Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un imprenditore che vuole diminuire le imposte ed i contributi della propria S.r.l..

Ti dico questo perché in questa circolare ti svelo tutto quello che ho comunicato durante il mio piccolo intervento ad ImprendiFood di Stefano Versace.

Nello specifico avevo pochi minuti per cercare di mostrare che il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale previsti dalla legge da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista.

Te lo riscrivo perché questo è un punto fondamentale:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista.”

Ti descrivo il perché:

  • Puoi risparmiare tutte le imposte ed i contributi che vuoi, ma lo puoi fare bene solo nel rispetto della legge. Risparmiare le imposte ed i contributi non significa che devi inserire in contabilità fatture di operazioni che non sono inerenti alla tua azienda;
  • Il risparmio fiscale lo puoi ottenere grazie all’applicazione di strumenti di pianificazione fiscale che sono previsti dalla legge. Una cosa che in pochi sottolineano è che nella legge ci sono tanti strumenti di pianificazione fiscale che ti consentono di ridurre le imposte ed i contributi, basta solo conoscerli e applicarli;
  • Puoi risparmiare tutte le imposte che vuoi ma lo puoi fare bene solo se controlli la contabilità ogni mese, perché puoi risparmiare le imposte ed i contributi applicando, nel numero e nella quantità giusta, gli strumenti di risparmio fiscale nella tua S.r.l. in base agli utili e alla liquidità disponibile. Se non avessi utili o liquidità disponibile, a parte il fatto che non pagheresti imposte, avresti problemi molto più importanti che ridurre le imposte;
  • Gli strumenti di pianificazione fiscale previsti dalla legge esistono e sono semplici da applicare, quindi il risparmio fiscale lo puoi ottenere tramite la collaborazione del tuo commercialista in modo da applicarne il più possibile nella tua posizione fiscale in base ai tuoi obiettivi.

Questi sono i punti principali dell’essenza della vera Efficacia Fiscale che ti mostrerò nel dettaglio di questa nuova circolare.

Ecco, questo è il vero risparmio fiscale. Se su internet trovi cose diverse, in realtà è perché vogliono solo spennarti con consulenze costose, quando in realtà il risparmio fiscale è fatto di strumenti previsti dalla legge applicati nel modo giusto grazie all’aiuto del proprio commercialista.

Punto e basta. Forse lo dico anche contro me stesso, ma tutto quello che trovi su internet ed è diverso da quello che ho appena scritto, serve solo ad ingannarti per farti spendere soldi in consulenze che in realtà sono semplici consigli che tutti i commercialisti possono sapere (infatti io le condivido con te gratis nel mio blog www.efficaciafiscale.com).

Fatto questo è normale che poi bisogna trovare un commercialista che ci segua nel modo corretto, ok condivido, ma sono soluzioni fiscali che tecnicamente sanno tutti.

Basta solo applicarle nella tua specifica posizione fiscale in base ai tuoi obiettivi personali.

Per questo motivo, ho deciso di condividere con te una parte degli appunti che avevo scritto per preparare il mio discorso che ho tenuto durante l’evento ImprendiFood 2019 di Stefano Versace.

Premetto che il mio intervento è stato molto breve, forse 10 o 15 minuti, ma io sono sempre stato dell’idea di farsi trovare il più possibile preparati, sia nel caso in cui tu debba parlare per ore, sia che tu debba presentarti per 5 minuti.

Più argomenti prepari meglio è per te.

Anche perché avere poco tempo non è sempre un vantaggio.

Infatti è vero che essere sintetici è un’abilità, in quanto non è facile mostrare dei concetti complicati, come il fisco, con pochi minuti a disposizione.

Così mi sono messo d’impegno a comprendere come poter mostrare il risparmio fiscale all’evento ImprendiFood in 10 minuti, preparandomi i punti principali che volevo condividere con gli imprenditori presenti all’evento di Stefano Versace.

Quindi bando alla ciance e let’s go verso il risparmio fiscale…

 

Parte 1: ridurre il carico fiscale e contributivo non richiede trucchi o segreti, ma si ottiene con strumenti di pianificazione fiscale semplici previsti dalla legge

Di cosa parliamo oggi?

Con un commercialista tendenzialmente puoi parlare solo di 2 cose, o di come utilizzare la contabilità per prendere decisioni strategiche o appunto parlare di fisco e come ottimizzare il carico fiscale.

Quando si parla di fisco la primissima cosa che bisogna segnalare è che per aver un problema di imposte dobbiamo avere utili consistenti e soprattutto utili liquidi incassati nel conto corrente aziendale.

Posto che abbiamo utili importanti, possiamo passare a pensare ad ottimizzare il carico fiscale, perché se abbiamo utili bassi abbiamo imposte basse e non possiamo pensare di migliorare l’azienda perdendo tempo sul focalizzarci a ridurre le imposte.

Ti dico questo perché quando le imposte sono già basse hai problemi più importanti da affrontare, come ad esempio quello di aumentare i margini di ricavo sui prodotti che vendiamo e di incassare dai clienti prima di pagare i fornitori.

