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Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale.
Nell’articolo odierno tratteremo una tematica fondamentale per tutti gli imprenditori che desiderano avviare una S.r.l.: gli enti e gli istituti più importanti con i quali si potrebbe avere a che fare e che, quindi, si dovrebbero conoscere.
Non è necessario diventare esperti di diritto tributario o di normativa societaria, ma avere una panoramica generale rappresenta un vantaggio concreto nella gestione quotidiana dell’impresa.
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Allora bando alle ciance and let’s go…
Quando si costituisce una S.r.l., uno degli errori più frequenti è pensare che tutti gli aspetti amministrativi e fiscali siano esclusivamente di competenza del commercialista; è vero che gli adempimenti tecnici vengono gestiti dal professionista, ma questo non significa che l’imprenditore possa ignorare completamente il funzionamento degli enti con cui la società dovrà interfacciarsi.
Conoscere il ruolo dei principali enti pubblici permette infatti di:
Non è necessario diventare esperti di diritto tributario o di normativa societaria, ma avere una panoramica generale rappresenta un vantaggio concreto nella gestione quotidiana dell’impresa.
Il primo istituto con cui una nuova società entra in contatto è senza dubbio l’Agenzia delle Entrate: ente responsabile dell’amministrazione tributaria italiana che rappresenta il principale interlocutore per tutti gli aspetti fiscali dell’impresa.
Tra i suoi compiti principali rientrano:
La partita Iva
Ogni attività economica esercitata in modo abituale necessita di una partita Iva: un codice composto da undici cifre che identifica fiscalmente l’attività nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.
Nel caso della S.r.l., la richiesta viene effettuata contestualmente alla costituzione della società tramite la Comunicazione Unica predisposta dal professionista.
Adempimenti fiscali e tributari
Durante la vita della società saranno numerosi gli adempimenti che passeranno attraverso l’Agenzia delle Entrate, ad esempio dichiarazioni dei redditi e Iva, versamenti tramite modello F24; comunicazioni fiscali, controlli ed accertamenti.
Nella pratica quotidiana sarà quasi sempre il commercialista ad occuparsi di questi aspetti, ma sapere quale sia il ruolo dell’Agenzia delle Entrate aiuta a comprendere meglio tutta la gestione fiscale della società.
Un altro ente fondamentale è la Camera di Commercio.
Molti imprenditori credono serva solo per richiedere una visura camerale ma, in realtà, svolge una funzione molto più importante: la Camera di Commercio gestisce infatti il Registro delle Imprese, ossia l’archivio ufficiale di tutte le imprese italiane.
Quali informazioni contiene?
Nel Registro delle Imprese sono presenti numerose informazioni riguardanti la società, tra le quali:
Si tratta, di fatto, della “carta d’identità” della società.
Perché è importante?
Le informazioni contenute nel Registro delle Imprese sono consultabili da soggetti esterni quali banche, fornitori, clienti, professionisti, potenziali investitori, pubbliche amministrazioni.
Chiunque abbia necessità di verificare l’esistenza di una società, o alcune sue informazioni ufficiali, può richiedere una visura camerale.
Cos’è una visura camerale?
La visura camerale è un documento rilasciato dalla Camera di Commercio che riassume tutte le principali informazioni ufficiali relative all’impresa.
Molto spesso viene richiesta per ottenere finanziamenti o instaurare collaborazioni commerciali, per partecipare a bandi e gare d’appalto, per effettuare controlli da parte di banche e fornitori
È uno dei documenti societari più utilizzati nella vita di un’impresa.
Accanto agli enti di carattere nazionale esistono anche organismi che operano a livello locale; tra questi, uno dei più importanti è il Suap, acronimo di Sportello Unico per le Attività Produttive.
Nello specifico si tratta dell’ufficio comunale che gestisce le pratiche amministrative relative all’avvio, alla modifica e, in alcuni casi, alla cessazione delle attività economiche; in pratica rappresenta il punto di contatto tra l’impresa e il Comune.
Quando è necessario il Suap?
Molte attività commerciali non possono iniziare semplicemente aprendo la partita Iva ma, prima del loro avvio, è necessario presentare specifiche comunicazioni amministrative al Comune competente; generalmente queste comunicazioni vengono predisposte e trasmesse dal commercialista o da un consulente incaricato.
