Ti do il benvenuto in questo nuovo articolo di Efficacia Fiscale per rispondere ad una domanda posta frequentemente da chi ha una S.r.l. ma è attratto dai vantaggi del regime forfettario: è possibile far aprire la partita Iva ad un parente (moglie, figlio, ecc…) che, poi, fatturerà alla società?

La risposta è “NI” e nel proseguo dell’articolo ti spiegherò il perché e quando lo puoi trasformare in un SI.

Prima voglio presentarmi e farti partecipe degli obiettivi che mi pongo con i miei articoli settimanali e il metodo di lavoro che ho scelto per essere un commercialista che lavora CON gli imprenditori che hanno una S.r.l.

Mi chiamo Simone, sono un commercialista specializzato in S.r.l., ho uno Studio Commerciale a Rimini ma il fiore all’occhiello che mi riempie di orgoglio è che il mio Studio è on line, in cui “ricevo” i clienti che amano l’on line ed in cui i collaboratori lavorano tutti on line.

Formula, quella di lavorare on line sperimentata da qualche anno, ben prima dell’emergenza COVID19, con grande soddisfazione.

Agli inizi, come tutti, ho avuto clienti di ogni genere: minimi, semplificati, ordinari, ditte individuali e società, sia di persone che di capitali.

Questa esperienza è stata utilissima perché mi ha portato alla conclusione che bisogna saper scegliere.

Un commercialista non può sapere tutto di tutto (se affermassi il contrario dovrei affermare che io sono esperto in qualsiasi attività di un commercialista in qualsiasi suo ambito di lavoro. Probabilmente mentirei a me stesso ed anche a tutti gli altri commercialisti).

Soprattutto nel momento in cui la normativa è ricchissima ed il sottobosco di circolari, risposte ad interpelli, sentenze di ogni grado è sconfinato.

Quindi ho deciso di focalizzarmi sulla forma societaria che reputo migliore: la S.r.l. .

Specializzarsi non significa solo il sapere che esiste una norma e saperne riprodurre perfettamente il contenuto. Significa, soprattutto, interpretarla alla luce della situazione in cui si trova il cliente.

Quindi quando tu, imprenditore, mi chiami e mi dici “Simone, ho una S.r.l. e mi serve una consulenza” non avrai la soluzione fornita dalla legge ma la soluzione fornita dalla legge (e dall’ampio sottobosco) interpretata in modo che sia perfettamente conforme al TUO caso specifico.

Ed è ciò che, come leggerai, ho fatto con Giulio e Massimiliano. Entrambi imprenditori con una S.r.l., per cui ho studiato una soluzione ad hoc partendo dalla legge e applicandola al loro caso.

Questo vale anche per i “bonus fiscali”, ossia gli strumenti di efficacia fiscale previsti dalla legge.

L’obiettivo delle mie consulenze è individuare, insieme a te, quali sono quelli adatti al TUO caso e alla tua S.r.l. . Ma soprattutto, QUANDO e in QUALE MISURA attivarli.

E qui mi soffermo sui due pilastri su cui si fonda il mio Studio: la Contabilità Controllata mensile e l’Efficacia Fiscale.

Solo controllando mensilmente la contabilità della S.r.l. potrai avere la certezza di avere di fronte un bilancio i cui dati sono aggiornati e reali e, a quel punto, stabilire se, quando e in quale misura, attivare i bonus che ti permetteranno di risparmiare su imposte e contributi in modo totalmente legale, permettendoti di dormire sonni tranquilli.

Senza dover ricorrere a manovre azzardate, in zona Cesarini, facilmente smontabili in caso di accertamento da parte del Fisco o dell’Inps.

In questo modo potrai migliorare l’attività della S.r.l., eliminando i rami improduttivi, che la corretta lettura del tuo bilancio rivela essere rami secchi, e innaffiando quelli verdi e vigorosi.

Solo controllando mensilmente i numeri del bilancio grazie alla Contabilità Controllata e applicando in modo corretto gli strumenti di Efficacia Fiscale potrai fare i budget (ho 100 ma 20 li dovrò dare allo Stato, me ne restano 80) in modo da non avere né brutte sorprese il giorno prima della scadenza né incertezza su quanto hai veramente a disposizione per investire nella tua S.r.l. .