Posta questa piccola premessa, possiamo focalizzarci sul diminuire le imposte.

Arrivato a questo punto, quando noi pensiamo al risparmio fiscale, non dobbiamo pensare che per tagliare le imposte ci vogliono trucchi, gabole segrete perchè puoi diminuire le imposte ed i contributi grazie agli strumenti di pianificazione fiscale previsti dalla legge.

Infatti, come le imposte sono definite e quantificate dalla legge, nello stesso modo, nella legge stessa, sono previsti tutti gli strumenti di pianificazione fiscale per diminuirle.

Lo ripeto perché è un concetto tanto semplice quanto importante: tutti gli strumenti di pianificazione fiscale che noi possiamo utilizzare sono solo quelli previsti dalla legge.

Poi è ovvio che ci sono strumenti più o meno difendibili, più o meno incerti ecc… però tutti gli strumenti di pianificazione fiscale sono solo quelli previsti dalla legge.

Siccome gli strumenti di pianificazione fiscale sono previsti dalla legge, di base, tutti i commercialisti li conoscono.

La domanda che mi viene in mente è: ma Simone, come mai c’è ancora qualche imprenditore con una S.r.l. che non sta applicano questi principi di pianificazione fiscale?

La risposta risiede in 3 problemi.

  1. Il primo risiede nella legge, perché la legge è scritta in maniera tecnica, in un certo senso in legalese, ed è normale che l’imprenditore non ha nè il tempo nè voglia per comprenderla.

Mi sembra giusto.

  1. Il secondo sono i commercialisti.

Cioè mi guardo anche allo specchio ed effettivamente metto il fatto che noi commercialisti molte volte dovremmo essere molto più proattivi a gestire l’aspetto fiscale dei nostri clienti.

Non dico che noi dobbiamo curare l’aspetto fiscale dei clienti anche quando il cliente se ne frega, però oggettivamente in alcuni casi, me compreso, dovevo o potevo essere più proattivo nel chiedere informazioni al cliente e nel gestirgli l’aspetto fiscale al meglio.

  1. Nel terzo aspetto c’è anche di mezzo l’imprenditore, perché se un imprenditore fosse veramente focalizzato a pagare il meno possibile per la contabilità e gli adempimenti fiscali previsti dalla legge è normale che non darebbe possibilità al commercialista di poter ottimizzare il carico fiscale.

Quindi posto che ci sono queste tre cose, questo mi ha fatto capire che solo quando c’è armonia tra l’imprenditore e il commercialista si può pensare a ridurre le imposte secondo i parametri che sono previsti dalla legge.

Perché la contabilità va controllata ripetutamente?

Il secondo punto è che la contabilità va controllata perché gli strumenti di pianificazione fiscale devono essere inseriti nella tua S.r.l. nel numero giusto e nella quantità giusta.

Alcuni strumenti di pianificazione fiscale li puoi gestire prima di costituire la S.r.l., altri strumenti di pianificazione fiscale li puoi inserire entro un anno dalla costituzione, mentre altri li puoi programmare con efficacia entro 2 anni.

Oltre a questo, ci sono strumenti di pianificazione fiscale che li imposti e sono “fissi”, mentre ce ne sono altri che sono “variabili” e possono variare da mese a mese in funzione di quello che fai durante l’attività e quindi c’è bisogno di calibrarli ogni mese in funzione anche degli utili e della liquidità che genera la tua S.r.l..

 

Parte 2: Simone, mi puoi fare 2 esempi di risparmio fiscale e contributivo che possono subito applicare gli imprenditori da domani utilizzando una S.r.l.?

E qua io ti farei 2 esempi di come puoi ridurre le imposte ed i contributi utilizzando una S.r.l., con strumenti di pianificazione fiscale semplici che tutti i commercialisti conoscono e che li puoi applicare in breve tempo insieme al tuo consulente.

Come possiamo utilizzare una S.r.l. per diminuire le imposte ed i contributi?

Prima di tutto dobbiamo sapere che noi come ditta individuale o anche i soci delle società di persone pagano le imposte sul reddito anche per tutti gli utili che producono, anche gli utili che sono accantonati nella propria azienda.

In genere qualsiasi azienda, compresa una ditta individuale o società di persone per funzionare, per andare avanti ha bisogno di accantonare gli utili nel corso degli anni.

Più cresce l’azienda e più essa ha bisogno di accumulare del capitale.

Ora ipotizza ti avere euro 100.000 di utili e metterli in una ditta individuale.

Per la categoria di reddito più alto tu pagherai il 44% di Irpef (43% di Irpef ordinaria + 1% circa di addizionale regionale e comunale), più il 24% di Inps, più il 4% circa di Irap.

In totale con la ditta individuale, per i redditi più alti, tu pagherai il 72% circa di imposte e contributi (44% + 24% + 4%).

Adesso ipotizziamo di mettere questi euro 100.000 di utili dentro alla S.r.l. e vedere quali strumenti di pianificazione fiscale possiamo utilizzare.