A seconda dell’attività esercitata, il Suap può ricevere:
Negli anni il sistema delle autorizzazioni è stato profondamente semplificato rispetto al passato, sostituendo molte vecchie licenze con procedure amministrative più snelle; tuttavia, per numerose attività, resta comunque indispensabile effettuare le comunicazioni previste dalla normativa prima di iniziare ad operare.
Un altro ente che può entrare in gioco durante la costituzione di una S.r.l. è l’Albo delle Imprese Artigiane.
Non tutte le società devono iscriversi: l’obbligo riguarda esclusivamente quelle che esercitano un’attività artigiana e possiedono i requisiti previsti dalla normativa.
Ma cosa si intende, concretamente, per attività artigiana?
In linea generale, si tratta di un’attività nella quale prevale il lavoro personale dell’imprenditore e dei suoi collaboratori rispetto all’organizzazione del capitale, ad esempio: falegnami, elettricisti, idraulici, carrozzieri, panifici ed affini, laboratori manifatturieri.
L’elemento distintivo è che il prodotto o il servizio nasce principalmente grazie all’attività manuale e professionale svolta dall’imprenditore o dai lavoratori dell’impresa.
A cosa serve l’iscrizione?
L’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane certifica ufficialmente la natura artigiana dell’attività.
Si tratta di un adempimento amministrativo che produce effetti anche sotto il profilo previdenziale e contributivo, oltre a consentire l’accesso ad alcune agevolazioni o misure dedicate alle imprese artigiane.
Nella maggior parte dei casi sarà il commercialista a predisporre tutta la documentazione necessaria ed a trasmetterla contestualmente alla pratica di costituzione della società; per l’imprenditore non rappresenta quindi un’attività operativa da gestire direttamente, ma è importante sapere quando questa iscrizione è obbligatoria e quali conseguenze comporta.
Tra tutti gli enti con cui una S.r.l. può interfacciarsi, probabilmente l’Inps è quello che genera il maggior numero di dubbi.
L’Inps (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) gestisce infatti il sistema previdenziale italiano, cioè i contributi che finanziano pensioni ed altre prestazioni assistenziali.
Molti imprenditori pensano che l’apertura di una S.r.l. comporti automaticamente l’iscrizione all’INPS, ma la realtà è più articolata; l’obbligo dipende infatti dal ruolo ricoperto all’interno della società e dal tipo di attività svolta.
Imprenditori commerciali
Per il socio di S.r.l. che svolge attività commerciale, l’iscrizione alla gestione commercianti dipende dalla partecipazione personale all’attività aziendale con i requisiti richiesti dalla normativa. Inoltre, dal 2010 l’INPS ha chiarito che, quando coesistono attività soggette alla gestione separata e attività commerciale/artigiana, non deve essere effettuato un giudizio di prevalenza tra le due attività come avveniva in precedenza.
Quindi se il socio lavora abitualmente nell’impresa e l’attività esercitata è di tipo commerciale, sorge l’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti dell’Inps.
Non è sufficiente essere semplicemente socio della S.r.l.: occorre anche partecipare concretamente all’attività aziendale con carattere di abitualità e prevalenza; questo è uno degli aspetti che genera più frequentemente dubbi e contenziosi.
Imprenditori artigiani
Se la società esercita un’attività artigiana ed il socio presta la propria attività lavorativa all’interno dell’impresa, l’iscrizione avverrà normalmente alla Gestione Artigiani; anche in questo caso i contributi sono disciplinati da regole specifiche.
Amministratori della S.r.l.
Quando l’amministratore della società percepisce un compenso per l’incarico svolto, generalmente dovrà essere assoggettato ai contributi della Gestione Separata Inps, salvo particolari eccezioni previste dalla normativa.
È importante distinguere il ruolo di amministratore da quello di socio lavoratore: le due posizioni possono infatti convivere e, in alcuni casi, comportare differenti obblighi contributivi.
Dipendenti
Se la S.r.l. assume personale dipendente, dovrà aprire una specifica posizione contributiva presso l’Inps.
In questa circostanza, infatti, la S.r.l. diventa sostituto contributivo e sarà tenuta a versare periodicamente i contributi previdenziali relativi ai propri lavoratori.
