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Special Report

Check list fiscale per la revisione automatica del bilancio della tua S.r.l.

94 strumenti di risparmio fiscale (o bonus fiscali) da controllare ogni mese nel bilancio della tua S.r.l. con il metodo della Contabilità Controllata per capire se puoi diminuire le imposte ed i contributi del 10%, anche senza l’aiuto del tuo commercialista,con la serenità di essere in regola con il fisco e la certezza di trovarti con l’azienda in utile, entro la fine dell’anno.

ATTENZIONE: prima di proseguire ci tengo a precisare che il termine “bonus fiscale” è utilizzato come sinonimo di “strumento di risparmio fiscale” e che, di fatto, sono cose molto simili se non la stessa identica cosa.

 

 Questo è uno strumento molto pratico

La lista che trovi nelle seguenti pagine si evolve di mese in mese in funzione delle novità fiscali e degli aggiornamenti normativi.

Il risparmio fiscale è un lavoro molto più meccanico di quello che possa sembrare all’apparenza.

Il risparmio fiscale non è uno strumento per creativi.

Sai perché?

Nel mondo del fisco non ci sono trucchi magici o segreti. Se cercano di venderti questo concetto, lo fanno solo perché vogliono spillarti dei soldi e rifilarti qualcosa a prezzi troppo alti. Stanne alla larga.

Vuoi sapere come riconoscere queste persone?

È molto semplice.

Caso 1: persone che ti dicono che esistono modi per scaricare al 100% tutti i costi, anche quelli che sono parzialmente deducibili (esempio costo della macchina)

In questa categoria rientrano tutte le persone che ti vendono il concetto di “come scaricare il 100% dei costi parzialmente deducibili”, come ad esempio i costi dell’auto.

Anche se è vero che in determinati casi puoi scaricare questi costi al 100%, è anche vero che lo puoi fare solo nei casi specifici previsti dalle norme fiscali.

Per loro è facile darti “trucchetti” per scaricare al 100% il costo. Tanto poi, in caso di controllo, il sedere seduto davanti al funzionario dell’Agenzia delle Entrate lo devi mettere te.

In genere, la cosa su cui giocano, è sul come te lo comunicano.

È sempre un’ottima cosa comunicare con il cliente generando interesse, ma indipendentemente da come una norma fiscale è comunicata, determinati costi, li puoi scaricare al 100% solo nei casi previsti dalla legge.

Informazioni che puoi trovare da solo con un minimo di ricerca su Google senza dover spendere nessun soldo.

Caso 2: persone “facilone” (esempio spese per vestiti)

In questa categoria rientrano tutte quelle persone, che affermano con assoluta certezza, che tutte le spese si possono scaricare al 100%, quando, in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate, possono disconoscere l’inerenza del costo per il mancato collegamento alla tua attività.

Ossia, fino a che nessuno ti controlla i documenti, sei felice e sereno perché puoi scaricarti tutto quello che vuoi.

Così è facile, nessuno ti controlla i documenti!

Attenzione, nel caso in cui un funzionario controllasse la documentazione cartacea della tua contabilità, potrebbero nascere dei problemi.

E non perché tu ti sia comportato male.

Ma perché il funzionario dell’Agenzia delle entrate è pagato per recuperare “le imposte non pagate”.

Farà di tutto, essendo giustamente il suo lavoro, per affermare che determinati costi, che non sono prettamente collegati alla tua attività, siano indeducibili o parzialmente indeducibili.

Non dico tutti, ma ci sono determinati costi per i quali nessun consulente può, in tutta sincerità, dirti che sei fuori da qualsiasi possibile contestazione da parte del fisco.

È normale che ci siano dei costi che si possono difendere al 100% e altri, invece, che sono sempre discutibili in caso di controlli da parte dell’Azienda delle Entrate.

Quindi bisogna evitare chi ti promette facilmente che qualsiasi spesa è deducibile.

Caso 3: risparmi fiscali troppo alti

In questa categoria rientrano quelle persone che ti promettono dei risparmi d’imposta troppo alti.

Risparmi fiscali importanti sì, ma se lo vuoi fare in maniera legale, difficilmente puoi andare oltre a determinate soglie.

Se la percentuale di risparmio fiscale promessa è molto alta, spesso è utilizzata come strumento di comunicazione per attirare i gonzi.

Ti spiego il motivo.

Quando ti promettono di tagliare del 40% i tributi, questo valore, rispetto a che cosa lo comparano?

Rispetto ai tributi dell’anno precedenti?

Rispetto ai tributi con l’utile stimato quest’anno corrente?

Inoltre, il risparmio appare maggiore ove c’è un utile basso, perché, in questo caso, anche un risparmio piccolo pesa in percentuale maggiore rispetto a un utile rosicato.

Anch’io ho voluto inserire una percentuale, il mio è un dato indicativo e ragionevole.

Al contrario di altri, ho preferito non eccedere con le promesse di risparmio, perché voglio farti presente che potresti benissimo risparmiare anche il 10% d’imposte.

Se sei in una situazione di bassa efficienza fiscale, dovuta al fatto che nessuno ti ha mai informato prima, è normale che tu possa risparmiare percentuali più alte di imposte e contributi.

Questo non sarebbe accaduto se avessi conosciuto le soluzioni fiscali presenti in questo manuale.

Ora ritorniamo al nostro discorso precedente, al perché “nel mondo del fisco non ci sono trucchi magici o segreti”.

Le imposte e i contributi “nascono” da leggi e regolamenti che sono stabiliti dal Governo.

Questo significa che, qualsiasi tributo viene analizzato e verificato da parte di persone differenti e competenti prima della sua entrata in vigore.

Queste persone sono pagate per fare, con largo anticipo, i loro “calcoli” in modo tale da rispettare la politica di bilancio nazionale individuata dal governo.

Quindi, qualsiasi strumento di risparmio fiscale è deciso a priori dal governo.

Noi “comuni mortali” non possiamo creare nulla di nuovo perché tutti i cavilli burocratici, tutte le implicazioni monetarie, così come qualsiasi strumento di risparmio fiscale è deciso (e studiato) dallo Stato prima che la Legge entri in vigore.

Caso 4: consulenti (o persone che si fanno passare per dei consulenti) che ti dicono che i loro strumenti di risparmio fiscale sono sempre inattaccabili o legali al 100%

 Peccato che quello che dicono sia sbagliato, o per le meno non corretto, in quanto “si dimenticano” di dirti una cosa importante per te solo con il fine di attirare la tua attenzione, ma omettendo la verità.

Infatti alcuni strumenti di pianificazione fiscale sono più difendibili rispetto ad altri, quindi in caso di contestazione, devi ricorrere ai 3 gradi di giudizio per difenderti.

Ci possono essere degli strumenti di risparmio fiscale che si possono difendere solo attraverso una sentenza di un giudice tributario in quanto facilmente contestabile dal funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

Quindi dobbiamo essere consapevoli che alcuni strumenti sono più difendibili.

Questa è una cosa che dobbiamo mettere in conto. Anche se ci avvalessimo del migliore commercialista sulla terra, il rischio sarebbe comunque presente.

Quello che possiamo fare in questo caso è prevenire il più possibile questa cosa.

Non posso che farti presente che non tutti gli strumenti di risparmio fiscale sono facilmente difendibili, questo non viene per nulla discusso su internet.

O per la precisione, qualche strumento fiscale è poco difendibile, qualcuno sarà molto difendibile, mentre altri strumenti saranno con esito incerto in quanto sia il contribuente che l’Agenzia delle Entrate potrebbero avere ragione.

Come mai ci può essere questa incertezza?

Questo dipende dal fatto che la norma, per come è stata elaborata, potrebbe essere incerta e nessun giudice si è ancora espresso, oppure perché i giudici si sono espressi, ma hanno manifestato idee contrastanti.

Tutto questo NON significa che NON puoi utilizzare determinati strumenti di risparmio fiscale.

Significa che per determinati strumenti puoi aspettarti maggiori contestazioni in caso di controlli e quindi sta a te cercare di produrre il maggior numero di prove a tuo favore da mostrare ad un giudice.

Quello che personalmente mi preoccupa, in caso di controlli, è quello che è definito abuso del diritto.

Qui di seguito ti riporto la definizione dell’abuso del diritto:

 Articolo 10-bis L. 27 luglio 2000, n. 212 (“Statuto del contribuente”): Secondo il comma 1 della norma, “configurano abuso del diritto una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti”. Gli elementi costitutivi della condotta elusiva posso così enuclearsi:

–condotta priva di sostanza economica;

–conseguimento di indebito vantaggio fiscale;

–essenzialità del vantaggio fiscale indebito.

L’abuso del diritto si verifica quando utilizzi degli strumenti contrattuali legali con il solo fine di ridurre le imposte.

Lo Stato pretende che un contratto venga stipulato con un fine reale di interesse tra le parti e non solo con lo scopo di ridurre le imposte.

Ove tu fossi in questa situazione il funzionario, in caso di controllo, potrebbe contestare lo strumento che hai utilizzato e quindi farti pagare sanzioni e interessi.

Cosa da cui tu dovrai proteggerti.

Oltre a questo, c’è anche da dire che è impossibile pensare di vivere per 40 anni come imprenditori e pensare di non essere mai controllati o pensare di farla franca in ogni accertamento fiscale.

Anche in caso di controlli è normale che nell’esercizio dell’attività ci siano errori piccoli o grandi, e quindi di dover pagare qualcosa in termini di maggiori imposte.

Come è impossibile pensare di vivere per 40 anni come imprenditore senza ricevere controlli, è molto difficile pensare di poter superare un accertamento senza neanche una piccola contestazione.

Cosa succede quando il funzionario dell’Agenzia delle Entrate contesta qualcosa mentre tu potresti avere ragione?

Che se avessi ragione o pensassi che il funzionario dell’Agenzia delle Entrate ti abbia contestato più imposte del dovuto, allora dovresti ricorrere ai 3 gradi di giudizio, ossia al parere della commissione tributaria provinciale, alla commissione tributaria regionale e alla Cassazione.

Prima di tutto contesti quello che il funzionario dell’Agenzia delle Entrate ha riportato sul suo verbale di contestazione e porti le prove a tuo favore davanti al giudice tributario provinciale.

La parte che perde, potrebbe fare un nuovo ricorso al giudice tributario regionale per contestare quello che è stato affermato dal giudice precedente.

