Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un amministratore di una S.r.l. e che stai facendo anche un lavoro operativo.

Ti dico questo perché, dal mese di settembre 2019, l’Inps ha emanato un provvedimento che riconosce, a determinate condizioni, che anche all’amministratore gli sia concesso di essere assunto come lavoratore dipendente invece che ricevere una busta paga solo come compenso amministratore.

Il fatto che si possa erogare una parte del compenso dell’amministratore come busta paga, invece che solo compenso amministratore, ha vantaggi fiscali e contributivi importanti, in quanto è possibile accedere a bonus fiscali e contributivi differenti.

Ma attenzione, l’Inps ha stabilito dei parametri precisi per individuare i casi in cui l’amministratore può essere considerato come lavoratore dipendente e, quindi, ottenere una busta paga.

Dopo la lettura di questa circolare saprai quando puoi assumere un amministratore con la busta paga da dipendente e, soprattutto, quali sono i vantaggi, fiscali e contributivi, di questa applicazione.

Su internet puoi trovare tante persone che descrivono come funziona la legge, ma non ha tanto senso se non si trova il modo di applicare questa legge a tuo vantaggio mostrandoti i benefici che tu puoi avere.

Conoscere la legge è importante, perché noi possiamo risparmiare le imposte ed i contribuiti solo se applichiamo gli strumenti di risparmio fiscale nel rispetto della legge.

Ma conoscere la legge e non sapere come applicarla nella tua S.r.l. è inutile.  Per questo motivo ho scritto questa circolare.

Voglio mostrarti quando puoi applicare la busta paga all’ amministratore della tua S.r.l., ma voglio anche mostrarti i vantaggi, fiscali e contributivi, che puoi avere.

In questo modo sai in quali casi puoi utilizzare questo strumento non solo legalmente, ma soprattutto quando questo ti crea un reale vantaggio.

Questo è quello che io chiamo avere Efficacia Fiscale nella tua S.r.l.. ossia applicare gli strumenti di risparmio fiscale previsti dalla legge nella maniera legale, nella maniera più adattata nella tua S.r.l., in base ai tuoi obiettivi e facendo in modo che questo sia, per te, un reale vantaggio in termini di riduzione delle imposte e dei contributi.

Al termine di questa circolare tu saprai fare tutto questo in completa autonomia.

Tagliare le imposte ed i contributi è una tua responsabilità.

Solo l’imprenditore può ottimizzare il carico fiscale utilizzando il maggior numero di strumenti di risparmio fiscale.

Non puoi pretendere di tagliare imposte e contributi se non fai nulla per applicare qualche strumento previsto dalla legge.

Se decidessi di svolgere la tua attività raggiungendo utili abbondanti ma senza prendere provvedimenti a tuo vantaggio, arriveresti anche a pagare più del 70% tra imposte e contributi.

Il fatto di utilizzare più strumenti di efficacia fiscale ti permette di ridurre questa aliquota portandola anche al 28%, limite possibile previsto dalla legge per le S.r.l., senza poi considerare gli altri benefici fiscali concessi per altre tipologie di strumenti.

Il fatto di ridurre le imposte è molto importante per te perché comporta avere più soldi alla fine dell’anno e ottenerne di più mantenendo lo stesso modello di business.

Avere più soldi con lo stesso modello di business è per te importante perché ti consente di avere più denaro per mantenere una vita migliore a tua moglie, alla tua compagna ed evitare che se ne vada via da te e, nel caso, senza che questa si porti via gli eventuali figli, con conseguente ulteriore lotta tra avvocati e spese per la separazione.

Avere più soldi è importante anche per quello che riguarda i tuoi figli, in quanto gli puoi garantire un miglior accesso alla sanità e alla formazione, mettendoli in una condizione di vantaggio nel futuro evitando che questi ti possano accusare, da grandi, di aver fatto mancare loro cura e opportunità di vita.

Nello stesso modo, ridurre le imposte ed i contributi, consente a te di avere più soldi che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per acquistare nuovi macchinari, dare nuovi incentivi ai venditori, acquistare nuovi collaboratori, eliminare i clienti peggiori, acquistare dai fornitori migliori e quindi avere un vantaggio competitivo rispetto ai tuoi concorrenti di mercato.

E ti permette di innescare un meccanismo in cui, la tua S.r.l., ti genera nuovi utili cosa che a sua volta ti porta maggiori soldi che puoi reinvestire per distanziare ulteriormente la concorrenza.

Detto questo, ora, bando alle ciance, iniziamo ad entrare nella parte più importante di questa circolare.

Prima analizzeremo quali regole devi rispettare per assumere l’amministratore al pari di un dipendente. Successivamente ti elencherò i vantaggi.

Let’s go…

 

Come era prima dell’intervento dell’Inps

Prima del messaggio dell’Inps 3359 del 17-09-2019 si potevano creare situazioni in cui c’erano amministratori della S.r.l. che svolgevano del lavoro operativo ma non potevano essere pagati come un normale dipendente.

Questo in quanto c’era il rischio che l’Inps, in caso di controlli, disconoscesse il tutto con conseguente ricalcolo dei contributi, sanzioni e perdita di tempo nel sistemare le posizioni con quanto stabilito dall’Inps.

