Socio familiare

Cosa fare se un familiare lavora nella nostra S.r.l.? Assumerlo con busta paga o inserirlo come socio? In questa check list troverai la soluzione e tutti i vantaggi fiscali che ha un dipendente con busta paga rispetto al socio lavoratore

Ciao, ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale, dove chiariremo il quesito: conviene fa rlavorare un mio parente come socio familiare o assumerlo con busta paga nella mia S.r.l.?

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che stai pensando di utilizzare una S.r.l. per gestire la tua azienda.

Infatti, parleremo di come utilizzare la busta paga per tagliare il carico fiscale complessivo.

Ti dico questo perché è vero che la tassazione fiscale in Italia è elevata, ma è anche vero che ci sono tante leggi che possono aiutarci a ridurre il carico fiscale della tua S.r.l..

Cosa fare per rendere il carico fiscale meno gravoso?

1) Conoscere il maggior numero possibile di strumenti di pianificazione fiscale consentiti dalla legge;

2) Sapere come utilizzare questi strumenti a proprio vantaggio;

3) Adattare questi strumenti alla propria realtà aziendale.

Proseguendo con la lettura conoscerai i vantaggi fiscali che la legge mette a disposizione di lavoratori subordinati e che non sono a disposizione dei soci imprenditori. Strumenti fiscali che consentiranno di far pagare meno imposte e contributi alla tua S.r.l., far prendere più soldi al dipendente ed erogare compensi esenti imposte ed esenti contributi.

Seguendo le indicazioni che troverai di seguito in questa circolare, potrai dare più soldi ai dipendenti e quindi dargli maggiori incentivi e motivazione nel lavorare con te.

Conoscere queste informazioni è importante per te come imprenditore non solo perché puoi diminuire le imposte della tua S.r.l., ma anche perché se riconosci i vantaggi che ha il dipendente, hai più forza contrattuale in sede di selezione del personale, evitando di prendere persone meno motivate che danneggerebbero l’azienda.

Le risorse che otterrai grazie al risparmio fiscale potranno essere utilizzate per fare ulteriori investimenti nella tua azienda in termini di macchinari, per acquistare migliori collaboratori per erogare al meglio il tuo prodotto/servizio e rendere il cliente più soddisfatto.

In tutti i casi, è utile per te per avere maggiore liquidità per essere un miglior marito, partner o semplicemente per dare un miglior futuro ai tuoi figli con una migliore istruzione o cure mediche.

Ti piace tutto questo? A me personalmente si!

Ma fa attenzione, puoi ottenere tutto questo nel rispetto della legge.

Solo rispettando la legge riesci a dormire sonni tranquilli ed evitare che l’Agenzia delle Entrate o l’Inps ti facciano pagare le imposte contestate con l’aggiunta di sanzioni e interessi.

Prima vedremo insieme una check list di benefici che può avere una S.r.l. con una busta paga.

Subito dopo ti elencherò i 2 fattori principali a cui devi stare attento per evitare contestazioni con l’Agenzia delle Entrate o l’Inps tutte le volte che devi assumere un familiare nella tua S.r.l..

Perché ho voluto fare questa circolare?

L’idea di questa circolare deriva da una consulenza che ho fatto la scorsa settimana ad una cliente.

Consulenza che riguardava l’apertura di una nuova S.r.l. e nel corso della quale l’imprenditore mi ha rivolto le seguenti domande:

  • Come posso prendere i soldi dalla mia S.r.l. con una busta paga?
  • Posso fare il dipendente nonostante io sia parente di un socio?
  • Meglio acquisire un collaboratore come socio?

Puoi ottenere tutto questo, ma solo se si sta attenti a rispettare la legge per evitare possibili contestazioni future.  

Checklist di strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare con una S.r.l. tutte le volte che hai un collaboratore pagato con una busta paga

1) Il socio non lavoratore che svolge solo attività di amministratore può richiedere la cancellazione dall’Inps.

In una S.r.l. ci deve essere almeno una persona che svolge il lavoro operativo e paga i contributi Inps. Se non ci fosse nessuno, allora l’unico socio, dovrebbe pagare i contributi fissi Inps, anche nel caso in cui l’attività dell’azienda fosse ferma.

