Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un imprenditore che ha una S.r.l. o vuole aprire una nuova S.r.l. e sta valutando di acquistare un’auto a nome della società per farla utilizzare dall’amministratore.

Ti dico questo perché grazie ad una S.r.l. puoi acquistare un’auto aziendale e utilizzare differenti vie per diminuire il carico fiscale, cosa che non puoi fare con una ditta individuale.

Ti spiego subito il motivo.

L’autoveicolo acquistato dalla ditta individuale può essere scaricata al 20% del costo.

Ma è anche vero che grazie alla S.r.l., in alternativa al meccanismo precedente, potresti acquistare l’auto intestandola alla società, poi assegnarla all’amministratore anche per un uso privato, e quindi scaricare il costo al 70%.

Lo svantaggio di utilizzare questo meccanismo è che l’amministratore dovrà pagare dei maggiori tributi nella busta paga a titolo di fringe benefit.

Se adesso ti sembra poco chiaro o un po’ troppo fumoso, non preoccuparti, proseguendo con la lettura entrerò maggiormente del dettaglio.

In generale con questa nuova circolare, non sto dicendo che utilizzare il fringe benefit per assegnare l’auto all’amministratore sia la cosa migliore in assoluto.

Ma ci sono dei casi in cui tu puoi risparmiare maggiori tributi facendo pagare maggiori imposte e contributi all’amministratore sul suo cedolino, per poi poter scaricare i costi di gestione dell’auto al 70%, invece che al 20%.

Il punto è proprio questo: l’importante è comprendere l’importo “soglia” oltre il quale ti conviene utilizzare un metodo o l’altro, cosa che scoprirai appena avrai letto questa circolare.

Infatti, ripeto perché voglio essere molto chiaro fin dall’inizio, è vero che assegnando l’auto all’amministratore esso dovrà pagare più imposte e contributi sulla busta paga, ma è anche vero che egli potrà utilizzare l’auto per i viaggi personali e la società potrà dedurre dei costi più alti, appunto al 70% invece che al 20%.

Tu come imprenditore devi cercare di ridurre le imposte ed i contributi il più possibile, ovviamente nel rispetto della legge.

Non avrebbe senso ridurre il carico tributario utilizzando tecniche illegali, perché in caso di controlli poi dovresti restituire tutto con l’aggravio di sanzioni e interessi del caso.

Questo perché è vero che in Italia il carico tributario è alto, non lo metto in dubbio, ma è anche vero che la legge ti mette a disposizione tanti strumenti di risparmio fiscale se utilizzi una S.r.l.. Basta solo conoscerli e applicarli al meglio nella tua S.r.l..

E te lo dico io che sono un commercialista che da anni scrive circolari sulle soluzioni fiscali specifiche per le S.r.l..

Il problema, se proprio lo vogliamo chiamare problema, è che se tu apri una S.r.l. e non applichi nessuno strumento di risparmio fiscale, non puoi pensare di diminuire i tributi rispetto alla normale ditta individuale o società di persone.

Devi metterti giù di impegno insieme al tuo commercialista nel calcolare bene quali e quanti strumenti applicare nella tua S.r.l. per diminuire il carico fiscale.

Solo applicando gli strumenti di risparmio fiscale riservati alle S.r.l., applicati nella tua società nella quantità e nel numero giusto, in funzione degli utili e della liquidità disponibile, puoi ridurre i tributi rispetto alla ditta individuale.

Ti ho scritto questo non perché volessi fare il commercialista pignolo, ma per renderti veramente consapevole di com’è la realtà.

In un certo senso, “non ci sono pasti gratis” quando si parla di ridurre i tributi, sono cose che puoi fare tranquillamente, ma a condizione di conoscere questi strumenti e comprendere quando è il momento giusto di applicarli.

Appunto per questo ho deciso di creare questa nuova circolare.

Per mostrarti, con numeri alla mano, che l’auto acquistata dalla S.r.l. e concessa all’amministratore come un fringe benefit potrebbe consentirti di ridurre il carico tributario complessivo in determinate condizioni.

Ma per poterlo fare, prima di tutto devi conoscerlo e comprenderlo.

Solo quando conosci questo strumento di risparmio fiscale riservato alla S.r.l., hai possibilità di utilizzarlo concretamente nella tua azienda e quindi iniziare a risparmiare veramente il carico tributario.

Questo in quanto, se devo essere veramente sincero, il risparmio fiscale lo si può ottenere solo se abbiamo responsabilità in quello che noi facciamo nella nostra azienda con quello che conosciamo.

