Come utilizzare il trattamento di fine mandato (TFM) della S.r.l. per tagliare il carico tributario dell’imprenditore

Ciao, ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un argomento molto importante per gli imprenditori che hanno avviato, o stanno pensando di avviare una S.r.l e si stanno documentando sugli strumenti per risparmiare imposte e contributi.

È vero, le S.r.l. hanno molti strumenti, consentiti dalla legge, per ridurre  imposte e contributi, ma è vero anche che questi devono essere applicati nella maniera opportuna.

Uno tra questi strumenti è il trattamento di fine mandato (meglio conosciuto con l’acronimo TFM).

Con questo articolo ti mostrerò perché il TFM è uno strumento di efficacia fiscale e come poterlo utilizzare nel modo corretto.

Ricorda che l’efficacia fiscale non consiste solo nel conoscere la norma, ma anche nel comprenderla per adattarla al meglio alla tua specifica situazione, cosa non sempre facile ma, non temere, da buon divulgatore fiscale (oltre che ricercatore) ricorrerò a degli esempi.

Apro una parentesi promozionale: ti sei già iscritto al blog di Efficacia Fiscale? Se ancora non l’hai fatto ti ricordo che gli utenti iscritti hanno accesso al materiale che metto gratuitamente a disposizione e riceveranno un avviso ogni volta in cui pubblico un articolo, posto un video o faccio una diretta sul mio canale YouTube Commercialista Calisti, organizzo un webinar o pubblico un Podcast.

Ed ora, sei pronto a scoprire come utilizzare il trattamento di fine mandato della S.r.l. per tagliare il carico fiscale della tua S.r.l.?

Bando alle ciance and let’s go…

 

Introduzione

L’obiettivo di questo articolo è quello di comprendere il perché il trattamento di fine mandato della S.r.l. (nel proseguo di questo articolo abbreviamo il trattamento di fine mandato come TFM) ti fa tagliare il carico fiscale dell’imprenditore.

A dirti il vero, questo articolo non è rivolto solo a comprendere il perché il trattamento di fine mandato ti fa tagliare il carico fiscale, ma a comprenderlo con il fine di massimizzare il suo utilizzo e tagliare il maggior numero di imposte e contributi (non preoccuparti, lo scoprirai nel proseguimento di questo articolo).

Questo non è tanto per un gioco di stile e per essere più informati, ma perché, se conosci come tagliare il carico fiscale con il TFM, sei consapevole di come utilizzarlo al meglio per ridurre la maggior parte di imposte e contributi.

Infatti, è sempre più diffusa la consapevolezza che con il TFM un imprenditore può ridurre il carico tributario, però, non si è altrettanto consapevoli del fatto che, se non lo utilizzi bene, tagli un carico fiscale basso (quando tu pensi di tagliarne di più), mentre, se lo utilizzi al meglio, riesci a tagliare il carico fiscale di un ulteriore 24%.

Non male risparmiare un ulteriore 24% semplicemente utilizzando il TFM al meglio con maggiore consapevolezza fiscale.

Se questa cosa non ti è ancora ben chiara non preoccuparti, ti basterà proseguire con la lettura e scoprirai tutto.

Prima di comprendere questo meccanismo occorre fare delle premesse iniziali per capire cosa si intende per carico fiscale e a quanto ammonta il carico fiscale.

In seguito, faremo anche un esempio numerico.

Per sicurezza, ricordo che il TFM è uno strumento che può utilizzare l’amministratore della S.r.l. e che è simile, ma non uguale, al trattamento di fine rapporto che hanno i dipendenti.

 

Cosa si intende per carico fiscale?

Quando noi imprenditori ci lamentiamo del carico fiscale elevato, oppure delle tasse elevate, oppure del fatto che gli F24 sono troppo alti, sappiamo che questo è dovuto a due principali elementi, le imposte ed i contributi.

Volendo dare una definizione di facile interpretazione, possiamo dire che le imposte sono “quelle cose” che si calcolano sul reddito e vanno allo Stato per far funzionare il Paese, mentre i contributi sono “quelle cose” che noi paghiamo per ricevere indietro una pensione.

