I 4 livelli del compenso dell’amministratore per ridurre le imposte
Indice dei contenuti
Ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per approfondire un argomento caro a praticamente tutti gli imprenditori che hanno o che voglio costituire una S.r.l.: il compenso dell’amministratore.
È un argomento che ho già trattato in parecchi articoli, ma su cui ho deciso di tornare su input di un connubio fortunato: le domande degli imprenditori curiosi e fiscalmente intelligenti e la mia indole di ricercatore e divulgatore fiscale.
In questo articolo analizzerò i 4 livelli del compenso dell’ amministratore e, naturalmente, i relativi bonus fiscali.
Prima di addentrarmi in argomento pongo la domanda di rito.
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Ora sei pronto a conoscere i 4 livelli del compenso amministratore ed i bonus correlati?
Bando alle ciance and let’s go…
Perché è importante conoscere i 4 livelli del compenso dell’amministratore della S.r.l.?
Il compenso dell’amministratore è uno strumento che ti permette di ridurre le imposte ed i contributi della S.r.l., ma questo deve essere adattato alla specifica situazione dell’imprenditore.
Non c’è un unico importo del compenso da amministratore che va bene a tutti, ma per ogni imprenditore c’è uno specifico livello di compenso da amministratore che più gli è matematicamente utile per tagliare le imposte ed i contributi.
Qui, di seguito ho voluto proporti 4 livelli di compenso da amministratore che ti permetteranno di comprendere qual è il compenso che più si adatta alla tua situazione imprenditoriale, con il fine di calcolare il maggior numero di imposte e contributi da tagliare.
Infatti, per ogni imprenditore c’è uno specifico importo del compenso da amministratore che più si adatta a fargli tagliare il maggior numero di imposte e contributi.
Quali bonus hanno in comune i 4 livelli del compenso dell’amministratore?
Prima di vedere le differenze dei 4 livelli del compenso dell’amministratore penso sia importante comprendere cosa hanno in comune questi livelli.
Ti fornirò delle informazioni preliminari, ad esempio, quali bonus fiscali hanno in comune questi 4 livelli del compenso dell’amministratore.
Conoscere queste informazioni ti permetterà di capire quali cose non faranno la differenza tra queste 4 opzioni, facendoti individuare su quali elementi dovrai mettere attenzione per tagliare il carico tributario:
- Detrazione per lavoro da dipendente: è un bonus fiscale, che è più alto quando il reddito complessivo è contenuto;
- Buono pasto: corrisponde ad un importo di € 8 al giorno, che viene erogato all’amministratore. Importo col quale può fare acquisti per alimenti e bevande. Viene erogato senza pagare imposte e senza pagare tributi;
- Rimborso forfettario: corrisponde ad un importo di € 46,48 da erogare all’amministratore per ogni giorno di trasferta. È erogato senza far pagare imposte e contributi né alla S.r.l. né all’amministratore;
- Rimborso chilometrico: corrisponde ad un importo, esente imposte ed esenti contributi, che viene erogato all’amministratore in funzione dei chilometri percorsi con la propria auto;
- Rimborso analitico: quando un amministratore fa una trasferta, e sostiene personalmente delle spese, può richiedere indietro questo rimborso spese alla S.r.l.;
- Inps gestione separata in percentuale del compenso al 24% oppure al 35%: Sul compenso dell’amministratore si pagano i contributi Inps della gestione separata del 35% se egli non sta pagando i contributi presso un’altra forma pensionistica. Se, invece, l’amministratore pagasse un’altra forma pensionistica, allora l’aliquota della gestione separata sarebbe del 24%;
- L’amministratore può o meno essere socio lavoratore pagando i contributi Inps commercianti: se l’amministratore è anche un socio che svolge lavoro operativo, allora dovrà pagare anche i contributi Inps commercianti in funzione degli utili che sono attribuiti al socio in proporzione alla propria quota di partecipazione;
