Consigli per gli imprenditori

Conviene intestare un’auto elettrica alla società semplice? Ecco quando non ha senso a livello fiscale (e i rarissimi casi in cui, invece, può avere utilità)

Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale.

Oggi voglio affrontare con te un tema che suscita l’interesse degli imprenditori che stanno valutando di utilizzare una società semplice nella propria pianificazione fiscale e patrimoniale.

La domanda che in molti si pongono è: “Conviene riscattare o intestare un’auto elettrica alla società semplice così da scaricare i costi?”.

Iniziamo a chiarire subito un concetto fondamentale: il problema non è l’auto elettrica in sé.

Il vero punto — quello che troppo spesso non viene preso in considerazione — è capire se la società semplice, per come viene effettivamente utilizzata, abbia davvero un reddito fiscale sul quale quei costi possano produrre un beneficio concreto.

Prima di entrare nel dettaglio, però, ti rivolgo la domanda di rito: sei già iscritto al blog di Efficacia Fiscale?

Se la risposta è no, corri a farlo da questo link

Gli iscritti hanno accesso gratuito a guide, checklist operative e ricevono gli aggiornamenti ogni volta che pubblico un nuovo articolo, carico un video sul mio canale YouTube Efficacia Fiscale o organizzo webinar live dedicati agli imprenditori che vogliono comprendere in modo concreto la fiscalità della propria S.r.l. .

E se vuoi approfondire in autonomia tutte le strategie fiscali oggi a disposizione degli imprenditori, ti consiglio di scaricare il manuale gratuito che trovi a fondo articolo: un concentrato di consigli pratici e soluzioni concrete firmato Efficacia Fiscale.

Sei pronto a fare chiarezza? Allora bando alle ciance and let’s go.

 

Perché sempre più imprenditori pensano di intestare l’auto elettrica alla società semplice

Negli ultimi anni moltissimi imprenditori hanno iniziato ad utilizzare la società semplice come strumento di pianificazione fiscale e patrimoniale.

Questo accade soprattutto quando:

  • Esiste già una S.r.l. operativa;
  • Si vogliono separare gli investimenti dal rischio operativo;
  • Si vogliono ridurre i contributi INPS tipici delle attività commerciali;
  • Si vuole costruire una struttura patrimoniale più ordinata.

Ed è proprio qui che nasce il dubbio: se la società semplice esiste già, si potrebbe pensare di poter intestare anche l’auto elettrica e scaricarne i costi.

Il problema è che il ragionamento fiscale non funziona in questo modo.

Prima bisogna capire come viene tassata la società semplice e, soprattutto, quali redditi produce.

 

La vera domanda non è “auto elettrica sì o no?”, ma “la società semplice produce reddito imponibile?”

Quando si parla di fiscalità delle auto, molte persone si concentrano subito sulle percentuali di deduzione, sull’IVA, sul leasing o sul fatto che il veicolo sia elettrico.

Queste, però, sono valutazioni che vengono dopo.

Prima è necessario capire se esiste davvero un reddito fiscale contro il quale utilizzare quei costi.

Se la società semplice non genera un reddito imponibile ordinario che permette l’abbattimento dei costi, le spese dell’auto rischiano di diventare fiscalmente inutili.

Ed è esattamente quello che accade nella maggior parte delle società semplici utilizzate come holding.

 

Perché la società semplice viene spesso utilizzata come holding

Nella pratica professionale, uno degli utilizzi più frequenti della società semplice è quello della holding: la S.r.l. operativa produce utili che vengono distribuiti, mentre le quote societarie sono detenute dalla società semplice che ne riceve i dividendi.

Questa struttura viene spesso utilizzata per finalità di pianificazione fiscale e patrimoniale, per la gestione degli investimenti, la separazione del rischio d’impresa e la gestione del passaggio generazionale.

Tuttavia bisogna fare molta attenzione: gli utili che arrivano dalla S.r.l. alla società semplice non funzionano come normali ricavi operativi.

 

Come vengono tassati gli utili che passano dalla S.r.l. alla società semplice

Quando una S.r.l. distribuisce utili alla società semplice, si entra tecnicamente nel mondo dei redditi di capitale.

Sotto questo profilo, la normativa prevede una regola ferrea e insuperabile: i redditi di capitale vengono tassati al lordo, il che significa che per legge non è ammessa alcuna deduzione dei costi correlati.

Inoltre, a differenza della maggior parte delle S.r.l., la società semplice è un’entità fiscalmente “trasparente”.

