Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un imprenditore che ha una S.r.l. o vuole aprire una nuova S.r.l., e sta valutando di avere un socio NON lavoratore nella compagine sociale.

Ti dico questo perché se tu fossi in questo ultimo caso potresti avere uno strumento in più per diminuire il carico tributario, in quanto il socio lavoratore paga più tributi rispetto al socio NON lavoratore.

Detto al contrario, quello che ti devi portare dietro di interessante in questa circolare è che il socio che NON lavora nella S.r.l., ossia un socio finanziatore, paga meno tributi perché paga meno contributi Inps.

In sintesi si potrebbe dire che una S.r.l. con 2 soci, di cui uno solo come socio finanziatore, fa pagare meno tributi rispetto ad una S.r.l. a socio lavoratore unico.

Ma non preoccuparti se ti sembra tutto un po’ fumoso, perchè di seguito ti mostro, numeri alla mano, come utilizzare il socio non lavoratore ti consente di ridurre il carico tributario rispetto alla S.r.l. con socio unico.

Infatti non mi piace solo parlare degli strumenti di risparmio fiscale riservati alle S.r.l. e previsti dalla legge, ma voglio anche mostrarti perché ti consentono di ridurre le imposte ed i contributi, in quale contesto li puoi utilizzare e quali sono le cose a cui devi stare attento se vuoi applicarli al meglio.

Per questo motivo ti mostro due esempi utilizzando la stessa identica azienda con lo stesso utile, per mostrarti la differenza del carico tributario tra una S.r.l. a socio unico e una S.r.l. con 2 soci in cui soltanto un socio risulta lavoratore.

Il tutto utilizzando la stessa identica società con gli stessi utili. In questo modo tu sei certo di comprendere il vantaggio fiscale del socio non lavoratore.

Ma non pensare che sia tutto rosa e fiori o che sia sempre facile, perché devi trovare te il modo di adattare questo strumento nella tua azienda nel modo migliore.

Voglio essere chiaro fin da subito, non voglio essere come quelli che ti fanno vedere solo la parte più bella della medaglia.

Bisogna anche conoscere la parte negativa di una cosa, e non per pensare male di questo strumento, ma per cercare di comprendere in quali casi puoi utilizzare questo strumento correttamente secondo la legge cercando di eliminare il problema per avere il maggior vantaggio fiscale possibile.

In un certo senso non puoi avere un vantaggio fiscale “ gratis”, infatti prima di proseguire devi essere ben consapevole che il possibile svantaggio di dare una parte della S.r.l. al socio finanziatore è che, superiore a certe percentuali, perdi il controllo della società.

Nulla di mortale, ma che è da verificare, facendo gli opportuni calcoli, prima di utilizzare questo strumento.

Infatti è possibile utilizzarlo, ma prima è sempre meglio verificare in quale quantità ne puoi utilizzare.

In tutti i casi, non preoccuparti che, male che vada c’è un metodo che ti permette di beneficiare fiscalmente di questo strumento e conservare ugualmente il controllo. Ma di questo te ne parlerò di seguito in questa nuova circolare.

Questo non lo dico a cavolo, ma semplicemente per condividere che il risparmio fiscale è una cosa che devi programmare in anticipo e solo se acquisisci la giusta consapevolezza nell’utilizzare al meglio questo strumento adattandolo nella tua S.r.l..

Solo se applichi nel modo corretto i principi di efficacia fiscale puoi veramente risparmiare le imposte ed i contributi.

Se applichi gli strumenti di risparmio fiscale nel modo sbagliato o pensi di risparmiare inserendo fatture false ti sbagli di grosso.

Nel breve periodo puoi anche pagare meno imposte e meno contributi, ma poi in caso di controlli ti faranno ripagare tutto quello che hai evitato di pagare in precedenza, con l’aggiunta di sanzioni e interessi.

Solo applicando gli strumenti di efficacia fiscale nel rispetto della legge puoi veramente risparmiare le imposte ed i contributi.

E applicare gli strumenti di risparmio fiscale nella tua S.r.l. è una cosa che puoi fare solo te.

