Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana ti parlerò di un argomento molto importante per te, che hai una S.r.l. ed hai utili o fatturati alti, e stai cercando di diminuire il più possibile le imposte ed i contributi.

Ti dico questo perché, se hai utili alti si presume che il tuo fatturato sia alto e, quindi, questo è sintomatico di specifici comportamenti che stai applicando nella tua S.r.l. e che possono consentirti di utilizzare strumenti di risparmio fiscale per diminuire le imposte ed i contributi.

Ti fornirò un elenco di strategie fiscali, facilmente applicabili alla tua S.r.l, con le quali potrai ottenere due risultati:

– diminuire imposte e contributi;

– difenderti in modo efficacie in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate o Inps.

Appena avrai finito di leggere questa circolare, saprai tutto quello che puoi fare, nel rispetto della legge, per diminuire al massimo i tributi utilizzando una S.r.l. nel caso tu abbia dimensioni importanti con utili o fatturato elevati.

Esistono diversi strumenti di risparmio fiscale adattabili alla tua S.r.l in base al suo livello di crescita.

Te lo mostro con un esempio:

a) se la tua azienda dovesse avere un fatturato di euro 10.000, salvo che ci siano altre scelte strategiche di lungo periodo e sia un business molto rischioso, non ti consiglierei di aprire una S.r.l. .

Ti consiglierei, piuttosto, di utilizzare il regime fiscale del forfettario (cosa diversa dal rimborso forfettario) perché ti permetterebbe di avere meno rigidità negli adempimenti fiscali e, quindi, pagare meno il tuo commercialista.

Anche perché, per esempio, con un fatturato di euro 10.000 hai poco su cui fare pianificazione fiscale, sai che devi pagare i contributi commercianti fissi e paghi la tua aliquota fiscale fissa senza possibilità di scaricarti i costi.

Punto e basta. Non c’è spazio per la pianificazione fiscale. Già il fatturato è molto basso, non hai un problema fiscale, hai un problema nel capire come aumentare le vendite ed il margine di vendita;

b) al contrario, se la tua azienda avesse un fatturato di 2 milioni di euro, direi che la situazione cambierebbe radicalmente. Avresti problemi fiscali differenti. Per esempio:

– pagheresti tanti contributi Inps commercianti, quindi, devi trovare un modo per diminuire il carico contributivo, se non eliminarlo;

– il carico fiscale potrebbe raggiungere anche il 43% (perché incassati come persona fisica), perciò dovresti adottare delle strategie per diminuirlo magari fino al 28% (perché incassati e trattenuti gli utili nella S.r.l.) o addirittura fino all’1,5% (perché incassati nella S.r.l. holding invece che pagare il 26% di imposta della distribuzione degli utili delle persone fisiche);

Quando ti trovi nella condizione di avere un fatturato e utili alti, sicuramente hai maggiori strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare, ma sono tutte cose che vanno applicate e coordinate all’interno della tua S.r.l. .

L’esempio appena visto è molto collegato a quello che spesso ripeto nelle mie circolari e che sono una componente importante per poter risolvere il problema delle imposte.

Nel senso che, è vero che le imposte, in Italia, sono alte e che, in certe situazioni, il carico fiscale può anche essere superiore del 70% ma, è anche vero che, per avere un problema fiscale, prima devi avere una S.r.l. che ti genera utili alti e con una liquidità abbondante.

Se hai utili bassi, non puoi migliorare la tua azienda diminuendo le imposte da pagare, ma la puoi migliorare se incrementi i margini di guadagno e gli utili.

Se hai bassa liquidità non hai problemi di ridurre le imposte, ma hai problemi più gravi di come poter pagare i fornitori ed i dipendenti il mese successivo.

Il problema del carico fiscale eccessivo si pone solo in caso di utili elevati per cui, solo in questo caso, dovresti preoccupartene.

Forse, per ora, non ti è tutto chiaro ma, sicuramente, avrai capito che, in termini di risparmio fiscale, una S.r.l offre margini di manovra molto più consistenti rispetto ad un regime forfettario, soprattutto se i tuoi utili sono abbondanti.

Siccome ci sono più strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare quando hai un fatturato alto, ho preferito racchiuderti i principali strumenti di risparmio fiscale in una check list che puoi esaminare tutte le volte in cui l’utile della S.r.l. aumenta.

Ti dico questo perché puoi tagliare tutte le imposte che vuoi, ma lo puoi fare solo se conosci gli strumenti di risparmio fiscale, e se lo fai nel rispetto della legge.

In caso contrario, rischi di applicare determinati strumenti di risparmio fiscale credendo di tagliare le imposte per, poi, non dormire sonni tranquilli per paura di ricevere un accertamento fiscale e dover restituire allo Stato le imposte evase, con l’aggiunta di sanzioni e interessi.

Grazie a questa circolare potrai avere una check list degli strumenti previsti dalla legge per tagliare le imposte ed i contributi utilizzando la S.r.l., cosa che ti farà guadagnare più soldi.

