fare regali alla tua compagna e a chiunque ti voglia bene ma anche per cose più “serie”, come il garantire ai propri figli la migliore istruzione e l’assicurare, a te ed ai propri cari, le migliori cure mediche.

Fatta questa piccola, ma doverosa premessa, torno al focus di questa circolare.

Subito dopo che un imprenditore ottiene utili consistenti dalla propria S.r.l. è normale aspettarsi di volerli prelevare in qualche modo pagando meno imposte possibili.

Dunque, dopo che hai pensato a generare utili elevati nella S.r.l. la preoccupazione successiva è qualcosa del tipo: “Mi conviene prendere gli utili della S.r.l. come compenso amministratore oppure come distribuzione di utili per tagliare le imposte?”

La risposta è che dipendente dalla tua specifica posizione fiscale.

Per questo motivo ho voluto condividere con te questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale per darti degli spunti per comprendere quando puoi utilizzare la distribuzione degli utili della S.r.l. e tagliare le imposte ai soci.

Questo in modo che tu possa essere in grado di comprendere quando ti conviene prendere gli utili della S.r.l. come compenso da amministratore e quando ti conviene prendere gli utili utilizzando la distribuzione degli utili.

Infatti, anche se sembra una cosa controintuitiva, prelevare gli utili dalla S.r.l. potrebbe consentirti di tagliare le imposte del socio e quelle dell’amministratore della società.

Ma prima di addentrarci ulteriormente in questo nuovo strumento fiscale, bisogna verificare se, e in che quantità, puoi prelevare gli utili dalla S.r.l. e seguire un iter ben preciso per prelevarli senza infrangere la normativa del Codice Civile.

Sei pronto per prelevare gli utili dalla S.r.l. in modo corretto e tagliare le imposte del socio nel pieno rispetto della legge?

Let’s go…

 

Quando puoi prendere gli utili dalla S.r.l.?

Ti spiego subito cosa andrai a scoprire in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Prima di tutto individuiamo la procedura ordinaria per distribuire gli utili, successivamente posso mostrarti in quali casi distribuire gli utili ti consente di tagliare le imposte, oppure quali altri modi alternativi hai per prendere gli utili dalla S.r.l. e ridurre il carico tributario complessivo del socio della società.

Dall’elaborazione del bilancio annuale della S.r.l. può emergere un utile che può essere distribuito ai soci oppure lasciato a disposizione della società per le spese e investimenti futuri.

È bene ricordare però che, quando generi un utile con la S.r.l., non puoi sempre totalmente distribuirtelo, in quanto la distribuzione degli utili nelle società di capitali è sottoposta ad una serie di limitazioni legislative al fine di tutelare il patrimonio e i creditori aziendali.

Una ditta individuale o una società di persona possono sempre prelevare indiscriminatamente i soldi dal conto corrente aziendale anche quando non ci sono utili. Cosa che porta ad uccidere la loro attività economica se fatto in modo indiscriminato e non controllato.

Una S.r.l., invece, siccome garantisce una sicurezza patrimoniale al socio, di contro l’unica garanzia che hanno i terzi della società, come ad esempio i fornitori, sono gli utili che la società ha generato nel corso degli anni.

Quindi, il codice civile ha previsto, per le società di capitali, che il loro utile abbia delle limitazioni prima di poterlo considerare liberamente distribuibile ai soci.

Per te, che sei imprenditore, è importante conoscere queste limitazioni perché ti permettono di comprendere quanto utile della S.r.l. puoi distribuirti e valutare in quali casi questo strumento ti permette di tagliare le imposte.