Nel momento in cui l’attività cresce ed il socio si allontana dalla parte operativa della sua azienda per pensare solo alla parte amministrativa, può richiedere la cancellazione dai contributi fissi Inps. Cosa che può fare, ma che deve anche dimostrare.

Se l’azienda non avesse dipendenti ed utilizzasse solo soggetti esterni con partita iva per svolgere il lavoro operativo, sarebbe molto difficile dimostrare all’Inps che l’imprenditore non è obbligato a pagare i contributi della gestione commercianti o artigiani.

In caso di ricorso all’Inps, l’imprenditore dovrebbe sopportare tempi lunghi e, in caso di incomprensioni, dovrebbe ricorrere davanti al giudice civile.

Se, invece, il lavoro operativo venisse svolto da un dipendente con busta paga, sarebbe molto più semplice dimostrare che il socio svolge solo l’attività di amministratore e che quindi non sarebbe obbligato al versamento dei contributi Inps artigiani o commercianti.

Esempio: se tu aprissi una S.r.l. socio unico, e delegassi tutto il lavoro operativo ad altre partite iva, tu potresti anche richiedere la cancellazione dai contributi fissi Inps, ma avresti forti problemi a farti riconoscere questa cosa. Dovresti fare un ricorso all’Inps, aspettare una eventuale risposta dall’ente, e nel caso di mancata risposta entro 90 giorni bisogna fare ricorso al tribunale civile. Al contrario, se tu fossi socio unico e dovessi fare solo l’attività di amministratore in quanto la parte operativa la fa totalmente il dipendente, in questo caso avresti la possibilità di richiedere la cancellazione dall’Inps commercianti con prove a disposizione.

2) Bonus Renzi.

Ogni lavoratore dipendente che ha un reddito da euro 8.000 fino ad euro 26.600 (il bonus diminuisce fino ad annullarsi per la fascia di reddito che va da euro 24.600 a 26.600) ha diritto a ricevere circa euro 80,00 in più sulla busta paga ogni mese.

Soldi che il datore metterà in busta paga ma che sono utilizzati dalla S.r.l. per pagare altri tributi della stessa, in quanto questi soldi sono un bonus a disposizione dei dipendenti concesso dallo stato.

In poche parole, i dipendenti che stanno in quella specifica fascia di reddito, ricevono nella busta paga euro 960,00 annuali come bonus concesso dallo stato.

Esempio: se tu dovessi assumere un dipendente, e nel contratto collettivo di riferimento c’è scritto che deve guadagnare euro 20.000 lordi, questo significa che il dipendente avrà in un anno euro 960,00 in più come bonus dallo stato. Contemporaneamente la tua S.r.l. utilizzerebbe questi 960 € dati al dipendente come credito per pagare le imposte ed i contributi dei dipendenti.

3) Detrazioni per il figlio a carico.

Ogni lavoratore dipendente può risparmiare le imposte fino ad un massimo di euro 950 per ogni figlio a carico (l’importo può variare in funzione del reddito e se il figlio ha più o meno di 3 anni).

Questo significa che chi ha una busta paga può accedere a questo bonus. Ho voluto inserire questa considerazione perché i soci di S.r.l. senza il regime di trasparenza fiscahe non possono accedere a questo bonus.

Esempio: se tu avessi dei collaboratori che lavorano per te con la partita iva da forfettario, con il regime del porta a porta, oppure fossero soci di una S.r.l. (senza il regime della trasparenza fiscale), non potrebbero utilizzare questo bonus per i figli a carico. Cosa invece che possono utilizzare i collaboratori o imprenditori con una busta paga.

4) Detrazioni per il coniuge a carico.

Lo stesso discorso per i figli a carico vale per il coniuge a carico. Nel caso in cui il coniuge in un anno percepisce un reddito inferiore ad euro 2.840,51 allora il dipendente può beneficiare di un risparmio di imposte fino ad euro 800 all’anno.

