Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per affrontare l’argomento a monte delle varie tematiche che normalmente tratto nei miei articoli, ossia aumentare gli utili e risparmiare il più possibile imposte e contributi: gli adempimenti contabili ed amministrativi e i dichiarativi fiscali che deve fare una S.r.l. .

Da commercialista che ama lavorare, gomito a gomito, con gli imprenditori, e che proviene da una famiglia di imprenditori, so bene che gli obiettivi di chi ha, o decide di costituire una S.r.l, sono essenzialmente tre:

  1. fare sempre più utili,
  2. risparmiare il più possibile imposte e contributi,
  3. evitare di pagare sanzioni per errori e/o omissioni dovuti a sviste o a non conoscenza della materia.

Obiettivi raggiungibili tramite la corretta tenuta della contabilità e la corretta redazione/trasmissione del Bilancio CEE e dei dichiarativi fiscali.

Vista l’importanza ho deciso di registrare un Podcast per trattare l’argomento non dal punto di vista del commercialista (sarebbe troppo facile), ma da quello dell’imprenditore.

Podcast che ho, poi, trasformato nell’articolo che stai per leggere (a proposito, se non ti sei ancora registrato al blog www.efficaciafiscale.com ricorda di farlo utilizzando l’apposito link per avere accesso al materiale messo gratuitamente a disposizione degli utenti registrati) e, forse, a breve registrerò un video oppure organizzerò una diretta sul mio canale YouTube Commercialista Calisti proprio su questo argomento.

Sei pronto a conoscere gli adempimenti che ti consentiranno di avere sempre più soldi a disposizione?

Bando alle ciance and let’s go…

 

Premessa: il ruolo del commercialista

Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo podcast del blog di Efficacia Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per tutti gli imprenditori che hanno una S.r.l. o che ne vogliono aprire una nuova.

Oggi analizzeremo insieme un argomento che è alla base di qualsiasi S.r.l., ossia parleremo degli adempimenti contabili e dei dichiarativi fiscali che tutti noi, imprenditori di una S.r.l., dobbiamo affrontare.

In primo luogo, dobbiamo precisare che l’obiettivo di qualsiasi S.r.l. è quello di fare utili, utile che andrà, poi, a trasformarsi prima come adempimenti contabili a partire subito dopo la costituzione e, dall’anno successivo, anche come tutta una serie di dichiarativi per comunicare, appunto, i dati della contabilità.

Dunque, per poter fare utili, e quindi non avere eventuali problemi fiscali devono, prima di tutto, esserci delle cose che il commercialista deve fare sulla tua S.r.l. e che devi conoscere per comprendere quali sono gli adempimenti ordinari che può avere una società nel suo esercizio d’impresa.

Non devi assolutamente sostituirti al tuo commercialista per fare la contabilità o la dichiarazione dei redditi; cosa che, comunque, sarebbe alquanto impossibile dato che ci vuole esperienza e anni di pratica.

Ovviamente lo scopo di questo articolo non è quello di elencare le indicazioni necessarie per fare questi adempimenti contabili in autonomia, ma per metterti al corrente degli adempimenti fiscali “normali” che deve avere una S.r.l., quali cose devi comunicare al commercialista, quali sono le cose da fare per avere un rapporto normale con la tua società.

Cosa che ti permetterà di migliorare il rapporto con il tuo commercialista tutto a vantaggio della tua S.r.l. .

Ricordiamo che l’imprenditore che non ha problemi fiscali prima di tutto fa utili e, per fare utili deve svolgere adempimenti contabili e amministrativi che, appunto, bisogna conoscere.

Oggettivamente ogni imprenditore che ha una gestione ottimale della propria società conosce gli adempimenti che vi si svolgono al proprio interno, in base ai quali ci sono vari step da effettuare.

Oggi parliamo di questo principale aspetto, degli adempimenti burocratici ed amministrativi di una S.r.l. dal lato dell’imprenditore e non dal lato del commercialista.

Ipotizziamo di aprire una nuova S.r.l. .

Si va dal notaio (è l’unico modo per costituire una società di questo tipo, con l’esclusione delle S.r.l. Start Up innovative, anche se sembra che, dal 2021, anche lì ci voglia un portale con il supporto di un notaio), si sceglie un commercialista che si occuperà dell’apertura della partita Iva.

Dopo una settimana, avremo nuovamente bisogno del commercialista perché si dovrà dichiarare l’inizio attività della nostra società in Camera di Commercio e, dunque, comunicare anche quali soci sono operativi.