C’erano già state delle sentenze della Cassazione che avevano definito delle linee, ma non c’era ancora niente di organico e ufficiale, da parte dell’Inps, che potesse dare qualcosa di certo agli imprenditori nel caso in cui avessero utilizzato una S.r.l. in cui l’amministratore svolgesse il lavoro operativo.

Questo creava incertezza perché, in questo modo, una persona doveva scegliere tra fare il dipendente, e quindi avere la busta paga da dipendente con i relativi benefici, oppure fare solo l’amministratore, quindi poter amministrare la S.r.l. ma perdendo i benefici fiscali e contributivi del compenso del dipendente.

Con il messaggio n.3359 del 17-09-2019 l’INPS ha, finalmente, fornito una linea guida per definire in quali casi si può assumere un amministratore come dipendente in quanto svolge l’attività operativa.

In questo caso non hai più il problema di dover togliere la busta paga da dipendente a tutti i possibili collaboratori che vuoi far evolvere ad amministratore di una delle tue S.r.l..

Nello stesso modo, se tu fossi amministratore e svolgessi anche un lavoro operativo, avresti la possibilità di attribuirti una busta paga da dipendente per la parte del lavoro operativo accedendo a dei benefici fiscali e contributivi maggiori, rispetto al fatto di avere solo il compenso da amministratore.

Ma sappi che per poter attribuire una busta paga come dipendente ad un amministratore ci sono delle regole da rispettare che ti descriverò qui di seguito.

 

Quali regole devi rispettare per poter assumere l’amministratore della tua S.r.l. come un normale dipendente? messaggio Inps n. 3359 del 17-09-2019

Grazie al messaggio 17.9.2019 n. 3359, l’Inps riconosce, anche ad un amministratore, la possibilità di essere un dipendente subordinato e quindi di potergli attribuire una busta paga, come per tutti gli altri dipendenti, con i relativi benefici fiscali e contributivi.

Ma tutto questo solo a determinate condizioni che sono state riportare nel messaggio dell’Inps.

Qui di seguito vedremo gli elementi che l’Inps ha previsto per consentire ad un amministratore di poter essere assunto come dipende.

Nello specifico, qui ti illustro i 3 elementi che devi assolutamente rispettare e anche gli esempi che l’Inps ha proposto per delineare con maggiore precisione quando puoi avere un amministratore con busta paga o no.

Qui di seguito ti riporto le 3 condizioni richieste dall’Inps e presenti nel messaggio:

“Tutto ciò premesso, la valutazione della compatibilità dello status di amministratore di società di capitali (il riferimento è alle sole tipologie di cariche ritenute in astratto ammissibili) con lo svolgimento di attività di lavoro subordinato presuppone l’accertamento in concreto, caso per caso, della sussistenza delle seguenti condizioni:

  • che il potere deliberativo (come regolato dall’atto costitutivo e dallo statuto), diretto a formare la volontà dell’ente, sia affidato all’organo (collegiale) di amministrazione della società nel suo complesso e/o ad un altro organo sociale espressione della volontà imprenditoriale il quale esplichi un potere esterno;
  • che sia fornita la rigorosa prova della sussistenza del vincolo della subordinazione (anche, eventualmente, nella forma attenuata del lavoro dirigenziale) e cioè dell’assoggettamento del lavoratore interessato, nonostante la carica sociale, all’effettivo potere di supremazia gerarchica (potere direttivo, organizzativo, disciplinare, di vigilanza e di controllo) di un altro soggetto ovvero degli altri componenti dell’organismo sociale a cui appartiene;
  • il soggetto svolga, in concreto, mansioni estranee al rapporto organico con la società; in particolare, deve trattarsi di attività che esulino e che pertanto non siano ricomprese nei poteri di gestione che discendono dalla carica ricoperta o dalle deleghe che gli siano state conferite.”

Oltre a questi punti l’Inps, nel medesimo messaggio, ha delineato dei casi specifici aggiungendo delle note alla fine del messaggio, che ti riporto qui di seguito, perché forniscono dei paletti molto importante che devi assolutamente conoscere:

  • In altri termini, la carica di presidente, in sé considerata, non è incompatibile con lo status di lavoratore subordinato poiché anche il presidente di società, al pari di qualsiasi membro del consiglio di amministrazione, può essere soggetto alle direttive, alle decisioni ed al controllo dell’organo collegiale (cfr., tra le altre, Cass. n. 11978/2004, n. 1793/1996 e n. 18414/2013). Tale affermazione non è neppure contraddetta dall’eventuale conferimento del potere di rappresentanza al presidente, atteso che tale delega non estende automaticamente allo stesso i diversi poteri deliberativi.

In sintesi: anche il presidente del Consiglio di Amministrazione può essere assunto con una busta paga in quanto può essere di fatto soggetto alla direzione degli altri amministratori.

  • Diversamente accade per l’amministratore unico della società, che, come ricordato in copiose pronunce, è detentore del potere di esprimere da solo la volontà propria dell’ente sociale, come anche i poteri di controllo, di comando e di disciplina. In questo caso, l’assenza di una relazione intersoggettiva, suscettibile – almeno astrattamente – di una distinzione tra la posizione del lavoratore in qualità di organo direttivo della società e quella del lavoratore come soggetto esecutore delle prestazioni lavorative personali (che, di fatto, dipendono dallo stesso organo direttivo), ha portato i giudici a sancire un principio di non compatibilità tra la qualità di lavoratore dipendente di una società e la carica di amministratore unico della medesima[1] (cfr., ex plurimis, Cass. civ. n. 24188/2006).