- Compenso dell’amministratore libero: non ci sono parametri minimi o massimi, perché il compenso è scelto dall’assemblea dei soci: il compenso dell’amministratore non è stabilità dai contratti collettivi di riferimento, non ha dei paletti fissi; quindi, i soci possono attribuire qualsiasi importo a titolo di compenso;
- Compenso non in funzione delle ore di lavoro effettuate: il compenso dell’amministratore non cambia in funzione delle ore di lavoro del contratto. L’amministratore non ha delle ore minime di lavoro da fare e neanche delle ore massime di lavoro;
- 1/3 dei contributi Inps sono a carico dell’amministratore, mentre 2/3 dei contributi sono a carico della S.r.l.: i contributi Inps della gestione separata sono a carico per 2/3 da parte della S.r.l., mentre per 1/3 a carico dell’amministratore;
- I contributi Inps della gestione separata si pagano in percentuale sul compenso dell’amministratore e, quindi, solo quando c’è il compenso; se non c’è il compenso non si pagano i contributi Inps: i contributi dell’amministratore si pagano in percentuale del compenso dell’amministratore. Pertanto, solo se c’è il compenso dell’amministratore questi dovrà pagare i contributi Inps;
- Se l’amministratore dovesse ricevere gli utili dalla S.r.l., in quanto socio, non dovrà pagare ulteriori imposte a conguaglio nella dichiarazione dei redditi. Questo perché, sugli utili distribuiti dalla S.r.l. alle persone fisiche si paga il 26% di imposta fissa, senza che il reddito faccia cumulo con gli altri redditi dell’anno;
- La scelta cambia anche in funzione del fatto che l’amministratore della S.r.l. sia anche un socio lavoratore. Questo in quanto, se un socio paga già i contributi Inps commercianti per la pensione, ha meno vantaggio a prendere un compenso alto da amministratore e pagare alti contributi Inps della gestione separata.
Queste sono 4 soglie del compenso da amministratore che non sono previste dalla legge, ma che hanno, comunque, un significato fiscale, come ti mostrerò.
Le soglie indicate qui, di seguito, possono cambiare di anno in anno in funzione degli aggiornamenti stabiliti dalla legge;
Proseguendo nella lettura sentirai parlare di imponibile Inps e imponibile Irpef. All’apparenza possono sembrarti cose uguali, ma sono cose diverse. Il lordo Inps è l’ammontare in euro sul quale sono calcolati i contributi Inps dell’amministratore del 24% o del 35% in base al fatto se questi sta versando i contributi in una gestione Inps differente. Mentre, la base imponibile Irpef, è quell’ammontare sul quale si pagano le famose imposte Irpef a scaglioni del 23%, 25%, 35%, 43% e le addizionali comunali e regionali. Anche per questo ti mostrerò il motivo.
Fatta questa premessa, ora puoi entrare nel dettaglio dei 4 livelli del compenso da amministratore che ti permettono di ridurre le imposte ed i contributi.
Per ogni punto mostro in quali condizioni è utile utilizzare quello specifico livello di compenso da amministratore. Infatti, ad ogni specifica situazione aziendale corrisponde un determinato livello di compenso, adatto all’amministratore della S.r.l. per tagliare il carico fiscale.
1° Livello del compenso da amministratore: € 4.000 lordi Irpef o Inps
La prima soglia del compenso dell’amministratore è di € 4.000 lordo (Irpef o Inps è indifferente).
Questo livello di compenso da amministratore è utile nel momento in cui sei un socio lavoratore che sta pagando i contributi Inps commercianti.
Siccome stai già pagando i contributi Inps commercianti come socio lavoratore non hai bisogno di avere un compenso da amministratore alto, perché non necessiti di pagare dei contributi Inps della gestione separata elevati per maturare un anno di pensione.
Anzi, pagare i contributi Inps elevati della gestione separata sul compenso dell’amministratore molto probabilmente non influenzerà più di tanto positivamente l’incremento della pensione.
Infatti, siccome stai pagando già i contributi Inps sugli utili della S.r.l., non hai bisogno di pagare ulteriori contributi Inps della gestione separata del compenso dell’amministratore.
