Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana ti parlerò di un argomento molto importante per te, socio della S.r.l., che devi ricorrere, occasionalmente, all’aiuto di familiari per l’esercizio della propria attività economica.

Ti dico questo perché può capitare che gli imprenditori si facciano aiutare, occasionalmente o in modo continuativo, dai propri familiari e, quindi, ti ponga il problema di come dover regolarizzare le loro posizioni fiscali, in modo da evitare sanzioni dall’Ispettorato del lavoro come, ad esempio, le sanzioni per il lavoro in nero.

Appena avrai completato questa circolare conoscerai un ottimo strumento di risparmio fiscale, infatti, scoprirai in quali casi potrai far lavorare un tuo familiare senza bisogno di assumerlo, senza bisogno di farlo diventare un collaboratore di famiglia, evitando di pagare per lui i contributi Inps ed evitando le contestazioni per il lavoro in nero.

Questo è un ottimo strumento di risparmio fiscale perché, rispettando le condizioni che leggerai qui di seguito, di fatto puoi avere forza lavoro per te senza dover ricorrere al pagamento di contributi e senza dover aspettare la comunicazione del consulente del lavoro dell’assunzione del tuo familiare.

E, stai attento, questo strumento di risparmio fiscale non è utile solo per un motivo economico.

Infatti, non solo ti permetterà di risparmiare denaro, ma ti permetterà di risparmiare tempo prezioso perché potresti utilizzarlo, per esempio, nelle situazioni di emergenza, senza dover prima aspettare che il tuo commercialista faccia la comunicazione dell’assunzione del familiare.

Il vantaggio contributivo che hanno i familiari “occasionali” non è una cosa che affermo io, ma è delineato da due documenti emessi dal Ministero della Salute e delle Politiche Sociali che forniscono delle linee guida per gli ispettori in caso di verifica del lavoro del familiare nell’impresa del socio della S.r.l. .

Basta solo esserne consapevoli, cosa che non sempre è facile per noi imprenditori, perché non abbiamo tempo da perdere nel leggere la legge.

Quello di cui, noi imprenditori, abbiamo bisogno è di avere un commercialista che ci applica il maggior numero di strumenti di risparmio fiscale stabiliti dalla legge, cosa che, ovviamente, può avvenire solo se c’è una maggiore comunicazione tra il professionista e l’imprenditore.

Perché tutto questo?

Per due principali motivi: il primo è perché puoi risparmiare le imposte solo se conosci (e applichi nel numero e nella quantità giusta) gli strumenti di risparmio fiscale previsti dalla legge. Secondo è che puoi veramente risparmiare le imposte solo se applichi gli strumenti di risparmio fiscale nel rispetto della legge.

Cosa che puoi ottenere proseguendo con la lettura di questa circolare.

Al termine di questa circolare scoprirai in quali casi puoi far lavorare un tuo familiare nella tua S.r.l. senza doverlo assumere, senza aprire una posizione Inps come collaboratore, senza busta paga, senza pagare nessun tipo di contributi Inps, nel rispetto della legge.

Per fare questo ti mostrerò, e analizzerò, insieme a te i punti principali dei due documenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per mostrarti, “numeri alla mano”, che quello che affermo deriva totalmente dal volere del Ministero e, quindi, commentarlo insieme a te per comprendere come contestualizzarlo nella tua S.r.l., evitando di applicarlo, in modo errato e rischiando di incorrere in sanzioni.

Ma prima di iniziare devo dirti una cosa che sicuramente non ti piacerà.

È un po’ come una medicina, può non piacere ma, poi, ti farà stare bene.

Oppure è come fare attività fisica, nell’immediato ti farà sudare ma, poi, sul lungo periodo ti farà avere più muscoli o più fiato per la corsa.

Ti ho detto questo perché, è vero che in Italia il carico fiscale è molto alto, ma è anche vero che, questo, è un problema solo se abbiamo utili alti e liquidità in abbondanza.

Se hai utili bassi, devi pagare imposte basse, quindi, non è che risolverai i tuoi problemi aziendali tagliando quel poco di imposte che potresti risparmiare. Inoltre, se avessi veramente utili bassi, avresti problemi più gravi, ossia quello di trovare il modo di avere margini di utile più alti sui prodotti che vendi.

