Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per trattare i vantaggi e svantaggi che l’assegno unico universale ha portato nella vita del socio lavoratore o amministratore di una S.r.l. .

Come sai, se già leggi i miei articoli sul sito www.efficaciafiscale.com, visualizzi i miei video su YouTube, partecipi alle dirette YouTube e ascolti i miei Podcast, sono un commercialista che ama definirsi “divulgatore fiscale” perché, oltre a lavorare gomito a gomito con gli imprenditori cercando insieme a loro soluzioni fiscali per la loro S.r.l., faccio in modo che, i frutti delle mie ricerche, possano essere a disposizione di tutti.

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Sei pronto a conoscere “Come l’assegno unico influenza la ricchezza del socio e amministratore della S.r.l.”?

Bando alle ciance, and let’s go….

 

Quali bonus fiscali erano presenti prima dell’assegno unico universale per un imprenditore con dei figli?

Prima dell’avvento dell’assegno unico universale, una persona poteva beneficiare di questi 2 principali bonus collegati al fatto di avere dei figli a carico:

1) Detrazione per figli a carico: ossia una diminuzione d’imposta da pagare nella dichiarazione dei redditi in funzione del reddito, questo nel caso in cui i figli fossero considerati a carico dell’imprenditore.

2) Assegno di famiglia: consistente in un importo erogato dall’Inps tramite il datore di lavoro in funzione dei figli minorenni e del reddito del nucleo di famiglia.

Questo bonus, era destinato solo ai dipendenti, e non agli imprenditori.

Dunque, se un imprenditore con una S.r.l. avesse voluto beneficiare di questo bonus, l’unica possibilità a sua disposizione sarebbe stata quella di essere un socio lavoratore dipendente con busta paga.

Cosa che è possibile, ma difficile da realizzare, in quanto il socio avrebbe dovuto veramente lavorare come un dipendente vero.

Questi 2 elementi sono cambiati e si sono “trasformati” in quello denominato Assegno unico universale.

 

Cos’è l’assegno unico?

Qui, di seguito, ti riporto quanto è indicato all’interno del sito dell’Inps.

Non ho voluto semplicemente parafrasare quello che ha scritto l’Inps, perché reputo che l’Ente stesso che eroga il bonus sia quello al quale fare veramente riferimento per conoscere le informazioni che ti servono in merito all’assegno unico universale.

Il mio compito, come commercialista divulgatore focalizzato sul fisco e contabilità per le S.r.l., è quello di mostrarti come l’assegno unico universale impatta nella vita dell’imprenditore, in modo da renderlo consapevole e massimizzarne l’efficacia fiscale.

Intanto ti invio la descrizione prevista dall’Inps per quello che riguarda l’assegno unico universale:

 L’Assegno unico e universale è un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. L’importo spettante varia in base alla condizione economica del nucleo familiare sulla base di ISEE valido al momento della domanda, tenuto conto dell’età e del numero dei figli nonché di eventuali situazioni di disabilità dei figli.

Dal mese di marzo 2022 trovano applicazione le novità riguardanti i benefici fiscali riconosciuti per i figli a carico grazie al nuovo assegno unico universale.

Conseguentemente vengono eliminate le detrazioni dei figli a carico e l’assegno di famiglia per i figli fino a 21 anni.

Questo in quanto, per i figli a carico con più di 21 anni, le regole per la detrazione d’imposta rimangono le stesse.

Per ricevere l’assegno unico universale basta fare una domanda direttamente all’Inps, senza passare dal datore di lavoro (come era previsto per l’assegno di famiglia).

In poche parole, con l’assegno unico universale, un imprenditore che ha dei figli minori di 21 anni, riceverà un assegno mensile direttamente dall’Inps in funzione della domanda che ha presentato (da presentare nei primi mesi dell’anno).

Aggiungo una piccola nota: l’assegno unico universale di chiama “unico e universale” perché è un assegno erogato direttamente dall’Inps e va a sostituire i bonus collegati alle detrazioni per i figli a carico con età inferiore a 21 anni e l’assegno di famiglia.

 

A chi è rivolto?

Essenzialmente l’assegno unico universale è erogato sia ai dipendenti sia ai lavoratori autonomi, ossia agli imprenditori che hanno una S.r.l. .

Mentre prima l’assegno di famiglia era a disposizione solo di chi aveva una busta paga da dipendente (quindi il socio lavoratore e l’amministratore della S.r.l. non ne potevano beneficiare), ora, l’assegno unico è rivolto a tutti i soci lavoratori e anche amministratori di S.r.l. (perché il compenso da amministratore, non essendo considerato dall’Inps al pari di quello di un lavoratore dipendente, non ne poteva beneficiare).