Per questo ho scritto che lavoro CON gli imprenditori che hanno una S.r.l. .

Il mio obiettivo è saperti soddisfatto ed aiutarti ad avere più soldi. Con i quali sarai contento anche di pagare le mie parcelle, perché riconoscerai valore ed importanza al mio lavoro e non mi vedrai come un messo inviato dallo Stato per rubarti i soldi sudati con gran fatica il giorno prima della scadenza.

Essere un commercialista specializzato nelle S.r.l. non significa ignorare e sbattersene di cosa succede nelle altre realtà.

Ovviamente conosco anche gli altri regimi (semplificato, forfettario) e le altre realtà (ditte individuali, società di persone, ecc…).

Questa conoscenza, unita alle esperienze dirette con i miei clienti imprenditori con una S.r.l., mi ha consentito di scrivere questo articolo, che ho volutamente impostato su due casi pratici, in cui gli imprenditori con una S.r.l. vogliono utilizzare il regime della partita Iva forfettaria.

Questo perché, a parità di norma, la soluzione per l’imprenditore può essere diversa, da caso a caso, e va studiata (cosa che per i miei clienti che utilizzano già il servizio della Contabilità Controllata con la propria S.r.l. è completamente gratuito).

A seguire riporto i casi di Giulio e Massimiliano, entrambi imprenditori di S.r.l. portatori di domande in merito al regime forfettario, ma prima faccio un breve accenno all’obiettivo dei miei articoli e, per chi è mio cliente, della mia consulenza mensile e personalizzata.

Grazie alla consulenza di Efficacia Fiscale specifica per il tuo caso specifico, puoi permetterti di tagliare i tributi ed avere una S.r.l. che ti genera ogni mese più utili rispetto a quello che spendi, cosa che deve essere l’obiettivo di ogni imprenditore, ossia AVERE PIU’ SOLDI!.

Beh…detta così è arida, lo so, ma c’è tutto un mondo dietro a questa frase.

Avendo più soldi (che avrai, sia migliorando l’attività alla luce degli input del bilancio della tua S.r.l. corretto ed aggiornato, sia risparmiando su imposte e contributi) potrai avvalerti di collaboratori cui delegare parte della tua attività in modo da…

1)  avere più tempo per te stesso, per tua moglie o la tua compagna, per i tuoi figli, per i tuoi genitori e, in generale, per le persone cui vuoi bene o che ami frequentare e quindi avere persone felici accanto a te. Felici perché puoi fare un regalo inaspettato, piccolo o grande che sia, perché hai potuto garantire il miglior corso di studi e le migliori cure mediche, oltre al tempo necessario per poter vivere insieme questi momenti felici;

2)  avere più tempo per studiare il mercato e individuare nuovi settori in cui investire con la tua S.r.l., aumentando sempre di più gli utili;

3)  avere stima per te stesso e la stima degli altri, oltre che ad una sana invidia per gli obiettivi che hai raggiunto;

4)  avere nottate tranquille, con sogni dorati e non rovinate dall’incubo di non sapere quanti tributi dovrai pagare e se avrai i soldi per pagarli. Avere, quindi, un ottimo risveglio e la serenità necessaria per impostare al meglio il rapporto con la tua famiglia ed i tuoi collaboratori.

E molto altro.

Come vedi “avere più soldi” non significa solo lavorare stando seduto su un sacco di $$$$ con il fucile in mano per difenderlo, alla Paperon de Paperoni, ma molto di più.

Sei pronto ad avere tutto questo grazie anche a Giulio e Massimiliano che mi hanno ispirato questo articolo sulla possibilità di operare in regime forfettario tutte le volte che sei un imprenditore che ha una S.r.l.?

Bando alle ciance and let’s go…

 

 Cos’è il regime fiscale di vantaggio riservato alla partita Iva forfettaria?

Ogni partita Iva individuale ha l’opportunità di accedere al regime fiscale di vantaggio denominato “regime forfettario” (che è una cosa diversa rispetto ai rimborsi forfettari che hanno le S.r.l.).

La partita Iva aperta con il regime del forfettario, detto in poche parole, consiste in una partita Iva individuale in cui si pagano meno imposte e meno contributi rispetto ad una partita Iva individuale “ordinaria” (lo stesso vale per un socio lavoratore della S.r.l. se non applica gli strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l.).