Se non fai nulla per conoscere gli strumenti di risparmio fiscale custoditi in questo blog, è normale che non risparmierai mai le imposte ed i contributi.

Devi fare tutto questo perché in Italia il carico fiscale è elevato, e per una certa soglia di utili, utilizzando la forma giuridica sbagliata, potresti arrivare anche a pagare più del 72% di carico tributario.

Utilizzando gli strumenti di risparmio fiscale riservati alle S.r.l. non dico che annulli completamente le imposte che dovrai pagare nella prossima dichiarazione dei redditi, ma potresti sicuramente ridurre il carico tributario della S.r.l. fino al 28% e ricevere compensi esenti imposte ed esenti contributi.

Ridurre il carico tributario, in sostanza, ti fa avere più soldi facendo le stesse cose senza cambiare il modello di business.

In un certo senso, sei più efficace in quello che fai, perché dai le stesse cose di prima, ma pagando meno tributi tu ricevi più soldi. Di fatto, aumentando il ritorno sull’investimento del tuo progetto imprenditoriale.

Avere più soldi, perché riduci il carico tributario, ti consente di migliorare tutti gli altri aspetti della tua vita.

Ti faccio due esempi.

Avere più soldi ti consente non tanto di aumentare i tuoi vizi personali, cosa che non fa mai male nella vita concedersi, ma ti permette di avere più liquidità libera per finanziare la tua S.r.l..

Ti consentirà di fare investimenti aziendali, acquisire collaboratori migliori, poter “licenziare” i clienti peggiori o i collaboratori peggiori.

Oltre a migliorare l’azienda, l’aumento di liquidità che ottieni dal risparmio fiscale, può migliorare anche tanti aspetti della tua vita personale.

Per esempio avresti più soldi per mantenere uno stile di vita più agiato alla tua compagna e quindi evitare che questa ti possa lasciare per uno che gli può promettere uno stile di vita più comodo.

Oppure ti servono per dare un futuro migliore ai tuoi figli, facendoli accedere alla formazione e cure sanitarie migliori, evitando che in futuro questi ti rinfaccino che hanno avuto meno opportunità rispetto ai coetanei e quindi come colpevole di tutto quello che essi non hanno ottenuto nella vita.

Per evitare tutto questo, uno degli strumenti che hai a disposizione consentito dalla legge è conoscere gli strumenti di risparmio fiscale al meglio, tra cui quando e quanto puoi risparmiare le imposte quando assegni l’auto della tua S.r.l. all’amministratore attribuendogli un fringe benefit.

Inizialmente partiamo dal definire cos’è il fringe benefit, quanto si può scaricare ai fini del costo, quanto si può detrarre ai fini dell’iva per poi mostrasti quando ti conviene utilizzare il fringe benefit e quando non ti conviene.

Quindi bando alle ciance e let’s go!!

 

Cosa è il fringe benefit?

Prima di poter proseguire in profondità nell’oggetto di questa circolare, ci sono semplicemente dei concetti che devi conoscere.

Il primo concetto è che ogni dipendente, o amministratore, deve pagare le imposte ed i contributi sui compensi che riceve in busta paga.

E fino a qui direi che è chiaro per tutti.

Il secondo concetto è che, come compenso di un dipendente o di un amministratore, non si intende solo quello che tu puoi ricevere come denaro previsto dal contratto di lavoro, ma anche tutti i beni che la società mette a disposizione del dipendente/amministratore.

Detto in modo ancora più semplice, tutte le volte che concedi in uso privato un bene aziendale all’amministratore, questo ultimo è come se ricevesse un maggior compenso, appunto perché riceve un beneficio dall’utilizzo di questo bene della società, e quindi dovrà pagare maggiori imposte e contributi sia sulla parte del compenso in denaro ricevuto sia sulla parte di beneficio che esso riceve dall’utilizzare il bene intestato alla società.

E non lo dico io, ma il comma 1 dell’articolo 51.

“Art. 51 Determinazione del reddito di lavoro dipendente

1. Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono.”

Detto in parole povere, il dipendente e comunque anche l’amministratore, quando utilizzano per fini personali un bene della società devono pagare più imposte e contributi perché questo utilizzo personale deve essere gestito come un maggior compenso da assegnare a loro dentro la busta paga.

Il problema successivo, piuttosto, è quantificare questo maggior compenso da inserire nella busta paga per il fatto che l’amministratore utilizza un bene aziendale ad uso provato.

Quindi potrebbe venirti in mente questa ulteriore domanda.