In sintesi: l’amministratore unico non può essere un dipendente in quanto non è soggetto alla direzione di altre persone.

  • Per quanto concerne l’amministratore delegato, si fa presente che la portata della delega conferita dal consiglio di amministrazione a tale organo (che, come noto, può essere generale e, come tale, implicante la gestione globale della società ovvero parziale, qualora vengano delegati limitati atti gestori) sarà rilevante ai fini dell’ammissibilità o meno della coesistenza della carica con quella di lavoratore dipendente. Nelle ipotesi in cui l’amministratore sia munito di delega generale con facoltà di agire senza il consenso del consiglio di amministrazione si ritiene, pertanto, che sia esclusa la possibilità di intrattenere un valido rapporto di lavoro subordinato con la società per detto soggetto[2]. Diversamente, l’attribuzione da parte del consiglio di amministrazione del solo potere di rappresentanza ovvero di specifiche e limitate deleghe all’amministratore non è ostativo, in linea generale, all’instaurazione di genuini rapporti di lavoro subordinato.

In sintesi: l’amministratore delegato può essere assunto come un dipendente nel momento in cui ha la delega solo in specifici e limitati ambiti.

  • La configurabilità del rapporto di lavoro subordinato è, inoltre, da escludere con riferimento all’unico socio, giacché la concentrazione della proprietà delle azioni nelle mani di una sola persona esclude – nonostante l’esistenza della società come distinto soggetto giuridico – l’effettiva soggezione del socio unico alle direttive di un organo societario. Parimenti, il socio che abbia assunto di fatto nell’ambito della società l’effettiva ed esclusiva titolarità dei poteri di gestione, tanto da risultare “sovrano” della società stessa, non può assumere contemporaneamente anche la diversa figura di lavoratore subordinato (cfr. Cass. civ., Sez. lavoro, n. 21759/2004)[3] essendo esclusa la possibilità di ricollegare ad una volontà “sociale” distinta la costituzione e gestione del rapporto di lavoro.

In sintesi: anche il socio unico, come l’amministratore unico, non può assumere il ruolo del dipendente.

Qui di seguito, invece, voglio riportare un altro pezzo del messaggio dell’Inps in cui delinea dei punti che servono per considerare un rapporto dipendente.

Elementi che possono essere presi in considerazione anche per valutare i casi in cui un socio sia validamente da considerare un dipendente in caso di controlli da parte dei funzionari dell’Inps.

O, per lo meno, sono elementi che, il socio dipendente della S.r.l., potrebbe mostrare per difendersi in caso di controllo da parte di un funzionario dell’Inps.

“Ai fini dell’accertamento del rapporto di lavoro dipendente si terrà conto della sussistenza anche di altri elementi sintomatici della subordinazione individuati dalla giurisprudenza e riproposti dalla prassi amministrativa adottata dall’Istituto (cfr. le circolari n. 179/1989 e n. 117/1983), quali:

  • la periodicità e la predeterminazione della retribuzione,
  • l’osservanza di un orario contrattuale di lavoro,
  • l’inquadramento all’interno di una specifica organizzazione aziendale,
  • l’assenza di una pur minima organizzazione imprenditoriale,
  • l’assenza di rischio in capo al lavoratore,
  • la distinzione tra importi corrisposti a titolo di retribuzione da quelli derivanti da proventi societari, etc. (cfr. Cass. n. 5886/2012).
  • È necessario, peraltro, che la costituzione e gestione del rapporto di lavoro siano ricollegabili ad una volontà della società distinta dal soggetto titolare della carica (amministratore, etc.).”

Grazie a questi punti di questo messaggio dell’Inps, abbiamo, tutti noi, una linea guida delle prove che possiamo accumulare e mostrare ad un funzionario Inps, in caso di controlli, al fine di dimostrare che un socio, o un amministratore, sia effettivamente dipendente in quanto c’è il vincolo di subordinazione.

 

 

Vantaggio di assumere l’amministratore (o il socio) come dipendente invece che dargli il compenso da amministratore

Qui, di seguito, ti riporto i principali vantaggi che tu avrai nel momento in cui decidessi di attribuire una busta paga come dipendente all’amministratore invece che dargli solo un compenso da amministratore o nel caso fosse solo un socio lavoratore che preleva gli utili.

Per questo motivo ti riporto i vantaggi di assumere l’amministratore con una busta paga, sia che questo non sia socio della società sia che sia un socio della società.

 

  • Assegni di famiglia, i dipendenti possono avere gli assegni di famiglia per i coniugi e figli a carico, cosa che non è prevista nel compenso dell’amministratore;

 

  • Regolarizzi il lavoro operativo dell’amministratore. Cosa che poteva non essere riconosciuto dall’Inps in precedenza alla nota che hanno emesso. Molte volte capitava che l’amministratore svolgesse anche il lavoro operativo. Adesso, grazie a questo messaggio dell’Inps è tutto più regolarizzabile perché, appunto, prima del messaggio dell’Inps, l’amministratore non avrebbe dovuto svolgere attività operativa;

 