1. Ridurre le imposte sul reddito:

Potendo inserire euro 100.000 di utili nella S.r.l., tu potresti ipotizzare di prelevare euro 50.000 come compenso da amministratore, e pagarci sopra le stesse imposte sul reddito della ditta individuale e gli altri 50.000 euro accantonarli nella società per il futuro.

In questo caso, per la somma che accantoni nella S.r.l. paghi il 24% i Ires, invece che il 44% di Irpef della ditta individuale.

Questo fa capire che, nel caso in cui ci fossero utili alti e la necessità di accantonare utili per il futuro, puoi risparmiare fino al 20% di imposte semplicemente utilizzando una S.r.l. invece che una ditta individuale.

Nota: E’ ovvio che non sono utili che possiede il socio perché sono accantonati nella società, soldi che puoi utilizzare in futuro per fare investimenti e spese per la S.r.l. al fine di incrementare ulteriormente le vendite.

Quindi ricordati che il risparmio fiscale è anche in funzione degli obiettivi che tu vuoi ottenere.

Quindi tutte le aziende che hanno bisogno di accantonare utili, puoi notare da solo che hanno un enorme vantaggio fiscale nell’utilizzare una S.r.l. invece che una ditta individuale.

Vantaggio fiscale che aumenta all’aumentare dell’utile della tua azienda, questo perché per utili elevati, ai fini Irpef la ditta individuale paga il 44%, mentre la S.r.l. sconta il 24% di imposte Ires.

E il nostro lavoro da commercialista è quello di trovare un giusto accordo tra quello che serve al socio come utili accantonati e quello che gli serve come compenso da amministratore per andare a vivere e pagare anche la proprie spese.

Ci tengo a sottolineare, ulteriormente, che questi sono strumenti di pianificazione fiscale molto semplici.

Non sono trucchi o segreti, sono cose che sanno tutti i commercialisti, semplicemente sono cose che vanno applicate e molte volte, un po’ per colpa nostra di commercialisti in po’ per colpa degli imprenditori che non vogliono pagare o informarsi sull’aspetto fiscale della propria azienda, non viene ottimizzato il carico fiscale perché non si sono utilizzati questi semplici strumenti di risparmio fiscale.

2. Ridurre il carico contributivo Inps:

Quando noi crediamo che in Italia il carico fiscale è alto, cosa che può superare anche il 70%, non intendiamo solo l’imposta.

Infatti, all’interno del carico fiscale complessivo, c’è anche un altro elemento come i contributi Inps da pagare.

Con una ditta individuale il carico contributi Inps è il 24% sul reddito complessivo che tu generi.

In parole semplici, se hai un reddito di euro 100.000, l’Inps di competenza da pagare si aggira intorno al 24.000 €.

Se tu potessi costituire una S.r.l. in cui tu sei un socio unico al 100%, tu pagheresti sempre il 24% di Inps su tutti gli utili generati dalla società, sia su quelli distribuiti, sia su quelli non distribuiti.

Considerando sempre di mettere un utile di euro 100.000 nella S.r.l., pagheresti ugualmente euro 24.000 di contributi Inps.

Ma se tu potessi intestare la quota della S.r.l. per il 15%, o meno, al socio lavoratore, mentre l’85% ad un socio non lavoratore, per esempio il coniuge o un parente, il socio lavoratore pagherebbe solo i contributi fissi Inps pari a circa euro 4.000.

Questo significa che in questo secondo caso risparmi euro 20.000 di contributi Inps, perché con la ditta individuale pagheresti euro 24.000, mentre con la S.r.l. e il socio lavoratore con una quota del 15% pagheresti euro 4.000.

Come hai potuto notare da solo, per ridurre le imposte non ho utilizzato strumenti illegali o strani, semplicemente ho utilizzato strumenti di pianificazione fiscale semplici riservate alle S.r.l. e previsti dalla legge.

La differenza la fa come e quanto li applichi nella tua specifica posizione fiscale, grazie alla collaborazione con il tuo commercialista ed in funzione dei tuoi obiettivi imprenditoriali o personali.

Ultima nota da segnalarti, è normale che ho utilizzato delle semplificazioni per rappresentarti al meglio il funzionamento di questi strumenti di pianificazione fiscale. Ricordati sempre di applicarli insieme all’aiuto del tuo consulente.

Sono cose che vanno viste con il proprio commercialista, però già grazie a questi 2 strumenti, potrai ridurre il tuo carico fiscale.

 

Parte 3: Alcuni strumenti di pianificazione fiscale sono più difendibili rispetto ad altri – utilizza i 3 gradi di giudizio per difenderti

Un altro pensiero che noi dobbiamo avere quando parliamo di come ridurre il carico fiscale è che noi pensiamo che tutti gli strumenti di risparmio fiscale siano uguali, nel senso che non tutti gli strumenti di pianificazione fiscale sono difendibili nello stesso modo.

Ci possono essere degli strumenti di risparmio fiscale che si possono difendere solo attraverso una sentenza di un giudice tributario in quanto facilmente contestabile dal funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

Quindi dobbiamo essere consapevoli che alcuni strumenti sono più difendibili.