Come ultima fase, la parte che perde in sede di giudizio del giudice tributario regionale, può fare ricorso ad un’apposita sezione della Corte di Cassazione per contrastare la sentenza del giudice precedente.

Ovviamente questo che ho scritto è molto sintetico, ma è utile per comprendere qual è la procedura che dovrai seguire per far valere i tuoi diritti e contestare quello che il funzionario dell’Agenzia delle Entrate ha segnalato.

Quando sei arrivato al punto di dover ricorrere al parere di un giudice, questo significa che tu vuoi dimostrare le tue ragioni, quindi significa che dovrai portare più prove possibili.

Queste prove possono consistere, per esempio, in documenti per provare che un atto ha una data certa, che un determinato fatto è effettivamente reale e avvenuto, che un determinato valore di una transazione sia quello vero di mercato, oppure che determinati giudici in precedenza si sono espressi a favore del contribuente in casi simili.

Quindi per difenderti, devi prepararti in anticipo, cercando di trovare più elementi di prova a tuo favore, sapendo che per determinati strumenti puoi sempre essere potenzialmente contestato.

In tutti i casi ricordati che tu o l’Agenzia delle Entrate potete arrivare fino al terzo grado di giudizio che corrisponde ad una sentenza della cassazione.

Solo con quest’ultima si può considerare tutto completamente definitivo (eventualmente il giudizio diventa definitivo in primo grado oppure al secondo grado se la controparte decide di non proseguire con il ricorso successivo).

In tutti i casi sarà una perdita di tempo e denaro per te perché richiederà energie, attenzione, commercialista o avvocato.

Ovviamente se devi difenderti devi difenderti, ma questo significa che più l’importo che ti contestano è elevato e più hai vantaggio a fare ricorso fino alla fine.

Più l’importo contestato è esiguo o minimo, più ti conviene pagare prima possibile in modo da beneficiare della maggiore riduzione delle sanzioni consentita dalla legge.

In tutti i casi ricordati che l’Agenzia delle Entrate potenzialmente andrà fino agli ultimi gradi di giudizio.

Questo è dovuto in parte al fatto che al funzionario dell’Agenzia delle Entrate non gli costa nulla fare opposizione estrema, tanto paga il sistema Italia l’eventuale resistenza contro il contribuente ed il funzionario non paga nulla di tasca sua.

Come seconda cosa invece, c’è anche da dire che gli stessi funzionari, per evitare possibili contestazioni degli altri colleghi, cercano di contestare il più possibile al contribuente oggetto di controllo.

Questo appunto per evitare che altri colleghi gli possano contestare in futuro il suo lavoro di controllore fatto sul contribuente esaminato.

Questa cosa non è né colpa dell’Agenzia delle Entrate e neanche del contribuente o del commercialista, perché alcune tipologie di strumenti hanno bisogno di valutazioni di mercato, che possono essere valutate in maniera diversa da noi commercialisti, dagli imprenditori e dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Quindi questa cosa bisogna metterla in conto.

Quindi sappi che in caso di contestazione è bene prepararsi, il fisco procederà fino agli ultimi gradi di giudizio consentiti dalla legge e potrebbe anche contestarti cose su cui non ha piena certezza di aver ragione.

Solo nel caso in cui le sentenze della Cassazione siano allineate in modo solido verso una soluzione positiva per il contribuente, allora gli enti potrebbero prendere in considerazione di evitare la contestazione al contribuente.

Oltre a questo c’è anche da aggiungere che ogni decisione della Cassazione è una decisione specifica per quello specifico caso, quindi non è detto che si adatti al meglio al tuo caso.

Questo crea inevitabilmente ancora più incertezza, in quanto possono capitare sentenze parzialmente simili al tuo caso e che ti diano parzialmente ragione o parzialmente torto.

Quindi sapendo che solo le sentenze della Cassazione sono definitive, sapendo che non è detto che ci siano sentenze precedenti identiche al tuo caso, e sapendo che può capitare che i giudici si esprimano in modo diverso sugli stessi casi simili, questo non fa altro che aumentare l’incertezza, cosa con cui dobbiamo convivere.

Quello che è certo è il fatto che più l’importo contestato è contenuto e meno ho vantaggio a proseguire nel contenzioso tributario.

Mentre all’opposto, più l’importo contestato è elevato e più ti conviene provare a contestare il tutto presso il giudice tributario.

Tutto questo per mostrarti che quando si parla di risparmio fiscale, nessun commercialista può garantirti al 100% che tutti gli strumenti siano totalmente sicuri.

Alcuni strumenti di pianificazione fiscale sono più difendibili, altri meno difendibili.

Sono cose che il contribuente deve valutare insieme al suo commercialista considerando la propria posizione fiscale personale, quella della S.r.l. e l’ammontare potenzialmente contestabile.

 

Ridurre il carico fiscale e contributivo non richiede trucchi o segreti, ma si ottiene con strumenti di pianificazione fiscale semplici previsti dalla legge 

Con un commercialista tendenzialmente puoi parlare solo di 2 cose, o di come utilizzare la contabilità per prendere decisioni strategiche o appunto parlare di fisco e come ottimizzare il carico fiscale.

Quando si parla di fisco la primissima cosa che bisogna segnalare è che per aver un problema di imposte dobbiamo avere utili consistenti e soprattutto utili liquidi incassati nel conto corrente aziendale.

Posto che abbiamo utili importanti, possiamo passare a pensare ad ottimizzare il carico fiscale, perché se abbiamo utili bassi abbiamo imposte basse e non possiamo pensare di migliorare l’azienda perdendo tempo sul focalizzarci a ridurre le imposte.

Ti dico questo perché quando le imposte sono già basse hai problemi più importanti da affrontare, come ad esempio quello di aumentare i margini di ricavo sui prodotti che vendiamo e di incassare dai clienti prima di pagare i fornitori.

Posta questa piccola premessa, possiamo focalizzarci sul diminuire le imposte.

Arrivato a questo punto, quando noi pensiamo al risparmio fiscale, non dobbiamo pensare che per tagliare le imposte ci vogliono trucchi, gabole segrete perché puoi diminuire le imposte ed i contributi grazie agli strumenti di pianificazione fiscale previsti dalla legge.

Infatti, come le imposte sono definite e quantificate dalla legge, nello stesso modo, nella legge stessa, sono previsti tutti gli strumenti di pianificazione fiscale per diminuirle.

Lo ripeto perché è un concetto tanto semplice quanto importante: tutti gli strumenti di pianificazione fiscale che noi possiamo utilizzare sono solo quelli previsti dalla legge.

Poi è ovvio che ci sono strumenti più o meno difendibili, più o meno incerti ecc.… però tutti gli strumenti di pianificazione fiscale sono solo quelli previsti dalla legge.

Siccome gli strumenti di pianificazione fiscale sono previsti dalla legge, di base, tutti i commercialisti li conoscono.

La domanda che mi viene in mente è: ma Simone, come mai c’è ancora qualche imprenditore con una S.r.l. che non sta applicano questi principi di pianificazione fiscale?

La risposta risiede in 3 problemi.

  • Il primo risiede nella legge, perché la legge è scritta in maniera tecnica, in un certo senso in legalese, ed è normale che l’imprenditore non abbia né il tempo né voglia di comprenderla.

Mi sembra giusto.

  • Il secondo sono i commercialisti.Cioè mi guardo anche allo specchio ed effettivamente ammetto che noi commercialisti molte volte dovremmo essere molto più proattivi nel gestire l’aspetto fiscale dei nostri clienti.

Non dico che noi dobbiamo curare l’aspetto fiscale dei clienti anche quando il cliente se ne frega, però oggettivamente in alcuni casi, me compreso, dovevo o potevo essere più proattivo nel chiedere informazioni al cliente e nel gestirgli l’aspetto fiscale al meglio.

  • Nel terzo aspetto c’è anche di mezzo l’imprenditore, perché se un imprenditore fosse veramente focalizzato a pagare il meno possibile per la contabilità e gli adempimenti fiscali previsti dalla legge è normale che non darebbe possibilità al commercialista di poter ottimizzare il carico fiscale.

Quindi posto che ci sono queste tre cose, questo mi ha fatto capire che solo quando c’è armonia tra l’imprenditore e il commercialista si può pensare di ridurre le imposte secondo i parametri che sono previsti dalla legge. 

 

Ma allora perché sento che qualcuno risparmia più imposte e contributi di me?

Per pagare meno imposte e contributi dovrai porti alcune domande (e in seguito darti delle risposte).

Se la Legge è uguale per tutti, diversa è l’applicazione.

Con questo non voglio dire che se io pago il 28% di imposte sulla mia S.r.l., un mio concorrente possa pagare il 10% d’imposte.

Noi applicheremo la stessa aliquota, ma se lui a conti fatti utilizzasse degli strumenti di risparmio fiscale, arriverà a pagare, nel concreto, molto meno rispetto a me.

Se la legge è un dato di fatto che non puoi influenzare, quello sul quale hai controllo è:

1. Conosci tutte le informazioni fiscali che ti permettono di pagare meno imposte e contributi?

Per esempio, sapevi che puoi avere il rimborso forfettario dalla tua società, ogni volta che esci dal comune, ove è posta la sede della tua azienda, per motivi di lavoro?

E lo sai che, il rimborso forfettario, è completamente esente dalla imposizione fiscale e da contributi InpsConoscere questa informazione ti permette di avere maggiore efficacia fiscale e risparmiare i tributi.

Scopri altri metodi per risparmiare le imposte ed i contributi completando la lettura del manuale.

2. Conosci gli strumenti di risparmio fiscale ora in vigore?

Ogni anno il governo approva la “legge di bilancio”. Tramite questa legge crea, elimina e modifica anche i bonus fiscali (ossia gli strumenti di risparmio fiscale).

Per esempio, la legge finanziaria 2020 ha istituito un nuovo bonus fiscale sugli acquisti dei beni strumentali.

Sapere questa informazione, a determinate condizioni, ti permette di tagliare il carico fiscale perché puoi utilizzare questo strumento per pagare meno imposte (cosa che avresti perso se ti fossi dimenticato di questa nuova legge).

3. Quali di questi strumenti puoi veramente APPLICARE alla TUA specifica situazione?

Per esempio in passato c’era stato un bonus fiscale sulla riqualificazione degli alberghi, e lo dice la parola, è rivolto esclusivamente agli alberghi e assimilati.

