Ciao, ti do il benvenuto in questo articolo del blog di Efficacia Fiscale per affrontare un argomento che è nella top ten degli imprenditori che, per vari motivi, avranno a che fare con l’Estero: la Dogana.

Sull’argomento è recentemente intervenuto il legislatore per dare un giro di vite ad una serie di comportamenti sicuramente poco onesti che, di sicuro, danneggiavano le casse erariali.

Ma, al di là di questo, ho ritenuto opportuno fare un po’ di chiarezza, nel Podcast da cui nasce questo articolo, sui concetti base: cos’è la dogana, quali sono le imposte coinvolte nelle operazioni doganali ed i soggetti che vi partecipano.

Come sai, se sei un assiduo lettore del mio blog www.efficaciafiscale.com, segui i miei video e le dirette sul canale YouTube Commercialista Simone Calisti ed ascolti i miei Podcast, sono un commercialista che ama andare al sodo, studiare la teoria per fornire risposte pratiche che possono essere veramente utili agli imprenditori che hanno, o intendono costituire, una S.r.l. .

In certi argomenti, come quello della Dogana, il dubbio, spesso è a monte, è sulle nozioni fondamentali, di base su cui, quindi, mi soffermo in questo articolo in cui voglio anche affrontare alcune tematiche a cui devi prestare attenzione, quando lavori con l’Estero, per non commettere, involontariamente, infrazioni ed essere sanzionato.

Sei pronti ad internazionalizzare la S.r.l. che gestisci, o intendi costituire, partendo con il piede giusto e le idee chiare sulla Dogana e ciò che la riguarda?

Bando alle ciance and let’s go….

 

Cos’è la dogana e a cosa serve?

Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo podcast del blog di Efficacia Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per tutti gli imprenditori che hanno una S.r.l., o che ne vogliono aprire una nuova.

Oggi affronteremo l’argomento riferito alla dogana.

La dogana è un ente preposto al controllo delle merci in importazione ed esportazione, abilitato alla riscossione dei diritti doganali, ossia Iva e dazio.

È importante per quell’imprenditore che lavora con l’estero, intendendo per estero Paesi che non fanno parte della Comunità Europea.

La dogana, infatti, in un certo senso separa i beni che si trovano all’interno della Comunità Europea da quelli che si trovano all’esterno. Per i beni che si trovano all’interno dell’Unione Europea, viene attribuita l’Iva, imposta stabilita dalla normativa europea che possiamo trovare direttamente sulla fattura.

 

Quali tipologie di imposte e tasse si pagano con la dogana?

La dogana è l’ente che prende in considerazione queste due tipologie di imposte:

  • IVA, è l’imposta sul valore aggiunto che viene applicata nel momento in cui un bene entra all’interno della Comunità Europea. Per quel bene prodotto in un Paese fuori dall’Unione Europea, ovviamente, non possiamo trovare l’Iva in fattura, dato che è un’imposta regolamentata da norme europee. Ma, nel momento in cui questo bene dovrà essere venduto, consumato in Italia, in Francia, in Germania o in qualsiasi Paese europeo, la dogana ha il compito di applicare l’Iva.
  • DAZIO, è un’imposta di consumo da pagare quando vengono importate merci da Paesi terzi, dove per Paesi terzi si intendono Paesi diversi dagli Stati membri dell’Unione Europea. Viene applicato su determinati beni, in base a delle politiche economiche, soprattutto per disincentivare il consumo di beni appartenenti ad una determinata categoria di prodotti. Questo riguarda più un discorso di politica internazionale e non un’imposta comunitaria.

Quindi, nel momento in cui un bene passa all’interno dell’Unione Europea, il documento che si riceverà è denominato bolletta doganale, al cui interno troveremo l’Iva e i dazi.

 

Qual è la differenza tra l’Iva e il dazio doganale?

Il dazio è una tassa in più, è come se fosse il ticket nazionale sanitario pagato per una specifica prestazione.

Esso, infatti, viene applicato in base alle tariffe doganali.

Mentre l’Iva è un meccanismo d’imposta applicato in Europa (si farà riferimento sia all’Iva a debito che all’Iva a credito) e, ovviamente, non può riguardare quei beni che vengono prodotti al di fuori della Comunità Europea; a differenza del dazio che nasce proprio come tassa in tutti gli Stati del mondo per fini protezionistici e scelte politiche.

Non so se la bolletta doganale è un documento ancora cartaceo o è diventato elettronico, ma se non lo fosse ancora credo presto lo diventerà.

Comunque, quando si ha a che fare con la dogana bisogna essere sicuri di ricevere questo documento, al cui interno troverai l’Iva versata e, quindi, anticipata dal vettore, che dovrà da te essere restituita, anche se è un importo a credito.