Se avessi poca liquidità, avresti problemi a pagare i fornitori ed i collaboratori nel mese e non  puoi risolvere di certo questo problema focalizzandoti completamente sul diminuire il carico fiscale.

Solo nel caso in cui hai utili  elevati e, di conseguenza, imposte alte ha senso spostare il focus sul come diminuire le imposte. Individuando il modo e il  momento migliore per intervenire..

Solo nel caso in cui tu abbia liquidità in abbondanza per pagare regolarmente collaboratori e fornitori  in modo da non avere pendenze riferibili a mesi precedenti, hai tempo per riflettere  ed individuare quali strumenti di risparmio fiscale utilizzare, nella tua S.r.l., per diminuire il carico fiscale.

Solo utilizzando al massimo gli strumenti di efficacia fiscale puoi veramente pensare di ridurre i tributi dal 72% fino al 28%.

Fatto questo, è utile diminuire le imposte perché, questo, ti permette di avere più soldi facendo le stesse cose.

In un certo senso, tagliare le imposte con gli strumenti di efficacia fiscale, ti permette di svolgere il business come lo hai sempre fatto, ma ottenere indietro dalla tua azienda più soldi rispetto a prima perché hai, appunto, tagliato le imposte e, quindi, hai più soldi per te e per la tua azienda.

I soldi risparmiati ti permetteranno di ottenere benefici a cascata migliorando ogni aspetto della tua vita, personale e professionale.

Infatti, tagliando le imposte, avrai sicuramente più soldi di prima, ne avrai di più rispetto al fatto di non tagliarle, questo è matematico.

Il fatto di avere più soldi ti permetterà di garantirti più vizi, cosa che non fa mai male.

Oltre a questo c’è un altro vantaggio, il fatto di avere più soldi, ti permetterà di avere più tempo per te stesso. Tempo che puoi spendere per riposarti, per la cura del tuo corpo o, anche, per stare in forma fisica.

Tutto questo si trasformerà in una migliore salute.

Avendo più soldi, e più tempo, riuscirai a dedicare maggiore attenzione ai tuoi familiari.

Riuscirai a dare una maggiore protezione a tua moglie e garantirle una vita agiata, cosa che ti permetterà di tenertela vicina evitando che il tuo rapporto con lei possa essere minato dal primo che gli fa credere di avere più soldi.

Ai figli garantirai una istruzione migliore ed una assistenza sanitaria di qualità, cosa che ti permetterà di garantire loro un futuro migliore ed evitare che in futuro ti puntino il dito contro colpevolizzandoti come la persona che gli ha rovinato la vita.

I soldi non vanno sprecati, qualunque imprenditore deve avere in testa un meccanismo per accumulare soldi a tutti i costi.

Ma, è anche vero che, avere più soldi ti permette di vivere al meglio e mostrare, finalmente, uno status sociale migliore. In fondo in fondo è anche normale concedersi qualche sfizio dopo che hai sudato per anni e fatto crescere la tua azienda.

Avere più soldi e più tempo ti permetterà di godere maggiormente la vita, avere tempo per pensare, per uscire per svagarti e fare tutte quelle cose che hai dovuto rimandare nel corso della vita.

Oltre a tutto questo, a mio parere, c’è la cosa più importante di tutte. Appena avrai una S.r.l. che ti genera utili e liquidità in abbondanza, con la consapevolezza di aver ridotto al minimo i tributi, sarai certo di aver creato la miglior versione della tua azienda sul mercato, probabilmente anche molto meglio di quello che hanno fatto i tuoi concorrenti.

Tutto questo facendoti comprendere di aver costruito una S.r.l. migliore di quella dei concorrenti, e soprattutto sana e che ti sta producendo utili in modo costante. Alla faccia di tutti i concorrenti, familiari o amici che hanno condannato le scelte imprenditoriali che hai preso prima ancora di aspettare i tuoi risultati.

Se vuoi ottenere tutto questo, basta applicare il maggior numero di strumenti di efficacia fiscale nella tua S.r.l. subito dopo aver verificato di avere utili e liquidità in abbondanza.

Qui, di seguito, analizziamo due comunicati del Ministero della Salute e delle Politiche Sociali per comprendere come e quando puoi utilizzare familiari nella tua S.r.l. senza pagare contributi Inps.

Ma, per comprendere il contenuto di questo nuovo strumento di risparmio fiscale bisogna fare insieme diversi passaggi mentali.