In questo caso, è normale che tu possa risparmiare le imposte ed i contributi solo se rientri in questo settore, e solo se sei consapevole che esiste questo strumento di risparmio fiscale.

Adesso che non c’è più, non ne puoi più beneficiare e non puoi più utilizzarlo.

Conoscere queste informazioni, in tempo e adatte al tuo settore, ti permette di tagliare il carico fiscale della tua azienda.

Anche se lavori nel settore alberghiero, ma nessuno ti dice che esistono determinate opportunità, o te lo dice in ritardo, purtroppo non puoi risparmiare i tributi.

4. Quanti di questi strumenti puoi veramente ADATTARE nella tua S.R.L.?

Per esempio, il rimborso forfettario visto in precedenza, lo puoi applicare solo se fai trasferte, per motivi di lavoro, fuori dal comune, ove è posta la sede della società.

Se il tuo lavoro ti obbliga a stare dentro la sede dell’azienda, difficilmente puoi applicare questo strumento di risparmio fiscale, quindi dovrai utilizzare gli altri strumenti a tua disposizione per diminuire il carico fiscale in modo legale.

Sapere quale strumento di risparmio fiscale puoi applicare o non puoi utilizzare, ti permette di focalizzare la tua attenzione e la tua energia verso quello che per te è veramente utile.

A questo punto, dovrai cercare altre soluzioni fiscali, come ad esempio il seguente.

Se tu avessi bisogno di un collaboratore, senza doverlo avere fisicamente in azienda, puoi utilizzare lo strumento del lavoro occasionale.

In questo modo puoi pagarlo senza dover attivare una rigida busta paga e quindi evitare, a determinate condizioni, di pagare i contributi Inps.

Cosa che sarebbe impossibile se tu avessi bisogno di un lavoratore che stia in contatto con il pubblico a orari a te determinati (in questo secondo caso puoi utilizzare altri strumenti, continua con la lettura per scoprirli tutti).

Già, solo seguendo questi piccoli consigli, sei sicuro di essere sereno e di avere più denaro per te e la tua azienda.

Seguendo la check list di questo manuale la tua vita si può subito trasformare.

Questo perché hai la certezza di essere in armonia con il sistema fiscale Italiano, di essere sicuro di risparmiare i tributi e di essere libero da debiti fiscali e da ripercussioni negative di “Equitalia” (ora Agenzia Entrate Riscossioni).

Inoltre comprendi e capisci le leve fiscali del nostro paese e quindi sai dirigere, meglio dei tuoi concorrenti, la tua azienda verso un incremento dell’utile societario.

Ma soprattutto l’elemento FONDAMENTALE:

5. Quanti di questi tu li hai resi CONCRETI nella tua S.r.l.?

Per prima cosa, voglio porre l’accento nuovamente sul concetto visto in precedenza, che è tanto banale quanto importante.

Non ci sono “segreti” nel mondo del fisco, l’unica vera differenza per risparmiare le imposte ed i contributi, la fanno le informazioni fiscali CONOSCIUTE, quelle che sono ADATTE alla tua SPECIFICA SITUAZIONE e rese CONCRETE nella tua S.r.l..

Per concrete intendo che ci sono 4 livelli di utilizzo delle informazioni fiscali.

Per prima cosa, devi sapere che c’è un bonus o uno strumento di risparmio fiscale: se nessuno ti avvisa che esiste un certo strumento, come fai a tagliare il carico fiscale?

Esempio: se non sai che il rimborso forfettario ti permette di ricevere un rimborso esente Irpef e contributi non puoi applicarlo a tuo vantaggio.

Per seconda cosa, stai inserendo lo strumento di risparmio fiscale nel bilancio della tua S.r.l.?

Anche se conosci il bonus fiscale, stai utilizzando la procedura corretta per metterlo nel tuo bilancio per risparmiare le imposte o contributi?

Esempio: Puoi anche sapere che c’è il rimborso forfettario. Ma se non fai tutte quelle attività preliminari per attivarlo, non puoi risparmiare le imposte ed i contributi (ossia che l’amministratore deve avere una busta paga, oppure che deve compilare un prospetto a fine mese per poter inserire i rimborsi forfettari dentro alla busta paga di ogni mese).

Per terza cosa, stai applicando lo strumento di risparmio fiscale correttamente evitando possibili sanzioni in caso di controlli?

Se sai che esiste uno strumento di risparmio fiscale e lo stai applicando, sei sicuro di utilizzare la procedura giusta? Potresti cadere in sanzioni che ti farebbero pagare due volte quello che, erroneamente, hai risparmiato prima.

Esempio: puoi utilizzare il rimborso forfettario, ma lo puoi utilizzare a determinate condizioni.

Infatti devi compilare un prospetto mensile in cui indichi specifici dati per convalidare e dare supporto alle trasferte effettuate (contattami all’indirizzo email info@efficaciafiscale.com se vuoi sapere cosa devi fare per evitare le sanzioni con il rimborso forfettario).

Se non fai questa cosa, in caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate non ti riconosce la trasferta del rimborso forfettario.

Ed è per questo motivo che puoi applicare il bonus fiscale da solo, ma rischi possibili conseguenze negative.

Non basta che tu sappia che esiste uno specifico strumento di risparmio fiscale.

Devi anche avere un commercialista che ti spiega e ti segue sul come metterlo nel tuo bilancio, in modo corretto evitando sanzioni dovute a una possibile errata applicazione della norma.

Per quarta cosa, anche se conosci il bonus fiscale e lo hai inserito nel tuo bilancio tramite un esperto, lo stai monitorando nel corso del tempo?

Questa è una cosa che nessuno ti dice: i bonus fiscali, e gli strumenti di risparmio fiscale, devono essere monitorati mensilmente.

E questo è ovvio, perché le norme possono cambiare con il tempo. Può capitare che, in determinati mesi dell’anno, tu ti trovi con nuovi strumenti di risparmio fiscale da applicare prima possibile per non perdere nessuna agevolazione.

Nello stesso modo, ci possono essere degli strumenti di risparmio fiscale che valgono solo per un determinato periodo, rischiando di incorrere in sanzioni per un’errata applicazione oppure semplicemente li perderesti.

Esempio: il bonus fiscale riservato agli alberghi non è rimasto in vigore per sempre, è finito nel 2018. Che cosa sarebbe accaduto se tu non avessi conosciuto questa scadenza?

Avresti potuto fare degli investimenti in un periodo successivo alla scadenza, perdendo così i benefici fiscali che avevi messo in conto.

Esempio2: cosa succederebbe se tu utilizzassi il rimborso forfettario tutti i giorni, nel caso in cui la società non avesse abbastanza utili da coprire tale spesa? Succederebbe che genereresti una perdita e quindi lasceresti senza risorse la tua società portandola al fallimento.

Per questo motivo tu hai bisogno di controllare ogni mese l’applicazione di questi strumenti di risparmio fiscale.

Per questi motivi devi avere un metodo di lavoro come il mio che ti copre tutti questi 4 passaggi.

Ecco perché ho creato questa Check list fiscale per la tua S.r.l.

Partendo da questo concetto, ho deciso di creare una di lista di soluzioni fiscali (o strumenti fiscali) da inviare ai miei clienti, che stanno utilizzando un mio specifico servizio, denominato Contabilità Controllata.

Se ti stai chiedendo cosa sia il servizio di Contabilità Controllata, ti rispondo subito.

È un servizio dedicato esclusivamente alle S.r.l. con le quali t’invio il bilancio aggiornato ogni mese assieme ad una lista di soluzioni fiscali, in modo da permetterti di ricordare le varie opportunità fiscali ora in vigore.

Questo gli permette di capire come queste opportunità fiscali possono essere applicate nel concreto del tuo settore e della tua azienda.

Inoltre, In questo bilancio mensile, ti inserisco anche indici specifici per monitorare lo stato di salute della tua azienda, controllando il raggiungimento di precisi obiettivi, stabiliti a tavolino durante gli incontri infrannuali.

In sintesi: alla fine dell’articolo, condividerò con te 94 strumenti di risparmio fiscale che ti permettono di tagliare le imposte ed i contributi utilizzando una S.r.l..

Contabilità Controllata è un servizio unico che ho sviluppato per i miei clienti che, come te, sono imprenditori titolari di S.r.l. (o desiderano avviare una nuova attività con una S.r.l.), che vogliono avere una comprensione precisa e sempre aggiornata del bilancio aziendale, per pianificare le proprie spese e investimenti.

Ti piacerebbe ricevere ogni mese il tuo conto economico, il tuo prospetto finanziario e i tuoi indici di performance aziendale, tutto aggiornato, comprensivo anche di una lista aggiornata d’incentivi fiscali?

Ti piacerebbe avere sempre sott’occhio le soluzioni fiscali, che puoi usare per raggiungere i tuoi obiettivi di bilancio ed essere certo di chiudere l’anno contabile della tua S.r.l. in utile?

Questo è quello che io faccio, e la diretta conseguenza è che l’imprenditore ha la sicurezza di risparmiare il carico fiscale e contributivo fino al 10%, con la serenità di aver utilizzato tutti metodi legali con la comodità di verificarlo autonomamente.

E contestualmente ha fiducia di chiudere il bilancio in utile, con la tranquillità di controllare i risultati aziendali ogni mese e con l’appagamento di avere un’azienda sana che genera più soldi rispetto a quelli che spende.

Ogni 12 mesi la tua S.r.l. avrà più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e con il maggior taglio di imposte e contributi.

La diretta conseguenza è una rilassatezza dovuta al fatto di essere in regola con il fisco e di evitare spiacevoli sorprese alla fine dell’anno. Ad esempio, eviteresti di lavorare 12 ore al giorno per un intero anno e di trovarti ugualmente con i conti in perdita.

 

Quali problemi puoi avere se non applichi questa procedura?

I problemi non sarebbero mortali, peccato che sono comunque problemi che ti creerebbero dei danni importanti.

Questi malanni sono riconducibili a due principali categorie:

  • Tributi pagati in eccesso;
  • Mancanza di controllo sulla propria S.r.l.;

Questi due problemi principali si espandono ulteriormente portando con sé ulteriori conseguente.

Infatti se tu pagassi più imposte o contributi del dovuto, forse la tua S.r.l. non morirebbe nell’immediato (se hai accantonato liquidità), ma è altrettanto vero che hai sicuramente ricevuto un danno, in quanto hai pagato qualcosa che non dovevi pagare.

In un certo senso è come avere inserito dei costi indeducibili nel conto economico della tua S.r.l..

