Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana ti parlerò di un argomento molto importante per te, che hai una S.r.l. e devi prendere strade diverse dal tuo socio, ma vuoi evitare di perdere tempo e denaro dal notaio.

Spesso gli imprenditori credono che, per separarsi dal proprio socio, si debba per forza andare dal notaio a fare un atto di cessione quote e, quindi, dover sostenere spese per doversi separare, ma non è così.

O, per lo meno, c’è un modo che consente ai soci di S.r.l. di potersi separare senza andare dal notaio nel rispetto della legge.

Questa cosa non l’ho inventata io, ma lo ha stabilito il Ministero Sviluppo Economico con la nota n. 30197 del 13/02/2012 in cui fornisce chiarimenti in merito ai requisiti da rispettare nel momento in cui un socio recede dalla S.r.l., o viene escluso, e la società abbia all’interno riserve di utili accumulate nel corso del tempo.

Il mio compito, come commercialista, non è solo quello di mostrare la legge ai miei clienti, ma è, soprattutto, di adattare la legge alle specifiche situazioni dei clienti consentendo loro di prendere la strada che permette loro di ottenere lo stesso risultato, spendendo il meno possibile.

In un certo senso, anche questa, è Efficacia Fiscale per le S.r.l. .

Il contenimento del carico fiscale non si ottiene soltanto diminuendo le imposte e i contributi da pagare ma, anche, evitando di sprecare soldi con commercialisti, avvocati e notai quando è possibile farne a meno.

L’unico ingrediente che devi avere è quello della conoscenza, più cose studi nel mio blog www.efficaciafiscale.com, più puoi tagliare il carico fiscale, le imposte, i contributi ed evitare sprechi di soldi per gli adempimenti burocratici per la tua S.r.l. .

Ma, attenzione, per poter risparmiare bisogna conoscere bene le regole del gioco, infatti, puoi separarti dal socio della S.r.l. senza pagare il notaio solo nel rispetto di specifiche condizioni.

Cosa che conoscerai solo nel proseguimento della lettura di questa nuova circolare.

Questa circolare ti permette di ottenere importanti informazioni che vanno oltre al semplice risparmio dei costi.

Infatti, oltre a pagare meno per ottenere il tuo obiettivo, puoi sottrarti dal perdere tempo nel fare incontri e procedure per vedere il tuo socio da cui ti devi separare.

Anche se la separazione avviene in modo amichevole, evitare il doversi incontrare da un notaio ti farà, sicuramente, risparmiare tempo, cosa che, per gli imprenditori, significa risparmiare ulteriore denaro.

Evitando burocrazia con il vecchio socio eviterai di innervosirti nel rivederlo, cosa che, sicuramente, migliorerà anche la tua salute.

Il fatto che sarai meno alterato, e con meno pensieri negativi per la testa, ti permetterà di vivere momenti migliori con la tua famiglia, amici, fidanzata, moglie e partner commerciali.

Per lo meno ti permetterà di essere più lucido quando passerai del tempo con loro e nel momento in cui dovrai stipulare accordi economici con clienti e fornitori.

Inutile aggiungere che, conoscere quello che è custodito in questa circolare, ti permette di evitare che gli altri soci si possano approfittare di te minacciandoti e assumendo un comportamento distruttivo per la tua S.r.l. o per il tuo futuro progetto imprenditoriale.

Eviterai, allora, di credere ciecamente a tutto quello che i professionisti potranno dirti, anche in buona fede, ma che, probabilmente, potrebbe non sarebbe un buon consiglio per te.

Tutto questo ti consentirà di opporti con fermezza a soci pericolosi e professionisti, cosa che ti metterà nelle condizioni di essere rispettato da loro perché sapranno molto bene di avere a che fare con uno che sa bene quello che la legge gli mette a disposizione per difendersi da chi vuole danneggiare la sua S.r.l. .

Questa cosa ti consentirà di raggiungere i tuoi obiettivi imprenditoriali con la tua S.r.l., cosa che ti farà sentire, ora, in pace con te stesso per i risultati che hai ottenuto, e ti permetterà di osservare, con serenità,  indietro, tutta la strada che hai fatto ed  tutti i soci, non collaborativi, che hai dovuto affrontare.

Potrai, dunque, guardare a testa alta tutti i detrattori, amici, familiari, terzi, concorrenti che hanno scommesso sul tuo fallimento e che, da adesso, ti rispettano per quello che hai creato, sapendo che non sei un pollo che si fa spennare dal primo socio che cerca di distruggere la tua S.r.l. semplicemente perché non si impegna tanto quanto te.