Quindi, bando alle ciance e let’s go…

 

Cos’è un collaboratore di famiglia occasionale?

Un collaboratore di famiglia “occasionale” è, semplicemente, un familiare del socio della S.r.l. che lavora, poche ore e pochi giorni all’anno, nella società del socio.

Il vantaggio contributivo risiede nel fatto che, se il familiare lavora in modo occasionale nella S.r.l., lo può fare senza che il socio rischi la sanzione per il lavoro in nero e senza che il socio paghi i contributi Inps per il familiare.

In un certo senso, il socio può far lavorare i propri familiari nella S.r.l. senza pagare i contributi e nel rispetto della legge ma, attenzione, ci sono dei parametri che devi rispettare e che vedrai proseguendo con la lettura.

Contrapposto al familiare che lavora occasionalmente nella S.r.l. abbiamo il familiare che lavora continuativamente nella S.r.l. e il rapporto con esso può essere gestito assumendolo come dipendente, quindi, utilizzando una busta paga, oppure farlo lavorare come collaboratore di famiglia e, quindi, il socio della S.r.l. pagherà i contributi fissi Inps.

Adesso potrebbe venirti in mente la seguente domanda: secondo quale parametro il lavoro del familiare è considerato occasionale o meno?

Per rispondere a questa informazione, ci vengono in aiuto due circolari del Ministero della Salute e delle Politiche Sociali che definiscono i parametri utili.

 

Quali sono i due comunicati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che definiscono quando un familiare può essere considerato un lavoratore “occasionale”?

Il Ministero della Salute e delle Politiche Sociali nel 2013 ha emanato due importanti circolari che forniscono delle linee guida per i nostri ispettori del lavoro o per i funzionari dell’Inps per comprendere quando il familiare collaboratore è considerato un “occasionale” e, per questo motivo, non è soggetto al pagamento dei contributi Inps con la possibilità, appunto, di lavorare occasionalmente nella S.r.l. del socio.

In queste circolari ci sono dei parametri che forniscono delle informazioni in merito ai paletti che deve avere il collaboratore di famiglia per essere considerato occasionale.

Circ. n. 10478 del 10.06.2013: fornisce parametri utili per definire il familiare occasionale ai fini dei contributi Inps;

Circ. n. 14184 del 05.08.2013: fornisce parametri utili per definire il familiare occasionale ai fini Inail.

Esaminiamo i punti principali di queste due circolari del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 10478 del 10.06.2013: parametri utili per comprendere se il familiare è occasionale e, quindi, evita di pagare i contributi Inps

Qui di seguito esamino i passaggi principali della circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali della circolare n. 10478 del 10.06.2013.

Per ogni passaggio riporterò la sintesi con i dati principali da ricordare.

Prima di tutto è importante comprendere gli obiettivi di questa circolare del ministero, cosa che possiamo trovare in questo preciso punto.

 

Punto 1: Prendendo le mosse dal summenzionato quadro normativo, obiettivo della presente circolare risulta quello di fornire indicazioni di carattere tecnico sul mero piano della metodologia ispettiva anche mediante l’utilizzo di presunzioni operative; ciò al fine di orientare le valutazioni in merito alle collaborazioni familiari di tipo occasionale escluse dagli obblighi previdenziali, assicurando in tal modo un’uniforme applicazione delle soluzioni da adottare in sede di accertamento ispettivo.

Questo brano afferma che la circolare è stata predisposta per gli ispettori, al fine di dar loro una metodologia da applicare in caso di controlli su un familiare che lavora occasionalmente nella S.r.l. del socio lavoratore.

 

Punto 2: In via prioritaria, appare opportuno ricondurre nell’ambito delle collaborazioni occasionali affectionis causa, escluse dall’obbligo di iscrizione presso l’Ente previdenziale, le prestazioni rese da pensionati, i quali verosimilmente non possono garantire al familiare che sia titolare o socio dell’impresa un impegno con carattere di continuità.

[…]

Alla luce di tali osservazioni, il personale ispettivo considererà le prestazioni rese dai pensionati, parenti o affini dell’imprenditore, quali collaboratori occasionali di tipo gratuito, tali dunque da non richiedere né l’iscrizione nella Gestione assicurativa di competenza, né da ricondurre alla fattispecie della subordinazione.

Sintesi: se ti avvali di familiari con la pensione, si presume i genitori, zii, o nonni, loro non dovrebbero pagare i contributi Inps fissi ma, comunque, poter lavorare nella tua S.r.l. (in tutti i casi ti consiglio di rispettare l’occasionalità del lavoro).

 

Punto 3: Analoga conclusione può adottarsi nell’ipotesi di prestazioni svolte dal familiare impiegato full time presso altro datore di lavoro, considerato il residuale e limitato tempo a disposizione per poter espletare altre attività o compiti con carattere di prevalenza e continuità presso l’azienda del familiare.

Sintesi: se ti avvali del lavoro di familiari che hanno una busta paga a tempo pieno, allora, non devi pagare i contributi Inps perché il familiare si ritiene impiegato in modo occasionale nella S.r.l. del socio lavoratore.

 

Punto 4: Nei suddetti casi, dunque, la collaborazione del familiare si considera “presuntivamente” di natura occasionale e pertanto il personale ispettivo, solo ove non ritenga di accedere a tale impostazione per presenza di precisi indici sintomatici di una “prestazione lavorativa” in senso stretto, dovrà comunque dimostrarne la sussistenza mediante la puntuale e idonea documentazione probatoria di carattere oggettivo e incontrovertibile.

Sintesi: spetta al funzionario controllore dimostrare che il familiare, pensionato o con il contratto di lavoro a tempo pieno, in realtà svolge un’attività continuativa. Inoltre precisa che, il funzionario controllore, deve dimostrare la sussistenza mediante puntuale e idonea documentazione probatoria di carattere oggettivo e incontrovertibile.

 

Punto 5: La prima delle due disposizioni (si riferisce all’art. 21 comma 6 ter del D.L. n.269/2003 convertito in Legge n. 326/2003) stabilisce che “gli imprenditori artigiani iscritti nei relativi albi provinciali possono avvalersi, in deroga alla normativa previdenziale vigente di collaborazioni occasionali di parenti entro il terzo grado, aventi anche il titolo di studente per un periodo complessivo nel corso dell’anno non superiore a novanta giorni”. La norma prosegue, inoltre, evidenziando che le collaborazioni debbano avere “carattere di aiuto, a titolo di obbligazione morale”, ovvero senza corresponsione alcuna di compensi ed essere resi nel caso di temporanea impossibilità dell’imprenditore artigiano all’espletamento della propria attività lavorativa.

In sintesi si afferma che, i parenti che possono essere considerati dei familiari lavoratori, sono quelli fino al terzo grado, che l’imprenditore può utilizzare i familiari occasionali anche se questi sono studenti (oltre che i pensionati e lavoratori a tempo pieno), che il periodo massimo è di 90 giorni all’anno, che il lavoro familiare occasionale deve essere prestato senza corresponsione di compenso per avere esenzione dei contributi Inps, che le prestazioni del familiare dovrebbero essere rese, nella temporanea impossibilità dell’imprenditore artigiano, all’espletamento della propria attività.

Cosa che, come vedremo dopo, è un concetto esteso anche ai commercianti.

 

 

Punto 6: Per quanto concerne il settore del commercio, pur non rinvenendosi un’espressa disposizione sulle collaborazioni occasionali dei familiari svolte a titolo gratuito, si può comunque richiamare l’art. 29, L. n. 169/1975, come modificato dalla L. n. 662/1996, ai sensi del quale l’obbligo di iscrizione alla gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, di cui alla L. n. 613/1966, sussiste solo per i titolari o gestori in proprio di imprese che, a prescindere dal numero di dipendenti, siano organizzate o dirette prevalentemente con il lavoro proprio e dei componendi della famiglia, compresi i parenti e gli affini entro il terzo grado, ovvero i familiari, coadiuvanti preposti al punto vendita, che partecipino personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.

Qui si afferma che di fatto anche nel settore del commercio, tanto quanto nel settore dell’artigianato e dell’agricoltura, i familiari devono pagare i contributi Inps, come collaboratore di famiglia del socio lavoratore o con busta paga, solo nel caso in cui il lavoro venga svolto in modo NON occasionale, ossia con abitualità e prevalenza.

 

Punto 7: Al di fuori delle fattispecie sopra declinate (familiare pensionato o lavoratore full time), al fine di fornire una linea guida che orienti il giudizio sulla non abitualità della prestazione, appare opportuno individuare un parametro di natura quantitativa di tipo convenzionale da poter utilizzare in linea generale al fine di uniformare l’attività di vigilanza in ordine all’accertamento delle collaborazioni familiari in questione.

[…]

In tal senso, nei diversi contesti settoriali, appare opportuno legare la nozione di occasionalità al limite quantitativo dei 90 giorni, intesi come frazionabili in ore, ossia 720 ore nel corso dell’anno solare.

Nel caso di superamento dei 90 giorni, il limite quantitativo si considera comunque rispettato anche laddove l’attività resa dal familiare si svolga soltanto per qualche ora al giorno, fermo restando il tetto massimo delle 720 ore annue.

Questo punto direi che è, forse, il più importante in assoluto, in quanto il Ministero ha affermato che la normativa del familiare occasionale non si applica solo a chi è in pensione, a chi ha il lavoro a tempo pieno oppure ad uno studente, ma si applica a chiunque lavori nell’impresa di famiglia, gratuitamente, per un periodo inferiore a 90 giorni all’anno entro un massimo di 720 ore all’anno (ossia un lavoro di 8 ore al giorno per 90 giorni).

Inoltre, la circolare del Ministero, afferma che il lavoro del familiare può essere considerato occasionale e, quindi, senza il pagamento dei contributi Inps, anche se il familiare supera i 90 giorni all’anno, soltanto per qualche ora al giorno, sempre rimanendo dentro alle 720 ore annuali.

 

Punto 8: Trattandosi di parametro esclusivamente orientativo non si ritiene necessario, ai fini del rispetto dello stesso, che l’attività del collaboratore venga svolta in sostituzione del titolare dell’azienda. L’art. 21, infatti, fa semplicemente riferimento all’ipotesi di temporanea impossibilità dell’imprenditore di espletare la propria attività lavorativa ed appare dunque la possibilità di riscontrare la genuina occasionalità della prestazione del collaboratore a prescindere dalla contestuale presenza del titolare nei locali dell’azienda ove impegnato in altre attività.

Questo punto afferma che il lavoro del familiare può essere considerato occasionale anche nel caso in cui ci sia il lavoro operativo del socio lavoratore. Quindi confermando la regolarità.

Ma, soprattutto il prossimo punto è una vera chicca per gli imprenditori.

 

Punto 9: Sotto il profilo propriamente istruttorio, in virtù dei criteri generali di ripartizione dell’onere della prova, il mancato rispetto del parametro quantitativo dovrà evidentemente essere dimostrato dal personale ispettivo mediante la rigorosa acquisizione di elementi di natura documentale o testimoniale, in assenza dei quali non potrà ritenersi provato il superamento del limite dei 90 giorni ovvero delle 720 ore annue.

Questo significa che sono gli ispettori che devono dimostrare il superamento dei 90 giorni o delle 720 ore annue del familiare lavoratore e, che devono farlo, mediante prova documentale o testimonianze (da parte di qualsiasi soggetto come, ad esempio, i dipendenti o gli altri familiari).

Fino adesso abbiamo analizzato quello che il Ministero ha previsto in merito ai contributi Inps, ma quando si parla di collaboratori di azienda c’è ci sono anche i contributi Inail da dover gestire.

Cosa che scoprirai proseguendo con la lettura di questa circolare.

 

Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 14184 del 05.08.2013: parametri utili per comprendere se il familiare è occasionale e, quindi, evita di pagare i contributi Inail

Tutte le volte che abbiamo a che fare con i dipendenti, o soci lavoratori, c’è sempre di mezzo sia la gestione dei contributi Inps sia i contributi Inail, che sono i contributi relativi agli infortuni.

Detto in modo semplice, se hai un infortunio sul lavoro, l’Inail ti risarcisce.

Analizziamo, dunque, questa circolare che fornisce delle indicazioni molto importanti per sapere come regolarizzare la posizione Inail tutte le volte che hai un familiare che lavora occasionalmente nella tua S.r.l. .

 

Punto 1: Al fine tuttavia di fornire, anche in tal caso, un parametro di carattere oggettivo si ritiene possibile, in via orientativa e d’intesa con l’Inail, considerare accidentale (ossia occasionale) una prestazione resa una/due volte nell’arco dello stesso mese a condizione che nell’anno le prestazioni complessivamente effettuate non siano superiori a 10 giornate lavorative.