Anche se fossimo i migliori commercialisti sulla terra, per qualche tipologia di strumento di pianificazione fiscale, ci potrebbero essere delle contestazione da parte del fisco e quindi questo implica semplicemente che per avere ragione bisogna passare attraverso un iter che è relativo ad un contenzioso con i giudici tributari, quindi c’è un primo grado, un secondo grado e un terzo grado.

Questa è una cosa che dobbiamo mettere in conto. Anche se andassimo dai migliori è così.

Quello che possiamo fare in questo caso è prevenire il più possibile questa cosa.

Non posso che farti presente che non tutti gli strumenti di risparmio fiscale sono facilmente difendibili, questo non viene per nulla discusso su internet.

O per la precisione, qualche strumento fiscale è poco difendibile, qualcuno sarà molto difendibile, mentre altri strumenti saranno con esito incerto in quanto sia il contribuente che l’Agenzia delle Entrate potrebbero avere ragione.

Come mai ci può essere questa incertezza?

Questo dipende dal fatto che la norma, per come è stata elaborata, potrebbe essere incerta e nessun giudice si è ancora espresso, oppure perché i giudici si sono espressi, ma hanno manifestato idee contrastanti.

Tutto questo NON significa che NON puoi utilizzare determinati strumenti di risparmio fiscale.

Significa che per determinati strumenti puoi aspettarti maggiori contestazioni in caso di controlli e quindi sta a te cercare di produrre il maggior numero di prove a tuo favore da mostrare ad un giudice.

Quello che personalmente mi preoccupa, in caso di controlli, è quello che è definito abuso del diritto.

Qui di seguito ti riporto la definizione dell’abuso del diritto:

Articolo 10-bis L. 27 luglio 2000, n. 212 (“Statuto del contribuente”): Secondo il comma 1 della norma, “configurano abuso del diritto una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti”. Gli elementi costitutivi della condotta elusiva posso così enuclearsi:

–condotta priva di sostanza economica;

–conseguimento di indebito vantaggio fiscale;

–essenzialità del vantaggio fiscale indebito.

L’abuso del diritto si verifica quando utilizzi degli strumenti contrattuali legali con il solo fine di ridurre le imposte.

Lo stato pretende che un contratto venga stipulato con un fine reale di interesse tra le parti e non solo con lo scopo di ridurre le imposte.

Ove tu fossi in questa situazione il funzionario, in caso di controllo, potrebbe contestare lo strumento che hai utilizzato e quindi farti pagare sanzioni e interessi.

Cosa da cui tu dovrai proteggerti.

Oltre a questo, c’è anche da dire che è impossibile pensare di vivere per 40 anni come imprenditori e pensare di non essere mai controllati o pensare di farla scapa in ogni accertamento fiscale.

Anche in caso di controlli è normale che nell’esercizio dell’attività ci siano errori piccoli o grandi, e quindi di dover pagare qualcosa in termini di maggiori imposte.

Come è impossibile pensare di vivere per 40 anni come imprenditore senza ricevere controlli, è molto difficile pensare di poter superare un accertamento senza neanche una piccola contestazione.

Cosa succede quando il funzionario dell’Agenzia delle Entrate contesta qualcosa mentre tu potresti avere ragione?

Che se avessi ragione o pensassi che il funzionario dell’Agenzia delle Entrate ti abbia contestato più imposte del dovuto, allora dovresti ricorrere ai 3 gradi di giudizio, ossia al parere della commissione tributaria provinciale, alla commissione tributaria regionale e alla Cassazione.

Prima di tutto contesti quello che il funzionario dell’Agenzia delle Entrate ha riportato sul suo verbale di contestazione e porti le prove a tuo favore davanti al giudice tributario provinciale.

La parte che perde, potrebbe fare un nuovo ricorso al giudice tributario regionale per contestare quello che è stato affermato dal giudice precedente.

Come ultima fase, la parte che perde in sede di giudizio del giudice tributario regionale, può fare ricorso ad un’apposita sezione della Corte di Cassazione per contrastare la sentenza del giudice precedente.

Ovviamente questo che ho scritto è molto sintetico, ma è utile per comprendere qual è la procedura che dovrai seguire per far valere i tuoi diritti e contestare quello che il funzionario dell’Agenzia delle Entrate ha segnalato.

Quando sei arrivato al punto di dover ricorrere al parere di un giudice, questo significa che tu vuoi dimostrare le tue ragioni, quindi significa che dovrai portare più prove possibili.

Queste prove possono consistere, per esempio, in documenti per provare che un atto ha una data certa, che un determinato fatto è effettivamente reale e avvenuto, che un determinato valore di una transazione sia quello vero di mercato, oppure che determinati giudici in precedenza si sono espressi a favore del contribuente in casi simili.

Quindi per difenderti, devi prepararti in anticipo, cercando di trovare più elementi di prova a tuo favore, sapendo che per determinati strumenti puoi sempre essere potenzialmente contestato.

In tutti i casi ricordati che tu o l’Agenzia delle Entrate potete arrivare fino al terzo grado di giudizio che corrisponde ad una sentenza della cassazione.