  • Puoi evitare di pagare i contributi fissi Inps nel caso in cui tu fossi anche il socio della stessa società. I contributi fissi Inps per i commercianti sono pari al 24% degli utili a te attribuibili. Se sei un dipendente a tempo pieno, NON devi pagare i contributi fissi Inps commercianti e quindi risparmi molto sui contributi complessivi da pagare all’aumentare degli utili (con una busta paga a tempo pieno eviteresti l’iscrizione alla gestione commercianti Inps, cosa che non si può ottenere con il compenso da amministratore. Ossia se tu fossi un socio lavoratore e amministratore con compenso per l’attività da amministratore, tu saresti obbligato a pagare ugualmente i contributi fissi Inps del minimale e quelli eccedenti il minimale.);

 

  • Pensione migliore. I contributi versati come dipendente garantiscono condizioni migliori per la pensione futura, rispetto ai contributi pagati nel compenso dell’amministratore o dei contributi del socio lavoratore;

 

  • Contributi pagati dalla società invece che dal socio lavoratore. Praticamente assolvi all’obbligo Inps prendendo i soldi dal conto corrente della società, invece che dal tuo conto corrente con utili attribuiti al socio, sui quali ci paghi le imposte. Infatti, pagando i contributi dalla busta paga utilizzi i soldi della S.r.l., se devi pagare i contributi del socio lavoratore, utilizzi i soldi personali del socio, sul quale deve scontare l’imposta sugli utili prelevati del 26%;

 

  • Contributi direttamente deducibili dal fatturato dalla società invece che deducibile dalla posizione fiscale dell’amministratore o del socio lavoratore. I contributi pagati sulla busta paga sono deducibili dal fatturato della S.r.l., quindi questi riducono le imposte da pagare. Mentre i contributi del socio lavoratore sono pagati direttamente dal socio lavoratore e NON sono deducibili dal reddito della società;

 

  • Il fatto che l’amministratore abbia i requisiti per essere assunto come dipendente, comporta che questo possa essere assunto con busta paga anche nel caso in cui sia un socio lavoratore. Visto da un altro punto di vista, si può dire che se sei un socio lavoratore che potrebbe essere assunto con busta paga, il fatto di essere anche amministratore ed avere i requisiti previsti dal provvedimento Inps, ti garantirebbe una maggior tutela nel far riconoscere all’Inps la tua posizione di socio e dipendente, evitando il mancato riconoscimento da parte dell’Inps e quindi il ricalcolo dei contributi come gestione commercianti;

 

  • Il fatto che l’amministratore abbia una busta paga, gli permette di prendere un compenso come amministratore pagando un’aliquota contributiva Inps gestione separata ridotta dal 34,23% al 24% (e se la busta paga fosse a tempo pieno, elimineresti anche i contributi fissi Inps del socio lavoratore nel caso in cui l’amministratore fosse anche un socio);

 

  • Con l’assunzione da dipendente dell’amministratore, ricordati che hai il trattamento di fine rapporto, ossia il TFR, oltre che il trattamento di fine mandato dell’amministratore. Il TFR dovrebbe essere compatibile con il TFM, ma questo secondo dell’amministratore è meno certo, meno sicuro rispetto a al TFR della busta paga.

 

  • Nel caso in cui tu avessi una busta paga a tempo pieno, ricordati che potresti anche aprire una partita iva per fatturare altre operazioni delle attività commerciali, estranee alla tua S.r.l., senza pagare i contributi Inps commercianti fissi. Questo in quanto hai già un lavoro da dipendente. Lo stesso vale anche per i contributi delle altre quote di altre società;

 

  • Con la busta paga avresti diritto alla malattia. Questo significa che, in determinati casi e sotto determinate regole, la società riceverà un sussidio perché l’amministratore con busta paga è stato in malattia. Quindi in caso di malattia del dipendente la società avrà dei bonus fiscali contributivi, cosa che non può avere con il compenso da amministratore;

 

  • Puoi utilizzare il rimborso forfettario di euro 46,48 per le trasferte effettuate. Cosa che non può ottenere il socio lavoratore senza busta paga. Il rimborso forfettario è un ottimo strumento di risparmio fiscale in quanto è un importo erogato al dipendente senza pagare imposte e contributi;

 

  • Con la busta paga puoi erogare anche i buoni pasto, ossia un buono di euro 5,16 o 7,5 al giorno esente imposte e contributi da rilasciare ai dipendenti. I buoni pasto sono, in sostanza, dei piccoli importi che possono ricevere i dipendenti per ogni giorno di lavoro per compensare la spesa che essi sostengono per il cibo durante la pausa pranzo. Hanno il vantaggio che sono erogati al dipendente come se fossero dei soldi, ma senza che il dipendente e la società paghino imposte e contributi;

 

  • Erogazioni liberali, con una busta paga puoi erogare ogni anno euro 258,53 in modo che per la società sia un costo ma per i quali il dipendente non paga contributi né imposte. In sostanza la società ogni anno può erogare ai dipendenti delle somme che non consistono in denaro e per le quali né la società né il dipendente pagano imposte e contributi purché questi siano al massimo di valore euro 258,53;

 

  • Con una busta paga hai diritto anche a dei giorni di ferie e permessi ogni anno, oltre al trattamento di fine rapporto previsto dalla legge. Di fatto anche l’amministratore li ha in quanto il suo compenso non cambia in funzione dei giorni in cui non è presente in azienda, ma sapere questa informazione per te è utile perché sei “obbligato” a farli. Nel caso in cui non li facesse, allora avrebbe diritto ad un maggior compenso in busta paga. L’amministratore non è “obbligato” a stare a casa. Mentre il dipendente si, in quanto se non utilizzasse le ferie ed i permessi questi sarebbero un maggior compenso. Se il dipendente non usufruisce di queste ferie, sarebbero erogate in busta paga;

