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Il carico fiscale in Italia è sicuramente molto alto, questo è un dato di fatto chiaro a molti.
Ma, è altrettanto vero che, il sistema fiscale ti permette di avere redditi parzialmente detassati.
Alcuni addirittura esenti imposte per il 40%.
Direi che è una cosa che farebbe gola a tanti imprenditori.
Infatti, ho avuto un cliente che aveva costituito un know how e aveva deciso di concedere lo sfruttamento del marchio alla propria S.r.l. in cambio di un canone mensile detassato (al 25% o 40%).
Siccome sono compensi che il fisco potrebbe contestare in casi di controllo, ho preferito approfondire il suo caso e fargli un’apposita consulenza.
Da questa ricerca ho individuato i 9 punti principali da rispettare per diminuire il timore di una eventuale contestazione da parte del fisco.
Grazie a questa mia consulenza il cliente si è sentito sereno ad utilizzare, in modo legale, questo strumento fiscale, applicando tutto quello che gli serviva per affrontare un eventuale controllo dell’agenzia delle entrate.
Per proteggerti da contestazioni da parte del fisco, devi avere delle prove a tua difesa che non puoi creare dopo che hai ricevuto la contestazione.
Puoi difendere il tuo strumento fiscale solo se hai ottenuto delle prove prima di ricevere un controllo da parte del fisco.
Per questo motivo è fondamentale conoscere i principi che trovi di seguito prima di iniziare a utilizzare questo strumento.
Seguendo le indicazioni presenti in questa circolare puoi diminuire la paura di possibili contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate ogniqualvolta decidi di incassare dei canoni sul know how che concedi in usufrutto alle tue S.r.l..
Sto parlando delle “Royalties”. Consistono in canoni di locazione pagati dalle tue S.r.l. direttamente a te a titolo di canone di locazione per lo sfruttamento economico del tuo Know-how.
Puoi definire il Know How come “il complesso delle cognizioni ed esperienze per il corretto impiego di una tecnologia o anche, più semplicemente, di una macchina o di un impianto.
Oppure il possesso di cognizioni specifiche necessarie per svolgere in modo ottimale un’attività, una professione, ecc.”.
Proseguendo nella lettura troverai maggiori informazioni sul come creare un Know How per la tua S.r.l..
In Italia, quando si incassa qualcosa come royalties, il reddito è detassato secondo queste due regole:
Perciò, sotto il profilo fiscale, puoi notare che si tratta di una cosa molto vantaggiosa.
Per “Royalties” si intende tutta la proprietà intellettuale che tu puoi produrre.
Prima di farti un elenco di Know how che puoi mettere in atto, ti riporto un esempio di Know how che già esiste e che puoi realizzare.
L’esempio è quello del “modello Mc Donald’s”.
Se oggi volessi aprire un franchising Mc Donald’s, dovrai pagare al Mc Donald’s delle royalties, perché fanno in modo di fornirti tutte le procedure interne (per esempio, i manuali per i dipendenti), tutti i macchinari e le idee per come organizzare il tutto in modo che tu possa aprire un ristorante come McDonald’s.
L’esempio del modello Mc Donald’s è ovviamente un esempio di Know – How perfetto cui puoi aspirare.
Cosa che è impegnativa, ma non impossibile da realizzare da parte tua con il tempo.
Per rendere più concreto e applicabile il Know how nella tua S.r.l., condivido degli esempi di know how che puoi realizzare.
Ad esempio quando scrivi un libro, esso rappresenta una proprietà intellettuale.
Lo stesso meccanismo del know how aziendale lo puoi avere anche nel caso di info prodotti che tu crei.
Oppure tutto le volte che tu crei un macchinario nuovo che può essere brevettato.
In tutti questi casi hai un qualcosa che rientra nell’ambito della proprietà intellettuale.
Ma, per facilitarti ulteriormente nel trovare altri spunti per creare un nuovo know how, condivido con te un elenco di potenziali know how che puoi creare per la tua S.r.l..