Solo con quest’ultima si può considerare tutto completamente definitivo (eventualmente il giudizio diventa definitivo in primo grado oppure al secondo grado se la controparte decide di non proseguire con il ricorso successivo).

In tutti i casi sarà una perdita di tempo e denaro per te perché richiederà energie, attenzione, commercialista o avvocato.

Ovviamente se devi difenderti devi difenderti, ma questo significa che più l’importo che ti contestano è elevato e più hai vantaggio a fare ricorso fino alla fine.

Più l’importo contestato è esiguo o minimo, più ti conviene pagare il prima possibile in modo da beneficiare della maggiore riduzione delle sanzioni consentita dalla legge.

In tutti i casi ricordati che l’Agenzia delle Entrate potenzialmente andrà fino agli ultimi gradi di giudizio.

Questo è dovuto in parte al fatto che al funzionario dell’Agenzia delle Entrate non gli costa nulla fare opposizione estrema, tanto paga il sistema Italia l’eventuale resistenza contro il contribuente ed il funzionario non paga nulla di tasca sua.

Come seconda cosa invece, c’è anche da dire che gli stessi funzionari, per evitare possibili contestazioni degli altri colleghi, cercano di contestare il più possibile al contribuente oggetto di controllo.

Questo appunto per evitare che altri colleghi gli possano contestare in futuro il suo lavoro di controllore fatto sul contribuente esaminato.

Questa cosa non è né colpa dell’Agenzia delle Entrate e neanche del contribuente o del commercialista, perché alcune tipologie di valutazioni o strumenti hanno bisogno di valutazioni di mercato, che possono essere valutate in maniera diversa da noi commercialisti, dagli imprenditori e dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Quindi questa cosa bisogna metterla in conto.

Quindi sappi che in caso di contestazione è bene prepararsi, il fisco procederà fino agli ultimi gradi di giudizio consentiti dalla legge e potrebbe anche contestarti cose su cui non ha piena certezza di aver ragione.

Solo nel caso in cui le sentenze della Cassazione siano allineate in modo solido verso una soluzione positiva per il contribuente, allora gli enti potrebbero prendere in considerazione di evitare la contestazione al contribuente.

Oltre a questo c’è anche da aggiungere che ogni decisione della Cassazione è una decisione specifica per quello specifico caso, quindi non è detto che si adatti al meglio al tuo caso.

Questo crea inevitabilmente ancora più incertezza, in quanto possono capitare sentenze parzialmente simili al tuo caso e che ti diano parzialmente ragione o parzialmente torto.

Quindi sapendo che solo le sentenze della Cassazione sono definitive, sapendo che non è detto che ci siano sentenze precedenti identiche al tuo caso, e sapendo che può capitare che i giudici si esprimano in modo diverso sugli stessi casi simili, questo non fa altro che aumentare l’incertezza, cosa con cui dobbiamo convivere.

Quello che è certo è il fatto che più l’importo contestato è contenuto e meno ho vantaggio a proseguire nel contenzioso tributario.

Mentre all’opposto, più l’importo contestato è elevato e più ti conviene provare a contestare il tutto presso il giudice tributario.

Tutto questo per mostrarti che quando si parla di risparmio fiscale, nessun commercialista può garantirti al 100% che tutti gli strumenti siano garantiti e certi al 100%.

Alcuni strumenti di pianificazione fiscale sono più difendibili, altri meno difendibili.

Sono cose che il contribuente deve valutare insieme al suo commercialista considerando la propria posizione fiscale personale, quella della S.r.l. e l’ammontare potenzialmente contestabile.

 

Parte 4: Ricordati che gli acconti d’imposta sono dei crediti d’imposta (e non sono a fondo perduto), se lo paghi prima, NON lo paghi dopo

Oltre al fatto che alcuni strumenti di pianificazione fiscale siano meno difendibili e alcuni siano più difendibili e quindi in caso di controlli, in alcuni casi, noi non possiamo evitare di avere un contenzioso con l’agenzia delle entrate, c’è un’altra cosa che dobbiamo sapere per comprendere se e quando paghiamo più imposte del dovuto.

O per lo meno, che ci fanno percepire di pagare più imposte del dovuto, quando in realtà le imposte di competenza sono minori.

Sto parlando degli acconti.

Infatti alcune volte posso esserci leggi che tolgono liquidità o ci fanno percepire una imposizione più alta.

In sintesi, l’acconto toglie liquidità alla tua azienda, in quanto paghi in anticipo dei soldi che per te sono un credito d’imposta nella dichiarazione dell’anno successivo a quello del pagamento.

Quando noi obbiamo versare degli acconti questi ci sembrano una cosa che dobbiamo pagare a titolo di imposte definitiva, quando in realtà sono dei crediti per l’anno successivo.

Questo perché se noi apriamo un’azienda nel 2019, a giugno 2020 dobbiamo pagare tutto quanto il saldo delle imposte dell’anno 2019 e dobbiamo anche pagare l’acconto dell’anno 2020.

