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Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del Blog di Efficacia Fiscale per affrontare un argomento poco trattato ma molto interessante. Un argomento nuovo a cui, perciò, dedico qualche pagina in più rispetto al solito: i patti parasociali della S.r.l. .

Si tratta di un contratto tra privati le cui norme sono finalizzate a regolamentare la vita della tua S.r.l. in modo più pregnante di quanto si possa fare nello Statuto.

Un utilizzo concreto dei patti parasociali della S.r.l. è quello di regolamentare l’attività sociale in modo da ridurre il più possibile il rischio di dubbi, confusione, attrito tra soci regolando, in modo certosino, ogni possibile ambito.

Cosa piuttosto difficoltosa in sede di statuto, ma sicuramente rimediabile tramite i patti parasociali.

Come sicuramente sai dagli articoli che pubblico sul sito www.efficaciafiscale.com, dai miei video e dalle mie dirette sul canale YouTube Commercialista Simone Calisti e dagli audio che metto a disposizione tramite Podcast, sono un commercialista che lavora gomito a gomito con gli imprenditori che hanno, o intendono costituire una S.r.l., e che cerca, con e per loro, le migliori  soluzioni fiscali per risparmiare imposte e contributi e per migliorare l’attività in modo che renda sempre più soldi 😊.

(Dimenticavo, se non ti sei ancora iscritto a questo blog corri a farlo e avrai accesso al materiale che metto gratuitamente a disposizione degli utenti iscritti. Trovi il link all’interno di questo e di ogni altro articolo pubblicato).

Sei pronto a scoprire tutto sui patti parasociali della S.r.l.?

Bando alle ciance and let’s go…

 

 Perché devi leggere questo articolo?

Perché la normativa che leggi che regolamenta i patti parasociali è fatta per le grandi aziende, per le S.p.a. (società per azioni) e non c’è una chiara definita norma sui patti parasociali per le S.r.l. .

La norma dei patti parasociali prevista per le S.r.l. deriva indirettamente dalle regole dei patti parasociali per le S.p.a. (come vedremo successivamente, sia per le S.p.a. con azioni quotate in borsa, sia per le S.p.a. che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio), dalle regole generali dei contratti, a norme imperative, dal buon senso e da quello che hanno stabilito i giudici nel corso dell’evoluzione delle sentenze.

In sostanza, i patti parasociali sono maggiormente regolamentati per le S.p.a. che hanno azioni in mercati regolamentati, oppure per le S.p.a. che sono “aperte”, ma non per le S.r.l. .

Qual è la differenza tra la S.p.a. con azioni quotate in borsa e quelle che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio?

1.      S.p.a. con azioni quotate in un mercato regolamentato: ossia le S.p.a. che hanno le azioni quotate in borsa;

2.      S.p.a. che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (definite “aperte”): ossia le S.p.a. che emettono le azioni e le vendono al pubblico, ma non sono quotate in borsa (esempio le banche);

3.      S.p.a. che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (definite “chiuse”): sono le S.p.a. che non aumentano il capitale sociale chiedendo i soldi a nuovi investitori a titolo di capitale sociale.

Questo non vieta alle S.r.l. di creare i patti parasociali, perché di fatto le persone fisiche (e giuridiche) possono autonomamente stipulare dei contratti, ma li devono fare seguendo certi parametri per evitare che, poi, questi patti siano considerati nulli da un giudice.

Così, di fatto, i patti per le S.r.l. si possono fare tranquillamente, ma a condizione di rispettare determinati parametri di buon senso e di funzionamento.

Cosa che scoprirai nel proseguimento di questo articolo.

 

Cosa sono i patti parasociali?

Penso che la prima cosa da comprendere, in merito ai patti parasociali, sia che questi sono nati per gestire il rapporto dei soci delle “grandi” aziende come, ad esempio, società quotate in borsa o grandi gruppi bancari.

Quindi, le regole sono nate per queste tipologie di società.

Poi, ci siamo noi come “piccoli” imprenditori che abbiamo una S.r.l. che non ha azioni quotate in borsa.

Ecco, per questa categoria di “piccoli” imprenditori con S.r.l. non c’è un testo unico che regolamenta il patto parasociale.

Dunque, i patti parasociali li possono fare, di fatto, anche i piccoli imprenditori, cosa che deriva dall’autonomia personale di stipulare contratti, ossia si stipulano dei contratti tra privati, che simulano il funzionamento di un patto parasociale.

Siccome il patto parasociale delle S.r.l.  non ha una regolamentazione specifica ad hoc, il contratto deve avere delle regole di buon senso che derivano dalla regolamentazione dei patti parasociali per le società quotate in borsa e da quello che hanno stabilito i giudici della Corte di Cassazione nel momento in cui si sono dovuti esprimere in merito a specifici casi.

Visto che non c’è una norma dei patti parasociali specifica per le S.r.l., prima si fa riferimento alla norma dei patti parasociali previsti per le S.p.a. quotate, in quanto ci sono degli articoli specifici, poi, per tutto quello che non è regolamentato, i sottoscrittori posso liberamente stipulare il patto parasociale entro i limiti previsti dai giudici, dai limiti dei sani principi dell’utilità vera per i sottoscrittori senza ledere la S.r.l. o dai principi del Codice Civile.

I contratti parasociali delle S.r.l. sono dei patti parasociali “atipici”. Ossia non c’è una disciplina specifica, ma ci sono norme indirette frazionate o interventi della Giurisprudenza che hanno regolamentato casi specifici.

Abbiamo fatto delle consulenze con un cliente e, dopo varie ricerche, ci siamo accorti che il patto parasociale della S.r.l., in sostanza, è un contratto tra privati (possibilmente in atto pubblico), nel quale si inseriscono delle penali che riguarda solo chi sottoscrive il contratto nel caso non dovesse rispettare l’accordo preso.

In caso di inadempimento da parte di uno dei contraenti, la sola forma di tutela esperibile con certezza è l’azione di risarcimento del danno ovvero, nel caso in cui sia stata prevista una clausola penale, una richiesta di condanna giudiziale al pagamento di una somma di denaro predeterminata.

Siccome fare un patto parasociale per imprenditori con una S.r.l. equivale a fare un contratto in carta bianca mettendo delle sanzioni per chi lo firma, allora, di seguito, ti riporto degli spunti di idee riguardanti il motivo per cui puoi aver bisogno di compilare questo documento.

 

Qual è il quadro normativo dei patti parasociali delle S.r.l.?

I patti parasociali sono regolamentati principalmente per le S.p.a. con azioni in mercato regolamentato, ossia con azioni quotate in borsa, attraverso gli art. 122 e art. 123 del TUF, Decreto legislativo, 24/02/1998 n° 58 (testo unico della finanza).

Mentre, dopo la riforma del diritto societario del 2003 (con il d.lgs. 17 gennaio 2003 n. 61), si sono aggiunti l’Art. 2341-bis e Art. 2341-ter nel Codice Civile, che regolamentano i patti parasociali per le S.p.a. aperte.

Sono rimaste fuori dalla norma che regolamenta il patto parasociale, le S.p.a. “chiuse” (ossia le S.p.a. che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) e le S.r.l. .

A loro è concesso, di fatto, di poter stipulare i contratti parasociali in funzione del fatto che si possono liberamente stipulare i contratti tra le persone.

Siccome questi patti hanno una funzione di regolamentare un accordo al pari di un patto parasociale, dunque, il contratto parasociale della S.r.l. deve essere stipulato considerando gli obiettivi delle norme che prevedono i patti parasociali per le S.p.a. quotate e quelle aperte.