 

Limiti sulla distribuzione degli utili della S.r.l. dettati dal Codice Civile

Siccome gli utili della S.r.l. sono, di fatto, l’unica vera garanzia che hanno i terzi per essere pagati dalla S.r.l., il Codice Civile ha messo delle limitazioni:

  1. Perdita: se si verifica una perdita del conto economico della S.r.l. degli anni precedenti, non si può procedere con la ripartizione fino a che la perdita non sia reintegrata o ridotta in misura corrispondente. Dunque se hai avuto perdite con la S.r.l. in anni passati, prima devi utilizzare gli utili nuovi della società per “coprire” le perdite precedenti e solo dopo si possono distribuire gli utili;
  2. Accantonamento obbligatorio a riserva legale: quando una società ottiene un utile non sempre l’azienda ne può disporre totalmente, in particolare viene previsto l’obbligo di accantonare gli utili a riserva legale (art. 2430 c.c.), nell’ammontare pari al 5% degli utili annuali, fino al raggiungimento di un quinto (20%) del capitale sociale;
  3. Limite alla distribuzione degli utili per coprire costi da ammortizzare: l’art. 2426 del Codice civile, al numero 5, stabilisce che, se nell’attivo dello Stato Patrimoniale della società sono iscritti costi di impianto e di ampliamento, costi di ricerca e sviluppo o costi di pubblicità, fino a che l’ammortamento non è completato, possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati;
  4. Limite alla distribuzione degli utili per coprire il debito delle obbligazioni: inoltre, se la società ha in circolazione delle obbligazioni il cui ammontare eccede il doppio della somma del capitale sociale, della riserva legale e delle altre riserve disponibili ai fini della copertura delle perdite, non può deliberare e quindi procedere alla distribuzione di utili (caso molto raro);
  5. Limite alla distribuzione degli utili previsto dallo statuto predisposto dagli accordi dei soci: ulteriori limiti alla distribuzione degli utili, possono essere imposti dallo statuto, che può disporre dei privilegi nella distribuzione a seconda delle categorie di azioni, diritti di partecipazione agli utili per soci promotori, soci fondatori, amministratori o dipendenti, e casi di divieto di distribuzione di utili.

Ora che hai visto questi limiti, sai in quali casi gli utili della S.r.l. hanno dei confini alla loro distribuzione degli stessi ai soci della S.r.l. .

Sistemati questi limiti, gli utili in esubero sono liberamente distribuibili, cosa che ti potrebbe consentire di tagliare le imposte del socio.

Adesso, siccome conosci quali sono i possibili limiti di distribuzione della tua S.r.l., puoi fare un passaggio ulteriore e scoprire quale passi devi compiere per distribuirti i soldi dalla tua società.

 

Procedura di distribuzione degli utili

Qualora emerga un utile, salvo le limitazioni sopra individuate, l’assemblea dei soci (oppure il socio unico) può disporne la distribuzione degli utili della S.r.l. .

Tale decisione può essere presa nella stessa assemblea prevista per l’approvazione del bilancio di esercizio, oppure in una assemblea appositamente convocata (cosa che sistema burocraticamente il tuo consulente, non preoccuparti).

Se, in sede di approvazione del bilancio, viene deliberata la distribuzione dell’utile dell’esercizio, il relativo verbale dei soci deve essere registrato entro 20 giorni dalla data dell’assemblea presso l’Agenzia delle Entrate con versamento dell’imposta di registro nella misura fissa di € 200,00 euro.

Riepilogando, una volta che l’assemblea ha deliberato la distribuzione degli utili ai soci, si deve:

  • stampare il verbale di deliberazione di distribuzione degli utili nel libro delle decisioni dei soci per le S.r.l.;
  • preparare 2 copie del verbale firmate e applicare una marca da bollo di 16,00 euro ogni quattro facciate o 100 righi (la data di stampa della marca da bollo deve essere precedente alla data del verbale);
  • versamento dell’imposta di registro in misura fissa di euro 200,00 con il modello F23 andando anche presso la posta;
  • entro 20 giorni dalla data di approvazione del bilancio che delibera anche la distribuzione degli utili il verbale dovrà essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate, mediante predisposizione del modello 69 e allegando il libro verbale assemblea;
  • entro 30 giorni dall’approvazione del Bilancio, la delibera di distribuzione di utili, se contestuale all’approvazione del bilancio, dovrà essere depositata presso il Registro delle imprese della Camera di Commercio competente, insieme al Bilancio e la Nota integrativa.