Questo brano afferma che, ai fini dei contributi Inail, il familiare è considerato occasionale se non supera le 10 giornate lavorative nell’arco dell’anno.

Attenzione, questo non vuole dire che se fa 11 giornate allora devi aprire sia una posizione Inps che Inail per il familiare lavoratore.

Significa che devi aprirla solo ai fini Inail con la conseguenza che bisogna pagare i contributi Inail per gli infortuni tutte le volte che il familiare occasionale supera le 10 giornate all’anno.

Solo nel caso in cui superi anche i parametri stabiliti dall’Inps, ossia 90 giorni all’anno o 720 ore all’anno,  sei obbligato anche a pagare i contributi fissi Inps come collaboratore di famiglia.

 

 Come utilizzare queste due circolari in modo utile?

Da queste due circolari del ministero possiamo ottenere informazioni molto importanti per comprendere quando i funzionari controllori possono accertare che il familiare lavoratore NON sia occasionale e, quindi,  soggetto ai contributi Inps e contributi Inail.

In poche parole, i parametri per stabilire quando un familiare è occasionale sono diversi in funzione dell’Istituto Inps e Inail:

– Per l’Inps il familiare lavoratore è soggetto ai contributi Inps se supera i 90 giorni di lavoro all’anno o 720 ore complessive;

– Per l’Inail il familiare lavoratore è soggetto ai contributi Inail se lavora più di 10 giorni all’anno.

Grazie a queste informazioni, anche se i funzionari controllori dovessero accertare una cosa diversa da quanto stabilito, hai modo di contrastare le decisioni basandoti su ciò che è stato stabilito dal Ministero e che i funzionari devono applicare.

 

Check list di sintesi della circolare

Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce.

I calcoli precisi, di quante imposte e contributi puoi risparmiare tutte le volte che utilizzi uno specifico strumento di risparmio fiscale della S.r.l., li puoi fare solo analizzando nel dettaglio la contabilità della tua azienda.

Ma non basta, serve anche la collaborazione del tuo commercialista, perché devi valutare anche i tuoi obiettivi personali, oltre che gli utili e la liquidità a disposizione della tua S.r.l. .

Ma, in tutti i casi, per comprendere già adesso come utilizzare al meglio le informazioni contenute in questa circolare, condivido questa semplice check list, così da consentirti di poter andare dal tuo consulente per calcolare quanto puoi risparmiare già ora:

  1. Un familiare del socio della S.r.l. può lavorare all’interno della società in modo continuativo o in modo “occasionale”;
  2. Se il familiare lavora in modo continuativo, la S.r.l. deve pagare i contributi Inps utilizzando una busta paga oppure pagando i contributi Inps fissi tanti quanti ne sono previsti per i soci lavoratori. Se lavora in modo “occasionale” il familiare del socio della S.r.l. non deve pagare i contributi Inps né Inail;
  3. Prima del 2013 non c’erano dei parametri oggettivi che consentissero agli ispettori, esempio i funzionari Inps o gli Ispettori del lavoro, di verificare in quali casi la prestazione lavorativa di un familiare si potesse considerare occasionale;
  4. Nel 2013 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha emanato 2 circolari in cui definiva dei parametri che gli ispettori dovevano seguire per comprendere se un familiare poteva rientrare nel lavoro “occasionale” nella S.r.l. del socio lavoratore evitando di pagare i contributi Inps;
  5. La prima circolare, la circolare del Ministero n. 10478 del 10.06.2013 definisce dei parametri per comprendere se un familiare può essere considerato un lavoratore occasionale. Oltre al fatto che il familiare deve dare una prestazione gratuita, i parametri per considerare un familiare occasionale sono di farlo lavorare fino a 90 giorni all’anno, o comunque fino ad un massimo di 720 ore all’anno. Inoltre afferma che è il funzionario che deve avere la prova documentale del contrario;
  6. La seconda circolare, la circolare del Ministero n. 14184 del 05.08.2013 definisce i parametri utili per comprendere se il familiare è occasionale e quindi se può evitare di pagare i contributi Inail. Se il familiare fa più di 10 giorni di lavoro, allora bisogna aprire una posizione Inail al familiare e pagare i relativi contributi.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci come utilizzare un familiare nella tua S.r.l. senza dover pagare i contributi Inps e Inail.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. .

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

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