Le S.p.a. aperte sono quelle che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, a cui il Codice Civile ha riconosciuto degli articoli.

Le S.p.a. chiuse sono quelle che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e non ci sono particolari indicazioni per la stipula dei patti parasociali (come per le S.r.l.).

Ovviamente ci sono degli elementi di adattamento per i patti parasociali delle S.p.a. quotate e aperte, a quello che è lecito fare nei patti parasociali delle S.r.l. .

Oltre a questo, bisogna anche stipulare i patti parasociali delle S.r.l. rientrando in determinati limiti di “buon senso” per fare in modo che, questo patto parasociale, non sia riconosciuto nullo dal giudice nel caso in cui si vada in tribunale per richiedere l’esecuzione delle sanzioni.

In questo capitolo, prima ti illustrerò gli articoli specifici del TUF per le S.p.a. con azioni quotate e, dopo gli articoli del Codice Civile per le regole delle S.p.a. aperte.

Successivamente approfondirò le caratteristiche che è meglio tenere in considerazione tutte le volte che devi stipulare un patto parasociale con la S.r.l. .

Prima il legislatore ha operato una prima regolamentazione dei patti parasociali (seppur limitatamente alle società quotate) attraverso il D.Lgs 58 del 1998 (c.d. Testo Unico della Finanza o, brevemente, T.U.F.) grazie agli articoli 122 e 123 T.U.F.

Successivamente, con la riforma del Diritto Societario, il legislatore ha inteso rispondere all’esigenza di fornire precise linee vincolanti in relazione alla disciplina dei patti parasociali anche nelle società non quotate, escluse dal perimetro applicativo del TUF.

Ecco, quindi, che i patti parasociali trovano espresso riconoscimento e menzione nel Codice Civile negli articoli 2341 bis e 2341 ter.

Il legislatore ha voluto regolamentare prevalentemente le S.p.a. in quanto nelle S.r.l. in genere c’è una compagine sociale ridotta, nella quale le regole di funzionamento sono inserite già nell’atto costitutivo e nello statuto della S.r.l. .

Nelle società con una vastità di soci, invece, c’è proprio bisogno di un meccanismo per rendere pubblici questi patti che difficilmente si possono “inserire” nell’atto costitutivo della società.

E’ vero che non c’è scritto da nessuna parte che le regole del patto parasociale delle S.r.l. debbano seguire le regole del patto parasociale delle S.p.a., ma è anche vero che non bisogna andare contro a determinate regole imperative come, ad esempio, il principio che non si possono stipulare i contratti per un tempo illimitato, cosa già segnalata dalla Corte di Cassazione.

Dunque, anche per i patti parasociali delle S.r.l., bisogna inserire nel contratto una durata (così come questa è una clausola da inserire nell’atto costitutivo della S.r.l.) anche perché, il patto parasociale è un contratto con degli accordi, delle sanzioni e per sicurezza occorre renderlo nella forma di atto pubblico presso un notaio.

In buona sostanza, anche i soci di società a responsabilità limitata e di società di persone potranno stipulare patti parasociali.

I patti parasociali si possono applicare anche alle S.r.l. oppure solo alle S.p.a.?

Questo è uno strumento nato principalmente per le società di grandi dimensioni, tra cui le S.p.a. con le azioni quotate in mercato regolamentato.

Poi, si è espanso verso le S.p.a. con azioni non quotate in un mercato regolamentato e le S.r.l. .

La Giurisprudenza è ormai consolidata nel riconoscere ai patti parasociali il carattere di negozi a forma libera, reputandoli vincolanti solo e unicamente tra i soci contraenti e, di conseguenza, non opponibili in nessun modo alla società.

Ma ci sono delle regole a cui, in qualche modo, occorre implicitamente prestare attenzione, ad esempio la durata del contratto (in quanto il legislatore non accetta di buon grado i contratti stipulati a tempo indeterminato) e il recesso, in quando bisogna permettere che una persona, con determinato preavviso, possa uscire dal contratto parasociale stipulato.

Inoltre, ci sono indicazioni in merito alla forma di pubblicità, perché essendo degli accordi che investono più parti, occorre rendere conoscibile ai terzi il contratto.

Bisogna anche considerare che la disciplina delle S.r.l. si caratterizza, attualmente, per il limitato numero di norme inderogabili e per l’ampio raggio d’azione in cui potrà muoversi, sia con riferimento all’organizzazione societaria sia con riferimento ai rapporti tra i soci e i loro diritti patrimoniali e l’autonomia statutaria.

 

Normativa dei patti parasociali per le S.p.a. con azioni quotate in mercati regolamentati (ossia con azioni quotate in borsa)

Qui, di seguito, ti riporto gli articoli del testo Unico della Finanza, in cui ci sono le regole di gestione dei patti parasociali per le S.p.a. con azioni quotate in borsa.

Anche se gli articolo sono lunghi e complessi, al termine di ciascuno metterò la spiegazione del significato.

Testo Unico della Finanza – TUF

Decreto legislativo, 24/02/1998 n° 58, G.U. 26/03/1998

Art. 122 – Patti parasociali

1. I patti, in qualunque forma stipulati, aventi per oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle società con azioni quotate e nelle società che le controllano entro cinque giorni dalla stipulazione sono:

a) comunicati alla Consob;

b) pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana;

c) depositati presso il registro delle imprese del luogo ove la società ha la sua sede legale;

d) comunicati alle società con azioni quotate.

[…]

3. In caso di inosservanza degli obblighi previsti dal comma 1 i patti sono nulli.

[…]

5. Il presente articolo si applica anche ai patti, in qualunque forma stipulati:

a) che istituiscono obblighi di preventiva consultazione per l’esercizio del diritto di voto nelle società con azioni quotate e nelle società che le controllano;

b) che pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o di strumenti finanziari che attribuiscono diritti di acquisto o di sottoscrizione delle stesse;

c) che prevedono l’acquisto delle azioni o degli strumenti finanziari previsti dalla lettera b);

d) aventi per oggetto o per effetto l’esercizio anche congiunto di un’influenza dominante su tali società;

[…]

5-bis. Ai patti di cui al presente articolo non si applicano gli articoli 2341-bis e 2341-ter del codice civile. 

[…].

Questo pezzo, in sostanza, afferma che:

– per le S.p.a. con azioni quotate in borsa bisogna pubblicare il patto parasociale sia presso la Consob, sia con la Camera di Commercio;

– l’obbligo di comunicazione è previsto tutte le volte in cui il patto parasociale va a regolamentare: l’esercizio di voto, obblighi di preventiva consultazione, quando ci sono dei limiti nel trasferimento delle azioni e quando si effettua un esercizio di influenza dominante sulla S.p.a.;

– le norme del patto parasociale previsto dal Codice Civile per le S.p.a. “aperte” non si applica alle S.p.a. che hanno azioni quotate in borsa.

Art. 123 – Durata dei patti e diritto di recesso

1. I patti indicati nell’articolo 122, se a tempo determinato, non possono avere durata superiore a tre anni e si intendono stipulati per tale durata anche se le parti hanno previsto un termine maggiore; i patti sono rinnovabili alla scadenza.

2. I patti possono essere stipulati anche a tempo indeterminato; in tal caso ciascun contraente ha diritto di recedere con un preavviso di sei mesi. Al recesso si applica l’articolo 122, commi 1 e 2.

[…].