Ecco, questa è la procedura per poterti distribuire gli utili di una S.r.l. .

Gran parte delle cose le potresti fare direttamente tu senza bisogno dell’aiuto del commercialista.

Non saresti il primo se tu decidessi di fare la pratica da solo, ogni tanto c’è qualche cliente che, per spirito di intraprendenza, fa questa cosa da solo.

In tutti i casi ricordati che sono cose che può fare direttamente il tuo consulente senza necessariamente doverti applicare nessuna maggiorazione di costi eccessivi.

Ma, a parte questo, per avere una maggiore efficacia fiscale è importante comprendere in quali casi distribuire gli utili dalla S.r.l. ti permette di ridurre il carico tributario al socio della società.

In questo modo puoi comprendere quali strategie fiscali devi utilizzare  in questa procedura per risparmiare le imposte utilizzando la legge.

Ma, prima di comprendere in quali casi puoi tagliare le imposte del socio della S.r.l. grazie alla distribuzione degli utili, bisogna fare un passo indietro e conoscere quali metodi puoi utilizzare per prelevare utili dalla società.

 

In quali modi puoi prendere gli utili della S.r.l.?

Per comprendere in quali casi ti conviene o meno utilizzare la distribuzione degli utili per tagliare il carico fiscale del socio, bisogna capire quali sono i principali metodi per prendere gli utili una S.r.l. .

In estrema sintesi i metodi per prendere gli utili dalla S.r.l. sono 2:

  1. Come compenso amministratore: il socio di una S.r.l. può prendere una parte di utili della società come compenso dell’amministratore da mettere nella busta paga. Qui sopra pagherai prima i contributi Inps, che possono andare da un 24% per il compenso dell’amministratore se fosse iscritto anche alla gestione commercianti, fino al 34,23% circa previsto per il compenso dell’amministratore che non paga anche i contributi Inps della gestione commercianti del socio lavoratore. Dopo il pagamento dei contributi sulla busta paga, bisogna pagare le imposte Irpef personali dell’amministratore che variano dal 23% fino al 43% per la fascia di redditi più alta.

Quindi, le aliquote della imposizione tributaria complessiva possono andare dal 43,32% (24% contributi Inps amministratore + 23% x 84% di Irpef sulla busta paga tolti i contributi Inps) al 62,51% (34,23% contributi Inps amministratore + 43% x 65,77 di Irpef sulla busta paga tolti i contributi Inps); 

  1. Come distribuzione di utili dalla S.r.l. ai soci: in questo secondo caso, gli stessi utili che potresti aver deciso di prendere come amministratore della S.r.l., li potresti prendere come distribuzione di utili annuali dalla società ai soci. In questo caso pagheresti 28% di Imposte in capo alla S.r.l. (24% di Ires + 4% di Irap) e sulla differenza il 26% di imposte a titolo di imposte sulla distribuzione. In totale il carico fiscale complessivo sarebbe del 46,72% (28% + 72% x 26%). Se il socio fosse un socio lavoratore bisognerebbe aggiungere anche i contributi Inps della gestione commercianti del 24% circa. Quindi, il carico tributario, si alzerebbe al 70,72% (24% di contributi Inps + 28% + 72% x 26%);

Come puoi notare da solo, il carico fiscale della distribuzione degli utili dalla S.r.l. al socio è vero che arriva al 46,72% ma è, comunque, un carico tributario inferiore rispetto al caso degli utili prelevati come compenso da amministratore, aliquota che può arrivare anche al 62,51% oppure del socio lavoratore che ha un’aliquota del 70,72%.

Detto in poche, prendere gli utili come distribuzione di utili paga un carico tributario complessivo inferiore rispetto che prendere gli utili come compenso da amministratore, in quando grazie alla distribuzione degli utili EVITI il pagamento dei contributi Inps.

Ora che conosci come funzionano questi 2 meccanismi possiamo comprendere in quali casi, e NON, puoi tagliare le imposte utilizzando la distribuzione utili della S.r.l. .

 

In quali casi puoi utilizzare la distribuzione degli utili per tagliare il carico tributario?