Questo si traduce nel fatto che, se un imprenditore con una S.r.l. potesse utilizzare anche il regime fiscale della partita Iva come forfettario, avrebbe un enorme vantaggio fiscale perché:

1)  La ditta individuale ordinaria paga le aliquote fiscali Irpef dal 23% fino al 43% più i contributi Inps del 24% circa con un minimo annuale fisso di euro 3.850 (mentre se avessi una partita Iva come professionista non hai vantaggi contributivi con il regime fiscale del forfettario, in quanto pagheresti sempre i contributi della gestione separata dal 24% al 34,23%);

2)  Un socio lavoratore della S.r.l. che si distribuisce l’utile della società SENZA utilizzare alcuno strumento di risparmio fiscale previsti dalla legge per le S.r.l., paga una imposta sugli utili complessiva fissa del 42,72% più gli stessi contributi Inps della ditta individuale;

3)  Mentre la ditta individuale con il regime forfettario paga il 5% sull’utile per i primi 3 anni, e poi il 15%, mentre l’Inps è ridotta del 35%.

Anche solo dando uno sguardo alle varie aliquote puoi notare che il regime del forfettario ti dà un vantaggio fiscale perché paghi tributi ridotti rispetto alla partita Iva “ordinaria” oppure al socio lavoratore della S.r.l. (se il socio NON applicasse nessun strumento di risparmio fiscale previsto dalla legge per le S.r.l.).

Ma devi stare attento perché lo Stato non vuole che l’imprenditore utilizzi il regime fiscale del forfettario solo come strumento prelevare i soldi dalla S.r.l., anche in modo indiretto, per pagare meno tributi.

A dirti il vero, sia il regime del forfettario sia la S.r.l. hanno vantaggi fiscali perché, per esempio, il regime del forfettario non può scaricarsi l’Iva a credito sugli acquisti, mentre la S.r.l. si.

Infatti il primo anno, in cui era comparso il regime del forfettario, un imprenditore poteva sia avere la partita Iva come forfettario sia avere la S.r.l. .

Siccome questo portava all’imprenditore un doppio vantaggio, ossia di utilizzare il regime fiscale della partita iva forfettaria per tagliare le imposte ed i contributi e di utilizzare la S.r.l. per scaricarsi l’Iva a credito sugli acquisti, lo stato è intervenuto mettendo delle esclusioni all’utilizzo del regime fiscale agevolato della partita Iva nel caso in cui l’imprenditore avesse anche una quota di S.r.l. .

Per evitare che gli imprenditori possano utilizzare in modo distorto il regime del forfettario per tagliare le imposte e conservare altri benefici fiscali riservate alla S.r.l., la legge prevedere dei casi di esenzione in cui è vietato utilizzare il regime del forfettario (di cui una ti riguarda).

 

Quali sono le clausole di esclusioni del regime fiscale di vantaggio del forfettario?

Siccome lo Stato pretende che il regime di vantaggio della partita Iva come forfettario sia utilizzato solo in determinati casi e sotto determinate condizioni, prevede, appunto, delle esclusioni e delle limitazioni.

Qui non vedrai le limitazioni, ma sole le esclusioni perché sono gli elementi più importanti che dovrai superare se vuoi avere il vantaggio fiscale di questo regime e anche delle S.r.l. insieme.

In particolare, l’esclusione dal regime fiscale di vantaggio del forfettario è prevista per i soggetti che si trovino nelle situazioni di seguito indicate:

  • Utilizzo di regimi speciali Iva e di determinazione forfetaria del reddito;
  • Assenza di residenza in Italia. Oppure residenza in altro Stato UE/SEE ma se meno del 75% del reddito complessivo è prodotto in Italia;
  • Compimento, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • Partecipazione contemporanea in società di persone, associazioni professionali o S.r.l. che esercitano la stessa attività economica della partita Iva con il regime forfettario (ecco, ed è proprio questo il punto cardine di problema);
  • Lo svolgimento di attività lavorativa prevalentemente nei confronti del datore di lavoro con cui è in corso un’attività lavorativa, o con cui sono intercorsi rapporti di lavoro negli ultimi due anni;
  • Hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti e collaboratori superiori, nel loro complesso, a 20.000 euro lordi;
  • Hanno percepito redditi di lavoro dipendente e a questo assimilati superiori a 30.000 euro. Ove tale limite sia stato superato, si potrà comunque permanere nel regime se, nell’anno precedente, il rapporto lavorativo è cessato e non risultano instaurati nuovi rapporti, oppure percepiti redditi di pensione.

