Ciao, ti do il benvenuto in questo articolo di Efficacia Fiscale per affrontare un argomento molto gettonato su internet: è possibile cancellare una S.r.l. in presenza di debiti in caso di socio unico?

Prima di fornirti la mia risposta a questo quesito e di descriverti nel dettaglio il materiale giuridico su cui si fonda faccio una breve considerazione.

Come sai se hai letto i miei precedenti articoli sono un commercialista che lavora a stretto contatto con gli imprenditori che gestiscono il loro business tramite una S.r.l. .

Cerco, insieme a loro, soluzioni pratiche ai loro problemi e risposte concrete ai loro quesiti.

Per raggiungere questo obiettivo mi tengo costantemente, quotidianamente informato, salvo nel mio archivio Dropbox tutte le informazioni fiscali relative alle S.r.l. per poi elaborarle e trasformarle in articoli. Nel fare questo capita anche di confrontarmi con altri commercialisti e consulenti.

Mi capita, talvolta, di imbattermi nei soliti leoni da tastiera che commentano i miei post su Facebook decontestualizzando il messaggio al solo fine di sminuirmi e deridermi, haters che spariscono non appena ricevono una mia e-mail pec di chiarimenti sul loro comportamento.

Il problema non sono questi personaggi, il problema sta nel fatto che questi, lanciando informazioni incomplete e decontestualizzate, non fanno altro che incrementare lo stato di incertezza degli imprenditori che stentano ad orientarsi in un intrico di leggi e sentenze spesso confusionarie.

Tornando all’argomento di questo articolo: la giurisprudenza è contrastante, c’è molta confusione, gli orientamenti possono cambiare, quindi, bisogna monitorare costantemente le sentenze della Cassazione ma, di certo, è possibile trarre delle linee guida su cui sviluppare considerazioni.

Non è vero che, come qualche simpaticone potrebbe far credere, tutti i debiti della S.r.l. cancellata passano automaticamente ai soci, amministratori o liquidatori tanto quanto vale per una società di persona o una ditta individuale.

La garanzia patrimoniale delle S.r.l. c’è e ci sarà sempre.

Le eventuali eccezioni sono riconducibili a comportamenti truffaldini da parte degli imprenditori che fanno arrabbiare il sistema e fanno scatenare una reazione dello Stato in termini punitivi da parte dei giudici, ma solo in determinati casi specifici (come ad esempio utili extracontabili e reati penali).

Comportamenti che non hanno nulla a che vedere con l’Efficacia Fiscale.

Detto questo, sei pronto a scoprire come devi comportarti per poter cancellare la tua S.r.l. che ha debiti anche se sei a socio unico, senza il timore di doverne rispondere con il tuo patrimonio?

Bando alle ciance and let’s go…

 

Come si cancella una S.r.l.?

Una S.r.l. si cancella volontariamente utilizzando la procedura della “liquidazione”.

La liquidazione consiste in una fase composta da 2 parti: prima c’è la liquidazione vera e propria e, poi, la richiesta di cancellazione della S.r.l. in Camera di Commercio.

Essenzialmente la procedura per cancellare una S.r.l., con o senza debiti, con la liquidazione è questa:

  1. Prima metti la S.r.l. in liquidazione, ossia viene cessata l’attività operativa, e si nomina un liquidatore, che in genere è lo stesso amministratore. In questa fase si segnala ai terzi la che S.r.l. non esercita più l’attività, in quanto il liquidatore è nominato solo con il compito di monetizzare l’attivo, esempio incassando gli ultimi crediti e vendendo tutti gli ultimi beni della S.r.l., con il fine di ripagare più debiti pregressi possibile.
  2. Successivamente, appena il liquidatore ha reso liquido tutto l’attivo della società, ossia ha incassato tutti i crediti e venduto tutti quanti i beni per ripagare il maggior numero di debiti, chiede la cancellazione in Camera di Commercio.

Con la cancellazione della S.r.l. questa è estinta, e questo che può avvenire anche nel caso in cui la società abbia dei debiti.

Quindi, alla domanda se la S.r.l. può essere cancellata con i debiti, la risposta è: sì, certamente.

 

Qual è il problema di cancellare una S.r.l. con debiti?

Se prima di cancellare una S.r.l. riesci a pagare tutti i debiti, allora non hai problemi, hai ripagato tutti, quindi sei a posto con tutti.

Il problema potrebbe arrivare se cancelli una S.r.l. con dei debiti, questo in quanto c’è qualcuno, ad esempio i fornitori o il Fisco, che potrebbero perseguirti per poter ottenere indietro i soldi.

Detto in altro modo, la paura più grande per un imprenditore è che questo possa cancellare la S.r.l. con dei debiti e che questi debiti passino, poi, in automatico al socio della società.

In generale devi stare attento a queste tipologie di situazioni oppure a queste sentenze:

– sentenze in cui il socio unico della S.r.l.  oppure i soci della S.r.l. a ristretta base societaria (anche di fatto) rispondono dei debiti (fiscali e non fiscali) della S.r.l.;

– sentenze in cui i soci della S.r.l. rispondono dei debiti della società dopo la cancellazione;

– sentenze in cui gli amministratori rispondono con il proprio patrimonio dei debiti della S.r.l. .