Come per il caso precedente, gli imprenditori di S.r.l. senza il regime di trasparenza non possono beneficiare di questo bonus. Cosa che invece può fare chi ha una busta paga.

5) Assegni di famiglia.

L’assegno di famiglia è un sussidio da parte dell’Inps che viene dato ai dipendenti con hanno figli a carico, parenti a carico o famigliari inabili.

E’ un sussidio che varia in funzione del numero dei familiari a carico e del reddito del nucleo di famiglia, quindi l’importo varia da caso a caso.

E’ un sussidio al quale non possono accedere i soci delle società o i titolari delle partite iva.

E’ riservato solo ai dipendenti con una busta paga e quindi è un ottimo elemento a disposizione.

Esempio: genitore singolo con un figlio minorenne a carico ed un reddito annuo inferiore ad euro 20.000, riceverebbe un assegno netto annuo di euro 1.222,20. Cosa che non potrà mai fare un socio di società o una ditta individuale con partita iva.

6) Rimborso chilometrico.

Ogni dipendente può ricevere un indennizzo dalla propria società in funzione dei chilometri che esso percorre con la propria auto per una trasferta aziendale. Il vantaggio di questi compensi è che sono esenti Irpef ed esenti contributi Inps.

Lo possono ottenere anche i soci lavoratori, ma ho voluto inserirlo ugualmente perché è una cosa che va assolutamente valutata in caso di trasferte del dipendente.

Esempio: Quante volte utilizzi la tua macchina per un motivo collegato al tuo business? Se tu avessi un’Alfa Mito 77 CV otterresti un rimborso chilometrico di euro 0,4622 (grazie alle tabelle Aci). Questo significa che se tu dovessi fare 10 trasferte in un mese, su una distanza di 50 chilometri (solo andata), tu riceveresti 0,4622 x 50 x 2 x 10 = 462,20 euro esente imposte ed esente contributi. Che in un anno corrispondono a Euro 5.546,40.

7) Rimborso forfettario, cosa che non possono avere gli imprenditori senza busta paga.

Ogni dipendente può ricevere un indennizzo forfettario dalla propria società di euro 46,48 al giorno in caso di trasferta fuori dalla sede della società. Cosa che non possono fare le ditte individuali o i soci delle società senza una busta paga.

Esempio: se tu avessi la sede della tua S.r.l. a Padova e dovessi fare una trasferta a Brescia per un motivo aziendale, tu avresti diritto a ricevere nella busta paga euro 46,48 esente imposte ed esente contributi come rimborso sostitutivo delle spese di vitto e alloggio.

……..proseguendo la Checklist

8) Può fare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 invece che la dichiarazione dei redditi ordinaria.

I dipendenti possono compilare la dichiarazione dei redditi utilizzando il famoso modello “730”.

Grazie a questo modello i dipendenti possono ricevere l’eventuale accredito direttamente sulla busta paga entro pochi mesi.

Se utilizzassero la dichiarazione dei redditi ordinaria per richiedere l’eventuale credito impiegherebbero, probabilmente, almeno un anno e mezzo per ottenerlo.

Come puoi notare da solo, in caso in cui una persona abbia dei crediti fiscali nella propria dichiarazione dei redditi, conviene utilizzare il modello 730 per poter avere i soldi subito nella busta paga.

9) Buoni pasto.

I buoni pasto sono dei buoni dall’importo variabile a seconda che siano cartacei o telematici e che possono essere consegnati ai dipendenti usufruendo di un’esenzione totale (sia da IRPEF sia da INPS) se gli importi giornalieri non superano: – € 5,29 per i buoni cartacei; – €7,00 per i buoni elettronici. É sottinteso che se vengono erogati buoni pasto di importo superiore, solo l’eccedenza sarà assoggettata a tassazione a norma di legge.

Questo significa che, ogni giorno puoi dare ai dipendenti un buono pasto di euro 5,29 utilizzabile in qualsiasi attività di ristorazione accreditata (esempio bar o supermercato) e tu potrai portare in deduzione l’importo totale del buono senza pagare inps e senza irpef. Il funzionamento è molto semplice, si deve accedere al portale che fornisce i buoni pasto e farne richiesta con regolare fattura.