Qui, di seguito, ti condivido delle idee dei possibili strumenti che puoi mettere in pratica per realizzare degli incassi tramite Royalties nel caso in cui concedessi lo sfruttamento del tuo know how alla tua S.r.l.:
Ma attenzione, non è che sia così facile e immediato.
Quello che tu andrai a fare deve essere un vero know how e non una scusa per diminuire le imposte.
Per evitare di incorrere in errori e sanzioni, ti condivido 9 cose a cui stare attento in modo da essere certo di utilizzare il Know how per la tua S.r.l. nella maniera più corretta possibile.
Il sistema del Know How non deve essere utilizzato solo per avere un risparmio fiscale. Il Know how deve essere vero. Questo comporta che devi avere più elementi di prova per dimostrare che:
Più elementi riesci ad ottenere, maggiore è la possibilità di proteggere, anche sotto il profilo fiscale, la realizzazione del tuo know how.
Un punto importante da comprendere, e che crea confusione tra le persone, è quello di distinguere il concetto di incassare tramite royalties e il concetto di vendere un prodotto.
Mi spiego meglio. Per esempio, se hai un libro o un macchinario e lo vendi in prima persona, questa cosa ricade nel commercio e, quindi, cade in un principio di “Ricavi meno Costi” al fine di individuare il reddito da indicare nella tua dichiarazione.
Questo reddito non ha nessun beneficio fiscale. In questo primo caso tu realizzi il prodotto, e poi lo commercializzi direttamente tu in prima persona e non tramite terzi.
Se, invece, tu hai la proprietà intellettuale di un libro (o di un macchinario o un brevetto) e concedi in usufrutto questo diritto a un’altra S.r.l. che promuove il libro, in questo caso stai concedendo ad altri lo sfruttamento di un tuo know how in cambio di un canone denominato Royalties.
Questo compenso è detassato alle condizioni fiscali agevolate viste in precedenza. In questo secondo caso tu realizzi il know how, ma lo sfruttamento commerciale lo dai in concessione a un’altra S.r.l. in cambio di denaro.
Quindi non sei te che lo vendi in prima persona, ma è un soggetto terzo rispetto a te.
Questa è una delle cose molto importanti da sapere perché, in quanto ti permette di evitare possibili contestazioni con il fisco in caso di controlli.
In parte riconducibile al punto visto in precedenza, lo sfruttamento commerciale del know how deve avvenire da parte di una terza persona e non da te direttamente, altrimenti potresti incappare in un incasso riconducibile al commercio, nel quale non avresti nessun beneficio fiscale.
Questo capitolo, sotto il profilo pratico, te lo descrivo con due diversi esempi.
In questo modo hai un’ulteriore parametro a cui devi stare attento per applicare correttamente il know how.
Esempio 1 Esempio ditta individuale con il titolare che ha creato un know how legittimo, ma che lo concede in sfruttamento alla sua ditta individuale. In questo caso, siccome la ditta individuale è la stessa persona fisica che ha creato il know how, il fisco potrebbe affermare che lo sfruttamento del Know how debba essere considerata un’attività commerciale poiché il creatore sfrutta economicamente in modo diretto il know how.
Prova a pensare, potrà mai la ditta individuale fare i bonifici al titolare del know how?Questo è impossibile perché il titolare del Know how è lo stesso titolare dell’azienda commerciale che sfrutta in concessione il know how. In questo caso tu non puoi utilizzare il beneficio fiscale del know how.
Esempio 2 Esempio imprenditore che ha una S.r.l. e che gli concede in concessione un Know How con canone mensile. In questo caso, siccome è la S.r.l. è un’entità distinta dal creatore del know how, è un’operazione regolare e valida. Importante: più si dimostra che la S.r.l. che sfrutta il know how è autonoma e distante dalla posizione del creatore del Know How e maggiore difese hai a disposizione. Questo comporta il che il titolare del Know How può regolarmente incassare i canoni del Know How e non avere paura di incorrere in contestazioni da parte dell’Azienda delle Entrate, senza che gli contestino l’utilizzo commerciale del Know How disconoscendo le agevolazioni fiscali. Questo in quanto la S.r.l. che sfrutta il know how è un soggetto diverso rispetto all’ideatore del Know How. Questa cosa è molto importante e devi stare assolutamente attento a rispettare questa regola.