Per un anno di attività avremo tutti gli adempimenti normali della contabilità, ma non gli adempimenti relativi ai dichiarativi fiscali.

 

Gli adempimenti fiscali: le due macro categorie

Per quanto riguarda gli adempimenti burocratici di una S.r.l. dobbiamo sapere che ci sono due grandi macro categorie:

1- Contabilità, registrazione di fatture di acquisto e vendita e movimenti dei conto correnti;

2- Dichiarativi, ossia dichiarazione dei redditi, dichiarazione Iva e dichiarazioni Irap. Queste dichiarazioni vengono fatte l’anno successivo alla costituzione della S.r.l. e riguardano tutti quei documenti, quei file, che vanno comunicati all’Agenzia delle Entrate e che riepilogano i dati della contabilità precedente.

Riassumendo: si va dal notaio per costituire la società.

Mentre dal commercialista si va per aprire la partita Iva, per dichiarare l’inizio attività in Camera di Commercio, poi, successivamente per consegnare i documenti (fatture emesse, fatture ricevute, estratti conto, prima nota) così da dargli la possibilità di registrarli e di far calcolare le imposte Iva da versare.

Il primo anno di attività, non essendo ancora chiuso, le imposte sul reddito non possiamo pagarle, possiamo solo pagare l’Iva mensilmente o trimestralmente.

Consiglio di farlo mensilmente per trovarsi il c/c più pulito dalle imposte, evitando di avere soldi in eccesso sul c/c e, magari, un debito per le imposte (tanto ai fini Iva vi è l’obbligo di versarle allo Stato).

Quindi, bisogna dare la possibilità al commercialista di accedere al nostro cassetto fiscale per prelevare le fatture emesse e ricevute e di munirlo dell’estratto conto.

Potrebbe chiederti anche il file con il codice XML o altri file come ad esempio CSV, per permettere l’inserimento semi automatico del tuo estratto conto; cosa, per esempio, che noi già facciamo.

Aggiungo anche che se si hanno delle movimentazioni per cassa, per pagare fornitori, fare piccole spese, bisogna compilare un file Excel dove vengono segnalati tutti i prelevamenti fatti dalla banca messi nella cassa aziendale per effettuare, appunto, i pagamenti durante l’anno.

L’anno successivo, dopo aver chiuso l’anno d’imposta, si riparte con la contabilità, si continueranno a dare i documenti elencati precedentemente, ma bisognerà aggiungere un secondo step: bisognerà appunto consegnare documenti aggiuntivi, ossia le dichiarazioni fiscali.

L’aspetto burocratico della S.r.l., come per tutte le forme giuridiche, prevede la contabilità il primo anno e, dal secondo anno, l’aggiunta di adempimenti dichiarativi, ossia quegli adempimenti che vanno a dichiarare, o meglio a riepilogare, tutti gli elementi che sono presenti nella contabilità.

 

Dichiarativi fiscali che deve fare una S.r.l. almeno una volta all’anno (tranne l’anno in cui è costituita)

Vediamo insieme questa serie di documenti fiscali, pochi ma importanti da conoscere.

Dichiarazione Iva

Finito l’anno, il primo dichiarativo da concludere ed inviare all’Agenzia delle Entrate è la dichiarazione Iva, che serve per riepilogare tutte quelle operazioni, di vendita e di acquisto, e calcolare l’eventuale saldo a debito, o a credito, da utilizzare.

Tutte informazioni che il commercialista può calcolare in autonomia con le fatture dell’anno precedente.

Sapere i dati della dichiarazione dei redditi può essere utile perché ti permette di sapere che si può pagare l’Iva a saldo dell’anno precedente oppure si avrà l’Iva a credito, da utilizzare a compensazione per pagare altri tributi.

Per utilizzare il credito, ovviamente, ci sono regole ben precise da seguire, che non elencherò in questo podcast, ma è bene sapere il momento in cui il commercialista invia la dichiarazione dei redditi per utilizzare il credito Iva, così da pagare vari tipi di imposte e avere, quindi, una maggiore liquidità.

Bilancio CEE (ossia il bilancio da depositare in Camera di Commercio)

L’altro dichiarativo che interviene dopo pochi mesi è il famoso Bilancio CEE in Camera di Commercio.

Qui entra in gioco anche l’imprenditore, perché il bilancio CEE è quel bilancio che ha determinate caratteristiche e deve essere depositato telematicamente in Camera di Commercio.

Il deposito di tale bilancio è un obbligo previsto per le S.r.l. e Società di Capitali.

Tale comunicazione dei dati in Camera di Commercio ha lo svantaggio di rendere pubblici i dati.

Questo perché, è vero che la S.r.l. ha il vantaggio di proteggere l’imprenditore e i soci dai debiti aziendali della società, ma è anche vero che l’imprenditore deve dimostrare l’andamento positivo dell’azienda (e lo fa, appunto, attraverso il deposito del bilancio in Camera di Commercio).

Bisogna, pertanto, evitare di accumulare perdite.

Ci sarà un maggiore intervento dell’imprenditore perché il commercialista chiederà la contabilità, individuerà i costi e i ricavi di competenza, quindi, già per questo, l’imprenditore deve dare alcune informazione per fatture a cavallo dell’anno.

Ci sono anche delle scelte da prendere quando si parla di bilancio CEE perché, se vi è un utile, bisogna individuare se è trattenuto in azienda oppure se è distribuito, o magari se solo una parte è distribuita.

Con il passare degli anni la Camera di Commercio pretenderà che, su questo documento, venga apposta la firma dell’amministratore, non solo a livello cartaceo ma anche con firma digitale.

Verrà, sicuramente, compilato dal commercialista, ma l’imprenditore dovrà dare (come ho detto precedentemente) tutte le informazioni aggiuntive per individuare ricavi e costi di competenza per, poi, ottenere l’eventuale utile e dovrà indicare se, tale utile, viene distribuito o meno.

Ci sarà un verbale di assemblea, in cui i soci prenderanno determinate scelte aziendali, verbale firmato da alcuni soci o dall’amministratore.

Il bilancio dovrà essere depositato in Camera di Commercio dall’amministratore con il supporto del commercialista, bilancio preparato dall’organo amministrativo.

Questo, a mio parere, è il principale documento fiscale burocratico di cui anche l’imprenditore deve essere a conoscenza.

L’imprenditore deve, appunto, collaborare con il commercialista che, a sua volta, deve tenere la contabilità e registrare i documenti. Ma, per poter chiudere il bilancio e poterlo inviare, occorre ricordare che ha bisogno di un’autorizzazione e di avere alcune informazioni da parte dell’imprenditore.

Dichiarazione Ires (imposta sul reddito delle società) e dichiarazione Irap (imposta sul reddito delle attività produttive)

Gli adempimenti successivi sono le dichiarazioni dei redditi. Le dichiarazioni si dividono in due macro categorie che riguardano essenzialmente due imposte:

1- l’imposta IRES;

2- l’imposta IRAP

Queste dichiarazioni servono, in sostanza, ad individuare se queste imposte devono essere pagate, oppure se sono a credito.

Date le proroghe delle scadenze avvenute negli ultimi anni (ormai parliamo di giugno, luglio o agosto) possiamo dire che, dopo aver inviato il bilancio CEE in Camera di Commercio, bisogna gestire le imposte Ires e Irap, perché una S.r.l. deve, in automatico, pagare l’Ires (Imposta sul Reddito della Società) e l’imposta Irap (Imposta sulle Attività Produttive).

Sono due dichiarativi diversi perché la base imponibile è diversa e così anche il metodo di calcolo.

In questi dichiarativi si individua l’importo che è da versare allo Stato perché, salvo discorsi di perdite fiscali, ogni S.r.l. che produce utili fiscali, ha del reddito che deve essere dichiarato, indicato sulla dichiarazione dei redditi e delle imposte da pagare.

 

 

Avendo inviato il bilancio in Camera di Commercio, perché bisogna fare la dichiarazione dei redditi?

Il bilancio CEE indica l’utile della S.r.l. e se l’imprenditore vuole distribuirlo o meno, mentre la dichiarazione dei redditi determina le imposte che la società dovrà pagare.

Possono esserci in contabilità anche dei costi che non sono fiscalmente buoni, dunque, la dichiarazione dei redditi va a riepilogare solo quei costi e ricavi che hanno rilevanza fiscale.

Ovvio che vi sono tante sfumature, tanti piccoli elementi da tenere in considerazione, ma l’unico adempimento a cui è tenuto l’imprenditore è fornire, al proprio commercialista, gli F24 (modello con cui si pagavano le imposte) pagati, ossia le quietanze di pagamento delle imposte versate e decidere in che modalità effettuare il pagamento delle imposte, in un’unica scadenza (giugno, luglio o agosto) oppure a rate.

Per le dichiarazioni Ires e Irap vi è un lavoro tecnico, che verrà svolto dal commercialista che calcolerà le imposte e individuerà i costi fiscalmente rilevanti, poi, l’imprenditore deciderà, avendo un importo a debito, come effettuare il pagamento.

Il commercialista potrebbe chiedere le quietanze di pagamento al cliente, anche se il commercialista, avendo accesso al cassetto fiscale (area dedicata alle informazioni fiscali) dell’imprenditore, può individuare autonomamente le imposte pagate durante l’anno.

È importante sapere e avere, appunto, informazioni dall’imprenditore per il pagamento di tali imposte, perché possono capitare delle situazioni in cui l’imprenditore preferisca spostare il pagamento delle imposte per motivi di liquidità.

 

Le dichiarazioni delle S.r.l. che hanno dipendenti 

Bisogna anche aggiungere che, nel caso in cui la S.r.l. ha delle buste paghe da erogare, si hanno due macro-adempimenti importanti da considerare:

  • AUTODICHIARAZIONE INAIL, il cui nome tecnico è AUTOLIQUIDAZIONE;
  • MODELLO 770, documento che va a riepilogare i versamenti fatti dalla S.r.l. per versare le imposte, le trattenute che ci sono sulle buste paghe.

Come sappiamo, infatti, su ogni busta paga abbiamo un importo lordo, l’importo dei tributi da versare e un importo netto.

Queste imposte vengono trattenute dalla busta paga e pagate dalla società per conto del dipendente. Modello diverso dal 730 (dichiarazione dei redditi dei dipendenti).

Inail dipendenti

Essenzialmente l’Inail è un’imposta, o meglio un contributo, che si occupa degli infortuni sul lavoro, e non riguarda affatto la malattia.

Quando un dipendente subisce un infortunio si dovrà, quindi, calcolare un importo da versare all’Inail come assicurazione su quell’infortunio. Sarà, poi, l’Inail a pagare lo stipendio di quello specifico dipendente.

Modello Cu, certificazione unica (l’ex modello Cud)

Avendo le buste paghe bisognerà consegnare il modello Cud (certificazione unica dei dipendenti), dove sarà indicato il salario lordo dato al dipendente e le relative imposte.

Questa certificazione ti verrà chiesta da ogni dipendente nel momento in cui dovrà effettuare la propria dichiarazione dei redditi, certificazione che ogni dipendente può trovare online nel proprio cassetto fiscale.

È bene ricordare che, ormai, quasi tutte le imposte vengono pagate telematicamente, quindi, avremo bisogno del commercialista.

Il primo anno i pagamenti saranno più contenuti, in quanto ci sarà da versare solo l’Iva, dal secondo anno in poi si aggiungeranno anche l’imposta Ires e Irap.

Possiamo dire che sono questi gli adempimenti burocratici da effettuare, senza dover diventare un esperto.

Conviene, però, esserne a conoscenza, perché potremmo ricevere delle richieste di informazioni da parte del nostro commercialista. Con il passare degli anni bisogna, quindi, approfondire tale conoscenza.

La S.r.l. è la forma giuridica che ti permette di avere maggior numero di strumenti di efficacia fiscale che bisogna prima conoscere e, poi, applicare al meglio nella propria società, in base ai propri obiettivi personali e professionali.

Per aiutarti in questo processo e far sì che vengano diminuiti il maggior numero di tributi, ho deciso di condividere con te, sul mio blog www.efficaciafiscale.com, un manuale con oltre 94 strumenti di efficacia fisale che tu, imprenditore, puoi applicare nella tua S.r.l. grazie alla legge.

È un manuale che puoi scaricare, completamente gratuito, in continuo aggiornamento con novità e informazioni che accumulo nel corso del tempo.

Grazie per l’attenzione.  A presto.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni contenute in questa circolare hai scoperto quali sono gli adempimenti fiscali principali che deve fare una S.r.l. nel corso di un anno.

Conoscere queste informazioni non ti servirà propriamente per tagliare il carico tributario della S.r.l., ma ti permetterà di comprendere quali documenti potrebbe chiederti il commercialista per poter svolgere regolarmente la “burocrazia” della tua società al fine di fare tutto al meglio evitando sanzioni fiscali.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

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Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

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