Per poter avere efficacia fiscale, ossia tagliare le imposte ed i contributi utilizzando le disposizioni di legge riservate alle S.r.l., bisogna prima conoscere la legge e poi adattarla ai singoli casi specifici degli imprenditori.

Siccome ho già avuto vari casi, in cui degli imprenditori mi hanno chiesto se potevano aprire una partita Iva forfettario in un ambito in cui dei loro familiari avevano già una S.r.l., ho ritenuto opportuno portarti i loro esempi.

Questo in quanto capitavano situazioni in cui qualcuno NON ne aveva diritto ma, per errore, lo stava utilizzando, cosa che gli sarebbe costato sanzioni e interessi da pagare in caso di controlli fiscali.

Mentre, dall’altra parte, sono capitati situazioni in cui l’imprenditore ne aveva diritto ma non lo utilizzava perché aveva paura di commettere una infrazione e, quindi, perdendo opportunità di tagliare le imposte ed i contributi utilizzando la legge.

 

Qual è il problema di questi 2 imprenditori?

Per comprendere al meglio i meccanismi fiscali, e come applicarli al meglio nella tua realtà imprenditoriale, bisogna adattarli al tuo caso specifico.

Ovviamente non posso entrare nella tua specifica posizione in quanto questo è un articolo scritto, ma posso condividerti 2 possibili esempi di 2 miei imprenditori che mi hanno fatto delle domande nelle scorse settimane.

Il problema che hanno i 2 imprenditori risiede nel fatto che, direttamente o indirettamente, chi sta utilizzando la partita Iva con il regime del forfettario controlla delle quote della S.r.l. perché queste sono intestate ai familiari.

Qual è la domanda di Giulio?

Giulio è un imprenditore socio amministratore unico della sua S.r.l. che si occupa di creare corsi di formazione in ambito trading on line.

Sua moglie ha esperienza in ambito amministrativo contabile e, quindi, Giulio mi ha chiesto se sua moglie può aprire una partita Iva con il regime del forfettario per svolgere attività di segreteria/contabilità e fatturare alla sua S.r.l. .

Apparentemente sembra che la moglie non possa utilizzare il regime fiscale di vantaggio del forfettario perché suo marito è controllore della S.r.l. .

Se vuoi scoprire se la moglie di Giulio ha diritto o meno ad aprire una partita Iva con il regime di risparmio fiscale del forfettario basta proseguire con la lettura di questa circolare.

Qual è la domanda di Massimiliano?

Oltre a Giulio, anche Massimiliano aveva una domanda inerente al regime del forfettario.

Lui vorrebbe aprire una ditta individuale con il regime del forfettario nel settore della riparazione delle auto e, nel contempo, i suoi genitori hanno già una S.r.l. che lavora in questo identico ambito, perché svolgono un’attività storica sempre nello stesso settore.

Lui non lavora direttamente nella S.r.l., però ha bisogno di “staccarsi” dall’azienda storica di suo padre per avviare una stessa attività in proprio utilizzando una partita Iva individuale forfettaria.

In questo caso lui si deve separare da suo padre, ma svolge la stessa attività della S.r.l., Massimiliano può esercitare l’attività con il regime del forfettario?

Se vuoi scoprire se Massimiliano ha diritto di aprire la partita Iva come forfettario per separarsi dalla S.r.l. del padre e svolgere la stessa attività, allora prosegui con la lettura della circolare.

Se leggiamo le cause di esclusione viste prima, questi 2 imprenditori non potrebbero utilizzare il regime del forfettario in quanto c’è una situazione di controllo della S.r.l. da parte di un familiare.

Ma, per buona fortuna, per comprendere se i due imprenditori hanno diritto o meno ad utilizzare il regime del forfettario, sia Giulio che Massimiliano, ci viene in aiuto una circolare dell’Agenzia delle Entrate n.9 del 10 aprile 2019 in cui condivide importanti informazioni per almeno uno dei 2 imprenditori.

