Tutto quello che devi sapere per tagliare le imposte quando prelevi utili dalla S.r.l. italiana mentre sei all’estero

 

Ti do il benvenuto in questa circolare del blog di Efficacia Fiscale per darti una mano a tagliare le imposte tutte le volte che sei residente all’estero e devi decidere come intestarti le quote di una S.r.l. italiana.

Appena avrai finito di leggere questa circolare saprai come prelevare utili dalla S.r.l. italiana diminuendo il carico fiscale al minimo consentito dalla legge.

Ti dico questo perché, se sei residente all’estero, hai varie opzioni di imposte che dovrai pagare dagli utili della tua S.r.l. italiana, cosa che può arrivare anche al 30%, e che, rispetto ad aliquote fiscali di altri Paesi, nella maggior parte dei casi, saranno molto più alte.

Tagliare le imposte, utilizzando la legge, è una cosa sulla quale devi avere almeno una minima conoscenza perché, con un po’ di cura in più, puoi comprendere come portare maggiori soldi nelle tue tasche scegliendo la via fiscale più adatta alla tua specifica situazione in base quanto stabilito dalla legge fiscale.

In sintesi devi studiare, ma questo non sarà un problema. Perché?

In primo luogo, perché ci sono io a darti una mano.

In secondo luogo, perché, il faticoso e demotivante viaggio nella foresta di norme, si trasformerà in una rilassante scampagnata, che compirai con piacere quando metterai a fuoco che, da questa nuova circolare del mio blog, trarrai importanti dritte su come pagare meno imposte, utilizzando la legge, grazie alla pianificazione fiscale internazionale.

I lettori di vecchia data sanno che sono un commercialista focalizzato sulla fiscalità delle S.r.l. e che lavoro completamente online insieme ai miei collaboratori. Cosa che, nel tempo, mi ha consentito di essere in contatto con clienti italiani che per lavoro sono andati all’estero.

Uno di questi, Marcello, mi ha chiamato per chiedermi:

“Simone, risiedo in Bulgaria ed ho aperto una società in quel Paese. Vorrei partecipare ad una S.r.l. italiana. A chi conviene intestare le quote? A me o alla società bulgara?”.

Ecco la domanda da cui è nata questa circolare e la cui risposta, come sempre, viene messa a disposizione dei miei fedeli lettori proseguendo con la lettura.

Tagliare il più possibile le imposte utilizzando la S.r.l. è per te fondamentale per avere più soldi a tua disposizione.

Cosa che, poi, si trasforma in maggiore tempo a tua disposizione, consentendoti di raggiungere con più facilità obiettivi personali e professionali.

Per esempio:

– avrai maggior tempo e denaro per rendere le relazioni più appaganti. Non solo con la tua compagna o moglie, che vedrà soddisfatte le sue esigenze di attenzione e di realizzazione di desideri piccoli e grandi che siano, ma anche con i tuoi figli, che ti vedranno come un esempio da seguire, i tuoi genitori, che vedranno realizzate le ambizioni che avevano riposto in te fin dal primo vagito, i tuoi alleati che hanno sempre creduto in te e ti hanno sostenuto;

– maggiore disponibilità economica per la tua salute, quella dei tuoi cari, gli studi dei tuoi figli, in modo da non aver né rimpianti né rimorsi;

– ma anche la mente sgombra per goderti il tempo finalmente libero perché potrai delegare una serie di incarichi ai tuoi collaboratori;

– senza dimenticare la soddisfazione personale, familiare e sociale perché non sarai più solo un imprenditore ma sarai un imprenditore che ha scalato la piramide sociale fino a piazzare la bandierina sulla punta;

E per concludere (bando all’ipocrisia), vogliamo parlare della soddisfazione nel vedere che, il sorrisetto ironico di chi ti considerava un povero illuso con manie di grandezza, si spegne fino a sparire?