 

Come è calcolato il fringe benefit dell’auto assegnata all’amministratore?

Qui di seguito ti riporto anche il comma 3 ed il comma 4 dello stesso articolo del Tuir (testo unico delle imposte sul reddito) che ti mostra come è quantificato il fringe benefit dell’auto assegnata all’amministratore e come questo comporta un vantaggio fiscale.

Se stai già pensando che è molto complicato leggere questa parte di legge fiscale, non preoccuparti, subito di seguito inserisco una sintesi utilizzando un linguaggio semplice e comprensibile.

“3. Ai fini della determinazione in denaro dei valori di cui al comma 1, compresi quelli dei beni ceduti e dei servizi prestati al coniuge del dipendente o a familiari indicati nell’art. 12, o il diritto di ottenerli da terzi, si applicano le disposizioni relative alla determinazione del valore normale dei beni e dei servizi contenute nell’art. 9. Il valore normale dei generi in natura prodotti dall’azienda e ceduti ai dipendenti è determinato in misura pari al prezzo mediamente praticato dalla stessa azienda nelle cessioni al grossista.

[…]

4. Ai fini dell’applicazione del comma 3:

a) per gli autoveicoli indicati nell’articolo 54, comma 1, lettere a), c) e m), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, i motocicli e i ciclomotori di nuova immatricolazione, con valori di emissione di anidride carbonica non superiori a grammi 60 per chilometro (g/km di CO2), concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020, si assume il 25 per cento dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile club d’Italia…[…]. La predetta percentuale è elevata al 30 per cento per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 60 g/km ma non a 160 g/km. Qualora i valori di emissione dei suindicati veicoli siano superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km, la predetta percentuale è elevata al 40 per cento per l’anno 2020 e al 50 per cento a decorrere dall’anno 2021. Per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 190 g/km, la predetta percentuale è pari al 50 per cento per l’anno 2020 e al 60 per cento a decorrere dall’anno 2021;”

Detto con parole semplici e sintetiche, quando l’amministratore utilizza l’auto aziendale ad uso promiscuo, esso deve dichiarare un maggior compenso calcolato considerando 15.000 chilometri di percorrenza dell’auto e moltiplicata per una percentuale, che può variare dal 25% al 60%.

Ovviamente se inserisci un maggior compenso all’amministratore nella busta paga, questo significa per lui che deve pagare più imposte e contributi.

Cosa che può portare ad un beneficio fiscale perché da quel momento in poi il costo di gestione dell’auto è deducibile al 70%, invece che al 20%.

 

Perché potrebbe convenire assegnare l’auto all’amministratore come fringe benefit?

Contestualizzando ancora meglio tutte queste informazioni, con l’oggetto di questa circolare, l’amministratore riceverebbe dalla S.r.l. una macchina che potrebbe utilizzare anche ad uso privato, e quindi deve dichiarare un maggior compenso nel suo cedolino che comporterebbe, di fatto, un maggior pagamento di imposte e contributi.

Il vantaggio di fare questo risiede nel fatto che la S.r.l. si potrebbe scaricare il 70% dei costi, invece che il 20%.

Se ti stai chiedendo se ci sono vantaggi fiscali ai fini dell’Iva da detrarsi, la risposta è NO. Qui di seguito ti riporto un piccolo specchietto per spiegarti il tutto.

Assegnando l’auto della S.r.l. all’amministratore la detrazione Iva non cambia, rimane sempre al 40% (la detrazione Iva sarebbe al 100% solo per i dipendenti)

Fai attenzione, ho parlato di costo, ma non di Iva.

E’ ormai consolidato che il costo dell’auto sia deducibile al 70% (sia per il dipendente che per l’amministratore).

Mentre per quanto riguarda l’Iva è più problematico in quanto non c’è certezza.

E’ stato stabilito dalla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Lombardia (interpello DRE 904-472/2014) che l’amministratore NON può usufruire della detrazione iva al 100% neanche pagando le fatture di utilizzo del bene.

Questa decisione si basa sulla differente natura del rapporto di lavoro tra la società e l’amministratore, e tra la società e il dipendente (il dipendente può pagare le fatture relative all’utilizzo del bene e usufruire della detrazione iva al 100%).

Questo comporta che la detraibilità dell’Iva rimarrebbe invariata al 40% sia nel caso in cui l’auto fosse intestata ad una ditta individuale sia nel caso in cui fosse intestata ad una S.r.l e assegnata all’amministratore.

