Il vantaggio fiscale dei buoni pasto dei dipendenti vale anche per l’amministratore della S.r.l.? – facciamo chiarezza
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Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per affrontare un argomento interessante, che riguarda uno strumento di Efficacia Fiscale, il buono pasto, su cui c’è un po’ di confusione.
Come spesso sottolineo, questo articolo nasce dalla domanda di un imprenditore che, vagando per internet, aveva trovato delle informazioni che lo avevano, però, lasciato pieno di dubbi.
La domanda, in sintesi, è stata questa: “Si possono attribuire buoni pasto all’amministratore per il 2% del fatturato della S.r.l.?”
Viste le informazioni lacunose si è rivolto a me ed io, come un ricercatore fiscale, ho deciso di vagliare le fonti normative e, come divulgatore fiscale 😊, ho deciso di scrivere questo articolo.
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Sei pronto a conoscere se il beneficio fiscale dei buoni pasto dei dipendenti vale anche per l’amministratore? Bando alle ciance and let’s go…
Qual è la domanda che mi ha fatto l’imprentore?
Durante una consulenza un imprenditore mi ha fatto presente che aveva “sentito” in giro che il costo dei buoni pasto per l’amministratore è deducibile sino al limite del 2% del fatturato della S.r.l. .
Questo in quanto vi erano vari siti in cui si faceva riferimento al limite del 2% per quanto riguarda la deducibilità del fatturato della S.r.l. .
Questa cosa mi è sembrata strana, e, per questo motivo, ho voluto approfondire.
Ho iniziato, pertanto, a fare ricerche su internet ed effettivamente ho notato che, su determinati siti, non era riportata in modo adeguato la descrizione che regolamentava la norma fiscale dei buoni pasto.
Probabilmente ciò era dovuto al fatto che erano stati creati articoli ad hoc per attivare i visitatori con la ricerca organica di Google, con l’obbiettivo successivo di vendere qualche servizio collegato ai buoni pasto.
Non sto affermando che in questi siti fosse riportato il falso, ma che era scritto in modo tale per cui una persona, non tecnica sotto un punto di vista fiscale, poteva fraintendere.
Dunque, ho preferito approfondire e fare chiarezza su questo argomento per poterti darti informazioni mirate e mostrarti il tutto.
Per prima cosa devi conoscere la differenza tra amministratore con partita Iva da professionista e amministratore dipendente
Per comprendere se l’amministratore può prendere i buoni pasto fino al limite del 2% del fatturato della S.r.l. bisogna prima fare un passo indietro e comprendere che ci sono 2 tipologie di amministratori:
- Amministratore con una partita Iva da professionista con cui svolge la stessa attività della S.r.l.;
- Amministratore con busta paga, che non ha una partita Iva e che, comunque, non svolge attività professionale al pari della S.r.l. .
Questo in quanto lo Stato ha affermato, già da tempo, che l’amministratore che ha una partita Iva e svolge attività professionale riconducibile a quella della S.r.l., non può ricevere il compenso con la busta paga, ma lo può fare solo emettendo fattura.
Mentre l’amministratore che non ha la partita Iva da professionista, oppure questa non rientra nelle attività della S.r.l., il compenso dell’amministratore lo deve prendere utilizzando una busta paga.
Questa differenza, per quanto possa sembrarti insignificante è, in realtà, molto importante, perché il trattamento fiscale dei buoni pasto cambia in funzione del fatto che l’amministratore possa prendere il compenso dell’amministratore della S.r.l. attraverso una fattura oppure utilizzando una busta paga.
Per questo motivo voglio riportarti, qui di seguito, la diversa normativa di riferimento per i buoni pasto relativi all’amministratore con busta paga oppure senza busta paga, ma con fattura.
Poi, successivamente, ti riporterò mie considerazioni finali indicandoti come utilizzare i buoni pasto nel modo migliore per tagliare il carico fiscale.
Normativa fiscale dei buono pasto per l’amministratore della S.r.l. senza partita Iva
Nel caso in cui l’amministratore non abbia la partita Iva (o non svolga un’attività professionale che rientra in quelle che sta svolgendo di fatto la S.r.l.), il compenso ricevuto per l’attività da amministratore rientra nella norma fiscale dei dipendenti.
Questo in quanto, siccome è obbligato a prendere un compenso dalla S.r.l. come busta paga, (e non con fattura della partita Iva) i vantaggi fiscali sono pari e identici a quelli dei dipendenti.
In sostanza, il beneficio fiscale che riceve l’amministratore della S.r.l., che ha una busta paga, sta nel fatto che per ogni giorno riceve in busta paga € 8,00 di buoni pasto elettronici senza pagare imposte, senza pagare contributi, ed è deducibile ai fini Ires dalla società.
Di sicuro non diventerai ricco, ma comunqne è un ottimo metodo per tagliare il carico fiscale chiedere al tuo consulente di inserire questo strumento di efficacia fiscale tutte le volte che sei un amministratore senza partita Iva.
In tutti i casi ti riporto la normativa fiscale relativa ai buoni pasto dei dipendenti (che si applica all’amministratore senza partita Iva) che è contenuta nel comma 2 lettera c) dell’articolo 51 del T.u.i.r. (testo unico imposta sul reddito).
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Art. 51 TUIR Determinazione del reddito di lavoro dipendente 1. Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono. 2. Non concorrono a formare il reddito: […] c) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi; le prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto fino all’importo complessivo giornaliero di euro 4, aumentato a euro 8 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica; le indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29; |
Normativa fiscale dei buoni pasto per l’amministratore della S.r.l. con partita Iva
Nel caso in cui l’ammimistratore abbia una partita Iva da professionista e questo svolga la stessa attività della S.r.l., questo deve prendere il compenso dell’amministratore emettendo fatture (e non può utilizzare la busta paga).
Dunque la deducibilità dei buoni pasto è legata alle regole fiscali del professionista con partita Iva (che sono norme diverse rispetto ai buoni pasto per l’amministratore senza partita Iva).
In sostanza, i buoni pasto non sono esenti né imposte né contributi e la deducibilità dei buoni pasto è del 75% fino ad un massimo del 2% del fatturato della ditta individuale (e non della S.r.l.).
Quindi, cambia molto il discorso.
Di fatto, si può scaricare il costo relativo “ai buoni pasto”, alle spese di alimenti e bevande, con dei limiti come un normale costo all’interno della contabilità della ditta individuale.
Così facendo, non c’è un vero beneficio fiscale, in quanto il costo si scarica normalmente come un costo dalla contabilità della ditta individuale. Cosa completamente diversa dal ricevere un compenso esente imposte ed esente contributi, come nel caso in cui l’amministratore fosse senza busta paga.
Spiegherò meglio questo concetto nel dettaglio successivamente, ma in questo caso non ci sono vantaggi fiscali, perché ci sono solo nel momento in cui ricevi dei soldi esenti imposte ed esenti contributi, come nel caso dell’amministratore della S.r.l. senza partita Iva.
Qui di seguito, ti riporto le disposizioni del T.u.i.r., riferite alla deducibilità dei buoni pasto relativi al professionista con partita Iva, che sono contenute nella norma fiscale dei professionisti.
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Art. 54 TUIR Determinazione del reddito di lavoro autonomo […] 5. Le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75 per cento, e, in ogni caso, per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. I limiti di cui al periodo precedente non si applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente.[…] |
In questo articolo fiscale si esprime il concetto che il professionista può scaricarsi questi costi, tra cui quello che definiamo buono pasto, ma nel limite del 2% del fatturato della ditta individuale senza prevedere importi esenti imposte o esenti contributi.
E non afferma, appunto, che ci sia un compenso esente imposte oppure esente contributi, come nel caso del compenso dell’amministratore.
Dove sta il vantaggio fiscale?
Ho voluto inserire questo capitolo per individuare insieme a te dove risiede il vero vantaggio fiscale per l’utilizzo dei buoni pasto in capo all’amministratore della S.r.l., tralasciando la parte più tecnica e mettendomi nei panni di un imprenditore che vuole applicare al meglio il buono pasto per tagliare il carico tributario dell’amministratore.
L’unico vero vantaggio fiscale per l’utilizzo dei buoni pasto risiede nel momento in cui tu li utilizzi nella busta paga dell’amministratore della S.r.l. .
Questo in quanto la norma dei buoni pasto dei dipendenti afferma che il dipendente (in questo caso l’amministratore) possa ricevere € 8,00 ogni giorno di lavoro, senza pagare imposte e senza pagare i contributi.
Nello stesso modo la S.r.l. NON deve pagare i maggiori contributi sul compendo dell’amministratore e si deduce il costo ai fini Ires del 24%.
Questa soluzione la puoi adottare nel momento in cui sei un amministratore di S.r.l. senza partita Iva, o comunque, anche se l’avessi, basterebbe non essere un professionista (ossia avere una iscrizione in Camera di Commercio), e fare in modo di svolgere un’attività professionale diversa rispetto all’attività di fatto della S.r.l. .
Infatti, è questa ultima disposizione che rende impossibile applicare una regola diversa rispetto al fatto di ricevere il compenso da amministratore della S.r.l. con busta paga.
Ti dico questo perché voglio segnalarti che il fatto di essere un amministratore con una partita Iva da professionista (quando è la medesima attività della S.r.l.), e di prendere i buoni pasto, non ti permette di avere un vero vantaggio fiscale rispetto al caso dell’amministratore della S.r.l. senza partita Iva (che riceverebbe il compenso con una busta paga).
Questo in quanto l’amministratore professionista paga le imposte sul meccanismo “ricavi meno costi” e non riceve nessun compenso di € 8,00 al giorno, esente imposte ed esente contributi.
Comunque, puoi stare sereno, nella maggior parte dei casi tu sarai un amministratore senza partita Iva e, quindi, avrai il maggior beneficio fiscale dall’assegnarti € 8,00 di buoni pasto al giorno.
Questo a patto di ricordarti di attivare i buoni pasto nel momento in cui sei un amministratore di S.r.l. e ti attribuisci un compenso da amministratore con busta paga.
Ricordati di scaricare il manuale GRATUITO in pdf con i 94 strumenti di Efficacia Fiscale
Ora siamo arrivati quasi alla conclusione.
Ricordati che di strumenti di efficacia fiscale ce ne sono tanti e ti fanno risparmiare le imposte ed i contributi.
Posso essere consapevole che non hai tempo per studiare e approfondire la norma fiscale così tanto quanto un commercialista, quindi, per permetterti di tagliare le imposte e i contributi al massimo, metto a tua disposizione un manuale con oltre 94 strumenti di efficacia fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. .
All’interno del manuale troverai una check-list con almeno 94 soluzioni di efficacia fiscale e in più potrai trovare tutto quello che ti serve per lavorare con me ad un livello successivo.
Cosa che facciamo in genere con due prodotti.
Il primo è la consulenza di Efficacia Fiscale. È una consulenza durante la quale io personalmente applicherò tutti questi strumenti di risparmio fiscale per tagliare il più possibile le imposte e i contributi, in base alla tua specifica posizione attuale.
Il secondo prodotto è la Contabilità Controllata, ossia consiste nel trasferire da me la contabilità della tua S.r.l. ed io, oltre a gestire gli adempimenti ordinari di legge, la contabilità e i dichiarativi, applico la procedura della contabilità controllata sulla tua società.
Ogni mese, io ed il mio team ti aggiorniamo la contabilità e controlliamo i numeri del bilancio della tua S.r.l., in modo che tu possa avere sempre più utile e sempre più liquidità, e possa tagliare il maggior numero di imposte e contributi.
Se questo viene fatto ogni mese sono sicuro che, ogni anno, tu avrai più soldi rispetto a quello che spendi.
In questo modo avremo trasformato la tua S.r.l. in un bancomat da cui prelevare più soldi rispetto alle spese che sostieni.
Detto questo ti ringrazio per l’attenzione.
A presto.
Conclusioni
Grazie alle informazioni contenute in questa circolare, ora hai gli strumenti per comprendere quali sono i casi in cui il vantaggio fiscale dei buoni pasto dei dipendenti vale anche per l’amministratore della S.r.l. .
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In tutti i casi in cui hai un’azienda, sappi che, se desideri davvero dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, tutelare il tuo investimento aziendale, la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore potrebbe risiedere nell’utilizzo di una S.r.l.
Ma non sarebbe sufficiente.
Andrebbe anche verificato di: produrre utili in abbondanza, disporre della liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società, al fine di poter ridurre le imposte della S.r.l.
Attenzione però: una gestione inappropriata della S.r.l. potrebbe comportare il rischio di pagare, tra imposte e contributi, una percentuale paragonabile a quella di una ditta individuale.
Tuttavia, solo con la S.r.l. potrebbe essere possibile ridurre il carico fiscale complessivo.
Al contrario, con una gestione fiscale efficace, le imposte potrebbero essere ridotte.
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Ciao Simone,
i buoni pasto sono compatibili col rimborso spese forfettario o è necessario ridurlo di 1/3 quando presenti?
Grazie