Esaminiamo prima i contributi Inps che si pagano, poi le imposte che si pagano sul TFM.

Fatto questo, potrò dirti come utilizzare al meglio il TFM per ridurre le imposte ed i contributi.

Come succede per la maggior parte degli strumenti di risparmio fiscale, per capire come utilizzare uno strumento per ridurre il carico fiscale, occorre avere ben chiaro che quelle che noi chiamiamo “tasse”, in realtà sono le imposte ed i contributi.

 

Quali contributi Inps si pagano sul TFM?

Sul TFM si pagano i contributi Inps della gestione separata e sono gli stessi contributi Inps che si pagano sul compenso dell’amministratore della S.r.l. .

Il TFM è, per l’Inps, equiparato ad un compenso da amministratore e, quindi, è assoggettato alla stessa categoria di contributi.

In generale, ti posso dire che le principali aliquote di contributi Inps che potrebbe pagare l’amministratore sul suo compenso sono del 24% o del 35,03% del TFM erogato alla fine del rapporto.

Infatti, il TFM deve essere erogato solo alla fine del rapporto tra la S.r.l. e l’amministratore, 1/3 a carico dell’amministratore e 2/3 a carico della S.r.l. .

Oltre a questo, c’è un importante dato che voglio condividere con te: i contributi Inps non si pagano su tutto il reddito generato in un anno, ma si pagano solo fino ad un reddito massimo, definito massimale Inps, che ogni anno cambia.

Per esempio, per il 2023, il reddito massimale Inps sul quale si pagano i contributi Inps della gestione separata sono è di € 113.520.

Questo significa che, nel momento in cui tu interrompi il mandato come amministratore, in quell’anno, per l’importo del compenso da amministratore e del TFM che supera il valore soglia di € 113.520, non paghi i contributi Inps della gestione separata del 24% o del 35,03%.

Cosa che ti fa tagliare il carico fiscale in modo molto importante.

Questo è uno degli elementi che devi calibrare al meglio per utilizzare il TFM a tuo vantaggio come strumento per tagliare il carico fiscale grazie alla S.r.l. .

Di seguito, ti riporto la nota Inps del 15/03/2002 in cui si conferma che il TFM sia soggetto ai contributi Inps gestione separata.

 

INPS nota 15/03/2002

Assoggettamento a contribuzione previdenziale ex art. 2 comma 26, legge n. 335/1995 del trattamento di fine mandato di amministratore di società che cessa la carica.

[…]

In qualsiasi caso il t.f.m

. costituisce un reddito derivante da collaborazione coordinata e continuativa e come tale deve essere sottoposto alla contribuzione della gestione separata nel momento in cui è effettivamente corrisposto all’amministratore.

Relativamente all’ulteriore quesito con cui si chiede se sia da assoggettare a contribuzione:

– l’indennità al lordo o al netto della ritenuta fiscale del 20%;

– il rendimento finanziario derivante dalla polizza vita al pari della quota in conto capitale;

– il rendimento finanziario lordo o decurtato dell’imposta sostitutiva sui contratti finanziari,

si ritiene che tutte le somme e i valori percepiti per la cessazione della carica siano da sottoporre a contribuzione considerandoli al lordo di qualsivoglia ritenuta fiscale.

[…]

Questa nota dell’Inps afferma, essenzialmente, che l’Ente vuole i contributi Inps relativi alla gestione separata e che questi siano calcolati sull’intero importo erogato all’amministratore della società.

 

Quali imposte deve pagare il Trattamento di fine mandato della S.r.l.?

Dopo il pagamento dei contributi Inps, bisogna individuare le imposte da pagare.

Ho deciso di mettere le cose in questo ordine, non per puro caso, ma perché le imposte si pagano al netto dei contributi.

Mi spiego meglio.

Prima si pagano i contributi Inps, come hai visto in precedenza, solo dopo si pagano le imposte sul trattamento di fine mandato.

Sul compenso da amministratore si pagano le imposte Irpef ordinarie, mentre sul TFM si paga l’imposta sostitutiva.

L’imposta sostitutiva ha un calcolo particolare, che provo a spiegarti qui di seguito.

