Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un imprenditore e stai pensando di ridurre il carico tributario della tua S.r.l. o stai pensando di aprire una nuova S.r.l. e ridurre le imposte ed i contributi.

Ti dico questo perché, prima di pensare a ridurre il carico tributario, devi conoscere la differenza tra questi elementi: le imposte, i contributi, le tasse, e sapere che ci vuole un metodo specifico per il tuo caso e tanta disciplina.

Ma non preoccuparti, sono cose semplici che conoscerai molto bene appena avrai finito di leggere questa circolare.

Al termine di questa circolare conoscerai la differenza tra questi elementi, saprai come ridurre il carico tributario complessivo, sarai consapevole che sia le imposte sia i contributi hanno un proprio meccanismo e che questo per te significa comprendere come ridurli, ma con metodi e strumenti diversi.

Questo lo puoi fare utilizzando gli strumenti di risparmio fiscale messi a disposizione della legge.

E non pensare che ti basti sapere che hanno meccanismi diversi, infatti questi strumenti li devi applicare con uno specifico metodo e con disciplina.

In questo modo, sei certo di avere la conoscenza necessaria per diminuire tutte le imposte ed i contributi che vuoi, nel rispetto della legge, grazie all’aiuto del tuo consulente.

Sapere queste cose è importante perché, posto che tu abbia utili e liquidità in abbondanza, il carico fiscale in Italia è un problema.

Infatti, come tutti sanno, se utilizzassi la forma giuridica peggiore, andresti a pagare anche il 72% di carico tributario.

Ovviamente a nessuno fa piacere pagare il 72% di carico tributario, ma è possibile diminuirlo regolarmente grazie ad un metodo adattato al tuo caso specifico e grazie alla disciplina.

Ridurre il carico fiscale non è una cosa che puoi delegare ai terzi, non puoi pensare di risparmiare le imposte utilizzando una ditta individuale o una S.r.l. senza utilizzare specifici strumenti di risparmio fiscale adattati alla tua specifica azienda ed in funzione dei tuoi obiettivi.

Solo nel momento in cui ti impegni in prima persona puoi pensare di diminuire il carico tributario.

Diminuire il carico tributario è per te molto importante, perché ti permette di avere più soldi lasciando inalterata la tua azienda.

Mi spiego meglio, sempre posto che prima tu abbia utili e liquidità in abbondanza, puoi gestire la tua azienda come prima ma con l’aggiunta di qualche accortezza fiscale, in modo da ridurre le imposte ed i contributi.

In questo modo hai la tua stessa identica azienda di prima, ma ricevi indietro più soldi dalla stessa perché stai applicando strumenti per ridurre le imposte.

In un certo senso, ricevi più soldi dalla tua S.r.l. facendo le stesse cose, appunto perché hai diminuito il carico tributario.

In pratica, hai aumentato il ritorno sull’investimento della tua azienda semplicemente avendo più accortezza di utilizzare il maggior numero di strumenti di risparmio fiscale per diminuire le imposte ed i contributi.

In questo modo ricevi più soldi.

Soldi che non necessariamente utilizzerai solo per i tuoi vizi, ma puoi utilizzarli per finanziare la tua S.r.l..

Soldi che potresti utilizzare, per esempio, per acquistare nuovi macchinari, avere tempo per acquisire solo clienti migliori abbandonando i peggiori, selezionare i fornitori migliori allontanando i fornitori peggiori, oppure dare più incentivi economici ai venditori o ai collaboratori.

Nello stesso modo, puoi utilizzare i soldi in eccesso per avere un miglior tenore di vita per te stesso, oppure per far mantenere un miglior tenore di vita alla tua compagna/moglie, evitando che questa ti possa lasciare una volta che scopre che non puoi mantenere lo stesso tenore di vita di prima.

Evitando che questa ti possa lasciare con una scusa per un altro uomo che gli possa garantire uno stile di vita migliore e portandosi via anche i figli e senza che possa, in caso estremo, utilizzare questi come scusa per chiederti ulteriori soldi.

Ugualmente, avere più soldi ti permette di migliorare la qualità del rapporto con i tuoi figli, in quanto puoi consentirgli di accedere alla migliore assistenza sanitaria e alla migliore formazione o istruzione scolastica.