Accanto all’Inps troviamo un altro ente fondamentale: l’Inail.
L’Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) si occupa della tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; in altre parole, protegge economicamente i lavoratori e, nei casi previsti, anche gli imprenditori nel caso in cui questi subiscano un infortunio durante l’attività lavorativa.
Quando è obbligatorio?
L’obbligo assicurativo varia in funzione dell’attività svolta.
Nelle imprese artigiane, soprattutto quando il socio partecipa direttamente alle lavorazioni manuali, l’assicurazione Inail, generalmente, rappresenta un adempimento obbligatorio.
Nelle attività esclusivamente commerciali, invece, la situazione può essere diversa e va valutata caso per caso.
La presenza di dipendenti, inoltre, comporta normalmente l’obbligo di assicurare i lavoratori presso l’Inail.
Come funziona?
L’impresa versa annualmente un premio assicurativo il cui importo varia in funzione del settore di attività, del livello di rischio, delle retribuzioni corrisposte ai dipendenti e dell’andamento infortunistico dell’azienda.
Lo scopo è garantire una copertura economica qualora si verifichino eventi lesivi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Oltre agli enti principali, esistono numerosi organismi che riguardano specifiche categorie di imprese o particolari settori economici; non tutte le S.r.l. dovranno necessariamente interfacciarsi con questi enti, ma è utile sapere che esistono, soprattutto se si opera in ambiti regolamentati.
Vediamo alcuni esempi tra i più comuni.
Albo degli Autotrasportatori
Le imprese che svolgono attività di autotrasporto merci per conto terzi non possono limitarsi ad aprire una partita Iva ed iscriversi al Registro delle Imprese; per esercitare l’attività devono possedere specifici requisiti previsti dalla normativa di settore ed essere iscritte all’Albo nazionale degli Autotrasportatori.
L’iscrizione comporta il rispetto di determinati obblighi, tra cui:
Si tratta di un settore altamente regolamentato nel quale il supporto del commercialista viene spesso affiancato da consulenti specializzati.
Enasarco
Chi opera tramite agenti e rappresentanti di commercio deve conoscere anche Enasarco: la fondazione che gestisce la previdenza integrativa degli agenti di commercio.
Quando una società si avvale di agenti iscritti ad Enasarco, oltre ai contributi Inps possono essere dovuti anche i contributi previdenziali specifici.
In questo caso gli obblighi riguardano sia l’agente sia l’impresa mandante, che contribuisce al versamento della quota prevista dalla normativa.
Enti di settore
A seconda dell’attività svolta possono esistere ulteriori enti specifici come: ordini professionali ed albi di categoria, autorità di vigilanza, enti sanitari ed organismi ambientali, enti regionali, camere professionali.
Ogni settore presenta regole proprie e, prima di avviare l’attività, è sempre opportuno verificare se siano richieste autorizzazioni o iscrizioni ulteriori rispetto a quelle ordinarie.
Le casse previdenziali dei professionisti
Merita un approfondimento anche la situazione dei professionisti iscritti ad un ordine professionale: molti pensano che tutti versino i contributi all’Inps, ma non è così.
In Italia numerose professioni dispongono di una propria cassa previdenziale autonoma.
È il caso, ad esempio, di: commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, medici, notai, ecc…
Chi appartiene a queste categorie normalmente versa i contributi previdenziali direttamente alla propria cassa professionale e non all’Inps.
Come abbiamo potuto capire attraverso questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale, aprire una S.r.l. significa entrare in contatto con numerosi enti pubblici, ciascuno dei quali svolge una funzione ben precisa.
Fortunatamente, la maggior parte degli adempimenti, viene gestita dal commercialista quindi, l’imprenditore, non deve diventare un esperto di normativa fiscale, ma dovrebbe acquisire una conoscenza sufficiente per comprendere il funzionamento della propria società e dialogare consapevolmente con i propri consulenti.
Una buona cultura imprenditoriale passa anche da qui: sapere quali sono gli interlocutori della propria impresa, capire quali obblighi comportano e concentrarsi poi su ciò che conta davvero, ossia far crescere il proprio business.
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Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale.…
Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Anche oggi siamo pronti ad affronate…