I dividendi percepiti non vengono tassati in capo alla società con le regole del reddito d’impresa, ma subiscono una tassazione (spesso tramite ritenuta alla fonte a titolo d’imposta del 26% o concorrendo parzialmente all’Irpef) che “guarda attraverso” la società (meccanismo del look-through) per colpire direttamente i soci.

Tradotto in modo semplice: gli utili distribuiti seguono questa tassazione specifica e non generano un reddito d’impresa classico sul quale andare a scaricare costi come leasing auto, noleggio, carburante, assicurazione, bollo, manutenzioni e altri costi tipici della gestione aziendale.

Ecco perché, nella maggior parte dei casi, la società semplice holding non è il luogo fiscalmente più efficiente in cui intestare un’auto, indipendentemente dal fatto che si tratti di un veicolo tradizionale o elettrico.

L’equivoco nasce spesso dal fatto che si sente parlare dei vantaggi fiscali delle auto elettriche e si pensa automaticamente che basti intestare il veicolo a una società per ottenere benefici.

Ma la fiscalità funziona in modo molto più tecnico: per dedurre un costo, occorre avere un reddito compatibile con quella deduzione.

 

Perché, nella società semplice, i costi spesso non producono un reale vantaggio fiscale

Questo è il punto più importante di tutto l’articolo.

Se la società semplice riceve principalmente dividendi derivanti dalla partecipazione nella S.r.l., per la natura stessa dei redditi di capitale non esiste un reddito operativo contro il quale dedurre i costi.

In questa circostanza, intestare un’auto elettrica alla società semplice può comportare:

  • Costi amministrativi aggiuntivi;
  • Maggiore complessità nella gestione contabile;
  • Possibili contestazioni sull’utilizzo del mezzo;
  • Nessun reale beneficio fiscale.

Questo vale soprattutto quando la società semplice è stata costituita esclusivamente come holding patrimoniale.

In pratica, molti imprenditori si preoccupano di dedurre il costo senza verificare se esista davvero una base imponibile su cui quella deduzione possa produrre un beneficio fiscale.

 

Cosa succede intestando un’auto elettrica alla società semplice

Proviamo a fare un esempio concreto per capire meglio il concetto.

Immaginiamo una S.r.l. operativa che produce utili e li distribuisce alla società semplice, la quale non svolge una vera attività commerciale operativa.

A questo punto la società semplice decide di prendere un’auto elettrica in leasing, riscattarla o acquistarla direttamente.

Fiscalmente, il problema sta nel fatto che quei costi non troveranno alcuna reale utilità perché non c’è un reddito d’impresa da abbattere, e i redditi di capitale della società non possono essere decurtati da alcuna spesa di gestione.

Il vantaggio fiscale che molti immaginano, nella realtà, non si materializza.

Ed è per questo motivo che, in linea generale, intestare l’auto elettrica alla società semplice holding non viene considerato fiscalmente conveniente.

 

Il problema del leasing, del noleggio e del riscatto dell’auto elettrica

Molte persone si focalizzano sul tipo di contratto utilizzato: leasing, noleggio lungo termine, acquisto directo, riscatto finale.

Il punto centrale, però, rimane sempre lo stesso.

Non è il contratto a determinare il vantaggio fiscale, ma il reddito fiscale della società semplice.

Se la società semplice non ha un reddito fiscale sul quale questi costi possono generare una deduzione utile, allora:

  • Il leasing perde gran parte del suo vantaggio;
  • Il riscatto perde utilità fiscale;
  • L’intestazione societaria diventa spesso solo un aggravio amministrativo.

Questo è il motivo per cui bisogna evitare di replicare strategie fiscali viste online senza comprenderne prima la struttura complessiva.

Una tecnica che funziona benissimo in una S.r.l. operativa ha pochissimo senso in una società semplice holding.

 

Anche il compenso ai soci amministratori, nella società semplice holding, perde utilità fiscale

Questo concetto non riguarda soltanto l’auto elettrica, ma vale anche per altri costi che normalmente vengono utilizzati nelle S.r.l. operative.

Un esempio classico è il compenso per l’attività di amministrazione.

Innanzitutto, va ricordato che nella società semplice non esiste l’organo amministrativo strutturato tipico delle società di capitali, ma si parla della gestione affidata ai singoli soci amministratori.

Nella maggior parte delle società semplici holding non esiste una vera attività operativa, una struttura commerciale o una produzione di reddito d’impresa classico.

