Ciao, ti do il benvenuto in questa circolare del blog di Efficacia Fiscale per mostrarti uno strumento per risparmiare le imposte tutte le volte che decidi di acquistare una quota di una società estera, tra cui, ad esempio, una Ltd con sede a Londra (che è equivalente della nostra S.r.l.).

Ti dico questo perché, fino a che sei residente in Italia, avrai a disposizione un differente trattamento fiscale nel caso in cui tu intestassi la quota della società estera a te come persona fisica, oppure nel caso in cui la intestassi alla tua S.r.l. italiana (che in un certo senso, poi, fungerebbe da S.r.l. holding).

Cosa che, se è utilizzata da te in modo intelligente, ti farà diminuire il carico fiscale.

Appena avrai completato la lettura di questa nuova circolare comprenderai come diminuire il carico fiscale intestando le quote della società estera a te come persone fisica oppure alla tua S.r.l. italiana.

E non sottovalutare questa domanda perché, ogni anno che passa, il mondo è sempre più globale ed è normale che, con il tempo, dovrai scontrarti sempre più con queste problematiche.

Quindi, leggere questa nuova circolare, ti permetterà, una volta per tutte, di evitare di avere dubbi in futuro.

Internet ha ridotto le distanze, ha trasformato il mondo rendendolo sempre più piccolo, maneggevole, alla portata di mano.

Quindi, un business dall’altra parte del mondo è alla portata di tutti, in pochi click.

Resta, però, il problema tipicamente italiano: la tassazione per noi che siamo residenti in Italia e facciamo investimenti in società estere.

È vero che in Italia le imposte ed i contributi sono elevati ma, è anche vero che, ci sono vari strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare, principalmente utilizzando la S.r.l. e che ti permettono di ridurre il carico fiscale complessivo nel rispetto della legge.

Conoscerli è responsabilità del commercialista, per poterne applicare il maggior numero possibile nella tua S.r.l., al fine di farti avere più soldi alla fine dell’anno e abbassare l’importo degli F24 da pagare con la dichiarazione dei redditi.

Il tuo obiettivo, come imprenditore, è quello di fare più utili possibili con la S.r.l. ed evitare che il fisco ti porti via il 70% di questi.

Avere un’attività fiorente e pagare il minor carico fiscale, ti permetterà di avere più denaro a disposizione, cosa che ti consente di delegare maggiormente parti della tua azienda e, quindi, guadagnare anche maggior tempo.

Maggior soldi e maggior tempo a tua disposizione ti consentiranno, infatti, di migliorare, a cascata, tutti gli altri aspetti della tua vita, come ad esempio:

– avrai relazioni più appaganti perché avrai più tempo da dedicare alla tua famiglia, non solo a tua moglie ed ai tuoi figli, ma anche ai tuoi genitori ed ai tuoi amici;

– potrai curare di più la tua salute, perché potrai, se necessario, accedere alle strutture mediche migliori o potrai dedicare, ad esempio, più tempo a volgere attività sportive. Le stesse attenzioni le potrai dedicarle ai tuoi figli, seguendo non solo la loro crescita ma avendo più tempo da trascorrere con loro in modo da poterli guidare, consigliandoli, nelle loro scelte future;

– avrai più tempo per te stesso e per dedicarti ai tuoi interessi personali, cosa che si tradurrà in maggiore relax, maggiore pace personale o maggior tempo produttivo da investire nella tua S.r.l.;

– potrai gestire al meglio la tua attività, trovando anche il tempo per ricercare collaboratori sempre più validi;

– il tuo status sociale sarà più elevato perché potrai mostrare agli altri le tue maggiori ricchezze, beni o maggior tempo a disposizione per i tuoi svaghi;

Ritornando all’argomento che mi ha portato a scrivere questa circolare, voglio, ora, analizzare con te quali sono le informazioni che devi conoscere prima di decidere di intestare le quote di una società estera ad una persona fisica oppure ad una S.r.l. italiana.

Comprendere questa differenza è importante per tagliare il carico fiscale in funzione dei tuoi specifici obiettivi imprenditoriali.

Cosa che scoprirai nel dettaglio qui, di seguito.

Quindi, bando alle ciance e let’s go…

 

“Simone mi hanno proposto di costituire una società estera per aprire un business con altri soci internazionali. Meglio intestare le quote della società estera ad un privato oppure alla S.r.l.?”