Ti anticipo che il calcolo può sembrare complesso, ma alla fine è più semplice di quello che appare.

Cercherò di renderti le informazioni più semplici possibile.

Quando ricevi il TFM, questo non va a finire nel tuo reddito complessivo.

Per comprendere come si calcola il TFM, con la tassazione separata, ti riporto due articoli del TUIR (acronimo di testo unico imposte sul reddito), che è la legge di riferimento per il calcolo delle imposte.

Prima di tutto partiamo con l’articolo 17 del Tuir, che indica quali tipologie di reddito sono soggette a tassazione separata:

Articolo 17 del Tuir – Tassazione separata.

1.      L’imposta si applica separatamente sui seguenti redditi:

[…]

c) indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2 dell’articolo 53 (N.D.R.: ora art. 50, comma 1, lett. c-bis), se il diritto all’indennità risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto nonché, in ogni caso, le somme e i valori comunque percepiti al netto delle spese legali sostenute, anche se a titolo risarcitorio o nel contesto di procedure esecutive, a seguito di provvedimenti dell’autorità giudiziaria o di transazioni relativi alla risoluzione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;

[…]

Questo articolo afferma, esclusivamente, che la tassazione separata (di cui vedremo il calcolo successivamente) si applica anche alle indennità che prende l’amministratore quando interrompe il mandato con la S.r.l. .

Adesso andiamo a vedere l’articolo 19 del Tuir, in cui si individua il calcolo di tassazione del trattamento di fine mandato utilizzando la tassazione separata.

Articolo 19 del Tuir – Indennità di fine rapporto.

1. Il trattamento di fine rapporto costituisce reddito per un importo che si determina riducendo il suo ammontare delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva. L’imposta è applicata con l’aliquota determinata con riferimento all’anno in cui è maturato il diritto alla percezione, corrispondente all’importo che risulta dividendo il suo ammontare, aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124 e al netto delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva, per il numero degli anni e frazione di anno preso a base di commisurazione, e moltiplicando il risultato per dodici. Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione, iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle spettanti.

1-bis. Se in uno o più degli anni indicati al comma 1 non vi è stato reddito imponibile, l’aliquota media si calcola con riferimento agli anni in cui vi è stato reddito imponibile; se non vi è stato reddito imponibile in alcuno di tali anni, si applica l’aliquota stabilita dall’articolo 12 per il primo scaglione di reddito.

[…]

2. Le altre indennità e somme indicate alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 17, anche se commisurate alla durata del rapporto di lavoro e anche se corrisposte da soggetti diversi dal datore di lavoro, sono imponibili per il loro ammontare complessivo, al netto dei contributi obbligatori dovuti per legge, con l’aliquota determinata agli effetti del comma 1. Tali indennità e somme, se corrisposte a titolo definitivo e in relazione ad un presupposto non connesso alla cessazione del rapporto di lavoro che ha generato il trattamento di fine rapporto, sono imponibili per il loro ammontare netto con l’aliquota determinata con i criteri di cui al comma 1.

Premetto che ho fatto dei tagli per permetterti di comprendere al meglio il significato dell’articolo che, comunque sia, non è di facile comprensione a chi non è esperto del settore.

Le parti più importanti sono sottolineate.

Essenzialmente questo punto afferma che:

  1. Le imposte sul TFM si calcolano dopo aver tolto i contributi Inps;
  2. La base imponibile sul TFM, che dovrebbe calcolare la S.r.l. al momento dell’interruzione del mandato con l’amministratore della società, è un po’ particolare, ma il succo del discorso è questo punto: gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione, iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute, ovvero rimborsando quelle spettanti.

Siccome l’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta del TFM come media della tassazione degli ultimi 5 anni, l’importante è che la S.r.l. prelevi questa somma di imposte nel momento in cui eroga il TFM all’amministratore della S.r.l. .

In questo modo l’ADE non dovrà richiedere maggiori somme, oppure rimborsare delle somme.

Questa cosa potrebbe sembrare complessa, ma è più semplice mostrandotelo.

Ti riporto le informazioni importanti qui, di seguito.

Successivamente, ti riporto un esempio numerico di calcolo di imposte sul TFM per, poi, farti comprendere come utilizzarlo al meglio a tuo vantaggio.

Ma, prima di proseguire, aggiungiamo un’altra piccola considerazione relativa alla ritenuta del 20% che bisogna applicare nel momento di erogazione del TFM della S.r.l. .

 

Ricordati che c’è la ritenuta del 20% quando ti viene erogato il TFM

Un altro aspetto da conoscere, quando hai a che fare con il TFM, è il fatto che viene prelevato il 20% a titolo di acconto d’imposta nel momento in cui viene erogato questo compenso.

Si tratta di un acconto, poi, verrà calcolato il saldo a credito, oppure a debito, dall’Agenzia delle Entrate.

Ho voluto riportarti anche questo aspetto, perché quando riceverai il TFM dalla tua S.r.l., nella busta paga dell’amministratore vedrai questa ritenuta e potresti chiedertene il motivo.

Così, adesso, non hai sorprese.

Ti riporto qui, di seguito, la circolare dell’Agenzia delle Entrate in cui si riporta questa ritenuta d’acconto del 20% sul TFM.

Circolare del 18/06/2001 n. 58 – Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

Risposte ai quesiti forniti in occasione della videoconferenza del 30 gennaio 2001 e del convegno del 23 febbraio 2001 in materia di IRPEF ed iva.

[…]

1.7    Trattamento di fine mandato

D. In merito alla tassazione del trattamento di fine mandato degli amministratori si chiede se, con il passaggio dei compensi degli amministratori nella sfera dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, le indennità di fine mandato dovranno essere assimilate alle altre indennità e somme spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro, di cui all’art. 16, comma 1), del TUIR e come tali tassate in relazione alle disposizioni di cui all’art. 17, comma 2, del TUIR e non, come in passato, secondo le disposizioni di cui all’art. 18, comma 1.

R. L’articolo 34, comma 2, della legge 342 del 2000 ha stabilito, tramite la modifica dell’articolo 24 del DPR n. 600 del 1973, che sulla parte imponibile delle indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui alla lettera c) dell’articolo 16 del TUIR, debba essere operata dal sostituto d’imposta una ritenuta a titolo d’acconto del 20 per cento.

La nuova norma non ha modificato le altre disposizioni contenute in particolare negli articoli 16 e 18 del TUIR. Pertanto, in base a quanto disposto dal comma 3 dell’articolo 16 per le indennità in esame gli uffici provvederanno alla determinazione dell’imposta definitivamente dovuta con le modalità stabilite dall’articolo 18 del TUIR ovvero facendo concorrere i redditi stessi alla formazione del reddito complessivo dell’anno in cui sono percepiti, se ciò risulta più favorevole al contribuente.

[…]

Essenzialmente, in questa circolare dell’Agenzia delle Entrate, si fa presente che sul compenso del TFM si applica una ritenuta del 20%.

 

Ricordati che ti viene calcolato il conguaglio dell’imposta sul TFM con un avviso con cui l’Agenzia delle Entrate ti calcola il saldo effettivo delle imposte da pagare (che diventa una cartella, se non paghiamo)

Anche se questo pezzo può sembrare ripetitivo, ho soluto riportarlo nuovamente, perché è un passaggio chiave del TFM che spesso non si conosce con precisione.

Nell’articolo del TUIR, visto in precedente, si evince che l’Agenzia delle Entrate dovrà calcolare le imposte effettive della tassazione separata con la media delle imposte pagate negli 5 ultimi.

Quindi, sempre nell’articolo, è indicato che l’Agenzia delle Entrate, con cartella, liquida l’importo che, nel caso, dovrà richiedere a debito direttamente al contribuente.

Oppure, nel caso fosse a credito, verranno restituiti gli importi pagati in eccesso.

 

Esempio di calcolo imposta separata del TFM della S.r.l.

Di seguito provo a riportarti i calcoli per determinare il TFM, passaggio per passaggio.

Esempio di calcolo.