L’unico vero vantaggio fiscale risiede nel fatto che con la ditta individuale il costo è deducibile al 20%, mentre assegnando l’auto della S.r.l. all’amministratore il costo è deducibile al 70%.

Questo potrebbe portarti ad un vantaggio fiscale anche se l’amministratore dovesse pagare maggiori imposte e contributi nella propria busta paga a titolo di fringe benefit.

Ora che sai che il vantaggio fiscale risiede nel fatto che la S.r.l. può scaricare il costo dell’auto al 70%, invece che al 20%, la domanda che potrebbe venirti in mente è la seguente: ma come mai si riesce a risparmiare il carico tributario se l’amministratore deve pagare più imposte e contributi?

La risposta è semplice, utilizzando il fringe benefit la S.r.l potrà scaricate il 70% dei costi relativi all’auto, pertanto all’aumentare dei costi aumenterà l’importo che potrà essere dedotto.

Per adesso ti anticipo che per stabilire l’effettiva convenienza della scelta sarà necessario prendere in considerazione due fattori parametri:

– totale dei costi sostenuti in un anno per la gestione dell’autovettura;

– tipologia di auto utilizzata.

Avendo a disposizione questi due dati sarà possibile stabilire una soglia di spesa oltre la quale il fringe benefit può essere considerato conveniente perchè ti consente di scaricare il corsto dell’auto al 70% invece che al 20%.

 

Come fai a comprendere quando ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. all’amministratore con il fringe benefit per poter risparmiare il carico tributario complessivo?

Riprendendo il concetto visto nel punto precedente, siccome il beneficio della detrazione del costo dell’auto al 70%, invece che al 20%, prevede che l’amministratore debba pagare maggiori imposte e contributi nella sua busta paga, questo significa che se le spese di gestione annuali dell’auto fossero “basse”, allora non conviene utilizzare il fringe benefit.

Quindi, all’opposto, ove le spese di gestione fossero più alte rispetto ad un parametro soglia, allora utilizzare il fringe benefit sarebbe per te più conveniente fiscalmente parlando.

Per comprendere la spesa annuale di gestione dell’auto che devi sostenere come minimo, per poter risparmiare il carico tributario utilizzando il fringe benefit, l’unica soluzione è metterti giù a fare i calcoli.

Di seguito ti riporto quello che devi calcolare per comprendere la soglia di spesa annuale di gestione dell’auto che devi sostenere per essere sicuro che il fringe benefit ti faccia risparmiare le imposte ed i contributi.

Qui riporto i due esempi nel caso in cui l’auto non sia assegnata all’amministratore e poi nel caso in cui l’auto sia assegnata all’amministratore.

Siccome il pagamento di imposte e contributi dell’amministratore, dovuto al maggiore compenso del fringe beenfit presente nella busta paga, è “fisso” in un anno, questo significa che il vantaggio deriva da quante spese di gestione ho durante l’anno.

Con i calcoli che vedrai qui di seguito, andiamo a confrontare i costi di gestione a “pareggio” che tu devi sostenere in un anno per comprendere a che livello di costi ti conviene utilizzare il fringe benefit per l’amministratore.

A) Autovettura intestata alla S.r.l. senza assegnarla all’amministratore senza attribuirgli un fringe benefit.

Con la S.r.l., le spese relative all’autovettura, che non sia autocarro, che non sia un bene strettamente necessario per l’esercizio dell’attività, potranno usufruire di una detrazione iva del 40%, e di una deduzione dei costi del 20%.

Questo è un importo così stabilito dallo stato in quanto prevede, o comunque dà per scontato, che gli imprenditori possano utilizzare l’auto ad uso promiscuo senza che all’amministratore sia attribuito il fringe benefit.

Questo è un principio generale, in quanto vi rientra il maggior numero di casi.

Adesso, qui di seguito, ti riporto due esempi, utilizzando i dati di fatturazione relativi ad una alfa Mito acquistata nel 2016.

Esempio: Se tu dovessi acquistare un’auto per un totale di euro 12.300,00, di cui euro 9.736,11 come imponibile, euro 2.141,94 e importi fuori campi iva euro 421,95.

Se questa fosse un’autovettura ordinaria, la tua S.r.l. pagherebbe completamente l’auto e le spese di gestione, senza assegnare il fringe benefit dall’amministratore, a livello fiscale puoi scaricare solo euro 856,77 ai fini Iva (2.141,94 x 40%, mentre il restante 60% diventerebbe parte del costo).

Quindi il costo complessivo dell’auto sarebbe euro 9.736,11 + euro 421,95 + euro 1.285,17 (2.141,94 x 60%) = 11.443,23.