Come hai potuto leggere dal precedente punto, il know how deve essere concesso a una terza parte per far in modo che sia un know how vero che beneficia delle agevolazioni fiscali.
I grossi benefici fiscali li hai esclusivamente se incassi i canoni di locazione per un know how intestato a persona fisica.
ATTENZIONE: anche le società possono beneficiare di qualche agevolazione fiscale per i ricavi generati con lo sfruttamento di determinati know how, ma è un beneficio minore e marginale rispetto a quello che puoi ottenere se il know how fosse intestato a te persona fisica.
Siccome i benefici maggiori li hai nel caso di know how intestato a persona fisica, devi fare di tutto per dimostrare che il know how lo hai prodotto te come persona fisica.
Quindi, non puoi mettere nella contabilità della tua S.r.l. i costi relativi alla produzione di quel know how per poi intestarlo a te stesso.
Se lo facessi, incorreresti in due tipologie di contestazioni che potrebbero portare a queste conseguenze:
Per poter utilizzare regolarmente il Know how con tutti i benefici fiscali possibili, devi dimostrare che il know how sia stato prodotto da te come persona fisica.
Se inserisci dei costi in contabilità nella tua s.r.l. che si riferiscono alla produzione del Know How, potresti incorrere in sanzioni da parte del fisco dovuto al fatto che il fisco non ti riconosce come titolare del know how.
Ho voluto inserire questo capitolo perché, alcune volte, i clienti mi chiedono: “Posso intestare un Know – how all’azienda?” “Mi conviene intestare il Know – how a me persona fisica o all’azienda?”
Ogni know how lo puoi intestare sia a una persona fisica sia a una società.
Quindi, ogni qualvolta crei un know how, devi bilanciare le opportunità concesse da queste due situazioni:
IMPORTANTE: anche lo sfruttamento del know how intestato a una società ha dei benefici fiscali (“patent box”, di cui scriverò un articolo nelle prossime settimane), ma sono nettamente minori rispetto che al bonus riservato alle persone fisiche.
Perciò, il vantaggio di intestare il know how a te oppure alla tua S.r.l. dipendente da:
Un altro punto di riflessione importante è che il know-how deve essere vero, reale e il canone della royalties deve essere pagato per il suo giusto valore di mercato.
Non bisogna utilizzare il know-how come un qualcosa per farsi bonifici sul conto corrente personale quando in realtà non c’è motivo.
Deve essere un qualcosa che abbia un valore vero, reale tanto quanto le terze persone sarebbero disposte a pagare per acquistare il diritto di sfruttamento di quel specifico know how.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che, di punto in bianco, non puoi costituire una S.r.l., creare un know-how (un info prodotto o un libro), e ti inventi il prezzo a tuo piacimento che deve pagarti la società al fine di incassare i bonifici sul tuo conto corrente personale.
Tutto questo solo con l’intenzione di avere una tassazione agevolata con la semplice scusa che li dichiari come Royalties.
Questo non sarebbe corretto e il fisco disconoscerebbe il valore attribuito ai canoni delle Royalties.
No! Non funziona così.
Deve essere, invece, un qualcosa per cui gli altri sarebbero disposti a pagare. Il valore deve essere vero al punto tale che altri sarebbero disposti ad acquistare quel medesimo sfruttamento di know how.
Sono d’accordo con te con il fatto che il valore può essere una cosa soggettiva, e che non sia facilmente determinabile.
Quindi, una soluzione che puoi adottare, per poterti difendere da un possibile contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate sul canone di locazione riconosciuto al know – how, è quella di farsi valutare il valore del know-how da un perito esterno.
Con questa perizia non avrai la certezza di essere completamente esentato da eventuali accertamenti, ma in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate, avresti una perizia datata che certifica il valore attribuibile al Know how.