Cosa che ti mostrerò nel proseguimento di questa circolare.

 

Cosa dice la circolare dell’Agenzia delle Entrate n.9 del 10 aprile 2019?

Un principio generale è che, l’Agenzia delle Entrate, non vuole che l’imprenditore apra una partita Iva con il regime del forfettario solo come motivo per prelevare soldi dalla S.r.l. pagando con meno tributi.

Ma, è anche vero che, l’Agenzia delle Entrate, permette agli imprenditori di aprire una partita Iva con il regime del forfettario anche a chi controlla la S.r.l., ma solo a determinate e specifiche condizioni.

Per poterti rispondere e, quindi, trovare la soluzione giusta per avere una S.r.l. compatibile con il regime di vantaggio del forfettario, la circolare dell’Agenzia delle entrate n.9 del 10 aprile 2019, ti fornisce informazioni fondamentali per comprendere in quali casi puoi avere il regime del forfettario anche se i tuoi familiari controllano una S.r.l. .

Per fare questo, per dimostrarti la fonte principale a tuo supporto che ti dà ragione, inserisco qui i pezzi principali della circolare dell’Agenzia delle Entrate e, poi, te li commento per semplificarti il concetto.

Ti ho condiviso solamente i punti che sono più interessanti, che sono il riassunto di tutto quello che devi sapere per essere sicuro di poter utilizzare il regime di vantaggio della partita iva forfettaria compatibilmente con la S.r.l. anche nel caso in cui hai familiari che hanno il controllo di una società.

Pezzo 1: “In particolare, la lettera d) del comma 57 prevede che non possono avvalersi del regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del TUIR, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.”

Questo pezzo significa che l’imprenditore che ha una partita Iva individuale NON può utilizzare il regime di vantaggio fiscale del forfettario nel momento in cui questo controlla, anche indirettamente, una S.r.l. che svolge la stessa tipologia dell’attività.

Ossia se l’attività della partita Iva come forfettario è riconducibile a quella della S.r.l. .

Pezzo 2: “Pertanto, affinché operi tale causa ostativa è necessaria la compresenza:

1) del controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata o di associazioni in partecipazione e

2) dell’esercizio da parte delle stesse di attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

In assenza di una delle predette condizioni, la causa ostativa non opera e il contribuente può applicare o permanere nel regime forfetario.”

In questo pezzo è indicato che, l’imprenditore, per avere l’esclusione dall’utilizzare il regime della partita iva forfettaria, deve avere 2 requisiti, uno è quello di controllare (anche indirettamente) la S.r.l. e, il secondo, è quello di svolgere un’attività riconducibile alla S.r.l. .

Pezzo 3: “Il controllo indiretto è specificato al secondo comma dell’articolo 2359 del codice civile, secondo cui: “Ai fini dell’applicazione dei numeri 1) e 2) del primo comma si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta; non si computano i voti spettanti per conto di terzi”.

Nell’ambito delle persone interposte andranno ricompresi i familiari di cui all’articolo 5, comma 5, del TUIR, secondo cui: “Si intendono per familiari, ai fini delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado”.”

Questo pezzo significa che all’imprenditore che vuole aprire una partita Iva come forfettario gli viene considerato come se questo avesse il controllo della S.r.l. per il semplice fatto che sia un familiare ad avere le quote della S.r.l. anche se lui non possiede direttamente nessuna partecipazione in nessuna società.

Pezzo 4: “Pertanto, ad esempio, la causa ostativa opererà nel caso in cui la moglie del contribuente che applica il regime forfetario detiene una partecipazione pari al 50 per cento in una società a responsabilità limitata (che esercita attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dal predetto contribuente), perché risulta integrato il combinato disposto di cui al primo comma, numero 2), e secondo comma dell’articolo 2359 del codice civile.”

In questo pezzo è indicato il fatto che, siccome il marito ha la moglie che detiene anche il 50% della quota S.r.l., questo NON può aprire una partita Iva forfettaria per svolgere un’attività che rientra tra quelle svolte dalla società.

Pezzo 5: La lettera d) in esame richiede, inoltre, per l’attivazione della causa ostativa, che la società a responsabilità limitata o l’associazione in partecipazione esercitino attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti e professioni.