Avrai più soldi facendo le stesse cose di prima perché riduci le imposte.

Soldi che ti permetteranno di migliorare a cascata tutti gli altri aspetti della tua vita.

Avere più soldi ti permette di accedere alle cure migliori, anche quelle collegate solo all’aspetto estetico. Ma ti permetterà, anche, di avere più tempo per te, avere più tempo per rilassarti e, quindi, avere una maggiore salute mentale (cosa che porterà un vantaggio anche alla tua attività imprenditoriale).

Inutile dire che, con più soldi e più tempo a disposizione, potrai curare maggiormente il rapporto con i tuoi figli, evitando che questi ti considerino come la causa del loro mancato sviluppo, più tempo con tua moglie, così eviti che lei se ne vada con il primo riccone con la scusa che non gli hai dedicato tempo.

Ma c’è anche da considerare il fatto di poter stare con i propri genitori, maggiormente se sono anziani e dovranno affrontare gli ultimi anni della loro vita.

Ricordati, loro ti hanno accudito e permesso di diventare quello che sei diventato. Ora è tempo di dedicare a loro tutte le cure e le attenzioni di cui hanno veramente bisogno.

Avere un bilancio migliore, e avere più soldi, farà capire anche ad altri che il tuo status sociale è notevolmente migliorato rispetto a prima ed è migliore di quello di molte altre persone.

In fondo in fondo, tutte le persone ricche sono ricche anche perché sanno ottimizzare al meglio il carico fiscale riducendolo al minimo possibile utilizzando gli strumenti riservati dalla legge. Altrimenti non sarebbero, appunto, ricchi.

Avere più tempo ti permette di goderti di più gli svaghi che ti mette a disposizione la vita e, soprattutto, avere soldi e tempo, ti farà capire che hai raggiunto il grado di maturità imprenditoriale che altri non hanno raggiunto, e mai raggiungeranno, perché ancorati ad una finta mentalità di sicurezza da dipendente.

Avere la certezza di aver svolto al meglio tutto quello che era in tuo potere fare ti permetterà di stare sereno, sicuro di aver fatto il tuo ottimo lavoro da imprenditore che si è  costruito da solo.

Per ottenere tutto questo basta continuare con la lettura della circolare, per scoprire la check list degli strumenti di risparmio fiscale a tua disposizione per ridurre le imposte tutte le volte che hai un utile e un fatturato elevato.

Ma adesso bando alla ciance e let’s go…

 

Quanto deve essere alto l’utile o il fatturato della S.r.l.?

Premetto che, gli strumenti che apprenderai qui di seguito, si adattano, principalmente, a chi ha un utile alto ma che, alcuni di essi, si possono adattare a chi ha un fatturato alto.

Questo perché, se hai un fatturato alto ed hai una perdita fiscale è un problema ma, avere il fatturato alto presuppone che hai, in azienda, degli elementi e condizioni che possono servirti per utilizzare specifici strumenti di risparmio fiscale che sono difficilmente utilizzabili da chi ha un fatturato basso.

In realtà molti strumenti di risparmio si possono utilizzare con qualsiasi livello di fatturato ma, ai fini fiscali, individueremo due parametri che possono aiutarti a capire in quali casi otterrai i migliori risultati:

– Un utile lordo (al lordo delle imposte) di euro dai 75.000/100.000: l’aliquota Irpef personale per la quota del reddito da euro 75.000 in avanti è sempre pari al 43% (a cui devi aggiungere le addizionali regionali e comunali). Potrai portarla al 28% se conservi gli utili nella S.r.l, oppure può scendere al 29,5% se li vuoi incassare in una S.r.l. holding e quindi girare in altri progetti imprenditoriali. Inoltre, c’è anche da dire che, sui redditi superiori ad euro 100.000 circa, non paghi più i contributi Inps commercianti (sempre stando attento a non pagarne il doppio anche sul compenso dell’amministratore). Questo ti permette di evitare di pagare il 24% dei contributi Inps commercianti per gli utili superiori ad euro 100.000;

– Fatturato della S.r.l. a partire da euro 100.000/200.000. Un fatturato di euro 100.000/200.000 si può ottenere, di solito, con la presenza di collaboratori e dipendenti, cosa che ti permette di utilizzare determinati strumenti di risparmio fiscale. Se hai dipendenti che fanno tutto il lavoro operativo per te, puoi eliminare la tua posizione Inps commercianti, cosa che ti permette di evitare il 24% dei contributi Inps su tutti gli utili generati dalla S.r.l. . Nello stesso modo, se ha un fatturato elevato probabilmente hai necessità di accantonare soldi nella tua S.r.l. oppure di reinvestire parte degli utili in altri progetti, in questo caso ti conviene utilizzare una seconda S.r.l. come “holding” e tagliare le imposte, invece che prelevare gli utili come persona fisica e poi investirli in altre S.r.l. .

Tutti strumenti che NON puoi utilizzare se hai un utile contenuto o, ancora peggio, un fatturato molto basso.