Questo pezzo afferma che:

1)      i patti parasociali per le S.p.a. con azioni quotate in borsa devono avere al massimo una durata di 3 anni.

Anche se il patto parasociale fosse costituito a tempo indeterminato, il patto durerebbe sempre 3 anni.

Quindi presumo che, se durano per un tempo limitato per 3 anni, allora posso evitare di inserire una clausola di recesso (salvo l’opzione di un mancato rinnovo).

2)      i patti parasociali si possono rinnovare alla scadenza. Se non ha specificato ulteriormente, penso che sia lecito pensare che il rinnovo tacito sia consentito.

3)      se i patti parasociali sono stipulati a tempo indeterminato allora c’è, in automatico, il diritto di recesso con un preavviso di 6 mesi. Questo mi fa capire che il preavviso massimo accettato dalla legge sia di massimo 6 mesi.

Questa cosa per te è un vantaggio comunque perché, se un socio vuole “trasgredire” qualche regola deve darti almeno 6 mesi di anticipo, altrimenti se trasgredisce deve pagare la sanzione.

Di sicuro sei più protetto rispetto al caso di riportare questa clausola solo nello statuto, perché con il patto parasociale prevedi delle sanzioni.

Oltretutto c’è da dire che, il patto parasociale è rinnovabile se non ci sono problemi, quindi, la validità del patto parasociale dura nel tempo.

 

Normativa dei patti parasociali per le S.p.a. aperte (che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio)

Le regole dei patti parasociali, grazie alla riforma del diritto societario con il d.lgs. 17 gennaio 2003 n. 61, si ampliano attraverso il loro riconoscimento nell’ambito del Codice Civile di specifici articoli, ossia gli articoli 2341-bis e 2341-ter.

Dunque, nel Codice Civile ci sono le regole minime previste per i patti parasociali per le S.p.a. aperte, mentre nel TUF ci sono le regole minime per i patti parasociali per le S.p.a. che hanno le azioni quotate in mercati regolamentati.

Sezione III-bis

Dei patti parasociali

Art. 2341-bis. Patti parasociali.

I patti, in qualunque forma stipulati, che al fine di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società:

a) hanno per oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle società per azioni o nelle società che le controllano;

b) pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o delle partecipazioni in società che le controllano;

c) hanno per oggetto o per effetto l’esercizio anche congiunto di un’influenza dominante su tali società,

non possono avere durata superiore a cinque anni e si intendono stipulati per questa durata anche se le parti hanno previsto un termine maggiore i patti sono rinnovabili alla scadenza.

Qualora il patto non preveda un termine di durata, ciascun contraente ha diritto di recedere con un preavviso di centottanta giorni.

Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai patti strumentali, ad accordi di collaborazione nella produzione o nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all’accordo.

Questo pezzo significa che, i patti parasociali delle S.p.a. che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio:

– non possono essere stipulati per una durata superiore a 5 anni (e non 3 anni come nel caso precedente). Inserendo una data congrua, in quel caso si può evitare di mettere il diritto di recesso dei sottoscrittori;

– i patti parasociali possono essere rinnovati. Anche qui non ci sono ulteriori specifiche, quindi, presumo che anche il rinnovo tacito sia consentito.

– se il patto parasociale è stipulato a tempo indeterminato, allora i sottoscrittori hanno diritto di recesso di 180 giorni. Pertanto, il termine più lungo previsto dalla legge sembra sia di 180 giorni.

 Art. 2341-ter. Pubblicità dei patti parasociali

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i patti parasociali devono essere comunicati alla società e dichiarati in apertura di ogni assemblea. La dichiarazione deve essere trascritta nel verbale e questo deve essere depositato presso l’ufficio del registro delle imprese.

In caso di mancanza della dichiarazione prevista dal comma precedente i possessori delle azioni cui si riferisce il patto parasociale non possono esercitare il diritto di voto e le deliberazioni assembleari adottate con il loro voto determinante sono impugnabili a norma dell’articolo 2377.

Questo pezzo significa che i patti parasociali previsti per le S.p.a. aperte, devono effettuare determinati adempimenti di pubblicità.

La dichiarazione deve essere comunica alla società, S.p.a., e deve essere depositata in Camera di Commercio.

 

Ma, in sostanza, si possono fare i patti parasociali per una S.r.l. anche se non c’è una norma specifica?

Anche se non c’è una norma specifica per i patti parasociali delle S.r.l., non si esclude che i principi che si possono estrapolare dal Testo Unico della Finanza per le S.p.a. con azioni quotate in borsa e dal Codice Civile per le S.p.a. che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, possano essere applicati per i patti parasociali previsti per le S.r.l., adattati a questa ultima tipologia di caratteristiche di società. 

 

Chi vincola il patto parasociale della S.r.l.? 

Vincola chiunque sottoscrive il patto parasociale, ossia il contratto.

Possono essere soci, non soci, privati o altre società (esempio altre S.r.l.).

La forma del contratto è tecnicamente libera, ma è opinione diffusa che questo è valido se stipulato in forma di atto pubblico, ossia bisogna andare dal notaio.

C’è da aggiungere che, se hai in mano un contratto firmato con delle sanzioni, allora potresti ugualmente rivolgerti ad un tribunale per l’esecuzione della pena (per evitare il numero di contestazioni, l’atto pubblico sicuramente non permette alle persone di disconoscere di aver sottoscritto il contratto).

Siccome il patto parasociale delle S.r.l. vincola solo i soci che hanno sottoscritto il contratto, questo significa che rimangono immuni, dai vincoli del contratto parasociale della S.r.l., i successivi acquirenti delle quote della società che non firmano il patto parasociale.

Non solo, questo vale anche per gli eventuali eredi

Ricordati che chiunque sottoscrive il contratto avrà possibilità di scegliere se rispettare o meno l’accordo, nella consapevolezza che la violazione lo esporrà all’azione di risarcimento promuovibile dagli altri sottoscrittori del contratto parasociale della S.r.l. (in base a quanto è previsto nel contratto parasociale firmato).

È definitivo il fatto che la violazione del patto parasociale della S.r.l. produce effetti solo nei rapporti dei sottoscrittori (come un qualsiasi altro contratto firmato e conforme alla legge).

 

Qual è la differenza nell’ inserire le stesse clausole sia nello statuto della S.r.l. sia nel patto parasociale?

Perché è importante comprendere le differenze tra i patti parasociali e l’atto costitutivo?

Entrambi creano vincoli ai soci, alcuni anche simili, ma è vero che i vincoli sono diversi.

Se trasgredisci una regola dell’atto costitutivo vai “contro la legge”. Se, invece, trasgredisci una regola del patto parasociale della S.r.l., allora dovrai pagare la sanzione che è stabilità nel contratto.

Dunque, se non inserisci nessuna sanzione nel patto parasociale, di fatto non hai nulla per difenderti. Per questo motivo il patto parasociale ha senso nel limite in cui tu metti delle sanzioni.

Ovviamente, inserire le clausole sia nel’atto costitutivo sia nel patto parasociale, ti permetterà di avere una maggiore tutela. Gli accordi nell’atto costitutivo legano solo i soci e gli amministratori della S.r.l., mentre i patti parasociali vincolano solo i sottoscrittori che possono essere anche non soci e non amministratori della società.

Per mostrarti questo ti scrivo prima una breve introduzione alle differenze di questi 2 strumenti.

Cos’è l’atto costitutivo?

L’atto costitutivo delle società è l’atto nel quale vengono inseriti gli elementi che caratterizzano il rapporto con i soci e l’organo amministrativo della singola S.r.l. nascente.