Considerata la ratio legis sottesa alla predetta causa ostativa, occorre avere in ogni caso riguardo alle attività effettivamente svolte in concreto dal contribuente e dalla società a responsabilità limitata controllata, indipendentemente dai codici ATECO 2007 dichiarati, per valutarne la correlazione.”

Questo pezzo significa che se la partita Iva come forfettario e la S.r.l. svolgono la stessa attività, NON bisogna verificare solo se il codice Ateco dell’Agenzia delle Entrate è uguale, ma bisogna verificare cosa fanno effettivamente nel concreto come attività economica reale.

Codice Ateco: ogniqualvolta devi iniziare un’attività economica, con ditta individuale o anche S.r.l., devi indicare quale attività andrai a svolgere. Cosa che fai indicando dei codici nel momento in cui apri la partita Iva. Ecco, quei codici sono i codici Ateco.

Pezzo 6 (questo punto è molto importante che tu lo conosca): “Non saranno, inoltre, ritenute “attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili” tutte le attività esercitate dalla società a responsabilità limitata avvalendosi anche di acquisti di beni o servizi dalla persona fisica in regime forfetario, ma che siano classificabili in una sezione ATECO differente da quella in cui sono classificabili le attività esercitate dalla persona fisica in regime forfetario.

Assumeranno esclusiva rilevanza non le sezioni ATECO e i conseguenti codici ATECO formalmente dichiarati dal contribuente e dalla S.r.l. controllata, ma quelli attribuibili in base alle attività effettivamente esercitate.”

Questo pezzo afferma che, per considerare se le attività sono diverse, bisogna considerare le attività vere svolte dalla S.r.l. e quelle svolte dalla partita Iva con il regime del forfettario. Quindi, non puoi fare il furbetto e indicare due codici Ateco diversi e, poi, svolgere delle altre attività.

Pezzo 7: Pertanto, ad esempio, la causa ostativa in esame non opererà qualora una persona fisica che applica il regime forfetario e svolge effettivamente un’attività ricadente nella sezione M (attività professionali, scientifiche e tecniche) effettui cessioni di beni o prestazioni di servizi a una società a responsabilità limitata dalla stessa controllata che svolge effettivamente un’attività ricadente nella sezione J (servizi di informazione e comunicazione).”

Questo pezzo direi che è tra i più importanti, in quanto sottolinea che chi ha una partita Iva individuale con il regime del forfettario può benissimo fatturare alla propria S.r.l. che controlla ma a condizioni che le attività svolte, tra quella della partita Iva individuale e quella della S.r.l., siano così diverse in modo da ricadere in due sezioni diverse dell’elenco delle attività dei codici Ateco.

 

Soluzione per Giulio

La norma originaria non vuole che l’imprenditore principale (o di fatto) possa intestare le quote della S.r.l. alla moglie per poi essere lui che in realtà gestisce la S.r.l., in modo da simulare una distribuzione di utili pagando meno tributi utilizzando il bonus fiscale del regime del forfettario.

Ma in questo caso la moglie svolge veramente attività di segreteria amministrativa nella S.r.l., mentre la S.r.l. svolge un’attività di formazione nel ramo trading online, inoltre lei NON fa l’amministratore di fatto, quindi, non svolge nella realtà la stessa attività della S.r.l. .

Dunque la moglie potrebbe utilizzare il bonus fiscale del regime del forfettario.

Siccome l’attività della moglie con la partita iva forfettaria è diversa dall’attività della S.r.l. controllata dal marito, e l’imprenditore di fatto reale è il marito, allora la norma consentirebbe alla moglie di utilizzare il bonus fiscale del regime del forfettario per fatturare i lavori di segreteria alla società.

Inoltre, l’apertura della partita Iva la può fare come forfettaria tranquillamente in quanto non è mai stata nemmeno dipendente della S.r.l. del marito, quindi, non ha il problema di dover stare attenta a fatturare ad un ex datore di lavoro.

Ma questa è una situazione diversa perché il socio unico della S.r.l. lavora veramente per se stesso mentre, sua moglie svolge realmente un’attività di contabilità/segreteria che nulla ha a che fare con l’attività della S.r.l. e, soprattutto, lei non si inserisce nell’attività operativa del marito, rimanendo confinata nel suo lavoro indicato nei codici attività Ateco della partita Iva.