Se tu avessi utili o fatturato elevati, molto probabilmente potresti utilizzare in abbondanza questi strumenti di risparmio fiscale come vedrai qui di seguito.

 

Check list degli strumenti di risparmio fiscale previsti dalla legge per ridurre il carico fiscale in caso di utile o un fatturato elevato

Questa è una check list degli strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare quando hai un utile o fatturato alto.

Non sei obbligato ad utilizzarli tutti, ma più ne usi e più hai possibilità di tagliare le imposte ed i contributi.

Insieme al tuo commercialista potrai adattare l’applicazione di questi strumenti fiscali alla tua specifica S.r.l. .

Ma, prima di proseguire, è meglio precisare che alcuni strumenti di risparmio fiscale riguardano la riduzione dell’imposta, mentre altri riguardano la riduzione dei contributi. Entrambi questi due elementi, vanno a formare il carico fiscale complessivo.

Con questa check list sei sicuro di poter affrontare un incontro con il tuo consulente nel miglior modo possibile.

 29 strumenti di risparmio fiscale

Più la S.r.l. ha un numero elevato di dipendenti, più è difendibile l’ipotesi di assunzione del socio lavoratore con una busta paga da dipendente

Se la tua S.r.l. tende ad avere un fatturato elevato, questo significa che hai bisogno di più dipendenti per svolgere la tua attività.

Il vantaggio di valutare l’opportunità di avere un socio che lavora a tempo pieno con una busta paga risiede nel fatto che, i contributi Inps presenti nella busta paga sono di euro 8.000 circa, mentre i contributi massimi che può pagare un socio lavoratore con i contributi Inps commercianti sono all’anno di euro 25.000.

Come puoi notare i contributi pagati dal socio lavoratore dipendente sono molto più bassi rispetto a quelli del socio lavoratore senza busta paga. Cosa che l’Inps cerca di contestare.

Avere più dipendenti, ti permette di poter assumere un socio con la busta paga ed avere più strumenti di difesa contro una eventuale contestazione da parte dell’Inps dovuta al mancato riconoscimento di questo strumento.

Di certo, avere un fatturato basso e pochi dipendenti, aumenta la possibilità che l’Inps contesti l’assunzione di un socio come dipendente.

 

Se l’azienda ha altri dipendenti, è più facile dimostrare che il familiare sia veramente un dipendente e che non si debbano pagare i contributi Inps del coadiuvante

Il familiare di un socio della S.r.l. potrebbe lavorare nella società sia come “collaboratore di famiglia”, pagando i contributi fissi Inps di circa 3.900 euro annui, oppure assumerlo con una busta paga e pagare i contributi presenti sulla busta paga.

Il vantaggio di assumere un familiare con una busta paga risiede nel fatto che, se lavora poche ore, la busta paga è per poche ore e, quindi, i contributi Inps da pagare sarebbero minori rispetto ai contributi fissi Inps. Inoltre, il familiare che lavora nella S.r.l. del socio con una busta paga, avrebbe ulteriori benefici, come ad esempio gli assegni di famiglia, il bonus Renzi, malattie pagate dall’Inps.

Questa seconda soluzione è lecita ma è anche potenzialmente contestata dall’Inps.

Ecco, nel caso in cui il tuo fatturato fosse elevato e magari avessi più dipendente, l’Inps avrebbe meno interesse e meno possibilità di contestarti il fatto che hai assunto un familiare con una busta paga, anche per poche ore.

 

I contributi fissi Inps commercianti hanno un massimale annuo di euro 78.965 (se hai versato dei contributi prima del 1996) o di euro 103.055 (se hai versato i contributi dopo il 1996), questo significa che sulla parte superiore NON paghi i contributi Inps. Per questo motivo sulla parte superiore degli utili eviti di pagare il 24% di nuovi contributi Inps

Questo è uno dei concetti che, a mio parere, è veramente poco discusso su internet.

Ossia i contributi Inps del socio lavoratore non si pagano su tutto l’utile di competenza della S.r.l. del socio, ma si pagano “solo” sul reddito massimale di circa 78.000, se hai versato dei contributi prima del 1996, oppure fino ad un reddito massimale di euro 100.000 circa, se non hai versato nessun contributo prima del 1996.

Questo significa che, è vero che per qualche fascia di reddito, si paga anche il 72% di imposte ma, è anche vero che, per una soglia di reddito superiore ad euro 100.000, paghi “solo” le imposte sul reddito del 43% circa, evitando di pagare il 24% dei contributi Inps.

 

I contributi sul compenso dell’amministratore, denominati della gestione separata, hanno un massimale di euro 103.055,00. Questo significa che, sulla parte eccedente, non si pagano contributi. Sui redditi alti paghi “solo” le imposte Irpef dell’amministratore ma eviti di pagare il 24% o il 34% di contributi Inps sulla busta paga

Come avrai già intuito da solo, per i compensi alti sulla busta paga dell’amministratore, superiori al massimale di circa 103.000 euro, esso pagherà sempre l’Irpef del 43%, ma eviterà di pagare il 34% o il 24% dei contributi Inps.

 

Ricordati che il massimale Inps dei contributi fissi è una cosa, e il massimale Inps della gestione separata è un altro. Quindi, se non gestisci questa cosa, rischi di pagare due forme di contributi diversi mentre ne potresti pagare solo uno

Considerando i due punti precedenti, se sei un socio lavoratore ed hai anche un compenso da amministratore con utili alti, rischi di pagare i contributi Inps sia sul massimale dei contributi da socio lavoratore, sia sul massimale del compenso da amministratore.

Ma, se riuscissi a concentrare tutto in una unica gestione, pagheresti di meno.

Ti faccio un esempio semplificato per comprendere il meccanismo.

Ricordati che è un esempio con molte semplificazioni, perché la cosa più importante, qui, è comprendere il meccanismo.

Esempio: Considera di prendere euro 100.000 come compenso da amministratore e di avere euro 100.000 come utile della S.r.l. da attribuire al socio lavoratore.

In questo caso il socio paga l’Inps del 24% sul compenso dell’amministratore, ossia euro 24.000, ma paga anche il 24% sugli utili a lui assegnati come socio lavoratore, ossia euro 24.000. In totale i contributi Inps, commercianti e della gestione separata presenti nel compenso dell’amministratore, sono di euro 48.000.

In alternativa, il socio potrebbe decidere di cancellarsi dalla gestione commercianti Inps, prendere tutto quanto euro 200.000 come compenso da amministratore.

In questo caso pagherebbe il 34% sul massimale di euro 100.000, pari ad euro 34.000 di contributi Inps.

Questo, in quanto tutte le somme prese rientrano nel compenso da amministratore e, il compenso da amministratore, ha un massimale di euro 100.000, quindi, sul compenso da euro 100.000 ad euro 200.000 non si pagano i contributi Inps.

 

Rimborsi chilometrici: all’aumentare del fatturato molto probabilmente aumenteranno anche le trasferte che dovrai effettuare per conto della tua S.r.l.

Tutte le volte che, il socio lavoratore o l’amministratore, utilizzano l’auto personale per fare delle trasferte di lavoro fuori dal comune abituale, che in genere coincide con il comune in cui ha sede la società, hanno diritto a riceve, dalla società, un rimborso che varia in base alla tipologia di auto che viene utilizzata ed ai chilometri percorsi.

Questi rimborsi si chiamano “rimborsi chilometrici”.

Il vantaggio che ha questa tipologia di rimborsi risiede nel fatto che, tutti gli importi ricevuti in questo modo, sono esenti imposte ed esenti contributi Inps.

L’importo del rimborso chilometrico non comprende solamente il costo della benzina, ma tiene conto di molti altri fattori tra cui l’usura del veicolo, per questo l’importo del rimborso sarà sicuramente più alto rispetto a quanto hai speso. Questi importi vengono stabiliti in base a delle tabelle redatte dall’ACI.

Questo strumento si rivela molto utile in tutti quei casi in cui devi effettuare molte trasferte e, se il tuo fatturato aumenta, vuol dire che, molto probabilmente, aumenteranno anche le trasferte.

 

Rimborsi forfettari, euro 46,48 sulla busta paga dell’amministratore per ogni trasferta effettuata

Ogniqualvolta, il socio dipendente o l’amministratore, fanno una trasferta fuori dal comune dove c’è la sede della società, questo ha diritto ad un importo forfettario di euro 46,48 se non si fa rimborsare in modo analitico le spese di vitto e alloggio.

Il vantaggio del rimborso forfettario è che, questo importo, è esente imposte e contributi Inps.

Quando sei una S.r.l. con un fatturato o un utile importante è probabile che il tuo compito non sia tanto quello di lavorare fermo nella tua azienda, ma piuttosto, quello di amministrarla e controllarla.

Cosa che, spesso, comporta un incremento di trasferimenti, sia per controllare i dipendenti sia per cercare e fortificare i rapporti con i clienti o fornitori, attuali o potenziali.

Senza, poi, considerare che, spesso, le trasferte sono effettuate per valutare e scoprire nuovi mercati.

Tutte le volte che hai un fatturato elevato, devi valutare di aver inserito adeguatamente tutti i rimborsi forfettari, oltre che i rimborsi chilometrici.

 

Utilizza i rimborsi chilometrici, forfettari ed analitici anche per i dipendenti: è comunque un modo per dare loro dei soldi in più senza pagare imposte e contributi (ovviamente con trasferta vera)

Quello che hai appena letto sui rimborsi forfettari e chilometrici per il socio/amministratore della S.r.l. ad alto fatturato e utile vale anche per i dipendenti.

Contestualizzandolo un po’ meglio, se hai un fatturato alto, probabilmente hai dei dipendenti che devi pagare.

Sai che, se loro devono fare delle trasferte, hanno diritto a ricevere questi rimborsi chilometrici e forfettari esenti imposte e contributi, che possono essere utilizzati per dare loro un maggior compenso senza alzare il costo del personale.