Qui, di seguito, voglio condividere con te una lista di situazioni in cui ti conviene, e NON ti conviene, utilizzare la distribuzione degli utili per tagliare il carico fiscale al socio della S.r.l. con il relativo motivo:

  1. In caso di investimenti aziendali futuri: se il socio vuole impiegare gli utili della S.r.l. per fare investimenti aziendali, oppure acquistare attrezzature, ti conviene conservare gli utili nella S.r.l., in quanto paga il 28% di imposte (Ires del 24% + Irap del 4% circa). Questo perché, se distribuisci gli utili ai soci, dovresti pagare prima il 28% di prima e, poi, sulla differenza anche il 26% come imposte per aver distribuito gli utili ai soci, cosa che alza il carico tributario al 46,72% (28% + 72% x 26%).
  2. Se il socio ha già una busta paga non deve pagare ulteriori imposte in caso di distribuzione degli utili: Il socio che ha già una busta paga e che riceve ulteriori utili dalla S.r.l. non deve pagare ulteriori imposte, in quanto l’imposta sulla distribuzione degli utili copre tutte le imposte che ci sono da pagare da parte del socio. Ma ciò non toglie che per gli utili della S.r.l., se servono per spese e investimenti da fare in futuro, allora conviene ovviamente accantonare gli utili nella società e pagarci sopra il 28% senza distribuirli ai soci per poi pagare un ulteriore 26% sulla differenza;
  3. Socio finanziatore: Se il socio della S.r.l. fosse un socio finanziatore, allora consiglierei di prelevare gli utili con la distribuzione degli utili invece che prendere uno stipendio da amministratore. In quanto pagherebbe un carico tributario più basso perché non deve pagare i contributi Inps presenti sul compenso dell’amministratore;
  4. Socio lavoratore: Se il socio della S.r.l. fosse lavoratore, il modo migliore per ottimizzare il carico fiscale sarebbe quello di prendersi il compenso da amministratore necessario che gli serve per sostenere le spese ordinarie personali mensili. Posto questo, quello che ti consiglio in questo caso è quello di utilizzare il maggior numero di rimborsi spese forfettari e chilometrici possibili, in modo da prenderti il maggior importo di utili senza pagare né imposte né contributi, nei limiti imposti dalla legge. In questo caso puoi tagliare il carico fiscale grazie ai rimborsi spese forfettari e chilometrici esenti imposte ed esenti contributi, e maturi gli anni di pensionamento, cosa che non fa mai male nel lungo periodo;
  5. Socio non lavoratore che fa solo l’amministratore: nel caso in cui tu sia un amministratore senza compenso ma, comunque, socio finanziatore (perché il lavoro operativo è delegato ai dipendenti oppure agli altri soci), allora ti conviene prendere gli utili della S.r.l. come distribuzione utili, invece che come compenso amministratore. Perché pagheresti un carico tributario più basso, dovuto all’assenza dei contributi Inps da pagare. Ricordandoti che non matureresti gli anni di pensione, ma prenderesti gli utili della S.r.l. tagliando le imposte;
  6. Socio finanziatore: ricordati che, nel caso in cui tu avessi dei soci finanziatori nella S.r.l. (ossia che NON ci lavorano e non pagano i contributi Inps commercianti), questi non devono pagare ulteriori imposte nella propria dichiarazione dei redditi quando ricevono gli utili dalla S.r.l. . Questo in quanto sugli utili della S.r.l. si paga già una imposta totale senza che il socio sia obbligato a dichiarare un ulteriore reddito nella propria dichiarazione dei redditi.

Grazie a questa piccola check list ora sei in grado di comprendere in quali situazioni al socio conviene utilizzare la distribuzione degli utili della S.r.l. come strumento per tagliare le imposte.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare hai compreso in quali casi utilizzare la tecnica della distribuzione degli utili della S.r.l. per tagliare le imposte dei soci della società, utilizzando la legge prevista dallo Stato.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

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4 thoughts on “Perché la distribuzione degli utili della S.r.l. potrebbe tagliare il carico tributario del socio?”

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