Ciao, ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te sia che tu stai utilizzando una S.r.l. per svolgere il tuo business sia che tu stia pensando di aprire una nuova azienda utilizzando la forma giuridica della S.r.l..

In questa circolare troverai le 16 domande ricorrenti a cui stare attento tutte le volte che hai una S.r.l..

Ti dico questo perché il blog di Efficacia Fiscale ha appena superato i 2 anni di vita e grazie a questo ho potuto fare consulenze con imprenditori che hanno o che dovevano aprire una S.r.l..

Grazie a queste consulenze ho potuto notare che vi sono delle domande, che si fanno gli imprenditori in modo ricorrente, e che possono impedirti di fare la scelta migliore per te creandoti guai con l’Agenzia delle Entrate, con l’Inps, con gli enti , portandoti a pagare sanzione e interessi.

Oppure perché vi possono essere delle errate convinzioni sulla S.r.l. che, se non risolte, possono bloccarti nel prendere una scelta aziendale o che possono farti prendere una strada che porta solo a ulteriori guai successivamente.

Queste soluzioni, inoltre, ti serviranno a gestire al meglio l’aspetto fiscale della tua S.r.l. sia prima che tu debba ancora aprire una nuova S.r.l., sia che tu abbia già adesso una S.r.l..

Vi sono, infatti, principi di Efficacia Fiscale della tua S.r.l. che puoi applicare sia prima di costituire la S.r.l. sia che puoi applicare nel corso della vita della tua S.r.l..

Conoscere i punti della check list ti consentirà di non perdere soldi inutilmente in sanzioni, soldi che puoi risparmiare e che ti permetteranno di fare nuovi investimenti nella tua S.r.l., come, ad esempio, l’acquisto di nuovi beni strumentali, maggiori compensi da dare ai collaboratori per incentivarli a vendere di più.

Nello stesso modo, avere più soldi per te, è utile per gestire al meglio la tua vita familiare oppure per accedere alla miglior sanità e formazione per te, la tua compagna e soprattutto i tuoi figli.

Per pagare, oggi , meno imposte ed evitare sanzioni inutili avresti dovuto prendere provvedimenti l’anno precedente.

Questo significa che devi applicare subito i principi che troverai in questa circolare per avere dei benefici fiscali domani. Solo se applichi questi principi subito puoi risparmiare le imposte della S.r.l. evitando sanzioni inutili con gli enti.

Ma adesso, bando alla ciance, entriamo subito nel sodo della circolare, let’s go…

 

Le 16 soluzioni alla domande che hanno gli imprenditori con una S.r.l.  che gli consentono di evitare guai, sanzioni riducendo le imposte

1) Le S.r.l. possono avere finanziamenti da parte del socio? A cosa bisogna stare attenti? Quale procedura devo utilizzare?

Risposta: si, tutte le volte che i soci pagano delle fatture con soldi propri oppure fanno bonifici, versamenti a favore della S.r.l., questi sono considerati dei finanziamenti che fanno i soci alla società.

La cosa principale che ti posso consigliare è di specificare se il finanziamento è infruttifero o meno, ossia se non vuoi (o vuoi) interessi per il capitale prestato alla tua S.r.l..

Ti dico questo perché in caso di controlli, se tu non avessi una delibera dei soci in cui si conferma che hai fatto un versamento a titolo di finanziamento soci infruttifero, ossia senza interessi, oppure come versamento a fondo perduto, allora l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerare i soldi che hai dato alla S.r.l. al pari di quelli dati come mutuo e quindi calcolare gli interessi attivi a carico del finanziatore con conseguente ritenuta da versare.

Per fare questo meglio avere una delibera firmata e con data certa, esempio con scambio di email pec.

In questo modo, se avessi firmato con data certa una delibera di finanziamento socio infruttifero, l’Agenzia delle Entrate non potrebbe imputare degli interessi attivi al socio con il conseguente mancato versamento della ritenuta del 26% (proprio come gli interessi attivi del conto corrente bancario).