Inutile dire che, tutto questo, ti fa guadagnare tempo e pace mentale che ti consentirà di vivere in modo maggiormente spensierato l’essere imprenditore, con maggiore sicurezza sul tuo patrimonio e iniziare a prenderti tutto il tempo per te stesso che ti sei sempre meritato.

Se vuoi ottenere questo, basta proseguire con la lettura di questa circolare.

Quindi, bando alle ciance e let’s go…

 

Come puoi separarti dal tuo socio della S.r.l.?

In generale i soci di una S.r.l. si possono “separare” in questi 3 modi:

  • Atto di cessione quote: un socio cede le quote della S.r.l. ad un altro soggetto liberamente in cambio di una somma di denaro (salvo delle clausole di prelazione e gradimento, ma di queste te ne parlerò in un’altra circolare);
  • Recesso di un socio: ossia un socio decide volontariamente di uscire dalla società e chiede il rimborso dei soldi alla società, meglio se comunicato con un atto con data certa. Cosa che deve essere regolamentata, e lo vedrai di seguito. In un certo senso è il caso in cui il socio vuole allontanarsi dagli altri soci. Perché non condivide determinate scelte aziendali.
  • Esclusione di un socio: questo è il caso opposto al punto precedente. Un socio viene allontanato dagli altri soci dalla S.r.l. e la società gli paga la sua quota. Il socio escluso viene rimborsato di una somma che è pari al valore della quota. Anche questa cosa la vedrai nel proseguimento della circolare.

Tecnicamente ci sarebbe anche un quarto caso, ossia la morte di un socio, ma l’omicidio non è contemplato nelle mie circolari 😉 .

Per fare questi atti serve un notaio (oppure il commercialista solo nel caso di trasferimento delle quote della S.r.l.) ma, per quello che riguarda il recesso e l’esclusione in uno specifico caso, si può fare il tutto senza ricorrere al notaio, facendo solo una comunicazione in camera di commercio.

Prima di vedere insieme come fare la pratica senza il notaio per allontanarsi da un socio di S.r.l. evitando spese eccessive, scopriamo quali sono i casi in cui è possibile utilizzare il recesso e l’esclusione del socio.

Premetto che, in questa circolare non si tratterà di una separazione “cattiva” ma, semplicemente, di una volontà legittima da parte di tutti i soci di volersi distaccare dalla S.r.l. che hanno in comune.

 

Cosa dice la legge per il recesso del socio delle S.r.l.?

Il recesso di un socio in una S.r.l. è previsto dall’articolo 2473 del Codice Civile e te lo riporto qui di seguito.

Art. 2473

Recesso del socio

L’atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e le relative modalità. In ogni caso il diritto di recesso compete ai soci che non hanno consentito al cambiamento dell’oggetto o del tipo di società, alla sua fusione o scissione, alla revoca dello stato di liquidazione al trasferimento della sede all’estero alla eliminazione di una o più cause di recesso previste dall’atto costitutivo e al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto della società determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci a norma dell’articolo 2468, quarto comma. Restano salve le disposizioni in materia di recesso per le società soggette ad attività di direzione e coordinamento.

Nel caso di società contratta a tempo indeterminato il diritto di recesso compete al socio in ogni momento e può essere esercitato con un preavviso di almeno centottanta giorni; l’atto costitutivo può prevedere un periodo di preavviso di durata maggiore purché non superiore ad un anno.

I soci che recedono dalla società hanno diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale. Esso a tal fine è determinato tenendo conto del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso; in caso di disaccordo la determinazione è compiuta tramite relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale, che provvede anche sulle spese, su istanza della parte più diligente; si applica in tal caso il primo comma dell’articolo 1349.

Il rimborso delle partecipazioni per cui è stato esercitato il diritto di recesso deve essere eseguito entro centottanta giorni dalla comunicazione del medesimo fatta alla società. Esso può avvenire anche mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni oppure da parte di un terzo concordemente individuato da soci medesimi. Qualora ciò non avvenga, il rimborso è effettuato utilizzando riserve disponibili o, in mancanza, corrispondentemente riducendo il capitale sociale; in quest’ultimo caso si applica l’articolo 2482 e, qualora sulla base di esso non risulti possibile il rimborso della partecipazione del socio receduto, la società viene posta in liquidazione.

Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se la società revoca la delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della società.

In sostanza con il recesso un socio decide di uscire dalla S.r.l. e deve ricevere, dalla società, dei soldi.

Il valore della quota deve avere il valore di mercato, quindi ,sarà determinato da un apposito perito e, in caso di controversia, si ricorrerà ad un perito del tribunale.

 

Per quali motivi i soci possono recedere dalla S.r.l.?

Dunque, dalla lettura dell’articolo del Codice Civile, si elencano i motivi per cui un socio può recedere dalla società e richiedere indietro i soldi dalla medesima:

a) L’atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e le relative modalità.

b) In ogni caso il diritto di recesso compete ai soci che non hanno consentito:

  • al cambiamento dell’oggetto
  • o del tipo di società,
  • alla sua fusione o scissione,
  • alla revoca dello stato di liquidazione
  • al trasferimento della sede all’estero
  • alla eliminazione di una o più cause di recesso previste dall’atto costitutivo e
  • al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto della società determinato nell’atto costitutivo
  • o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci

c) Nel caso di società contratta a tempo indeterminato il diritto di recesso compete al socio in ogni momento

 

Cosa dice la legge per l’esclusione dei soci delle S.r.l.?

L’esclusione di un socio della S.r.l. è prevista dall’articolo 2473-bis del codice civile.

Art. 2473-bis

Esclusione del socio

L’atto costitutivo può prevedere specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa del socio. In tal caso si applicano le disposizioni del precedente articolo, esclusa la possibilità del rimborso della partecipazione mediante riduzione del capitale sociale.

In sostanza i soci decidono durante la costituzione della società che, un certo socio, sia obbligato ad uscire dalla società e che, la S.r.l., debba pagare la quota al socio che è obbligato ad allontanarsi.

Per quali motivi puoi fare l’esclusione?

L’esclusione di un socio si può, quindi, chiedere per giusta causa prevista dall’atto costitutivo. Sono gli stessi soci a stabilire le condizioni dell’esclusione del socio.

 

Qual è la procedura per allontanarmi dal socio della S.r.l. senza pagare il notaio?

In generale, tutte le volte che devi modificare l’atto costitutivo originario della S.r.l. serve il notaio (oppure un commercialista solo per la cessione delle quota).

Ma la circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n. 30197 del 13 febbraio 2012 ha delineato una cosa importante che permette, di fatto, di separarsi dal socio della S.r.l. senza bisogno di andare dal notaio e utilizzando una comunicazione da parte dell’organo amministrativo da inviare alla camera di commercio.

Pertanto, ho voluto condividere le informazioni importanti di questo documento del per mostrarti che, questa cosa, non la dico io, ma è stato proprio il Ministero che ha stabilito che, per determinati casi, in determinate situazioni e condizioni, si può evitare il notaio nel caso in cui, i soci di S.r.l., decidano di prendere strade diverse.

Questo intervento del Ministero è stato emanato in risposta ad una domanda posta dalla Camera di Commercio di Treviso, risposta che, poi, è stata comunicata a tutte le Camere di Commercio d’Italia.

Per esempio, noi, per provare l’efficacia, abbiamo inviato  una richiesta alla Camera di Commercio della Romagna che ci ha confermato la validità dell’intervento del ministero e, quindi, la possibilità di separare i soci senza l’intervento del notaio.

Qui, di seguito, ti riporto le informazioni principali presenti nella circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n.30197 del 13 febbraio 2012 e, per ogni pezzo, ti riporterò una semplice descrizione.

 

Pezzo 1: “Con nota prot. N. 2833 del 22/12/2011 codesta Camera si sofferma sulla problematica dei trasferimenti di quote di società a responsabilità limitata derivanti da recesso o esclusione di socio ex art. 2473 e 2473-bis cod. civ., nell’ipotesi in cui la liquidazione della quota avviene mediante utilizzo di riserve disponibili con conseguente “accrescimento” proporzionale delle quote dei soci superstiti.”

In questo pezzo si vede che, la Camera di Commercio di Treviso, ha interpellato il Ministero per chiedere informazioni specifiche nel caso in cui l’operazione abbia le seguenti caratteristiche:

  • Società S.r.l.;
  • Trasferimento di quote in caso di recesso o esclusione del socio;
  • Liquidazione della quota del socio mediante utilizzo di riserve disponibili nella S.r.l.;
  • Successivo accrescimento proporzionale delle quote dei soci superstiti (se un socio esce dalla S.r.l., gli altri soci avranno una percentuale diversa nella società rispetto a prima).

Dunque, il caso oggetto di domanda, comprende tutte le situazioni come queste, che hanno queste caratteristiche sopracitate.

 

Pezzo 2:Il secondo orientamento si basa, invece, sull’assunto che questa tipologia di trasferimento di quota non configura un vero e proprio acquisto da parte dei soci superstiti, atteso che la partecipazione è propriamente “rimborsata” dalla società mediante l’utilizzo di riserve e non già acquistata dagli altri soci verso il pagamento di un corrispettivo, sicchè non ricorrono, a stretto rigore, gli estremi per l’applicazione dell’art. 2470 del codice civile (ossia che ci vuole il notaio). Si configurerebbe, pertanto, un’ipotesi atipica di modifica dell’assetto societario per la quale la legge non ha espressamente previsto la modalità di comunicazione al registro delle imprese. Secondo questo orientamento, ai fini dell’iscrizione delle variazioni intervenute nella compagine sociale, occorre procedere alla presentazione di apposita domanda, sottoscritta da un amministratore, corredata dalla copia semplice (scansione ottica) della delibera della società che dispone la liquidazione della quota al socio receduto o escluso, mediante l’utilizzo delle riserve disponibili e il conseguente accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti.

Ciò premesso, chiede codesta Camera, anche al fine di uniformare le prassi applicative dei vari uffici del registro delle imprese, di conoscere l’avviso di questa Amministrazione al riguardo.

In questo pezzo si comprende che, la Camera di Treviso, ha proposto due soluzioni al Ministero, di cui, la seconda, prevede di non utilizzare il notaio nei casi in cui, il socio della S.r.l., receda o sia stato escluso e sia rimborsato utilizzando le riserve della società (in un certo senso utilizzando gli utili accantonati nel corso degli anni di vita della S.r.l.) perché di fatto non si andava a diminuire il capitale sociale originariamente versato dai soci.

Dunque, a parere di questo orientamento, non essendoci modifica del capitale sociale, non c’è bisogno del notaio.

Inoltre, qui, la Camera di Commercio, propone di poter fare questo atto, semplicemente, con una domanda sottoscritta da un amministratore e contenente una delibera dei soci con cui si mostra che, il socio, è receduto o escluso e che questo sia stato rimborsato utilizzando le riserve che la S.r.l. ha accumulato nel corso del tempo.

Facendo questo, le percentuali di partecipazione dei soci che rimangono nella società, saranno “aggiornate” in considerazione del fatto che un socio è uscito.

Pertanto, la risposta dell’Ente è stata la seguente:

 

Pezzo 3: A tale proposito, si formula il seguente parere, sulla cui impostazione l’Unioncamere ha dichiarato di concordare.

Si ritiene che la soluzione da preferirsi sia la seconda. Nei casi esaminati, infatti, non ci si trova di fronte ad un vero e proprio atto di trasferimento della quota, per il quale si imporrebbe il ricorso alle formalità previste dall’art. 2470 del Codice Civile (ossia che non serve il notaio).

In sintesi, si è confermata la soluzione proposta dalla Camera di Commercio di Treviso.

Quindi, nel caso in cui ci sia un recesso ed esclusione del socio della S.r.l., la liquidazione della sua quota sia pagata con le riserve della società con conseguente accrescimento proporzionale dei soci superstiti, non serve il notaio.

Basta una dichiarazione da parte dell’amministratore insieme alla delibera della società in cui si prende atto del recesso o dell’esclusione nelle modalità sopra indicate.

 

Check list di sintesi della circolare

Qui, di seguito, ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce:

  1. Quando un socio di S.r.l. vuole uscire dalla società può utilizzare 3 diverse strade: 1. Cedere le quote, 2. Il recesso, 3. L’esclusione;
  2. Per tutte e 3 le opzioni serve il notaio (e, ok, per la cessione di quote delle S.r.l. può farla anche un commercialista, ma è ugualmente un costo per te);
  3. Ma c’è un caso specifico in cui puoi fare il recesso e l’esclusione SENZA il notaio;
  4. Infatti, nel caso in cui ci sia il recesso (o l’esclusione) del socio e la quota è pagata con le riserve della S.r.l. con successivo aumento proporzionale delle quote dei soci residui, allora non serve il notaio;
  5. Con quelle condizioni basta una comunicazione dell’amministratore e la delibera della società in cui si mostrano le caratteristiche dell’operazione da inviare alla camera di commercio;
  6. Cosa che ti permetterà di evitare di pagare circa euro 1.000/1.200 per ogni singolo atto di cessione quote.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare ora conosci la procedura che ti consente di separarti dal socio della S.r.l. senza ricorre al notaio e, di conseguenza, evitare spreco di denaro e di tempo (che, per l’imprenditore, equivale ad altro denaro).

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

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