S.r.l. regime fiscale: Ecco il caso nel quale eviti di pagare il 24% di IRES

Tutti sanno che con una tua S.r.l. paghi almeno due tipologie di imposte: il 24% di imposta a titolo di Ires (imposta sul reddito) e il 4% circa di Irap (imposta sul reddito regionale).

Se questo è un dato di fatto, è altrettanto vero che, esiste un regime differente per trattare la tassazione della tua S.r.l., denominato “trasparenza fiscale”.

La cosa più interessante, che devi assolutamente conoscere, è il fatto che in determinate condizioni, questo regime fiscale ti permette di EVITARE di pagare il 24% dell’imposta Ires.

Può sembrarti strano, ma è completamente vero, e te lo dimostro con un esempio che troverai continuando con la lettura. Inizia a guardare tutte le caratteristiche di questo regime e scoprirai anche tu quando il regime della trasparenza fiscale ti permette di risparmiare le imposte e, nel caso, evitare di pagare il 24% dell’imposta Ires.

Scopriamo insieme come…

Cos’è il regime fiscale di tassazione per trasparenza della S.r.l.? 

Questo meccanismo è disciplinato dagli artt. 115 e 116 del Testo unico delle imposte sul reddito e permette di evitare il pagamento dell’imposta Ires, perché il reddito è attribuito dalla società ai soci pro quota.

Nella sostanza questo regime consiste nel non versare l’imposta Ires della S.r.l., perché il reddito che la società ha generato è attribuito ai singoli soci (n.b. ovviamente l’Irap a carico della società e l’Inps a carico dei soci rimangono invariati, perché seguono lo stesso meccanismo della S.r.l. tassata normalmente).

In questo caso la società non paga più l’imposta Ires del 24% perché il reddito è attribuito nella dichiarazione dei redditi dei singoli soci e quindi saranno i soci a pagare l’imposta Irpef (imposta sul reddito personale) presente sulla propria dichiarazione dei redditi con le aliquote progressive.   

Quali caratteristiche deve avere la tua S.r.l. per usufruire del regime fiscale della trasparenza?

Esistono però, alcune condizioni fondamentali da rispettare per far sì che il regime di tassazione per trasparenza sia applicabile:

– La società dev’essere situata su suolo italiano e deve essere una società di capitali

– I soci non possono essere presenti in numero superiore a 10, il limite si alza a 20 per le sole società cooperative;

– L’ammontare dei ricavi non sia superiore al limite previsto per la stesura degli studi di settore;

– La società dev’essere interamente partecipata da persone fisiche;

– I soci devono risultare tali nell’esercizio (e fino alla chiusura) dell’anno in cui si opta per il regime di tassazione per trasparenza;

– La scelta del regime di tassazione per trasparenza ha una durata minima di tre anni ed è irrevocabile.

Qualora venga meno anche solo una delle ipotesi, il regime di tassazione per trasparenza non è applicabile.

ATTENZIONE: Esistono delle cause di esclusione che ti precludono l’utilizzo della tassazione per trasparenza, ma è necessitano valutare caso per caso.

 Perché il regime di trasparenza fiscale può farti risparmiare le imposte?

Questo in quanto i singoli soci della S.r.l. possono beneficiare di spese detraibili e crediti d’imposta personali che gli consentirebbero di diminuire, se non annullare, la tassazione personale ai fini Irpef.

Ovviamente per valutare l’effetto preciso bisogna valutare le singole posizioni fiscali dei singoli soci.

In quali casi il regime di trasparenza fiscale può farti risparmiare le imposte?

Nel regime fiscale di tassazione per trasparenza, dunque, i soci si prendono in carico i debiti fiscali della società e l’operazione risulta conveniente ogniqualvolta

– Tu (in qualità di socio) hai crediti d’imposta (esempio quelli relative alle ristrutturazioni edilizie o quelle relative al risparmio energetico);

– Hai figli, moglie e altri familiari a carico;

-Hai delle perdite fiscali pregresse che derivano dal regime d’impresa di altre attività;

– Quando paghi contributi Inps.

Questi elementi ti fanno ridurre il carico tributario del singolo socio perché vanno a diminuire il reddito che la S.r.l. trasparente attribuisce ai singoli soci.

Cosa che non potresti utilizzare se utilizzassi la distribuzione ordinaria degli utili dove paghi il 26% di imposta sostitutiva con una S.r.l. “ordinaria“.

Cosa guadagna il socio che ha una S.r.l. nel regime di trasparenza fiscale?