 

  • Con una busta paga, l’amministratore dipendente può incassare i crediti fiscali sulla busta paga utilizzando il modello 730, cosa che non può fare il socio lavoratore senza busta paga. In sintesi, se hai dei crediti fiscali li puoi avere subito liquidi nella busta paga, mentre se non avessi la busta paga conserveresti il credito ma lo potresti incassare solo dopo anni;

 

  • Con una busta paga, l’amministratore può incassare il bonus Renzi di euro 80 mensili, se ha i requisiti di reddito minimo, e anche il bonus della detrazione d’imposta per i redditi fino ad euro 8.000 che gli permette di evitare di pagare le imposte sul reddito. Cosa che non può avere il socio lavoratore senza busta paga.

 

  • Disoccupazione, con il contratto da dipendente, matureresti dei requisiti per la disoccupazione, cosa che non puoi fare con il socio lavoratore, mentre con l’amministratore dovrebbero essere fortemente ridotti. In caso di interruzione del rapporto da dipendente, sotto determinati requisiti, puoi ricevere la disoccupazione. La disoccupazione sono delle somme che ricevi direttamente dall’Inps per il fatto che sei stato licenziato dalla società, oppure perché ti è scaduto il contratto;

 

  • Utilizzando la busta paga per l’amministratore, avresti un reddito sul quale puoi beneficiare dei bonus fiscali previsti dalla legge, come ad esempio le spese detraibili, come esempio le spese della ristrutturazione edilizia, e le spese deducibili, come ad esempio i contributi Inps versati. Ti dico questo in quanto se il socio prelevasse gli utili pagherebbe una imposta sostitutiva alla fonte del 26%, perdendo il beneficio dei contributi versati Inps e delle eventuali spese detraibili come le spese per la ristrutturazione edilizia.

 

  • Con una busta paga avresti una certificazione unica con dei redditi a te imputabili, ossia avresti quello che una volta si chiamava CUD. Cosa che non puoi avere come socio che distribuisce gli utili in quanto questi ultimi scontano una ritenuta a titolo d’imposta e quindi non avresti un Cud perché non hai un reddito sul quale pagare le imposte. Questo potrebbe esserti utile nel momento in cui devi andare in banca per chiedere dei finanziamenti personali dimostrando di avere del reddito;

 

  • Se tu potessi avere una busta paga da lavoratore dipendente, anche se fossi amministratore, potresti consentire agli altri soci di dimostrare di non lavorare nella società, evitando possibili contestazioni da parte dell’Inps che iscrivere d’ufficio i soci per il fatto che la S.r.l. non ha dipendente. Questo, tecnicamente, anche con la busta paga part – time, perché solo la busta paga a tempo pieno è riconosciuta valida da parte dell’Inps per dimostrare che i soci non lavorano nella società. Solo se la busta paga fosse a tempo pieno potresti evitare anche l’iscrizione all’Inps commercianti anche per la tua specifica posizione. Ma, oltre a questo, se un socio lavorasse anche part time svolgendo tutta l’attività operativa della S.r.l., consentirebbe agli altri soci di avere le prove che essi NON lavorano nella società perché ci lavora solo il socio con la busta paga da dipendente;

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto in questa circolare conosci quando puoi assumere un amministratore come dipendente.

Questa cosa è, per te, importante perché con la busta paga da dipendente l’amministratore può avere dei benefici fiscali e contributivi rispetto al fatto di prendere un compenso da amministratore o di prelevare gli utili dalla S.r.l..

Lo stesso vale sia per la S.r.l. che per gli altri soci della S.r.l.. Tutti questi soggetti possono beneficiare per il semplice fatto che l’amministratore abbia una busta paga da dipendente.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

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48 thoughts on “I vantaggi fiscali di assumere l’amministratore della S.r.l. con una busta paga invece che dargli un compenso da amministratore o farlo lavorare come socio lavoratore”

  1. salve l’articolo è stato molto utile. vorrei sapere se applicabile al mio caso.
    ditta individuale come agente di commercio. vorrei fare un conferimento in srl con due soci . io al 10 % e mia moglie al 90%. . amministratore dipendete io. apro una partita iva in regime forfettario per uno dei mandati .
    cosi non pago inps ne nella partita iva ne nella societa.
    in questo caso la percentuale di quote potrebbe essere anche meta meta oppure meglio cosi 90 / 10??

    1. Ciao Ale, in caso di socio unico, l’Inps ha confermato che NON accetta l’assunzione con busta paga del socio lavoratore

      1. Ciao redazione. Vista la pressione fiscale devastante nei primi 2 anni, per fortuna molto felici della mia attività, abbiamo strapagato. Ora abbiamo optato e conferito una ditta individuale intestata a mia sorella in una srl. La srl ha due soci, io e mia sorella 50e50 ed un apprendista. Lei presidente cda. Io consigliere.
        Partiamo oggi ufficialmente….io ho pensato a 2 compensi amministratore e ovviamente busta paga per l’apprendista. Ma potremmo assumerci sia io che mia sorella? Entrambi? Risulterebbe vantaggioso? Grazie.