Tutto questo ti consentirà di permettergli di avere una vita ed opportunità di lavoro migliori, evitando che ti possano rinfacciare per sempre il fatto che non hanno avuto la stessa opportunità che hanno avuto i loro coetanei e colpevolizzarti per tutti i risultati che non hanno raggiunto.

Per evitare tutto questo dovresti iniziare a mettere in primo pensiero il fatto di ridurre il carico tributario appena hai utili e liquidità in abbondanza.

Per fare tutto questo, prima di iniziare a ridurre il carico tributario, hai bisogno di avere in mente la differenza tra imposte, contributi, tasse, e che bisogna avere un metodo specifico e la disciplina giusta.

Ma non preoccuparti, scoprirai quanto è semplice qui di seguito  proseguendo con la lettura…

Quindi bando alle ciance e let’s go…

 

Qual è la di differenza tra imposte, contributi e tasse?

Un concetto importantissimo da conoscere, tanto quanto facile da comprendere, è la differenza tra imposte, contributi e tasse.

Ti dico questo perché hanno meccanismi diversi di calcolo e quindi, nello stesso modo, hanno meccanismi diversi per poterli limitare o eliminare.

Infatti gli imprenditori sanno che nei casi peggiori il carico “fiscale” è pari al 72%. Però con il termine “carico fiscale” o “tasse” intendiamo sia le imposte che i contributi. Siccome i meccanismi di calcolo sono diversi, abbiamo bisogno di metodi diversi per ridurli

Per farti comprendere in modo semplice le differenze, farò alcuni esempi.

Intanto citerò le definizioni prese su wikipedia:

Imposte – fonte wikipedia:

“L’imposta è un tributo, consistente in un prelievo coattivo di ricchezza dal contribuente volto a finanziare i servizi pubblici generali.

L’imposta è un prelievo coattivo di ricchezza che, sul piano della scienza delle finanze, si caratterizza per essere espressione del potere d’imperio attribuito allo Stato, il quale per far fronte al proprio fabbisogno di denaro ne preleva in forma obbligatoria una quantità variabile ad ogni cittadino di modo da finanziare pubblici servizi indivisibili (come ad esempio la difesa, la ricerca, oppure la costruzione delle strade).

Si distingue dalla tassa in quanto essa è il corrispettivo per un pubblico servizio richiesto in forma individuale.

Le imposte sono il principale strumento di finanziamento della spesa pubblica nonché una misura di politica economica

Detto in parole povere, le imposte sono tutte quelle cose che paghi in funzione del reddito che tu produci.

Se produci zero reddito, devi pagare un tot di imposte, se produci x reddito, allora devi pagare y di imposte.

Esempio imposta per persona fisica:

Quando in un anno hai lavorato presso due aziende diverse, ricevi due certificazioni uniche diverse (ossia ricevi due Cud).

In questo caso devi fare la dichiarazione dei redditi perché devi pagare il conguaglio delle imposte, in considerazione del fatto che hai un reddito sommato tra i due lavori e quindi devi pagare delle “tasse” più alte.

In quel caso tu paghi delle “tasse” con il modello F24.

Quello che tu paghi sono, in verità, delle imposte (e non “tasse”). In pratica, le imposte le paghi sulla produzione del reddito. Più reddito produci e più imposte paghi.

Esempio imposta per S.r.l.:

Se tu avessi una S.r.l., il tuo commercialista ogni anno compilerebbe la dichiarazione dei redditi, e ti farebbe pagare delle “tasse” riferite all’utile prodotto da quella società.

Ecco, anche in quel caso, tu pagheresti le imposte della società, appunto perché l’ammontare è in proporzione all’utile generato dalla società.

Dopo le imposte, andiamo a verificare cosa sono i contributi…

Contributi – fonte wikipedia:

“I contributi sono un tipo di tributo cioè un prelievo coattivo di ricchezza dal cittadino contribuente effettuato verso una pubblica amministrazione o lo Stato e che rientrano nell’ambito delle prestazioni patrimoniali imposte, di cui all’art. 23 della Costituzione.

