Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per trattare insieme a te, imprenditore che già hai o vuoi costituire una S.r.l., un argomento che ho già trattato in un recente Podcast.

In realtà si tratta di ben quattro argomenti, per la precisione, di quattro limiti per limitare i problemi in caso di controllo fiscale:

  1. gli eventuali limiti relativi al compenso del socio amministratore;
  2. gli eventuali limiti relativi al TFM (trattamento di fine rapporto);
  3. gli eventuali limiti ai rimborsi chilometrici e forfettari;
  4. per finire, gli eventuali limiti relativi alla quantificazione delle royalties.

Ti anticipo che non vi sono limiti di importo stabiliti a priori dall’Agenzia delle Entrate che bisogna rispettare per fare tutto quanto al meglio ed evitare più contestazioni fiscali possibili.

Questo, anziché semplificare, rende più insidiose tutte e quattro le tematiche, posto che l’Agenzia delle Entrate non ha esposto esplicitamente i limiti dimensionali di questi strumenti fiscali.

Per questo motivo ho deciso di condividere con te alcuni spunti per ridurre ai minimi termini il rischio di contestazioni da parte del Fisco e dell’Inps.

Come avrai capito leggendo gli altri miei articoli sul sito www.efficaciafiscale.com, seguendo i miei video e le mie dirette sul canale YouTube Commercialista Calisti ed ascoltando i miei Podcast, vengo dal mondo imprenditoriale.

Ho deciso di diventare commercialista in ragione di questa esperienza e, ancora oggi, mi considero e sono un imprenditore, oltre che un commercialista.

Quindi, il mio ruolo non è elencarti le norme (quando esistono) ma approfondire i contenuti e le lacune del sistema normativo in modo che tu, imprenditore, possa dedicarti al tuo business in tutta tranquillità con l’unica “preoccupazione” di avere sempre più soldi a disposizione 😊

Prima di addentrarmi nell’argomento voglio ricordarti che iscrivendoti, tramite l’apposito link che puoi trovare in fondo ad uno qualsiasi dei miei articoli compreso questo, avrai accesso al materiale gratuito che metto a disposizione degli utenti registrati.

Mentre iscrivendoti al mio canale YouTube potrai partecipare alle dirette ed interagire live con me.

Sei pronto a scoprire come è opportuno quantificare correttamente il compenso dell’amministratore, il TFM, i rimborsi spese e le royalties?

Bando alle ciance and let’s go…

 

“Ciao Simone, quali sono i limiti di costo dello stipendio dell’amministratore socio? In caso di royalties, quali sono i limiti per l’affitto del marchio?”

Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo podcast del blog di Efficacia Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per tutti gli imprenditori che hanno una S.r.l. o che ne vogliono aprirne una nuova.

Oggi andremo a trattare, per la prima volta, una domanda che mi ha rivolto un utente di YouTube attraverso il mio canale, aperto già dal 2020.

Per festeggiare i mille iscritti YouTube ho voluto dare la possibilità a coloro che mi seguono di porre delle domande.

La domanda in questione è:

“Ciao Simone, quali sono i limiti di costo dello stipendio dell’amministratore socio? In caso di royalties, quali sono i limiti per l’affitto del marchio?”

Il pensiero dell’imprenditore è rivolto ai limiti del compenso dell’amministratore e ai limiti di sicurezza da rispettare per avere queste famose royalties.

 

1° domanda:  “Quali sono i limiti nello stipendio dell’amministratore socio?”

Possiamo affermare che non vi sono dei limiti.

Come per il dipendente, ciò che deve prendere è stabilito da contratti collettivi previsti dalla legge, riportato in busta paga, anche per l’amministratore, ovviamente, l’importo da prendere è previsto da qualcuno.

Pure quest’ultimo, infatti, riceve una busta paga tanto quanto un dipendente, alcuni meccanismi per il calcolo dell’Irpef e dei contributi sono molto simili, però, bisogna ricordare che, nonostante riceva busta paga, l’amministratore non è un dipendente subordinato.

Nell’ambito del rapporto tra S.r.l. e amministratore non c’è un contratto collettivo di riferimento come per i dipendenti.