Quando hai ottenuto i buoni li consegni al dipendente che potrà spenderli negli esercizi affiliati, i quali ritirano i buoni come corrispettivo di pagamento.

L’utilizzo dei buoni pasto non fa differenza tra dipendenti a tempo pieno o parziale, ne hanno diritto tutti a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro dipendente instaurato.

L’unico svantaggio che possiedono è quello di essere nominali. Infatti per evitare eventuali duplicazioni e gestire un’ipotetica tracciabilità, i buoni pasto devono essere nominali.

Di conseguenza ogni assegno potrà essere utilizzato esclusivamente dalla persona intestataria.

Esempio: se tu assumessi un nuovo collaboratore come dipendente, potresti anche erogargli i buoni pasto. Nel caso in cui decidessi di renderlo un socio togliendo il rapporto di lavoro subordinato, allora non potresti più erogarli. Sull’importo del buono pasto il dipendente non paga le imposte e né il dipendente né l’azienda pagano i contributi.

10) Disoccupazione in caso di interruzione del rapporto di lavoro per causa imputabile all’azienda.

La disoccupazione è un sussidio concesso dall’Inps a tutti i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro per cause a lui non imputabili. Ci sono condizioni e requisiti che possono cambiare di anno in anno.

Quindi non ti riporto qui di seguito tutti i requisiti in quanto, dovrai quantificare l’importo con le regole che saranno in vigore in quel periodo. Attualmente il sussidio massimo è di euro 1.328,76 al mese.

Cosa che non è male, considerando che è un sussidio che ti arriva in modo automatico.

Questo è un beneficio aggiuntivo a cui può accedere solo chi ha una busta paga e non agli imprenditori soci di società o con partita iva. Altro vantaggio da far presente al dipendente.

11) Erogazioni liberali fino a euro 258 esenti imposte e contributi.

Il Tuir all’art. 51 c. 2 Lett. b, afferma che per erogazioni liberali s’intende qualsiasi bene o servizio, sia prodotto sia acquistato dall’azienda e ceduto gratuitamente ai dipendenti.

Sono tutti quei compensi che vengono anche definite cessioni in “natura” o “fringe benefit”.

Anche in questo caso non esiste un limite massimo, ma se le erogazioni liberali NON superano € 258,23 per anno d’imposta, questi importi sono completamente esenti imposte e contributi.

In sintesi significa che tu puoi dare al dipendente, ogni anno, dei beni e servizi fino a € 258,23 in modo che per te siano un costo deducibile per la tua azienda e per il dipendente siano “soldi” inseriti in busta paga senza pagare irpef né contributi.

Generalmente i più diffusi fringe benefit sono l’autovettura, le assicurazioni vita e infortuni, i prestiti finanziari, i fabbricati concessi in uso gratuito.

A differenza dei precedenti benefici, per le erogazioni liberali o “fringe benefit” il riconoscimento di un qualsiasi bene dev’essere corrisposto con l’inserimento della voce in busta paga.

Vale a dire che se riconosco un “fringe benefit” per l’utilizzo di un’autovettura aziendale da parte del dipendente, questo importo dovrà essere inserito prima in busta paga e di conseguenza nella certificazione unica.

Esempio: supermercato regala euro 50 in buoni spesa a dicembre nel periodo di natale. Questo importo transita nella busta paga e sarà esente imposte e contributi.

Esempio buoni carburante: come suggerisce il nome, consentono ai dipendenti di acquistare il carburante (benzina, diesel, GPL o metano) non esclusivamente per la propria auto.

A differenza dei Buoni pasto, i buoni carburante non sono nominali. Per poterli utilizzare è necessario recarsi presso il distributore di benzina e utilizzare il buono.

Non è possibile trasformarli in denaro contante, di conseguenza non danno resto. L’acquisto e l’utilizzo dei buoni carburante consentono all’azienda di portare in detrazione dall’IRES il 100% del costo sostenuto.

Invece per il dipendente è un compenso esente da irpef e contributi fino a un importo massimo di 258,23 euro annuale.