        1. Ciao Yari, un socio per potersi assumere con busta paga deve lavorare veramente come un dipendente ed essere soggetto alla direzione e coordinazione dell’amministratore della società. Nel momento in cui tu sei in questa condizione allora hai possibilità di avere un socio lavoratore con busta paga. Premetto che bisogna approfondire il tuo caso per darti una risposta. Per adesso ti posso anticipare che, nel caso che mi hai prospettato, per lo meno solo il socio che non è presidente del consiglio di amministrazione potrebbe avere questa opportunità.

      2. Dimenticavo di dirti che è un attività commerciale e siamo effettivamente operativi dentro al negozio entrambi…

  2. Salve
    Sono socio srl al 50% ed amministratore UNICO posso essere assunto in tal caso?
    E se fossi al 59%?
    Grazie

    1. Ciao Alex, con il 50% potrebbe essere ambigio.

      Con il 59% non te lo consiglio.

      All’opposto, se tu avessi il 41% di quote, senza essere amministratore unico, e veramente lavorassi come un dipendente, potresti tranquillamente essere assunto con una busta paga.

  3. SALVE,
    UNA SRL E’ COSI’ RIPARTITA: I GENITORI HANNO LA QUOTA DEL 30% CIASCUNO, I 2 FIGLI 20% CIASCUNO. IL PADRE E’ AMMINISTRATORE UNICO, TUTTI GLI ALTRI SONO SOCI.
    LA DOMANDA E’ QUESTA: I FIGLI, POSSONO ESSERE ASSUNTI?
    GRAZIE IN ANTICIPO

    1. ciao Michele, i figli possono essere assunti, ma ti consiglierei di verificare queste due cose: 1. che i figli lavorino veramente come dipendenti 2. che i figli abbiano una residenza diversa dalla tua in modo che l’Inps abbiamo meno elementi per presupporre che i soci debbano essere iscritti alla gestione commercianti.

  4. Srl – startup innovativa – nata nel gennaio del 2017: Ci sono 2 soci di cui l’amministratore unico (75%) e l’altro socio (al momento socio non lavoratore ed ingegnere iscritto all’albo ma non in possesso di partita Iva) al 25%.
    Da quanto riportate nell’articolo l’amministratore unico non può essere assunto. Noi vorremmo assumerci entrambi con regolare busta paga per tanti motivi a voi noti sia in termini fiscali che contributivi.
    È possibile? In che modalità? Può l’amministratore diventare amministratore delegato? Se si in che modo? Non ci sono problemi per noi a variare le quote (anche con completa cessione) e/o ad invertire i ruoli e fare diventare amministratore il socio di minoranza. Che consigliate nello specifico sempre in virtù di una migliore gestione sia tasse che contributiva? Grazie in anticipo.

    1. Ciao Giorgio, dalle informazioni che mi hai fornito, i due amministratori non possono essere “assunti” come dipendenti. Quello che possono fare gli amministratori è quello di attribuirsi un compenso da amministratore. Cosa che è simile al fatto di assumersi come dipendente, ma che ha delle importanti differenze.

      1. Salve, ringrazio per la gentile risposta. Tengo a precisare che al momento l’amministratore è uno solo e colui che ha il 75% delle quote e non entrambi. Vedremo come fare. Grazie ancora

  5. Salve, grazie per questo articolo davvero esaustivo! Desidero chiedere, sono Amministratore unico e socio di un srl composta dal 20% di quote detenute dal sottoscritto e l’80% detenuto da 1 dei miei genitori. Il sottoscritto esercita lavoro a tutti gli effetti (gestione amministrativa e commerciale) ma ad oggi non posso percepire busta paga perché qualora volessi farla dovrei pagare sia contributi Inps personali sia contributi Inps da lavoratore, il mio consulente mi ha proposto un contratto di co.co.co nel quale però dovrei pagare ogni mese il 30% della busta sotto forma di contributi all’INPS (quota davvero troppo alta) desidero sapere se istituisco un organo di consiglio e magari mi faccio nominare amministratore delegato e non più unico, ho modo di farmi assumere con busta paga? Grazie anticipatamente.

    1. Ciao Alessandro, prima di tutto grazie per avere condivido la tua domanda. Per quanto riguarda la soluzione, posso dirti che sono informazioni che puoi ottenere senza problemi, ma serve approfondire il tuo caso specifico perchè ci sono vari elementi da valutare insieme a te per trovare la strategia fiscale specifica alle tua posizione. Se ti fa piacere, ti invito ad acquistare una consulenza direttamente sul mio blog. A presto

  6. Salve, è sicuro che il Bonus Renzi non si possa avere con il compenso da
    amministratore? Mi risulta ci rientrino i redditi derivanti da rapporti di co.co.co.
    (art. 50, comma 1, lett. c-bis), TUIR) tra i quali il compenso amministratore.
    Grazie.