 

Soluzione per Massimiliano

Il caso di Massimiliano, invece, è simile ma completamente diverso rispetto al caso precedente.

Infatti, lui vuole staccarsi dall’attività dei propri genitori, che hanno una S.r.l., e, quindi, vorrebbe aprire una partita Iva individuale utilizzando il regime fiscale di vantaggio della S.r.l. .

Ma, siccome lui si ritroverebbe con una partita Iva con il regime del forfettario e svolgere, nella realtà, un’attività simile a quella della S.r.l. controllata dai propri genitori (indipendentemente dai codici Ateco indicati sulla partita Iva forfettaria e della S.r.l.), operando per giunta nella stessa zona, allora c’è possibilità che l’Agenzia delle Entrate NON gli riconosca questa agevolazione in caso di controllo. Questo in quanto svolge un’attività uguale alla S.r.l. dei propri genitori e che questi sono, appunto, suoi familiari.

In sintesi c’è il rischio che l’Agenzia delle Entrate consideri l’attività di Massimiliano con la partita Iva forfettaria rientrante nell’attività svolta dalla S.r.l. dei suoi genitori, in quanto si presumerebbe che lui abbia aperto la sua posizione per lavorare di fatto nell’attività della società ma pagando meno imposte per merito del bonus fiscale della partita Iva forfettaria.

Cosa che gli farebbe pagare sanzioni e interessi salati.

 

A cosa devi stare attento per evitare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Per essere certo che tu possa applicare al meglio i vantaggi fiscali del regime della partita Iva forfettaria anche nel momento in cui sembra che tu non possa, ti riporto una serie di miei appunti personali che ho preso e che mostro ai clienti durante le mie consulenze:

a)  Nel caso in cui la partita Iva forfettaria dovesse vendere beni o servizi alla S.r.l. consiglio sempre di documentare tutto con un contratto scritto e attribuirgli la data certa scambiandosi il documento tramite email pec;

b)  La cessione di beni o la prestazione del servizio da parte del titolare della partita Iva forfettaria deve essere REALE, deve essere effettivamente svolta, ed il valore di cessione, ossia la fattura della partita Iva del forfettario, deve avere un VALORE DI MERCATO. Evitando in questo modo l’accusa di falsa fatturazione per operazioni inesistenti oppure la sovrafatturazione;

c)  Le attività dell’imprenditore che ha la partita Iva con il regime fiscale del forfettario devono essere diverse rispetto a quelle della S.r.l. . Sia per quello che riguarda il codice Ateco della partita Iva tale per cui rientrano in attività diverse, ma anche che le attività in concreto svolte devono essere diverse. Inoltre l’imprenditore con la partita Iva da forfettario non deve essere l’amministratore di fatto della S.r.l.;

d)  Come ulteriore elemento di difesa potresti anche considerare che il familiare forfettario, che fattura alla S.r.l., possa fatturare anche ad altre società, in modo che la S.r.l. del marito non sia l’unica società a cui sta fatturando;

Questi spunti non ti rendono libero in assoluto da eventuali controlli ma, di sicuro, ti permettono di presenti all’incontro con l’Agenzia delle Entrate al meglio.

 

Conclusione

Grazie a questa circolare hai tutte le informazioni che ti servono per poter utilizzare il regime fiscale di vantaggio della partita Iva individuale forfettaria anche se un tuo familiare ha intestate le quote di una S.r.l. .

In questo modo puoi utilizzare sia i benefici fiscali della S.r.l. sia i benefici fiscali della partita Iva con il regime del forfettario.

Lo stesso vale nel caso opposto, ossia hai tutte le informazioni che ti servono per capire quando puoi far aprire una partita Iva come forfettario ad un tuo familiare e pagarlo regolarmente utilizzando la tua S.r.l., senza aver paura di commettere infrazioni che ti possano costare sanzioni e interessi salati.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

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Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

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2 thoughts on “Il socio amministratore unico della S.r.l. può far aprire la partita Iva forfettaria alla moglie e fatturare alla stessa società?”

  1. Salve potrei ricevere un recapito telefonico, un indirizzo email un sito internet per poter interagire con il vostro studio anche per capire e valutare se potrei far gestire la contabilità della mia società al vostro studio.
    In attesa di riscontri cordiali saluti

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