Qui, di seguito, analizzo, per te, il contenuto di queste tipologie di sentenze contestualizzandole al meglio per un imprenditore che ha una S.r.l. .

Ti ricordo che, soprattutto all’inizio, ci potrebbe essere un po’ di confusione e che queste sentenze devi verificarle sempre, perché i giudici possono “cambiare idea” nel corso del tempo, ma è vero che si possono prendere delle linee guida su cui fare delle considerazioni.

La garanzia patrimoniale delle S.r.l. ci sarà sempre, ma ci sono delle eccezioni che derivano nel momento in cui un imprenditore fa un uso distorto della S.r.l. che NON ha nulla a che fare con una corretta gestione imprenditoriale (ossia accumulare debiti fiscali indiscriminatamente o fregare i fornitori).

Nota: in questa sede non discutiamo dei problemi collegati alla responsabilità degli amministratori in caso di fallimento. Questo in quanto descrivo delle considerazioni in merito alla cancellazione volontaria della S.r.l. in modo che i soci rimangano completamente protetti dalla protezione patrimoniale della società.

Le eventuali conseguenze penali che ricadono in capo all’amministratore avvengono nel momento in cui la S.r.l. è dichiarata fallita, e questo avviene solo raggiunti determinati volumi di fatturato e solo dopo aver accumulato una certa soglia di debiti.

 

Quali soggetti rispondono dei debiti della S.r.l. che rimangono ancora da pagare dopo la cancellazione della società?

Essenzialmente ci possono essere 3 figure all’interno di una S.r.l. che possono rispondere dei debiti della società, sia nel caso in cui sia ancora in vita, sia nel caso in cui questa sia cancellata con debiti ancora da saldare:

a) i soci: se un socio fosse un imprenditore di fatto, anche se non è amministratore, allora potrebbe rispondere del dissesto che questo provoca alla S.r.l. . Ovvio che è difficile che questo sia colpito sotto un profilo pratico, ma è anche vero che c’è una possibilità remota.

b) gli amministratori: gli amministratori gestiscono la S.r.l., compiono le operazioni in nome e per conto della S.r.l., quindi potrebbero rispondere per una “mala gestione” che ha portato in dissesto la società. Questo a maggior ragione in caso di fallimento.

c) i liquidatori: prima di cancellare la S.r.l. bisogna mettere questa nella fase di liquidazione. Fase in cui, come già detto, tu devi liquidare tutto quanto l’attivo e trasformarlo in denaro per, poi, cercare di ripagare più debiti possibili per poter cancellare definitivamente la S.r.l. senza che il liquidatore abbia responsabilità.

Compito del liquidatore è perciò quello di vendere tutti i beni della S.r.l. per pagare più debiti possibile.

Questo comporta che il liquidatore risponda con il proprio patrimonio se chiude male la S.r.l. .

Come, ad esempio, se:

a) distribuisce dei soldi ai soci senza prima aver ripagato tutti i debiti;

b) svende i beni della S.r.l. a discapito dei debiti;

c) gestisce male la contabilità o gestisce male la S.r.l. tale per cui indebolisce il patrimonio della società a discapito dei debitori;

d) cancella la società quando questa poteva incassare dei crediti, oppure doveva ancora liquidare dei beni;

e) nel momento in cui il liquidatore occulta o distrae l’attivo dalla S.r.l. .

Adesso che sai che questi soggetti possono rispondere dei debiti della S.r.l. in caso di cancellazione dei debiti, reputo utile suddividere le informazioni in caso di debiti NON fiscali e quelli fiscali, in modo da mostrarti in quali casi i debiti della S.r.l. “passano al socio”.

Ma prima di fare questo è meglio fare un passo indietro e comprendere cosa dice la legge in merito alla responsabilità dei soci di S.r.l., in seguito ti mostrerò quali sono le eccezioni e cosa dicono i giudici.

 

Cosa rischia il socio della S.r.l. secondo il Codice Civile?

Il punto di partenza è comprendere cosa dice la legge in base al Codice Civile poi, dopo, si può entrare nel dettaglio e comprendere quali ulteriori deroghe sono state emanate e cosa dicono i giudici in caso di contestazione.

Art. 2462.

Responsabilità.

Nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio.

In caso di insolvenza della società, per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui l’intera partecipazione è appartenuta ad una sola persona, questa risponde illimitatamente quando i conferimenti non siano stati effettuati secondo quanto previsto dall’articolo 2464, o fin quando non sia stata attuata la pubblicità prescritta dall’articolo 2470.

Questo articolo afferma che per i debiti della S.r.l. ne risponde solo la società con il suo patrimonio.

 

Art. 2495.
Cancellazione della società

Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese, salvo quanto disposto dal secondo comma.

[…]

Ferma restando l’estinzione della società, dopo la cancellazione i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi.

La domanda, se proposta entro un anno dalla cancellazione, può essere notificata presso l’ultima sede della società.

Questo secondo pezzo afferma che per tutti i debiti che rimangono nella S.r.l. dopo la cancellazione ne rispondono i soci SOLO nel momento in cui hanno ricevuto dei soldi nel bilancio finale di liquidazione.