L’esigenza di capire come funziona la dogana è aumentata enormemente soprattutto perché abbiamo sempre più che fare con il commercio online o con il dropshipping; negli ultimi anni infatti aumentano continuamente le tipologie di attività che operano attraverso questi siti.

È proprio questo il motivo per cui è nato questo podcast, perché vi sono sempre più clienti che mi chiedono il funzionamento della dogana in maniera da gestire al meglio gli adempimenti fiscali.

 

Quali soggetti sono coinvolti nell’ambito di una importazione di beni?

I soggetti che intervengono in un’operazione doganale sono potenzialmente 3:

1- produttore, il quale si trova al di fuori della Comunità Europea;

2- acquirente, siamo noi imprenditori che provvederemo a vendere il prodotto all’interno della Comunità Europea;

3- vettore, colui che provvederà ad effettuare il passaggio del bene dall’esterno all’interno della Comunità Europea, la cui destinazione può essere un tuo magazzino o direttamente la destinazione del cliente finale.

Nel momento in cui si acquista un bene in un Paese non appartenente all’Unione Europea, pagheremo l’Iva sul valore del bene, ma sarà il vettore ad anticipare il denaro dovuto all’importo calcolato in dogana, comprendente Iva e dazi.

 

A cosa serve la bolletta doganale?

Nel momento in cui il vettore ci consegnerà il bene, sarà tenuto a consegnarci anche la bolletta doganale e, a quel punto, noi provvederemo ad effettuare il pagamento del servizio del trasporto e alla restituzione di quanto da lui anticipato in dogana.

Sarà quindi la bolletta doganale il documento che giustificherà le spese anticipate dal vettore.

Oltre a questo, la bolletta doganale sarà utilizzata dalla società italiana per scaricarsi l’Iva (al posto della fattura estera, che ovviamente non può contenere l’Iva).

Non confermo per tutti, ma posso dire che, nella maggior parte dei casi, questa è la procedura da adottare.

Sicuramente, nell’ambito del dropshipping, si presenterà il problema che il bene molte volte verrà consegnato presso la destinazione del cliente finale, ma è un argomento che affronteremo in un nuovo podcast.

La cosa fondamentale da sapere sono i distinti compiti che ogni soggetto dovrà effettuare.

Quindi, gli imprenditori che incominciano a cercare informazioni riguardanti la dogana, principalmente svolgono due tipologie di attività:

1- e-commerce, con e senza magazzino;

2- dropshipping, attraverso cui il bene viene consegnato direttamente al cliente finale e riguarda, soprattutto, i prodotti acquistati in Paesi non appartenenti alla Comunità Europea, avendo così prezzi più competitivi.

 

Esempi

Per aiutarti a comprendere al meglio il meccanismo della dogana, espongo tre diverse tipologie di esempi in cui, essenzialmente, abbiamo un produttore e un acquirente.

– 1° esempio: produttore e acquirente entrambi appartenenti ad un Paese extra Unione Europea. Possiamo avere, ad esempio, il produttore russo e l’acquirente statunitense, in questo caso, siccome i beni non passano attraverso la dogana di Paesi appartenenti all’Unione Europea non si potrà parlare di Iva e di dazi. Poi, sicuramente, tra Russia e Stati Uniti ci saranno le dovute imposte o tasse da considerare, ma sai che far transitare un bene tra Paesi non appartenenti all’Unione Europea non comporta la gestione dei dazi e dell’Iva.

– 2° esempio: produttore extra Unione Europea e acquirente appartenente all’Unione Europea. Qui possiamo avere, ad esempio, il produttore russo e l’acquirente italiano. In questo caso il bene, destinato ad un Paese dell’Unione Europea, dovrà passare attraverso la dogana, che valuterà il valore della merce per, poi, determinare il dazio e, successivamente, verrà applicata l’Iva.

– 3° esempio: produttore e acquirente italiani. In questo caso, ovviamente, non possiamo parlare di dogana, ma nella fattura di acquisto sarà già presente l’Iva.

L’ultimo caso evidenzia come l’Iva, essendo un’imposta europea, non possiamo trovarla quando ci troviamo di fronte ad un fornitore russo o, comunque, extra Unione Europea.

Da questi esempi possiamo ancor più capire come la dogana serva per controllare al meglio l’imposta Iva e i dazi per gestire, quindi, gli accordi commerciali o le politiche commerciali applicate dalla Comunità Europea rispetto agli altri Paesi.

 

 

La dogana riguarda solo i prodotti fisici – NON c’è la dogana per i servizi

Quando si parla di dogana, si fa riferimento a prodotti materialmente fisici e non software o servizi (come, ad esempio, una consulenza). Ecco perché abbiamo parlato di e-commerce, o di dropshipping, perché entrambi trattano, soprattutto, beni fisici e non tanto servizi.