È un po’ come prendere una multa stradale salata e ingiusta.

Sicuramente una multa ingiusta non rovinerebbe il tuo budget a tal punto da toglierti il pane dai denti, ma di certo non farai i salti di gioia mentre vai in posta a pagarla. Almeno io personalmente non godo. Poi tu sei libero di fare il contrario.

Personalmente mi è capitato di prendere multe stradali o di pagare sanzioni a nome dei clienti e ti posso assicurare che non è per niente gustoso. A dirti la verità mi dà letteralmente fastidio pagare multe non dovute.

Piuttosto avrei preferito utilizzare quei soldi buttati in ulteriori sponsorizzate su Facebook, darli ai collaboratori per qualche lavoro extra, organizzare ulteriori meeting con i collaboratori per focalizzare il mio team verso gli obiettivi della mia S.r.l. oppure darli direttamente in beneficenza (anche regalarli a mio figlio mi avrebbe fatto piacere).

Oltre al dispiacere di pagare una multa ingiusta, il pagare più imposte e contributi del dovuto ha anche altri piccoli svantaggi, come ad esempio:

  • Togli liquidità alla tua S.r.l.. Soldi che avresti potuto investire nel finanziare campagne di acquisizione clienti, di marketing e sponsorizzate varie;
  • Togli liquidità alla tua S.r.l.. Soldi che potresti dare ai collaboratori in cambio di qualche lavoro aggiuntivo a vantaggio della tua azienda;
  • Togli liquidità alla tua S.r.l.. Soldi che avresti potuto spendere in nuove attrezzature aziendali;
  • Togli liquidità alla tua S.r.l.. In questo modo hai meno liquidità disponibile che potresti utilizzare per prelevare degli utili e versarli direttamente sul tuo conto corrente.

Oltretutto, se non controlli il bilancio ogni mese rischi anche di:

  • Scoprire che sei in perdita solo a giugno dell’anno successivo in sede di dichiarazione dei redditi. In un primo momento penserai che sei fortunato perché non paghi le imposte. Ma poi le paghi nel corso degli anni successivi in quanto ti ritrovi con un’azienda che non genera utili e che ha dovuto ricorrere a finanziamenti bancari (o finanziamenti personali dell’imprenditore) per coprire le perdite. Finanziamenti che prima o poi devi restituire;
  • Oppure scoprire solo a giugno dell’anno successivo che la tua S.r.l. ha generato un utile troppo basso rispetto alle ore di lavoro che fai, rispetto alle responsabilità che ti stai prendendo nel tuo business e al rischio imprenditoriale. Tutto questo mentre i tuoi collaboratori prendono più soldi di te, con meno responsabilità (se non nessuna responsabilità), ferie, permessi pagati. Cosa che forse tu non ti sei concesso durante l’ultimo anno;
  • Oppure rischi di non renderti conto che hai sostenuto troppi costi rispetto a quanto avevi programmato in precedenza. E quindi nonostante tu abbia raggiunto i ricavi che volevi, ti trovi con un utile troppo rosicato. Scoprendo tutto questo solo quando l’anno contabile è già passato;
  • Contrariamente al punto precedente, potresti anche essere felice che hai diminuito i costi della tua S.r.l., per poi ritrovarti alla fine dell’anno con un utile molto basso perché hai fatturato meno rispetto a quello che pensavi. Scoprendo tutto questo solo quando l’anno contabile è già passato;
  • Oppure hai fatturato tutto quello che volevi, anche in quantità superiori alle aspettative, ma poi non hai soldi in banca perché ti sei dimenticato di incassare le fatture dai clienti (peggio ancora se ti sei dimenticato di emettere le fatture ai clienti da far pagare). Con il rischio che qualche cliente sia insolvibile o trovarti costretto ad accettare degli stralci dei tuoi crediti pur di incassare e pagare le spese urgenti;

Questi due problemi sono solo la punta dell’iceberg da cui possono derivare ulteriori problemi.

Come ad esempio:

  • I problemi di liquidità, con il tempo, possono comportare ulteriori problemi alla tua S.r.l. perché essa può accantonare meno soldi nel corso degli anni. Così facendo la tua S.r.l. è più sensibile agli imprevisti ambientali;
  • Quindi la tua S.r.l. è più minacciabile da imprevisti aziendali e dai concorrenti. Con il rischio che con il tempo tu possa perdere posizioni di mercato;
  • Meno soldi da distribuire ai soci sulla S.r.l. questo significa meno soldi per i soci e quindi meno soldi per te stesso, per i tuoi svaghi e la vostra vita privata;
  • Se fallisce la tua impresa, chi ne paga le conseguenze non sei solo tu o i tuoi collaboratori, ma anche il tuo stile di vita. Che dovrà ridursi per sopperire alle mancanze di redditività;
  • Inizierai a diminuire anche i consumi personali per cercare di compensare la mancanza di utili della tua S.r.l.. Per esempio eviterai di andare in vacanza o farai vacanze più umili (cosa che a me è successa e non ho goduto);
  • La mancanza di liquidità ti potrebbe portare a credere di poter iniziare a non pagare regolarmente l’Iva trimestrale o mensile. Così facendo finiresti per ipotecare il tuo futuro, rendendoti ancora più difficile la possibilità di riallineare la tua azienda verso un utile;
  • La mancanza di liquidità ti potrebbe obbligare ad accedere a nuovi finanziamenti bancari per coprire i buchi finanziari dell’azienda, ma senza aver migliorato veramente il modello di business della tua S.r.l.. Continuando con questo comportamento ne consegue che si rimanda il problema e ti troverai dopo qualche mese con le rate del mutuo da pagare e la S.r.l. che non è in grado di produrre adeguati utili per coprire le rate del finanziamento;
  • Sempre la mancanza di liquidità ti farà credere di dover abbassare i prezzi ai tuoi clienti pur di poter lavorare e incassare dei soldi soffocato dalla mancanza di denaro. Questo chiaramente comporterà una riduzione dei margini e quindi sposterai i problemi più avanti perché le persone che lavorano per te e i fornitori devono essere ugualmente pagate.

La brutta notizia è che queste cose sono vere perché derivano dall’esperienza passata insieme ai miei clienti.

La bella notizia è che sono cose che puoi migliorare con il sistema della Contabilità Controllata.

Da questi problemi, partendo dalla mia esperienza, ho creato una procedura che inizia con un controllo mensile del bilancio della tua S.r.l., integrato da un prospetto in cui sono elencati tutti i metodi legali che puoi applicare per ridurre il carico fiscale e contributivo.

Questa procedura ti consente di avere la certezza di raggiungere i tuoi obiettivi di bilancio con la sicurezza di aver ottimizzato l’efficacia fiscale dell’azienda.

Siccome non posso applicare questa procedura sul tuo bilancio, perché non sei un mio cliente, ho deciso di metterti a disposizione GRATUITAMENTE questo strumento.

E ti spiego il motivo per cui lo voglio condividere con te gratuitamente.

Questi 94 strumenti, che ti aiutano a risparmiare le imposte e contributi in modo legale, sono regole fiscali che “qualsiasi consulente” dovrebbe conoscere.

Con questa mia lista, puoi andare dal tuo commercialista e metterli in pratica nella tua S.r.l..

Il secondo livello di problema che puoi riscontrare, risiede nel capire quali di queste soluzioni fiscali si adattano al meglio al tuo settore, alla tua S.r.l. e alla tua specifica situazione personale.

Se ti devo analizzare il bilancio io, per permetterti di risparmiare il carico fiscale, te lo faccio volentieri, ma ha un costo.

Se, al contrario, credi di essere in grado di applicare questi 94 strumenti di risparmio fiscale correttamente da solo, ti ho regalato questa check list che ti consente di capire quali strumenti puoi ancora applicare.

Se il lavoro lo fai te, mi consenti di risparmiare del tempo e quindi tutto è gratis.

Se, invece, te lo devo fare io, ho bisogno di investire del mio tempo. Cosa che deve essere pagata.

Ma attenzione, se tu non fossi già un esperto di come utilizzare questi strumenti, rischi di darti la vanga sulle gambe e peggiorare la tua situazione.

La consulenza ti costerebbe meno dei danni che potresti provocare alla tua azienda se applicassi in modo errato i principi che leggi in questo manuale.

Dopo aver letto completamente questo manuale, potrai procedere autonomamente a rivedere il tuo bilancio, utilizzando lo stesso strumento che adotterei io.

Per la verità è molto difficile riuscire a includere TUTTI questi elementi all’interno dello stesso bilancio. Ma averli tutti davanti, ti eviterà di ometterli in maniera involontaria, per distrazione.

Avere a portata di mano questa check list di soluzioni fiscali, ti garantisce di iniziare a ragionare su quali di queste soluzioni puoi effettivamente applicare nel concreto nella tua S.r.l..

Puoi, inoltre, utilizzare la seguente lista come dispositivo per generare nuove soluzioni fiscali da applicare nella tua S.r.l..

Questo ti permetterà di avere, sempre a disposizione, un contenitore d’idee che ti libera dalle catene dell’incertezza fiscale e ti accompagna per mano verso la sicurezza della riduzione delle imposte e dei contributi, grazie all’utilizzo di strumenti legali previsti dalla legge.

Grazie a questa check list, eviti di spendere soldi in finte consulenze, evitare fittizie soluzioni fiscali, quindi scongiurare sanzioni penali per aver applicato strumenti illegali, e contemporaneamente, avere la fiducia che la tua S.r.l. abbia la massima efficacia fiscale possibile con la chiarezza di avere un’azienda che produce utili.

Adesso prendi il tuo bilancio e passalo attraverso questo scanner in modo da tenere traccia di tutte le idee e spunti che ti vengono in mente.

Quando avrai terminato la lettura, avrai a disposizione le informazioni basilari per utilizzare il bonus che ti ho riservato.

A dirti il vero i bonus riservati a te sono 2, ma uno dei 2 consiste nel ricevere una consulenza sul come adattare queste soluzioni fiscali nel tuo specifico settore, nella tua specifica S.r.l. e nella tua specifica posizione personale con uno sconto del 60,34%.

Ti posso fare questo sconto perché mi risparmi il tempo di spiegarti quali soluzioni fiscali puoi inizialmente applicare nella tua S.r.l., quindi io impiego meno tempo per adattare queste soluzioni, alla tua specifica situazione personale.