L’importo del compenso preso dall’amministratore della S.r.l., infatti, è libero ed è deciso dall’assemblea dei soci, ossia sono i soci stessi a stabilire l’importo del compenso da attribuirgli.

Quindi, in realtà, non vi è alcun limite, il compenso potrebbe essere molto basso come anche molto elevato.

 

Come quantificare il TFM (trattamento di fine mandato)?

Prima di passare alla domanda successiva, vorrei darti alcune informazioni.

Ricorda che un amministratore può prendere il T.F.M. (Trattamento di Fine Mandato) simile al T.F.R. (Trattamento di Fine Rapporto) attribuito al dipendente.

Alla fine del rapporto, volendo, il dipendente ha diritto a ricevere un maggior compenso, denominato appunto T.F.R., che ha un meccanismo di tassazione più agevolato rispetto alla busta paga.

Alla fine del mese, infatti, il dipendente, come suo vantaggio insieme alla busta paga, accumula anche una quota del T.F.R., che però viene erogata solo quando cessa il rapporto con la società.

Di fatto, per l’amministratore vale lo stesso principio. Non ci sono dei limiti al TFM, questo in quanto non ci sono articoli del Codice civile che vanno a regolamentare con maggior dettaglio il T.F.M. degli amministratori e come questo deve essere calcolato.

Il suo importo, infatti, è libero e dovrebbe essere calcolato in base al valore che un amministratore versa alla propria S.r.l. .

Potrebbe essere maggiore rispetto al T.F.R. di un pari dipendente in quanto non vi è un parametro fisso previsto dalla legge, ma bensì tale parametro viene stabilito dai soci.

Quindi, come non vi è un limite per il compenso di amministratore, non vi è limite neanche per il T.F.M.

Ovviamente, è sempre bene stare attenti ad eventuali abusi eccessivi di tale trattamento per evitare contestazioni future.

Se ti piace avere un parametro di riferimento, ti consiglio di quantificare il T.F.M. al massimo del 20%/30% del compenso annuale attribuito all’amministratore.

 

Rimborsi chilometrici e forfettari: evitare le scelte poco accorte che attirano l’attenzione del Fisco

Un altro concetto che si abbina bene al compenso dell’amministratore della S.r.l. riguarda i rimborsi chilometrici e forfettari.

Ma c’è un limite minimo, o massimo, di compenso che mi consente di proteggere i miei rimborsi spese da eventuali contestazioni del Fisco?

Sui rimborsi spese ricevuti dalla S.r.l. non vengono pagate imposte e contributi.

Quindi, se c’è troppa sproporzione tra l’importo alto dei rimborsi spesa ed il compenso dell’amministratore troppo basso, il Fisco potrebbe contestarti questo strumento asserendo che li utilizzi solo come metodo per distribuirti gli utili dalla S.r.l. senza pagare il carico tributario.

Esempio di atteggiamento errato: qualche imprenditore, con poca accortezza, potrebbe considerare il fatto di inserire nella busta paga un compenso di amministratore basso, come ad esempio 1,00 € al mese, e richiedere elevati rimborsi, magari pari a 2000,00 €.

Questo è, con molta probabilità, visto come un modo NON corretto di utilizzare i rimborsi spese da parte dell’Agenzia delle Entrate (e forse anche da un giudice).

Il rimborso forfettario o chilometrico, come tutti gli strumenti di efficacia fiscale previsti dalla legge, se utilizzati con abuso di diritto, ossia come veicolo per aggirare imposte e contributi, possono essere contestati.

Quindi, c’è l’esigenza di evitare speculazioni veramente palesi, dove il compenso dell’amministratore risulta troppo basso e, nello stesso tempo, ricevere i rimborsi spese troppo alti, essendo questo comportamento considerato come un modo indiretto di distribuirsi gli utili senza pagare il carico tributario.

Non voglio risultare qui come un commercialista troppo fiscale, ma voglio solo tenerti informato per evitare che l’Agenzia delle Entrate possa contestarti questa tipologia di operazione.

Non vi è un parametro di riferimento che ci illustra un minimo, o un massimo, da tenere in considerazione, ma anche qui è bene tenere fede al buon senso.

Quando un imprenditore apre una nuova S.r.l. prima di tutto vado a verificare che possa avere utili.