Dunque, per ottenere tutto questo basta proseguire con la lettura di questa nuova circolare, quindi bando alle ciance e let’s go…

 

Prima di iniziare è importante conoscere questi concetti

Prima di mostrarti una tabella semplificata delle imposte che si pagano sugli utili che vuoi prelevare dalla tua S.r.l. italiana quanto dei all’estero e, quindi, come poter diminuire il carico fiscale seguendo quanto è previsto dalla legge, devi conoscere delle informazioni generali su questi argomenti:

  1. Cosa è una convenzione bilaterale;
  2. Cosa è un Paese SEE;
  3. Quando puoi prelevare utili dalla S.r.l. italiana senza pagare le imposte grazie alla normativa “madre-figlia”;
  4. Quando puoi prelevare gli utili dalla S.r.l. italiana pagando il 26% di imposte;
  5. Quando puoi prelevare gli utili dalla S.r.l. italiana pagando l’1,2% di imposte;

Solo dopo che avrai acquisito una generale consapevolezza di questi punti (informazioni che trovi nei capitoli qui di seguito), ti mostrerò una tabella riassuntiva con delle mie personali considerazioni che ti faranno comprendere quando puoi tagliare le imposte sugli utili distribuiti dalla S.r.l. tutte le volte che risiedi all’estero.

 

Cosa è una convenzione bilaterale?

Come da descrizione presente sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le convenzioni per evitare le doppie imposizioni sono trattati internazionali con i quali i Paesi contraenti, in questo caso tra l’Italia e gli altri Paesi del mondo, che regolano l’esercizio della propria potestà impositiva al fine di eliminare le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei rispettivi residenti.

In sintesi, gli accordi bilaterali, sono degli accordi di coordinamento degli aspetti fiscali tra i 2 Paesi, che permettono di decidere come gestire l’aspetto delle imposte per i cittadini che hanno delle attività economiche tra due Paesi.

Tutte le volte che sei un imprenditore e lavori fuori dall’Italia, se vuoi avere delle certezze fiscali, non devi solo conoscere le regole delle imposte italiane, ma devi prima conoscere il contenuto della eventuale convenzione bilaterale che l’Italia ha stipulato con quell’altro specifico Paese.

Per esempio, se la convenzione bilaterale tra 2 paesi prevede un determinato meccanismo, questo va applicato prima rispetto alla norma nazionale.

Tutte le volte che decidi di fare una pianificazione fiscale internazionale, prima di tutto, vai sul sito del ministero per comprendere se, l’Italia, ha stipulato delle convenzioni internazionali con quel specifico Paese.

Poi, se questa convenzione non è stipulata, oppure il tuo caso specifico non rientra negli accordi bilaterali con il terzo Paese, allora sei sicuro di poter utilizzare le aliquote fiscali che ti riporto nella tabella che trovi al termine di questa circolare.

 

Cosa è un Paese SEE?

Qui ti riporto la definizione che trovi su Wikipedia:

“Lo Spazio economico europeo o Area economica europea (SEE) nacque il 1º gennaio 1994 in seguito a un accordo (firmato il 2 maggio 1992) tra l’Associazione Europea di Libero Scambio (AELS) e l’allora Comunità europea (oggi Unione europea) con lo scopo di permettere ai paesi AELS di partecipare al Mercato europeo comune senza dover essere membri dell’Unione.

[…]

I membri attuali sono 30: tre dei quattro paesi aderenti all’Associazione Europea di Libero Scambio (AELS) (IslandaLiechtenstein e Norvegia, senza la Svizzera) e i 27 stati membri dell’Unione europea.”

In sostanza sono i Paesi della Unione Europea, con l’aggiunta di qualche Paese che è stato culturalmente vicino ai Paesi europei ma che non fa parte della Unione Europea.

Riconoscere questi Paesi è importante perché a loro è consentito uno sgravio delle imposte rispetto ai Paesi extra cee.

 

Cosa è la normativa “madre-figlia”?

Di seguito ti riporto gli articoli ed i pezzi più importanti della direttiva 90/435/Cee, nota come direttiva madre-figlia, poi rifusa nella direttiva 2011/96/Ue, per comprendere come è gestito il prelievo impositivo tra i Paesi dell’Unione Europea, in caso di S.r.l. holding europea che possiede le quote di una S.r.l. figlia con sede in Italia.

 “La presente direttiva intende esentare dalle ritenute alla fonte i dividendi e altre distribuzioni di utili pagati dalle società figlie alle proprie società madri ed eliminare la doppia imposizione su tali redditi a livello di società madre.