 

Know how: almeno per il marchio “nome storico”, in fondo in fondo, se hai una S.r.l. che ha utili alti in genere, è già da anni che l’hai costituita e, sicuramente, si distingue dai concorrenti con dei simboli distintivi o un software interno

Se hai un utile alto e un fatturato importante c’è maggiore probabilità che questo sia ottenuto da attività immateriali e, non solo, dal lavoro che fai nella S.r.l. .

O, per lo meno che, il valore della tua S.r.l. possa derivare da attività maggiormente immateriali come, ad esempio, un tuo marchio storico, oppure un particolare software aziendale interno oppure un software che utilizzi per gestire i clienti o le richieste dei clienti.

Il vantaggio del know how risiede nel fatto che, il legittimo creatore può concedere in affitto lo sfruttamento economico alla S.r.l., e, quindi, ricevere un “canone di affitto” mensile sul quale non paga i contributi Inps del 24%, non paga l’Irap del 4% e l’Irpef è ridotta del 25%.

Come puoi notare il vantaggio fiscale è molto importante sui compensi ricevuti come know how, solo che potrebbe essere maggiormente contestato come strumento di risparmio fiscale.

Ma, se hai un fatturato e utili alti, hai maggiore probabilità di dimostrare un uso corretto dello stesso e che non lo usi solo come strumento per prendere utili tagliando le imposte.

 

Utilizza una S.r.l. holding per risparmiare le imposte. ATTENZIONE: con la S.r.l. holding paghi solo l’1,5% di imposte, ma non sono i tuoi soldi personali. Sono soldi di proprietà della società che puoi reinvestire in altri progetti imprenditoriali

Se tu prelievi gli utili dalla S.r.l. come persona fisica paghi una imposta del 26%.

Se la quota della S.r.l., NON fosse intestata alla persona fisica ma, ad un’altra S.r.l., denominata “S.r.l. holding”, questa, sugli utili prodotti, pagherebbe una imposta di circa l’1,5%.

Questa seconda opzione è utile per te nel momento in cui, i soldi che ottieni, li vuoi reinvestire nella S.r.l. holding per fare nuovi investimenti, tra cui investimenti nella costituzione in altre aziende che vuoi fare con un’altra S.r.l. separatamente dalla S.r.l. operativa.

Questi investimenti sono maggiormente consentiti nel momento in cui hai utili alti, fatturato alto e, comunque, nel momento in cui preferisci accantonare soldi in una seconda S.r.l. per fare investimenti separati dalla prima S.r.l. operativa.

 

Utilizza una S.r.l. holding per limitare l’impatto dei contributi Inps commercianti

Se tu ti trovassi ad essere un socio unico che lavora all’interno della propria S.r.l. con un utile di euro 100.000, tu dovresti pagare di competenza euro 24.000 di contributi Inps, ossia almeno il 24%.

Se la quota del socio unico la intestassi ad una S.r.l. Holding, che a sua volta è controllata al 100% da te persona fisica, tu dovresti pagare euro 4.000 di contributi Inps perché sei socio unico della S.r.l. holding, ma NON pagheresti i contributi della S.r.l. “figlia” di euro 24.000.

Ovviamente con 2 S.r.l. hai un costo della contabilità maggiore ma, è anche vero che, eviti di pagare circa 20.000 di contributi Inps (24.000 dei contributi pagati con una S.r.l. invece che 4.000 euro pagati con 2 S.r.l. di cui una controlla le partecipazioni sociali dell’altra).

 

Utilizza la S.r.l. holding per intestare le quote delle ULTERIORI S.r.l. in cui sei socio per evitare un aggravio di Inps eccedente il minimale

In base alle istruzioni ministeriali dell’Inps, la base imponibile sulla quale dovranno essere calcolati i contributi, è costituita dagli utili a te attribuiti provenienti da tutte le S.r.l di cui sei socio.

Se, invece, le quote delle altre S.r.l fossero intestate ad un’altra S.r.l Holding, e non a te come persona fisica, allora, l’INPS, non potrebbe richiederti i contributi sugli utili provenienti da queste.

 

Valuta di utilizzare una società semplice come holding invece che una S.r.l.

Ricordati che, in alternativa alla S.r.l. holding, potresti utilizzare una società semplice da utilizzare come holding che controlla le altre quote delle altre S.r.l. .

In questo caso potresti evitare l’iscrizione di qualsiasi posizione Inps commercianti risparmiando, quindi, eventuali contributi da pagare. Cosa che ti consente di tagliare il 24% di Inps su tutti gli utili delle tue S.r.l. .

Inoltre i terzi non possono espropriare le quote della società semplice se nell’atto costitutivo è specificato che le quote NON sono liberamente trasferibili.

 

Per la quota di utili alti meglio prenderli come distribuzione di utili invece che come compenso da amministratore perché eviti i potenziali contributi Inps e l’aliquota Irpef più alta (sempre stando dentro i massimali Inps)

Gli utili della S.r.l. li puoi prendere con 2 principali metodi: con la distribuzione di utili oppure con il compenso da amministratore (considerando che il socio non sia lavoratore in quanto hai dipendenti nella S.r.l. che fanno il lavoro operativo).

Con la distribuzione di utili prima devi pagare il 28% di Ires + Irap e sulla differenza il 26% di imposta. In definitiva il carico fiscale complessivo è pari al 46,72% (28% + 78% x 26%). Senza copertura Inps.

Con il prelievo del compenso da amministratore, ipotizzando un reddito alto, pagheresti prima il 34% di contributi Inps e sulla differenza l’aliquota minima del 43% (senza considerare le addizionali regionali e comunali). In definita, il carico fiscale e complessivo è pari al 62,38 (34% + 66% x 43%).

Ma, anche ipotizzando l’aliquota fiscale Irpef minima del 23% per i redditi inferiori ad euro 15.000 (senza considerare le addizionali regionali e comunali), pagheresti prima il 34% di contributi e poi il 23% di Irpef sulla differenza. Questo significa che, il carico fiscale complessivo, è pari al 49,18% (34% + 66% x 23%).

Questo significa che, per gli utili elevati fino al massimale Inps, meglio prenderli come distribuzione utili invece che come compenso da amministratore.

 

Utilizza la Pex per vendere le quote delle varie S.r.l. che possiedi e pagare le imposte sull’1,5% in capo alla S.r.l. holding, invece che il 26% in capo alla persona fisica

Questo è un vantaggio nel caso in cui hai le quote di una S.r.l. “figlia” che sono intestate ad un’altra S.r.l. “holding”.

In sintesi ti posso descrivere questo schema:

– Se vendi una quota di S.r.l. intestata ad una persona fisica allora paghi il 26% sul maggior valore guadagnato ed hai i soldi nel tuo conto corrente personale;

– Se vendi una quota di S.r.l. “figlia” intestata ad un’altra S.r.l. “holding”, allora paghi circa l’1,5% di imposte sul maggior valore ed i soldi li hai nel conto corrente della S.r.l. holding (questo nel rispetto di specifiche condizioni).

Nel momento in cui hai un fatturato elevato è normale avere un atteggiamento mentale che ti spinge ad utilizzare i maggiori guadagni per fare nuovi investimenti in altre aziende ed S.r.l. .

Perciò, potrebbe convenire avere delle S.r.l. che sono controllate da una S.r.l. holding e, quindi, in caso di cessione delle quote delle S.r.l. figlie, la S.r.l. holding paga l’1,5% di imposte invece che al 26% di imposte se la quota fosse intestata alla persona fisica.

 

 

Puoi sostituire i dipendenti venditori con partite Iva con il regime del porta a porta? Loro pagano meno imposte, quindi tu puoi risparmiare sui costi

Il regime del venditore porta a porta è un regime fiscale che possono utilizzare le partite Iva che, di fatto, vendono con un meccanismo simile al “network marketing”.

Cosa che prevede un pagamento d’imposta ridotta rispetto alla partita Iva normale, quindi tu puoi valutare questo regime nella tua S.r.l. per ottimizzare i costi.

 

Puoi sostituire i dipendenti di back office con partite iva forfettarie? Loro pagano meno imposte, quindi tu puoi risparmiare sui costi

Il regime del forfettario è un regime fiscale riservato alle partite Iva individuali con il quale si paga un’aliquota fiscale e contributiva ridotta, nel rispetto di determinate condizioni.

Valuta  quindi, nella tua S.r.l. di poter avere collaboratori con il regime del forfettario in modo da ridurre il costo e aumentare l’utile della tua azienda.

 

Se hai dei dipendenti stai utilizzando tutti i bonus fiscali? Bonus Renzi, detrazioni per figli a carico, per familiari a carico, erogazioni liberali, buono pasto, detrazione per lavoro da dipendente, assegno di famiglia, malattie, eventuale cassa integrazione.

Il vantaggio che avrebbe un socio lavoratore con busta paga, rispetto ad un socio che lavora pagando i contributi Inps, risiede nel fatto che con una busta paga ci possono essere tanti altri vantaggi, bonus fiscali e bonus contributivi, come ad esempio:

  1. il bonus Renzi
  2. detrazione per i figli a carico;
  3. detrazione per la moglie a carico;
  4. detrazione per il lavoro da dipendente;
  5. buoni pasto;
  6. malattia pagata dall’Inps:
  7. assegni di famiglia;
  8. cassa integrazione;
  9. eventuale opzione per la disoccupazione.

Tutto questo permette di far percepire un maggior compenso al dipendente (o al socio lavoratore con busta paga).

Questo si può ottenere solo con una busta paga.

Nello stesso modo sono dei bonus che possono avere i dipendenti.

Sono elementi che dovrai valutare ma, più hai utili alti, fatturato alto e maggiormente hai possibilità di dimostrare la dipendenza del socio dall’organo amministrativo.

 

Conferimento d’azienda per costituire una nuova S.r.l. con pagamento della imposta sostitutiva per “affrancare” i valodi contabili a quelli fiscali. Questo ti permette di pagare meno imposte in capo alla nuova S.r.l. appena costituita

Con il conferimento d’azienda tu crei una nuova S.r.l. senza venderla ma ricevendo in cambio una quota di partecipazione.

Il vantaggio fiscale di questa operazione è che, tu puoi pagare una imposta sostitutiva del 12% e perciò scaricare, nel corso del tempo, il 28% minimo di imposte, cosa che ti comporta un vantaggio fiscale pari al 16%.

Questo strumento lo puoi utilizzare in più casi per diminuire le imposte e costituire una nuova S.r.l. .

Per esempio se hai bisogno di “scorporare” una S.r.l. in due distinte S.r.l., oppure, se hai bisogno di creare una S.r.l. holding e una S.r.l. figlia, hai modo di scorporarle utilizzando il conferimento.

 

Inizia a pensare ad una uscita imprenditoriale quando vuoi vendere le tue quote della S.r.l. per andare in pensione: utilizza la rivalutazione del valore delle quote della S.r.l. e successiva rivendita

Quando hai una S.r.l., che ha utili alti o fatturato elevato, potresti avere un problema di uscita del business e cercare un metodo per pagare meno imposte possibili.

Per poter “vendere” la tua S.r.l. potresti vendere le quote ad un’altra persona.

In questo caso, sul maggior valore ricevuto, ossia dalla differenza tra quanto hai incassato ed il valore storico della partecipazione, dovrai pagare il 26% di imposte.

Ove sia previsto dalla legge, ricordati di rivalutare il valore delle tue quote nelle S.r.l. .

Questo ti permetterà di pagare meno imposte quando cederai le quote delle S.r.l. quando vorrai disinvestire oppure vorrai andare in pensione.

Per esempio, pagando una percentuale dell’11% prima, risparmi il 15% dopo (26% di imposte sulla plusvalenza della cessione della quote della S.r.l. meno 11% dell’imposta di rivalutazione della stessa). Questo significa che ogni euro 100.000 di plusvalore sulla vendita della tua quota risparmi 15.000 euro di imposte.

 

Esternalizzare le attività all’estero portando il reddito nei paesi dove la fiscalità è migliore

Anche se quello che stai per leggere è troppo semplicistico, ogni qualvolta confronti il carico fiscale e contributivo italiano con quello di altri paesi, è normale che ti possa sembrare più conveniente andare all’estero.

Nel momento in cui hai un fatturato ed utili elevati, potresti benissimo valutare di andare completamente all’estero o di esternalizzare parti della tua attività in modo da pagare meno imposte.

L’importante è farlo correttamente nel rispetto della legge. Cosa che non è impossibile se guidati dal proprio consulente.

 

Valuta di cancellare la tua posizione dall’Inps commercianti perché l’attività operativa è svolta dai dipendenti. Se hai un fatturato elevato, molto probabilmente tu svolgi, veramente, solo l’attività da amministratore

Ricordati che, se hai utili elevati, probabilmente hai dipendenti che fanno il lavoro operativo al posto tuo.

Questo ti permette di richiedere la cancellazione della posizione Inps commercianti ed evitare di pagare il 24% di contributi sugli utili generati dalla S.r.l. .

Ad esempio, se tu sei iscritto alla gestione commercianti Inps perché fai un lavoro operativo e la tua S.r.l. ha un utile lordo delle imposte di euro 100.000, in questo caso tu devi pagare contributi Inps per euro 24.000 circa.

Se, invece, sei un socio che ha delegato tutto il lavoro operativo ai dipendenti e svolge solo il lavoro amministrativo, siccome sei cancellato dall’Inps commercianti eviti di pagare il 24% di contributi Inps sugli utili della società.

Questo significa che, anche se la S.r.l. avesse generato un utile lordo di euro 100.000, allora non pagheresti 24.000 euro di contributi.

Cosa che comporta un importante risparmio fiscale, ma ricorda di bilanciare il tutto con il seguente punto…

 

In tutti i casi ricordati che, per i compensi da amministratore superiori ad euro 37.000, paghi meno contributi se hai una doppia contribuzione (ossia paghi i contributi Inps commercianti del socio lavoratore e la gestione separata sul compenso dell’amministratore)

Nel momento in cui ricevi un compenso da amministratore e NON sei iscritto alla gestione commercianti Inps questo significa che paghi circa il 34% di contributi Inps sul compenso da amministratore.

Nel momento in cui ricevi un compenso da amministratore, e sei iscritto alla gestione commercianti Inps, questo significa che paghi circa il 24% di contributi Inps sul compenso da amministratore.

Questo comporta che, tutte le volte in cui il compenso dell’amministratore, al lordo della base imponibile Inps, sia superiore ad euro 37.000 circa, ti conviene pagare una doppia contribuzione Inps invece che pagare una singola contribuzione Inps.