Se, al contrario, firmi una delibera di rinuncia al finanziamento, come se fosse un finanziamento a fondo perduto, allora l’Agenzia delle Entrate non può contestarti gli interessi attivi per i soldi che hai lasciato nella società.

Esempio: se nel 2019 dovessi fare un bonifico dal tuo conto corrente personale a quello della società perché devi fare un acquisto aziendale e non avessi firmato la delibera dell’assemblea dei soci in cui affermi che i soldi sono prestati senza interessi, in caso di controlli, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate potrebbe riconoscere il mancato pagamento degli interessi per i soldi dati a mutuo e, quindi, il mancato versamento delle ritenute del 26%.

L’entità del danno dipende dall’ammontare del finanziamento, ma ciò non toglie che puoi evitare sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate semplicemente avendo più accortezza, nel caso in cui tu faccia un finanziamento soci.

 

2) Le S.r.l. possono avere finanziamenti da parte di terzi NON soci?

Risposta: si, ma stai molto molto molto (sottolineo molto) attento a non simulare attività che sono riservate per legge, come quella della raccolta di risparmio tra il pubblico, ossia quelle attività riservate al sistema bancario.

In poche parole non devi ricevere finanziamenti da parte di terzi tale per cui eserciti, di fatto, un’attività bancaria di raccolta di risparmio tra il pubblico e di investimenti di capitali di terzi.

Questo perché, per esercitare un’attività riservata per legge al sistema bancario, ci sono determinati parametri da rispettare, come, ad esempio, un importante capitale sociale per la costituzione e determinati enti a cui rendere conto a cui fare comunicazioni, esempio l’Abi per le banche (Associazione bancaria italiana).

Nello stesso modo, non devi simulare, con contratti fittizi, l’attività riservata alla legge dal sistema bancario; per esempio utilizzare, in modo massiccio, i contratti di associazione in partecipazione di capitale per raccogliere soldi tra i privati in cambio di una quota degli utili.

In sintesi, puoi anche permetterti di ricevere dei soldi da parte di un terzo non socio, ma lo devi fare molto sporadicamente.

Questo in quanto, se ci fosse un ricorso ai finanziamenti di terzi in modo continuativo od organizzato in modo professionale, molto probabilmente saresti accusato di attività illecita con possibili conseguenze penali.

Esempio di possibile finanziamento di terzo regolare: S.r.l. immobiliare, nella quale, tu, socio imprenditore, non hai liquidità per effettuare una operazione bancaria e ricorri ad un prestito da parte dei tuoi  genitori, senza interessi. Questo non dovrebbe crearti problemi in quanto è stato fatto una volta per l’intera vita della S.r.l..

Esempio di possibile finanziamento di terzo a rischio: se io avessi una S.r.l. che fa investimenti immobiliari e richiedessi soldi, per una specifica operazione immobiliare, a 3-4 persone diverse per ogni specifica operazione in cambio di un determinata percentuale di ritorno sull’investimento e questa cosa la ripetessi costantemente del corso dell’anno, molto probabilmente questa operazione potrebbe essere considerata vietata, in quanto andrebbe a simulare un’attività bancaria.

 

3) Posso scaricare i rimborsi spese se sono amministratore con partita iva? Potrei prendere i compensi come amministratore con una busta paga anche se fossi amministratore con partita iva?

Risposta: dipendente da che tipologia di attività della partita iva stai svolgendo.

Se tu avessi una partita iva come professionista, ossia svolgessi un’attività intellettuale, e contemporaneamente, fossi un amministratore di una S.r.l. che ha un’attività che è uguale alla  tua partita iva, allora, tutti i rimborsi spese chilometrici, rimborsi forfettari e rimborsi analitici non potrebbero essere erogati in quanto devono essere fatturati dalla partita iva alla S.r.l..

Nello stesso modo NON potresti prendere un compenso da amministratore con busta paga tutte le volte che tu fossi un amministratore di S.r.l. che fa la stessa attività della tua partita iva individuale.