Il contributo è un prelievo coattivo di ricchezza operato per il finanziamento di spesa pubblica destinata al soddisfacimento di bisogni pubblici divisibili non prestati su domanda (es. contributi di urbanizzazione). È una categoria sulla cui esistenza non vi è accordo in dottrina. Secondo parte di essa è possibile ricondurlo alla tassa –in quanto dovuto per uno specifico servizio (es. contributo di utenza stradale), o all’imposta (contributo al servizio sanitario nazionale). Il suo importo tende a coprire, o ha relazione, con il costo del servizio (contributi di bonifica). A differenza della tassa, che si applica quando si richiede un servizio, il contributo può essere attivato dall’ente pubblico per coloro che ricadono nell’ambito della prestazione di un determinato servizio. Ad esempio nei consorzi di bonifica si applica a tutti i proprietari di immobili nel territorio bonificato.”

In questo caso, come contributi, noi intendiamo i contributi Inps, quelli che si pagano per poi andare a finanziare la pensione personale oppure il servizio sanitario nazionale.

Questi contributi, quelli che paghiamo come imprenditori commerciali o artigiani, di fatto, sono molto simili alle imposte, in quanto sono pagati in funzione del reddito generato, anche se hanno delle regole specifiche, come ad esempio un pagamento minimo annuale di circa 3.800 anche con redditi inferiori ad euro 15.878 circa.

Una differenza che hanno i contributi Inps, rispetto alle imposte che hai visto in precedenza, è che i pagamenti fatti all’Inps ti consentono di avere delle deduzioni fiscali diminuenti il reddito che è assoggettato alle imposte. In sintesi, i contributi Inps pagati, sono deducibili dal reddito fiscale.

Detto in modo semplice, tutto quello che paghi all’Inps, poi lo utilizzi nella tua dichiarazione dei redditi personale per pagare meno imposte nel modello F24.

Esempio di contributi:

Se tu fossi un imprenditore commerciale, tu saresti obbligato ad iscriverti alla gestione commercianti Inps, e quindi a pagare dei contributi fissi di circa euro 3.800 all’anno, e poi in sede di dichiarazione dei redditi, pagare un ulteriore 24% sulla parte del reddito superiore ad euro 15.878.

Come puoi notare da solo, i contributi li paghi in percentuale del reddito, un po’ come le imposte, ma con un minimo annuale di circa euro 3.800.

Dopo le imposte ed i contributi andiamo a verificare cosa sono le tasse…

 Tasse – fonte wikipedia

“La tassa è un tipo di tributo, ovvero una somma di denaro, dovuta dai privati cittadini allo Stato, che si differenzia dall’imposta in quanto applicata secondo il principio della controprestazione, cioè legata a un pagamento dovuto come corrispettivo per la prestazione a suo favore di un servizio pubblico offerto da un ente pubblico (ad es. tasse portuali e aeroportualiconcessionilicenze). La tassa è relativa a un servizio di cui un cittadino può decidere se avvalersi o meno, e in generale non è dipendente né dal reddito né dal costo del servizio richiesto.

Spesso il termine “tasse” viene usato nel linguaggio corrente per indicare genericamente l’imposizione fiscale. In questo caso è più corretto il termine generico “tributi“.

[…]

I servizi pubblici divisibili, quali ad esempio l’istruzione e la sanità, possono essere finanziati mediante tasse. Ne sono esempi in Italia le tasse scolastiche e universitarie o i ticket sanitari.” 

In poche parole, la tassa è quella cosa che paghiamo quando acquistiamo uno specifico servizio pubblico.

Se utilizzi un determinato servizio allora devi pagare qualcosa a titolo di tassa, se non lo utilizzi non devi pagare nessuna tassa, indipendentemente dal reddito che tu hai.

Come puoi notare da solo, il termine tasse è utilizzato impropriamente per descrivere tutti i tributi, quando in verità, le tasse sono solo una piccola parte dei tributi che possono esistere in un sistema economico.

Esempio di tassa:

La tassa di soggiorno, è una tassa che ti colpisce quando soggiorni in albergo in funzione dei giorni di permanenza.

