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Molti imprenditori che strutturano la propria attività attraverso una Società Semplice Holding si domandano se sia possibile utilizzare un immobile di proprietà come sede della società e, magari, aprirlo solo per riunioni o eventi occasionali.
La risposta è sì, ma dal punto di vista della pianificazione fiscale bisogna valutare se questa scelta produce un reale vantaggio oppure se rappresenta semplicemente una soluzione organizzativa senza particolari benefici tributari.
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Sei pronto a fare chiarezza?
Allora bando alle ciance and let’s go…
Negli ultimi anni la Società Semplice Holding è diventata uno strumento molto diffuso nelle operazioni di pianificazione patrimoniale e fiscale degli imprenditori.
In molti casi, infatti, una Società Semplice può detenere le partecipazioni di una o più S.r.l., che possono essere operative oppure svolgere a loro volta una funzione di holding.
Le ragioni di questa scelta possono essere molteplici: gestione del patrimonio familiare, pianificazione del passaggio generazionale, semplificazione della governance, ottimizzazione del carico fiscale e contributivo.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il trattamento dei redditi che transitano dalla S.r.l. partecipata alla Società Semplice, motivo per cui questa struttura viene spesso adottata nell’ambito di una più ampia pianificazione fiscale.
Da un punto di vista civilistico, non esistono particolari ostacoli: l’imprenditore potrebbe decidere di mettere a disposizione della Società Semplice un proprio locale da utilizzare come sede sociale, magari destinandolo esclusivamente alle assemblee, alle riunioni dei soci o ad altri eventi occasionali.
La vera domanda, però, non è se sia possibile, ma se sia conveniente dal punto di vista fiscale e, nella maggior parte dei casi, non lo è.
La ragione è legata alla natura stessa della Società Semplice Holding.
Spesso questa società viene utilizzata come veicolo di detenzione delle partecipazioni e non svolge una vera attività commerciale, di conseguenza normalmente non genera redditi d’impresa tali da rendere particolarmente utile sostenere costi di locazione o altri costi connessi all’utilizzo di un immobile.
Introdurre un contratto di locazione tra il proprietario dell’immobile e la Società Semplice potrebbe, anzi, non produrre un beneficio fiscale concreto.
Si tratta quindi di un’operazione che, nella maggior parte delle situazioni, non determina particolari vantaggi fiscali e va valutata in relazione alla concreta attività svolta dalla società e alla posizione fiscale dei soci.
Per comprenderne il motivo bisogna fare un passo indietro.
Quando una S.r.l. distribuisce utili ad una Società Semplice Holding, il trattamento fiscale segue regole particolari.
In particolare, gli utili distribuiti alla Società Semplice vengono considerati percepiti per trasparenza dai rispettivi soci, ai quali si applica il relativo regime fiscale in funzione della loro posizione.
Questo significa che la Società Semplice, molto spesso, non ha la necessità di sostenere costi aggiuntivi per abbattere un reddito imponibile particolarmente elevato.
Di conseguenza, sostenere un canone di locazione per utilizzare un immobile di proprietà dell’imprenditore difficilmente genera, di per sé, un vantaggio fiscale effettivo.
Il discorso cambia se si guarda alla S.r.l. operativa: se l’immobile è effettivamente utilizzato per l’attività aziendale, può avere senso concederlo in locazione alla società operativa, naturalmente nel rispetto delle regole fiscali e dei valori di mercato.
In questo caso la S.r.l. sostiene un costo legato all’attività, mentre il proprietario percepisce un reddito da locazione che non rappresenta un compenso da amministratore o un reddito da lavoro.
Dal punto di vista della pianificazione, questa soluzione può presentare caratteristiche differenti rispetto ad altre forme di remunerazione, anche sotto il profilo contributivo.
Naturalmente ogni situazione deve essere valutata caso per caso.
Tra le diverse società presenti in un gruppo, quella che normalmente può trarre maggior beneficio dall’utilizzo di un immobile di proprietà del socio è proprio la S.r.l. operativa, perché l’immobile è direttamente collegato all’esercizio dell’attività aziendale.
Diversamente, una holding pura o una Società Semplice di partecipazione potrebbero avere difficoltà a dimostrare una reale esigenza economica legata all’utilizzo dell’immobile, soprattutto se l’attività svolta è limitata alla semplice gestione delle partecipazioni.
Inoltre, percepire un canone di locazione può consentire all’imprenditore di ottenere una remunerazione che, sotto determinati profili, presenta un trattamento contributivo differente rispetto ai compensi da amministratore o ai redditi derivanti dall’attività lavorativa.
Anche quando la locazione avviene a favore della S.r.l. operativa, occorre rispettare alcune regole fondamentali.
In particolare:
Operazioni prive di sostanza economica potrebbero infatti essere oggetto di contestazione da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Utilizzare un proprio locale come sede della Società Semplice Holding è certamente possibile, ma nella maggior parte dei casi non produce particolari vantaggi fiscali.
La Società Semplice, infatti, viene generalmente utilizzata come strumento di detenzione delle partecipazioni e di pianificazione patrimoniale e fiscale, senza che la disponibilità di un immobile determini necessariamente un vantaggio fiscale.
Diverso è il caso della S.r.l. operativa, dove l’utilizzo di un immobile del socio può rappresentare una scelta efficiente, purché supportata da una reale esigenza aziendale e nel rispetto dei principi di congruità e corretta pianificazione fiscale.
Come spesso accade, non esiste una soluzione valida per tutti gli imprenditori; la scelta dipende dalla struttura del gruppo societario, dagli obiettivi patrimoniali e dalle caratteristiche dell’attività svolta.
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