Così facendo ci sembra di pagare molte più imposte di quello che è il carico fiscale vero.

Per mostrarti nel modo più semplice possibile cosa sia l’acconto, ti giro un pezzo di un’articolo precedente in cui mostro con un esempio cosa sia un acconto ed il suo effetto.

Cos’è l’acconto d’imposta?

Un’altra cosa su cui puoi fare confusione sono i versamenti fatti a titolo di acconto d’imposta.

In sede di dichiarazione, ogni anno, l’imprenditore deve versare delle imposte a saldo e delle imposte in “acconto per l’anno corrente”.

Questo significa che nel versamento dell’F24 una parte andrà versata a titolo di saldo delle imposte dell’anno precedente, mentre un’altra parte del versamento sarà fatta a titolo di acconto per la prossima dichiarazione dei redditi.

Il concetto principale che devi fare tuo è che ogni versamento fatto a titolo d’acconto d’imposta è, per te, un credito d’imposta che utilizzerai nella prossima dichiarazione dei redditi.

E’ più facile spiegarlo con un esempio numerico:

Esempio: ipotizziamo che tu abbia conseguito un utile di euro 1.000 durante il 2019. A giugno 2020 pagherai circa il 30% di imposte, ossia circa euro 300.

Ma attenzione, non devi pagare solo il saldo dell’anno 2019, c’è anche l’acconto del 2020 che devi gestire.

L’acconto è un versamento anticipato delle imposte, cosa che poi si trasformerà in “credito” per l’anno successivo.

E questo è il secondo fattore che, spesso, non è di facile individuazione.

Le imposte si pagano con un meccanismo di saldo e acconto ogni anno. Quindi una parte del versamento è per te un credito nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Le imposte che pagherai nella S.r.l. sono sempre il 30%, ma una parte sono versate in anticipo (tranne il primo anno di attività).

E’ più facile mostrarti l’acconto proseguendo con l’esempio utilizzato in precedenza…

Se tu inizi l’attività nel 2019, a giugno 2020 pagherai il saldo delle imposte del 2019, del 30%, più un ulteriore importo a titolo di acconto per l’anno 2020.

Quello che tu versi come acconto a giugno 2020, ti verrà conteggiato come minori imposte che pagherai nella dichiarazione di giugno 2021.

E questo meccanismo si ripeterà uguale fino alla chiusura della società. Anzi, a dirtela tutta, quando chiuderai la S.r.l. ti sembrerà di pagare meno imposte appunto perchè hai versato degli acconti d’imposta in precedenza.

Esempio: riprendendo l’esempio di prima, a giugno 2020 pagherai euro 300 come imposte del 2019, ma dovrai versare ulteriori 300 euro come acconto di imposte del 2020. Nella dichiarazione di giugno 2021, che considera i redditi prodotti nel 2020, dovrai nuovamente pagare le imposte a saldo, ma da quell’importo eliminerai euro 300 che hai versato a titolo di acconto l’anno precedente.

Con il meccanismo del versamento degli acconti, significa che paghi delle imposte in anticipo e quindi per la nostra S.r.l. significa che perdiamo liquidità perché diamo soldi in anticipo allo stato.

Se non stai attendo, si rischia di pagare più di quello che si sta incassando in un determinato anno per “colpa” degli acconti calcolati sugli utili generati durante l’anno precedente.

In tutti i casi, ricordati che gli acconti non sono parte della imposta da pagare in modo definitivo, perché li puoi avere indietro negli anni successivi se il tuo reddito si annulla o fosse contenuto rispetto a quanto previsto.

Una maggiore conoscenza o una maggiore comunicazione tra cliente e commercialista migliora la percezione del carico fiscale per quello che è.

Quindi anche la gestione degli acconto è un esempio di come noi commercialisti possiamo comunicare meglio questo aspetto, in modo da far percepire l’imposizione fiscale meno eccessiva rispetto a quella che è realmente.

Ciò non toglie che comunque anche il contribuente ha il dovere di informarsi su come funzionano i meccanismi fiscali.

 

Parte 5: Perché è importante per un commercialista specializzarsi?

Un punto importante che abbiamo discusso prima è che non esistono segreti o gabole per ridurre il carico fiscale, ma sono semplicemente strumenti di pianificazione fiscale che sono già previsti dalla legge e che tutti i commercialisti conoscono e che devono semplicemente essere applicati nella propria posizione fiscale grazie al controllo mensile della contabilità.

Qual è un problema che possiamo riscontrare noi commercialisti durante lo svolgimento della nostra attività?

E’ che abbiamo tante forme giuridiche diverse, ci sono per ognuna di esse tante norme fiscali, alcune specifiche alcune un po’ meno, e anche a livello civilistico ci sono tanti aspetti che possono essere affrontati.

Inoltre, anche dentro ogni tipologia di cliente, cambia il meccanismo di pianificazione fiscale in funzione del fatto che questi siano grandi aziende o piccole aziende.

Questo comporta che per noi commercialisti, se vogliamo affrontare una miriade diversa di clienti, abbiamo una complessità sempre maggiore e incominciamo ad avere più problemi.

Il problema aumenta ancora di più nel momento in cui abbiamo collaboratori, perché prova a pensare, anche i collaboratori avranno la stessa complessità che ha il commercialista con i suoi clienti.

Più complessità per il commercialista, più complessità per i collaboratori significa più errori da parte dello studio del consulente, creandogli problemi perché deve rimborsare il cliente per gli errori commessi e quindi clienti scontenti per i problemi causatogli.

Quindi più rendiamo il lavoro semplice al nostro collaboratore, più riusciamo ad evitare errori e più riusciamo ad avere clienti contenti.

Faccio un piccolo esempio stupido: se io commercialista (lo stesso vale per un imprenditore) avessi 2 opzioni, l’opziona A di fare un milione di fatturato, con 100 tipologie di clienti diversi e l’opzione B di fare un milione di fatturato con una sola tipologia di cliente, è ovvio che nel secondo caso, avrei le stesse tipologie di problemi per tutti i clienti che avranno bisogno delle stesse soluzioni che abbiamo già testato ripetutamente e il collaboratore sarà più pronto a gestire queste cose che si ripetono uguali.

Fare un milione di euro di fatturato con una tipologia di cliente è molto meglio che fare un milione di fatturato con 100 tipologie di clienti diversi.

Avere clienti con gli stessi problemi, che hanno bisogno delle stesse soluzioni, questo riduce gli errori rendendo  il cliente più contento ed è più facile che ci faccia un passaparola positivo.

Questa cosa non la smetterò mai di ripetere, anche se è una cosa banale o difficile da realizzare, dobbiamo trovare un modo per specializzarci per ridurre al minimo gli errori della nostra azienda.

Non dico che sia una cosa veloce, la specializzazione è un processo e potrebbe impiegare anni.

Ci possono essere più tipologie di specializzazioni, in base alla forma giuridica dei clienti (cosa che ho scelto io, trattando di risparmio fiscale utilizzando la S.r.l.), per tipologie di settore in cui lavora il cliente, esempio e-commerce, artigiano ecc, oppure anche in base a come vuoi erogare il servizio, ossia online oppure offline.

La specializzazione ha un altro importante vantaggio. Oltre al fatto di diminuire gli errori del tuo studio, hai anche un motivo per comunicare su internet ed acquisire clienti.

 

Parte 6: Detrazione, deduzione, imposte, contributi e tasse: cosa serve sapere per diminuire il carico fiscale?

Un altro concetto che voglio condividere con te è sulla detrazione, deduzione e poi dopo sulla differenza tra imposte tasse e contributi.

Molte persone vogliono conoscere questa differenza, quindi qui di seguito ti mostro le differenze tra questi concetti e come li puoi utilizzare per diminuire le imposte ed i contributi.

Prima affrontiamo le differenze tra deduzione e detrazione, che a mio parere non è proprio una cosa che l’imprenditore deve sapere per ridurre le imposte, però e meglio affrontarla che tanto è una cosa semplice che possiamo imparare subito.

La deduzione è un qualcosa che va a ridurre il fatturato.

L’esempio più banale è che in ogni contabilità ci sono i ricavi, ossia il fatturato e la deduzione è tutto quello che va a ridurre il fatturato, come ad esempio i costi aziendali.

Quindi è un concetto semplice, la deduzione è come se fosse un costo.

In maniera opposta ragiona la detrazione. Questa non va a ridurre il fatturato, ma va a ridurre l’imposta stessa.

L’esempio più semplice, secondo me, è quando noi facciamo un acquisto abbiamo un credito iva e quel credito iva non va a ridurre l’imponibile, va a ridurre l’iva che noi andiamo a versare fisicamente come iva, ogni trimestre ogni mese.

Quindi l’iva in accredito è una detrazione perché va a ridurre l’imposta Iva che dobbiamo versare nel mese o nel trimestre.

Questa è la differenza tra deduzione e detrazione, ma qui non ci sono tanti strumenti di pianificazione fiscale nel conoscere questi 2 meccanismi.

L’altra differenza veramente importante secondo me è quella esistente tra imposte, tasse e contributi perché hanno meccanismi fiscali diversi.

Perché è importante conoscere la differenza tra questi 3 elementi, imposte, tasse e contributi?

Prima di tutto devo dire che noi impropriamente utilizziamo il termine tasse per descrivere il carico fiscale complessivo, quando invece il carico fiscale che noi paghiamo è costituito dalle imposte e dai contributi.

Le cose che noi vogliamo veramente ridurre in Italia non sono le tasse, ma le imposte ed i contributi.

Ti faccio un esempio per mostrarti il perché.

Avete presente quando voi pagate l’F24 della vostra dichiarazione dei redditi?

In quel F24 voi non pagate le tasse, ma pagate le imposte, perché le persone fisiche pagano l’imposta Irpef che è un acronimo di Imposta Reddito Persone Fisiche, che è appunto, una imposta e non una tassa.

Le S.r.l nel modello F24 della loro dichiarazione dei redditi non pagano le tasse, ma pagano le imposte, perché pagano l’Ires che significa Imposte sul reddito delle società.

Quindi l’imposta è tutto quello che paghi al fisco in funzione del reddito che tu produci.

Le tasse le paghi quando chiedi un servizio statale e la collettività ti richiede un pagamento specifico per quel specifico servizio di cui hai usufruito.

In un certo senso, una tassa è il ticket sanitario, accedi ad un servizio sanitario specifico, quindi ti fanno pagare dei soldi per il servizio aggiuntivo.

L’altra grande cosa che paghi sono i contributi.

I contributi sono quelle cose che noi paghiamo per avere diritto alla pensione, cosa che è giusto pagare per avere anche il diritto alle cure mediche in caso di malattia, maternità ecc.

Riconoscere che il carico fiscale in Italia è alto perché ci sono anche i contributi da pagare è importante, perché questi 2 elementi hanno meccanismi di calcolo diversi e se vuoi ottimizzarli devi fare cose diverse.

A noi come imprenditori conoscere queste 2 piccole differenze ci permette di ottimizzare il carico fiscale, o comunque rendere la gestione fiscale più efficiente.

Conoscere la differenza tra imposte, tasse e contributi è importante per ottimizzare il carico fiscale, mentre conoscere la differenza tra deduzione e detrazione è meno impostante per ridurre il carico fiscale.

 

Parte 7: Perché è importante ridurre il carico fiscale in Italia e perché ho deciso di specializzarmi sulle S.r.l.?

Ci sono altri 2 punti che dobbiamo discutere insieme.

Il primo è perché, posto che l’utile debba essere consistente e che sia anche liquido, effettivamente in Italia il problema fiscale ce l’abbiamo.

Perché in Italia il carico fiscale è un problema e lo devi diminuire?

  1. Ce l’abbiamo perché se non stiamo attenti, il carico fiscale in Italia (carico fiscale e contributivo) può essere superiore anche al 70% e ovviamente è una cosa troppo onerosa per tutti noi;
  2. Oltre a questo, diminuendo questo importo massimo di carico contributivo e fiscale, possiamo aumentare il ritorno sul nostro ROI del nostro investimento aziendale mantenendo uguale il modello di business.

Perché ho deciso di focalizzarmi sulle S.r.l.?

Faccio una piccola premessa, questo vale per tutti i commercialisti, ci sono mille specializzazioni che ogni commercialista può scegliere, non dico che la mia sia corretta o meno, però è già dal 2017 scrivo articoli fiscali in cui mostro strumenti di pianificazione fiscale previsti per le S.r.l. in un blog che si chiama efficacia fiscale.com.

La mia focalizzazione funziona e sono contento, perché sto ottenendo dei risultati e la mia azienda sta crescendo di anno in anno.

Non dico che sono milionario, devo ancora ottenere molte cose che mi sono programmato di raggiungere, però comunque è in crescita e sono contento.

Mi sono focalizzato sulle S.r.l. per 2 motivi:

  • Perché è la forma giuridica che ti permette di utilizzare il maggior numero di strumenti di pianificazione fiscale, per un motivo o per un altro, in se per se non è solo ridurre le imposte delle S.r.l..

Quello che io propongo è di ridurre le imposte in generale dell’imprenditore utilizzando il veicolo della S.r.l..

Questo è quello che faccio io, non solo ridurre le imposte della S.r.l., ma come ridurre le imposte utilizzando una S.r.l..

  • Seconda cosa perché noi imprenditori dobbiamo comunque fare investimenti, fare test e quindi molte volte capita che alcune cose vanno bene, alcune cose vanno male e ovviamente la forma giuridica delle S.r.l. è la forma giuridica che ci permette di limitare i danni di un eventuale insuccesso limitatamente al capitale che noi investiamo.

Questi sono i due principali motivi per cui ho scelto di specializzarmi negli strumenti di pianificazione fiscale che gli imprenditori possono utilizzare grazie alla S.r.l..

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare hai ottenuto tutte le informazioni che ho condiviso con le persone presenti all’evento ImprendiFood di Stefano Versace.

Nell’intervento, in sintesi, volevo semplicemente mostrare che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista.”

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento, tutelare la tua famiglia o il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l..

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l..

Stai, però, attento perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 64% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte minime che puoi pagare, sono del 28%.

Tra il 64% di imposte ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l..

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidessi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che potresti accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai più utili rispetto a prima, più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare le imposte della S.r.l. dal 64% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l..

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare un’email direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti che puoi utilizzare con la tua S.r.l. per ridurre il carico fiscale dal 64% al 28%.

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Scegli uno dei 4 canali disponibili:

1) inserire la tua migliore email nel form qui sotto. Ciò ti consentirà di scaricare il manuale con gli strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l.;

2) chiamarmi al numero verde 800 820 777, ti risponderà una mia segretaria che ti chiederà il tuo numero di cellulare e la tua email. In questo modo potrò richiamarti io personalmente;

3) iscrivendoti al gruppo chiuso di Facebook di Efficacia Fiscale ®;

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