Questo in quanto tutti i compensi, da richiedere alla S.r.l., li dovresti fatturare emettendo la fattura (e non utilizzando la busta paga) e, quindi, saresti impossibilitato a ottenere i rimborsi spese forfettari non avendo la busta paga.

Esempio: se tu fossi un geometra con la partita iva e tu aprissi una S.r.l. per svolgere la medesima attività da geometra (guardando l’attività nel concreto), tu potresti essere amministratore ed i compensi per la tua attività da amministratore NON li potresti erogare con la busta paga, ma solo tramite una normale fattura. Questo, per te, implica che non puoi utilizzare i benefici fiscali dei rimborsi chilometrici e forfettari.

Nello stesso modo, non puoi richiedere né i rimborsi spese chilometrici, né quelli forfettari, e neppure  i rimborsi spese analitici in quanto devono essere fatturati come una normale fattura e il professionista deve inserire i costi per la trasferta nella contabilità della propria personale partita iva.

 

4) Posso dare l’auto personale in comodato alla mia S.r.l.? A cosa devo stare attento?

Risposta: sicuramente puoi avere un’auto intestata a te, persona fisica, e darla in concessione gratuita alla tua S.r.l. per scopi esclusivamente aziendali.

In questo modo puoi scaricare i costi dell’auto nella tua S.r.l..

Le cose a cui prestare attenzione sono il fatto che, oltre alla compilazione del contratto di comodato, bisogna anche fare una pratica presso la motorizzazione civile per segnalare che l’auto è utilizzata per scopi aziendali.

La pratica non costa molto e ne parlerò, in dettaglio, in una prossima circolare, ma, quello che è importante in questa circolare, è che tu sia consapevole del fatto che, oltre agli adempimenti formali del contratto, bisogna fare  una pratica presso la motorizzazione civile per comunicare che il veicolo verrà utilizzato esclusivamente per l’attività imprenditoriale.

Ti dico questo perché, questo, è un aspetto che è praticamente poco conosciuto e che rischia di farti fare una cosa non regolare. O, comunque, non perfettamente corretta.

Oltre a questo, la seconda cosa importante da tenere a mente è che, il veicolo, deve essere utilizzato esclusivamente a fini aziendali e tecnicamente, in caso di risarcimento assicurativo, l’assicurazione potrebbe trovare una scusa per non rimborsare nel caso l’evento fosse avvenuto per un fine personale.

In tutti i casi la procedura da seguire per utilizzare il contratto di comodato auto è la seguente:

  1. fai il contratto di comodato auto scritto e firmalo;
  2. mettigli la data certa con la email pec;
  3. vai alla motorizzazione per comunicare il passaggio.

 

5) Posso avere la sede della S.r.l. dove risiedo? Devo cambiare la destinazione d’uso/variazione catastale con una pratica edilizia al comune tutte le volte che ho la sede della S.r.l. presso la mia abitazione principale?

Risposta: confermo che la S.r.l. può avere una sede presso la tua abitazione principale. In questo caso la corrispondenza della posta arriverà direttamente a casa (vantaggi e svantaggi).

Invece, sul fatto che bisogna effettuare una variazione d’uso o meno, dipende o meno se hai un vero ufficio presso la tua abitazione.

Se hai solo la sede della S.r.l. presso la tua abitazione, senza avere un reale ufficio dove fai incontri con clienti, fornitori e persone in business, non devi fare nessuna variazione catastale. In fondo, se non hai un ufficio vero presso la tua abitazione, non hai mai di fatto variato la destinazione d’uso dell’immobile.

Al contrario, se hai un vero ufficio, devi fare una variazione catastale solo in base alle dimensioni della porzione di casa tua che utilizzi ai fini di ufficio.

Se le dimensioni dell’ufficio sono contenute, allora non occorre fare nessuna comunicazione. Se la sede comporta anche avere un ufficio di dimensioni superiori ad una certa soglia, allora scatta l’obbligo.