Comunque, avere una busta paga da amministratore è importante, perché ti permette di avere i bonus fiscali collegati ad essa, come ad esempio i rimborsi forfettari, i buoni pasto e la detrazione d’imposta.
Grazie alla detrazione d’imposta non pagherai imposte su quel compenso.
Pagherai solo i contributi Inps della gestione separata.
Con questo livello di compenso non paghi le imposte, perché siamo sotto la soglia di € 8.000 Irpef, ma paghi i contributi Inps sul compenso dell’amministratore, presumibilmente del 24% perché sei anche socio lavoratore.
Essenzialmente fai questo per poter prendere i rimborsi forfettari ed i buoni pasto, cosa che non puoi fare se sei un amministratore di S.r.l. senza compenso.
Puoi prendere i rimborsi forfettari anche con un compenso minore, ma credo che in parte diventi un po’ ridicolo il compenso dello stesso sotto la soglia di € 4.000.
Non ci sono parametri minimi di compenso da attribuire all’amministratore per poter beneficiare, ma personalmente penso che € 4.000 sia l’importo minimo di compenso che puoi richiedere per non scendere nel ridicolo e avere troppa sproporzione tra la percentuale di rimborsi forfettari sul compenso dell’amministratore ed i rimborsi forfettari erogati.
2° Livello del compenso da amministratore: € 8.000 lordo Irpef
La seconda soglia del compenso dell’amministratore è di € 8.000 lordo Irpef.
Per sicurezza ti segnalo che, il lordo Irpef è quell’ importo sul quale l’amministratore calcola le imposte Irpef da pagare, dopo che ha pagato i relativi contributi di sua competenza (1/3 dell’aliquota).
Questo parametro deriva dalla detrazione d’imposta che hanno le persone che ricevono un compenso da dipendente oppure assimilato a quello del lavoro da dipendente.
La detrazione d’imposta, che hanno tutti i dipendenti ed i redditi assimilati (come, ad esempio, il compenso dell’amministratore), consiste nel fatto che, su un reddito lordo Irpef di € 8.000, tu non paghi imposte Irpef, perché queste sono annullate dalla detrazione d’imposta.
Poi, all’aumentare del reddito, la detrazione d’imposta diminuisce, quindi, dovrai iniziare a pagare più imposte e questa detrazione si annullerà arrivati ad una certa soglia.
Ti spiego il motivo riportandoti un articolo del TUIR, precisamente l’articolo 13 del TUIR comma 1 lettere a).
Il TUIR è l’acronimo di testo unico imposte sul reddito.
Di seguito, ti riporto in sintesi il contenuto e ti dico il perché con € 8.000 di imponibile Irpef non paghi le imposte.
| Art. 13 Tuir – Altre detrazioni
1. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a: a) 1.880 €, se il reddito complessivo non supera 15.000 €. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 €. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 €; […] |
In sintesi, questo articolo afferma che, se un imprenditore dovesse avere un reddito da dipendente (oppure assimilato come quello dell’amministratore) inferiore ad € 15.000, allora questo ha una riduzione dell’imposta Irpef di € 1.880.
Per contestualizzare questo strumento al meglio a tuo vantaggio, se un imprenditore potesse avere in un anno solo la busta paga da amministratore (oltre che alla distribuzione degli utili) di lordo Irpef € 8.000, allora dovrebbe pagare delle imposte pari ad € 8.000 x 23% (primo scaglione Irpef) = 1.840.
Ma, siccome chi percepisce una busta paga da dipendente o da amministratore, con un reddito lordo massimo di € 8.000 ha una detrazione d’imposta di € 1.880, di conseguenza l’amministratore che si trova in questa condizione NON paga nessuna tipologia di imposta.