E, soprattutto, che questo valore non è stato attribuito a caso, ma è frutto di un adeguato processo di valutazione di un perito esterno alle parti interessate. In caso di controlli, l’Agenzia delle Entrate farà una propria perizia di valutazione del tuo Know How.
Valore che può essere diverso dal tuo.
Ma in questo caso, come difesa, tu avrai la perizia con cui dimostri a un eventuale giudice che il tuo valore è stato attribuito seguendo un determinato criterio logico, senza aver inventato nessun valore in modo imparziale.
Anche perché il perito non sarà mai disposto ad accertare un valore superiore a quello vero attribuibile al know how utilizzando un processo con adeguati elementi giustificativi a supporto.
La perizia potrebbe costarti anche euro 3.000, ma è una forma di tutela che ti farà risparmiare sanzioni e guai, seppur eventuali.
Ricordati di fare un contratto tra la S.r.l. e te con data certa.
Il know-how si attiva semplicemente facendo un contratto di royalties tra te persona fisica e un’altra società.
Deve essere predisposto un contratto tra una persona fisica e una S.r.l. con:
Perciò, operativamente, per ricevere i soldi come delle royalties, basta stipulare un contratto scritto tra te e la S.r.l., ma una cosa che consiglio, ogni qualvolta che vuoi stipulare un contratto di know-how, è quello di applicare la data certa.
Infatti, è vero che, per una tua maggiore tutela contro il fisco, ci sia il fatto di avere una perizia che attribuisce un valore certo al know how, ma un altro elemento che ti difende da eventuali nuove contestazioni del fisco è la data certo con il quale è stipulato il contratto di royalties tra te e le altre S.r.l., grazie al quale concedi lo sfruttamento del tuo know how.
Questo poiché puoi dimostrare di non aver stipulato un contratto di know how con il solo scopo di diminuire il carico fiscale della tua S.r.l., concordando condizioni del Know how arbitrarie per annullare il reddito della società trasportandolo nella tua dichiarazione dei redditi personale come royalties di Know how, con l’unico fine di avere benefici fiscali.
Ma, in virtù di una data certa precedente, dimostri che c’è stato un accordo vero che garantisce un’applicazione costante nel tempo secondo gli accordi originari presi tramite il contratto.
Grazie a questo hai un’arma in più a tua difesa contro possibili contestazioni da parte del fisco.
Come puoi attribuire la data certa ai tuoi contratti di concessione di know how?
Condivido con te una breve circolare che avevo scritto nel mio precedente blog.
Puoi difenderti dal fisco mostrando la data certa e risparmiare soldi
Per dimostrare al fisco la legittimità di accordi presi con i collaboratori, clienti, fornitori o qualsiasi accordo con altre parti commerciali, spesso è necessario dimostrare la vera data di stipula dell’atto.
La data certa ti permette di far capire all’agenzia delle entrate che il tuo documento firmato è VERO e non è stato creato appositamente per evitare conseguenze fiscali dopo l’accertamento.
In questo modo hai maggiore possibilità di riconoscere i tuoi costi fiscali riconosciuti da parte del fisco. Negli anni passati si poteva ottenere la data certa del tuo documento con un timbro delle poste con soli € 0,80 oppure andare presso l’Agenzia delle Entrate a registrarlo pagando una imposta di registro di € 200.
Da adesso la posta non ti applica più il timbro della data certa.
Come puoi evitare di pagare € 200 e ottenere la data certa nei tuoi documenti fiscale? Le soluzioni sono:
1) invio del documento tramite PEC;
2) marca temporale (costo pochi centesimi);
3) raccomandata senza busta.
Con questi 3 metodi puoi: – dare la data certa a tutti i tuoi documenti tutte le volte vuoi; – risparmiare € 200 per ogni operazione, in quanto non paghi l’imposta di registro dell’Agenzia delle Entrate; – avere più tutela contro il fisco in caso di accertamento;
Come hai potuto leggere, ci sono validi strumenti economici per poter attribuire la data certa al vostro contratto.