Appurato questo, successivamente faccio in modo che l’imprenditore percepisca il rimborso chilometrico, così da ricevere un compenso senza pagare imposte e contributi almeno per coprire i costi della benzina, visto che, per tale rimborso, non si ha bisogno di busta paga.

Se vi è un ulteriore accumulo di utili, valuto la possibilità di attivare un compenso minimo di amministratore della S.r.l. pari a 400,00/500,00 € circa di lordo, attribuito dall’assemblea dei soci.

A questo punto si ha una busta paga e, pertanto, possono essere richiesti anche rimborsi forfettari previsti dalla legge.

All’inizio, avendo un utile basso, è logico che il compenso di amministratore non sia esagerato, ma sia giustificabile per coprire i rimborsi forfettari richiesti.

Se sei all’inizio dell’attività, e quindi hai un utile minimo, non puoi chiedere un compenso di amministratore elevato, è antieconomico e, dunque, è maggiormente giustificabile assegnarti un compenso basso perché gli utili sono bassi.

Cosa che ti protegge maggiormente in caso di eventuali contestazioni del Fisco nel caso ti accusasse di avere un compenso troppo basso.

Ricapitolando: all’inizio il limite da rispettare è quello dettato dall’utile della società, che abbiamo detto potrebbe essere circa 400,00/500,00 € lordi attribuiti dall’assemblea.

Successivamente, con un aumento di utile della S.r.l., un compenso basso non ha motivo di esistere, perciò, potrebbe essere aumentato, direi ad un minimo di 800,00/1000,00 € circa.

In entrambi i casi puoi proteggere la richiesta di rimborsi forfettari mostrando al giudice, o all’Agenzia delle Entrate, di avere un compenso adeguato all’utile ricavato.

Ricordiamo che non sono parametri previsti dalla legge.

 

2° domanda: “Vi sono limiti di sicurezza nell’ambito delle royalties per l’affitto del marchio che mi permettono di stare tranquillo per quanto riguarda il Fisco?”

Facciamo delle piccole premesse.

Per “royalties” si intende il compenso riconosciuto al proprietario di un know how.

Nel nostro caso tale bene è il marchio, intestato a livello personale, che l’imprenditore vorrebbe affittare alla propria S.r.l. per ricevere appunto le royalties.

Quest’ultime, come già detto, derivano dallo sfruttamento economico del know how di tua proprietà da parte della S.r.l., ricevendo in cambio un compenso che si chiama royalties e che gode di un importante beneficio fiscale.

Anche qui, come per il compenso dell’amministratore o per il T.F.M., la legge non imposta dei limiti.

Quindi, non vi è un minimo o un massimo di royalties che ti protegge da contestazioni fiscali con certezza.

L’unica vera protezione sarebbe il buon senso, buon senso che implica di ricevere tali royalties ad un valore di mercato pari a quanto riceveresti da un soggetto terzo a cui tu affitteresti il tuo marchio.

È anche vero che, a livello pratico, tutto è contestabile dall’Agenzia delle Entrate. Pertanto, è bene tenere in considerazione un’arma di difesa, ossia la perizia di un perito, che ti permette di dimostrare, ad un eventuale giudice tributario, che il valore da te applicato è quello di mercato.

Perciò puoi acquistare una perizia (ultimamente è diventata molto più costosa rispetto ad anni precedenti),  fatta da un perito bravo che valuta questo marchio allo stesso modo di un perito di tribunale.

Attraverso la perizia, che racchiude i limiti entro i quali tenersi, il perito attribuisce una percentuale di royalties che puoi prendere sul fatturato della S.r.l. .

Una perizia, fatta con le stesse metodologie utilizzate da un perito di tribunale, ti permette di avere meno rischi in quanto davanti ad un giudice hai più probabilità di difesa.

In caso di contestazioni, il giudice dovrà farsi fare una perizia da un perito interno al tribunale.

La perizia sarà, sicuramente, simile al valore generato dal tuo perito, data la stessa metodologia utilizzata.

Quindi, per stare tranquillo, ti consiglierei di seguire i limiti forniti nella perizia effettuata dal perito.