 

Trattamento di fine mandato: se hai utili alti potresti avere un compenso alto da amministratore, quindi, attiva un TFM da attribuire all’amministratore (fallo nel momento in cui gli affidi la carica da amministratore)

I dipendenti hanno il trattamento di fine rapporto ed è obbligatorio, imposto dalla legge.

Gli amministratori possono avere il trattamento di fine mandato, che non è uguale ma, è simile, al trattamento di fine rapporto.

Il trattamento di fine mandato consente all’amministratore di prendere dei compensi quando si interromperà il rapporto con la società pagando delle imposte minori rispetto al fatto di ricevere il compenso tutto dichiarato in un’unica posizione fiscale.

 

Valuta gli anni di pensione che hai maturato, se è possibile arriva alla pensione con almeno i contributi minimi per accedere alla pensione minima

Se l’imprenditore ha già versato i contributi Inps per diversi anni, consiglio di valutare anche la posizione contributiva per comprendere se conviene pagare i contributi per arrivare alla pensione minima oppure se ha già i requisiti per avere una buona pensione elevata.

Ricordandoti sempre che i contributi Inps hanno questi gradi di importanza: Inps dipendenti, Inps commercianti, Inps gestione separata, non dimenticare che, in tutti i casi, ci sarà sempre un minimo di anni di contributi da gestire.

Se hai solo il compenso da amministratore ti consiglio di arrivare ad avere almeno un compenso Inps che arriva al minimale della gestione separata per arrivare a maturare un anno intero di versamenti. Se versassi meno dell’importo minimale avresti accreditato meno di un anno in percentuale del minor compenso.

Quindi, se vuoi avere un anno di contributi versati con il compenso da amministratore, devi avere almeno un compenso Inps che arriva al minimale (che è diverso rispetto alla base imponibile Irpef).

Nello stesso modo, avere un compenso da amministratore di molto superiore al minimale, fino anche al massimale di euro 100.000 circa, non ti garantisce un adeguato incremento della pensione.

Questo comporta che, l’importo annuo del compenso necessario a massimizzare l’efficacia contributiva, si aggira intorno ad euro 16.000. Versando di meno si rischia di non avere riconosciuto un intero anno di contributi ma solo una percentuale. Versare di più non ti garantisce di avere una pensione sufficientemente alta a coprire quanto hai pagato in più.

Se sei prossimo all’età pensionabile, e non hai contributi versati, dovresti valutare se ti conviene iniziare a versarli.

 

Se hai generato delle perdite negli anni passati ricordati che queste sono dei bonus fiscali per gli esercizi futuri, oppure che sono dei bonus fiscali per le altre società del gruppo (in caso di bilancio consolidato)

Le perdite che hai generato negli anni passati, sono dei bonus fiscali negli anni successi perché diminuiscono le imposte da pagare in futuro.

Questa è una cosa “automatica”, che fa direttamente il tuo commercialista, ma ricordati che, nei grandi gruppi societari, ove tu avessi più società, il fatto di generare perdite corrisponde ad un bonus per i redditi futuri di quella società, oppure per l’intero gruppo in caso di bilancio consolidato.

 

La migliore struttura societaria per proteggere il patrimonio personale dell’imprenditore potrebbe essere una soluzione come questa: S.r.l. operativa, che è controllata da una S.r.l. holding, che a sua volta è controllata da una società semplice

Solo nel caso in cui tu avessi interesse a generare una struttura complessa perché hai forti utili e volessi proteggere veramente il patrimonio, potresti valutare di avere più S.r.l. operative, che sono controllate da una S.r.l. holding, che a sua volta è controllata da una società semplice.

Ti spiego per quale motivo.

Perché, in questo modo, gli utili delle S.r.l. operative pagano una imposta dell’1,5% dentro la S.r.l. holding e, siccome la S.r.l. holding è controllata da una società semplice, i terzi non possono pignorare le quote dei soci proprio perché è una società semplice.

Quindi, anche se hai debiti nei confronti di qualcuno, non possono prenderti le quote della società di persone che, di fatto, con la società semplice ti permettono di controllare tutta la struttura delle altre società.

 

Chi è pensionato paga i contributi ridotti al 50%

In tutti i casi ricordati che, chi è già un pensionato, non paga i contributi fissi Inps.

 

Ricordati che, nel passaggio generazionale, per esempio dei beni ai tuoi figli, ci sono delle forti agevolazioni fiscali nelle imposte di successione o donazione

Ricordati che, nel caso di passaggio generazionale tra i familiari, le imposte sono ridotte, sia come imposte di successione che come imposte di donazione mentre, in caso di cessione, dovresti versare imposte più alte.

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci i principali strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare maggiormente quando hai un utile o un fatturato alto.

Attenzione, questo non vuole dire che NON puoi utilizzarli anche se hai una S.r.l. nei primi mesi di vita, ma significa che, se hai utili o fatturato alti, hai maggiore probabilità di utilizzare questi strumenti e, comunque, di utilizzarli con minore probabilità di vederli contestati dall’Agenzia delle Entrate o dall’Inps.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. .

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

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Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l. .

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

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