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Fringe benefit, Welfare aziendale ed erogazioni liberali della S.r.l.: risparmiare (legalmente) motivando dipendenti e amministratori

Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale!

In questo articolo ti spiegherò come sfruttare in modo legale e intelligente fringe benefit, welfare aziendale ed erogazioni liberali per ridurre il carico fiscale e motivare dipendenti e amministratori delle S.r.l.

Che tu abbia una S.r.l. o stia pensando di strutturare nuovi strumenti premiali, conoscere le soglie di esenzione, i criteri di deducibilità e le opportunità offerte dalla normativa attuale, è fondamentale per pianificare con efficacia.

Ma ora, come sempre, ti rivolgo la domanda di rito: sei già iscritto al blog di Efficacia Fiscale?

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Un concentrato di consigli pratici e soluzioni concrete firmato Efficacia Fiscale.

Pronto a scoprire come trasformare i benefit aziendali in uno strumento di risparmio fiscale per le S.r.l.?

Bando alle ciance & let’s go…

 

 Obiettivo di questo articolo

L’obiettivo di questo articolo è duplice:

  • da un lato, fornirti una guida chiara e aggiornata sull’uso strategico di fringe benefit, welfare aziendale ed erogazioni liberali della S.r.l.,
  • dall’altro, approfondire e ampliare quanto già trattato in articoli precedenti del blog, così da offrirti una visione più completa e operativa per l’ottimizzazione fiscale della tua S.r.l. .

In particolare, scopriremo:

– Le differenze e i punti di contatto tra benefit, welfare e liberalità aziendali.

– I requisiti per renderli fiscalmente vantaggiosi sia per i dipendenti, gli amministratori, che per la S.r.l. .

– Le modalità per estendere questi vantaggi anche agli amministratori della S.r.l., in maniera conforme alla normativa.

Tutto con l’obiettivo finale di aiutarti a premiare collaboratori e stakeholder chiave, riducendo il carico fiscale delle S.r.l. senza compromettere la correttezza e l’efficienza delle scelte.

 

Fringe Benefit

Definizione

I fringe benefit sono vantaggi in natura, cioè compensi non monetari concessi dal datore di lavoro al dipendente o collaboratore in aggiunta alla retribuzione.

In poche parole, quando utilizzi un bene della S.r.l. per un fine personale, devi dichiarare un maggior reddito “figurativo”, sul quale pagherai imposte e contributi attraverso la tua busta paga da amministratore.

Il valore di riferimento da considerare è il valore di mercato del bene o servizio utilizzato.
In alternativa, quando previsto, l’art. 51 del TUIR stabilisce criteri specifici per determinare il valore del fringe benefit (ad esempio per auto aziendali, alloggi, telefoni, ecc.).

In sintesi, ogni utilizzo personale di un bene aziendale costituisce una componente aggiuntiva della retribuzione lorda, da assoggettare a tassazione e contribuzione ordinaria.

Esempi tipici di fringe benefit per l’imprenditore o amministratore della S.r.l.

  • Auto aziendale ad uso promiscuo
  • Telefono cellulare e PC aziendale
  • Alloggio o affitto pagato dal datore di lavoro
  • Qualsiasi altra spesa o bene della S.r.l. utilizzato per fini personali dall’amministratore

Note fiscali

Se il valore complessivo dei fringe benefit rientra nei limiti delle erogazioni liberali esenti, non si pagano imposte né contributi sulla busta paga della S.r.l. .

Le soglie di esenzione sono le seguenti:

  • fino a 258,23 € annui (limite ordinario);
  • 1.000 € per l’anno 2025;
  • 2.000 € per i lavoratori con figli a carico (art. 6 D.L. 145/2023) sempre per l’anno 2025.

Attenzione: se il valore complessivo supera la soglia, l’intero importo diventa imponibile (non solo la parte eccedente).

Considerazioni pratiche

Quando, come amministratore o socio della S.r.l., chiedi al tuo commercialista quali tasse pagherai per l’utilizzo personale di un bene aziendale — o semplicemente vuoi “dormire sonni tranquilli” — il metodo corretto da seguire è molto semplice:

  1. Individuare il valore del maggior reddito figurativo derivante dal fringe benefit (valore di mercato o calcolo ex art. 51 TUIR).
  2. Simulare la busta paga dell’amministratore della S.r.l. includendo tale importo.
  3. Analizzare l’impatto fiscale complessivo: maggiore IRPEF e contributi da versare a carico della S.r.l., e conseguente riduzione del netto percepito da parte dell’amministratore della società.

In questo modo puoi stimare con precisione l’impatto fiscale dell’utilizzo personale dei beni aziendali e operare in piena trasparenza e sicurezza.

Misure di Welfare Aziendale

Cos’è il Welfare Aziendale

Il welfare aziendale è un sistema di benefici non monetari che la S.r.l. può riconoscere ai propri collaboratori (e, in certi casi, anche all’amministratore) per migliorare il benessere e ridurre il carico fiscale complessivo.

In pratica, la società sostiene spese a favore dei dipendenti o amministratori della S.r.l. sotto forma di beni o servizi esenti da imposte e contributi, invece di corrisponderle come compensi in busta paga, che sarebbero tassati.

Le spese agevolabili rientrano generalmente in tre macro categorie:

  1. Istruzione
  2. Sanità
  3. Tempo libero

Obiettivo per l’imprenditore

Il welfare aziendale è una leva fiscale molto potente, perché:

  • riduce il cuneo fiscale dell’imprenditore della S.r.l., consentendo di sostenere spese personali con fondi aziendali senza che diventino reddito imponibile;
  • aumenta il potere d’acquisto dei dipendenti della S.r.l., che ricevono vantaggi reali senza subire ritenute e soprattutto senza pagare imposte o contributi;
  • migliora la deducibilità dei costi per la S.r.l., poiché le spese sostenute sono fiscalmente inerenti e deducibili dai ricavi della società.

In sostanza, è un modo intelligente per ridurre il costo del lavoro della S.r.l. e allo stesso tempo trasformare costi personali dell’imprenditore in costi aziendali deducibili.
Quando correttamente strutturato, il welfare aziendale consente di rendere fiscalmente efficiente ciò che normalmente sarebbe un costo non deducibile.

Esempi pratici di welfare deducibile (art. 51, comma 2, lett. f / f-bis TUIR)

  • Rimborso spese scolastiche per i figli (nidi, libri, tasse universitarie, campus)
  • Polizze sanitarie collettive (non individuali)
  • Abbonamenti ai trasporti pubblici
  • Convenzioni con palestre o centri sportivi
  • Buoni acquisto digitali e voucher welfare

Trattamento fiscale

Per il lavoratore o amministratore della S.r.l.:
I benefit sono esenti da IRPEF e contributi se concessi alla generalità o a categorie omogenee di dipendenti.
Nel caso dell’amministratore, significa che alcune spese personali possono essere sostenute dalla S.r.l. senza generare reddito imponibile.

Per la S.r.l.:
I costi sono deducibili ai fini IRES solo se derivano da un obbligo negoziale, ossia:

  • contratto collettivo,
  • accordo sindacale, oppure
  • regolamento aziendale interno.

Se il beneficio è concesso “a discrezione” o a singoli soggetti, perde l’esenzione e diventa reddito imponibile per chi lo riceve perché è più facilmente contestato dall’Agenzia delle Entrate in caso di controllo.

In generale, più il welfare aziendale è rivolto a tutti i dipendenti e più la S.r.l. ha personale dipendente effettivo, minore è il rischio di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Viceversa, un piano welfare creato solo per l’amministratore della S.r.l. può essere ritenuto non genuino in caso di controllo.

Amministratori della S.r.l.

Gli amministratori della S.r.l. non sono automaticamente inclusi nei piani di welfare.
Tuttavia, con cedolino da collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), possono essere equiparati ai dipendenti, come chiarito da:

  • Circolare 28/E del 2016
  • Interpello n. 954-1417/2016

In questo caso, anche l’amministratore può beneficiare dei vantaggi fiscali, purché il piano sia rivolto a categorie omogenee e regolamentato formalmente.

Regolamento aziendale della S.r.l.: condizione essenziale

Perché la spesa sia deducibile in capo alla S.r.l. e non imponibile per l’amministratore/dipendente della società, il piano welfare deve derivare da un obbligo contrattuale o regolamentare, non da un atto unilaterale.

Il regolamento deve indicare:

  • le categorie destinatarie,
  • le tipologie di benefit,
  • i limiti e le modalità di utilizzo.

Solo così l’Agenzia delle Entrate riconosce la deducibilità piena del costo (artt. 95 e 100 TUIR, Circ. 28/E/2016).

In sintesi, più la S.r.l. ha personale e regole chiare per l’accesso al welfare, più è facile proteggere lo strumento in caso di controllo.

Messaggio finale

Il welfare aziendale non è solo un vantaggio per i dipendenti o amministratori della S.r.l.:
è una strategia di efficienza fiscale per l’imprenditore che vuole premiare il personale — e sé stesso, se amministratore — senza aumentare il costo del lavoro della S.r.l. .

 

Erogazioni liberali di modico valore nella S.r.l.

Come premiare collaboratori e amministratori della S.r.l. nel 2025 senza imposte e contributi

L’erogazione liberale di modico valore è un vantaggio non monetario che la S.r.l. concede a dipendenti, collaboratori o amministratori in aggiunta alla retribuzione, ma senza generare tassazione se rientra nei limiti fissati dal TUIR.

Quando la S.r.l. regala beni o servizi gratuitamente, il valore ricevuto rappresenta un reddito figurativo soggetto a imposte e contributi — salvo che resti entro i limiti di esenzione.
Lo stesso vale quando l’amministratore della S.r.l. utilizza beni aziendali per fini personali (ad esempio l’auto aziendale usata anche per viaggi privati).

Il punto chiave è che entro certi limiti il beneficio non è tassato: l’amministratore può ricevere beni o servizi dalla S.r.l. senza pagare imposte né contributi.
Il limite ordinario è di 258,23 €, salvo gli aumenti previsti in via temporanea.

È uno degli strumenti più efficaci per ridurre il cuneo fiscale, trasformando un costo deducibile per la S.r.l. in un beneficio netto per il percettore.
In pratica, la società spende 1.000 € e il collaboratore riceve 1.000 €, senza IRPEF, INPS o trattenute.

Riferimenti normativi e novità 2025

Art. 51, comma 3 TUIR, come modificato dalla Legge di Bilancio 2025:

“Non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore se complessivamente non superiori a 1.000 € nel periodo d’imposta; tale limite è elevato a 2.000 € per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.”

Nel limite rientrano anche:

  • rimborsi di utenze domestiche (acqua, luce, gas);
  • buoni spesa, carburante, gift card e voucher elettronici;
  • beni o servizi concessi gratuitamente per il benessere individuale.

Superata la soglia (1.000 o 2.000 €), l’intero importo diventa imponibile.

In concreto, nel 2025 l’amministratore può ricevere beni o servizi fino a 1.000 o 2.000 € totalmente esenti.
Dal 2026 il limite tornerà, salvo proroghe, a 258,23 €.

Sono incluse anche spese comuni come:

  • rimborsi delle utenze,
  • rimborsi dell’affitto dell’abitazione principale,
  • rimborsi degli interessi sul mutuo prima casa.

In sintesi, per l’anno 2025 la S.r.l. può acquistare beni e servizi per l’amministratore della società non per un valore di € 258,23, ma per un valore di € 1.000 / € 2.000 se ha figli a carico.

Obiettivo per l’imprenditore

L’erogazione liberale non è un “regalo”, ma uno strumento di ottimizzazione fiscale.
Rispetto a un aumento retributivo tradizionale, che può arrivare a costare oltre il 70% in oneri, con l’erogazione liberale:

  • non subisce IRPEF né INPS;
  • è totalmente deducibile per la S.r.l.;
  • non incide su TFR o istituti contrattuali;
  • non aumenta il costo del lavoro.

Esempio: per riconoscere 1.000 € netti in busta paga, la S.r.l. deve spendere circa 1.700 €.
Con un fringe benefit, ottieni lo stesso risultato con 1.000 € tondi.

Amministratori e collaboratori continuativi

Gli amministratori possono usufruire delle erogazioni liberali di modico valore solo se percepiscono compensi tramite cedolino busta paga, cioè redditi assimilati a lavoro dipendente.

In questo caso:

  • valgono le stesse soglie di esenzione (1.000 o 2.000 €);
  • la società deduce integralmente il costo;
  • l’amministratore non paga IRPEF né INPS.

Sono invece esclusi gli amministratori che fatturano il compenso con partita IVA (perché si tratta di reddito professionale).
Questo accade quando la S.r.l. esercita la stessa attività della professione del socio-amministratore: in tali casi l’esenzione non si applica.

Esempi pratici di erogazione liberale di modico valore

  1. Voucher personale
    Gift card Amazon o Uni€ da 1.000 €: esente e deducibile.
  2. Rimborso utenze domestiche
    Rimborso bollette luce e gas fino a 800 €: esente.
  3. Benefit misto
    Buono carburante 500 € + cesto natalizio 300 € + utenze 200 € = totale 1.000 €, tutto esente.
  4. Amministratore a parcella
    Buono Amazon da 500 €: tassato come compenso professionale, senza esenzione.

Requisiti per mantenere l’esenzione

  1. Assenza di obbligo contrattuale
    Deve derivare da una scelta volontaria dell’azienda, non da un obbligo previsto da accordi.
  2. Tracciabilità e documentazione
    Occorre documentare con fatture o ricevute intestate alla S.r.l. e indicare il valore del bene o servizio.
  3. Soglia unica per persona
    Tutti i benefit ricevuti nello stesso anno si sommano: il totale non deve superare il limite previsto.

Sintesi

Nel 2025, l’erogazione liberale di modico valore fino a 1.000 € (o 2.000 € con figli a carico) rappresentano una leva immediata di efficacia fiscale per la S.r.l.:

  • costo interamente deducibile per la S.r.l.,
  • beneficio netto per dipendenti e amministratori della S.r.l.,
  • zero imposte, zero contributi, zero burocrazia.

Con una pianificazione consapevole, la S.r.l. può premiare collaboratori e amministratori con strumenti fiscalmente efficienti, migliorando il clima aziendale e abbattendo il costo del lavoro.

 

Conclusioni

 

Fringe benefit, welfare aziendale e liberalità non sono semplici strumenti di incentivazione.

Se gestiti con metodo e regole precise, diventano leve fiscali altamente efficaci, sia per motivare il team, sia per risparmiare in modo legale e strutturato.

Attenzione però: ogni misura deve essere documentata, coerente, formalizzata e verificabile, altrimenti si rischia la riqualificazione come compenso ordinario.

 

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Ma non sarebbe sufficiente.

Andrebbe anche verificato di: produrre utili in abbondanza, disporre della liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società, al fine di poter ridurre le imposte della S.r.l.

Attenzione però: una gestione inappropriata della S.r.l. potrebbe comportare il rischio di pagare, tra imposte e contributi, una percentuale paragonabile a quella di una ditta individuale.

Tuttavia, solo con la S.r.l. potrebbe essere possibile ridurre il carico fiscale complessivo.

Al contrario, con una gestione fiscale efficace, le imposte potrebbero essere ridotte.

Esistono diversi strumenti di pianificazione fiscale che potrebbero essere utilizzati nella tua S.r.l. per contenere imposte e contributi.

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