Fiscalmente il costo è riconosciuto al 20%, quindi per euro 2.288,64

Quindi ai fini imposta Ires e Irap avrai un risparmio d’imposta di circa euro 640,82 (2.288,64 x 28%).

Nel caso in cui il socio dovesse pagare i contributi Inps, risparmierebbe anche i contributi Inps del 24% pari ad euro 549,27 (2.288,64 x 24%).

In totale, il risparmio fiscale potrebbe arrivare anche ad euro 640,82 + euro 549,27 = euro 1.190,09.

B) Macchina della S.r.l. assegnata in utilizzo all’amministratore attribuendogli un fringe benefit.

Un altro metodo che tu puoi utilizzare per scaricare un’auto della tua S.r.l. è quello di acquistare un’auto aziendale intestata alla S.r.l. e concederla in utilizzo personale all’amministratore.

In pratica la S.r.l. assegna l’auto all’amministratore autorizzandolo ad utilizzarla anche a livello personale attribuendo un fringe benefit ad esso.

Infatti lo stato, vuole che esso dichiari nella sua busta paga un maggior compenso pari al beneficio del bene che ha ricevuto (chiamato, come avrai già compresto, fringe benefit).

Nello specifico, ci sono 2 modi per “concedere” un’auto all’amministratore. Qui si seguito ti riporto un dettaglio:

1. Uso dell’auto della S.r.l. esclusivamente per finalità aziendali. Questa ipotesi non fa sorgere nessun fringe benefit in capo all’amministratore (quindi detrai l’iva dell’autovettura al 40% e deduci il costo al 20%, come nel caso precedente);

2. uso anche personale dell’auto aziendale della S.r.l.(oggetto di questa circolare). Questa opzione fa sorgere un fringe benefit in capo all’amministratore e quindi pagare più imposte e contributi ma consente alla società di scaricare il 70% dei costi. Anche in questo secondo caso l’Iva è detraibile al 40% ed è pari al caso precedente. Quindi per calcolare la convenienza fiscale non è un dato che devi considerare.

Come quantificare il fringe benefit da mettere nella busta paga dell’amministratore?

Nel caso di uso promiscuo il fringe benefit da indicare nella busta paga dell’amministratore (o del dipendente) come reddito imponibile è dato dal 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza annua convenzionale di 15.000 km, calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio stabilito dalle tabelle ACI.

In sintesi, assegnare l’auto della S.r.l. ad uso anche privato all’amministratore comporta queste due cose:

a. Vantaggio: Che la S.r.l. scarica il costo al 70% invece che il 20%;

b. Svantaggio: Che l’amministratore deve dichiarare un maggior compenso (si assume il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile club d’Italia) e pagare sia un maggior Irpef che maggiori contributi.

Esempio: riprendendo l’esempio di prima, se tu dovessi acquistare un’auto per un totale di euro 12.300,00, di cui euro 9.736,11 come imponibile, euro 2.141,94 e importi fuori campi iva euro 421,95.

Quindi il costo complessivo dell’auto sarebbe euro 9.736,11 + euro 421,95 + euro 1.285,17 (2.141,94 x 60%) = 11.443,23.

Andiamo a sviluppare i calcoli di quello che si può avere o si perde ai fini fiscali, sia in capo alla S.r.l. sia in capo all’amministratore:

1. Per la S.r.l.: Fiscalmente il costo è riconosciuto al 70%, così il costo fiscalmente deducibile è di euro 8.010,26 (11.443,23).

Quindi ai fini imposta Ires e Irap avrai un risparmio d’imposta di circa euro 2.242,87 (8.010,26 x 28%).

Senza poi considerare l’eventuale risparmio dell’Inps commercianti eccedente il minimale del 24% che sarebbe di circa euro 1.922,46 (8.010,26 x 24%).

Risparmio impositivo e contributivo potrebbe arrivare a euro 2.242,87 + euro 1.922,46 = euro 4.165,33.

In sintesi, utilizzando il fringe benefit, la S.r.l. scarica in totale tributi per euro 4.165,33, invece che euro 1.190,09 del caso di auto NON concessa in uso privato all’amministratore, con un maggior vantaggio di euro 2.975,24.

Anche solo considerando questo primo punto, puoi notare che il risparmio dei tributi è già notevole con il fringe benefit.