Ti colpisce sia che tu abbia un reddito alto sia che tu abbia un reddito basso. Ti colpisce solo perché hai utilizzato un specifico servizio (lo stesso vale per il ticket sanitario quando accedi a servizi medici specifici).

Come puoi notare, non è una imposta che colpisce il reddito, basso o alto che sia, ma che colpisce la fruizione di un servizio.

Ma per ridurre il carico tributario, non basta solo conoscere la differenza vista in questo capitolo, bisogna conoscere anche altri due meccanismo, ossia che devi avere un metodo e anche la disciplina.

Per mostrarti questo ultimo concetto puoi proseguire con la lettura della circolare.

 

Per tagliare il carico tributario bisogna avere un metodo specifico e tanta disciplina

Premessa: con il termine diminuzione del carico tributario, intendo la diminuzione di imposte e contributi.

Tutte le volte che vogliamo ridurre il carico tributario dobbiamo essere consapevoli che questo si divide in carico impositivo e carico contributivo.

Sia che tu utilizzi una ditta individuale sia che tu utilizzi una S.r.l., non puoi pretendere di risparmiare le imposte se non conosci il metodo più adatto a te  per poterle diminuire.

Per poter diminuire il carico tributario, ossia le imposte ed i contributi, devi applicare, per certo il maggior numero di strumenti di risparmio fiscale, compatibilmente con gli obiettivi della tua azienda, i tuoi obiettivi personali ed in base alle tue possibilità di manovra.

Per mostrarti questa cosa ti faccio due esempi molto semplici, uno in cui non applico nessuno strumento di risparmio fiscale, ed uno in cui applico dei semplici strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. avendo semplicemente un po’ di accortezza in più.

Esempio carico fiscale S.r.l. senza applicare gli strumenti di risparmio fiscale (con la ditta individuale è peggio)

Nella S.r.l., se non gestisci nessun tipo ti risparmio fiscale, succede che puoi arrivare anche a pagare il 64% di tributi sull’utile che produci.

E te lo mostro con questo esempio, ipotizzando un utile lordo (prima del pagamento delle imposte) di euro 100.000 e ipotizzando di non utilizzare il regime della trasparenza fiscale.

Prima di tutto pagheresti l’Ires del 24% e l’Irap del 4% = 100.000 x 28% = euro 28.000.

L’utile netto, dopo il pagamento delle imposte della S.r.l., è di euro 72.000 euro.

L’utile netto è potenzialmente distribuibile interamente ai soci. Solo se distribuisci gli utili netti ai soci, questi pagano il 26% di ritenuta a titolo d’imposta.

Sugli utili netti della S.r.l. devi pagare ugualmente i contributi commercianti Inps del 24%, anche se non hai distribuito gli utili.

Quindi pagheresti  72.000 x 24% = euro 17.280

Se tu non avessi altri modi per prendere dei compensi come amministratore o socio con busta paga, dovresti prelevare gli utili dalla tua S.r.l..

Se decidessi di lasciare gli utili netti dentro alla S.r.l., senza distribuirli ai soci, non pagheresti la tassa del 26% della ritenuta degli utili distribuiti.

Quindi, in un certo senso, se capitalizzi la tua S.r.l,. lasciando gli utili in azienda, non paghi altre imposte sulla distribuzione degli utili, a parte l’Ires, l’Irap e l’Inps.

Ma siccome, con molta probabilità, la tua S.r.l. è la principale fonte di reddito, sicuramente devi prelevare gli utili per mantenere le tue spese e quelle della tua famiglia.

Quindi, ipotizziamo una distribuzione totale degli utili netti.

Sugli utili distribuiti il carico tributario sarebbe: 72.000 X 26% = 18.720 euro a titolo di imposta sostitutiva sugli utili distribuiti dalla S.r.l..

Adesso ti riepilogo i tributi che pagherebbe la tua S.r.l. con un utile lordo di euro 100.000, senza nessun strumento di riduzione delle imposte e dei contributi:

1.     Ires e Irap: 28.000

2.     Contributi Inps: 17.280

3.     Imposta sostitutiva sulla distribuzione utili: 18.720

Totale pagamento imposte e contributi: 64.000 euro.