Ora che hai chiaro quali sono le caratteristiche da rispettare, non ti resta che capire perché questo regime è conveniente in determinate situazioni:

1) Il socio non perde I crediti fiscali e quindi non perdere I bonus fiscali a sua disposizione;

2) Il socio non “spreca” l’Inps, ossia tutti i contributi che paga durante un anno sono spese deducibili dal reddito che esso genera con la propria S.r.l;

3) La società evita di pagare il 24% di imposte ai fini Ires;

4) La società avrà maggiori risorse che possono essere distribuite ai soci oppure reinvestite nell’azienda dei soci.

Se sei socio a capo di una società a responsabilità limitata e hai maturato dei crediti nei confronti dello Stato, che derivano, per esempio, dalle ristrutturazioni edilizie, hai la possibilità di recuperare gli importi a credito procedendo con una compensazione tra le imposte Irpef che tu devi versare ed i crediti fiscali a tua disposizione.

In questo modo non dovrai pagare le imposte come persona fisica, perché hai dei crediti fiscali personali che compensi con debiti fiscali della tua dichiarazione dei redditi.

Mentre, come persona giuridica, la tua S.r.l. non dovrà pagare l’Ires perché hai spostato il reddito dalla S.r.l. ai singoli soci.

Ovviamente qualora i crediti fiscali del socio siano superiori dei suoi debiti fiscali, non dovrai versare nulla, diversamente pagherai solo la differenza dovuta.

ATTENZIONE: I soci dovranno dichiarare l’utile di competenza anche qualora questo non sia stato distribuito.

Questo significa che, se il credito fiscale dei soci fosse superiore alle imposte generate dal reddito della S.r.l. attribuite ai soci, la società potrebbe accantonare utili senza pagare imposte Ires.

Ecco l’esempio che ti dimostra quando la S.r.l. in regime di trasparenza fiscale NON paga il 24% di Ires

Consideriamo la seguente situazione:

  • reddito lordo 2019 di Euro 19.000;
  • Contributi Inps versati nel 2019 per Euro 3.832;
  • Detrazione moglie a carico Euro 690 (considerando un reddito lordo di Euro 19.000);
  • Detrazione di un figlio a carico Euro 988 (considerando un reddito lordo di Euro 19.000);
  • Spese di ristrutturazioni effettuate nel 2019 pari ad Euro 40.000. Questo comporta un credito d’imposta per 10 anni per Euro 2.000;
  • Ipotizziamo le addizionali comunali e regionali come forfettarie dell’1%
  • L’ irpef è del 23% fino 15.000 e 27% fino a 28.000
  • Società S.r.l. in regime di trasparenza fiscale;

n.b. la S.r.l. in regime di trasparenza fiscale liquida e versa l’Irap secondo le regole previste per le S.r.l.;

n.b.2 I contributi Inps a carico del socio lavoratore hanno lo stesso importo sia in caso di S.r.l. in regime di trasparenza che in caso di S.r.l. in regime di tassazione ordinaria;

Adesso iniziamo con il calcolo:

Reddito lordo: 19.000

a) Reddito da tassare: reddito lordo – contributi Inps pagati: 19.000 – 3.832 = 15.168

b) Calcolo delle imposte lorde: 15.000 x 24% (23% di Irpef ordinaria + 1% di addizionale regionale e comunale) + 168 x 28% = 3.600 + 47 = 3.64

c) Calcolo imposte da versare: imposte lorde – detrazioni d’imposta (familiari a carico, moglie a carico, del lavoro autonomo) – crediti d’imposta (spese di ristrutturazione): 647 – 690 – 976 – 2.000 = (ZERO IMPOSTE)

d) Imposte Ires del 24% da versare in capo alla S.r.l. : ZERO, questo in quando il reddito è stato trasferito in capo al socio.

Ovvio che questo è un calcolo fatto “su misura”, ma l’obiettivo di questo esempio è dimostrarti che, in determinate situazioni, la tassazione per trasparenza può farti risparmiare COMPLETAMENTE le imposte del 24% della tua S.r.l..

Ma, attenzione, ogni specifica situazione è differente e quindi bisogna fare minuziosamente i calcoli insieme al tuo commercialista.

Conclusioni

Ci sono delle situazioni in cui il regime fiscale della trasparenza fiscale conviene perché ti permette di ridurre, se non eliminare, l’imposta sul reddito che graverebbe sulla S.r.l..

Per aver la certezza di scegliere il regime fiscale per te migliore, l’unica soluzione è quella di calcolare con precisione l’effetto che ha il reddito della S.r.l. sulla posizione del singolo socio, e quindi quantificare I bonus fiscali a disposizione dello stesso.

Da questa differenza riesci a calcolare quante imposte paghi te e la tua S.r.l. rispetto al caso di non trasparenza fiscali. Solo facendo i calcoli della tua specifica posizione riesci a scegliere la strada per te migliore.