Per comprendere o meno se devi fare una pratica di variazione d’uso presso il comune devi fare riferimento alla legge in materia di edilizia D.p.r 380/2001, e in più verificare l’esistenza di eventuali specifiche leggi regionali e comunali.

Facendo riferimento solo alla legge nazionale in materia di edilizia, sei obbligato a fare un cambio di destinazione d’uso solo se l’ufficio è di almeno 30 mq o se rappresenta almeno il 10% dell’appartamento.

Credo che, tendenzialmente, se hai un ufficio aperto al pubblico che superi quelle dimensioni, tu debba, giustamente, fare la comunicazione di variazione d’uso del tuo immobile presso il comune.

 

6) I soci della “S.r.l. holding” devono pagare i contributi Inps sul 5% degli utili della S.r.l. figlia?

Risposta: si, confermo che ho approfondito la ricerca ed i contributi Inps si pagano sulla quota parte fiscale della partecipazione della S.r.l..

Esempio: Una S.r.l. figlia ha un utile, dopo le imposte, di euro 100.000 e questi sono distribuiti interamente alla S.r.l. holding madre. Il socio della S.r.l. holding considera, ai fini contributivi Inps, un importo di euro 5.000 su cui calcolare un eventuale Inps eccedente il minimale (invece che euro 100.000).

 

7) Sulle spese di rappresentanza devo sempre mettere il nome e cognome della persona?

Risposta: si, ogniqualvolta fai delle spese di rappresentanza, ti consiglio di inserire il nome e cognome del cliente, fornitore, dipendente a cui concedi l’omaggio/pasto, in modo da dare un ulteriore elemento di prova all’Agenzia delle Entrate della veridicità della spesa effettuata come spesa di rappresentanza.

 

8) Nella mia S.r.l. non faccio nulla di operativo perché delego tutto l’aspetto operativo ai miei collaboratori con partita iva. Posso evitare di pagare l’Inps commercianti perché faccio solo attività da amministratore e nessuna attività operativa?

Risposta: a livello teorico hai anche ragione.

Se l’attività operativa fosse delegata interamente ad altre persone (dipendenti o collaboratori con partita iva), mentre tu svolgessi solo l’attività da amministratore, allora potresti evitare di pagare i contributi Inps commercianti.

Ma, il problema principale è che, di fatto, l’Inps tende a volere, sotto il profilo concreto, almeno l’iscrizione di un altro socio lavoratore alla gestione Inps o almeno di un dipendente con busta paga, per consentire al socio amministratore di svolgere solo l’attività amministrativa senza doversi iscrivere alla gestione commercianti Inps .

Questo secondo caso è l’unico che puoi utilizzare per essere certo di evitare contestazioni da parte dell’Inps.

Se ti trovassi nel primo caso, ossia che la tua attività operativa fosse delegata interamente ai tuoi collaboratori con partita iva, in caso di controlli dovresti fare ricorso all’Inps e dimostrare, con contratti firmati e copie delle fatture, che l’attività sia veramente delegata ai terzi.

Così, a livello teorico, hai ragione ma, se non hai dipendenti o altri soci lavoratori, l’Inps tende ad iscrivere in automatico il socio lavoratore e quindi obbligarti a farti fare il ricorso.

Quindi aspettati una potenziale contestazione dell’Inps e,  in caso di idee diverse, andare presso un tribunale civile.

 

9) Posso assumere un socio come dipendente?

Risposta: lo puoi anche fare ma devi stare molto, molto, molto attento a rispettare la condizione che lavori con le stesse modalità di un dipendente e non sia solo uno strumento per limitare il pagamento dei contributi Inps commercianti.

Ti dico questo perché, di base, ogni socio lavoratore di una S.r.l. deve essere iscritto alla gestione commercianti Inps pagando i relativi contributi.

L’unica deroga è concessa nel caso in cui il socio lavori effettivamente sotto la direzione degli amministratori e che sia trattato come se fosse un dipendente come tutti gli altri (esempio massimo 40 ore a settimane, timbrando un cartellino presenze, per esempio).