Perché puoi applicare tutti gli strumenti di risparmio fiscale, ma questi devono essere compatibili con il raggiungimento degli obiettivi della tua azienda e con tuoi obiettivi personali.

Non sono cose che il commercialista può applicarti in modo automatico senza il tuo appoggio, perché è solo tua la responsabilità di applicare il maggior numero di strumento di risparmio fiscale adatti alla tua specifica azienda.

Attenzione, non sto dicendo che devi fare tutto senza il commercialista, non è quello il senso.

E’ ovvio che hai bisogno dell’aiuto del tuo commercialista, ma quello che devi fare è conoscere quali strumenti ti ha messo a disposizione la legge, quali di questi si adattano alla tua specifica azienda e solo dopo andare dal tuo commercialista per applicarli al meglio nel concreto.

Solo in questo modo sei sicuro di risparmiare il carico tributario.

E sono cose di cui ti devi preoccupare prima o poi.

Mi spiego meglio.

Posto che tu abbia utili alti e liquidità in abbondanza, allora hai un problema fiscale. Se non avessi utili o non avessi liquidità, probabilmente avresti problemi più gravi rispetto che al “ridurre il carico tributario”.

Questo non lo dico io, semplicemente è perché se utilizzi la forma giuridica sbagliata, per i redditi elevati arrivi a pagare anche fino al 72% di tributi.

Cosa che ovviamente, è molto onerosa per tutti.

Ridurre il carico tributario è per te fondamentale, perché questo ti permette di ottenere indietro più soldi dalla tua azienda facendo le stesse cose di prima.

Soldi risparmiati che utilizzerai non tanto per incrementare i vizi, cosa che non fa mai male. Ma sono soldi che potresti utilizzare per finanziare la tua azienda in modo da renderla maggiormente competitiva.

Per esempio potresti acquistare maggiori macchinari, potresti assumere nuovi venditori, collaboratori migliori, avere ossigeno per acquisire clienti migliori abbandonando i peggiori, avere ossigeno per avere solo i fornitori migliori abbandonando i peggiori.

Insomma, tutto quello di cui hai bisogno per rendere la tua azienda più competitiva rispetto ai concorrenti e quindi fare più grana rispetto a loro.

Nello stesso modo avere più soldi ti permette di garantire una vita più agiata a tua moglie/fidanzata ed evitare che questa ti possa lasciare per uno che gli garantisce una vita migliore. Evitando che questa con una scusa si allontani da te portandosi via anche i figli per cercare di strapparti un assegno di mantenimento più alto.

Oltre a questo, ricordati che avendo più soldi puoi garantire cure mediche e istruzione migliore ai tuoi figli evitando che questi ti etichettino come colui che gli ha rovinato la vita.

Se vuoi evitare tutto questo, è tua responsabilità comprendere perché il socio non lavoratore paga meno tributi rispetto al socio lavoratore e come adattarli al meglio nella tua specifica S.r.l..

Quindi bando alle ciance e iniziamo ad entrare nello specifico della circolare…

 

Cos’é un socio NON lavoratore? Quali sono le 2 diverse tipologie di soci nelle S.r.l.?

Tutte le volte che costituisci una S.r.l., devi andare dal notaio per l’atto costitutivo, poi esso invierà in camera di commercio la richiesta di iscrizione della società.

Dopo circa 5 giorni lavoratori la camera di commercio completerà la richiesta di iscrizione della tua S.r.l. e invierà una visura di iscrizione al notaio.

Da quel momento la S.r.l. è “viva” perché risulta iscritta in camera di commercio, ma risulta ancora inattiva.

Questo significa che non si esercita ancora l’attività economica con la S.r.l., quindi per il momento nessun socio deve essere iscritto all’Inps commercianti in quanto non si sta svolgendo nessuna attività operativa.

Quindi, prima di iniziare ad esercitare l’attività economica, dovrai contattare il tuo commercialista e fargli inviare una pratica in camera di commercio per dichiarare l’inizio dell’attività della tua S.r.l..

In quella pratica di “inizio attività” dovrai predisporre tutte le eventuali autorizzazioni, licenze, comunali e non, e poi, cosa molto importante, dovrai dichiarare quali soci lavorano all’interno della S.r.l. e quali invece sono solo soci finanziatori, presentando eventuali giustificazioni per il fatto che non siano soci lavoratori.

Ecco, anche se questa cosa è molto piccola e semplice da fare, questa ha un enorme peso nella evoluzione del carico tributario del socio.

Questo perché ove il socio fosse un lavoratore, è costretto a pagare circa il 24% di contributi Inps con un minimale annuo di circa euro 3.800. Il tutto anche se gli utili sono materialmente accantonati nella S.r.l. senza che questi siano distribuiti al socio.

Quando il socio di una S.r.l. è un socio operativo, ossia lavora all’interno del business (o non ha elementi per dichiarare l’opposto), allora deve pagare i contributi Inps del 24%, oltre che le imposte del 26% sulla distribuzione degli utili.

Invece, l’altra figura è quella del socio “finanziatore”, un socio “non operativo”, ossia che ha una quota di partecipazione nella società solo ai fini di investimento e il suo obiettivo è quello di prendere gli utili di capitale dalla sua quota di partecipazione, senza che sia sua intenzione lavorare nella S.r.l..

Posto che si dichiari il vero e quindi non lavori, il socio finanziatore ha un enorme vantaggio rispetto al socio lavoratore, perché il socio finanziatore non paga i contributi Inps, in quanto l’ente vuole il pagamento dei contributi solo da parte del socio che lavora all’interno della società.

l’Imposto sul quale il socio calcolerà i contributi Inps da versare è in percentuale delle quote di possesso nella società.

Se il socio lavoratore avesse il 100% della quota di possesso della società, allora il socio deve considerare tutti gli utili della S.r.l. come base di partenza per calcolare i contributi Inps.

Se il socio lavoratore avesse il 50% delle quote della S.r.l., allora pagherebbe i contributi Inps sul 50% degli utili della società.

Al contrario, il socio finanziatore, indipendentemente dalla quota piccola o grande della S.r.l., non paga nessun contributi Inps (e posto che non sia iscritto alla gestione Inps commercianti o artigiana per conto suo perché lavora in un’altra S.r.l. o sia titolare di una ditta individuale).

Quindi, se volessi dirtelo in sintesi, nella S.r.l. possono coesistere 2 tipologie di soci: un socio lavoratore che paga i contributi Inps in base alla percentuale di utili a lui attribuibili, e un socio finanziatore (chiamato anche socio NON lavoratore) che non paga mai i contributi Inps, indipendentemente dalla quota di possesso nella S.r.l..

Siccome una tipologia di socio paga l’Inps e l’altro non paga l’Inps, si può tranquillamente affermare che una S.r.l. con un socio unico operativo ti fa pagare un carico tributario maggiore rispetto ad una S.r.l. con 2 soci di cui uno è solo finanziatore.

 

Perché la S.r.l. con socio unico lavoratore paga un carico tributario maggiore rispetto alla S.r.l. con 2 soci di cui uno socio finanziatore?

Perché nella S.r.l. con un socio unico lavoratore, esso dovrà pagare i contributi Inps su tutti gli utili prodotti dalla società.

Se per esempio la S.r.l. dovesse avere un utile di euro 100.000, allora il socio pagherebbe circa il 24% di contributi Inps su tutti gli utili della società, per un totale pari ad euro 24.000.

Se, al contrario, metti questi 100.000 euro di utili in una S.r.l. in cui c’è un socio operativo che possiede il 50% delle quote, mentre l’altro 50% è in mano ad un socio non lavoratore, allora il socio operativo pagherà i contributi Inps sulla metà, ossia su euro 50.000 invece che su 100.000, pagando contributi Inps pari ad euro 12.000 (utili 100.000 x 50% della quota x 24% aliquota Inps).

In questo modo i contributi Inps pagati dal socio lavorativo sono diminuiti del 50%.

Non male, se puoi permetterti di avere un socio non operativo che condivide con te le quote della S.r.l..

Ma siccome non voglio lasciarti solo con della teoria, penso che sia utile mostrarti il vantaggio di questo strumento di risparmio fiscale facendoti un esempio numerico, in modo che puoi fare anche te la stessa cosa e comprendere quanto puoi risparmiare.

Come hai potuto notare da solo, la diminuzione del carico tributario della S.r.l. con il socio NON lavoratore risiede interamente sulla diminuzione di contributi Inps, piuttosto che sulla diminuzione delle imposte, in quanto, specialmente confrontando le 2 S.r.l., le imposte Ires e quelle sulla distribuzione di utili distribuiti ai soci sono identiche.

 

Esempio numerico per mostrarti come puoi diminuire i tributi utilizzando il socio finanziatore nella S.r.l.

Qui di seguito ti mostro un esempio numerico tra una S.r.l. a socio unico lavoratore paragonato ad una S.r.l. in cui ci sono 2 soci con questa compagine sociale: il socio lavoratore al 51% e il socio non lavoratore, ossia il socio finanziatore, al 49%.

Poi di seguito ti spiego perché per la seconda S.r.l. ho deciso di dividere le quote una al 51% e l’altra al 49%.

Se, invece, ti stai chiedendo perché non ho deciso di paragonare i calcoli di una ditta individuale con quella di una S.r.l. con due soci di cui uno non lavoratore, è perché il meccanismo di calcolo dei contributi della ditta individuale e della S.r.l. a socio unico è lo stesso: tutti gli utili generati dall’azienda devono pagare anche il 24% di contributi Inps.

In sintesi, i contributi pagati dall’imprenditore ditta individuale, e quello del socio unico lavoratore della S.r.l., sono identici.

La differenza vera la puoi avere solo nel caso in cui utilizzi una S.r.l. con due soci, di cui uno è un socio non lavoratore.

Quindi partiamo subito con l’esempio, ipotizzando un’azienda che ha un utile di euro 100.000, con contributi Inps del 24% (in realtà sarebbero un po’ più alti ma ho messo questo valore per semplificare i calcoli) e ipotizziamo che non siano distribuiti gli utili.

Così andiamo a sviluppare i dati.

Esempio calcolo contributi Inps S.r.l. con socio unico lavoratore:

Ipotizziamo che gli utili ante imposte della S.r.l. siano di euro 100.000 e che non ci sia distribuzione di utili.

La base imponibile Inps viene attribuita ai soci in funzione della propria percentuale di possesso della S.r.l..

Siccome in questo caso il socio della S.r.l. è a socio unico, la sua base imponibile è di euro 100.000.

Quindi i contributi Inps di competenza che deve pagare sono di euro 100.000 x 24% = 24.000.

Adesso confrontiamo i contributi Inps di euro 24.000 con i contributi da pagare nel caso di una S.r.l. in cui il 49% è in mano al socio non lavoratore.

Esempio calcolo contributi Inps S.r.l. con socio operativo al 51% e socio finanziatore (ossia socio non operativo) al 49%:

Gli utili ante imposte della S.r.l. sono sempre di euro 100.000, da questo valore andiamo a suddividere la base imponibile Inps tra i 2 soci, sempre ipotizzando che non ci sia distribuzione di utili.

La base imponibile Inps viene attribuita ai soci in funzione della propria percentuale di possesso della S.r.l..

Quindi per il socio lavoratore la base imponibile Inps è pari a: euro 100.000 x 51% = euro 51.000.

In questo modo il socio operativo paga di Inps euro 51.000 x 24% = 12.240.

Il socio finanziatore, siccome non lavora all’interno della S.r.l., non deve pagare i contributi Inps.

Come avrai già compreso da solo, in questa seconda configurazione il socio operativo paga meno contributi.

Nello specifico paga contributi Inps per euro 12.240 invece che 24.000, con una differenza di euro 11.760.

Il risparmio è notevole, ma in un certo senso è ancora “teorico” perché devi valutare ancora altri elementi.

Ti dico questo perché se vuoi essere veramente sicuro di poter risparmiare il carico tributario utilizzando il socio non operativo, allora devi prendere in considerazione anche altri aspetti, cosa che conoscerai proseguendo con la lettura.

Solo prendendo in considerazione questi ulteriori elementi, puoi essere veramente certo di risparmiare il carico tributario utilizzando questo strumento.

Prima di parlarti di tutti gli elementi per comprendere quando ti conviene utilizzare il socio non lavoratore come strumento per ridurre il carico tributario, voglio rispondere ad una domanda che potrebbe esserti venuta in mente…

Perché come secondo esempio ho voluto mostrarti una S.r.l. in cui il socio non lavoratore ha il 49% e non una quota maggiore?

Perché se tu lasci il 49% in mano al socio non lavoratore, puoi beneficiare del risparmio contributivo delle quote intestate al socio finanziatore, evitando di rischiare che il socio finanziatore sia di maggioranza e quindi ti tolga dall’amministrazione della S.r.l., impossessandosi dei soldi del conto corrente della società, i contratti di vendita in essere ed i rapporto con i clienti esistenti.

Se vuoi essere sicuro che il socio finanziatore non ti possa estromettere improvvisamente dall’amministrazione della società, allora devi fare in modo di assegnargli al massimo il 49% delle quote della S.r.l..

Ciò non toglie che puoi anche assegnare al socio non lavoratore una quota maggiore, ma poi devi essere veramente sicuro che il familiare socio non lavoratore sia per te una persona di fiducia e che non ti porti via l’azienda.

Così, il 49% delle quota da intestare al socio finanziatore è un ottimo compromesso tra la necessità di ridurre il carico tributario complessivo e la necessità di mantenere il controllo sulla S.r.l..

Ma non è l’unico elemento che devi conoscere per essere certo di utilizzare questo strumento di risparmio fiscale al meglio.

Quindi, di seguito, ti lascio un elenco di informazioni che saranno sicuramente per te un elemento fondamentale per adattare al meglio questo strumento di risparmio fiscale alla tua specifica situazione personale ed alle tue possibilità.

 

Cose a cui stare attenti quando utilizzi il socio non lavoratore per diminuire il carico tributario con la S.r.l.

Come hai visto in precedenza, puoi utilizzare lo strumento del socio non lavoratore (socio finanziatore) per diminuire il carico tributario complessivo.

Ma se vuoi veramente essere sicuro che questo sia per te un vero strumento di risparmio fiscale, devi verificare anche altri elementi.

Ti dico questo perché ogni strumento di risparmio fiscale non si può utilizzare in modo decontestualizzato, ma al contrario, ogni strumento di risparmio fiscale deve essere adattato al tuo caso specifico.

Solo in questo modo tu puoi comprendere l’effetto che le altre tue decisioni aziendali hanno sull’efficacia risparmio fiscale.

Il motivo, detto in poche parole, è che è vero che utilizzando il socio non lavoratore puoi ridurre il carico fiscale, ma è anche vero che ci sono altre cose presenti nella tua S.r.l. che possono diminuire l’efficacia fiscale di questo strumento.

Non sto dicendo che queste altre variabili annullano completamente il risparmio fiscale, ma semplicemente lo riducono in parte, e sta a te sapere con precisione l’ammontare del vantaggio tributario che ne ottieni per valutare di fare tutte le variazioni del caso.

Oltre a questo, per esempio, ricordati che ogni strumento di risparmio fiscale lo devi adattare ai tuoi specifici obiettivi personali, agli obiettivi imprenditoriali ed a quello che puoi permetterti di fare in questo momento.

Per esempio, non ha meno senso utilizzare questo strumento se sei obbligato ad avere il 100% della quota della società, oppure se non puoi assegnare delle quote di partecipazione della S.r.l. al socio non lavoratore.

Per questo motivo, per darti maggiori informazioni sul come utilizzare questo strumento al fine di essere certo di ridurre veramente il carico tributario, ti condivido i seguenti punti:

• Maggiore è la quota della S.r.l intestata al socio non lavoratore e maggiore è il risparmio sul carico tributario. Ma stai sempre attento al fatto se puoi permetterti di perdere il controllo della S.r.l.;

• Se dai una quota pari o superiore al 50% al socio non lavoratore poi perdi il controllo della S.r.l.. Questo significa che da un giorno all’altro potresti avere il socio maggioritario finanziatore che ti toglie dalla carica di amministratore. In questo modo si può impossessare del conto corrente della società dove, in generale, potresti aver accumulato dei soldi nel corso del tempo. Ciò non toglie che intestando le quote a persone di estrema fiducia, questo non si possa risolvere;

• Se devi intestare le quote maggioritarie ad un terzo soggetto per poi perdere il controllo, potresti valutare di intestare le quote ad un familiare (coniuge o fidanzata sempre graditi), oppure ad una persona di estrema fiducia. Puoi anche farlo con un terzo esterno alla tua famiglia, ma ricordati che poi in caso di conflitto hai più problemi. Nello stesso modo, anche se intesti le quote della S.r.l. alla moglie non lavoratrice, ricordati di non divorziare;

• Una buona soluzione tra l’avere una buona riduzione dei tributi e il mantenere il controllo della S.r.l. è di intestare al socio non lavoratore il 49% della società, in questo modo tu conservi ugualmente il controllo della società perché hai il 51% delle quote. In questo caso nessuno ti può togliere dall’amministrazione della società e tu puoi evitare di pagare l’Inps eccedente il minimale sul 49% del reddito. Quindi dovrai prevedere di prendere gli utili con il compenso da amministratore;

• Ove tu ne abbia possibilità, il miglior risparmio contributivo lo avresti intestando a te il 5% delle quote al socio lavoratore mentre il 95% delle quote al socio finanziatore. Questo perché con una quota percentuale bassa (anche il 5% delle quote), probabilmente pagheresti solo i contributi fissi Inps eccedenti il minimale. In questo caso, anche se la tua S.r.l. avesse un utile di euro 300.000, non pagheresti il massimale dell’Inps di circa euro 25.000 (importo massimo che l’Inps ti fa pagare in un anno di contributi), ma pagheresti solo i contributi minimali di euro 3.800 circa;

• Molti imprenditori mi sollevano questo problema: Quando distribuisco gli utili della S.r.l. li devo dare anche al socio finanziatore, senza darli al socio lavoratore? Come posso fare in modo di utilizzare i soldi del socio finanziatore rispettando la legge? Certamente, infatti è per questo che tu devi avere un piano di compensi per prelevare i soldi come amministratore attribuendoti un cedolino busta paga. Oltre a questo, i soldi distribuiti vanno ovviamente erogati ai soci in percentuale delle quote che essi hanno nella S.r.l.. A mio parere quello che rischi è che tu distribuisci gli utili in un conto corrente e magari il socio non lavoratore ti accusi di non averlo pagato (cosa che non deve succedere ovviamente). Quello che puoi fare, per esempio, sarebbe quello di aprire un conto corrente cointestato in modo che tutti gli utili che distribuisci al socio lavoratore e non lavoratore vanno a finire nel conto corrente cointestato. In questo modo hai effettivamente distribuito gli utili ai soci evitando possibili contestazioni in futuro. Si sottolinea, posto che l’operazione sia fatta senza voler ledere i diritti di nessuno e quindi farla nel rispetto della legge. Anche perché se il conto corrente è cointestato sicuramente li potete prelevare liberamente entrambi;

• Se avessi una quota del 5% prenderei solo il 5% degli utili, come posso prendere il restante 95% degli utili? Si, esatto, prenderesti il 5%. Oltre alla possibilità vista nel punto precedente, se utilizzassi una S.r.l. ordinaria potresti valutare con il notaio se si possa inserire una clausola che prevede una distribuzione degli utili diversa dalla percentuale delle quote, in modo che anche se tu avessi il 5% delle quote sociali, avresti ugualmente una percentuale maggiore degli utili;

• Con una quota percentuale bassa, probabilmente pagheresti solo i contributi fissi Inps eccedenti il minimale, ma hai anche il vantaggio di pagare meno contributi della gestione separata Inps sul compenso dell’amministratore. Se tu pagassi i contributi fissi Inps commercianti, avresti il vantaggio che sul compenso dell’amministratore paghi il 24% di Inps gestione separata invece che il 34,25% di contributi gestione separata;

• Se dovessi utilizzare il socio finanziatore nella mia S.r.l. e prendessi anche un compenso da amministratore, allora pagherei un ulteriore 24% (o il 34,23%) di contributi Inps sul suo compenso diminuendo di fatto il vantaggio tributario derivante dall’utilizzo del socio finanziatore? In un certo senso si, ma il vantaggio tributario nell’utilizzare il socio finanziatore rimane sempre, non si può annullare, ed è pari al 24% degli utili che genera la tua S.r.l.. Quando utilizzi il compenso dell’amministratore è vero che paghi maggiori contributi Inps sul compenso dell’amministratore, ma in tutti i casi, sugli utili che residuano, che eccedono il compenso dell’amministratore, eviti di pagare il 24% dei contributi Inps commercianti eccedenti il minimale (sia che li distribuisci al socio non lavoratore, sia che li accantoni nella S.r.l.). Contributi che avresti pagato se fossi stato a socio unico lavoratore e che risparmi appunto perché hai attribuito una percentuale di possesso delle quote ad un socio non lavoratore;

• Ove prendessi un compenso da amministratore, ricordati che pagherai più contributi, ma questa cosa ti dà un vantaggio comunque perché sulla parte di utili che rimangono nella S.r.l. non paghi i contributi Inps commercianti. Infatti se prendi una parte di utili come compenso da amministratore ci pagherai sempre sopra i contributi Inps simili a quelli del socio unico della S.r.l.. Ma è anche vero che nella S.r.l. ti rimarranno ulteriori utili a fine dell’anno e che su questi utili non pagherai ulteriori contributi Inps. Tu prendi tutto il compenso da amministratore che ritieni opportuno per pagare le tue spese mensili. Sugli utili che avanzano nella S.r.l. non ci paghi l’Inps, appunto perché c’è un socio non lavoratore che ha la maggior parte delle quote della società;

• E’ vero che nel caso in cui tu delegassi l’intera attività ai dipendenti potresti evitare di iscriverti all’Inps commercianti, ma poi pagheresti i contributi Inps sul compenso da amministratore al 34,25% invece che al 24%. Questa cosa significa che, ove il compenso dell’amministratore fosse elevato (superiore circa a 37.000 lordi Inps), ti comporterebbe maggiori contributi da pagare rispetto al fatto di pagare la doppia contribuzione (gestione separata e gestione commercianti). Oltretutto, ricordati che non ci devi veramente lavorare nella S.r.l.;

• Se utilizzassi la distribuzione utili come unico metodo per prendere gli utili della S.r.l. (senza utilizzare il compenso da amministratore), allora ti confermo che su tutti gli utili di competenza del socio non lavoratore, risparmi il 24% di contributi Inps. Importo che è notevole, direi;

• Queste due diverse caratteristiche che hanno i soci di una S.r.l., ossia di soci lavoratori e di soci finanziatori, ti fanno comprendere che una S.r.l. con un unico socio operativo paga un carico tributario più alto rispetto ad una medesima S.r.l. in cui ci sono due soci ed uno è solo finanziatore;

• Se il socio finanziatore riceve degli utili, poi deve pagare maggiori imposte e deve compilare la dichiarazione dei redditi per sommare i redditi? La risposta è NO. Il socio finanziatore riceve i soldi degli utili “puliti”, ossia non deve compilare la dichiarazione dei redditi per sommare i redditi e non deve pagare delle maggiori imposte.

 

Check list di sintesi della circolare

Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce.

I calcoli precisi di quante imposte e contributi puoi risparmiare tutte le volte che utilizzi un metodo specifico per la tua S.r.l. con l’adeguata disciplina, li puoi fare solo analizzando nel dettaglio la tua personale situazione, con la collaborazione del tuo commercialista ed in funzione dei tuoi obiettivi e delle tue possibilità attuali.

Ma in tutti i casi, per comprendere già adesso come utilizzare al meglio le informazioni contenute in questa circolare, condivido questa semplice check list, così da consentirti di poter andare dal tuo consulente per calcolare quanto puoi risparmiare già adesso.

1. Nelle S.r.l. ci possono essere due tipologie di soci: i soci lavoratori che lavorano nella società ed i soci non lavoratori che sono di fatto dei soci finanziatori;

2. I soci lavoratori devono pagare i contributi Inps commercianti, mentre i soci finanziatori non possono lavorare nella società e non devono pagare i contributi Inps commercianti;

3. In sintesi, all’aumentare della percentuale di possesso delle quote della S.r.l. al socio finanziatore meno contributi Inps paghi, aumentando l’efficacia fiscale della tua società;

4. Ovviamente non è tutto “a gratis”, devi stara attento a adattare al meglio questo strumento di risparmio fiscale nella tua azienda in funzione di più elementi:

a. Se prendi un compenso dell’amministratore devi pagare i contributi Inps, riducendo il vantaggio fiscale;
b. Anche se prendi il compenso dell’amministratore, e quindi paghi più contributi Inps, hai comunque il vantaggio di evitare l’Inps sugli utili generati dalla S.r.l. ogni anno (basta moltiplicare l’utile della S.r.l. x 24% per quantificare il risparmio contributivo);
c. Più quote dai al socio finanziatore e più risparmi i tributi, ma più cedi le quote ai terzi e più perdi il controllo della S.r.l.;
d. Il socio finanziatore è meglio lasciato fare ad un familiare, coniuge, genitore o compagna che sia;
e. Una buona soluzione in equilibrio, che ti permette di avere sia il beneficio fiscale sia mantenere il controllo, sarebbe quella di intestare al socio lavoratore il 51% delle quote, mentre al socio finanziatore il 49%. In questo modo hai il maggior vantaggio possibile e conservi il controllo;
f. Devi distribuire gli utili ai rispettivi soci. Se tu avessi un familiare che controlla anche fino al 95% della S.r.l., potresti valutare di aprire un conto corrente cointestato in modo da versare lì tutti gli utili generati dalla S.r.l.;

5. Queste due diverse caratteristiche che hanno i soci di una S.r.l. ti fanno comprendere che, una S.r.l. con un unico socio operativo paga un carico tributario più alto rispetto ad una medesima S.r.l. in cui ci sono due soci ed uno è solo finanziatore.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Da adesso hai sicuramente maggiori strumenti per applicare al meglio i vantaggi fiscali concessi al socio non lavoratore, in quanto non deve pagare i contributi Inps nella tua S.r.l., consentendoti di diminuire il carico tributario complessivo.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre i tributi della S.r.l..

Stai, però, attento perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (circa tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte minime che puoi pagare, sono del 28%.

Tra il 70% di imposte ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidessi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che potresti accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare le imposte della S.r.l. dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l..

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare un’email direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti che puoi utilizzare con la tua S.r.l. per ridurre il carico fiscale dal 70% al 28%.

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Puoi scegliere uno dei 2 canali disponibili:

1) inserire la tua migliore email nel form qui sotto. Ciò ti consentirà di ricevere una email con un link che ti consentirà di scaricare il manuale gratuito con gli strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l..

Al termine del manuale potrai ricevere il bonus che ti consentirà di ottenere gratuitamente un mese di Contabilità Controllata in omaggio;

2) oppure puoi comprare il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.“ che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva.

Acquistando il libro da questo mio link, potrai ricevere gratuitamente a casa tua (o presso il tuo ufficio) la mia personale newsletter trimestrale cartacea, per sempre.

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

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