Ipotizziamo che l’amministratore della S.r.l. interrompa il mandato nel 2023 e che, nei 5 anni precedenti, abbia, nella sua dichiarazione dei redditi personale, i seguenti dati di reddito, di imposte e che questo sia socio, ma non lavoratore nella società.

  • Anno 2022: reddito 25.000 imposte 5.950
  • Anno 2021: reddito 22.500 imposte 5.325
  • Anno 2020: reddito 20.000 imposte 4.700
  • Anno 2019: reddito 17.500 imposte 4.075
  • Anno 2018: reddito 15.000 imposte 3.450

Nota: le aliquote possono cambiare di anno in anno; per semplicità di calcolo considero le aliquote Irpef del 2023. Non consideriamo le addizionali comunali e regionali.

Inoltre, ipotizziamo che, nel mese di novembre 2023,  l’amministratore della S.r.l. riceva dalla società la liquidazione del trattamento di fine mandato pari a  € 100.000 lordi.

Da questo andiamo a sviluppare i seguenti calcoli:

1) Calcoliamo i contributi Inps gestione separata a carico della S.r.l. pari a 2/3 dell’aliquota del 35,03%, che è l’aliquota dell’amministratore socio ma non lavoratore nella S.r.l. .

Contributi Inps gestione separata carico S.r.l.: € 100.000 x (35,03% / 3 x 2) = 23.353,33

Questo dato non serve tanto per calcolare i tributi dell’amministratore, ma per comprendere il costo reale che ha la S.r.l. sul TFM lordo dell’amministratore della società.

2) Calcoliamo i contributi Inps gestione separata a carico dell’amministratore della S.r.l. pari a 1/3 dell’aliquota del 35,03%.

Contributi Inps gestione separata a carico dell’amministratore della S.r.l.: € 100.000 x (35,03% / 3 x 1) = 11.676,66.

3) Calcoliamo l’importo imponibile soggetto ad imposta sostitutiva del TFM dell’amministratore della S.r.l. .

Imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva del TFM, al netto dei contributi Inps gestione separata a carico dell’amministratore della S.r.l.: € 100.000 – € 11.676,66 = € 88.323,34.

Nota: sulla parte di reddito che eccede il minimale Inps, di € 113.520, non si pagano i contributi Inps della gestione separata, cosa che ti permette di ridurre il carico fiscale in modo molto importante.

4) Individuazione dell’imposta media calcolata negli ultimi 5 anni.

Consideriamo i seguenti redditi dei 5 anni precedenti:

  • Anno 2022: reddito 25.000 imposte 5.950
  • Anno 2021: reddito 22.500 imposte 5.325
  • Anno 2020: reddito 20.000 imposte 4.700
  • Anno 2019: reddito 17.500 imposte 4.075
  • Anno 2018: reddito 15.000 imposte 3.450

Ci sono più modi per calcolare l’imposta media degli ultimi 5 anni.

Per semplicità, io calcolo il totale delle imposte, il totale del reddito, sempre dei primi 5 anni per entrambi,  poi, calcolo la percentuale.

Totale imposte ultimi 5 anni: € 5.950 + € 5.325 + € 4.700 + € 4.075 + € 3.450 = € 23.500

Totale reddito ultimi 5 anni: € 25.000 + € 22.500 + € 20.000 + € 17.500 + € 15.000 = € 100.000

Quindi, andiamo a calcolare l’aliquota media degli ultimi 5 anni: € 23.500 / € 100.000 = 23,50%

Nota: tecnicamente il calcolo dell’imposta applicata sul TFM è diverso, ma il punto è che l’Agenzia delle Entrate deve ricalcolare l’imposta in questo modo: pertanto,  la S.r.l. può calcolare l’importa con questo calcolo, perché rispecchia quello che è applicato effettivamente dall’Agenzia delle Entrate nel momento in cui fa il ricalcolo.

Nota 2: se il TFM fosse stato tassato alle aliquote ordinarie, allora avrebbe pagato anche il 43% di Irpef più l’addizionale comunale e regionale  (possono arrivare anche al 2%).

La tassazione separata ti permette di tagliare le imposte a maggior ragione del quinquennio precedente se hai un reddito più basso rispetto all’aliquota ordinaria Irpef.

5) Calcolo delle imposte sul TFM dell’amministratore della S.r.l.

Il calcolo dell’imposta sul TFM è semplice;  basta moltiplicare la base imponibile per l’aliquota media degli ultimi 5 anni.

€ 88.323,34 x 23,50% = € 20.755,98

6) La S.r.l. deve erogare il TFM all’amministratore togliendo i contributi a carico dello stesso e l’imposta a tassazione separata.

€ 100.000 – € 11.676,66 – € 20.755,98 = € 67.567,36. Questo è il valore che riceverà “pulito” l’amministratore della S.r.l. .

Nota: il calcolo di individuazione dell’imposta da pagare sarebbe diverso, ma siccome è coerente con il ricalcolo che avrebbe fatto l’Agenzia delle Entrate, poi, non avresti nessun conguaglio a debito o credito.

Nota2: successivamente alla erogazione del TFM da parte della S.r.l. all’amministratore della società, l’Agenzia delle Entrate procede al ricalcolo dell’imposta sostitutiva. Siccome questa è calcolata al pari di quanto è previsto dalla norma fiscale, l’Agenzia delle Entrate non dovrà chiedere nessun importo a conguaglio all’amministratore.

 

Come utilizzare queste informazioni per utilizzare il TFM a vantaggio dell’imprenditore con una S.r.l.?

Adesso che hai queste informazioni, è importante comprendere come utilizzarle a tuo vantaggio.

Per fare questo, ho preparato degli appunti utili per comprendere come utilizzare il TFM al meglio per tagliare le imposte e contributi al massimo del possibile ed anche per utilizzare il TFM nel modo corretto, evitando errori che possano compromettere l’efficacia fiscale:

  1. Se il TFM, per importo annuale e per quantità di anni, è “basso”, inferiore al massimale Inps di € 113.520, allora il risparmio fiscale lo hai, ma è contenuto. Perché paghi, comunque, i contributi Inps pari a quello presente nel compenso dell’amministratore. In tutti i casi risparmi le imposte, perché con la tassazione separata paghi delle aliquote più basse rispetto a quelle ordinarie.
  2. Se il TFM, per importo annuale e per quantità di anni, è erogato insieme al compenso è considerato “alto”, ossia più superiore al reddito massimale Inps di € 113.520, allora il risparmio fiscale è molto elevato, perché oltre a ridurre le imposte grazie alla tassazione separata, l’imprenditore non paga neanche i contributi Inps del 24% o del 35,03%. Cosa che porta ad un notevole vantaggio per l’imprenditore.
  3. Dunque, consiglio di attivare il TFM nel momento che hai intenzione di utilizzarlo per almeno 3-4 anni (come minimo) e lo vuoi prendere al termine del rapporto. Sconsiglio di utilizzare il TFM nel momento in cui lo vuoi accantonare solo per un anno e prenderlo prima dell’interruzione del rapporto tra amministratore ed S.r.l. .
  4. Quando devi prendere il TFM ricordati di modulare, per quanto possibile, le imposte che hai sul reddito, in modo da abbassare l’aliquota della tassazione separata. Ad esempio, prendendo più utili dalla S.r.l. come distribuzione di utili, invece che come busta paga da amministratore. Questo in quanto gli utili che prelevi dalla S.r.l. con la distribuzione di utili normali, scontano una imposta del 26% fisso a titolo di imposta definitiva in modo che non fanno cumulo nella dichiarazione dei redditi, abbassando l’aliquota media degli ultimi 5 anni. Invece, con il compenso da amministratore finisce nel reddito della dichiarazione dei redditi e, quindi, se fosse elevato, farebbe pagare imposte più elevate andando a diminuire il vantaggio della tassazione separata.
  5. Ricordati che, per attribuire il TFM ed avere i relativi vantaggi, la quantificazione del TFM deve essere prevista dall’assemblea dei soci, con data certa, precedentemente al verbale di assemblea con cui si nomina la carica di amministratore. In sostanza, per avere i vantaggi fiscali del TFM devi attribuire il TFM con il verbale di assemblea dei soci e attribuirgli la data certa con la e-mail PEC.
  6. Un problema potrebbe nascere nel momento in cui vuoi attribuire il TFM all’atto di costituzione della S.r.l. perché, l’amministratore è nominato subito appena costituita la società e non c’è proprio modo di quantificare il TFM prima. Dunque, se ti nomini amministratore all’atto di nomina della S.r.l., ti consiglio di prevedere, nello Statuto, una previsione statutaria con la quale si prevede di quantificare il prima possibile il TFM nella successiva assemblea dei soci. Magari fiscalmente non sarà perfetta, ma per lo meno dimostra la buona intenzione di regolarizzare la posizione il prima possibile.
  7. Ricordati che il TFM deve essere attribuito ad un valore di mercato, per quanto sia un concetto soggettivo e che non sei obbligato a quantificarlo tanto quanto il trattamento di fine mandato dei dipendenti, perché queste sono cose completamente diverse.
  8. Se non paghi la gestione separata, perché il TFM è di un valore che supera il reddito massimale Inps di €113.520, anche la S.r.l. risparmia dei contributi Inps, perché evita di pagare i 2/3 della gestione separata Inps del 24% o del 35,03%.
  9. Ricordati che il TFM si prende alla fine del rapporto con la S.r.l. . Se tu lo volessi prendere in anticipo, non hai nulla che lo autorizza o lo vieta, ma rimane comunque un qualcosa che puoi prendere solo dopo che hai interrotto il mandato.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto in questa circolare, ora sai perché il trattamento di fine mandato, TFM, ti fa tagliare il carico fiscale e come utilizzarlo a tuo vantaggio.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