Posto che non ci sia esterovestizione (Con esterovestizione si intende la fittizia localizzazione all’estero della residenza fiscale di una società che, al contrario, ha di fatto la sua attività e persegue il suo oggetto sociale in Italia.), che la società operi autonomamente all’estero e che il socio italiano non compia operazioni per conto della società estera mentre è fisicamente in Italia, la risposta è che dipende.

Dipende da quali sono i tuoi obiettivi personali e imprenditoriali.

Per esempio, dipende se questi soldi che incassi dalla vendita li vuoi prendere come soldi per fare spese personali, oppure se li vuoi incassare per fare ulteriori investimenti aziendali.

Devi valutare questi 2 aspetti perché c’è una imposizione fiscale diversa a seconda che tu prenda gli utili della società estera come persona fisica, oppure attraverso una S.r.l. Holding, cosa che scoprirai meglio nel corso della lettura di questa circolare.

Così ho chiesto maggiori informazioni al mio cliente, e lui mi ha risposto:

“Siccome stanno creando una nuova società formata da 5 soci, ci sarebbe la possibilità di entrare con una piccola percentuale o come azienda o come privato”.

“È tipo un investimento.”

“È una società che ha già 4 caffetterie e vuole crescere per fare un exit tra 4,5,6 anni. Li metterei nella società che, poi, li userà per aprire nuovi locali o acquistare macchinari ecc”

Ecco, in base alle informazioni che mi ha fornito il cliente, potrei dire che, per lui, in questo caso specifico, gli conviene intestare le quote della Ltd estera alla sua S.r.l. italiana.

Questo perché, gli utili che incassa dalla società estera, li vuole utilizzare per fare nuovi investimenti aziendali con la S.r.l. italiana.

Gli conviene intestare le quote della società estera alla S.r.l. italiana perché questa, sugli utili distribuiti, paga solo l’1,2 di Ires, invece che l’aliquota ordinaria del 24%.

Cosa che consente, alla S.r.l. italiana, di fare nuovi investimenti aziendali utilizzando gli utili distribuiti dalla società estera pagando solo l’1,2% di imposta Ires invece che il 24%.

Ma attenzione, se poi i soldi incassati dalla S.r.l. italiana li vuoi distribuire ai soci della stessa, pagheresti più imposte. Dunque ti SCONSIGLIO di depositare gli utili dalla società estera nella S.r.l. italiana per poi distribuirli nuovamente ai socio della società italiana per fare delle spese personali.

Questo in quanto pagheresti prima l’1,2% di imposte sugli utili distribuiti dalla società estera alla S.r.l. italiana, e poi per distribuirli dalla S.r.l. italiana ai soci pagheresti un ulteriore 26% sulla distribuzione degli utili.

Dunque pagheresti più imposte rispetto al caso in cui prendessi gli utili dalla Ltd inglese per poi lasciarli nella S.r.l. italiana per fare nuovi investimenti aziendali.

Questo in quanto pagheresti solo l’1,2% di imposta Ires, evitando di pagare un ulteriore 26% di imposte sugli utili distribuiti ai soci della S.r.l. italiana.

 

Quando ti conviene intestare le quote di una società estera ad una S.r.l. italiana oppure ad una persona fisica?

In generale, nel decidere in quale caso ti conviene intestare le quote di una società estera a te come persona fisica oppure ad una tua S.r.l. holding, hai 3 diverse soluzioni che ti permettono di tagliare il carico fiscale in funzione dei tuoi obiettivi:

  1. Quanto gli utili della società estera li vuoi utilizzare per fare nuovi investimenti imprenditoriali, per esempio per avviare nuovi business, allora ti conviene intestare le quote della società estera ad una S.r.l. italiana. Questo perchè paghi una imposta Ires dell’1,2%;
  2. All’opposto, nel caso in cui l’imprenditore voglia utilizzare questi soldi per fare acquisti personali, allora conviene intestarsi le quote come persona fisica. Questo in quanto paghi solo il 26% di imposte sulla distribuzione utili (invece che l’1,2% di imposte Ires della S.r.l. con l’aggiunta, sulla differenza, anche di un ulteriore 26% di imposta di distribuzione utili ai soci);
  3. Grazie a questi primi 2 punti, puoi fare un ulteriore passo avanti, e valutare di avere una parte della quota della società estera intestata a te persona fisica, per i soldi che vuoi tenere a livello personale. Mentre per la parte di utili della società estera che vuoi utilizzare per fare nuovi investimenti imprenditoriali, puoi intestare le quote della società estera alla tua S.r.l. italiana e utilizzare quei soldi per fare investimenti aziendali nel corso del tempo.