Per sicurezza ti riporto degli appunti per utilizzare al meglio questo secondo consiglio:
- Attenzione: i contributi Inps sul compenso dell’amministratore li dovrà sempre pagare a suo carico, ma non paga le imposte Irpef;
- Attenzione: la base imponibile Irpef si calcola dopo aver pagato i contributi Inps gestione separata a carico dell’amministratore. Dunque, il compenso dell’assemblea dei soci attribuito dall’assemblea deve essere più alto;
- Ovviamente, questa cosa si applica nel momento in cui l’imprenditore ha un reddito complessivo di € 15.000, quindi sottospecifiche condizioni;
- Ricordati che la distribuzione di utili della S.r.l. non intacca questa soglia in quanto la distribuzione di utili ha una imposta sostitutiva e gli utili non fanno cumulo con il reddito personale;
- Inoltre, questa impostazione ti permette di prendere i rimborsi forfettari per poter tagliare il carico fiscale, cosa che non puoi fare senza la busta paga.
3° Livello del compenso da amministratore: € 17.504 lordo Inps
La terza soglia del compenso da amministratore è di € 17.504 lordo Inps.
Il lordo Inps è la base imponibile sul quale l’Inps ti calcola i contributi Inps da versare (che è una cosa diversa rispetto all’imponibile Irpef sul quale si pagano le imposte Irpef).
Questa terza soglia non è un parametro “a caso”, ma è un altro parametro che posso consigliarti per il compenso da amministratore che deriva dalla soglia del minimo contributi Inps della gestione separata per avere il riconoscimento di un anno di pensione.
Per il 2023, per poter avere il riconoscimento di un anno intero di anzianità, l’imponibile contributivo Inps della busta paga da amministratore deve essere di € 17.504,00 (sicuramente, nel corso degli anni, questo valore aumenta).
Ovviamente questo è un importo lordo Inps e non lordo Irpef, sul quale, poi, si pagano i contributi Inps a carico dell’amministratore ed a carico dell’azienda.
In questo caso ti ricordo che è un parametro minimo, quindi, farlo anche un po’ più superiore rispetto al minimo contributivo Inps.
Se ti attribuisci un compenso minimo, non perdi i contributi Inps versati, ma non ti considerano un anno intero valido ai fini della pensione.
4° Livello del compenso da amministratore: € 113.520 lordo Inps
Il quarto parametro soglia è di € 113.520 lordo Inps.
L’ultimo parametro che reputo utile portare alla tua attenzione è quello di lordo Inps € 113.520.
Non è un parametro inventato, ma è il parametro del massimale Inps che ogni anno viene aggiornato (praticamente sempre al rialzo) da parte dell’Inps.
Questo in quanto, ogni anno i contributi Inps NON si pagano su tutto quanto il reddito prodotto (come le imposte), ma si pagano fino ad un reddito massimo chiamato “massimale”.
Detto in modo più semplice, se in un anno il compenso dell’amministratore fosse di lordo Inps superiore ad € 113.520, su questa parte superiore non paga i contributi Inps della gestione separata (24% o 35,03%).
Ti ho voluto portare alla tua conoscenza questo valore perché se dovessi prendere un compenso superiore alla soglia di lordo Inps di € 113.500 tu non pagherai più contributi e dunque è un parametro che devi considerare se vuoi ridurre il carico tributario nel momento in cui hai un utile della S.r.l. alto da distribuire.
Devi utilizzare questa informazione a tuo vantaggio perché se avessi un compenso già molto alto, potresti valutare di prendere un ulteriore compenso da amministratore e pagare comunque le imposte, ma senza pagare i contributi Inps.
In questo caso stai attento anche ai contributi Inps commercianti.
Nel caso in cui fossi anche un socio lavoratore dovrai pagare i contributi Inps commercianti sugli utili generati dalla S.r.l. .
Quindi ti consiglio di prestare attenzione a non avere un utile alto e un compenso elevato da amministratore, perché rischi di pagare i contributi Inps sul reddito massimale sia sul compendo dell’amministratore.
Conclusioni
Grazie a questo articolo ora conosci i 4 livelli del compenso dell’amministratore , i bonus correlati ed hai gli strumenti per decidere con cognizione di causa.
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Ma non sarebbe sufficiente.
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