Essenzialmente sono dei vincoli tra i soci, cosa che consente di coordinare anche i diritti dei soci di minoranza.

L’atto costitutivo serve per regolamentare l’attività tra i soci attuali e quelli futuri, in quanto è un documento che mette delle regole di buon funzionamento della S.r.l. .

Quando inserisci delle clausole nell’atto costitutivo queste rimangono valide anche per i futuri soci che si inseriranno eventualmente nella società.

Cos’è il patto parasociale S.r.l.?

Il patto parasociale è un contratto, che va oltre l’atto costitutivo della S.r.l., e serve a coordinare e regolamentare gli accordi presi tra i sottoscrittori, che possono essere i soci ma anche non soci.

In questo caso gli effetti del contratto si fermano solo ai sottoscrittori e non si intromettono nel rapporto con i futuri nuovi investitori (futuri soci, successivi amministratori della S.r.l. e così via).

Non vincola la S.r.l., ma prevede delle sanzioni per chi non rispetta i singoli accordi presi nel patto parasociale.

Questo significa che il patto produce effetti solo tra i sottoscrittori e non verso i terzi esterni al contratto firmato.

Una eventuale rottura del patto può valere solo come colpa contrattuale tra i soggetti sottoscrittori.

Per fare un esempio, un voto in assemblea della S.r.l., contrario al patto, produrrà la responsabilità contrattuale del socio che ha leso il patto, ma il verbale dell’assemblea resterà valido.

In questo caso c’è “solo” il risarcimento del danno, cosa che fa sempre bene.

Esempio, nell’eventualità di una cessione delle quote di S.r.l., pertanto, la vendita sarà valida, il nuovo socio non dovrà rispettare i patti parasociali, mentre solo il socio uscente dovrà pagare le sanzioni previste dal contratto.

Se trasgredisci una regola del patto parasociale della S.r.l. il voto preso è valido, e chi trasgredisce deve pagare “solo” la sanzione prevista dal contratto. Mentre, se questa clausola si inserisce nello statuto della S.r.l., la sanzione non c’è ed il voto è nullo.

Nel patto parasociale, siccome è un contratto libero, è più facile stabilire specifiche situazioni che non possono essere previste nell’atto costitutivo della società.

Un’altra caratteristica è il discorso dei soci futuri.

Un patto parasociale non può vincolare i soci futuri, salvo che sottoscrivano il patto parasociale. Mentre le regole presenti nello statuto della S.r.l. vincolano anche i soci futuri.

Un’altra differenza è sulla riservatezza dell’accordo.

Le regole previste nello statuto sono di maggiore reperibilità, perché lo statuto deve essere depositato in Camera di Commercio. Ogni socio è consapevole di ogni modifica dello statuto sociale.

Il patto parasociale delle S.r.l., invece, è un documento più riservato. I terzi lo potrebbero visionare se stipulato in forma di atto pubblico, ma non devi avvisare gli altri eventuali soci della società per farlo modificare; quindi, si presta maggiormente ad accordi senza fare rumore. Al contrario, per modificare l’atto costitutivo, hai bisogno della maggior parte dei voti dei soci.

Il patto parasociale della S.r.l., essendo un contratto libero, è più “libero” rispetto all’atto costitutivo. Il notaio ha meno problemi ad inserire qualsiasi clausola nel patto parasociale, in quanto è un accordo tra privati libero.

Il notaio sarà, invece, più restio ad adattare l’atto costitutivo alle esigenze specifiche dell’imprenditore, perché vi sono norme del Codice Civile che spesso vanno interpretate e applicate nel rispetto di quanto già affermato da precedenti giudici.

Perché può essere utile di inserire nel patto parasociale le stesse clausole dello stato della S.r.l.?

Perché aggiungi una maggiore protezione, ossia puoi chiedere la sanzione al firmatario del patto parasociale che ha trasgredito una regola.

Cosa che ti potrebbe velocizzare i tempi in tribunale, in quanto tu non devi più dimostrare al giudice la colpa dell’altra persona perché, con il patto parasociale, la persona ha sottoscritto di pagare la penale in caso di trasgressione.

 

Quali clausole puoi inserire nel patto parasociale della S.r.l.?

Di fatto puoi inserire quello che reputi giusto e opportuno, in quanto il patto parasociale della S.r.l. è, sostanzialmente, un contratto “libero”, ma ci sono delle cose che ormai sono diventate prevalenti nelle necessità degli imprenditori.

Qui, di seguito, ti riporto i principali elementi (o clausole) che devi valutare di inserire nel patto parasociale della S.r.l. .

Premetto che queste clausole non sono solo quelle previste dalla legge, ma sono quelle che sono più utili nel contesto imprenditoriale reale.

Questo perché voglio proprio che ti entri in testa il concetto che il patto parasociale di fatto è un banale contratto in cui ci sono delle sanzioni a carico di chi trasgredisce le regole.

Ti segnalo che qualche punto potrebbe essere un sottoprodotto di altri, nel quale si è stabilito un maggiore grado di precisione.

Oltre a questo, il frutto di questo contenuto è la somma di ricerche ed esperienze personali che mi hanno portato a trovare queste indicazioni.

Ricordati che qualche clausola può essere inserita anche nell’atto costitutivo della S.r.l. per avere una maggiore efficacia.

Questa considerala come una sorte di check list che io uso nel momento in cui devo analizzare una soluzione per un mio cliente utilizzando un contratto parasociale della S.r.l. .

Di fatto, io mi reputo un ricercatore e, quindi, esprimo il mio parere sul come utilizzare il patto parasociale nella tua S.r.l. al meglio.

1)      Patto “tag-along”: viene attribuito il diritto al socio di minoranza di vendere le azioni insieme al socio di maggioranza alle medesime condizioni contrattuali. Questo per evitare che il socio di minoranza debba vendere le sue quote ad un prezzo minore.

2)      Patto “drag-along”: qualora il socio di maggioranza decida di cedere le proprie quote, ha il diritto di vendere anche la partecipazione posseduta dal socio di minoranza alle medesime condizioni contrattuali a lui riservate. Questo per evitare che il nuovo acquirente si trovi il vecchio socio di minoranza ostile.

3)      Incrementare la % del quorum decisionale del socio di minoranza nell’assemblea dei soci: si stabilisce che la quota del socio di minoranza abbia un maggior valore nelle decisioni relative all’assemblea dei soci. Questo per fare in modo che il socio di minoranza possa avere un maggior controllo sulla S.r.l. .

4)      Prevedere una % minima di distribuzione di utili al socio di minoranza, oppure ai soci finanziatori: valutate di inserire una clausola in cui tu prenda una percentuale di distribuzione di utili minima ogni anno al socio di minoranza. Ossia al socio di minoranza è prevista una distribuzione minima di utili ogni anno, indipendentemente dal risultato.

5)      La clausola di privilegio: ossia, se un socio vende le quote ad un certo prezzo, l’altro socio ha diritto ad acquistarle prima alle medesime condizioni. Questo serve, principalmente, per evitare che un socio “cattivo” svenda le quote ad un soggetto esterno (in genere ad una persona compiacente) e, in futuro, il nuovo socio possa creare problemi al socio imprenditore. Aggiungere questa clausola oltre che lo statuto serve per dare maggiore impulso nel momento in cui vorrai chiedergli i danni, perché inserisci una clausola nel patto parasociale e non un divieto.

6)      La clausola di gradimento: ossia i soci attuali hanno diritto di scegliere se far entrare nuovi soci che rispettano determinati requisiti. Poi, in questa clausola, si possono specificare quali requisiti devono avere i nuovi soci. Oppure quali parametri devono avere.

7)      La clausola di accrescimento: è una clausola con cui, se un socio muore, la quota dei soci superstiti aumenta di valore e gli eredi ricevono una somma di denaro pari al valore della quota del defunto, ma non avranno la quota della S.r.l. del defunto in eredità. In questo modo si evita che gli eredi possano creare problemi ai soci superstiti.

8)      Valuta di aumentare il quorum costitutivo dell’assemblea, ad esempio pari all’80% del capitale sociale (simile ma diverso dal punto precedente): Il quorum deliberativo è quella percentuale che consente all’assemblea di prendere opportuni provvedimenti per conto della S.r.l. . Di base il quorum deliberativo di un’assemblea è del 50% + 1 del capitale sociale della S.r.l., ma portarlo all’80% consente al socio di minoranza di avere voti per “bloccare” i provvedimenti presi dal socio di maggioranza. Ovviamente la conseguenza è che rendi le decisioni della S.r.l. più rigide, in quanto ci vuole il consenso di tutti i soci. Nota: anche se questa clausola può sembrare uguale a quella che puoi inserire nel patto parasociale è completamente diversa. Alzando il quorum deliberativo, il socio di minoranza, può “bloccare” delle scelte imprenditoriali che non lo convincono. Ma nello stesso modo, il socio di minoranza, non può imporre al socio di maggioranza della S.r.l. di prendere le proprie scelte strategiche.

9)       Clausola di un arbitrato esterno: si può inserire una clausola di un arbitrato esterno che prende le decisioni a cui i soci non trovano un accordo. La terza parte che decide può anche essere il commercialista della S.r.l. .

10)  Divieto di vendita frazionata: ossia i soci non possono vendere una parte della loro quota, ma la devono vendere per intero.

11)  Divieto di vendere le quote: vale per la durata del contratto.

12)  Divieto di inserire parenti o familiari nella S.r.l.: questo per evitare eventuali acquisti di quota della S.r.l. da parte di prestanomi troppo compiacenti.

13)  Vendere le quote ad altri soggetti solo se i nuovi acquirenti sottoscrivono il patto parasociale: vale come sanzione a chi firma il contratto e che sta per vendere le quote, non per il nuovo acquirente. Io, piuttosto, lo inserirei nello statuto della S.r.l. .

14)  Clausola di conservazione: Le parti convengono che l’eventuale inefficacia o invalidità di alcuna delle disposizioni dei presenti patti parasociali non si rifletterà in nessun modo sulle clausole o disposizioni non direttamente interessate da tale inefficacia o nullità.

15)  Riconoscimento di un compenso minimo all’amministratore: il patto parasociale può essere utilizzato per prevedere un compenso minimo a chi farà l’amministratore.

16)  Stabilire che un eventuale know how apportato da un socio rimanga in capo alla S.r.l. e non possa essere ceduto per tutta la durata del contratto: questo per fare in modo che uno specifico sapere di un socio rimanga in esclusiva della S.r.l. sotto minaccia di sanzioni.

17)  Particolari scelte decisionali che vengono stabilite prima e inserite nel patto parasociale: ad esempio se i servizi informatici possono essere esternalizzati al socio di maggioranza.

18)  Inserire penali: sembra banale ma, alla fine, questa è la condizione che incentiva le persone a rispettare gli accordi.

19)  Possibilità di esclusione socio e riacquisto della quota a prezzo basso (il minimo di legge) in caso di inadempienza patto; 

20)  Decisione in materia di distribuzione e accantonamento di utili: se si vuole stabilire, ad esempio, di accantonare un importo minimo di utili nella S.r.l. .

21)  Patto relativo al finanziamento della società: è l’accordo con il quale alcuni soci si impegnano, a fronte di documentate esigenze di finanziamento, ad offrire un prestito alla società non a concorrenza di un multiplo prestabilito della partecipazione posseduta da ciascun socio.

22)  Patto modificativo del regime di responsabilità di alcuni soci (come responsabilità interna, non esterna): si tratta di accordi mediante i quali alcuni soci si impegnano a rispondere in misura illimitata (o limitata) per le obbligazioni presenti e future della società. Posto che il regime di responsabilità nei confronti dei terzi è previsto dalla legge e non si può eliminare, i patti parasociali che limitano o esonerano dalla responsabilità illimitata o dalla solidarietà uno o più soci sono efficaci nei soli rapporti interni e non possono essere opposti ai creditori sociali che mantengono fermo il diritto di escutere il patrimonio di ciascun socio. Ad esempio, accordare che un socio deve pagare i debiti della S.r.l. che residuano nella fase di liquidazione è una cosa che coinvolge solo i rapporti tra i soci, ma non consente ad un fornitore di aggredire il patrimonio personale del singolo socio.

23)  Patto relativo agli utili e alle perdite: è l’accordo con cui si prevedono criteri di ripartizione degli utili e/o delle perdite differenti da quelli stabiliti nell’atto costitutivo o nello statuto della società. La validità di simili accordi è sancita nello stesso Codice Civile, che ammette l’attribuzione di partecipazioni in misura non proporzionale ai conferimenti eseguiti dai soci (artt. 2346 e 2468 cod. civ.).

24)  Patto con il quale i sottoscrittori si impegnano per un certo periodo di tempo a non alienare, dare in usufrutto, costituire in pegno le proprie quote: per la durata del contratto, i sottoscrittori si impegnano a non vendere le quote oppure a non cedere ad altri il beneficio di prendere gli utili.

25)  Opzione Put and call: sono di fatto simili alle opzioni che sono previste nel mondo del trading online. L’opzione put e l’opzione call sono accordi che pongono un limite alla libera circolazione delle quote. Hanno la funzione di attribuire ad una delle parti, rispettivamente, il diritto di alienare o acquistare una certa quantità di quote ad un prezzo prestabilito ad una scadenza fissata.

26)  Definire le cariche sociali della S.r.l. per la durata del contratto parasociale (nomina, poteri, approvazione del loro operato). Esempio: chi dovrà essere amministratore, cosa deve fare, compenso e tutte le altre variabili.

27)  Definire come e quanto liquidare la S.r.l. .

28)  Concordare accordi di collaborazione industriale, commerciale e finanziaria. Patti concernenti il progetto industriale e commerciale e gli investimenti destinati al medesimo. Ad esempio, non sia apportata alcuna modifica ai contratti di licenza dei marchi.

29)  Inserire un obbligo di riservatezza sia durante la durata del contratto, sia successivamente alla conclusione del contratto, o al recesso. Ad esempio, all’osservanza di tale obbligo ciascuna parte è tenuta anche oltre la scadenza del contratto per un periodo di due anni.

30)  Inserire delle definizioni nel caso ci sia bisogno di definire con precisione dei termini per evitare imprevisti.

31)  Inserire delle modifiche: qualsiasi modifica, variazione o rinuncia al presente patto parasociale della S.r.l. non sarà valida e vincolante ove non risulti da atto scritto, firmato da tutte le parti (aggiungerei modifiche lecite, senza notaio, ma con documento scritto e data cerca con la e-mail Pec).

32)  Divieto di acquisizione del controllo sociale: resta inteso che nessuno dei partecipanti detiene, né potrà detenere, il controllo della Società. Conseguentemente, ogni partecipante si vincola a non acquistare, sottoscrivere o possedere, direttamente o indirettamente, mediante controllate o, comunque, altre società della stessa parte di appartenenza tramite il coniuge, o ascendenti, o discendenti in linea retta in caso di partecipante persona fisica.

33)   Inserire una durata: altrimenti i sottoscrittori possono recedere in qualsiasi momento con un preavviso di 6 mesi. Se inserisci una durata massima di 5 anni i sottoscrittori dovrebbero essere legati all’accordo preso per tutta la durata del contratto. Se la durata fosse superiore a 5 anni, in automatico sarebbe presente il recesso con 6 mesi in anticipo.

34)  Preavviso per comunicare il mancato rinnovo del patto parasociale: io consiglio di inserire 6 mesi di anticipo per comunicare il mancato rinnovo dei patti parasociali della S.r.l. . Un termine superiore non dovrebbe essere preso in considerazione da un giudice.

35)  Preavviso per recedere dall’accordo: se vuoi inserire il recesso nel patto parasociale, io consiglio di inserire un termine di 6 mesi.

36)  Valuta di inserire una clausola che prevede che le comunicazioni sono valide anche per e-mail ordinarie: oppure che, tutte le comunicazioni, che al presente patto saranno ritenute correttamente effettuate, se spedite con lettera raccomandata a.r. e saranno efficaci solo al momento della ricezione di quest’ultima da parte del destinatario. Eventuali modifiche degli indirizzi su indicati non saranno opponibili all’altra parte se non comunicate per iscritto, con lettera raccomandata a.r., e si intenderanno efficaci nei confronti dell’altra parte solo dopo trascorsi 10 giorni dalla data di ricevimento della relativa comunicazione. Oltre alla raccomandata con ricevuta di ritorno, valuta anche di considerare valide le comunicazioni con e-mail Pec oppure e-mail ordinaria.

37)  Ricordarsi che tutte le clausole che vengono inserite per “blindare” gli altri, “blindano” anche se stessi agli altri soci.

38)  Ricordarsi che più clausole vengono inserite e più queste potrebbero bloccare la fluidità dei lavori. Quindi, cerca di trovare il giusto compromesso.

39)  Indicare il Foro competente, ossia indicare presso quale tribunale occorrerà, poi, indirizzare le eventuali contestazioni. Anche se questa sembra una clausola irrilevante, è comunque un dato che devi utilizzare a tuo vantaggio. Ogni tribunale è uguale rispetto agli altri perché farà applicare la legge secondo interpretazione corrente. Ma è anche vero che, soprattutto per il primo grado, si deve indicare la provincia che risulta più comoda sotto il profilo logistico e in funzione degli avvocati con cui si riesce ad avere una maggiore collaborazione senza che questi possano considerare i clienti “una vacca da mungere”.

40)  Obbligazioni del socio di maggioranza: se ci sono particolari condizioni che si vogliono imporre al socio di maggioranza.

41)  Valutare di inserire un organo preventivo rispetto al tribunale nel caso in cui incorrano delle incomprensioni. Qualsiasi controversia dovesse insorgere tra le parti in ordine all’interpretazione, validità, efficacia ed esecuzione dei presenti accordi, sarà rimessa alla cognizione di un arbitro unico nominato dal presidente del Tribunale nella cui circoscrizione ha sede la società oppure da un qualsiasi organo o persona precedentemente indicata nel patto parasociale. Per esempio, in caso di disaccordo su specifiche posizioni, si potrebbe stabilire che sia il commercialista ad esprimere il proprio parere nel momento in cui ci sia una situazione di stallo. Tutto questo per cercare di evitare di ricorrere al tribunale per ogni situazione analoga.

42)  Patto di intrasferibilità delle quote. Le Parti convengono che, per tutta la durata di vigenza del presente patto parasociale, le quote della società siano intrasferibili per atto tra vivi.

43)  Ricordarsi di inserire un tacito rinnovo e la durata dei successivi accordi tacitamente rinnovati: questo in modo che, se nessuno ha effettuato la disdetta nei tempi previsti dal patto parasociale, per lo meno ci siano altri 3 o 5 anni di accordi validi senza possibilità di recesso. Dunque, c’è maggiore stabilità da parte dell’accordo.

44)  Impegno di non concorrenza post interruzione del rapporto: esempio, per vietare la concorrenza successivamente alla cessazione della carica da amministratore. I sottoscrittori si impegnano a non svolgere, per un periodo di cinque anni dalla data di cessazione della carica di amministratore della S.r.l., attività concorrenti (ovvero per la minor durata consentita per legge o stabilita con provvedimento dalla competente autorità).

45)  Inserire i dati della società: la denominazione sociale contenente il nome della società, la sede sociale, ecc…

46)  Inserire i dati dei partecipanti: per identificare i soci che parteciperanno al patto.

 

 

Quali soluzioni può offrire il patto parasociale della S.r.l.?

Premessa, qui, di seguito, inserisco le soluzioni che ho fornito ai miei clienti per fare in modo che abbiano il controllo sulle loro S.r.l. in partnership con altri imprenditori.

Preciso che alcune clausole possono essere inserite anche nell’atto costitutivo, ma ho voluto ugualmente ripetere il punto perché sottoscrivere anche un ulteriore patto parasociale fornisce maggiore sicurezza e tutela al socio.

Il patto parasociale serve per:

1) Avere più controllo anche se sei un socio di minoranza, oppure se non sei socio, perché puoi prevedere come, in determinati casi, il tuo voto sia determinante.

2) Evitare che un socio della tua S.r.l. faccia lo stesso lavoro per altri, andando in concorrenza o, addirittura, mollando la società per fare la stessa cosa da altra parte.

3) Impedire che qualche socio faccia marcia indietro e voglia uscire dal business in comune, andando o meno dalla concorrenza.

4) Stabilire anche dei tetti di spesa, salvo consenso di tutti i soci, per evitare richieste non compatibili o eccessive.

5) Impedire che le quote vengano cedute a persone esterne rispetto ai soci fondatori senza approvazione degli altri soci (che siano parenti o meno).

6) Mettere dei limiti alle operazioni straordinarie della S.r.l. . In sostanza, le piccole operazioni aziendali si possono fare liberamente, mentre per le operazioni più importanti bisogna avere un parere preventivo.

7) Serve se hai paura che qualche socio venda le quote a qualche soggetto sgradito, principalmente, per evitare che un socio “cattivo” svenda le quote ad un soggetto esterno (in genere ad una persona compiacente) e, in futuro, il nuovo socio possa creare problemi al socio imprenditore.

8) Accordarsi su varie scelte imprenditoriali da prendere durante la vita della S.r.l.:

– Scegliere se esternalizzare o meno determinate aree aziendali.

– Le collaborazioni/le assunzioni le sceglie solo un socio.

– Le decisioni su quali software sviluppare.

– Decisioni di marketing.

– In quale settore focalizzarsi/posizionarsi.

– Accordi commerciali con i clienti e fornitori.

– Acquisto aziende.

– Acquisto beni strumentali.

– Decisioni su quali fornitori utilizzare.

– Decisioni se prendere capitale di finanziamento, con banche.

– Decisioni se prendere capitale di terzi.

9) Dare un divieto di concorrenza al socio di minoranza (oltre al divieto di concorrenza con la società). Anche in modo indiretto.

10) Aumentare la riservatezza delle informazioni acquisite durante lo svolgimento dell’attività della S.r.l. . Nessun socio può utilizzare le informazioni acquisite durante la collaborazione al di fuori della S.r.l. .

11) “Blindare” il ruolo di amministratore unico (essendo socio o meno soci). Ossia, l’amministratore unico non socio della S.r.l. firma un contratto parasociale con i soci della società stabilendo che sarà lui l’amministratore unico della società per tutta la durata del patto parasociale (unito ad altre clausole, per esempio, che il socio unico della S.r.l. non può vendere le quote o perdere la maggioranza in assemblea, oltre che a mettere una clausola di rinnovo tacita con un preavviso di recesso di 6 mesi in anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto, e la vendita delle quote della S.r.l. del socio unico all’amministratore unico nel caso il socio volesse uscire dal business). È vero che, per tutta la durata del contratto, il socio unico può toglierti ugualmente dall’amministrazione, ma con la penale prevista nel patto parasociale della S.r.l., di sicuro sarà disincentivato. Se il contratto parasociale della S.r.l. è stipulato a tempo determinato, con un termine che dura al massimo 5 anni, allora non hai bisogno di inserire una clausola di recesso durante la durata del contratto. Basta non rinnovare il contratto alla scadenza e nei termini pattuiti.

12) Inserire un obbligo di acquisto delle quote del socio superstite o da parte dell’amministratore unico, in qualsiasi momento, ad un certo valore determinato, qualora un socio volesse uscire dalla S.r.l. .

 

Quali accordi sono vietati per legge e non puoi inserirli nel patto parasociale? Cose a cui devi stare attento quando crei un patto parasociale per le S.r.l.

In questo pezzo descriverò dei consigli finali, tra cui gli accordi che non puoi inserire nel patto parasociale e quelle cose a cui devi prestare attenzione in quanto il giudice, con buona probabilità, le considererebbe nulle perché non conformi alla legge e, quindi, non sono da tutelare.

Siccome il patto parasociale per le S.r.l. è qualcosa che non è regolamentato con precisione da una legge ad hoc, allora penso sia utile inserire degli elementi a cui è meglio prestare attenzione.

Questo in quanto ci sono dei parametri (non sempre di facile individuazione) che il legislatore potrebbe, se superati, considerare non congrui per questa tipologia di contratto e, quindi, rendere il contratto nullo.

Essenzialmente il patto parasociale è un accordo sottoforma di contratto libero tra le parti, fuori dall’atto costitutivo tra i soci (oppure i terzi) dove, poi, sono previste delle penali in caso di inadempienza.

1) È bene che la durata del patto parasociale della S.r.l. sia ritenuta congrua rispetto al tempo necessario a realizzare gli interessi che i soci pattisti si sono prefissati. Una durata di 5 anni si può considerare adeguata.

2) Per la pubblicità è previsto che questo sia redatto presso un notaio. Non dovrebbe essere obbligatoria la forma dell’atto pubblico presso un notaio per il patto parasociale della S.r.l. (questo in quanto il patto parasociale per le S.r.l., di fatto, è un contratto tra privati in cui ci sono delle sanzioni). Ma, di sicuro, avresti più difficoltà a far riconoscere la validità dell’accordo nel caso in cui il contratto fosse in carta semplice.

3) I patti parasociali, dunque, servono per stabilire degli accordi tra i sottoscrittori che compongono la S.r.l. . In caso di mancato rispetto del contratto questo non vincola la società, ma crea delle sanzioni che il trasgressore dovrà pagare.

4) Tutte queste clausole che hai letto qui sopra vincolano solo i firmatari. Pertanto, sono delle clausole che, in genere, fai come accordo con i soci fondatori di una nuova S.r.l. senza vincolare successivamente i nuovi potenziali soci entranti.

5) Meglio indicare nel contratto una durata, per evitare che questo sia considerato a tempo indeterminato, quindi con un recesso con 180 giorni di anticipo in automatico previsto dalla legge. Piuttosto fai il patto parasociale per 5 anni, fai durare questa clausola per tutta la durata del contratto, con possibilità di comunicare il recesso con 180 giorni prima della scadenza e tacito rinnovo. In questo modo limiti i periodi temporali per richiedere il recesso.

6) Chi non firma il patto parasociale della S.r.l. non è obbligato a rispettare il patto parasociale. Analogamente, nel caso di successione ereditaria, il carattere oggettivamente personale di tali accordi attribuisce agli eredi del defunto la facoltà di non assumerne la titolarità dell’accordo preso in sede di patto parasociale della S.r.l. . Consiglio di rivolgersi ad un avvocato, per sicurezza.

7) Attenzione a non compromettere la funzione tipica dell’assemblea, in quanto il patto parasociale potrebbe essere considerato invalido.

8) Occorre stare attenti a non rendere nulli i patti parasociali. Si ribadisce, quindi, il principio generale in merito alla validità dei patti parasociali. Tale principio ricollega la validità dei patti alla meritevolezza degli interessi perseguiti dai partecipanti al patto ed alla loro non contrarietà con gli interessi sociali.

9)  I patti parasociali, non possono violare i principi generali di buon funzionamento della società e di tutela degli interessi dei creditori. Per esempio, è ritenuto invalido il patto che obbliga gli aderenti a non votare l’azione di responsabilità contro gli amministratori che abbiano cagionato un danno alla società.

10) Attenzione ad inserire clausole che sono contraria a norme imperative per evitare che il giudice possa riconoscere non valido l’accordo. Le norme imperative sono, in un certo senso, tutte quelle norme che la legge non prevede validamente giusta da inserire nella generalità dei contratti nel Codice Civile (di qualsiasi genere). Premetto che non sono un avvocato, ho cercato di tradurre il significato della legge in modo che sia di più facile comprensione.

11) Sono, comunque, considerati non validi accordi in aperto contrasto con l’interesse collettivo della S.r.l. . Ad esempio, non sono validi gli accordi di alcuni soci, gli amministratori ed i liquidatori di una S.r.l., che si erano accordati per svendere i beni sociali ad un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato, in favore di terzi e addirittura di loro stessi.

12) Occorre ricordarsi che non si possono escludere i soci dal prendere completamente gli utili o di partecipare alle perdite (divieto di patto leonino sancito dall’art. 2265 c.c., che stabiliva la totale esclusione di taluni soci dalle perdite o dagli utili della società).

13) Parimenti nulli sono stati considerati gli accordi intesi a limitare la responsabilità di amministratori della S.r.l., siccome questa clausola è una cosa inderogabilmente imposte dal modello di società e dal Codice Civile. Si ritorna sempre al concetto che non si possono stipulare contratti contrari alla legge.

14) Non si possono stipulare patti segreti. Sono stati ritenuti nulli i patti segreti, bisogna rendere trasparente qualsiasi accordo che incida sugli assetti proprietari della società e sul governo della stessa.

15) È nullo anche il patto che impegna i soci a votare, anziché per realizzare l’interesse sociale (come nel caso legittimo, dell’impegno di ricapitalizzare la società), per arrecare danno all’ente collettivo (come nel caso illegittimo dell’impegno di non votare l’azione di responsabilità contro gli amministratori, anche se colpevoli d’avere arrecato danno alla società). Dunque, nel patto parasociale non si possono inserire clausole che danneggiano la S.r.l. .

16) È effetto da nullità il patto con il quale i soci di una S.r.l. si impegnano, nei confronti di un terzo socio uscente ed ex amministratore unico della società, a non deliberare l’azione sociale di responsabilità nei confronti dello stesso.

17) Un principio generale risiede nel fatto che ogni clausola deve essere meritevole perché tutela gli interessi di chi firma il contratto e non deve essere contraria all’interesse sociale, ossia della S.r.l. .