Quando una società madre, in veste di socio, riceve dalla società figlia utili distribuiti, lo Stato membro della società deve astenersi dal sottoporre tali utili a imposizione, oppure sottoporli a imposizione, autorizzando però detta società madre a dedurre dalla sua imposta la frazione dell’imposta pagata dalla società figlia a fronte di detti utili.

Per garantire la neutralità fiscale, è inoltre opportuno esentare da ritenuta alla fonte, salvo in taluni casi particolari, gli utili conferiti da una società figlia alla propria società madre

Articolo 1

1. Ogni Stato membro applica la presente direttiva:

a) alla distribuzione degli utili percepiti da società di questo Stato membro e provenienti dalle loro filiali di altri Stati membri;

b) alla distribuzione degli utili effettuata da società di questo Stato membro a società di altri Stati membri di cui esse sono filiali;

c) alla distribuzione degli utili percepiti da stabili organizzazioni di società di altri Stati membri situate in tale Stato membro e provenienti dalle loro società figlie di uno Stato membro diverso da quello in cui è situata la stabile organizzazione;

d) alla distribuzione degli utili effettuata da società di questo Stato membro a stabili organizzazioni situate in un altro Stato membro di società del medesimo Stato membro di cui sono società figlie.

Articolo 2

Ai fini dell’applicazione della presente direttiva si intende per:

 a) «società di uno Stato membro» qualsiasi società:

  i) che abbia una delle forme enumerate nell’allegato I, parte A; (ossia che sia una S.r.l.)

 Articolo 3

 1. Ai fini dell’applicazione della presente direttiva:

 a) la qualità di società madre è riconosciuta:

      1) almeno a una società di uno Stato membro che soddisfi le condizioni di cui all’articolo 2 e che detenga una partecipazione minima del 10 % nel capitale di una società di un altro Stato membro che soddisfi le medesime condizioni;

      2) alle stesse condizioni, ad una società di uno Stato membro che detenga nel capitale di una società dello stesso Stato membro una partecipazione minima del 10%, parzialmente o totalmente attraverso una stabile organizzazione della prima società situata in un altro Stato membro;

 b) «società figlia» la società nel cui capitale è detenuta la partecipazione indicata alla lettera a).

Articolo 5

Gli utili distribuiti da una società figlia alla sua società madre sono esenti dalla ritenuta alla fonte.”

Detto in modo semplice, per le società extracee bisogna verificare prima se ci sono delle convenzioni bilaterali per comprendere se ci sono accordi specifici per individuare le imposte, oppure se, sugli utili, bisogna pagare il 26% di imposte. Cosa che comprenderai meglio quando avrai letto i punti successivi.

Mentre, per le società dell’Unione Europea, bisogna comprendere se ci sono le condizioni per accedere alla normativa madre-figlia e, quindi, non applicare nessuna imposta.

La direttiva europea è stata trasportata in quella italiana grazie all’articolo 27bis del DPR 600 del 1973, cosa che ti riporto qui di seguito:

“Articolo 27 bis del DPR del 600/73: Rimborso della ritenuta sui dividendi distribuiti a soggetti non residenti.

1. Le società che detengono una partecipazione diretta non inferiore al 20 per cento del capitale della società che distribuisce gli utili, hanno diritto, a richiesta, al rimborso della ritenuta di cui ai commi 3, 3-bis e 3-ter dell’articolo 27, se:

a) rivestono una delle forme previste nell’allegato della direttiva n. 435/90/CEE del Consiglio del 23 luglio 1990;

b) risiedono, ai fini fiscali, in uno Stato membro dell’Unione europea, senza essere considerate, ai sensi di una Convenzione in materia di doppia imposizione sui redditi con uno Stato terzo, residenti al di fuori dell’Unione europea;

c) sono soggette, nello Stato di residenza, senza fruire di regimi di opzione o di esonero che non siano territorialmente o temporalmente limitati, ad una delle imposte indicate nella predetta direttiva;

d) la partecipazione sia detenuta ininterrottamente per almeno un anno.

[…]

2. Ai fini dell’applicazione del comma 1, deve essere prodotta una certificazione, rilasciata dalle competenti autorità fiscali dello Stato estero, che attesti che la società non residente possieda i requisiti indicati alle lettere a), b) e c) del comma 1, nonché una dichiarazione della società che attesti la sussistenza del requisito indicato alla lettera d) del medesimo comma 1.