Quindi, da marzo 2022,  tutti i genitori con dei figli fino a 21 anni, hanno diritto a fruire di questo strumento, detto ciò, ti riporto quanto indicato dal sito dell’Inps:

L’Assegno unico e universale spetta ai nuclei familiari in cui ricorrono le seguenti condizioni:

  • per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza;
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni che:
    • frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
    • svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
    • sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
    • svolga il servizio civile universale;
  • per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Adesso che sei consapevole che puoi beneficiare di questo assegno unici di famiglia solo per il fatto di avere un figlio con età inferiore a 21 anni, è importante comprendere gli importi che riceverai e che, ricordo, saranno sostitutivi del vecchio assegno di famiglia e delle detrazioni d’imposta per il figlio a carico.

Sulla busta paga, o sulla dichiarazione dei redditi, non vedrai più, pertanto, le detrazioni per i figli a carico per i quali stai usufruendo dell’assegno unico universale.

 

Quali importi sono erogati?

Di seguito ti riporto le indicazioni presenti sul sito dell’Inps per quanto riguarda gli importi dell’assegno unico:

L’importo dell’Assegno unico e universale viene determinato in base all’ ISEE eventualmente presentato del nucleo familiare del figlio beneficiario, tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi.

In particolare, è prevista:

  • una quota variabile modulata in modo progressivo (si va da un massimo di 175 euro per ciascun figlio minore con ISEE fino a 15mila euro, a un minimo di 50 euro per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 40mila euro). Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo), madri di età inferiore a 21 anni, nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro, figli affetti da disabilità;
  • una quota a titolo di maggiorazioni per compensare l’eventuale perdita economica subita dal nucleo familiare, se l’importo dell’Assegno dovesse risultare inferiore a quello che deriva dalla somma dei valori teorici dell’Assegno al Nucleo Familiare (componente familiare) e delle detrazioni fiscali medie (componente fiscale), che si sarebbero percepite nel regime precedente la riforma.

Questo pezzo è relativo alla Circolare Inps n° 23 del 09-02-2022, in cui si delinea la determinazione dell’importo dell’assegno unico.

4. Criteri per la determinazione dell’assegno unico e universale per i figli a carico

[…]

Nel dettaglio, per ciascun figlio minorenne è previsto un importo pari a 175 euro mensili che spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro e si riduce gradualmente, secondo gli importi indicati nella tabella 1, fino a raggiungere un valore pari a 50 euro con ISEE pari o superiore a 40.000 euro (cfr. l’art. 4, comma 1, del D.lgs. n. 230/2021).

Per ciascun figlio maggiorenne, fino al compimento del ventunesimo anno di età, è previsto un importo pari a 85 euro mensili in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Tale importo si riduce gradualmente, secondo gli importi indicati nella tabella 1, fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari o superiore a 40.000 euro (cfr. l’art. 4, comma 2, del D.lgs. n. 230/2021).

4.1 Le maggiorazioni previste dall’articolo 4

Al fine di verificare l’importo spettante ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 230/2021, occorre valutare la presenza delle situazioni particolari di seguito elencate, con possibilità anche di cumulare più maggiorazioni.

a) Figli successivi al secondo

Per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro e si riduce gradualmente, secondo gli importi indicati nella tabella 1, fino a raggiungere un valore pari a 15 euro in corrispondenza di un ISEE pari o superiore a 40.000 euro (cfr. l’art. 4, comma 3, del D.lgs. n. 230/2021).

b) Figli con disabilità

  • Per ciascun figlio minorenne con disabilità come definita ai fini ISEE, gli importi individuati ai sensi dei commi 1 e 3 del citato articolo 4, sono incrementati di una somma pari a 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, a 95 euro mensili in caso di disabilità grave e a 85 euro mensili in caso di disabilità media (cfr. l’art. 4, comma 4, del D.lgs. n. 230/2021).
  • Per ciascun figlio maggiorenne di età fino a 21 anni con disabilità (di grado almeno medio), è prevista una maggiorazione dell’importo individuato ai sensi del comma 2 dell’articolo 4 in commento pari a 80 euro mensili (cfr. l’art. 4, comma 5, del D.lgs. n. 230/2021).
  • Per ciascun figlio con disabilità (di grado almeno medio) a carico di età pari o superiore a 21 anni è previsto un assegno dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente secondo gli importi indicati nella tabella 1 fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari o superiore a 40.000 euro (cfr. l’art. 4, comma 6, del D.lgs. n. 230/2021).