Si stipula un normale contratto, si fa firmare da entrambe le parti e gli si applica la data certa autoinviandoti una Pec.
Questa procedura è consigliata e utile per fare in modo da non presagire che un determinato atto sia stato predisposto al fine di diminuire in maniera arbitraria il reddito.
Questa cosa non è di vitale importanza, in quanto non è una cosa che ti negherebbe l’uso del know how.
Ma è ,comunque, importante perché influenza la gestione degli incassi ogni qualvolta devi percepire i compensi delle royalties.
Ogni volta che devi incassare delle Royalties ricordati queste due cose:
Ti faccio due esempi.
Compenso royalties a soggetto che ha 35 anni o meno:
Compenso royalties a soggetto che ha più di 35 anni:
Come puoi notare questo influisce sull’importo che tu devi ricevere come titolare della Royalties.
Ricordati che in dichiarazione dei redditi dovrai dichiarare come reddito diverso solo la parte di imponibile da tassare (la parte esente NON va inserita in dichiarazione) e devi anche indicare le ritenute che tu hai subito.
Le ritenute sono, con parole semplici, imposte che tu hai versato in anticipo.
Quindi pagherai solo il saldo in sede di dichiarazione dei redditi o, nel caso in cui sei a credito, valutare se richiedere a rimborso gli importi.
Anche se dovessi accorgerti di avere un know how di importo relativamente basso, non sottovalutare l’effetto di scalabilità che questo può avere.
Ti faccio un esempio.
Se tu inventassi un know how specifico che vale euro 300 al mese, all’anno tu incasseresti dalla tua S.r.l. solo Euro 3.600 euro all’anno.
Se il tuo know how fosse qualcosa che sia utile ed utilizzabile anche per altre S.r.l., questo significa che puoi concedere in sfruttamento il tuo Know how anche ad altre società e quindi beneficiare di ulteriori 3.600 euro all’anno.
Prova a pensare dell’effetto che puoi avere se tu concedessi in sfruttamento il tuo know how ad altre 10,100 o 1.000 S.r.l..
Ovviamente il know how deve essere vero, di valore certo, e le altre S.r.l. devono trarre un beneficio reale dal Know how, in modo da evitare possibili altre contestazioni da parte del fisco.
E ricordati anche di non sottovalutare l’effetto del compenso ricorrente che tu avresti agni anno.
Anche se ti sembra molto cara una perizia di Euro 3.000 per farti valutare un know how da Euro 300 mensili, non sottovalutare l’effetto positivo che questo può avere nel corso del tempo sulla tua tassazione.
Mi spiego meglio.
Ogni volta che tu hai un know how puoi avere un forte effetti di scalabilità che deriva dal fatto che l’incasso lo ricevi ogni anno e del fatto che questo meccanismo lo puoi replicare anche sulle altre S.r.l.:
1) Se anche tu dovessi ricevere una valutazione di euro 300 al mese, ricordati che tu incasseresti euro 3.600 all’anno, ogni anno. Quindi è facile, dopo 10 anni, ad arrivare a compensi di euro 36.000;
2) Se il know how lo cedi ad altre S.r.l. puoi moltiplicare gli incassi che derivano dallo sfruttamento del tuo know how nello stesso anno. Quindi, se in un medesimo anno, tu concedi in concessione a 10 S.r.l. il tuo know how, allora tu riceveresti un compenso annuale di euro 36.000. Tutto questo con lo stesso know how valutato dal perito.
Un’idea che vorrei condividere con te è che, come royalties, potresti percepire i canoni secondo 4 differenti tipologie:
Chiaramente, c’è anche la possibilità di una soluzione mista (in parte fissa e in parte variabile).
Ricordati che il principio fondamentale, per poter avere un know how lecito, è quello di attribuirgli un valore di concessione al pari del valore che qualsiasi altra persona avrebbe pagato per poterlo utilizzare economicamente.
Cosa che, in caso di controllo e contestazione, devi poter giustificare.
Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Anche oggi siamo pronti ad affronate…
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