    1. Salve Rita, confermo che il bonus Renzi lo ricevono anche gli amministratori delle S.r.l. (sempre se raggiungono il reddito minimo di euro 8.000)

  7. Buongiorno, scrivete: “Con la busta paga da dipendente, fino ad un reddito lordo di euro 8.000 non paghi imposte. Con la busta paga da amministratore, fino ad euro 4.800 non paghi imposte.”
    Ma la stessa detrazione dall’imposta lorda per lavoro dipendente e assimilato (per gli uffici di amministratore v. art 50, co. 1, lett c-bis) spetta anche per redditi percepiti come compenso amministratore.
    Sempre l’art. 13 del Tuir, sia per le detrazioni che per il bonus Renzi, anche per questo scrivete che l’amministratore non può usufruirne. Tra l’altro il comma 1-bis dell’art. 13 è stato abrogato dal 1° luglio 2020 e il bonus Renzi sostituito dal trattamento integrativo previsto dal DL.3/2020.
    Mi sembra ci sia un po’ di confusione.

    1. Salve Rita, confermo che l’amministratore ha la stessa detrazione d’imposta prevista per i dipendenti. Quindi entrambi fino ad un lordo di euro 8.000 non pagano imposte sulla busta paga

      1. la situazione mia (vorrei): Srl operativa con 10,000 con i due soci. Io 50% e altro la mia moglie oppure un Holding Mia Srls unipersonale PURA senza alcun attivita di commercio, tanto per evitare ancora deL’INPS sopra 16,000 degli utili i nuovi 3900INPS per il holding.

        Se io decido di avere un compenso amministratore lordo ann 8695 pagando 1/3 per INPS gestione separata al 24% arrivo su imponibile IRPEF 8000 quidi – ZERO IRPEF. Dal parte della Srl lordo per costo del mio compenso personale e la cifra 10086 che da un risparmio IRES/IRAP di 2814.

        Cosi risparmiando sul IRPEF e IRES/IRAP mi aiuto personalmente con la imposta del INPS obligatoria versata dalla tasca mia.

        Ma, se per esempio io decido di andare con il compenso un po piu alto e arrivo sul irpef che e uguale all contributo INPS obligatorio per i commercianti posso detrare quel INPS da IRPEF ?

        GRAZIE

        1. Ciao One man, ti se aumenti il reddito dell’amministratore, dovrai pagare qualcosa ai fini Irpef che annulli grazie ai contributi Inps commercianti che paghi come socio lavoratore (oppure con qualsiasi altra tipologia di contributi)

  8. Salve. Sono socio al 50% e amministratore unico di una srl con compenso pari allo stipendio dell’altro socio inquadrato come dipendente.
    I contributi in percentuale è giusto che li paghi solo io o devo imputarli alle spese societarie? Grazie in anticipo

    1. Ciao Biagio, i contributi sia dell’amministratore sia dei dipendenti sono pagati dalla S.r.l. e quindi sono considerate delle spese deducibili

  9. Buongiorno, ho letto con attenzione questo articolo molto interessante e vorrei sapere se è applicabile anche alla nostra realtà aziendale. Siamo una S.r.l. con 3 soci al 33% con contratto co.co.co ma solo uno lavoratore iscritto alla gestione separata commercianti e artigiani. Secondo Lei sarebbe possibile assumere come dispendente il socio lavoratore o addirittura tutti e 3?
    Il consulente delle paghe dice che essendo soci paritari non è applicabile.
    Grazie.

    Mauro

    1. Salve Mauro,
      è una domanda troppo ampia e che andrebbe approfondita con una consulenza.
      In tutti i casi, dalle informazioni che mi hai fornito in questo messaggio, posso dirti che se il socio lavora tanto quanto un dipendente, come ore e come qualità del lavoro, allora potresti avere i requisiti per farlo lavorare con una busta paga.
      i soci sono al 33%, quindi uno di questi non ha la maggioranza, quindi potrebbe essere soggetto alla “subordinazione” degli altri soci.

  10. Buongiorno,
    sto per diventare amministratore di una srl che è composta attualmente da due soci.
    Posso essere assunta con un contratto da dipendente ? Il mio stipendio mensile sarebbe di 400 euro nette, quanto pagherei di inps e di inail (è un’attività di ristorazione) sulla busta paga ?
    Sulla busta paga la dicitura è come “compenso amministratore” ?
    Grazie

    1. Salve Marta,
      per rispondere a tutte le domande bisogna approfondire le ulteriori informazioni con una consulenza.
      In tutti i casi posso dirti che come amministratrice puoi essere assunta con busta paga nel momento in cui puoi essere soggetta alla direzione dell’organo amministrativo.
      Quindi se non hai il controllo dell’amministrazione, allora puoi anche valutare insieme al tuo consulente di lavorare con busta paga da dipendente.
      A presto

  11. Buongiorno,
    a novembre avvieremo un’attività produttiva ( industria alimentare) in 4 soci.
    Io avrò il 10/15 % delle quote, contemporaneamente sarò l’unico che presterà del lavoro fisico nella società.
    Vorrebbero farmi aprire la p.i. nel regime forfettario come consulente per lo studio dei nuovi prodotti ( cosa vera), ma personalmente non mi convince la cosa.
    in quanto comunque amministratore, se pur con poche quote, posso proporre di essere assunto come detto nell’articolo?
    grazie
    Marco

    1. Ciao Zmarco, per comprendere se puoi o meno devi comprendere se veramente di fatto il socio lavora tanto e quanto un dipendente. Per analizzare nello specifico il tuo caso ti invito ad acquistare una consulenza di Efficacia Fiscale.