c) Maggiorazioni per le madri di età inferiore a 21 anni

Per le madri di età inferiore a 21 anni è prevista una maggiorazione degli importi individuati ai sensi dei commi 1 e 3 dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 230/2021 pari a 20 euro mensili per ciascun figlio (cfr. l’art. 4, comma 7, del D.lgs. n. 230/2021).

d) Genitori entrambi titolari di reddito da lavoro

Nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro è prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore pari a 30 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, si riduce gradualmente secondo gli importi indicati nella tabella 1 fino ad annullarsi in corrispondenza di un ISEE pari o superiore a 40.000 euro (cfr. l’art. 4, comma 8, del D.lgs. n. 230/2021).

Rilevano ai fini della maggiorazione in discorso i redditi da lavoro dipendente o assimilati nonché i redditi da pensione, i redditi da lavoro autonomo o d’impresa ai sensi degli articoli 49, comma 1 e 2, 50, comma 1, lettere a), c-bis), g) e l), 53, commi 1 e 2, lett. c), e 55 del TUIR, che devono essere posseduti al momento della domanda.

In particolare, con riferimento ai redditi da lavoro autonomo di cui al citato articolo 53, comma 2, del TUIR si precisa che rilevano altresì:

– i redditi derivanti dalle prestazioni sportive professionistiche non occasionali;

– le indennità corrisposte ai giudici onorari di pace e ai viceprocuratori onorari.

e) Altre maggiorazioni

Il comma 10 dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 230/2021 prevede il riconoscimento di una maggiorazione forfettaria per i nuclei familiari con 4 o più figli di importo pari a 100 euro mensili per nucleo. Infine, il comma 11 del medesimo articolo prevede una clausola di indicizzazione in base alla quale gli importi dell’assegno, come individuati nella tabella 1 allegata al decreto, e le relative soglie ISEE sono adeguati annualmente alle variazioni dell’indice del costo della vita.

[…]

5. Maggiorazione compensativa per i nuclei familiari con ISEE non superiore a 25.000 euro

[…].

Preciso che non ho riportato l’intero importo della circolare dell’Inps, ma solo una parte perché la norma completa la puoi trovare facendo una normale ricerca su Google.

Per maggiori informazioni specifiche sull’eventuale importo di assegno unico a te spettante, è sufficiente fare una domanda all’Inps anche utilizzando il tuo cassetto previdenziale.

Come ho già descritto prima, l’intento di questa circolare non è quello di riportarti di pari passo la legge, ma mostrarti come, questo nuovo strumento, impatta nella vita dell’imprenditore che ha una S.r.l., al fine di massimizzare la sua efficacia fiscale.

 

 

Imprenditore con una S.r.l. ed un figlio a carico con più di 21 anni

Posto tutto quello che ho indicato prima, ricordati che, dal primo di marzo 2022, gli imprenditori con una S.r.l. e con un figlio a carico di età superiore a 21 anni, possono, comunque, beneficiare della “classica” detrazione per i figli a carico con una base di partenza di € 950 all’anno, che va diminuito all’aumentare del reddito utilizzando questa formula:

(95.000 – Reddito Complessivo) / 95.000 per determinare la detrazione effettivamente spettante, fermo restando che, in presenza di più figli, l’importo di € 95.000 è incrementato di € 15.000 per ciascun figlio successivo al primo.

Resta confermato che:

> la detrazione spetta per i figli con un reddito complessivo annuo non superiore a € 4.000 se di età non superiore a 24 anni e successivamente non superiore a € 2.840,51;

> per il primo figlio di età pari o superiore a 21 anni, in caso di assenza dell’altro genitore, può essere riconosciuta la detrazione prevista per il coniuge.

Questo significa che un imprenditore, che ha un figlio a carico di età superiore a 21 anni, avrà come bonus una detrazione d’imposta e questo comporta ulteriormente che, se non vuole perdere questa agevolazione, dovrà avere del reddito da imputare sulla propria persona fisica.

Se l’imprenditore dovesse prendere un compenso solo come normale distribuzione di utili, allora perderebbe la detrazione d’imposta, in quanto gli utili della S.r.l. scontano una imposta sostitutiva del 26%.

Consiglio, perciò, di farsi attribuire un compenso come amministratore, in modo da avere delle imposte da pagare e che potrà diminuire grazie alla detrazione d’imposta per il figlio a carico.

 

Entro quando presentare la domanda

Come sopra accennato per ricevere l’Assegno unico universale è necessario presentare un’apposita domanda all’Inps, direttamente o tramite un Patronato, ogni anno.

In particolare, la domanda può essere presentata presso gli sportelli dell’Istituto, tramite un Patronato, ovvero direttamente utilizzando l’apposita procedura disponibile sul sito Internet dell’Istituto dall’1.1 di ciascun anno con riferimento al periodo compreso tra marzo dello stesso anno e febbraio dell’anno successivo.

 

Quali variazioni porta l’assegno unico universale nella vita dell’imprenditore che ha una S.r.l.?

Per comprendere quali siano gli effetti, che l’assegno unico universale porta all’imprenditore con una S.r.l., bisogna fare la distinzione tra socio lavoratore di S.r.l. senza compenso ed amministratore di S.r.l. con il compenso partendo dal presupposto che la detrazione d’imposta riguarda l’Irpef.

Questo in quanto il socio della S.r.l. è remunerato con la distribuzione di utili, sul quale si paga una imposta fissa del 26% a titolo d’imposta sostitutiva (molto rara la situazione di un socio dipendente con busta paga), imposta sostitutiva, quindi, non Irpef.

L’amministratore della S.r.l. si attribuisce di solito un compenso utilizzando una busta paga che è simile, ma non uguale, alla busta paga di un dipendente, circostanza che gli attribuisce del reddito su cui pagherà l’Irpef.

Da queste due situazioni nascono delle differenze.

Per mostrarti con maggiore precisione le differenze tra le due opzioni, ti riporto un piccolo capitolo nel quale ti mostro le differenze prima e dopo l’intervento dell’assegno unico universale, sia per il socio lavoratore della S.r.l., sia per l’amministratore della società.

 

Socio della S.r.l. che prende i soldi con la distribuzione di utili (prima dell’assegno unico universale)

Il socio della S.r.l. NON può applicare i benefici della detrazione d’imposta se ha un’entrata SOLO attraverso la distribuzione di utili

Questo in quanto con la distribuzione di utili si paga una imposta fissa del 26% ed il reddito NON va a confluire nella dichiarazione dei redditi del socio.

Detrazione imposta per figli a carico per il socio lavoratore della S.r.l.:  Siccome la detrazione d’imposta va a diminuire l’imposta delle persone fisiche in funzione dei figli a carico e siccome gli utili della S.r.l non vanno a generare un reddito all’interno della dichiarazione dei redditi del socio perché scontano una imposta sostitutiva, il socio della S.r.l. NON beneficia della detrazione del figlio a carico.

Assegno di famiglia per il socio lavoratore della S.r.l.: Il socio della S.r.l. NON può beneficiare dell’assegno di famiglia perché l’assegno di famiglia era una disposizione che riguardava i dipendenti con busta paga. Gli imprenditori, compresi i soci della S.r.l., non potevano, quindi, beneficiare di questa norma. A dirti il vero il socio lavoratore poteva accedere ai vecchi assegni di famiglia solo nel caso in cui avesse avuto una busta paga da dipendente, situazione che era possibile ma particolarmente difficile.

Per questi motivi, per come era strutturata la norma, il socio lavoratore della S.r.l. NON poteva né beneficiare del bonus della detrazione d’imposta né della norma relativa all’assegno di famiglia.

Osservando questi punti, potrai notare che, l’assegno unico universale darà maggiori vantaggi al socio lavoratore della S.r.l. rispetto alle norme precedenti.

 

 

Socio della S.r.l. che prende i soldi con la distribuzione di utili (dopo dell’assegno unico universale)

Il socio lavoratore della S.r.l. con almeno un figlio a carico inferiore a 21 anni, nel caso in cui abbia un figlio inferiore di 21 anni, può beneficiare dell’assegno unico di famiglia, in quanto da marzo 2022 è un importo erogato direttamente dall’Inps anche agli imprenditori (diversamente da come era previsto in precedenza).

Il socio lavoratore della S.r.l., nel caso in cui abbia un figlio inferiore a 21 anni, di fatto beneficia di quello che una volta erano le detrazioni per i figli a carico, in quanto le detrazioni sono state inglobate nell’assegno unico.

Oltre a questo, dal 2022 il socio lavoratore con un figlio a carico inferiore a 21 anni, può chiedere all’Inps l’assegno unico universale. Così facendo, di fatto, il socio lavoratore della S.r.l. può avere ulteriori soldi a titolo di quello che, in precedenza, era l’assegno di famiglia,  strumento che gli era negato.

Il socio della S.r.l., nel caso in cui abbia un figlio a carico con più di 21 anni (ossia un figlio che ha un reddito inferiore ad euro 4.000 o 2.800) non può beneficiare della detrazione d’imposta in quanto gli utili di capitale della S.r.l. non vanno a confluire nella dichiarazione dei redditi. Quindi, non vanno a generare imposta nella dichiarazione dei redditi e, pertanto, non si può beneficiare della detrazione d’imposta per il figlio a carico con età superiore a 21 anni. Proprio come prima.

Il socio della S.r.l., nel caso in cui abbia un figlio con età superiore a 21 anni non beneficia dell’assegno unico universale, in quanto l’assegno unico universale può essere erogato solo per i figli con età massima di 21 anni.

 

L’amministratore della S.r.l. che prende i soldi con un compenso da amministratore (prima dell’assegno unico universale)

Assegno di famiglia dell’amministratore della S.r.l.: L’amministratore della S.r.l. con un figlio a carico con età inferiore a 21 anni non poteva accedere agli assegni di famiglia nonostante avesse una busta paga simile a quella dei dipendenti.

Questo in quanto l’assegno di famiglia era una norma riservata ai dipendenti.

Preciso che, anche l’amministratore della S.r.l. con un compenso percepisce una busta paga tanto quanto un dipendente, ma giuridicamente sono considerati in modo diversi.

Detrazione per figli a carico per l’amministratore della S.r.l.: L’amministratore della S.r.l., poteva beneficiare della detrazione per i figli a carico, sia per i figli superiori a 21 anni, sia per i figli inferiori a 21 anni.

Questo a condizione che avesse un compenso da amministratore, perché un compenso da amministratore con busta paga attribuisce un reddito all’amministratore, cosa che gli attribuisce un compenso Irpef e delle imposte che si possono abbattere con le detrazioni d’imposta.

 

L’amministratore della S.r.l. che prende i soldi con un compenso da amministratore (dopo dell’assegno unico universale)

L’amministratore della S.r.l. con a carico un figlio di età inferiore a 21 anni può ricevere l’assegno unico universale direttamente dall’Inps, cosa che gli copre sia le detrazioni per i figli a carico, sia l’assegno di famiglia. Prima, invece, non poteva succedere.

Dunque, per l’amministratore della S.r.l. con un compenso è un vantaggio, in quanto in precedenza non poteva accedere all’assegno di famiglia, perché era una norma destinata solo ai dipendenti.

Segnalo che questo bonus lo può ricevere l’amministratore anche nel caso non abbia un compenso, cosa che gli fornisce un ulteriore vantaggio rispetto al caso precedente e rispetto ai dipendenti.

L’amministratore della S.r.l. con un compenso e con un figlio superiore a 21 anni: non può prendere l’assegno unico, ma può benissimo prendere le detrazioni d’imposta per i familiari a carico nel caso in cui il familiare abbia un reddito inferiore ad euro 4.000 o euro 2.800.

Questa situazione non presenta nessuna differenza rispetto a prima dell’assegno unico universale del 2022.

Perché l’assegno di famiglia non lo potevi prendere ugualmente e la detrazione d’imposta l’avresti ugualmente, in quanto all’amministratore che ha una busta paga gli viene attribuito un compenso, quindi, ha dell’Irpef da pagare, che diminuisce grazie alla detrazione d’imposta dei familiari.

 

(in sintesi) I vantaggi che l’assegno unico universale ha rispetto al meccanismo precedente delle detrazioni d’imposta e dell’assegno unico sono i seguenti:

  • Ne beneficiano anche i lavoratori autonomi, ossia anche i soci della S.r.l., in quanto prima gli imprenditori non ne potevano beneficiare (a parte i rari casi di socio lavoratore dipendente).
  • Inoltre, ne possono beneficiare anche gli amministratori senza compenso.
  • NON perdi il bonus della detrazione d’imposta, se hai un reddito basso.

Mi spiego meglio.

Puoi beneficiare della detrazione d’imposta solo se hai un reddito sufficiente a pagare delle imposte.

Se non avessi reddito perderesti il bonus delle detrazioni d’imposta, in quanto non avresti un reddito sul quale calcolare le imposte.

 

Conclusioni

Grazie a questo articolo ora sai come utilizzare a tuo vantaggio l’assegno unico universale e massimizzare i bonus fiscali che ti mette a disposizione la legge.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi, infatti, anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

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