Dunque se il socio cancella la S.r.l. con i debiti perchè non ci sono abbastanza soldi per ripagare tutti i debitori, allora questi ultimi non possono di fatto richiedere niente ai soci della società, perche non hanno ricevuto nessun utile nel bilancio finale di liquidazione.

 

La prima distinzione che devi conoscere

La prima cosa che devi avere in mente ben chiara, prima di entrare nella profondità dell’argomento, è la differenza tra i debiti fiscali e quelli non fiscali.

Questo perché ci sono meccanismi diversi con cui i soci rispondono dei debiti della S.r.l. .

Come scoprirai da solo, la legge ha previsto maggiore tutela nei confronti dei debiti fiscali lasciando ai debiti NON fiscali, come ad esempio quelli verso i fornitori, l’onere di dimostrare una cattiva gestione da parte del socio.

 

Quando i soci della S.r.l. rispondono dei debiti NON fiscali?

Per i debiti non fiscali, come ad esempio i debiti verso i fornitori, c’è meno tutela rispetto ai debiti fiscali.

Per esempio se gli amministratori/liquidatori/soci della S.r.l. rispondono a livello penale, allora questo significa che non rischiano in proprio dei debiti verso i fornitori, ma comunque hanno conseguenze dannose che potrebbero pagare di tasca propria, appunto perché c’è di mezzo una responsabilità penale.

Essenzialmente questi risponderebbero dei debiti non fiscali della S.r.l. solo nel caso in cui abbiano causato dolosamente il dissesto della società. Ti segnalo che è anche molto, molto difficile dimostrare questa cosa in tribunale.

In tutti i casi di una normale gestione della S.r.l., per quanto riguarda i debiti verso i fornitori, i soci della società rispondono entro il limite di quello che hanno prelevato nel bilancio finale di liquidazione (ma, se la società è chiusa con debiti, allora non hanno preso nulla perché i soldi non erano sufficienti per coprire tutti i debiti residui).

Eventualmente il socio risponde solo se è stato liquidatore ed ha cancellato in modo sbagliato la S.r.l. attuando qualche comportamento visto nel capitolo precedente.

 

Come difenderti dal rischio di debiti non fiscali quando tu cancelli la S.r.l.?

Essenzialmente ti difendi gestendo correttamente la S.r.l. .

Al socio non vengono imputati i debiti della S.r.l. se non ha provocato il dissesto della S.r.l. .

Se, invece, il socio ha provocato il dissesto della società, allora c’è il rischio che gli altri eventuali soci, non soci, altri amministratori possano fare delle azioni di responsabilità nei suoi confronti e, quindi, obbligarlo a pagare personalmente i danni che ha causato alla S.r.l. .

Premetto che è veramente molto difficile che ti contestino queste problematiche, ma è anche vero che sono ipotesi che potrebbero capitare in casi estremi.

Inoltre ti segnalo che, se il socio è anche liquidatore della S.r.l., allora deve chiudere correttamente la società per evitare che i fornitori chiedano i soldi a chi ha richiesto la cancellazione della società (quindi basta che liquidi interamente l’attivo, lo venda al prezzo di mercato, non stralci i crediti verso i soci, tenga correttamente la contabilità).

In questo modo è protetto perché se i fornitori vogliono vedere il bilancio finale di liquidazione lo può mostrare senza problemi, senza aver paura che qualche fornitore lo mostri in tribunale e gli attribuisca colpe nella chiusura della S.r.l. .

Ovviamente in questa sede non si discute di avere una S.r.l. ed utilizzarla per lasciare buchi in giro, ma come strumento per limitare i danni che derivano da un sano rischio imprenditoriale.

Se proprio hai paura di ricevere attacchi da fornitori, allora ti converrebbe tenere in vita, ma ferma, la S.r.l. in liquidazione fino a che non è il momento migliore per chiedere uno stralcio al Fisco e per i debiti verso i fornitori.

 

Quando i soci della S.r.l. rispondono dei debiti fiscali?

Diversa la situazione per i debiti fiscali rispetto ai debiti non fiscali. I debiti fiscali hanno un trattamento di maggiore tutela rispetto ai debiti NON fiscali.

Infatti, per i debiti fiscali c’è una piccola differenza che di fatto non crea particolari problemi se ti comporti bene con il Fisco, evitando di fare del nero.

Esatto, hai letto bene, se eviti di fare del nero, allora sei tranquillo.

Questo è dovuto ad una specifica norma presente nel D.Lgs 175/2014 che afferma che, in caso di cancellazione della S.r.l., l’Agenzia delle Entrate ha possibilità di fare accertamenti entro i 5 anni successivi.

Da questo, a cascata, i giudici hanno espresso il loro parere specificando al meglio un paio di punti.

Aspetta, non entrare nel panico, ci sono ancora tanti elementi che sono a tuo vantaggio (o per lo meno devi anche conoscere perchè la Cassazione ha specificato a tuo vantaggio) e, soprattutto, hai la protezione patrimoniale perfetta se ti comporti bene con il Fisco evitando di fare il nero.

E questo non lo dico io, ma lo dice la legge.

Lascia che te lo dimostri con i fatti mostrandoti la legge.