12) Contributi variabili, paghi i contributi in funzione delle ore che il dipendente fa in azienda, cosa che non puoi fare con il socio lavoratore

Se hai un collaboratore con busta paga ovviamente paghi i contributi sulle ore di lavoro di contratto (e sugli eventuali straordinari).

Se hai un collaboratore che è un socio lavoratore, allora questo pagherà, come minimo, i contributi fissi Inps di circa euro 3.800 all’anno indipendentemente dal numero di ore di lavoro. Questo ti fa capire che tutti e 2 i meccanismi hanno vantaggi e svantaggi.

Tralasciando il caso in cui, a livello strategico ti conviene prendere un collaboratore come socio o come dipendente, possiamo fare questa valutazioni di convenienza:

a) se il dipendente lavorasse a tempo pieno, i contributi totali annuali, tra quelli a carico dipendente e carico ditta, sarebbero superiori a 6.000 euro. Importo che è nettamente superiore ai 3.800 di contributi annuali dei fissi minimi che pagherebbe il socio lavoratore. Utilizzare la busta paga ti converrebbe nel caso in cui le ore da far fare al collaboratore fossero contenute, esempio 2 ore al giorno

b) se il collaboratore lavorasse per 40 o più ore a settimana, ovviamente converrebbe prenderlo come socio e fargli pagare i contributi fissi di euro 3.800 (stando attenti a limitargli il carico dei contributi eccedenti l’importo del minimale).

Essendo questo un argomento importante e complicato nel quale entrano in gioco più variabili, hai possibilità di metterti in contatto con me scrivendomi alla email info@efficaciafiscale.com mettendo nell’oggetto della email “Consulenza”.

13) In caso di debiti pregressi, i terzi si possono impossessarsi del quinto dello stipendio e non delle quote della S.r.l. evitando che ti portino via l’azienda.

Se il collaboratore dovesse avere dei debiti arretrati, esempio bancari, fornitori, fiscali ecc, questi possono rifarsi sullo stipendio pari  al massino ad 1/5 ciascuno (fino al massimo del 50% dello stipendio).

Se il collaboratore fosse socio, potrebbero anche pretendere le quote della S.r.l. creando problemi alla tua S.r.l., fino ad arrivare a perdere il controllo della società. In tutti e 2 i casi i creditori non possono prendere i soldi dal conto corrente della tua S.r.l..

Questo è un vantaggio per il tuo collaboratore, perché indipendentemente dall’importo del debito arretrato, possono prendergli al massimo 1/5 dello stipendio per ogni debitore, mantenendogli comunque la possibilità di avere soldi per far fronte alle spese della propria vita senza che i terzi vadano nel suo conto corrente personale o prendano il controllo della S.r.l. in cui lavora.

14) Incentivi contributivi messi a disposizione dall’Inps al momento dell’assunzione di particolari categorie di dipendenti.

Se stai pensando di assumere un collaboratore con busta paga, ricordati che il nostro sistema fiscale mette a disposizione degli incentivi contributivi (praticamente paghi meno contributi Inps) riservati a diverse categorie di lavoratori.

Non riporto qui un elenco di tutti i casi di agevolazioni contributive, in quanto la circolare è già corposa, ma il concetto che per te più è importante è che se assumi un collaboratore con busta paga, invece che averlo come socio, potresti avere determinate agevolazioni contributive Inps che possono diminuire il costo del collaboratore (cosa che non è sempre fattibile con un socio lavoratore).

15) Trattamento di fine rapporto non tassato ai fini Inps.

Il trattamento di fine rapporto è un compenso che si accumula ogni anno per i dipendenti e corrisponde, circa ad una busta paga se si è prestato il lavoro per un anno intero.

Cosa che non possono avere i soci lavoratori.

Sul trattamento di fine rapporto il dipendente non paga i contributi Inps (sono praticamente irrisori) e paga l’irpef personale a tassazione “separata”, ossia ad aliquota più bassa rispetto agli scaglioni ordinari.

Cosa che non puoi fare con il socio lavoratore.    

A cosa devi stare attento quando nella S.r.l. assumi un familiare?