Se paragonassi 64.000 euro di imposte con l’utile lordo di euro 100.000, ecco che già così ti ho mostrato che, senza l’utilizzo di strumenti di riduzione fiscale, pagheresti il 64% di imposte e contributi sull’utile prodotto dalla tua S.r.l..

Ora che sei consapevole del perché, nel caso peggiore, pagheresti il 64% di tributi con la tua S.r.l., adesso passiamo al caso in cui puoi applicare qualche semplice strumento di risparmio fiscale.

 

Esempio carico tributario della S.r.l. applicando un metodo specifico di risparmio fiscale

Adesso ipotizziamo lo stesso caso di prima, ma aggiungendo una piccola variante, ossia che la S.r.l. abbia sempre generato un utile di euro 100.000, ma che questo sia prelevato tutto come compenso amministratore, nel quale ci siano anche 10 trasferte brevi al mese, ossia 120 all’anno.

Inserisco quindi il beneficio fiscale del rimborso forfettario delle trasferte.

Per esempio, siccome per ogni trasferta piena, il rimborso forfettario massimo è di euro 46,48, su base annua l’importo totale dei rimborsi chilometrici è di euro: 46,48 x 10 x 12 = 5.577,60.

Il vantaggio che hanno i rimborsi forfettari, come del resto gli altri rimborsi spesa, è che sono esenti imposte e contributi, perché vanno a sostituire forfettariamente le spese del ristorante e dell’hotel.

Quindi per le trasferte brevi, ossia di andata e rientro in giornata, o in mattinata, di fatto sono quasi un maggior compenso.

Per quanto riguarda l’Inps sul compenso dell’amministratore, consideriamo l’aliquota del 24%, perché considererei il socio come lavoratore, e quindi soggetto al pagamento dei contributi fissi Inps di euro 3.832,45.

Nota: il 24% dei contributi dell’amministratore sono pagati per 1/3 nella busta paga dell’amministratore, mentre per 2/3 a carico dell’azienda, ma in totale, quello che deve uscire dall’azienda sono sempre euro 100.000 visto in precedenza come utili complessivi.

Quindi andiamo a sviluppare i calcoli di conseguenza, ma prima di tutto devi conoscere le aliquote Irpef alle quali sono soggetti i compensi dell’amministratore (che sono gli stessi della ditta individuale).

Queste sono le aliquote Irpef:

1.     Fino ad € 15.000, il 23%;

2.     Da € 15.001 ad € 28.000, il 27%, ossia € 3.450 come minimo + il 27% sul reddito superiore ad € 15.000;

3.     Da € 28.001 ad € 55.000, il 38%, ossia € 6.960 + il 38% sul reddito superiore a € 28.000;

4.     Da € 55.001 ad € 75.000, il 41%, ossia € 17.220 + il 41% sul reddito superiore a € 55.000;

5.     Oltre € 75.000, il 43%, ossia € 25.420 + il 43% sul reddito superiore € 75.000;

6.     Ricordati che ci sono anche le addizionali regionali, comunali che quantifico a circa 1% complessive;

7.     Ricordati che sul compenso dell’amministratore, come per la ditta individuale, lo stato prevede un certo credito d’imposta che diminuisce all’aumentare del reddito percepito;

8.     Per semplicità di calcolo, elimino sia il maggior pagamento dovuto alle addizionali comunali e regionali, compensandoli con il bonus fiscale che deriverebbe dalla detrazione d’imposta a beneficio dell’amministratore previsto dallo stato.

Quindi andiamo a sviluppare i calcoli del carico tributario complessivo considerando in totale un utile di euro 100.000;

1.     Inps commercianti fisso: euro 3.832,45, in quando si pagano solo il minimo come socio lavoratore perché tutti gli utili sono assorbiti dal compenso dell’amministratore;

2.     Inps gestione separata:

a.     Prima elimino il rimborso forfettario in quanto è esente imposte e contributi: 100.000 – 5.577,60 = 94.422,40, su questo importo devo calcolare i contributi Inps gestione separata, sapendo che 1/3 sono da considerare a carico dell’amministratore nella sua busta paga, mentre 2/3 sono pagati direttamente dalla S.r.l.;

b.     La formula per trovare il carico contributivo della gestione separata sul compenso dell’amministratore è: 94.422,40 /1,24 x 24% = euro 18.275,30.

3.     Imposta Irpef, sapendo che il reddito imponibile è dato da: 94.422,40 – 18.275,30 – 3.832,45 = euro 72.314,65.

4.     Sul reddito imponibile, di euro 72.314,65, andiamo a calcolare le imposte Irpef a scaglioni viste prima, quindi: € 17.220 + il 41% sul reddito superiore a € 55.000 = euro 24.319,00.

In questo secondo caso, l’onere tributario complessivo è composto dai contributi Inps commercianti del socio lavoratore, dai contributi Inps gestione separata dell’amministratore e dalle ritenute Irpef: 3.832,45 + 18.275,30 + 24.319,00 = euro 46.426,75

La differenza del carico tributario del primo caso, pari ad euro 64.000, rispetto al secondo caso, pari ad euro 46.426,75, comporta una riduzione del carico tributario complessivo di euro 17.573,25.

Questo corrisponde ad una riduzione pari al 27,45% del carico tributario complessivo rispetto al metodo precedente.

Questo per mostrarti che cambiando il metodo con cui si sono “prelevati” i soldi dalla S.r.l., senza poi considerare che ci sono tanti altri strumenti di risparmio fiscale che si possono utilizzare, puoi diminuire il carico tributario complessivo.

Come puoi notare, questo secondo caso ha comportato una diminuzione delle imposte perché ha saputo sfruttare alcuni meccanismi al meglio:

  1. Per esempio è più facile sfruttare la detrazione prevista per il pagamento dell’Inps, cosa che non è concessa agli utili di capitale prelevati;
  2. Per esempio si è sfruttato il principio dei rimborsi forfettari di euro 46,48, cosa che non è concessa alla ditta individuale.

Questi due esempi servono per mostrarti che la diminuzione del prelievo tributario non è dovuta al caso o fatta con cose strane, ma è dovuta al fatto che si è utilizzato uno specifico metodo.

Ma non basta, perché oltre al metodo ci vuole anche la disciplina.

Ti dico questo perché ci sono degli strumenti di risparmio fiscale che devi applicare ogni mese nella tua S.r.l., e quindi, di conseguenza ci vuole anche una certa disciplina, in quanto tutti gli strumenti devono essere proporzionati all’utile e alla liquidità dell’azienda oppure ad alcuni avvenimenti aziendali.

Per spiegare questa cosa ti mostro un esempio di rimborso chilometrico e forfettario.

Il rimborso forfettario lo hai visto in precedenza, ossia è un rimborso che va inserito nella busta paga pari ad euro 46,48 per ogni giorno di trasferta.

Mentre il rimborso chilometrico è semplicemente un rimborso che l’amministratore può richiedere alla società in funzione dei chilometri fatti con la propria auto

Esempio rimborso forfettario: se tu avessi la sede della tua S.r.l. a Padova e dovessi fare una trasferta a Brescia per un motivo aziendale, tu avresti diritto a ricevere nella busta paga euro 46,48 esente imposte ed esente contributi come rimborso sostitutivo delle spese di vitto e alloggio.

E questo importo lo riceve per tutti i giorni in cui l’amministratore fa la trasferta.

Esempio rimborsi chilometrici: Quante volte utilizzi la tua macchina per un motivo collegato al tuo business?

Se tu avessi un’Alfa Mito 77 CV otterresti un rimborso chilometrico di euro 0,4622 (grazie alle tabelle Aci).

Questo significa che se tu dovessi fare 10 trasferte in un mese, su una distanza di 50 chilometri (solo andata), tu riceveresti 0,4622 x 50 x 2 x 10 = 462,20 euro esente tasse ed esente contributi. Che in un anno corrispondono a Euro 5.546,40.

Questi rimborsi spesa hanno il vantaggio di essere esenti imposte e contributi, ma hanno lo “svantaggio” che devono essere calcolati ogni mese.

Quindi l’imprenditore, magari con la supervisione del proprio commercialista, deve compilare ogni mese una nota a pie di lista, in cui elenca tutte le trasferte indicando i principali elementi, come il luogo di partenza, il luogo di destinazione, i chilometri percorsi ecc.

Ed è una cosa che deve essere fatta ogni mese.

Ossia tu puoi risparmiare tutte le imposte che vuoi con i rimborsi forfettari, ma lo puoi fare solo se ogni mese compili il prospetto delle note a pie di lista.

Solo in questo modo, utilizzando i rimborsi spesa ogni mese puoi ridurre le imposte ed i contributi.

E non basta questo, infatti devi richiederli anche in funzione dell’utile e della liquidità della tua azienda.

Se non avessi utili, avresti problemi più grossi, ossia avere margine di guadagno sulla merce che vendi.

Se non avessi liquidità, avresti problemi più grossi, ossia riuscire a pagare fornitori o collaboratori.

Tutto questo per mostrarti che se hai la disciplina di verificare di avere sempre utili abbondanti, di avere sempre liquidità abbondante, e quindi di applicare ogni mese i principi di risparmio fiscale, allora puoi ottenere tutto il risparmio fiscale che vuoi, utilizzando un determinato metodo previsto dalla legge.

In un certo senso, per diminuire le imposte, non devi solo avere un metodo giusto per il tuo caso specifico, ma devi avere anche la disciplina di aggiornare il bilancio ogni mese, in modo da comprendere se hai un utile abbondante e abbastanza liquidità per applicare il maggior numero di strumenti di pianificazione fiscale previsti dalla legge per diminuire il carico impositivo e contributivo, consentendoti di portare a casa più soldi possibili.

Tutte cose che controlliamo grazie al nostro servizio della Contabilità Controllata, se vuoi maggiori informazioni puoi metterti in contatto con me…

 

Check list di sintesi della circolare

Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce.

I calcoli precisi di quante imposte e contributi puoi risparmiare tutte le volte che utilizzi un metodo specifico per la tua azienda con l’adeguata disciplina, li puoi fare solo analizzando nel dettaglio la tua personale situazione, con la collaborazione del tuo commercialista ed in funzione dei tuoi obiettivi e delle tue possibilità.

Ma in tutti i casi, per comprendere già adesso come utilizzare al meglio le informazioni contenute in questa circolare, condivido questa semplice check list, così da consentirti di poter andare dal tuo consulente per calcolare quanto puoi risparmiare già adesso:

  1. Imposte: ossia quelle che paghi in funzione del reddito che tu produci, vanno allo stato, quindi in un certo senso, sono a “fondo perduto”;
  2. Contributi: ossia quello che tu paghi per poi avere la pensione in futuro. In Italia, attualmente, una parte è in percentuale del reddito imprenditoriale generato, con un massimale, oltre il quale non paghi i contributi, ed un minimale, che devi pagare obbligatoriamente, anche in caso di reddito pari a zero. I contributi pagati sono per te un “bonus fiscale”;
  3. Tasse: sono tutte quelle somme che paghi per accedere ad un servizio pubblico specifico, per esempio il ticket sanitario;
  4. Metodo per diminuire il carico tributario: ogni azienda, ogni imprenditore, hanno obiettivi e casistiche uniche. Per poter diminuire il carico tributario, bisogna applicare uno specifico metodo, compatibile con gli obiettivi dell’azienda e dell’imprenditore;
  5. Disciplina per diminuire il carico tributario: determinati strumenti fiscali li puoi utilizzare solo in ogni mese, nella quantità giusta. Quindi, non puoi pensare di arrivare alla fine dell’anno e diminuire il carico tributario se durante i mesi precedenti non hai avuto la disciplina di applicare questi strumenti al meglio.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci la differenza che c’è tra imposte, contributi, tasse e che per poter diminuire le imposte hai bisogno di un metodo specifico e della disciplina, oltre che di una S.r.l..

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre i tributi della S.r.l..

Stai, però, attento perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (circa tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte minime che puoi pagare, sono del 28%.

Tra il 70% di imposte ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidessi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che potresti accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare le imposte della S.r.l. dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l..

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare un’email direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

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