 

Decreto legislativo del 21/11/2014 n. 175

Art. 28 Coordinamento, razionalizzazione e semplificazione di disposizioni in materia di obblighi tributari In vigore dal 13/12/2014

[…]

4. Ai soli fini della validità e dell’efficacia degli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi, l’estinzione della società di cui all’articolo 2495 del codice civile ha effetto trascorsi cinque anni dalla richiesta di cancellazione del Registro delle imprese.

[…]

In sostanza con questa legge si fa riferimento alla possibilità di fare, comunque, accertamenti anche dopo i 5 anni dalla cancellazione della S.r.l. .

Ma NON è stato affermato che questo debito deve essere “trasportato” in automatico dalla S.r.l. al socio della società.

Successivamente la Cassazione ha fatto degli interventi per specificare come questa legge deve essere applicata al meglio.

In parole povere, c’è la legge, ma, poi, è solo la Cassazione che specifica nel dettaglio come questa deve essere applicata nei momenti in cui c’è incertezza.

Ti faccio notare che qui si parla della parte fiscale, ma non dei fornitori.

Che, di fatto, hanno potere di “rompere le scatole” al liquidatore che ha cancellato la S.r.l. distribuendo utili ai soci senza pagare prima tutti i fornitori, ha svenduto tutti i beni come pretesto di ledere i debitori.

Oppure nel caso in cui l’amministratore, o il socio imprenditore, di fatto hanno gestito malamente la società portandola al dissesto.

Questo per dimostrarti che, quelli che su internet ti fanno credere che la S.r.l. non ha più la protezione patrimoniale, in genere mentono oppure sono ignoranti (nel senso che ignorano) perché non conoscono nel dettaglio la legge.

Siccome a me piace essere preciso e dire la verità, ti riporto qui, di seguito, le sentenze della Corte di Cassazione in cui si specificano vari elementi sul come interpretare questa legge.

 

Corte di Cassazione – Ordinanza 14 febbraio 2020, n.3750

Penso che questa sia veramente una sentenza molto, molto utile per comprendere in quali casi i debiti fiscali passano in capo ai soci della S.r.l. .

Anche se apparentemente sembra complesso non preoccuparti perché, dopo, ti descrivo in sintesi il contenuto di questa sentenza.

Corte di Cassazione – Ordinanza 14 febbraio 2020, n.3750

[…]

1.10. posta tale premessa, circa l’inapplicabilità, ratione temporis, del comma 4 del D.Lgs. n. 175 del 2014, art. 28, alla fattispecie di causa, va altresì evidenziato che per procedere nei confronti dei soci di una società estinta è del tutto insufficiente la mera notifica ad essi dell’avviso di accertamento emesso nei confronti della società medio tempore estintasi, tale circostanza ponendosi solo come <<presupposto della proponibilità dell’azione nei confronti dei soci (Cass. S.U. n, 6070 e 6071 del 2013), da esercitarsi con un autonomo e diverso atto impositivo che dia atto della sussistenza dei presupposti legittimanti la responsabilità del socio ex art. 36 d.P.R. n. 600 del 1973 (arg. da Cass. n. 23916 del 2016, secondo cui «in tema di contenzioso tributario, nell’ipotesi di cancellazione della società di capitali dal registro delle imprese, l’Amministrazione finanziaria può agire in via sussidiaria nei confronti dei soci, nei limiti di cui all’art. 2495 c.c., sino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, ma è tenuta a dimostrare i presupposti della loro responsabilità e, cioè che, in concreto, vi sia stata distribuzione dell’attivo e che una quota di quest’ultimo sia stata riscossa, non potendo allegare per la prima volta in appello la circostanza, non dedotta in sede di accertamento, della distribuzione occulta di utili extracontabili>>).

Questa ordinanza della Cassazione afferma che:

– l’Agenzia delle Entrate, se vuole agire nei confronti della S.r.l. cancellata, non basta notificare l’atto all’ex socio della società estinta;

– se l’Agenzia delle Entrate vuole fare un’azione nei confronti dei soci della S.r.l. estinta deve farlo con un atto separato da quello di contestazione della S.r.l., in cui si mostra la responsabilità del socio della S.r.l. cancellata;

– se una S.r.l. è cancellata, l’Amministrazione finanziaria, ossia l’Agenzia delle Entrate può chiedere i soldi ai soci fino a concorrenza dell’importo che questi hanno ricevuto nel bilancio finale di liquidazione (tanto quanto gli altri normali debitori fornitori) quando hanno cancellato la società. Questo significa che l’Agenzia delle Entrate può ottenere i soldi dal socio della S.r.l. solo nel limite degli utili che i soci hanno ritirato prima di cancellare la S.r.l. nel bilancio finale di liquidazione, e NON che il socio della S.r.l. risponde illimitatamente quanto una società di persone o una ditta individuale (come qualche simpaticone su internet fa credere);

– l’Agenzia delle Entrate se vuole richiedere i soldi ai soci della S.r.l. deve dimostrare che questi hanno delle responsabilità;

– la responsabilità in concreto è definita (questo concetto direi che è il concetto più importante per te di questo articolo) con il fatto che ci sia stata una distribuzione dell’attivo e che una quota di questa distribuzione sia stata effettivamente incassata da parte del socio, che poi ne diventa responsabile e, quindi, l’Agenzia delle Entrate può richiedergli i soldi nel limite di questa somma prelevata dal socio.