Quando si ha una S.r.l. con all’interno dei dipendenti che sono familiari, esempio genitori, sorelle, fratelli, figli, potrebbe esserci il problema che in caso di controlli dell’Inps a questi venga disconosciuto il fatto che siano dipendenti, ma che siano equiarati a collaboratori di famiglia da iscrivere all’Inps commercianti.

Questo comporta il ricalcolo dei contributi in capo alla S.r.l. e quindi il familiare sia obbligato a versare i contributi fissi Inps con conseguenti problemi per la società.

Nello specifico la S.r.l. dovrà richiedere il rimborso dei contributi pagati negli anni passati con la busta paga, ed il collaboratore di famiglia li deve riversare a titolo personale come socio lavoratore.

Per quanto questo pericolo possa essere, in certi casi, alquanto remoto, condivido una serie di cose a cui stare attento per dimostrare che il familiare sia veramente un dipendente:

1) Deve essere un lavoro subordinato vero:ossia il dipendente deve eseguire gli ordini, gli orari e le direttive dell’organo amministrativo.

Magari dimostralo con il cartellino degli orari, con la messaggistica di qualsiasi genere per mostrare gli orari impartiti (email, sms, whatapp, comunicazioni cartacee, ecc);

2) Deve rispettare gli orari indicati busta paga. Se il contratto di lavoro prevede 2 ore al giorno, allora il dipendente deve lavorare 2 ore al giorno e non lavorare più di 40 ore a settimana oppure lavorare in modo illimitato come un socio lavoratore.

Anche perché in questo ultimo caso ti converrebbe avere il parente come collaboratore di famiglia, invece che averlo assunto con busta paga; Il dipendente deve essere vero, e non simulato solo per ottenere benefici fiscali.

Non deve lavorare quanto un socio.

Soluzione: quello che puoi gestire, in modo positivo, è il fatto di avere un contratto di 2 ore al giorno, e nel caso in cui tu faccia degli straordinari, alla fine del mese indicarli nella busta paga del dipendente in modo da avere tutte le ore di lavoro effettuate sulla busta paga.

3) Evitare, per quanto possibile, di avere un legame di parentela tra il socio della società ed il lavoratore dipendente. In questo caso il dipendente non può essere riqualificato come collaboratore di famiglia, in quanto non c’è un legame di parentela tra il o i soci della S.r.l. ed il dipendente;

4) Se all’interno c’è già un socio lavoratore che paga i contributi Inps eccedenti il minimale è più difficile che l’Inps abbia materialmente guadagno dal ricalcolo dei contributi. In quanto i contributi sugli utili che eccedono il minimale sono già pagati dal socio lavoratore.  

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto in questa circolare, ora conosci come assumere un familiare nella tua S.r.l., evitando che l’Inps non ti riconosca i vantaggi fiscali che ci sono nell’avere un dipendente con busta paga invece che averlo come socio lavoratore.

 

Vuoi approfondire questo o altri temi?

👉 Iscriviti al blog Efficacia: in questo modo sarai sempre informato appena pubblicherò un nuovo articolo.

🎙 Seguimi anche su YouTube, dove ogni settimana analizziamo strumenti e strategie per migliorare l’organizzazione fiscale e prevenire rischi d’impresa.

In tutti i casi in cui hai un’azienda, sappi che, se desideri davvero dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, tutelare il tuo investimento aziendale, la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore potrebbe risiedere nell’utilizzo di una S.r.l.

Ma non sarebbe sufficiente.

Andrebbe anche verificato di: produrre utili in abbondanza, disporre della liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società, al fine di poter ridurre le imposte della S.r.l.

Attenzione però: una gestione inappropriata della S.r.l. potrebbe comportare il rischio di pagare, tra imposte e contributi, una percentuale paragonabile a quella di una ditta individuale.

Tuttavia, solo con la S.r.l. potrebbe essere possibile ridurre il carico fiscale complessivo.

Al contrario, con una gestione fiscale efficace, le imposte potrebbero essere ridotte.