Se riesci a fare i calcoli in completa autonomia non ci sono problemi, ma nel caso tu non riuscissi a calcolare con precisione quante imposte riesci a risparmiare, con il regime della trasparenza fiscale, ti regalo una call conoscitiva gratuita per capire se e quando ti conviene utilizzare questo regime.

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Ma non sarebbe sufficiente.

Andrebbe anche verificato di: produrre utili in abbondanza, disporre della liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società, al fine di poter ridurre le imposte della S.r.l.

Attenzione però: una gestione inappropriata della S.r.l. potrebbe comportare il rischio di pagare, tra imposte e contributi, una percentuale paragonabile a quella di una ditta individuale.

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18 commenti
  1. angelo
    angelo dice:

    con la trasparenza ho letto che si perdono i benefici di responsabilità limitata. ma su quali casi ? non credo su tutto altrimenti che logica c’è a non fare una snc?

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      In questo caso c’è stato un qui pro quo.
      Ciò che intendevo è che, con il regime di trasparenza, il debito per imposta sul reddito si sposta dalla società ai soci (salvo i casi di responsabilità solidale della società partecipata).

      Grazie

      Rispondi
      • Jamba
        Jamba dice:

        Potresti chiarire questo aspetto?
        Se non ho capito male, in caso di accertamento fiscale il socio potrebbe rispondere con il proprio patrimonio?
        Grazie

        Rispondi
        • Redazione
          Redazione dice:

          Ciao Jamba, nelle prossime settimane ti farò una circolare specifica. Proprio come ho fatto ad un’altro lettore del blog. Quindi rimani in contatto con me

          Rispondi
  2. Francesco
    Francesco dice:

    Complimenti per l’approfondimento!
    c’è una soglia di utile oltre la quale il regime per trasparenza non conviene?

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      Ciao Francesco, dipende da caso a caso la soglia giusta. Ti consiglio di prendere il prodotto consulenza Efficacia Fiscale che trovi nel sito

      Rispondi
  3. gianluca
    gianluca dice:

    buongiorno, articolo utilissimo

    – mi è chiaro che nel regime di trasparenza gli utili vengono tassati tutti indipendentemente dalla distribuzione ai soci. Ma cosa succede se i soci decidono di non prelevare tutti gli utili? l’SRL può utilizzarli oppure non devono essere “toccati” e l’unica alternativa è prelevarli in un secondo momento?

    – un altro aspetto che non mi è chiaro è quello degli acconti. Quale delle seguenti è corretta:

    1) Si deve pagare il “doppio ” di irpef. Se così fosse nel mio caso il mio ammontare di tasse del 1 anno sarebbe più alto rispetto a quello da pagare in regime “normale” (il mio irpef complessivo sarebbe attorno al 37%)

    2) Oppure, da quanto leggo online, solo per il primo anno di efficacia del regime trasparenza oltre all’acconto IRPEF ” si dovrà pagare l’acconto IRES come se l’adesione al regime non si fosse verificata? Quanto versato dalla società in termini di acconto Ires potrà successivamente essere utilizzato in compensazione dai soci”
    Ciò concretamente come si traduce?

    grazie

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      Ciao Gianluca,
      1) gli utili sono tassati anche se NON sono distribuiti rimanendo in azienda;

      2) per quanto riguarda gli acconti, in tutti i casi li potrai gestire durante il saldo delle imposte, quindi non pagherai niente in più e niente in meno.

      Rispondi
  4. Delanu
    Delanu dice:

    Ciao, puoi chiarire questo punto?

    “Ogni persona fisica deve avere una partecipazione agli utili non inferiore al 10 per cento e non superiore al 50 per cento”

    Se io avessi 50,1% e il socio 49,9% sarebbe consentito?

    Lo chiedo perché una società partecipata da due soci al 50%, in caso di disaccordo tra le parti entrerebbe in stallo.

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      Ciao Delanu, si ti confermo che con il 50% per ciascun socio ci potrebbero essere dei problemi, se non sono gestiti in anticipo.

      Rispondi
  5. gionata
    gionata dice:

    Non esiste limitazione alle quote possedute e neppure l’obbligo di detenere le quote al 1/1.
    Vedi 1° comma art. 116.

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      Ciao Antonio, la ripartizione degli utili, che potrebbe essere diversa anche dalla percentuale di partecipazione alle quote

      Rispondi
  6. Luigi
    Luigi dice:

    Ciao Simone,
    cosa succede in applicazione della trasparenza fiscale, caso di chiusura bilancio in perdita.
    La perdita viene attribuita ai socio, in abbattimento del loro imponibile?
    Se si, si può recuperare in dichiarazione gli acconti irpef ed annullare il saldo.
    Può essere considerata un azione di efficentamento fiscale?

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      Ciao Luigi, le risposte alla tua domanda sono nell’articolo. Se lo leggi avrai trovato tutte le risposte.

      Rispondi

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