Ma, se proprio devo esprimere un parere riguardo i limiti di royalties legati all’affitto del marchio, potrei parlarti di un parametro, pari al 3,5% del fatturato (in futuro farò un articolo specifico su questo).

Non è un valore confermato da qualcuno, ma grazie a diverse consulenze con avvocati, scambiando informazioni e vivendo il profilo pratico di questo strumento fiscale, potrei dire che la royalties annuale pari a tale parametro ha maggiore probabilità di essere riconosciuta valida, o meglio tollerata, dall’Agenzia delle Entrate.

Non vi è un documento ufficiale che attesta quanto detto prima, è solo frutto di semplici consulenze fatte con altri professionisti, ma questa soglia sembrerebbe essere accettabile per l’Agenzia delle Entrate.

Ovviamente nessuno ti nega di attribuire un valore maggiore, ma in quel caso è meglio essere garantiti da una perizia.

Abbiamo detto che non c’è niente di ufficiale, quindi, il valore da prendere in considerazione può essere quello del 3,5% del fatturato della S.r.l., o magari più alto, ma in entrambi i casi non ti stai comportando da bandito, andando contro la legge (in quanto non si tratta di aver fatto fatture false, lavoro in nero o altri problemi).

Su qualsiasi valore tu abbia attribuito alle royalties, attraverso tuoi metodi di calcoli, a cui magari l’Agenzia delle Entrate attribuisce un valore diverso, sono state pagate imposte, quindi, non sei un evasore.

Nel momento in cui viene attribuito un diverso valore, ci si presenta davanti ad un giudice semplicemente per avere conferma del valore contestato sulle royatlies da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il giudice si troverà davanti ad una situazione “pulita” dove, è vero che potrebbero contestarti di aver preso un valore eccessivo di royalties e ricalcolare i tributi senza godere del beneficio fiscale delle royalties, ma è anche vero che, su quella parte di reddito, sono comunque state già pagate le imposte regolarmente.

Parliamo ovviamente di un marchio intestato personalmente, perché solo in questo caso possiamo parlare di un reale beneficio fiscale.

Intestare il marchio (o il know how) alla tua S.r.l. potrebbe avere qualche beneficio fiscale, ma il maggior vantaggio fiscale lo hai se intesti il marchio a te come persona fisica. Dunque, ricordati di intestare il know how sempre alla tua persona fisica.

Inoltre, puoi decidere di darlo in affitto alla tua S.r.l. o ad un’altra società esterna a te.

In quest’ultimo caso, che si parli di multinazionale o di una semplice S.r.l., si evitano molti problemi in quanto il compenso percepito per le royalties dovrebbe essere considerato con più facilità come un valore di mercato.

Perché questo valore è stabilito da una trattativa di libero mercato, cosa diversa al caso in cui si affitta il marchio alla propria S.r.l., in quanto si può pensare ad un abuso di diritto.

Le accortezze di cui ho parlato fino ad ora è bene tenerle in considerazione quando l’affitto del marchio avviene verso la propria S.r.l. .

Certo è che, se si riesce a fare una trattativa con un terzo e stabilire un certo importo di royalties per lo sfruttamento economico del know how, ecco che questo è di fatto un valore vero di mercato perché hai fatto una trattativa di libero mercato con una terza parte.

 

I 94 e più strumenti per risparmiare imposte e contributi in modo legale (gratuito)

Ricordati che l’efficacia fiscale prevede essenzialmente vari strumenti di risparmio fiscale da utilizzare nella S.r.l., messi a disposizione dalla legge.

Io sono riuscito a raggrupparne più di 94.

Li trovi all’interno del manuale gratuito che puoi scaricare dal blog www.efficaciafiscale.com, manuale che contiene appunto una check-list completa di tali strumenti da utilizzare al meglio all’interno della tua società per tagliare imposte e contributi.

Grazie per l’attenzione.

A presto.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni contenute in questa circolare, ora sai come conviene quantificare lo stipendio dell’amministratore della S.r.l., il TFM, i rimborsi chilometrici e forfettari, le royalties, in modo da ridurre le possibili contestazioni fiscali in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

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In alternativa puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni, specificando nella e-mail di quali informazioni hai bisogno, ma sapendo che non ti faremo mai dei “preventivi per la tenuta della contabilità”.

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