Esistono diversi strumenti di pianificazione fiscale che potrebbero essere utilizzati nella tua S.r.l. per contenere imposte e contributi.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. dovessero essere applicati, maggiore potrebbe essere la riduzione del carico fiscale.

Questi strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. sono illustrati nel manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Ogni volta che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricorda che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, la tua S.r.l. potrebbe diventare una macchina capace di generare costantemente più risorse di quelle che consuma, anno dopo anno.

Ogni 12 mesi potresti ritrovarti con una S.r.l. più redditizia, con maggiore liquidità e con la possibilità di cercare di ridurre il carico fiscale.

Tutto ciò potrebbe essere ottenuto grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio previsto dalla Contabilità Controllata.

In questo modo potresti creare sempre più ricchezza per te e ottenere il successo che meriti, insieme alle persone a te care.

Nel caso in cui tu non potessi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa, puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” per richiedere maggiori informazioni.

Inoltre, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che potrebbero aiutarti a diminuire le imposte della tua S.r.l., ti basterà compilare il form qui sotto, inserendo la tua migliore e-mail.

Riceverai un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti che potrebbero essere utilizzati con la tua S.r.l. per provare a ridurre il carico fiscale.

Vuoi aprire una S.r.l. e desideri maggiori informazioni?

Puoi scegliere uno dei tre canali disponibili:

  1. Inserire la tua migliore e-mail nel form qui sotto. Riceverai una e-mail con un link per scaricare il manuale gratuito con i 94 strumenti di risparmio fiscale che potrebbero essere utilizzati con la tua S.r.l.
    Al termine della lettura del manuale, potrai richiedere gratuitamente una call conoscitiva per valutare se puoi accedere a un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o per la futura S.r.l.).
  2. Come seconda cosa puoi accedere a una call conoscitiva fiscale per le S.r.l., gratuita, di 15 minuti insieme a me cliccando su questo link: Prenota la tua call conoscitiva per S.r.l.
    Si tratta di una call della durata di circa 15 minuti, in cui analizzeremo insieme la tua situazione e ti darò subito delle indicazioni pratiche su qual è la strada migliore per te e per la tua attività, per gestire al meglio la tua S.r.l. secondo quanto previsto dalla legge.
    Sia chiaro: in 15 minuti non risolveremo tutte quante le questioni fiscali della tua S.r.l., ma sicuramente ne uscirai con le idee più chiare.
    Voglio essere 100% trasparente.
    Non ti nascondo che, se vedrò che farà al caso tuo, ti proporrò anche delle offerte commerciali ma lo farò solo se mi accorgerò che ne avrai realmente bisogno e, poi, tu sarai liberissimo di scegliere.
    Il mio obiettivo è che ogni eventuale servizio o percorso che valuterai porti un beneficio concreto alla tua attività.
  3. Oppure puoi acquistare il libro "Come ridurre le imposte della S.r.l."
    Inoltre riceverai gratuitamente a casa tua (o presso il tuo ufficio) la mia newsletter trimestrale cartacea, per sempre.

Se qualcosa non ti è chiaro, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione.

Che cosa aspetti a contattarci?

📌 Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo sono di carattere generale, hanno finalità divulgative e non sostituiscono la consulenza professionale personalizzata.
Puoi confrontarti con il tuo professionista di fiducia per valutare se queste strategie si applicano al tuo caso specifico, oppure prenotare una call conoscitiva gratuita di 15 minuti con me al seguente link: https://www.efficaciafiscale.com/prenota-appuntamento.
Il contenuto potrebbe essere stato realizzato anche con il supporto di strumenti tecnologici e di intelligenza artificiale per finalità redazionali, organizzative o divulgative, restando comunque soggetto a revisione, verifica e controllo umano.
2 commenti
  1. DONI SRL
    DONI SRL dice:

    Ho i figli in azienda una SRL UNIPERSONALE, per l’INPS come li devo inserire, visto che abitiamo nello stessa abitazione.

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      Ciao, se lavorano tanto quanto dipendenti va bene utilizzare una busta paga normale. Se, di fatto, lavorano a tempo illimitato tanto quanto degli imprenditori, allora è meglio considerarli come coadiuvanti di famiglia

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *