Tagliare i costi della tua S.r.l. utilizzando il regime del forfettario

Ciao, ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che stai pensando di aprire una S.r.l. e stai cercando nuovi collaboratori per la tua società.

Ti dico questo perché per avere nuovi collaboratori puoi utilizzare sia il meccanismo della busta paga che avere collaboratori con la partita iva, tra cui quelli a regime del forfettario.

Questi ultimi sono semplicemente dei nuovi collaboratori che possono lavorare per te, rispettando i parametri di legge, e pagare meno imposte rispetto ad una normale ditta individuale o ad un contratto di lavoro dipendente.

Se loro pagano meno imposte significa che a parità di compenso pulito che loro ricevono tu sostieni costi minori.

Puoi diminuire legalmente i costi della tua S.r.l. utilizzando collaboratori con il regime del forfettario, ma solo a condizione di sapere come utilizzarli nel modo adeguato, nel rispetto della legge, evitando possibili contestazione per il lavoro in nero.

Se loro pagano meno imposte è come se tu potessi pagarli meno facendo in modo che loro ricevano ugualmente lo stesso compenso netto rispetto all’assunzione con busta paga.

Appunto perché puoi pagare un compenso più modesto a loro, garantendogli ugualmente un buon livello di compenso netto.

Chi apre una partita iva come forfettario, spesso è inesperto perché è la prima volta che apre una partita iva.

Per rendere la vita più facile al tuo collaboratore, per rendere a te la vita più facile quando dovrai spiegare le caratteristiche del regime del porta a porta ai tuoi collaboratori, condivido questa nuova circolare.

In questa circolare troverai tutto quello che tu o il tuo collaboratore dovete sapere per gestire al meglio il carico fiscale del regime del forfettario.

Ma non solo, infatti a me piace mostrare nel concreto perché il regime del forfettario è conveniente rispetto ad una busta paga. Proseguendo con la lettura della circolare, ti mostrerò “numeri in mano” il guadagno che puoi avere utilizzando un collaboratore con il regime del forfettario invece che avere un lavoratore con busta paga.

Prima ti mostro i parametri essenziali del regime del forfettario che potrai comunicare ai nuovi collaboratori, nella seconda parte ti indicherò quando lo puoi utilizzare e soprattutto quanto risparmi rispetto ad una busta paga.

Ti dico questo perché il mondo sta andando sempre più verso prodotti e servizi telematici, quindi è più facile, rispetto al passato, utilizzare collaboratori con il regime del forfettario, e più tempo passa e più sarà uno strumento valido da utilizzare per la tua S.r.l..

E’ tua responsabilità, come imprenditore, conoscere e utilizzare nel modo migliore nel rispetto delle legge, i regimi fiscali vantaggiosi al fine di ridurre i costi della tua S.r.l. grazie al fatto che i collaboratori pagheranno meno imposte.

Avere un’idea dei regimi fiscali detassati, oppure conoscere come utilizzare al meglio il regime del forfettario per pagare meno imposte, non serve solo al collaboratore, ma serve soprattutto quando hai una S.r.l.. Perché tutte le imposte che risparmia il collaboratore sono meno costi per la tua S.r.l..

Ma prima di iniziare voglio dirti perché ho voluto fare questa scelta. Ho deciso di mettere a confronto due regimi che non possono scaricare nè il costo nè l’iva. In un certo senso hanno lo stesso atteggiamento mentale. Sanno che ricevono un “tot” di soldi e non possono scaricarsi nulla.

In questo modo puoi renderti conto, insieme ai tuoi collaboratori, di quanto vi convenga utilizzare il regime del forfettario per la tua S.r.l.

 

Quando devi utilizzare un collaboratore con la busta paga e quando puoi utilizzare una partita iva a regime del forfettario?

La busta paga la puoi utilizzare tutte le volte che devi avere un collaboratore al quale impartire degli orari e come effettuare il lavoro. Appunto come lavoro subordinato.

Ad un collaboratore con partita iva gli puoi si commissionare un lavoro, ma poi lo deve completare direttamente lui gestendo il proprio tempo e gestendo autonomamente l’esecuzione dello stesso.

Esempio: se tu avessi un bar e avessi bisogno di un collaboratore che sta al banco del tuo locale a fare i caffè, allora puoi assumerlo solo con la busta paga.

Esempio 2: se tu avessi un bar ed avessi bisogno di una persona che non deve stare in contatto con il pubblico e deve gestirti qualcosa come blog, sito internet, creare immagini, creare contenuti scritti, allora puoi utilizzare il regime del forfettario.

 

Caratteristiche del regime del forfettario

Il regime del forfettario è un regime fiscale che possono utilizzare solo le persone fisiche (esempio io e te), ma non può essere utilizzato dalle società (esempio S.n.c. o S.r.l.).

Infatti si presta come strumento per ridurre le spese della tua S.r.l. nel momento in cui ti avvali di collaboratori che possono utilizzare il regime del forfettario.

Questi avranno dei risparmi fiscali e agevolazioni ma solo nel rispetto di determinati limiti.

Qui di seguito condivido con te i limiti e le agevolazioni che dovrai comunicare al tuo collaboratore:

  • Limite dei ricavi: è previsto un unico requisito di accesso al regime in esame costituito dal limite dei ricavi pari a € 65.000, da verificare con riferimento all’anno precedente (se l’attività è iniziata all’inizio dell’anno, questa va parametrata in funzione dei mesi).

Esempio 3: se nell’anno 2019 hai raggiunto ricavi, ossia hai emesso fatture per un importo massimo di euro 65.000, allora anche nel 2020 puoi utilizzare il regime del forfettario.

Esempio 4: se nell’anno 2019 tu avessi raggiungo compensi per euro 100.000, nel 2020 NON puoi utilizzare il regime del forfettario (nel 2019 tasseresti tutti i compensi di euro  100.000 come regime del forfettario).

  • No limite del costo del lavoro di euro 5.000 all’anno (tanto non scarichi nè iva nè costo):, puoi avere tutti i dipendenti che vuoi. Quindi puoi assumere tutti i collaboratori che ti piacciono;
  • No limite di acquisto dei beni strumentali di euro 20.000 (tanto non scarichi né iva né costo). Quindi puoi acquistare tutti i beni strumentali che vuoi;
  • No limite incompatibilità del regime forfetario per i soggetti in possesso di redditi di lavoro dipendente superiore a € 30.00. Quindi il regime del forfettario è compatibile con qualsiasi tipologia di lavoro da dipendente;
  • Non ti puoi scaricare i costi aziendali dalle fatture di acquisto della contabilità, ma ti puoi scaricare solo i costi stabiliti dalla legge, denominati “coefficienti di redditività”. I coefficienti di redditività sono in funzione dei codici ateco, ossia in base alla tipologia;
  • No Iva, quindi non applichi l’iva sulle fatture e non ti scarichi l’iva che paghi;
  • Non paghi l’Irap;
  • No Isa (ex studi di settore), non ti dovrai adeguare a nessun ricavo presunto stabilito dallo stato.

 

Cose a cui devi fare attenzione: cause di esclusione

Una cosa molto importante che dovrai valutare insieme al tuo nuovo collaboratore sono le cause di esclusione.

Infatti al verificarsi di questi eventi non potrai utilizzare questo regime, e pertanto non possono applicare il regime forfetario coloro che:

– Si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito (esempio se sei un produttore agricolo non puoi utilizzare il regime del forfettario);

– Se non sono residenti. Il regime è, comunque, applicabile dai soggetti residenti in uno Stato UE o SEE qualora producano in Italia almeno il 75% del reddito (esempio, se tu sei italiano, risiedi in Svizzera ma produci ugualmente il 75% del reddito in Italia, allora puoi utilizzare questo regime);

– Effettuano, come attività economica prevalente, cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili ovvero di mezzi di trasporto nuovi nei confronti di soggetti dell’Unione Europea;

– Partecipano a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari;

– Controllano direttamente o indirettamente S.r.l. o hanno associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dall’imprenditore;

– Svolgono l’attività del regime del forfettario nei confronti dello stesso soggetto con il quale hanno intrattenuto rapporti di lavoro dipendente nei 2 anni precedenti (esempio, se tu avessi lavorato come dipendente per per il Sig. A nel 2017, non puoi collaborare con lui nel 2019).

 

Vantaggi del regime del forfettario: semplificazioni fiscali

Posto che il tuo collaboratore possa rispettare i limiti visti in precedenza, i soggetti che adottano il regime del forfettario beneficiano delle medesime semplificazioni:

– Non addebitano l’Iva sulle fatture emesse, non detraggono l’Iva sugli acquisti e quindi non devi versare l’Iva;

N.b. Se fai acquisti di beni intraUE di importo annuo superiore a € 10.000 (compresi i servizi ricevuti da non residenti o da residenti), dovrai versare l’iva con applicazione del reverse charge;

Esempio 5: se con il regime del forfettario facessi acquisti di beni e servizi dalla comunità per euro 10.000, in cui non c’è l’iva esposta sulle fatture, tu non dovrai versare l’iva con l’autofattura. Se, all’opposto, tu dovessi fare degli acquisti dalla comunità europea per euro 11.000, allora dovrai versare il 22% di iva solo sulla parte che eccede euro 10.000, quindi euro 1.000 x 22% = euro 220.

– Non sono soggetti a ritenuta alla fonte sui compensi conseguiti (devi rilasciare apposita dichiarazione che può essere inserita anche nella fattura);

Esempio 6: se sei un professionista che utilizza il regime del forfettario, devi emettere le fatture senza inserire il 20% di ritenuta d’acconto.

– Non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte, fermo restando l’obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore delle somme che non sono state assoggettate a ritenuta.

Esempio 7: se hai il regime del forfettario e devi pagare un commercialista che utilizza la sua partita iva personale, egli non deve applicare il 20%  sulla sua fattura. Questo in quanto chi è nel regime del forfettario non è un sostituto d’imposta.

– Sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. Devono solo numerare le fatture, conservazione delle fatture d’acquisto, bollette doganali, l’obbligo di certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti.

 

Determinazione del reddito imponibile fiscale e calcolo dell’imposta

Tutti i regimi fiscali ordinari delle persone fisiche calcolano il reddito imponibile come differenza tra i ricavi e i costi.

Poi sul reddito imponibile si calcolano le aliquote ordinarie irpef, 23%, 27%, 38% con l’aggiunta delle addizionali regionali e comunali.

Il regime del forfettario non calcola il reddito imponibile come differenza tra i ricavi ed i costi, in quanto questo regime non ti consente di scaricare i costi.

Il reddito imponibile del regime del forfettario è considerato solo come totale delle fatture emesse, al quale è sottratto una componente di costo considerata in “automatico” dalla legge.

Questo costo varia in base al codice ateco adottato, quindi dipende dall’attività che svolgi (è sufficiente cercare su internet).

Nello specifico il calcolo delle imposte che deve pagare il regime del forfettario è il seguente:

  1. applicare ai ricavi un coefficiente di redditività (coefficiente di costo) differenziato a seconda dell’attività esercitata;
  2. al risultato ottenuto sottrarre i contributi previdenziali pagati nell’anno (sono gli unici costi in questione);
  3. applicando l’aliquota di imposta sostitutiva del 15% o 5%;

La formula è la seguente:

 

(RICAVI x COSTO FORFETTARIO) – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI = REDDITO IMPONIBILE DEL FORFETTARIO

 

Sul reddito, così determinato, va applicata l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5%).

Al verificarsi delle seguenti condizioni si applica un’aliquota del 5% per i primi 3 anni invece che del 15% (dal quarto anno in poi l’aliquota diventa sempre il 15%):

– il contribuente non ha esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;

– l’attività da esercitare non costituisce, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o come lavoro autonomo (escluso il caso in cui la stessa costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte o professione).

Esempio 8: nuova attività economica di commercio al dettaglio, ricavi totali euro 10.000, coefficiente di redditività del’40%, contributi pagati di euro 2.227,91 le imposte da pagare sono le seguenti:

Reddito imponibile = 10.000 x 40 % = 4.000

Deduzione contributi fissi Inps = 4.000 – 2.227,91 = 1.772,09

Imposte di competenza 5% = 1.772,09 x 5% = 88,60

Le imposte da pagare sono di Euro 88,60 mentre i contributi di euro 2.227,91.

Se l’attività fosse al quarto anno di attività, allora l’aliquota da utilizzare è del 15% = 1.772,09 x 15% = 265,81

Contributi Inps ridotti

A favore delle persone che adottano il regime del forfettario è previsto che i contributi Inps della gestione commercianti o artigiana siano ridotti del 35%.

N.b. solo i contributi della gestione commercianti o artigiana, non quelli della gestione separata che devono pagare i professionisti.

Esempio 9: Se tu fossi un lavoratore autonomo commerciante, dovresti pagare i contributi fissi 2019 minimi in un anno di euro 3.427,56. Nel caso in cui tu dovessi utilizzare il regime come forfettario, allora pagheresti il 35% in meno, ossia euro 2.227,91.

Esempio 10: se tu fossi un professionista senza cassa, saresti obbligato a pagare i contributi alla gestione separata del 25,72% sul reddito professionale. Se il tuo reddito fosse di euro 10.000, allora pagheresti di Inps euro 2.572 senza poter diminuire l’importo del 35%, nonostante tu stia utilizzando il regime del forfettario.

L’obiettivo ultimo di questa circolare è quello di mostrare, con i numeri, il vantaggio che hanno gli imprenditori che utilizzano il regime del forfettario nella propria S.r.l.

Vantaggio che si concretizza in una riduzione dei costi perché meno imposte pagano i tuoi collaboratori e meno costi avrà la tua azienda.

Per fare un confronto tra un lavoratore dipendente ed un collaboratore con il regime del forfettario ti riporto un esempio numerico.

 

Differenza tra assumere una persona con busta paga ed un collaboratore con il regime  forfettario

Per mostrarti che il regime del forfettario è conveniente (e soprattutto quantificare questo vantaggio) rispetto a quello di un lavoratore dipendente, ti mostro i dati ipotizzando un compenso lordo di euro 20.000.

Da qui sviluppo tutti i calcoli per mostrarti la convenienza.

Ipotesi 1 lavoro da dipendente:

Compenso lordo euro 20.000

Aliquote contributive, Inps carico dipende 9,19%, Inps carico azienda, come minimo, il 29% (se non ci sono sgravi contributivi)

Contributi carico azienda: 20.000 x 29% = euro 5.800

Contributi carico dipendente: 20.000 x 9,19% = euro 1.838

Imponibile irpef: 20.000 – 1.838 = euro 18.162

Irpef da pagare 23% + addizionale comunicali e regionali stimate dell’1% fino ad un reddito di euro 15.000

Irpef da pagare 27% + addizionali comunali e regionali stimante dell’1% per un reddito che va da euro 15.000 a 28.000

Irpef primo scaglione: 15.000 x 24% = 3.600

Irpef secondo scaglione: (18.162 – 15.000) x 28% = 885,36

Totale irpef da pagare con le addizionali: 3.600 + 885,36 = 4.485,36

Netto che riceve il dipendente: 18.162 – 4.485,36 = 13.676,64

Spese totali sostenute dall’azienda per il dipendente: costo lordo + contributi carico azienda = 20.000 +5.800 = euro 25.800

Contributi e imposte pagate dal dipendente: 1.838 + 4.485,36 = 6.323,36

Note: se hai figli a carico, spese detraibili e deducibili, o hai diritto al bonus Renzi, puoi avere ulteriori benefici fiscali

 

Ipotesi 2 regime  forfettario come professionista che lavora per la tua S.r.l.:

Compenso euro 20.000

Costi euro 15.000 (sono irrilevanti per il regime del forfettario)

Primo anno di attività

Coefficiente di redditività 78%

Aliquota Inps gestione separata 25,72% (perché è un professionista)

Imponibile fiscale euro 20.000 x 78% = 15.600

Imposta sostitutiva 5%: 15.600 x 5% = 780

Inps gestione separata di competenza: 15.600 x 25,72% = 4.012,32

Totale imposte e contributi pagati dal collaboratore: 4012,32 + 780 = euro 4.792,32

Netto che riceve il collaboratore di competenza: 20.000 – 4.792,32 = 15.207,68

Spesa totale per l’azienda = 20.000

N.b. i contributi Inps pagati nell’anno diminuiscono il reddito imponibile, quindi, l’importo delle imposte da pagare.

 

Dal confronto tra le 2 opzioni puoi notare che:

  • Con busta paga: costo per l’azienda 25.800 e netto al dipendente 13.676,64;
  • Con il regime del forfettario: costo per l’azienda 20.000 e netto al collaboratore 15.207,68.

Come puoi notare da solo, con il regime del forfettario, considerando un compenso uguale per entrambi di euro 20.000, ti permette di risparmiare più di euro 5.000 per il costo del collaboratore e lo stesso collaboratore prende circa 1.000 euro in più.

Praticamente l’azienda risparmia, e il collaboratore prende di più.

  

I 5 vantaggi del regime del forfettario rispetto al lavoro da dipendente

Di seguito ti riporto i vantaggi che hanno le S.r.l. che utilizzano collaboratori con il regime del venditore del forfettario rispetto a quelle che utilizzano una busta paga:

  • L’azienda paga meno rispetto ad assumere un dipendente;
  • Il collaboratore riceve più soldi, quindi è più incentivato a collaborare con te;
  • Il compenso è flessibile, quindi solo quando tu vendi lui riceve il compenso (o comunque lo paghi in funzione del lavoro che lui fa);
  • Questo comporta che il collaboratore è più motivato a vendere per te, portarti più ricavi e utili in azienda, cosa che è difficile con una busta paga;
  • Puoi utilizzare il lavoro occasionale fino a euro 5.000 e non paghi i contributi Inps.

Ovviamente puoi utilizzare questo strumento solo nel rispetto della legge.

Quindi puoi utilizzare il regime del forfettario solo per attività che non richiedono necessariamente un rapporto di lavoro subordinato con busta paga.

Posto che rispetti questa regola, puoi risparmiare le imposte solo se utilizzi il più possibile questo regime nel rispetto della legge al posto di collaboratori con busta paga.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto in questa circolare, ora hai una linea guida che ti consente di utilizzare il regime  forfettario nella tua S.r.l. permettendoti di avere i 5 vantaggi visti in precedenza risparmiando costi, imposte e contributi da pagare.

 

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In tutti i casi in cui hai un’azienda, sappi che, se desideri davvero dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, tutelare il tuo investimento aziendale, la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore potrebbe risiedere nell’utilizzo di una S.r.l.

Ma non sarebbe sufficiente.

Andrebbe anche verificato di: produrre utili in abbondanza, disporre della liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società, al fine di poter ridurre le imposte della S.r.l.

Attenzione però: una gestione inappropriata della S.r.l. potrebbe comportare il rischio di pagare, tra imposte e contributi, una percentuale paragonabile a quella di una ditta individuale.

Tuttavia, solo con la S.r.l. potrebbe essere possibile ridurre il carico fiscale complessivo.

Al contrario, con una gestione fiscale efficace, le imposte potrebbero essere ridotte.

Esistono diversi strumenti di pianificazione fiscale che potrebbero essere utilizzati nella tua S.r.l. per contenere imposte e contributi.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. dovessero essere applicati, maggiore potrebbe essere la riduzione del carico fiscale.

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