Di conseguenza, per l’impossibilità di abbattere i redditi di capitale di cui parlavamo prima, anche l’eventuale compenso stabilito per i soci amministratori perde gran parte della propria utilità fiscale in capo alla società semplice.

Questo non significa che non possa mai essere previsto, ma bisogna comprenderne i limiti tecnici prima di inserirlo nella pianificazione.

 

Il rarissimo caso in cui intestare l’auto alla società semplice potrebbe avere senso

Detto tutto questo, è importante essere precisi: affermare che una struttura fiscale nella maggior parte dei casi non conviene non significa che non esistano eccezioni.

Esistono situazioni particolari nelle quali intestare beni alla società semplice può avere una logica.

La principale riguarda la protezione patrimoniale.

Tra i casi in cui la società semplice può essere utilizzata per accentrare determinati beni ci sono:

  • Imprenditori con patrimoni elevati;
  • Soggetti esposti a rischi particolari;
  • Strutture familiari complesse;
  • Pianificazioni patrimoniali costruite nel tempo.

Attenzione però: in questi casi non si ragiona in ottica di deduzione fiscale, ma di protezione patrimoniale, organizzazione degli asset, pianificazione familiare e segregazione dei beni.

Ed è una differenza enorme, perché moltissimi imprenditori confondono la protezione patrimoniale con il risparmio fiscale — ma si tratta di due obiettivi completamente diversi.

Inoltre, va tenuto conto che nella società semplice i soci che agiscono in nome e per conto della società rispondono personalmente, solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali; un elemento di rischio da non sottovalutare se la società stipula contratti impegnativi come i leasing automobilistici.

 

Attenzione alla protezione patrimoniale “fatta tardi”

La protezione patrimoniale non è qualcosa che si costruisce quando il problema è già arrivato.

Spesso gli imprenditori iniziano a pensare alle strategie patrimoniali solo quando esistono già difficoltà finanziarie. Ma la vera pianificazione si costruisce sempre prima, con lucidità e anticipo.

È proprio per questo che bisogna evitare di vedere la società semplice come una soluzione magica: si tratta pur sempre di una società con le sue regole e le sue responsabilità legali.

Inoltre, la costituzione di una società semplice richiede normalmente la presenza di almeno due soci.

Questo significa coinvolgere altre persone in una struttura giuridica, fattore da valutare sempre con grande attenzione.

 

Conclusioni

Come abbiamo visto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale, nella maggior parte dei casi non conviene intestare o riscattare un’auto elettrica tramite una società semplice.

Non perché l’auto sia elettrica, ma perché la società semplice holding, normalmente, non dispone di una struttura reddituale di tipo d’impresa che permetta di sfruttare realmente quei costi, poiché i redditi di capitale derivanti dai dividendi non possono essere ridotti da alcuna spesa aziendale.

Il discorso cambia nei rarissimi casi in cui la società semplice viene utilizzata all’interno di una vera strategia di protezione patrimoniale; in questo caso, però, il tema principale non è il risparmio fiscale sull’auto, ma la gestione e la salvaguardia del patrimonio nel lungo periodo.

Come sempre, ogni situazione deve essere valutata nel dettaglio, perché nella pianificazione fiscale le strutture replicate senza comprendere il contesto sono spesso quelle più pericolose.

Quando hai dubbi, il confronto preventivo con il tuo consulente è il primo passo per evitare errori costosi.

Redazione

Condividi
Pubblicato da
Redazione

Articoli recenti

  • Consigli per gli imprenditori

Rivalutazione delle quote della S.r.l.: come ridurre la tassazione in caso di cessione delle quote

Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale. Quando…

% giorni fa
  • Consigli per gli imprenditori

Con quali forme può lavorare un socio nella S.r.l.? Qual è davvero la soluzione più conveniente?

Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale. Una…

% giorni fa
  • Consigli per gli imprenditori

La S.r.l. chiude in perdita? Ecco cosa bisogna sapere davvero per evitare errori pericolosi

Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale. Una…

% giorni fa
  • Consigli per gli imprenditori

Puoi separarti dal socio della S.r.l. senza cedere le quote e senza notaio?

Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale.…

% giorni fa
  • Consigli per gli imprenditori

S.r.l. senza dipendenti: i soci devono pagare i contributi Inps?

Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Anche oggi siamo pronti ad affronate…

% giorni fa
  • Consigli per gli imprenditori

Come prelevare gli utili dalla S.r.l. pagando meno imposte: le 5 strategie da conoscere

Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale. Se…

% giorni fa