3. Ove ricorrano le condizioni di cui al comma 1, a richiesta della società beneficiaria dei dividendi, i soggetti di cui all’art. 23 (tra cui le S.r.l.) possono non applicare la ritenuta di cui ai commi 3, 3-bis e 3-ter dell’art. 27. In questo caso, la documentazione di cui al comma 2 deve essere acquisita entro la data del pagamento degli utili e conservata, unitamente alla richiesta, fino a quando non siano decorsi i termini per gli accertamenti relativi al periodo di imposta in corso alla data di pagamento dei dividendi e, comunque, fino a quando non siano stati definiti gli accertamenti stessi. Con decreto del Ministro delle finanze possono essere stabilite specifiche modalità di attuazione mediante approvazione di appositi modelli.”

Con questo capitolo ho voluto condividere con te l’informazione che la società con sede nell’Unione Europea potrebbe prelevare gli utili dalla S.r.l. italiana senza pagare né l’imposta del 26%, riservata alle società extracee, né l’imposta dell’1,2% che pagherebbe la società della Comunità Europea che non ha i requisiti della direttiva “Madre-figlia”.

  

Perché bisogna pagare il 26% di imposta nel caso in cui gli utili vanno distribuiti al privato cee, privato extracee e per la società extra cee?

Questi soggetti (cittadino privato cee, cittadino privato extracee e società extracee) devono pagare il 26% delle imposte sugli utili distribuiti dalla S.r.l. Italiana in quanto è previsto dall’articolo del DPR 600/73 comma 3:

“Art. 27 comma 3 del D.P.R. 600/73

  1. La ritenuta è operata a titolo d’imposta e con l’aliquota del 26 per cento sugli utili corrisposti a soggetti non residenti nel territorio dello Stato diversi dalle società ed enti indicati nel comma 3-ter, […].

I soggetti non residenti, diversi dagli azionisti di risparmio, dai fondi pensione di cui al periodo precedente e dalle società ed enti indicati nel comma 3-ter, hanno diritto al rimborso, fino a concorrenza degli undici ventiseiesimi della ritenuta, dell’imposta che dimostrino di aver pagato all’estero in via definitiva sugli stessi utili mediante certificazione del competente ufficio fiscale dello Stato estero.”

Questo significa 2 cose:

  1. che per tutti i soggetti privati cee, privati extracee, oppure per tutte le società extracee (ossia tutti tranne le società che rientrano del successivo comma 3-ter, di cui parlerò, qui, nel prossimo capitolo) che possiedono quote di S.r.l. in Italia, per gli utili che prelevano devono pagare il 26% di imposta sulla distribuzione di utili dalla società Italiana;
  2. che i soggetti privati extracee e le società extracee possono richiedere di ricevere indietro 11/26esimi dell’imposta pagata se dimostrano che hanno pagato gli stessi utili nel Paese dove hanno la sede.

Nei 2 punti che hai letto qui sopra non sono state elencate le società appartenenti alla Comunità Europea, perché esse pagano una imposta ridotta, cosa che ti mostrerò qui, nel prossimo capitolo…

 

Perché bisogna pagare l’1,2% di imposta nel caso in cui gli utili vanno ad una società dell’Unione Europea?

Per comprendere il motivo per cui le società della Comunità Europea pagano un’aliquota fiscale “ridotta”, pari all’1,2% (invece che il 26%), bisogna andare a leggere l’articolo 27 comma 3-ter del DPR n 600/73.

“Art. 27 comma 3-ter del D.P.R. 600/73

3-ter. La ritenuta è operata a titolo di imposta e con l’aliquota dell’1,20 per cento sugli utili corrisposti alle società e agli enti soggetti ad un’imposta sul reddito delle società negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle […], in relazione alle partecipazioni, agli strumenti finanziari di cui all’articolo 44, comma 2, lettera a), del predetto testo unico e ai contratti di associazione in partecipazione di cui all’articolo 109, comma 9, lettera b), del medesimo testo unico, non relativi a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.”

In sintesi, questo articolo sta a significare che, nel momento in cui una S.r.l. italiana distribuisce utili ad una società dell’Unione Europea, allora questa deve pagare una ritenuta dell’1,2% e non del 26% che è previsto per le società extracee.

Dunque, nel caso in cui tu fossi all’estero e dovessi prelevare gli utili dalla S.r.l. italiana (perché hai avuto necessità di aprirla perché vendi in questo Paese), e tu dovessi utilizzare questi soldi per fare nuovi investimenti con la tua società estera, allora ti converrebbe prelevarli con una società holding dell’Unione Europea invece che con una considerata holding extracee.

Per precisione, ti ricordo che, ove la società con sede nell’Unione Europea avesse i requisiti della direttiva europea “Madre-figlia”, allora non pagherebbe nessuna imposta quando riceve utili dalla S.r.l. italiana.

Ora è importante riorganizzare, le informazioni che hai letto in questi primi capitoli, in modo organico per avere più chiarezza possibile tutte le volte che stai valutando di tagliare le imposte quando prelevi utili dalla S.r.l. italiana e tu sei residente all’estero.

 

Tutto quello che devi sapere per tagliare le imposte grazie alla pianificazione fiscale internazionale, tutte le volte che devi prelevare gli utili dalla S.r.l. italiana mentre sei all’estero

Quando ti appresti a prelevare degli utili dalla S.r.l. italiana mentre sei all’estero, hai il vantaggio di accedere a determinati bonus fiscali previsti dalla legge, perché puoi anche arrivare a prelevare questi utili senza pagare imposte.

Per aiutarti in questa ricerca ti riporto questa breve procedura che devi seguire quando sei all’estero:

  • Prima di tutto controllare se l’Italia ha stipulato un accordo bilaterale sulle doppie imposizioni con il Paese in cui sei residente. Poi individuare quello che ti serve, all’interno dell’accordo bilaterale, per comprendere quali sono le aliquote impositive stabilite tra i due paesi;
  • Se non c’è l’informazione fiscale a te specifica allora devi verificare, nella norma italiana, quali sono le aliquote specifiche previste.

Per semplificarti il lavoro ti mostro una semplice tabella in cui ti elenco le aliquote fiscali che pagano i soggetti esteri quando prelevano gli utili dalla S.r.l. italiana:

tabella delle imposte che il soggetto estero deve pagare quando preleva utili dalla S.r.l. italiana (senza una convenzione bilaterale tra il paese estero e l’Italia)
   
tipologia di soggetto Imposta sugli utili
privato extracee 26%
privato cee 26%
società extracee 26%
società cee (che non rientra nella normativa madre-figlia) 1,20%
società cee (che rientra nella normativa madre-figlia) esenzione dall’imposta

Questa semplice tabella ti fa comprendere che:

a) Se tu vivessi all’estero e dovessi aprire una S.r.l. in Italia per lavorare, allora ti converrebbe prelevare gli utili utilizzando una società estera europea invece che una società estera extracee, nel caso in cui utilizzassi questi soldi per fare nuovi investimenti con la tua società estera.

b) Se tu volessi utilizzare questi soldi per fare delle spese personali dovresti andare nello specifico con i calcoli perché potresti avere, comunque, vantaggio ad utilizzare la società estera europea, nel caso in cui la distribuzione di utili ai privati nel paese estero fosse inferiore al 26% delle imposte che sono presenti in Italia.

c) Nel caso in cui tu fossi obbligato a prelevare i soldi dalla società estera extracee, probabilmente avresti maggior vantaggio a prendere gli utili dalla S.r.l. italiana come privato che risiede in un paese extracee.

Questo in quanto pagheresti meno imposte prelevandoli direttamente invece che pagare anche le imposte sulla società estera extracee. Inoltre, se incassi gli utili come privato, non hai bisogno di costituire una società estera per incassare gli utili, quindi eviti di pagare una possibile contribuzione sociale all’estero.

In tutti i casi, ricordati che per ridurre il carico fiscale, nel momento in cui vuoi prelevare gli utili dalla S.r.l. quando vivi all’estero, hai bisogno di entrare maggiormente nel dettaglio delle imposte presenti nel Paese estero in cui hai la residenza.

 

Conclusione

Grazie a questa circolare hai una procedura per comprendere qual è il metodo migliore per prendere utili da una S.r.l. italiana tutte le volte che sei all’estero, tagliando il maggior quantitativo di imposte.

Cosa che ti permette di avere più soldi nel tuo conto corrente e ti consente di fare maggiori spese personali o maggiori investimenti nella tua società estera.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

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