Esempio: se hai una S.r.l. con altri dipendenti ed hai un dipendente che per incentivarlo gli cedi una quota minoritaria della società mantenendogli il posto di lavoro e facendolo diventare, quindi, un socio della società, allora è normale che questo sia, di fatto, un vero dipendente ed è difficile affermare il contrario da parte dell’Inps .

Ma se tu avessi una S.r.l. in cui il 90% delle quote le abbia il socio che lavora con l’unico intento di pagare meno contributi rispetto a quelli della gestione commercianti, lasciandolo lavorare ugualmente 60 ore a settimana come un socio, fargli coordare il proprio lavoro a piacimento, sicuramente,  questo, NON è un uso opportuno di questo strumento.

 

10) Posso assumere un parente nella mia S.r.l.?

Risposta: mi è capitato un controllo da parte dell’Inps su dei miei clienti. I funzionari hanno preteso di disconoscere l’assunzione del marito della socia lavoratrice a favore dell’iscrizione del marito come collaboratore di famiglia.

In pratica l’Inps non ha riconosciuto valido il contratto da dipendente del marito che lavorava all’interno dell’azienda, a favore del suo riconoscimento come lavoratore autonomo iscritto all’Inps commercianti.

Questo ha comportato che la società ha dovuto richiedere la restituzione dei contributi pagati come dipendente, mentre il marito della socia è stato obbligato a pagare i contributi fissi Inps di tasca propria.

Tutto questo per dirti che, “tecnicamente”, l’Inps potrebbe riconoscere i familiari lavoratori dei soci della S.r.l. come collaboratori di famiglia facendo pagare loro  i contributi Inps.

Per superare questo problema devi fare in modo di assumere un familiare come un vero dipendente, senza renderlo in concreto un socio che lavora illimitatamente, facendogli rispettare le ore del contratto di lavoro e sotto la direzione dell’amministratore.

Tutto questo per evitare che l’Inps ti vada a modificare il rapporto di lavoro con il tuo parente creandoti problemi o, comunque, di avere maggiori elementi di prova per evitare che l’Inps ti modifichi il contratto del dipendente.

Più riesci a dimostrare che il familiare lavora rispettando le ore del contratto e le direttive di qualcuno, più hai , nel dubbio, il familiare del socio al pagamento dei contributi fissi inps disconoscendo il contratto di lavoro.

A livello fiscale non ci sarebbero grosse contestazioni.

La mia principale preoccupazione deriva dall’Inps, in quanto potrebbe non riconoscere valido il contratto di lavoro del familiare, soprattutto nel caso in cui sospetti che questo sia utilizzato come strumento per pagare meno contributi.

Questo soprattutto all’aumentare degli utili della S.r.l., perché pagheresti più contributi come collaboratore di famiglia rispetto che i contributi come lavoratore da dipendente.

In sintesi, potrei anche riassumerti il concetto in questo modo:

– Se come dipendente pagassi più contributi rispetto al caso di essere un collaboratore di famiglia, probabilmente non saresti accertato in quanto paghi più contributi come dipendente (anche se non fosse la scelta migliore secondo l’Inps).

– Nel caso in cui la tua S.r.l. avesse un utile elevato e dovessi pagare più contributi come collaboratore di famiglia del socio, rispetto che ai contributi da dipendente, probabilmente aumenterebbero le probabilità di avere un accertamento dell’Inps cambiandoti il regime di contribuzione.

 

11) Sono amministratore unico della mia stessa S.r.l., posso assumermi come dipendente?

Risposta: purtroppo No. Non puoi attribuirti una busta paga come dipendente se sei amministratore.

La ragione risiede nel fatto che la busta paga da dipendente si può utilizzare solo quando sei soggetto alla direzione di qualcuno.

In questo caso l’amministratore unico non può essere il dipendente di se stesso. Non può avere una busta paga come dipendente che esegue le direttive dell’amministratore in quanto esso stesso è amministratore unico.