– l’ulteriore elemento fondamentale risiede nel fatto che, tra i soldi liquidati nel bilancio finale di liquidazione e incassati, rientrano anche gli utili extracontabili, ossia il nero, che l’Agenzia delle Entrate può di fatto contestare entro i 5 anni dalla cancellazione della S.r.l. grazie al D.Lgs 175/2014.

Detto in poche parole, se cancelli la S.r.l. ed entro 5 anni l’Agenzia delle Entrate ti scopre utili extracontabili (che credo principalmente sia se fai del nero e non tanto se ti accerta maggiore imponibile per costi indeducibili), allora il socio deve rispondere dei debiti fiscali della S.r.l. nel limite del “nero” contestato alla S.r.l. estinta.

Ed è questo l’unico caso in cui il debito fiscale della S.r.l. passa al socio della società.

Che nulla ha a che fare con l’affermazione sbagliata che i soci della S.r.l. rispondono per tutti i debiti della società in modo automatico ed illimitato tanto quanto una società di persone o ditta individuale.

Nota: qui si parla di eventuale responsabilità dei soci dei debiti fiscali della S.r.l. in caso di utili in nero. Ma non rientrano i debiti verso i fornitori.

Nota2: se NON fai del nero, allora l’Agenzia delle Entrate non può richiederti i soldi dei debiti fiscali perché di fatto non hai riscosso utili in nero. Quindi, questo è un buon motivo per comportarti bene ed evitare di fare del nero.

Direi che l’Agenzia delle Entrate ha ragione, se fai del nero è giusto punire, o per lo meno condividere con lo Stato i soldi dei proventi extracontabili, e, se non fai del nero, è giusto che la S.r.l. ti protegga.

Nota3: essenzialmente, dalla lettura della norma, per i debiti fiscali che sono nati fino a che la S.r.l. era in vita, sembra che tutti i debiti fiscali siano sempre in capo alla S.r.l. .

Mentre, i debiti fiscali che nascono entro 5 anni dalla cancellazione della S.r.l. che derivano da utili extracontabili, possono passare dalla società al socio della S.r.l. . Cosa diversa rispetto al fatto di dire che tutti i debiti fiscali ricadono in capo ai soci in modo automatico appena cancelli la S.r.l. .

Tutto questo NON ha nulla a che fare con il concetto che i soci rispondono dei debiti della S.r.l. tanto quanto una società di persone o una ditta individuale, come vogliono fare credere alcune persone su internet perché probabilmente non hanno approfondito adeguatamente la norma.

Sottolineo anche che fare del nero non ha nulla a che fare con una sana gestione imprenditoriale della S.r.l. o con l’Efficacia Fiscale.

Quello che crea confusione è credere che, per i debiti fiscali della S.r.l., rispondano i soci indistintamente per tutti i debiti in modo automatico, mentre la realtà dei fatti è completamente diversa.

Ossia che, solo per i debiti fiscali della S.r.l., il socio della società ne potrebbe rispondere, ma questo nel limite, e solo nel caso in cui, l’Agenzia delle Entrate scopra degli utili extracontabili.

Inoltre non vuol dire che i debiti fiscali passino in automatico ai soci, perché l’Agenzia delle Entrate deve, appunto, dimostrare che ci siano degli utili extracontabili che siano stati incassati dal socio.

I debiti fiscali vecchi rimangono nella S.r.l. mentre, se dopo la cancellazione fanno un accertamento e trovano imponibile, allora questi possono essere imputati al socio perché:

1) non c’è la S.r.l. . Fino a che la S.r.l. è viva, anche se fosse in liquidazione, ti protegge dai debiti fiscali (un altro caso in cui può nascere il problema è nel caso in cui tu sei in giudizio con l’Agenzia delle Entrate e poi chiudi la S.r.l. senza che la causa sia passata in giudicato, ossia nessuno la può contestare),

2) hai commesso errori nel calcolo delle imposte oppure hai fatto incassi in nero. Ricordo che questo non va a vantaggio dei fornitori, che potenzialmente possono richiedere i soldi indietro all’amministratore della S.r.l. che: 1) chiude male la S.r.l. distribuendo soldi ai soci che non doveva, 2) amministratori (o soci imprenditori occulti) che hanno portato la S.r.l. in dissesto.

Ecco questi sono i casi in cui puoi avere problemi, che è completamente diverso dal fatto di affermare che la S.r.l. risponde tanto quanto una società di persone.

 

 

Come difenderti dal rischio di debiti fiscali arretrati in caso di cancellazione della S.r.l.?

  • Se proprio hai paura di chiudere la S.r.l. e rischiare di ricevere i suoi debiti, allora potresti valutare di tenere aperta la S.r.l. in liquidazione, ma ferma, anche per 10 o 20 anni, in modo da aspettare il momento giusto per stralciare i debiti con il Fisco e con i fornitori.

Oppure aspettare l’eventuale decadenza decennale (ma verificala con l’avvocato) dei debiti commerciali e, quindi, chiuderla solo dopo che hai chiuso al meglio tutti quanti i debiti verso i fornitori.