Siccome risparmio tempo perché ti presenti all’appuntamento con me, conoscendo già queste soluzioni fiscali, mi permetti di arrivare subito al sodo della tua specifica soluzione fiscale. Siccome io risparmio tempo, tu paghi di meno.

Se vuoi puoi pagare anche a prezzo pieno, io non mi offendo.

Vedrai che alla fine di questo manuale, nuove idee inizieranno a farsi largo nella tua testa, permettendoti di diminuire il carico fiscale e avendo una maggiore consapevolezza degli strumenti che il fisco ti mette a disposizione per ottenere la regolarità fiscale.

Adesso può esserti rimasta in mente la seguente domanda…

 

Perché è importante ridurre il carico fiscale in Italia?

Ci sono altri 2 punti che dobbiamo discutere insieme.

Il primo è che, posto che l’utile debba essere consistente e che sia anche liquido, effettivamente in Italia il problema fiscale ce l’abbiamo.

Perché in Italia il carico fiscale è un problema e lo devi diminuire?

  1. Ce l’abbiamo perché se non stiamo attenti, il carico fiscale in Italia (carico fiscale e contributivo) può essere superiore anche al 70% e ovviamente è una cosa troppo onerosa per tutti noi;
  2. Oltre a questo, diminuendo questo importo massimo di carico contributivo e fiscale, possiamo aumentare il ritorno sul nostro ROI del nostro investimento aziendale mantenendo uguale il modello di business. Detto in modo ancora più semplice, fai le stesse cose di prima con la tua S.r.l., ma ricevi più soldi dalla società perché paghi meno imposte e meno contributi Inps.

 

Perché è importante avere un commercialista specializzato sulle S.r.l.?

Un punto importante che abbiamo discusso prima è che non esistono segreti o gabole per ridurre il carico fiscale, ma sono semplicemente strumenti di pianificazione fiscale che sono già previsti dalla legge e che tutti i commercialisti conoscono e che devono semplicemente essere applicati nella propria posizione fiscale grazie al controllo mensile della contabilità.

Qual è un problema che possiamo riscontrare noi commercialisti durante lo svolgimento della nostra attività?

È che abbiamo tante forme giuridiche diverse, ci sono per ognuna di esse tante norme fiscali, alcune specifiche alcune un po’ meno, e anche a livello civilistico ci sono tanti aspetti che possono essere affrontati.

Inoltre, anche dentro ogni tipologia di cliente, cambia il meccanismo di pianificazione fiscale in funzione del fatto che questi siano grandi aziende o piccole aziende.

Questo comporta che per noi commercialisti, se vogliamo avere una miriade diversa di clienti, dobbiamo affrontare una complessità sempre maggiore e incominciamo ad avere più problemi.

Il problema aumenta ancora di più nel momento in cui abbiamo collaboratori, perché prova a pensare, anche i collaboratori dovranno affrontare la stessa complessità che affronta il commercialista con i suoi clienti.

Più complessità per il commercialista, più complessità per i collaboratori significa più errori da parte dello studio del consulente, creandogli problemi perché deve rimborsare il cliente per gli errori commessi e quindi clienti scontenti per i problemi causatigli.

Quindi più rendiamo il lavoro semplice al nostro collaboratore, più riusciamo ad evitare errori e più riusciamo ad avere clienti contenti.

Faccio un piccolo esempio stupido: se io commercialista (lo stesso vale per un imprenditore) avessi 2 opzioni, l’opziona A di fare un milione di fatturato, con 100 tipologie di clienti diversi e l’opzione B di fare un milione di fatturato con una sola tipologia di cliente, è ovvio che nel secondo caso, avrei le stesse tipologie di problemi per tutti i clienti che avranno bisogno delle stesse soluzioni che abbiamo già testato ripetutamente e il collaboratore sarà più pronto a gestire queste cose che si ripetono uguali.

Fare un milione di euro di fatturato con una tipologia di cliente è molto meglio che fare un milione di fatturato con 100 tipologie di clienti diversi.

Avere clienti con gli stessi problemi, che hanno bisogno delle stesse soluzioni, questo riduce gli errori rendendo il cliente più contento ed è più facile che il passaparola sia positivo.

Questa cosa non la smetterò mai di ripetere, anche se è una cosa banale o difficile da realizzare, dobbiamo trovare un modo per specializzarci per ridurre al minimo gli errori della nostra azienda.

Non dico che sia una cosa veloce, la specializzazione è un processo e potrebbe impiegare anni.

Ci possono essere più tipologie di specializzazioni, in base alla forma giuridica dei clienti (cosa che ho scelto io, trattando di risparmio fiscale utilizzando la S.r.l.), per tipologie di settore in cui lavora il cliente, esempio e-commerce, artigiano ecc., oppure anche in base a come vuoi erogare il servizio, ossia online oppure offline.

La specializzazione ha un altro importante vantaggio. Oltre al fatto di diminuire gli errori del tuo studio, hai anche un motivo per comunicare su internet ed acquisire clienti.

 

Perché ho deciso di focalizzarmi sulle S.r.l.?

Faccio una piccola premessa, questo vale per tutti i commercialisti, ci sono mille specializzazioni che ogni commercialista può scegliere, non dico che la mia sia la più corretta, però è già dal 2017 che scrivo articoli fiscali in cui mostro strumenti di pianificazione fiscale previsti per le S.r.l. in un blog che si chiama efficaciafiscale.com.

La mia focalizzazione funziona, l’ho già testata su vari clienti con S.r.l. e sono contento, perché sto ottenendo dei risultati e la mia società di servizi (chiamata Contabilità Controllata S.r.l. società tra professionisti) sta crescendo di anno in anno.

Non dico che sono milionario, devo ancora ottenere molte cose che mi sono programmato di raggiungere, però comunque è in crescita e sono contento.

Mi sono focalizzato sulle S.r.l. per 2 motivi:

  • Perché la S.r.l. è la forma giuridica che ti permette di utilizzare il maggior numero di strumenti di pianificazione fiscale previsti dalla legge, cosa che non si limita solo al come ridurre le imposte delle S.r.l.. Infatti, quello che io propongo è di ridurre le imposte dell’imprenditore utilizzando il veicolo della S.r.l..

Questo è quello che faccio io, non solo ridurre le imposte della S.r.l., ma come ridurre le imposte utilizzando una S.r.l..

  • Secondo motivo per cui ho deciso di focalizzarmi sulle S.r.l. è perché noi imprenditori dobbiamo comunque fare investimenti, fare test e quindi molte volte capita che alcune cose vanno bene, alcune cose vanno male e ovviamente la forma giuridica delle S.r.l. è la forma che ci permette di limitare i danni di un eventuale insuccesso limitatamente al capitale che noi investiamo. In questo modo, anche in casi di fallimento di una specifica azienda, possiamo proteggere tutto il nostro patrimonio in modo da conservare soldi per noi, i nostri cari e per i nuovi progetti imprenditoriali senza che i terzi possano chiederci soldi su un precedente progetto fallito.

Questi sono i due principali motivi per cui ho scelto di specializzarmi negli strumenti di pianificazione fiscale che gli imprenditori possono utilizzare grazie alla S.r.l..

 

Simone, mi puoi fare 2 esempi di risparmio fiscale e contributivo che possono subito applicare gli imprenditori da domani utilizzando una S.r.l.?

E qua io ti farei 2 esempi di come puoi ridurre le imposte ed i contributi utilizzando una S.r.l., con strumenti di pianificazione fiscale semplici che tutti i commercialisti conoscono e che puoi applicare in breve tempo insieme al tuo consulente.

Come possiamo utilizzare una S.r.l. per diminuire le imposte ed i contributi?

Prima di tutto dobbiamo sapere che noi come ditta individuale o anche i soci delle società di persone pagano le imposte sul reddito anche per tutti gli utili che producono, anche gli utili che sono accantonati nella propria azienda.

In genere qualsiasi azienda, compresa una ditta individuale o società di persone per funzionare, per andare avanti ha bisogno di accantonare gli utili nel corso degli anni.

Più cresce l’azienda e più essa ha bisogno di accumulare del capitale.

Ora ipotizza di avere euro 100.000 di utili e metterli in una ditta individuale.

Per la categoria di reddito più alto tu pagherai il 44% di Irpef (43% di Irpef ordinaria + 1% circa di addizionale regionale e comunale), più il 24% di Inps, più il 4% circa di Irap.

In totale con la ditta individuale, per i redditi più alti, tu pagherai il 72% circa di imposte e contributi (44% + 24% + 4%).

Adesso ipotizziamo di mettere questi euro 100.000 di utili dentro alla S.r.l. e vedere quali strumenti di pianificazione fiscale possiamo utilizzare

1. Ridurre le imposte sul reddito:

Potendo inserire euro 100.000 di utili nella S.r.l., tu potresti ipotizzare di prelevare euro 50.000 come compenso da amministratore, e pagarci sopra le stesse imposte sul reddito della ditta individuale e gli altri 50.000 euro accantonarli nella società per il futuro.

In questo caso, per la somma che accantoni nella S.r.l. paghi il 24% di Ires, invece che il 44% di Irpef della ditta individuale.

Questo fa capire che, nel caso in cui ci fossero utili alti e la necessità di accantonare utili per il futuro, puoi risparmiare fino al 20% di imposte semplicemente utilizzando una S.r.l. invece che una ditta individuale.

Nota: È ovvio che non sono utili che possiede il socio perché sono accantonati nella società, soldi che puoi utilizzare in futuro per fare investimenti e spese per la S.r.l. al fine di incrementare ulteriormente le vendite.

Quindi ricordati che il risparmio fiscale è anche in funzione degli obiettivi che tu vuoi ottenere.

Quindi tutte le aziende che hanno bisogno di accantonare utili, puoi notare da solo che hanno un enorme vantaggio fiscale nell’utilizzare una S.r.l. invece che una ditta individuale.

Vantaggio fiscale che aumenta all’aumentare dell’utile della tua azienda, questo perché per utili elevati, ai fini Irpef la ditta individuale paga il 44%, mentre la S.r.l. sconta il 24% di imposte Ires.

E il nostro lavoro da commercialista è quello di trovare un giusto accordo tra quello che serve al socio come utili accantonati e quello che gli serve come compenso da amministratore per andare a vivere e pagare anche le proprie spese.

Ci tengo a sottolineare, ulteriormente, che questi sono strumenti di pianificazione fiscale molto semplici.

Non sono trucchi o segreti, sono cose che sanno tutti i commercialisti, semplicemente sono cose che vanno applicate e molte volte, un po’ per colpa nostra di commercialisti in po’ per colpa degli imprenditori che non vogliono pagare o informarsi sull’aspetto fiscale della propria azienda, non viene ottimizzato il carico fiscale perché non si sono utilizzati questi semplici strumenti di risparmio fiscale.

2. Ridurre il carico contributivo Inps:

Quando noi crediamo che in Italia il carico fiscale è alto, che può superare anche il 70%, non intendiamo solo l’imposta.

Infatti, all’interno del carico fiscale complessivo, c’è anche un altro elemento come i contributi Inps da pagare.

Con una ditta individuale il carico contributi Inps è il 24% sul reddito complessivo che tu generi.

In parole semplici, se hai un reddito di euro 100.000, l’Inps di competenza da pagare si aggira intorno al 24.000 €.

Se tu potessi costituire una S.r.l. in cui tu sei un socio unico al 100%, tu pagheresti sempre il 24% di Inps su tutti gli utili generati dalla società, sia su quelli distribuiti, sia su quelli non distribuiti.

Considerando sempre di mettere un utile di euro 100.000 nella S.r.l., pagheresti ugualmente euro 24.000 di contributi Inps.

Ma se tu potessi intestare la quota della S.r.l. per il 15%, o meno, al socio lavoratore, mentre l’85% ad un socio non lavoratore, per esempio il coniuge o un parente, il socio lavoratore pagherebbe solo i contributi fissi Inps pari a circa euro 4.000.

Questo significa che in questo secondo caso risparmi euro 20.000 di contributi Inps, perché con la ditta individuale pagheresti euro 24.000, mentre con la S.r.l. e il socio lavoratore con una quota del 15% pagheresti euro 4.000.

Come hai potuto notare da solo, per ridurre le imposte non ho utilizzato strumenti illegali o strani, semplicemente ho utilizzato strumenti di pianificazione fiscale semplici riservati alle S.r.l. e previsti dalla legge.

La differenza la fa come e quanto li applichi nella tua specifica posizione fiscale, grazie alla collaborazione con il tuo commercialista ed in funzione dei tuoi obiettivi imprenditoriali o personali.

Ultima nota da segnalarti, è normale che ho utilizzato delle semplificazioni per rappresentarti al meglio il funzionamento di questi strumenti di pianificazione fiscale. Ricordati sempre di applicarli insieme all’aiuto del tuo consulente.

Sono cose che vanno viste con il proprio commercialista, però già grazie a questi 2 strumenti, potrai ridurre il tuo carico fiscale.

Dopo queste premesse, possiamo introdurre i 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare grazie alla S.r.l..

 

I 94 strumenti di risparmio fiscale da valutare ogni mese mentre controlli il bilancio della tua S.r.l.

 evitando di trovarti alla fine dell’anno con imposte o contributi che potevi risparmiare

 e che tolgono liquidità (preziosa) alla tua azienda

 

Ciao,

per evitare di trovarti con imposte o contributi alti da pagare, che ti porterebbero a togliere liquidità a te o alla tua S.r.l., condivido con te queste 94 soluzioni fiscali.

Il lavoro che ho scelto mi obbliga a essere sempre aggiornato sulle novità fiscali.

Mi sono accorto che molti imprenditori (giustamente) tralasciano quest’aspetto per mancanza di tempo e per concentrarsi sulla produzione del fatturato.

Per incrementare gli introiti, è però necessario, anche focalizzare l’attenzione sulle imposte e contributi che si dovranno pagare.

 Più imposte e contributi risparmi e più soldi hai per te.

 

Ecco la Check list fiscale per le S.r.l. 

Di seguito t’invio le 94 soluzioni fiscali che puoi utilizzare per diminuire le imposte ed i contributi grazie alla tua S.r.l..

 Quello che leggerai è una check list con gli strumenti di risparmio fiscale che puoi mettere in atto grazie alla S.r.l. e che dovrai rendere concreti considerando i tuoi obiettivi aziendali, i tuoi obiettivi personali, gli utili e la liquidità a disposizione:

 