L’unica busta paga che si può attribuire l’amministratore è quella da “amministratore”, con compenso non fisso ma in funzione di quanto stabilito dai soci e che NON ti consentirà di eliminare i contributi fissi Inps se fai anche del lavoro operativo nella tua S.r.l. (quindi nel caso fossi anche socio lavoratore allora pagheresti anche i contributi fissi Inps).

L’unica piccola, rara eccezione, potrebbe essere quella in cui ci sia un Consiglio di Amministrazione, ossia più amministratori che amministrano l’azienda. In questo caso l’amministratore non presidente ha una busta paga in quando è coordinato dal presidente della società.

Cosa che può esistere, ma che deve essere fatta in modo coordinato, serio e veritiero.

 

12) I compensi che ricevo dal portale di Amazon o da YouTube  sono considerati come royalties?

Risposta: quando vuoi incassare qualcosa come royalties devi stare molto attento a cosa ti riferisci, ossia all’oggetto del contratto.

Il compenso, gli incassi che tu ricevi per il fatto che concedi a terzi la possibilità di vendere i prodotti che derivano dalla tua creazione intellettuale, sono una royalties.

Ma se tu dovessi ricevere dei soldi in funzione della pubblicità che viene inserita sui tuoi video in base alle persone che lo visualizzano, allora, questa non è lo sfruttamento economico delle tue opere intellettuali con i benefici fiscali delle royalties, ma un normale ricavo commerciale tassato alle regole ordinarie.

Quindi, in sintesi:

Esempio se tu mettessi un libro su Amazon in vendita, allora, i tuoi personali incassi sarebbero delle royalties.

Ma se tu ricevessi degli incassi da Youtube in funzione delle visualizzazione dei tuoi video, allora, questa, non può essere considerata una royalties, ma un incasso che rientra nell’attività commerciale della mia impresa senza avere benefici fiscali.

In tutti i casi, ti consiglio di verificare il contratto che tu stipuli con i portali.

Esempio: di seguito ti riporto le condizioni di Youtube dei “termini di servizio”, nel quale si comprende che il rapporto con esso è esente da royaties.

Estratto dei termini di servizio di Youtube (In vigore dal giorno 22 luglio 2019):

Concedere la licenza a YouTube

Nel momento in cui fornisci Contenuti al Servizio, concedi a YouTube una licenza globale, non esclusiva, esente da royalty, trasferibile e cedibile in licenza per l’utilizzo di tali Contenuti (incluse la riproduzione, distribuzione, modifica, pubblicazione ed esecuzione degli stessi) ai fini del funzionamento, della promozione o del miglioramento del Servizio.

Concedere la licenza ad altri utenti

Concedi inoltre a ciascun altro utente del Servizio una licenza globale, non esclusiva ed esente da royalty per l’accesso ai tuoi Contenuti tramite il Servizio e per l’utilizzo di tali Contenuti (incluse la riproduzione, distribuzione, modifica, pubblicazione ed esecuzione degli stessi) esclusivamente nella misura in cui ciò è permesso da una funzionalità del Servizio.

Quindi leggi prima il contratto e poi individua se stai ricevendo delle vere royalties.

 

13) Nella S.r.l. che applica il regime della trasparenza fiscale i soci rischiano in modo illimitato come se fosse una società di persone?

Risposta: no, anche le S.r.l. con il regime della trasparenza fiscale, proteggono il patrimonio dei soci. O per lo meno, per tutti i debiti della S.r.l. ne risponde solo quest’ultima e non i soci.

Quello che invece c’è di particolare, nelle S.r.l. a regime di trasparenza fiscale, rispetto alle altre S.r.l. ordinarie, risiede nell’articolo 115 comma 8 del Tuir che afferma: La società  partecipata è solidalmente responsabile con ciascun socio per l’imposta, le sanzioni e gli interessi conseguenti all’obbligo di imputazione del reddito.”

Questo significa che, se un socio non paga le imposte, la S.r.l. con il regime di trasparenza fiscale ne risponde insieme al socio. Ma non che il socio risponde dei debiti della società.