In questo modo accumuli anni in cui la contabilità non ha operazioni. Pertanto non hai elementi gravi sui quali l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestarti degli utili extracontabili.

In quanto sono andati con buona probabilità in prescrizione (o comunque hai più probabilità che ti contestino meno, anche perché dopo 5/10 anni non possono più farti accertamenti sugli utili extracontabili).

È ovvio che per fare questo devi mantenere in vita una S.r.l., che avrà di certo un costo per il commercialista, che, in caso di eredità, passa ai tuoi familiari (che devono saper gestire al meglio), ma è anche vero che è una tua scelta calibrare i vantaggi di una e l’altra parte.

  • Un’altra ottima soluzione è quella di evitare di fare il nero. Così non ti possono contestare gli utili extracontabili che sono quelli che farebbero attivare il debito che dalla S.r.l. chiusa passa al socio della società.

Se non fai del nero, puoi chiudere la S.r.l. e non ti possono contestare utili extracontabili che andrebbero a configurare più soldi che tu prenderesti in fase di bilancio di liquidazione.

Adesso, quello che potrebbe venirti in mente è il problema del socio unico della S.r.l., che alcuni pensano risponda illimitatamente di tutti i debiti della società.

Ti dico questo perché, in un video in cui ho inserito i vantaggi di una S.r.l. rispetto alla ditta individuale, c’era un simpaticone che contestualizzava il messaggio insinuando che, con la S.r.l a socio unico l’imprenditore rispondesse di tutti i debiti residui tanto quanto una ditta individuale, come se non ci fosse la protezione patrimoniale della S.r.l. .

Così ho approfondito la ricerca e ti riporto qui, di seguito, come stanno le cose secondo la legge.

 

Qual è il problema della S.r.l. a socio unico oppure della S.r.l. a ristretta base societaria?

Quando una S.r.l. ha pochi soci, compreso anche il caso in cui la S.r.l. sia a socio unico, l’Agenzia delle Entrate presuppone che quando ti scopre utili extracontabili, questi siano di fatto incassati dal socio e quindi aumenta il reddito imponibile non solo alla società, ma anche in eguale misura dei soci (o del socio unico).

Questo perché presuppone che gli utili in nero fatti dalla S.r.l. siano prelevati dal socio e, perciò, su questi maggiori utili in nero bisogna far pagare le imposte sia alla società, sia in capo al socio della società perché sono distribuiti ad esso.

A livello concettuale l’Agenzia delle Entrate avrebbe ragione perché, se il socio non avesse fatto del nero, allora questi utili sarebbero transitati nella contabilità della S.r.l. . Così facendo avrebbe di sicuro pagato le imposte sulla società del 28% (24% Ires e 4% Irap) e sarebbero stati depositati nel conto corrente della società.

Poi, solo nel caso in cui questi utili fossero stati prelevati dal socio, allora li sopra il socio avrebbe pagato anche il 26% di imposte sulla distribuzione di utili.

Ecco, questo è il punto.

Siccome gli utili fatti in nero di fatto sono soldi che si intasca il socio della S.r.l., nel momento in cui vengono accertati dei maggiori utili nella S.r.l. di fatto questi sono trattenuti nelle tasche dell’imprenditore.

Quindi, questo deve pagare anche le imposte personali sulla distribuzione degli utili.

Solo che l’Agenzia delle Entrate calcola in modo errato questo meccanismo e, di conseguenza, c’è il rischio che questa faccia pagare al contribuente delle imposte in maniera superiore rispetto a quello che il socio avrebbe dovuto pagare nel caso in cui avesse dichiarato i ricavi extracontabili nella S.r.l. .

Qui, devo dirti che ci sono 2 cose vere.

È vero che l’Agenzia delle Entrate calcola in modo dannoso per il contribuente quello che viene contestato in caso di accertamento della S.r.l., però è anche vero che di fatto a livello concettuale avrebbe ragione.

Mi spiego meglio, se l’Agenzia delle Entrate dovesse accertare degli utili in nero in capo alla S.r.l. è giusto che le imposte siano pagate sia in capo alla S.r.l. sia in capo al socio, perché questi maggiori soldi extracontabili sono entrati nelle tasche e sarebbero stati spesi dal socio della S.r.l. .

L’Unica cosa che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe fare è che, nel momento in cui contesta utili extracontabili, questi devono essere prima pagati in capo alla S.r.l. per il 28% circa (24% Ires e 4% Irap) e, dopo, sulla differenza effettuare una ritenuta d’imposta del 26% a titolo di distribuzione di utili.

Cifra che corrisponde alle stesse imposte che avrebbe pagato il socio se avesse dichiarato gli utili extracontabili in caso alla S.r.l. .

E non di aumentare sia il reddito imponibile della S.r.l. sia il reddito del socio causando un maggior aggravio di imposte complessive.

Ecco, in tutto questo non centra nulla il fatto che i debiti dei fornitori passano in capo al socio unico, oppure che tutti i debiti fiscali della S.r.l. passano in automatico in capo al socio unico se non c’è una contestazione di utili extracontabili.

Nota: le sentenze della Cassazione in merito al fatto che alla S.r.l. siano contestati utili extracontabili sia alla società sia al socio della stessa ci sono sia a vantaggio dell’Agenzia delle Entrate, sia a vantaggio del socio.

Quello che voglio segnalare è che tutto quello che è fuori da questo ragionamento che ti ho appena descritto non è corretto.

Se qualcuno su internet afferma che un socio unico di S.r.l. risponde con il proprio patrimonio di tutti i debiti della società in modo automatico, allora chiunque affermi questo non ha studiato ed approfondito questo argomento (dimostrando di parlare con superficialità).

Essenzialmente il “problema” della S.r.l. a ristretta base societaria, oppure della S.r.l. a socio unico, sta nel fatto che, qualora vengano accertati utili extracontabili (il nero), viene riconteggiato in aumento sia il reddito della società (maggiori utili) sia il reddito del socio della società, come se questi maggiori utili realizzati con il nero fossero stati distribuiti ai soci.

In questo modo è vero che le imposte pagate dal socio della S.r.l. e dalla stessa società potrebbero essere maggiori rispetto a quelle che avrebbe pagato lo stesso socio nel caso avesse distribuito gli utili dalla S.r.l., ma è anche vero che il concetto dell’Agenzia delle Entrate è giusto: se alla S.r.l. fossero contestati degli utili in nero, questi, per forza sarebbero stati presi e distribuiti di fatto al socio, quindi è giusto pagare anche le imposte sulla distribuzione di questi utili, oltre che maggiori imposte in capo alla S.r.l. .

Poi, come questo meccanismo è calcolato dall’Agenzia delle Entrate è sbagliato, perché dovrebbe calcolare le imposte sul 26% relativa alla distribuzione di utili della S.r.l. e non come semplice aumento di reddito fiscale in capo al socio della S.r.l.; ma il principio che ci sta dietro direi che è giusto.

Nota: il “problema” della S.r.l. a ristretta base societaria, oppure del socio unico, non ricade solo in caso di cancellazione della S.r.l., ma è una caratteristica che è sempre presente, anche se la S.r.l. fosse in vita.

Poi, questo meccanismo vale anche entro i 5 anni dalla cancellazione della S.r.l. perché il D.Lgs 175/2014 ha previsto che entro 5 anni l’Agenzia delle Entrate può effettuare accertamenti, e vale solo nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria accerti degli utili extracontabili.

Per dimostrare questo ti condivido una recente sentenza della Cassazione, con ordinanza n.25501/2020, che ha esteso la presunzione degli utili extracontabili contestati alla S.r.l. come se fossero distribuiti ai soci, anche ai costi indeducibili.

Giurisprudenza – CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 novembre 2020, n. 25501

[…]

che, dunque, non è condivisibile la tesi sostenuta del ricorrente, secondo il quale i costi fiscalmente non deducibili non sarebbero equiparabili a maggiori ricavi in nero, sicché, con riferimento ai primi, non sarebbe ipotizzabile una loro distribuzione ai soci in nero, dovendosi al contrario ritenere che i costi fiscalmente non deducibili sono, per loro natura, costi neutrali ai fini fiscali, nel senso che di essi non è dato tener conto ai fini della determinazione della base imponibile, la quale è da ritenere essere stata comunque alterata in caso di costi erroneamente ritenuti deducibili, con conseguente inevitabile ricaduta sulla quantificazione delle imposte dovute;

che, pertanto, il ricorso proposto dal contribuente va respinto, con sua condanna al pagamento delle spese processuali, quantificate come in dispositivo;

[…]

Quindi, anche i costi che sono considerati indeducibili, possono essere considerati come se fossero utili distribuiti ai soci e dei quali il socio debba pagare le relative imposte a livello personale, altre che alle maggiori imposte in capo alla S.r.l. .

Segnalo anche che il “problema” del socio unico della S.r.l., oppure della S.r.l. a ristretta base societaria, riguarda solo un effetto fiscale per gli utili extracontabili, cosa che è completamente diversa dal dire che il socio unico della S.r.l. risponde illimitatamente dei debiti della S.r.l. tanto quanto una ditta individuale o una società di persone.

 

Come difenderti dal rischio di cancellazione della S.r.l. nel caso fossi a socio unico oppure a ristretta base societaria?

A mio parere ci sono sentenze contrastanti, dovuto al fatto che bisogna guardare al principio da cui è nato tutto questo.

Se utilizzi una S.r.l. per truffare i fornitori e lo stato, allora hai rischio di dover pagare, giustamente, tutti quanti i debiti.

Se invece cancelli la S.r.l. con i debiti normali che derivano da imprevisti aziendali allora sei premiato con la garanzia patrimoniale.

In tutti i casi, il problema del socio unico della S.r.l. (oppure della S.r.l. a ristretta base societaria ha effetti solo fiscali), non è una norma che ricade su tutti i debiti della S.r.l. . Ricade sui debiti fiscali ma non ricade sui debiti NON fiscali, come ad esempio quelli dei fornitori.

Ciò significa che non è che tutti i debiti della S.r.l. ricadono in automatico al socio unico della società.

Significa che solo in caso ci siano utili extracontabili, allora su questi sia la S.r.l. sia il socio dovranno pagarci le imposte, perché si presume che questi maggiori ricavi siano presi e intascati dal socio.