Queste 3 opzioni sono le uniche principali soluzioni su cui devi ragionare tutte le volte che devi valutare a chi intestare le quote di una tua società estera.

Soluzioni che ti permettono di ridurre al minimo il carico fiscale in base alle scelte imprenditoriali che hai bisogno di fare.

 

Perché paghi 1,2% di Ires sugli utili distribuiti alla S.r.l. holding italiana invece che il 24%? Perché conviene utilizzare una S.r.l. holding italiana solo se vuoi reinvestire i tuoi soldi in una nuova attività economica?

Per comprendere quanto conviene, fiscalmente parlando, intestare le quote di una società estera alla tua S.r.l. italiana, oppure direttamente a te persona fisica, bisogna comprendere questo meccanismo fiscale.

Finché noi siamo residenti in Italia, dobbiamo pagare le imposte in Italia anche sui redditi prodotti in qualsiasi parte del mondo.

Indipendentemente da dove produci gli utili di capitale, devi pagare le stesse imposte che pagheresti nel caso in cui ricevessi i soldi da una S.r.l. in Italia.

Detto in un altro modo, se la tua S.r.l. italiana distribuisse gli utili a te persona fisica, allora pagheresti il 26% di imposte, tanto quanto nel caso in cui tu ricevessi gli utili di capitale da una società estera.

Invece se la tua S.r.l., definita S.r.l. figlia, distribuisse gli utili ad un’altra S.r.l., definita S.r.l. holding, allora, questa ultima, deve dichiarare il reddito che deriva dagli utili e, quindi, pagare l’imposta Ires dell’1,2% (evitando di pagare il 26% di imposte che è prevista per gli utili distribuiti ad una persona fisica).

Questo meccanismo sarebbe lo stesso nel caso in cui una società estera distribuisse gli utili ad una S.r.l. italiana (prima, per sicurezza, verifica eventuali accordi bilaterali tra i 2 paesi).

L’unica differenza è che la società estera paga prima le imposte nel paese estero e, la società italiana, paga le imposte della società in Italia. Quindi se nel paese estero le imposte sulla società sono più basse, rispetto che in Italia, di fatto rimangono più utili distribuibili ai soci.

Ma, in tutti e due le situazioni, i soci italiani che prendono gli utili sia dalla S.r.l. italiana sia dalla società estera, pagano le stesse imposte del 26% sulla distribuzione degli utili.

Perché la S.r.l. holding italiana paga l’1,2% di Ires invece che il 24% di Ires normale?

Devi sapere che c’è uno specifico articolo del Tuir, ossia le legge di riferimento delle imposte sul reddito, che prevede che gli utili distribuiti da una società di capitali ad un’altra società di capitali, formano il reddito di questa seconda per un 5% invece che al 100% degli utili distribuiti.

Dunque, di conseguenza, la S.r.l. che incassa gli utili da un’altra S.r.l., paga le imposte Ires sugli utili pari a: 5% degli utili ricevuti x 24% Imposta Ires = 1,2% di imposta Ires effettiva, invece che il 26% nel caso in cui gli utili siano distribuiti ad un socio persona fisica.

Ma non cascare nel tranello di pensare che, l’1,2% di Ires che paga la S.r.l. holding italiana quando incassa gli utili, sia sempre minore rispetto al 26% nel caso in cui i soldi siano prelevati dal socio persona fisica.

Questo in quanto è vero che la S.r.l. holding italiana che riceve gli utili paga l’1,2% di imposte ma, è anche vero che questi soldi rimangono nella S.r.l. holding.

Poi, se questi soldi sono riutilizzati per fare nuovi investimenti, allora, la S.r.l. holding non paga ulteriori imposte. Solo nel caso in cui la S.r.l. holding distribuisse i soldi come utili ai soci persone fisiche, allora questi pagherebbero un ulteriore 26% (oltre all’1,2% di Ires pagata in precedenza).

Dunque, se la S.r.l. holding italiana volesse nuovamente distribuire gli utili ai soci, allora questo significa che pagherebbe un ulteriore 26% oltre che l’1,2% di Ires sulla parte degli utili distribuiti dalla società estera alla società italiana.

Quindi, quale lezione puoi trarre da questo meccanismo?

Se tu fai investimenti in nuova società estera, e se vuoi che questi soldi vengano utilizzati per fare nuovi investimenti aziendali, allora, ti conviene intestarli alla S.r.l. italiana perché paghi 1,2% di imposta Ires (poi fai nuovi investimenti utilizzando i soldi della S.r.l.).

Se, invece, i soldi che ricevi dagli utili delle società all’estero ti servono per fare tue spese personali, allora ti conviene avere le partecipazioni estere come persona fisica e pagare l’imposta sugli utili del 26% (minor carico fiscale per prendere gli utili di capitale attualmente possibile in Italia e portarli nel conto corrente personale).

Questo in quanto se volessi prender gli utili dalla S.r.l. holding italiana ed utilizzarli per le spese personali, allora le imposte da pagare sono prima l’1,2% di Ires in capo alla S.r.l. e sulla differenza un ulteriore 26% di imposte sulla distribuzione degli utili ai soci.

Quindi, se una parte degli utili li vuoi utilizzare per fare nuovi investimenti ed una parte li vuoi spendere per spese personali, come già descritto prima, potresti valutare la fattibilità di intestare metà delle quote alla tua S.r.l. holding per i soldi che vuoi utilizzare per fare nuovi investimenti.

Mentre, per la seconda metà, potresti intestare le quote a te persona fisica per la quota di utili che vuoi tenerti direttamente per i tuoi consumi personali.

 

A cosa devi stare attento quando hai delle quote di una società estera?

a) Se hai una quota di una società estera intestata come persona fisica, devi indicare questa partecipazione societaria nel quadro RW della tua dichiarazione dei redditi. Ovviamente non devi compilare tu questo riquadro della dichiarazione dei redditi ma, è tua responsabilità, comunicarlo al tuo commercialista. Se non inserisci questo dato della tua dichiarazione rischi sanzioni molto salate.

b) In tutti i casi, ricordati che NON puoi operare per conto della società estera lavorando in Italia. Se lo facessi rischieresti il pericolo di esterovestizione. Ossia che il fisco ti riconosca la società estera come se fosse italiana e, quindi, essere costretto a pagare le imposte in Italia anche se gli utili sono della società estera.

c) Dunque, se le quote le intesti alla persona fisica, stai attento a non operare per conto della società: non vendere prodotti che poi sono fatturati all’estero, non coordinare i collaboratori, non coordinare clienti o fornitori. Devi comportanti come un vero socio finanziatore che aspetta solo gli utili di fine anno facendo in modo che sia la società estera che lavori autonomamente (nel caso lavorassi per conto della società estera, devi essere fisicamente nel paese dove c’è la sua sede).

d) Nel caso in cui la società estera sia controllata dalla S.r.l., in questo caso avrai maggiore sicurezza nei confronti del fisco, perché non dovrai compilare il quadro RW, in quanto avrai la partecipazione estera in contabilità. Inoltre, in caso in cui tu facessi del lavoro in nome e per conto della società estera, potresti fatturare nella S.r.l. italiana le operazioni in Italia per la parte dei servizi che tu hai fornito alla società estera. In questo caso non avresti problemi di esterovestizione come nel caso in cui le quote della società estera siano intestate a te come persona fisica.

 

Conclusione

Grazie a questa circolare hai scoperto quanto ti conviene intestare le quote di una società estera a te persona fisica oppure, in alternativa, ad una tua S.r.l. italiana, per tagliare il carico fiscale utilizzando la legge.

Così facendo puoi fare la scelta migliore per pagare meno imposte possibili in funzione degli obiettivi imprenditoriali e personali che hai stabilito.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

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In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

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Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

Che cosa aspetti a contattarci?

 

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2 thoughts on “Quando conviene intestare le quote di una tua società estera ad una S.r.l. italiana oppure ad una persona fisica?”

  1. Ciao Simone,

    quando dici “Se hai una quota di una società estera intestata come persona fisica, devi indicare questa partecipazione societaria nel quadro RW” non ho capito cosa bisogna indicare nel quadro RW.

    Io ho il 5% di una Kommanditgesellschaft tedesca (è una limited partnership) ma non ho capito se nel quadro RW devo indicare il capitale che ho apportato per entrare in questa partnership o che altro.

    Mi aiuti a capire?

    Grazie

    1. Ciao Dede, nel quadro Rw bisogna indicare tutti gli investimenti all’estero, tra cui le quote di partecipazione nelle società estere. bisogna indicare più dati, cosa che fa direttamente il tuo commercialista.

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