Se ci pensi è una conseguenza del regime di trasparenza fiscale che la società sia responsabile, insieme ai soci, delle imposte da pagare.

In una S.r.l. ordinaria, per le imposte della S.r.l. ne risponde la società con il suo patrimonio.

Nello stesso modo, la S.r.l. con il regime della trasparenza fiscale non paga le imposte sul reddito (tranne l’Irap ovviamente), perché è attribuito pro-quota ai soci.

Per questo motivo, la S.r.l. risponde delle imposte che il socio deve pagare, per l’attribuzione del suo reddito per trasparenza, ai soci.

 

14) I soci della S.r.l. trasparente hanno diritto alla detrazione per i redditi di lavoro da dipendente?

Risposta: no, la detrazione per i redditi assimilati a quelli del lavoro da dipendente non si applica al reddito attribuito per trasparenza ai soci della S.r.l..

Quindi i soci lavoratori della S.r.l. con il regime della trasparenza fiscale non possono usufruire dei benefici fiscali delle detrazioni per i redditi da lavoro da dipendente.

 

15) E’ possibile per le S.r.l. raccogliere capitale tramite crowdfunding?

Risposta: dal 2018, oltre che le start-up innovative, anche le Pmi costituite nella forma di Srl hanno la possibilità di offrire il proprio capitale al pubblico mediante il crowdfunding, vale a dire la raccolta di capitali attraverso portali cui il pubblico può accedere tramite la rete internet.

La possibilità di crowdfunding era già operativa per le Pmi-Spa (per effetto dell’articolo 1, comma 70, legge 232/2016, la legge di Bilancio per il 2017), ma l’articolo 57, comma 1, del decreto legge 50/2017 ha poi esteso appunto questa possibilità di reperimento di capitali anche alle Pmi-Srl.

Tale vendita può avvenire attraverso appositi portali online, chiamati “portali di equity crowdfunding”, che, in parole semplici, pubblicano un “annuncio” che avvisa gli investitori che una determinata impresa sta vendendo l’X% di quote aziendali a un dato prezzo.

Non l’ho ancora applicato per le mie S.r.l., quindi non potrei darti ulteriori consigli pratici, ma credo che sia applicabile solo nel caso in cui ci sia uno specifico progetto di lungo periodo ad alto ritorno sull’investimento da proporre ai nuovi investitori.

 

16) Quando fai le trasferte come amministratore ricordati di compilare la lettera d’incarico.

Risposta: le trasferte sono i viaggi che compie l’amministratore per conto della S.r.l. fuori dalla città dove c’è l’ordinaria sede di lavoro, per esempio la sede della società.

Per questa trasferta l’amministratore può ricevere delle somme, a titolo di rimborso spese chilometrico e forfettario, che sono esenti imposte e contributi.

Questo porta un notevole vantaggio fiscale.

Per difendere la tua trasferta da possibili contestazioni dell’Agenzia delle Entrate, oltre ad altre indicazioni per dimostrare che siano trasferte vere, ricordati che devi compilare una lettera d’incarico in cui l’organo di amministrazione della S.r.l. ti dà formalmente disposizione di fare quella trasferta per un motivo aziendale.

Se hai possibilità, meglio attribuirgli anche la data certa, magari tramite email pec.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto in questa circolare, ora conosci le risposte alle principali domande che potrebbero nascere tutte le volte che stai utilizzando una S.r.l. per gestire la tua azienda.

In questo modo sai come ti devi comportare per sviluppare la tua azienda e come evitare incomprensioni con il fisco, incomprensioni che possono generarti sanzioni da pagare e ulteriori nuovi problemi.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Infatti, devi anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre la imposte della S.r.l..

Stai, però, attento perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 64% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte minime che puoi pagare sono del 28%.

Tra il 64% di imposte ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidessi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che potresti accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare le imposte della S.r.l. dal 64% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l..

In questo modo crei sempre più ricchezza per te ed ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una email direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti che puoi utilizzare con la tua S.r.l. per ridurre il carico fiscale dal 64% al 28%.

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