  12. Buongiorno, sono socia al 20% di una Srl , ho sempre lavorato come dipendente a tempo pieno Nella società, adesso dovrei entrare a far parte del consiglio di amministratore composto da altri 2 soci ( uno pensionato, l’altro solo con carica di amministratore ) Non vorrei rinunciare al lavoro da dipendente perché ho molti anni di contributi INPS versati . Vorrei sapere se posso mantenere il lavoro dipendente ed entrare comunque nel CDA della società.Grazie

    1. Ciao Antonella, se lavori veramente come dipendente (sia nella quantità sia nella qualità del rapporto) e sei soggetto agli ordini del consiglio di amministrazione, allora hai possibilità per riconoscere valida la tua posizione come dipendente

  13. Buonasera. Mi piace molto la chiarezza col quale scrive e spiega nei suoi forum. Tral’altro ho acquistato volentieri un libro per saperne di più….. Ma la mia mia domanda sorge spontanea…
    Sto per creare una srl con un collega da sempre (20anni di lavoro insieme come dipendenti) vorremo continuare a non perdere contributi e proseguire con busta paga pur essendo prossimi ad essere soci e amministratori al 50% della nostra stessa azienda. Ha qualche suggerimento? Grazie in anticipo.

    1. Ciao Lorenzo, prima di tutto grazie per i complimenti. Potresti valutare di lavorare entrambi come dipendenti, ma devono lavorare veramente come dipendenti sotto la direzione di un organo amministrativo. In generale, ti consiglio comunque di lavorare come socio lavoratore pagando i contributi Inps commercianti. Di sicuro i contributi migliori sono quelli sulla busta paga da dipendente, ma subito dopo i contributi migliori sono quelli pagati dai soci lavoratori.

  14. Buongiorno sto creando una srl con mia moglie. Io al 5% mia moglie al 95% . Posso avere la busta paga? grazie

    1. Ciao “Sonia” (o marito della Sonia),
      come socio lavoratore puoi avere la busta paga ma solo se il socio lavora veramente come dipendente sotto la guida dell’organo amministrativo. Cerca più elementi di prova a tuo favore per difenderti in caso di contestazione

  15. Buonasera, abbiamo trasformato la nostra snc in Srl ( Artigiana)siamo 3 soci al 33,3% ciascuno, con 5 dipendenti. Noi soci siamo tutti e tre amministratori. Tra compensi e spese deducibili cerchiamo di tenere un utile netto di 16000€ , perché dobbiamo pagare inps ( le quattro rate). Ho notato che per pagar meno tasse devo abbassare molto utile, cosa ne pensi? Secondo te c’è un limite (conveniente) per percepire il compenso? Abbiamo tutti e 3 famiglia, fondo pensione annuale, quindi le spese personali da scaricare le abbiamo..
    Fammi sapere grazie

    1. Ciao Alfiero, perfornirti al meglio la soluzione bisogna approfondire il tuo cosa, ma in tutti i casi cerco di risponderti qui di seguito. 1) per pagare un carico fiscale minore è vero che devi avere un utile basso, ma questa è una trappola mentale, perchè il tuo obiettivo è quello di fare sempre più utili. Direi che quello che tu serchi è il fatto di utilizzare il maggior numero di strumenti di Efficacia Fiscale che ti permettono di prendere dei compensi esenti imposte ed esenti contributi. 2) Per quanto riguarda il compenso ricordati che l’Irpef fino ad euro 28.000 si paga il 27%, per la parte superiore si inizia a pagare almeno il 38%. Ecco, direi che se puoi stare intorno ai 28.000 di compenso lordo sia la soluzione migliore per ottimizzare il carico fiscale. E’ anche vero che devi valutare tante altre situazioni. Cosa che potrai fare con calma utilizzando una consulenza.

  16. sono carlo. sono socio di una srls e amministratore. l’altro socio è stato assunto con busta paga da poco, io posso passare con busta paga?
    grazie

    1. Ciao Carlo, puoi diventare un dipendente se veramente lavori come dipendente sotto l’amministrazione di altre persone. Siccome sei amministratore molto probabilmente non puoi assumerti come dipendente, perchè sei tu come amministratore a dover coordinare gli altri dipendenti

  17. Buondi , volevo solo sapere se la questione dei soci dipendenti è o potrebbe essere applicata alla mia condizione:
    2 soci al 50% società srl
    Settore artigianato coparto elettrico e telecomunicazioni.
    I 2 soci lavorano a tempo pieno per la srl.
    Grazie

    1. Ciao Silvano, a livello teorico la potresti applica se questi non fossero amministratori unici. Ma questa struttura si presta ad essere facilmente contrastata dall’Ente. Questo non vuole dire che tu debba per forza avere torto, ma di sicuro dovresti andare in tribunale per poter avere ragione.

  18. Salve. Vorrei aprire una Srl ( adesso ho una ditta individuale) nel campo delle costruzioni. La società sarà composta da me e mio padre entrambi con il 50% delle quote. Il mio dilemma è come impostare la società essendo entrambi lavoratori per forza di cose. Possiamo avere una busta paga? E quanto ci converrebbe a livello di tassazione totale confronto ad un’altra forma di società?
    Grazie anticipatamente

  19. BUONGIORNO. QUESTE REGOLE POSSONO ESSERE APPLICATE ANCHE AI 3 SOCI AL 33% DI UNA SOCIETA COOPEREATIVA, TUTTI E TRE LAVORATORI?

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