Prima di concludere tengo a precisare che, ogni giorno, in dogana passano centinaia, migliaia, o meglio milioni, di prodotti e, probabilmente, il controllo non può avvenire su ogni singolo pacco, o prodotto, per individuare il giusto valore su cui calcolare dazi e Iva, ma è bene sapere qual è il meccanismo idoneo per gestire entrambi.

Chiariamo meglio il caso.

Noi, operatori economici italiani, ad esempio, ordiniamo un bene da un produttore cinese al quale pagheremo il valore del bene. Nel momento in cui il bene passa in dogana bisogna dichiarare il suo valore, così da applicare il dovuto dazio e, successivamente, l’Iva.

Quindi, sostanzialmente, il produttore dovrebbe fare un’autodichiarazione. Ma, a volte, può succedere che, per errore o per cattiva fede, il produttore dichiari un valore più basso rispetto a quello reale.

Noi sicuramente riceveremo il prodotto ordinato, ma in allegato avremo una bolletta doganale con un valore di transazione errato, ossia più basso e, di conseguenza, andremo a pagare un importo inferiore di Iva e dazi.

Facciamo l’esempio di un bene che costa 10.000,00 € ma in dogana viene dichiarato il valore di 1,00 €, ovviamente il dazio da pagare sarà bassissimo, così come l’Iva che dovrà essere pagata al vettore.

Questa è una cosa errata, illegale.

A volte viene fatto tutto intenzionalmente per pagare meno imposte e tasse, perché magari si sa che su pacchi, soprattutto di piccole dimensioni, non viene effettuato il controllo, oppure viene applicata una piccola franchigia di esenzione Iva ed esenzione dazi, ma non si tratta di un’operazione corretta.

La dogana è l’ente che deve gestire l’applicazione corretta dei dazi e dell’Iva, ma se viene dichiarato un valore più basso ovviamente tale operazione diventa difficile da controllare.

 

La responsabilità dei tributi è dell’importatore

Nel momento in cui viene importato un bene, la responsabilità di tale importazione è del produttore e dell’acquirente, proviamo a pensare a prodotti per la cura della pelle o a giocattoli che vanno a ledere i terzi.

Quando viene importato un bene, e ci si accorge che l’imposta Iva e i dazi sono stati calcolati male, bisogna recarsi presso la dogana più vicina e denunciare l’avvenuto, in maniera da effettuare un ricalcolo corretto.

A livello pratico potrai notare come, per quantità piccole o per singoli pezzi, ci siano produttori furbi che dichiarando un valore falso del bene pagando poco dazio e poca Iva, oppure dichiarando un prodotto in omaggio, sul quale non vi è l’Iva (cosa che è ancora più grave).

Può capitare che l’inconveniente avvenga una volta, ma dal momento in cui, essendo un’azienda, acquisti continuamente presso lo stesso produttore e l’errore viene ripetuto più e più volte, ecco che bisogna prestare molta attenzione, soprattutto perché si potrebbero avere problemi anche con la dogana.

Questi errori potrebbero avvenire anche per le grandi piattaforme come, ad esempio, Amazon o Shopify, anche se, di anno in anno, questi portali stanno cercando di migliorare sempre più questo aspetto, in maniera da evitare sempre più imprevisti.

Questo podcast è stato creato soprattutto per far capire cos’è la dogana e, successivamente, per comprendere quali sono le problematiche che si potrebbero avere lavorando con beni che attraversano la dogana.

Queste informazioni riguardano imprenditori che si occupano di import-export di beni al di fuori della Comunità Europea, ma può riguardare anche un singolo caso in cui l’imprenditore deve effettuare un’esportazione, ovviamente bisogna sapere che, nel momento in cui si emette fattura, questa deve essere esente Iva.

È bene ricordare che l’efficacia fiscale non viene utilizzata solo per tagliare le imposte e i contributi, ma ci permette di gestire al meglio gli adempimenti che si presentano e di evitare sanzioni per comportamenti errati di cui, magari, non siamo stati consapevoli.

Se noto che, durante le consulenze, mi vengono poste altre domande sarà mio interesse creare altri podcast.

Ti ricordo anche che sul mio blog www.efficaciafiscale.com potrai trovare gratuitamente un manuale con, all’interno, una check-list di oltre 94 strumenti di Efficacia Fiscale che ti permetteranno di tagliare il carico tributario della tua S.r.l., manuale in continuo aggiornamento con nuove idee e nuovi spunti.

Grazie per l’attenzione. A presto.

Conclusioni

Grazie alle informazioni contenute in questa circolare, ora sai cos’è la dogana, quali sono le imposte coinvolte nelle operazioni doganali ed i soggetti che vi partecipano.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

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Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

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Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

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