18) Consiglio importante: qualche notaio potrebbe dire che non si occupa dei patti parasociali. Quindi, consiglio di farsi i patti parasociali autonomamente e, poi, chiedere al notaio di rendere l’atto un atto pubblico. Di conseguenza si pagherà molto meno rispetto al fatto di far predisporre il patto parasociale al notaio stesso.

19) Altro appunto importante. Se i patti parasociali sono costituiti a tempo indeterminato, oppure non c’è la data, allora i sottoscrittori possono recedere, ma devono farlo con un preavviso di 6 mesi. Questo significa che tu hai tempo mezzo anno per organizzarti. Dunque, è vero che i patti parasociali sono a tempo determinato con rinnovo automatico, oppure le persone possono recedere con un preavviso di 180 giorni, ma è anche vero che, se un sottoscrittore vuole trasgredire la norma, deve avvisarti con un anticipo di 6 mesi. Durata prevista per i patti parasociali di 3 o 5 anni, che possono essere rinnovati. Coerentemente con questa impostazione, il legislatore prevede un tempo massimo di durata dei patti parasociali (3 o 5 anni), che pure possono essere rinnovati.

20) Il recesso conviene farlo con un massimo 180 giorni di anticipo. Siccome la legge prevede, nel caso in cui il contratto fosse assimilato a tempo indeterminato, un recesso di 180 giorni, questo fa pensare che questo sia il parametro massimo da applicare ai patti parasociali.

21) Mettere una clausola di vendita delle quote da parte di chi vuole recedere dal patto parasociale, in modo da rendere più solida la S.r.l. se qualche socio vuole uscire. Se un socio vuole uscire, lo può fare ma vendendo le quote al socio superstite.

22) Mettere una clausola che preveda, per chi vende le quote della S.r.l., l’uscita dai patti parasociali della società in modo automatico. Questo serve per fare un incentivo a vendere se non si vogliono rispettare i patti.

23) Ricordarsi di indicare un tribunale nella provincia che è più comodo, In modo da creare più problemi al terzo contraente.

24) Per le decisioni inerenti l’amministrazione della società, penso che la cosa migliore sia quella di inserire le clausole nell’atto costitutivo. Ma inserire ulteriori clausole del patto parasociale permette di avere maggiore tutela.

25) Solo la S.r.l. che sono controllate da S.p.a. con azioni quotate in borsa hanno l’obbligo di rispettare le forme di pubblicità dei patti parasociali previste per le S.p.a. con azioni quotate in borsa. Ma, in tutti i casi, consiglio di sicuro di firmarli, poi di metterci la data certa (esempio con la Pec) e, quando è possibile mettere la forma di atto pubblico presso un notaio. Solo se la S.r.l. è controllata da una S.p.a. con azioni quotate bisogna rispettare il testo unico della Finanza o il Codice Civile in modo più dettagliato).

26) Quanto c’è un obbligo privo di sanzione allora è come se non ci fosse alcun obbligo. Pertanto, se si vuole dei patti parasociali che tutti rispettino puntualmente allora si deve inserire una “penale”, ovvero una multa salatissima per chi fa il furbo. Con la penale ci si assicura che tutti rispettino gli accordi, in modo addirittura migliore di quanto non si riuscirebbe a fare con il semplice statuto della società.

27) Utilizzare la e-mail Pec per attribuire la data certa, se proprio non si vuol rendere l’atto pubblico presso un notaio. Una cosa importante è che i patti devono avere una “data certa”. Vuol dire che devono essere preparati in modo tale che sia assolutamente certo sia il contenuto che la data in cui sono stati sottoscritti.

28) I patti parasociali possono coinvolgere anche persone che non sono socie, ma che sono coinvolte negli interessi o nella vita della società. Esempio, l’amministratore unico ed il socio unico quando sono persone diverse. Oppure, anche persone completamente estranee alla compagine sociale o amministrativa della S.r.l. .

29) Il fatto che non sia necessario l’intervento del notaio per redigere i patti parasociali delle S.r.l., rendendoli così poco costosi da preparare ed utilizzare (attenzione, poi consiglio ugualmente di utilizzare un notaio per rendere il contratto con la forma di atto pubblico). Un esempio è per integrare lo statuto di una S.r.l. semplificata).

30) Sono stati considerati non rilevanti tutti quegli accordi tra i soci che non incidono sulla vita della società e non possono, quindi, influire sull’affidamento e sui diritti degli altri soci o dei terzi.

 

Quanto costa fare un patto parasociale?

E’ bene chiedere direttamente al notaio, si tratta di un contratto che non tutti i notai stilano.

 

C’è bisogno del notaio per costituire i patti parasociali?

Non ci sarebbe una previsione di legge che obblighi a stipulare i patti parasociali delle S.r.l. con atto pubblico (ossia con la presenza di un notaio) in quanto, di fatto, i patti parasociali sono dei contratti tra privati.

Ritengo, però, più adeguato stipulare il patto parasociale con la forma di atto pubblico, soprattutto nel momento in cui ci si deve presentare davanti ad un giudice per richiedere l’esecuzione delle sanzioni previste per quell’atto.

Questo perché, nel momento in cui devi chiedere l’esecuzione delle sanzioni previste nel contratto, di certo è più facile presentarsi davanti ad un giudice con un contratto stipulato sottoforma di atto pubblico ed evitare che qualcuno affermi che “non c’era”, “non è la sua firma”, “era incapace di intendere e di volere” e qualsiasi scusa possibile che possa mettere in dubbio la validità del contratto e creare problemi al giudice.

Magari l’obiettivo finale lo ottieni ugualmente, ma se non è atto pubblico potrebbe volerci più tempo.

 

I patti parasociali delle S.r.l. devono essere depositati in camera di commercio?

Attualmente non c’è l’obbligo di depositare telematicamente i patti parasociali della S.r.l. presso la Camera di Commercio.

Conviene, però, domandare direttamente alla propria Camera di Commercio competente.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni contenute in questa circolare sai tutto quello che devi conoscere per quello che riguarda il patto parasociale di una S.r.l. .

Conoscere questi elementi per te è importante perché ti permette di stipulare liberamente degli accordi parasociali con gli altri soci/non soci della S.r.l. ed essere sicuro di farli nel modo migliore senza che questi siano dichiarati nulli successivamente nel caso in cui tu debba andare in tribunale.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata sulla tua S.r.l. con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni, specificando nella e-mail di quali informazioni hai bisogno, ma sapendo che non ti faremo mai dei “preventivi per la tenuta della contabilità”.

Perché se vuoi collaborare con me (portando la contabilità della tua S.r.l. da me o per aprire una nuova S.r.l.) dovrai prima acquistare la consulenza di Efficacia Fiscale – http://bit.ly/2NceH5z -.

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Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore e-mail.

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Se vuoi informazioni fiscali gratuite ma “lente” puoi mettere un commendo in fondo a questo articolo (rispondo a tutti i commenti del blog una volta ogni uno/due settimane).

Se, invece, hai fretta di ottenere migliori informazioni fiscali per la S.r.l. in minor tempo (risparmiando tempo e quindi denaro), allora segui in successione questi due passaggi che ti consentono di interagire ad un livello più alto con me:

  1. Prima di tutto inserisci la tua migliore e-mail nel form qui sotto. Ciò ti permetterà di ricevere una e-mail con un link che ti consentirà di scaricare gratuitamente il manuale con oltre 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l. .

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