  1. Modula in modo equilibrato il compenso dell’amministratore con gli utili che vuoi far accantonare nella S.r.l.. Gli utili accantonati nella S.r.l. pagano una imposta Ires più bassa rispetto al corrispondente scaglione Irpef. Accantonare gli utili nella S.r.l per gli importi necessari ai futuri investimenti ti consente di pagare il 24% di imposte. Evita di prelevarli come compenso amministratore perché dovresti dichiararli come redditi in dichiarazione e potresti pagare fino al 43% di Irpef (oltre alle addizionali regionali e comunali);
  2. Rimborsi chilometrici amministratore;
  3. Rimborsi forfettari amministratore;
  4. Know how e diritto d’autore;
  5. Valutare se ti conviene il regime di trasparenza fiscale della S.r.l. invece che il regime ordinario Ires;
  6. Valutare se ti conviene costituire la società semplice per gestire le quote della S.r.l. ed evitare di pagare i contributi fissi Inps;
  7. Calcolare in anticipo il risultato degli Isa con i dati a disposizione;
  8. Valutare in anticipo il regime della società di comodo, o comunque stai attento a non andare in perdita sistematica;
  9. Quota societaria minima per ridurre l’impatto dell’Inps;
  10. r.l. holding per ridurre il carico contributivo Inps;
  11. r.l. holding per ridurre il carico impositivo, ma solo per gli importi che vuoi reinvestire nella società (o investire in società controllate collegate);
  12. Accantonare gli utili nella S.r.l. al 24%, evitando la distribuzione degli utili alle persone fisiche pagando un ulteriore 26% di imposte;
  13. Accantonando gli utili nella S.r.l., le imposte sono del 24%, se li accantoni con una ditta individuale o una società di persone paghi le aliquote Irpef progressive superiori, 27%, 38%, 41%, 43%, con l’aggiunta di addizionali comunali e regionali;
  14. Utilizza collaboratori con lavoro occasionale;
  15. Utilizza collaboratori con voucher;
  16. Utilizza collaboratori con il regime del forfettario;
  17. Utilizza collaboratori con il regime del porta a porta;
  18. Decidere se mettere la sede in città piccola o grande. Può influenzare la possibilità di richiedere i rimborsi chilometrici, forfettari e influisce sui controlli;
  19. Rimborso analitico: ricordati che alcune spese sono compatibili con il rimborso forfettario e con quello chilometrico;
  20. Regime Pex per vendere le quote di altre società pagando le imposte su un reddito del 5% invece che sul 100% (ossia pagando le imposte per circa l’1,5% dentro una S.r.l., invece che il 26% in capo ad una persona fisica).;
  21. Attenzione, se hai una S.r.l. holding, ricordati che per beneficiare del regime pex per vendere le quote di altre S.r.l. riducendo il carico fiscale, lo puoi fare solo se fai un’attività commerciale principale vera;
  22. Trattamento di fine mandato dell’amministratore;
  23. Valuta di non intestare le quote della S.r.l. all’amministratore ma ad altre persone che possono gestire al meglio il carico contributivo;
  24. Se sei un dipendente a tempo pieno non devi pagare i contributi della gestione commercianti Inps;
  25. Verifica sempre se ci sono dei bonus fiscali collegati agli utili reinvestiti nella S.r.l. (esempio l’Ace);
  26. Ricordati di inserire in contabilità tutte le fatture che possono essere inerenti all’attività della tua S.r.l., come ad esempio le spese di formazione e di rappresentanza;
  27. Hai inserito in contabilità anche tutti i costi inerenti alla S.r.l. che non sono fattura? (ad esempio assicurazioni, ticket parcheggio ecc.);
  28. Se devi assumere un collaboratore con la busta paga, ricordati di verificare se ci sono dei bonus contributivi collegati alle assunzioni. Anche se questi bonus cambiano ogni anno, c’è sempre qualche bonus contributivo per chi assume determinate categorie di dipendenti;
  29. Ricordati che le perdite fiscali pregresse sono per te un bonus fiscale da utilizzare negli anni successivi;
  30. Se fai lavorare un familiare nella tua S.r.l., lo puoi far lavorare come collaboratore di famiglia o come dipendente. Scegli il regime che ti fa pagare meno contributi Inps;
  31. Se la sede della S.r.l. coincide con la tua abitazione abituale e stai lavorando anche da casa, ricordati di inserire in bilancio una percentuale dell’affitto o delle utenze di competenza della società;
  32. Nel caso avessi una società all’estero evita il pericolo dell’esterovestizione, NON intestando le quote a te personalmente, ma alla tua S.r.l. italiana fatturando tutte le operazioni che sono da considerare fiscalmente in Italia;
  33. Esternalizzare parte delle attività all’estero, nel modo corretto, sicuramente potrebbe diminuire il carico fiscale complessivo del gruppo di società. La società estera deve lavorare autonomamente dall’imprenditore italiano. Se l’imprenditore italiano fosse anche socio le scelte aziendali devono essere sempre prese all’estero e non in Italia. L’imprenditore italiano non deve vendere, organizzare il personale, gestire clienti e fornitori dall’Italia;
  34. Quando costituisci una nuova S.r.l. cerca di avere un oggetto sociale ampio. Più l’oggetto sociale è ampio e più hai possibilità di evitare di ritornare dal notaio risparmiando sulle spese notarili. Inoltre ti consente di intraprendere nuove idee di business con maggiore velocità, poiché non hai bisogno di perdere tempo per ampliare l’oggetto sociale ritornando dal notaio;
  35. Evita il problema del transfert price aprendo una S.r.l. distaccata dalla S.r.l.. Holding che controlla la società terza (posto che l’importo fatturato deve corrispondere al valore normale della prestazione);
  36. Predisporre in anticipo il conto economico previsionale dell’anno: dal conto economico “nascono” le imposte;
  37. Controlla il bilancio ogni mese: così puoi verificare se registri tutte le fatture oppure se c’è qualche fattura che ti sei dimenticato di inserire in contabilità. In questo modo puoi richiedere ai fornitori la copia delle fatture senza aspettare la fine dell’anno rischiando di perdere la detraibilità dell’iva. In tutti i casi controllando il bilancio ogni mese puoi sempre applicare il numero esatto e la quantità giusta di strumenti di risparmio fiscale in base agli utili e alla liquidità disponibile;
  38. Puoi evitare di pagare tutte le imposte che vuoi, ma a condizione che tu abbia una precisa strategia di rientro del debito fiscale. Utilizza il ravvedimento operoso per pagare le imposte in ritardo e regolarizzare la tua posizione fiscale;
  39. Rateizza il più possibile le comunicazioni d’irregolarità dell’Agenzia delle Entrate. L’importante è che tu abbia ben chiara la pianificazione delle tue entrate e delle uscite future in modo da avere il controllo sulla rateazione fiscale. Evitando mancanze di liquidità che possono uccidere la tua S.r.l. e far andare i debiti ancora da saldare presso Equitalia. Attenzione alle tempistiche;
  40. Rateizza la “cartella di Equitalia” (ora Agenzia delle Riscossioni). L’importante è che tu abbia ben chiara la pianificazione delle entrate e delle uscite future in modo da avere il controllo sulla rateazione fiscale, evitando mancanze di liquidità che possono uccidere la tua S.r.l. attenzione alle tempistiche;
  41. Ricordati che puoi sempre utilizzare il ravvedimento operoso per dilazionare il pagamento delle imposte entro l’anno successivo. Utilizza il ravvedimento operoso per pagare le imposte in ritardo e regolarizzare la tua posizione fiscale;
  42. Rispettando determinate condizioni puoi costituire la S.r.l. con il primo anno d’imposta pari a 14 mesi. Questo per te comporta che il primo pagamento delle imposte è posticipato al secondo esercizio successivo a quello di costituzione della società (e non all’anno successivo alla costituzione). Non c’è un risparmio fiscale, ma il fatto di pagare le imposte dopo due anni significa che hai a disposizione più liquidità che puoi reinvestire nella tua S.r.l.;
  43. Cashplan per ridurre le imposte, se non hai liquidità per pagare le spese è inutile che ti focalizzi solo sul ridurre le imposte, avresti problemi più importanti;
  44. Ricordati di poter utilizzare una busta paga per pagare il socio lavoratore, nel rispetto della legge ed avere tutti i benefici fiscali della stessa evitando l’Inps commercianti;
  45. Ricordati di poter utilizzare una busta paga per assumere l’amministratore come dipendente. A determinate condizioni l’Inps ha accettato di inquadrare l’amministratore come lavoratore dipendente. Hai il vantaggio di avere assegno di famiglia, di avere tutte le detrazioni per i familiari a carico, eviti i contributi fissi Inps, quelli della gestione separata, hai buoni pasto, le liberalità annuali esente imposte e contributi, eviti i contributi eccedenti il minimale dell’Inps commercianti;
  46. Ricordati che puoi utilizzare il rimborso chilometrico e forfettario anche per i dipendenti, dandogli un compenso maggiore, per te consiste in un costo minore e minore contributi per la tua S.r.l.;
  47. Utilizza gli infoprodotti, i video che fai, il blog, libri per ridurre le imposte, nel limite del possibile come diritto d’autore;
  48. Contabilità separata per le operazioni esenti, questo ti permetterà di detrarre l’Iva al 100%;
  49. Ricordati i benefici che possono avere le buste paga, i buoni pasto e le liberalità fino ad euro 258,23 all’anno;
  50. Verifica sempre se ci sono dei bonus fiscali collegati all’acquisto di beni strumentali (ad esempio il superammortamento, l’iperammortamento o il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali);
  51. Ricordati che le spese per le ristrutturazioni edilizie ed il risparmio energetico possono generare per te un risparmio d’imposta;
  52. Ricordati che con il patent box la S.r.l. può avere benefici fiscali dall’utilizzo di know – how;
  53. Costituire S.r.l. Semplificata ad un euro e poi trasformarla in S.r.l. Ordinaria con capitale minimo di euro 10.000 utilizzando gli utili accumulati dalla stessa. In questo modo è come se facessi il conferimento nella S.r.l. pagando le imposte del 24% di Ires invece che con i tuoi soldi personali che scontano una imposta Irpef del 27%, 38%, 41%, 43% più le addizionali regionali e comunali;
  54. Ricordati che la cassazione ha detto che il lavoratore autonomo NON deve pagare i contributi fissi Inps sulle quote di S.r.l. dove NON lavora;
  55. Ricordati che i finanziamenti soci possono essere restituiti ai soci senza pagamento di imposte e contributi (rispettando le regole del codice civile, ossia di non mettere in pericolo il regolare pagamento degli altri debiti se il capitale sociale è contenuto);
  56. Ricordati di utilizzare tutti i bonus fiscali previsti ai fini Irap (diversi da quelli Ires);
  57. Se non puoi fare trasferte, valuta la convenienza di utilizzare un contratto di comodato per far sostenere le spese dell’auto, come ad esempio benzina, manutenzione e assicurazione, alla tua S.r.l. invece che pagarli in prima persona;
  58. Ove possibile, ricordati dei bonus fiscali delle Start up innovative. Il vantaggio fiscale lo hanno gli investitori della S.r.l. start up innovative;
  59. Delegare l’attività operativa per evitare l’iscrizione all’Inps commercianti, con i dipendenti è più sicuro, con i lavoratori con partita iva è meno sicuro;
  60. Se il compenso lordo annuale di un amministratore non supera € 4.800, non paga l’Irpef (attenzione, lordo Irpef è diverso dal lordo Inps);
  61. Se la tua S.r.l. fosse costituita da 3 soci e solo uno di questi è lavoratore, pagando i contributi Inps fissi, consenti agli altri 2 soci di avere una prova per chiedere all’Inps di non iscriverli alla gestione Inps commercianti, consentendogli di evitare di pagare contributi inutili (in quanto sono soci NON lavoratori, ovviamente);
  62. Sei sicuro che sei obbligato ad iscriverti all’Albo artigiani perché hai un’attività che per legge deve essere iscritta in un apposito albo? Oppure anche se fosse un’attività artigiana puoi iscriverti nella sezione commercianti pagando la relativa Inps? Svolgi con prevalenza un’attività artigiana o commerciale? Ricordati che in molti casi non sei obbligato ad iscriverti all’Albo artigiani con la possibilità di avere i benefici delle attività commerciali;
  63. Utilizza la S.r.l. holding per eliminare il pericolo che l’Inps apra una posizione commercianti all’amministratore che è anche familiare dei soci della S.r.l. operativa (l’amministratore NON può essere un familiare di una società, quindi l’Inps non può presumere che l’amministratore sia un parente dei soci e quindi iscrivibile all’Inps commercianti perché non ha busta paga da dipendente);
  64. Se hai familiari che lavorano nella tua S.r.l., ricordati di assumerli come dipendenti, evitando che l’Inps li iscriva come coadiuvanti di famiglia (quindi NON puoi metterli come amministratori della società se fanno lavori operativi, in quanto l’Inps potrebbe fargli pagare i contributi Inps. Meglio fare una S.r.l. dove tu sei socio unico, amministratore unico e assumere i tuoi familiari);
  65. Preferisci pagare l’Ires delle S.r.l. del 24% invece che l’Irpef delle ditta individuali e delle società di persone del 27%, 38%, 41%, 43% più le addizionali regionali e comunali sugli utili che decidi di accantonare nell’azienda per fare futuri investimenti;
  66. Valuta se puoi assumere un socio lavoratore come dipendente. Questo ti consente di evitare il pagamento dell’Inps commercianti eccedenti il minimale;
  67. In generale, se la tua S.r.l. fosse controllata da un’altra società (italiana o estera), l’Inps non potrebbe aprire una posizione commercianti né per il socio lavoratore né per familiare del socio lavoratore;
  68. Il familiare del socio non lavoratore che è iscritto all’Inps come coadiuvante potrebbe non pagare i contributi Inps eccedenti il minimale;
  69. Ove ti è possibile utilizza i benefici fiscali delle aziende agricole, con o senza S.r.l.;
  70. “Trasformazione” dell’azienda da ditta individuale ad S.r.l. (conferimento d’azienda e utilizzo dell’affrancamento in capo all’avente causa);
  71. Conferimento d’azienda dalla S.r.l. in nuova S.r.l. per beneficiare della PEX;
  72. Ove ti è possibile utilizza i benefici fiscali delle attività sportive, con o senza S.r.l.;
  73. Ricordati che gli acconti d’imposta che versi sono dei “crediti fiscali” per il futuro. In un certo senso è come se versassi delle imposte in anticipo. Ovviamente ti fanno percepire un maggior carico fiscale perché li devi versare subito, ma ricordati che più paghi oggi e meno paghi in futuro. Più aumenta il reddito (rispetto all’anno precedente) più aumentano gli acconti che dovrai pagare, facendoti percepire un aggravio ulteriore del carico fiscale complessivo;
  74. Valuta di utilizzare il regime di Iva per cassa. Non ti farà diminuire l’imposta, ma ti permette aumentare la liquidità perché paghi l’Iva solo quanto la incassi;
  75. Posticipare la comunicazione di inizio dell’attività della S.r.l. solo nel momento in cui inizi a svolgere l’attività operativa della S.r.l. (solo da quel momento inizi a pagare i contributi fissi Inps solo a partire dal momento in cui dichiari l’inizio attività);
  76. Compenso annuale di un dipendente di lordo Irpef euro 8.000, non paga l’Irpef;
  77. Compenso annuale di amministratore che lavora all’interno della S.r.l. paga i contributi della gestione separata al 24% ed i contributi fissi Inps commercianti, invece che il 33,24% di contributi della gestione separata. C’è un valore del compenso dell’amministratore oltre il quale conviene pagare la doppia contribuzione Inps perché, complessivamente paghi meno contributi;
  78. In tutti i casi ricordati che i contributi fissi Inps commercianti li detrai dal reddito imponibile del compenso dell’amministratore generando un ulteriore risparmio fiscale;
  79. Ricordati di utilizzare la rivalutazione delle quote della S.r.l. prima di vendere le quote stesse o di vendere l’azienda (valuta lo stesso per i terreni);
  80. Se proprio devi mettere in liquidazione una S.r.l. con dei debiti fiscali arretrati, piuttosto intestala ad un’altra S.r.l., così i debiti tributari non dovrebbero passare ai soci (anche se non è certo). Se proprio hai paura che i debiti fiscali della S.r.l. siano imputati ai soci della società, allora valuta di lasciare in vita ed in liquidazione la società anche senza nessuna operazione;
  81. Ricordati che avere un socio non lavoratore, esempio la moglie al 95%, ti permette di prelevare gli utili senza pagare il 24% di contributi Inps del socio lavoratore (o dell’amministratore con doppia contribuzione Inps) o del 34,23% sul compenso dell’amministratore. Ovviamente più è alto l’utile e più hai vantaggio. Se tua moglie avesse il 95% delle quote della S.r.l. e fosse una socia NON lavoratrice, potrebbe prelevare gli utili pagando circa il 46% tra Ires e imposta sostitutiva sugli utili prelevati, invece che il 68% circa delle imposte del marito che ha il 5% ed è socio lavoratore (e paga l’Inps solo sul minimale, invece che il 100% sugli interi utili della S.r.l.);
  82. Se puoi intestare le quote della S.r.l. per il 95% al coniuge, il compenso ottimale dell’amministratore è di euro 28.000 perché paga Irpef al 27% + 1% e contributi Inps gestione separata è del 24% (se non del 34,23%), per un totale del 52% mentre la moglie paga il 46% di imposta sugli utili. Se il reddito dell’amministratore fosse superiore, allora pagherebbe imposte ancora più elevate;
  83. Nel 2019 n.2 sentenze della Cassazione hanno previsto che NON bisogna pagare i contributi Inps sugli utili delle quote ove sei un socio NON lavoratore (ossia, se sei solo un socio finanziatore eviti di pagare i contributi Inps);
  84. Ti conviene assegnare l’auto della S.r.l. all’amministratore come fringe benefit per scaricare il 70% dei costi di gestione dell’auto invece che il 20%? C’è un importo “soglia” oltre il quale conviene uno strumento piuttosto che l’altro;
  85. Ti conviene assegnare l’auto al socio dipendente e fargli pagare un corrispettivo specifico per l’utilizzo dell’auto al fine di dedurre i costi al 70%, invece che al 20% e di detrarre l’Iva al 100%, invece che al 40%? C’è un importo “soglia” oltre il quale conviene uno strumento piuttosto che l’altro;
  86. Nel caso volessi avere un familiare che fa l’amministratore ma svolge anche un lavoro operativo all’interno della società, e tu fossi il socio unico, ricordati che conviene che tu sia socio e amministratore unico della S.r.l. e quindi assumere il familiare con busta paga da dipendete per le ore di lavoro. In questo modo eviti che l’Inps ti faccia pagare i contributi fissi del coadiuvante;
  87. Ricordati che un’attività di agenzia, o di agente, può detrarre l’Iva per l’80% ed il costo deducibile per il 100% sulle spese dell’auto. Tutti gli altri detraggono l’Iva al 40% ed il costo deducibile al 20%. Come puoi notare, la differenza è notevole. Male che vada, abbina la partita Iva da agente con una S.r.l. per avere i vantaggi di entrambi;
  88. Se sei un amministratore che paga i contributi ad un albo professionale, ricordati di pagare i contributi Inps ridotti sul compenso al 24% dell’amministratore;
  89. Il familiare del socio della S.r.l. può lavorare nell’azienda senza pagare i contributi Inps e Inail a determinate condizioni;
  90. Ogniqualvolta prevedi di vendere le quote della S.r.l., verifica anticipatamente che ci sia in vigore una legge che ti fa rivalutare le quote della società ad un’aliquota minore rispetto a quella relativa alla plusvalenza della cessione della quota della stessa (sulla plusvalenza che generi sulla vendita della quota devi pagare il 26%, con la rivalutazione elimini la plusvalenza e paghi un’aliquota minore);
  91. Evita di distribuire gli utili a te persona fisica, in quanto l’aliquota fiscale complessiva sarebbe quasi pari all’aliquota fiscale massima della persona fisica (Irpef al 43% + le addizionali);
  92. Valuta quando ti conviene fare le trasferte lunghe o le trasferte corte;
  93. Valuta quando ti conviene acquistare l’auto con il leasing;
  94. Valuta quando ti conviene utilizzare l’auto con la S.r.l. evitando di prendere i rimborsi chilometrici;
  95. Se hai una S.r.l. holding, ricordati che gli imprenditori possono lavorare nelle S.r.l. figlie come dipendenti ed essere assunti a tempo pieno per evitare di iscriversi all’Inps gestione commercianti;
  96. Se utilizzi il recesso o l’esclusione del socio di S.r.l., a determinate condizioni, puoi separarti dagli altri soci senza utilizzare il notaio, dunque risparmiando denaro;
  97. Più la tua S.r.l. ha un utile o fatturato elevato, maggiori sono gli strumenti di risparmio fiscale puoi utilizzare e maggiore è la protezione che hai da possibili contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate e dall’Inps (vedere la circolare specifica per maggiori informazioni);
  98. Ricordati che i contributri Inps del socio lavoratore della gestione commercianti e articiani vanno calcolati su un utile della S.r.l. fino ad euro 105.000 circa. Questo significa che per la quota di utili maggiore a questa soglia eviti di pagare i contributi Inps commercianti o artigiani del 24%;
  99. Ricordati che i contributri Inps sul compenso della busta paga dell’amministratore, chiamati della gestione separata, vanno calcolati su un utile della S.r.l. fino ad euro 105.000 circa. Questo significa che per la quota di compenso maggiore l’amministratore evita di pagare i contributi Inps della gestione separata del 24% o del 34% (comunque ricordati che per un compenso dell’amministratore superiore a 37.000 euro, gli conviene avere la doppia contribuzione Inps perchè paga meno contributi complessivi);
  100. Siccome la gestione commercianti Inps e la gestione separata Inps hanno due massimali contributivi distinti. Nel caso di utili alti cerca di scegliere in quale gestione pagare i contributi per evitare di pagare i contributi quando superi il massimale (invece che pagare i contributi sul massimale di entrambe le gestioni Inps);
  101. Conviene prendere i soldi dalla S.r.l. come distribuzione utili o come compenso amministratore? (puoi prendere i soldi dalla S.r.l. in 4 modi: 1. socio finanziatore, 2. socio lavoratore 3. compenso amministratore 4. compenso amministratore che fa il socio lavoratore);
  102. Ricordati che la S.r.l. “holding” ha la possibilità di tassare al 5% gli utili delle S.r.l. figlie solo se la S.r.l. “holding” è una società che ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali (questo significa che puoi fare una S.r.l. “holding” di famiglia, ma questa deve avere prima un’attività commerciale e solo come secondaria la gestione di partecipazioni sociali);
  103. Gestisci le scritture contabili di fine anno in anticipo. Ricordati che i costi e i ricavi possono avere competenze diverse rispetto al calcolo Iva;
  104. Ricordati che per l’acconto dell’iva hai 3 regole di calcolo. Quindi scegli l’importo che per te è il migliore in base alla tua liquidità disponibile;
  105. Ricordati di utilizzare il contratto di comodato dell’auto se fai poche trasferte. Così scarichi i costi dell’auto.

 

ATTENZIONE: Questi strumenti non servono solo per tagliare le imposte, ma anche per pianificare in anticipo la gestione dei tributi o capire come gestire il pagamento rateale per rimanere in regola con il fisco, garantendo una maggiore liquidità alla propria azienda con il fine di finanziare tutti gli investimenti aziendali.

Ma stai attento, perché ognuno di questi strumenti di pianificazione fiscale ha delle proprie regole e delle proprie scadenze che, se non rispettate, comportano un successivo aggravio d’imposte maggiorate di sanzioni e interessi.

Cosa che devi analizzare in modo specifico con il tuo commercialista.

Se questo non ti fosse possibile, non preoccuparti, se prosegui con la lettura ti regalo due bonus importanti che possono cambiare il destino fiscale della tua S.r.l..

Ma prima di mostrarti i bonus a te riservati c’è da fare un ultimo piccolo passaggio mentale, ossia per rendere veramente concreto il risparmio fiscale bisogna controllare la contabilità ogni mese.

 

Perché la contabilità va controllata mensilmente?

Un ultimo punto importante è che la contabilità va controllata perché gli strumenti di pianificazione fiscale devono essere inseriti nella tua S.r.l. nel numero giusto e nella quantità giusta.

Alcuni strumenti di pianificazione fiscale li puoi utilizzare solo prima di costituire la S.r.l., altri strumenti di pianificazione fiscale li puoi inserire entro un anno dalla costituzione, mentre altri li puoi programmare con efficacia entro 2 anni.

In tutti i casi, ci sono altri strumenti di risparmio fiscale che puoi inserire solo mese per mese, quindi se in un mese “te li dimentichi”, allora non puoi più utilizzarli, perdendo di fatto efficacia fiscale.

Oltre a questo, ci sono strumenti di pianificazione fiscale che imposti e sono “fissi”, mentre ce ne sono altri che sono “variabili” e possono variare da mese a mese in funzione di quello che fai durante l’attività e quindi c’è bisogno di calibrarli ogni mese in funzione anche degli utili e della liquidità che genera la tua S.r.l..

Per questi motivi tu puoi controllare il risparmio fiscale solo se controlli la contabilità della S.r.l. ogni mese. 

 

Ok imprenditore, abbiamo finito…

Se nel tuo bilancio hai già applicato tutti questi consigli, allora hai un ottimo stato di salute fiscale (sia te che la tua S.r.l.).

Se così non fosse, probabilmente, hai trovato nuove informazioni per diminuire il carico fiscale della tua S.r.l..

Il passo successivo è quello di controllare il bilancio ogni mese e monitorare lo stato di applicazione di queste soluzioni fiscali.

Prima controlli il bilancio della tua S.r.l., prima migliori l’efficacia fiscale della tua azienda, prima migliori i guadagni evitando di scoprire solo alla fine dell’anno che stai lavorando in perdita.

La procedura è molto semplice

  1. Individua gli obiettivi di utile e di cassa liquida della tua S.r.l.;
  2. Controlla i risultati del bilancio ogni mese;
  3. Risparmia le imposte (ed i contributi);
  4. Preleva i soldi dalla tua azienda.

Simone Calisti

 

Conclusioni

Grazie a questo manuale conosci 94 metodi di Efficacia Fiscale da controllare ogni mese nel bilancio della tua S.r.l. con il metodo della Contabilità Controllata per capire se puoi diminuire le imposte ed i contributi del 10%, anche senza l’aiuto del tuo commercialista, con la serenità di essere in regola con il fisco e la certezza di trovarti con l’azienda in utile, entro la fine dell’anno.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiederebbe nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l..

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che hai scoperto in questo manuale.

Tutte le volte che decidessi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che potresti accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l..

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