Ma il vero obiettivo di questa circolare è comprendere l’importo minimo delle spese di gestione dell’auto che devi sostenere ogni anno per essere certo di capire quando il fringe benefit è conveniente fiscalmente per te;

2. Per l’amministratore maggior compenso e quindi maggiori imposte e contributi da pagare: il “problema” che ha il fringe benefit è che il beneficio del bene che riceve l’amministratore è considerato al pari di un aumento del compenso mensile sul quale egli pagherà maggiori imposte Irpef e contributi Inps.

Come compenso si assume il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri all’anno calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali dell’Automobile club d’Italia.

Qui di seguito andiamo a sviluppare un calcolo per individuare il fringe benefit da assegnare all’amministratore di una S.r.l. per avergli assegnato una Alfa Mito 77 CV.

Auto concessa all’amministratore in uso promiscuo per l’intero anno: Alfa Mito 77 CV, Costo chilometrico tariffe ACI: 0,4622.

Costo per una percorrenza di 15.000 km = 0,4622 x 15.000 km = 6.933 euro annuali

Misura del fringe benefit: 30% x 6.933 = euro 2.079,90.

Ossia la busta paga lorda annuale, sul quale l’amministratore ci pagherà le imposte Irpef ed i contributi Inps, aumenta di euro 2.079,90 anche se questi soldi non sono fisicamente presi in quanto è il valore attribuito dall’utilizzo dell’auto all’amministratore.

Quindi l’amministratore dichiara un maggior compenso di euro 2.079,90 all’anno (importo che deve essere dichiarato per tutta la durata in cui l’amministratore ha questa macchina assegnata, ovviamente suddivisa per mese).

Ora consideriamo le aliquote impositive e contributive maggiori per individuare il carico massimo possibile che andrà a pagare l’amministratore.

Ai fini Inps considera un’aliquota massima di euro 34,23%, mentre ai fini Irpef consideriamo l’aliquota del 44% (Irpef 43% + 1% di addizionale regionale e comunale).

In totale l’aliquota tributaria complessiva massima dell’amministratore è del 78,23%, cosa che corrisponde ad euro 2.079,90 x 78,23% = 1.627,11.

Questo significa che, al massimo, se l’amministratore avesse quella tipologia di auto, ossia l’Alfa Mito 77 CV, egli dovrebbe pagare ogni anno maggiori tributi per euro 1.627,11.

Ed è su questo valore che andiamo poi a confrontare l’importo del beneficio fiscale della spesa di gestione dell’auto che l’amministratore deve far pagare alla società per poi comprendere se ci guadagna o meno con il fringe benefit.

Se, invece, considerassi l’aliquota minima che andrebbe a pagare l’amministratore, ossia il 24% di Irpef (composto dal 23% di Irpef ordinario + 1% di addizionali regionali e comunali) e il 24% di contributi Inps della gestione commercianti, l’aliquota tributaria complessiva sarebbe del 48%.

Con l’aliquota del 48%, l’imposto che l’amministratore andrebbe a pagare a titolo di maggiori imposte Irpef e maggiori contributi Inps sarebbe di euro 998,35 (euro 2.079,90 x 48%).

Questo significa che, come minimo, se l’amministratore avesse quella tipologia di auto, ossia l’Alfa Mito 77 CV, egli dovrebbe pagare ogni anno maggior tributi per euro 998,35 per avere l’auto della S.r.l. assegnata ad uso privato e quindi scaricare il costo al 70%.

Quindi con il fringe benefit, l’amministratore “perde” da un minimo di euro 998,35 ad un massimo di euro 1.627,11 tra imposte e contributi da pagare, ogni anno, ricevendo in cambio la deduzione dei costi al 70% invece che al 20% dei costi di gestione dell’auto della S.r.l..

Con questi dati possiamo andare avanti all’ultimo tassello e individuare le spese minime che devi sostenere per l’auto oltre le quali inizia a diventare conveniente il fringe benefit.

3. Calcolo le spese di gestione annuali dell’auto minime che devi sostenere per poter avere beneficio nell’utilizzare il fringe benefit.

Ora che sappiamo le spese minime e massime che avrà in più l’amministratore ogni anno sulla sua busta paga per il fringe benefit attribuito dall’uso promiscuo dell’auto, da un minimo di euro 998,35 fino ad un massimo di euro 1.627,11, e che grazie al fringe benefit la S.r.l. si scarica il 70% dei costi di gestione dell’auto, invece che il 20%, con una differenza del 50%, ecco che abbiamo tutti gli elementi per poter individuare la spesa minima di gestione che tu devi sostenere con la tua auto per rendere conveniente utilizzo del fringe benefit e oltre il quale sei sicuro di risparmiare le imposte.

Per ottenere questo dato utilizziamo la formula del break even point:

Costi fissi / costi variabili unitari = fatturato a pareggio

In questo modo troviamo la spesa minima che la S.r.l. dovrà sostenere oltre la quale conviene utilizzare il fringe benefit assegnando l’auto all’amministratore.

Ovviamente la devo adattare nel contesto del nostro obiettivo, quindi la formula diventa:

Maggiori tributi annuali pagati dall’amministratore nella busta paga derivante dal fringe benefit  / (differenza tra il 70% e il 20% x 1/1,22 x 28%) = spesa auto annuale a pareggio, imponibile senza Iva

Il dato che otterrai è importante in quanto, se tu sapessi di avere meno spese auto di gestione in un anno, allora ti conviene NON assegnare l’auto e scaricare i costi dell’auto al 20%.

Se al contrario, tu avessi delle spese di gestione dell’auto superiori all’importo di questa formula, allora ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. all’amministratore attribuendogli il fringe benefit e fargli pagare maggiore imposta Irpef e contributi Inps.

Con le aliquote tributarie minime, ossia il 48% di imposte e contributi, e considerando l’auto Alfa Mito dell’esempio precedente, le spese annuali di gestione dell’auto devono essere pari a: 998,35 / (50% x 1/1,22 x 28%) = euro 8.699,91.

Questo significa che se le spese annuali di gestione dell’auto fossero superiori ad euro 8.699,91 allora ti converrebbe attribuire il fringe benefit all’amministratore e dedurre il conto di quelle spese al 70% (invece che al 20%).  

Con le aliquote tributaria massime, ossia il 78,23% di imposte e contributi, e considerando l’auto Alfa Mito dell’esempio precedente, le spese annuali di gestione dell’auto devono essere pari a: 1.627,11 / (50% x 1/1,22 x 28%) = euro 14.179,10.

Questo significa che, nel caso in cui i soci debbano anche pagare i contributi fissi Inps commercianti, se le spese annuali di gestione dell’auto fossero superiori ad euro 14.179,10 allora ti converrebbe attribuire il fringe benefit all’amministratore e dedurre il conto di quelle spese al 70% (invece che al 20%).  

In sintesi, il fringe benefit obbliga l’amministratore a pagare più imposte e contributi nella sua busta paga.

Ma è anche vero che, considerando come auto l’Alfa Mito dell’esempio precedente, se le spese di gestione dell’auto all’anno fossero superiori ad una certa soglia (che ho calcolato in precedenza), allora ti converrebbe utilizzare il fringe benefit assegnando l’auto all’amministratore. Questo in quanto le spese auto che fai sono deducibili al 70%.

Ovviamente questi calcoli dovranno essere adattati in base al modello di auto utilizzata, pertanto ogni caso dovrà essere valutato singolarmente.

Come spese di gestione annuali dell’auto intendo tutte le spese relative all’auto, come ad esempio la benzina, l’assicurazione, il bollo, tutta la manutenzione e tutte le spese che sono collegate all’auto.

Grazie al fringe benefit, tutte queste spese sono deducibili al 70% (invece che al 20%), con un risparmio di imposte e contributi. Più l’importo delle spese di gestione dell’auto sono superiori alla soglia e più risparmi i tributi rispetto al caso di dedurre i costi al 20%.

 

Quali cose devi valutare per comprendere quando ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. all’amministratore?

Qui di seguito voglio condividere con te tutte le principali cose a cui devi stare attento per utilizzare il metodo del fringe benefit per assegnare l’auto della S.r.l. risparmiando veramente le imposte e contributi:

• Ricordati che più il reddito complessivo dell’amministratore è basso, più le imposte che pagherà sono basse, e quindi hai vantaggio nell’utilizzare il fringe benefit anche per spese annuali di gestione dell’auto minori;

• Ricordati che se l’amministratore avesse già una seconda forma pensionistica, pagherebbe meno contributi, quindi ha vantaggio nell’utilizzare il fringe benefit anche con spese annuali minori;

• Ricordati che devi avere una busta paga in capo all’amministratore;

• Ricordati che il valore soglia che è calcolato è comprensivo dell’Iva. Questo significa che quanto fai il calcolo della convenienza devi considerare la spesa dell’auto compreso dell’Iva (e non solo il costo imponibile Iva);

• In tutti e due i casi l’amministratore potrebbe utilizzare l’auto a livello personale, in quando l’Iva e il costo sono scaricabili parzialmente, ma con il fringe benefit avresti un maggior riconoscimento dell’uso dell’auto anche a livello personale. Per esempio, saresti più tutelato tutte le volte che vai in vacanza e ti fermano per un controllo stradale, oppure quando devi dare scarico all’assicurazione e cercano la scusa di non pagarti in quanto stavi utilizzando l’auto per un viaggio personale e non aziendale;

• In funzione dell’auto che utilizzi i parametri cambiano e di conseguenza cambia anche l’importo soglia oltre al quale conviene utilizzare il fringe benefit. Quindi questa è la procedura che devi utilizzare su un modello di auto preciso che devi calcolare per ogni specifico modello di auto;

• Oltre al vantaggio di risparmiare il carico tributario se ogni anno superi una certa soglia di spesa, hai sempre in aggiunta il vantaggio che l’acquisto stesso dell’auto è deducibile come costo al 70%, invece che al 20%. Quindi anche già solo per il primo acquisto dell’auto aumenti l’efficacia fiscale della tua S.r.l. assegnando l’auto aziendale all’amministratore attribuendogli un fringe benefit.

 

Check list di sintesi della circolare

Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce.

I calcoli precisi di quante imposte e contributi puoi risparmiare tutte le volte che utilizzi un metodo specifico per la tua S.r.l. con l’adeguata disciplina, li puoi fare solo analizzando nel dettaglio la tua personale situazione, con la collaborazione del tuo commercialista ed in funzione dei tuoi obiettivi e delle tue possibilità attuali.

Ma in tutti i casi, per comprendere già adesso come utilizzare al meglio le informazioni contenute in questa circolare, condivido questa semplice check list, così da consentirti di poter andare dal tuo consulente per calcolare quanto puoi risparmiare già adesso.

Qui di seguito ti riporto la sintesi della circolare in cui condivido punti utili per comprendere se e quando ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. ad uso privato dell’amministratore per diminuire il carico tributario:

1. Se acquisti l’auto intestandola alla S.r.l. senza assegnarla ad uso privato a nessuno, puoi detrarti l’iva al 40% ed il costo al 20%;

2. Se acquisti l’auto intestandola alla S.r.l. ed assegnandola all’amministratore anche per un uso privato, puoi detrarti l’iva al 40% ed il costo al 70%;

3. Lo svantaggio di tutto è che se la S.r.l. assegna l’auto all’amministratore, questo deve pagare delle maggiori imposte e contributi in quanto deve dichiarare un maggior compenso sulla sua busta paga per il fatto che riceve un fringe benefit dall’utilizzo dell’auto aziendale;

4. Questo significa che se durante un anno stai sotto ad una certa soglia di spese di gestione dell’auto ti conviene NON assegnare l’auto della S.r.l. all’amministratore e quindi dedursi il costo al 20%.

Mentre se superi una certa soglia di spese di gestione dell’auto all’anno, allora ti conviene assegnare l’auto all’amministratore, fargli pagare le maggior imposte e contributi perchè deve dichiarare un maggior compenso dovuto al fringe benefit e quindi scaricarsi i costi al 70%;

5. Per comprendere la soglia di spesa annuale dell’auto al di sotto o al di sopra della quale puoi utilizzare un metodo o l’altro, devi utilizzare questa formula:

15.000 km x costo chilometrico Aci del modello dell’auto x 30% (nel 2020 ci sono più aliquote, quindi verifica) x aliquote fiscale al quale è soggetto il compenso dell’amministratore (che variano da un minimo del 48% ad un massimo del 78,23%) : (50% x 1/1,22 x 28%) = importo soglia oltre al quale, se le spese annuali di gestione del veicolo sono superiori, allora ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. all’amministratore e fargli pagare il fringe benefit consentendo alla società di scaricare il 70% dei costi di gestione dell’auto invece che il 20%;

6. Ricordati che come spese di gestione ci sono le spese di benzina, dell’assicurazione, del bollo, della manutenzione, autostrada, parcheggio ecc., e di qualsiasi spesa relativa all’acquisto dell’auto.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci come e quando puoi assegnare l’auto della S.r.l. all’amministratore ad uso privato utilizzando il fringe benefit, in modo tale da ridurre il carico tributario complessivo perchè questo ti consente di dedurre le spese di gestione dell’auto della S.r.l. al 70% invece che al 20%.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l..

Stai, però, attento perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte minime che puoi pagare, sono del 28%.

Tra il 70% di imposte ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

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Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare le imposte della S.r.l. dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l..

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

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