Dunque per difendersi dal pericolo del socio unico della S.r.l. basta evitare di fare il nero e di mettere costi indeducibili nella S.r.l. che stai utilizzando per svolgere la tua attività economica.

Se non fai nero non ti possono contestare maggiori utili nella dichiarazione dei redditi del socio. In questo modo eviti che il fisco ti possa imputare nuovi debiti fiscali al socio della S.r.l. .

Nota che questo non vuole dire che tutti i debiti fiscali, in caso di utili extracontabili della S.r.l., vadano in capo al socio della S.r.l. .

Perché nel caso di utili extracontabili allora alla S.r.l. sarebbero imputati maggiori redditi sul quale la società dovrebbe pagare maggiori imposte e sanzioni tanto quanto il socio.

Sul maggior reddito imputato alla S.r.l. ne risponde la S.r.l., per il maggior reddito imputato al socio della S.r.l. ne risponde solo il socio della S.r.l. .

Infatti ad esso andrebbero imputato un maggior reddito imponibile, sul quale andrebbe a pagare un maggior numero di imposte, che ricadono nella sfera personale del socio della S.r.l., ma questo NON significa che le maggiori imposte della S.r.l. sono “trasferite” al socio della società oppure che i debiti pregressi della S.r.l., fiscali e non, siano “trasportati” in capo al socio della società in modo “automatico”.

È anche vero che l’imprenditore è colpito personalmente di questi debiti fiscali della S.r.l. nel momento in cui viene beccato a fare del nero, che questo NULLA ha a che fare con una corretta gestione imprenditoriale della S.r.l. e neanche nulla a che a fare con l’Efficacia Fiscale, cosa che è già un buon motivo per evitare di fare del nero.

 

Perché su internet leggi informazioni negative?

Le persone che, su internet, ti spaventano asserendo che i soci della S.r.l. rispondono illimitatamente ed in modo automatico di tutti i debiti della società tanto quanto una società di persone o una ditta individuale, non te la raccontano giusta.

Devi avere paura solo nel momento in cui utilizzi una S.r.l. per frodare i fornitori, frodare il Fisco, fare incassi in nero e che nulla a che vedere con la sana, corretta gestione imprenditoriale di una società che voglio divulgare in questo mio blog.

Se qualcuno su internet afferma qualcosa di diverso da quello che hai appena letto in questo articolo, molto probabilmente è perché non ha approfondito questi l’argomenti, oppure vuole semplicemente decontestualizzare il messaggio per suoi interessi personali.

Il principio cardine è che la protezione patrimoniale della S.r.l. è completa.

Che non viene messa in discussione in caso di comportamento corretto da parte del socio della società.

All’opposto, se il socio della S.r.l. dovesse cercare di frodare fornitori o lo stato, allora potrebbe essere messo in discussione e punito dal giudice qualora la S.r.l. fosse utilizzata con l’intento di non pagare imposte e contributi realizzando vendite in nero. In questo caso il debito fiscale verrebbe imputato al socio della società S.r.l. .

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto da questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale sai come cancellare una S.r.l. con i debiti (fiscali e non fiscali) evitando che questi passino in capo al socio unico della società in modo da proteggere il tuo patrimonio personale ed i soldi che hai accantonato per il futuro della famiglia.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

a) produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,

b) avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…

c) utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata sulla tua S.r.l. con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni, specificando nella email di quali informazioni hai bisogno, ma sapendo che non ti faremo mai dei “preventivi per la tenuta della contabilità”.

Perché se vuoi collaborare con me (portando la contabilità della tua S.r.l. da me o per aprire una nuova S.r.l.) dovrai prima acquistare la consulenza di Efficacia Fiscale – http://bit.ly/2NceH5z -.

Solo dopo aver fatto la consulenza con me riceverai il prezzo per il servizio della Contabilità Controllata se reputiamo – io e te – che collaborare insieme sia utile per entrambi.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai gratuitamente un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti per ridurre il carico fiscale dal 70,72% al 28% utilizzando la tua S.r.l. (sono più di 94).

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Se vuoi informazioni fiscali gratuite ma “lente” puoi mettere un commendo in fondo a questo articolo (ti risponderò periodicamente una volta ogni uno/due settimane).

Se, invece, hai fretta di ottenere migliori informazioni fiscali per la S.r.l. in minor tempo (risparmiando tempo e quindi denaro), puoi scegliere uno dei 2 canali disponibili per interagire ad un livello successivo con me:

1) inserisci la tua migliore email nel form qui sotto. Ciò ti permetterà di ricevere una email con un link che ti consentirà di scaricare gratuitamente il manuale con oltre 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l. .

Al termine della lettura del manuale che scaricherai, potrai richiedere una consulenza gratuita per comprendere se puoi accedere ad un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o la futura S.r.l.).

2) acquista il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.” che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva. Prendere il libro da questo link ti permetterà di acquistare una consulenza con me ad un prezzo bonus (invece che euro 497 + Iva, pagherai euro 197 + Iva. Che corrisponde ad un risparmio del 60,36%).

Oltretutto, acquistando il libro da questo mio link, riceverai gratuitamente a casa tua (o presso il tuo ufficio) anche la mia personale newsletter trimestrale cartacea, per sempre.

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

Che cosa aspetti a contattarci?

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *