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Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per condividere con te un’informazione importante, che ti servirà per calcolare al meglio il rimborso chilometrico.
Di certo, ora, starai pensando: “di nuovo un articolo sui rimborsi chilometrici?’”.
Sotto un certo aspetto ti posso dar ragione.
Quello che voglio fare con te, oggi, è un approfondimento ulteriore rispetto a quanto fatto in precedenza.
Perché il rimborso chilometrico è un ottimo strumento di pianificazione fiscale per ridurre il carico tributario, ma il problema è che, alcune volte, non è calcolato correttamente.
Questo si trasforma in soldi presi in eccesso e sul quale possono farti delle contestazioni future con l’aggravio di sanzioni e interessi.
Sono molte le domande che mi vengono ancora poste riguardo questo argomento.
Alcune mi vengono rivolte dai miei clienti direttamente durante le consulenze, altre mi giungono durante le mie dirette sul canale YouTube Commercialista Calisti.
Cerco sempre di rispondere a tutti.
Ed ora ho pensato, tramite un articolo, di poter divulgare le mie risposte anche ai lettori che mi seguono in questo blog.
Ho scritto volutamente divulgare, perché il ruolo di ricercatore e divulgatore fiscale rappresenta l’aspetto della mia professione che più mi piace.
Ti ricordo che utilizzo più strumenti di comunicazione per dare risposte ai quesiti che mi vengono posti.
I podcast, insieme ai video, alle dirette sul canale YouTube Commercialista Calisti, agli articoli che pubblico sul blog ed ai post di Facebook, sono solo alcuni di questi strumenti.
Se non sei ancora iscritto al mio blog www.efficaciafiscale.com, ti invito a farlo, perché avrai così modo di accedere al materiale che metto gratuitamente a disposizione di tutti gli utenti registrati.
Ora sei pronto a scoprire qual è la preziosa informazione sui rimborsi chilometrici che ti permetterà di ottenere maggior rimborso, e maggior efficacia fiscale, in modo perfettamente legale?
Bando alle ciance and let’s go…
Caro imprenditore, ti do il benvenuto nel blog di Efficacia Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per tutti gli imprenditori che hanno una S.r.l. o che ne vogliono aprire una nuova.
Oggi, come ho appena scritto sopra, voglio analizzare ulteriormente l’argomento riguardante il rimborso chilometrico.
Il rimborso chilometrico è un ottimo strumento di pianificazione fiscale per ridurre il carico tributario che, di certo, non ti permetterà di diventare ricco, ma sicuramente ti farà risparmiare le imposte, permettendoti di avere più soldi rispetto a quanto spendi per l’acquisto della benzina di una trasferta.
La cosa conveniente è che, su questi soldi che percepisci, non pagherai alcun tipo di imposta e di contributi.
Ciò ti permetterà di avere un compenso in più rispetto alla benzina che un amministratore, o un socio lavoratore, spende per effettuare una trasferta; per questo, il rimborso chilometrico rappresenta un ottimo strumento che devi utilizzare per ottimizzare il carico tributario.
Quindi, da un lato siamo noi imprenditori che dobbiamo utilizzare il maggior numero di rimborsi chilometrici per tagliare il carico tributario, mentre dall’altro lato dobbiamo applicarlo correttamente per evitare nell’errore di prenderne di più, rispetto a quello che vuole l’Agenzia delle Entrate.
Questo con il fine di evitare di trovarci delle sorprese in caso di controlli.
Affinché il rimborso chilometrico sia deducibile in capo alla società e non imponibile in capo all’amministratore della S.r.l., bisogna rispettare alcune regole stabilite dall’Agenzia delle Entrate per evitare un abuso speculativo di questo strumento.
Strumento che, di fatto, nasce per rimborsare il dipendente che fa una trasferta per conto della società utilizzando una sua auto personale.
Per te il rimborso chilometrico è un piccolo guadagno, perché ricevi più soldi rispetto a quelli che spendi per la benzina.
Questo non è un “miracolo” e neppure è dovuto al fatto che il Fisco “si sia bevuto il cervello”, ma è perché i rimborsi spese chilometrici unitari sono calcolati dall’ACI e, nel calcolo che loro aggiornano più volte all’anno, del rimborso chilometrico considerano sia i costi variabili, come la benzina, sia anche i costi fissi o l’usura dell’auto.
Di conseguenza, è normale che riceviamo più soldi rispetto alla benzina che paghiamo, se consideriamo anche l’usura dell’auto, quando prendiamo il rimborso chilometrico.
Siccome non paghi imposte e non paghi contributi sui rimborsi forfettari, quello che incassi è, di fatto, un piccolo compenso esentato dai tributi.
Ovviamente, il Fisco cerca di contrastare casi di speculazione e, pertanto, ha previsto delle regole.
A livello concettuale questa cosa non deve essere utilizzata come speculazione fiscale, ma attualmente, per come sono le regole, un imprenditore che è ha una S.r.l. può benissimo utilizzare questo strumento per fini speculativi a livello fiscale.
Già in un precedente articolo ho definito alcuni paletti da rispettare ai fini della deducibilità in capo alla S.r.l. del rimborso chilometrico come, ad esempio, alcune caratteristiche dell’auto che non deve avere più di 17 cavalli.
Oltre a questo, è anche previsto un ulteriore paletto nell’ambito dei chilometri percorsi dall’amministratore della S.r.l. .
Cosa che scoprirai, insieme alla soluzione, nel dettaglio qui sotto.
L’Agenzia delle Entrate ha specificato che, quando tu sei amministratore della tua società o, comunque, sei amministratore-dipendente, devi considerare il numero di chilometri che fai nella tratta.
Fino qui tutto chiaro.
Però, devi considerare la tratta minore tra la sede da amministratore, dove tu risiedi, ed il luogo di destinazione, e chilometri che ci sono di distanza tra la sede della tua S.r.l. rispetto al luogo in cui ti devi recare, perché il Fisco vuole che tu prenda la tratta minore.
Prendere la tratta minore, ovviamente, potrebbe crearti problemi tutte le volte che il luogo di destinazione è più lontano da casa tua, rispetto alla distanza tra la sede della S.r.l. e lo stesso luogo di destinazione.
Sembra una cosa macchinosa, ma non lo è e te lo mostro qui, di seguito con un esempio.
L’Agenzia delle Entrate dice che, se sei amministratore ed abiti a Milano, ma la sede della tua S.r.l. è a Roma e tu hai un incontro a Torino, i chilometri da calcolare per il rimborso sono da Milano a Torino, mentre, è ovvio che non puoi prendere il rimborso chilometrico che c’è tra Roma e Torino, perché in quel caso ci sarebbe una speculazione fiscale.
Anche fino qui, tutto ok per tutti.
Questa cosa può limitare un po’ l’efficacia fiscale, ti porto un altro piccolo esempio.
Ipotizziamo che ci sia un amministratore con residenza a Milano, con la sede della S.r.l. a Roma e che debba recarsi a Napoli.
Se parte dalla sua residenza a Milano e va a Napoli, non può chiedere il rimborso chilometrico tra Milano e Napoli, ma deve prendere il rimborso chilometrico tra la sede della sua S.r.l. e Napoli e, quindi, considererà, nel rimborso, solo i chilometri tra Roma e Napoli.
Questa cosa ti fa prendere un minor quantitativo di rimborso chilometrico, quindi, avrai un minore risparmio fiscale.
La cosa principale da ricordare, quando si cerca di migliorare l’efficacia fiscale del rimborso chilometrico, è di specificare, in sede di nomina dell’amministratore della S.r.l., che il suo luogo di lavoro è presso la sua abitazione, invece che presso la sede della S.r.l. .
È tanto semplice, quando efficace.
In questo modo si dà un po’ più di credibilità al fatto che l’amministratore della S.r.l. chieda il rimborso chilometrico nella tratta da Milano a Napoli, perché parte realmente da Milano (e non dalla sede della S.r.l.).
Questa cosa implica che, quando si attribuisce un compenso da amministratore, bisogna specificare nel verbale dell’assemblea che l’amministratore della S.r.l. non ha il luogo di lavoro presso la sede della società, ma lo ha presso l’abitazione di residenza, in modo da giustificare il caso in cui si richieda il rimborso dei chilometri per una tratta maggiore.
In questo modo si avrà una maggiore credibilità nel rimborso chilometrico della tratta riportata nell’esempio.
Grazie a questo articolo ora sai come evitare un errore nel calcolo dei rimborsi chilometrici, cosa che ti permette di evitare possibili contestazioni inutili con il Fisco e, quindi, risparmiare soldi in sanzioni e interessi inutili.
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