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Riceverai gratuitamente un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti per ridurre il carico fiscale dal 70,72% al 28% utilizzando la tua S.r.l. (sono più di 94).

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Se vuoi informazioni fiscali gratuite ma “lente” puoi mettere un commento in fondo a questo articolo (rispondo a tutti i commenti del blog una volta ogni uno/due settimane).

Se, invece, hai fretta di ottenere migliori informazioni fiscali per la S.r.l. in minor tempo (risparmiando tempo e, quindi, denaro), allora segui in successione questi 3 passaggi che ti consentono di interagire ad un livello più alto con me:

1) Prima di tutto inserisci la tua migliore e-mail nel form qui sotto. Ciò ti permetterà di scaricare gratuitamente il manuale con oltre 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l. .

Al termine della lettura del manuale che scaricherai, potrai richiedere una consulenza gratuita per comprendere se puoi accedere ad un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o la futura S.r.l.).

2) Come seconda cosa puoi accedere a una consulenza di Efficacia Fiscale GRATUITA di 15 minuti insieme a me cliccando su questo link:

Si tratta di una consulenza che dura massimo 15 minuti, in cui analizzeremo insieme la tua situazione e ti darò subito delle indicazioni pratiche su qual è la strada migliore per te e la tua attività, per tagliare il maggior numero di imposte e contributi grazie alla legge.

Sia chiaro, in 15 minuti non risolveremo tutte quante le questioni fiscali della tua S.r.l., ma sicuramente ne uscirai con le idee più chiare.

Voglio essere 100% trasparente.

Non ti nascondo che se vedrò che farà al caso tuo, ti proporrò anche delle offerte commerciali…ma lo farò solo se mi accorgerò che ne avrai bisogno e, poi, tu sarai liberissimo di scegliere.

In questo modo sarò certo che se tu dovessi pagare qualcosa a me (per una consulenza di Efficacia Fiscale o qualche infoprodotto), tu riceverai indietro più soldi in termini di risparmio fiscale rispetto a quelli che hai speso.

Così facendo, tu ci guadagni, sei felice e mi puoi fare una buona pubblicità.

3) Per terzo acquista il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.” che trovi cliccando su questo link

Prendere il libro da questo link ti permetterà di acquistare una consulenza con me ad un prezzo bonus (invece che € 797 + Iva, pagherai € 397 + Iva. Che corrisponde ad un risparmio del 50,18%).

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

Che cosa aspetti a contattarci?

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