Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per condividere con te la risposta ad una consulenza fatta ad un cliente, o meglio, ad un gruppo di imprenditori intenzionati ad avviare una partnership con altri imprenditori: “è possibile avere il controllo della S.r.l. anche se si è soci di minoranza?”

Ovviamente, per ragioni di privacy non riporto nomi, ma ti posso garantire che l’obbiettivo principale degli imprenditori, nel momento in cui hanno posto questa domanda, non era pagare meno imposte e contributi ma avere un maggior controllo sulle future società costituite insieme ai loro partner.

Questo aspetto è molto importante e va preso in esame ben prima di cominciare l’attività, ancora prima di recarsi dal notaio per firmare l’atto di costituzione della S.r.l. .

Va affrontato in una fase preliminare in cui, consulente e cliente, si pongono reciprocamente domande ed ottengono reciprocamente risposte.

Le informazioni vengono poi assemblate dal professionista in un documento sulla cui base il notaio redigerà Atto Costitutivo e Statuto.

Si tratta di una fase fondamentale, in cui vengono tracciate le linee portanti del proprio business e che non bisogna trascurare per aver fretta di lanciarsi in un’attività.

Ed è ciò che faccio durante le mie consulenze con i nuovi clienti che vogliono aprire una S.r.l. o avviare una partnership con altri imprenditori.

Senza troppi formalismi, essendo un commercialista che lavora gomito a gomito con gli imprenditori e, quindi, essendo focalizzato sul contenuto e sullo scopo, prima di fare una consulenza mi faccio scrivere su un foglio le domande, richieste, obbiettivi.

Elaboro le soluzioni fiscali personalmente e poi restituisco un foglio, da me compilato, con risposte ed alternative fiscali a disposizione dei clienti che hanno acquistato la consulenza con me.

Anche se conduco questa fase senza troppi formalismi, sono ben conscio dell’importanza strategica ai fini del buon andamento del business al punto che ho deciso che dedicherò proprio a questo argomento, come impostare l’atto costitutivo di una S.r.l., il mio terzo libro.

Se resterai in contatto con me iscrivendoti a questo blog, www.efficaciafiscale.com, o seguendomi sul canale YouTube Commercialista Calisti ed ascoltando i miei Podcast, ti terrò aggiornato e ti darò maggiori dettagli 😊

Sei pronto a scoprire come puoi avere maggior controllo sulla S.r.l. pur essendo socio di minoranza?

Bande alle ciance and let’s go…

 

Qual è il problema?

Il problema è che, quando costituisci una S.r.l. oppure sei all’inizio, hai più esigenza di ridurre al minimo le imposte ed i contributi Inps.

Ma, successivamente, ti accorgi che gli utili aumentano.

A quel punto, di sicuro, hai bisogno di tagliare il carico fiscale.

Poi, gli utili aumentano ulteriormente ed hai ancora bisogno di creare nuove partnership con altri imprenditori.

Cosa che fai creando nuove S.r.l. e, pertanto, nasce l’esigenza anche di avere quote di partecipazione di minoranza ed avere il controllo.

Quindi, in questo articolo affrontiamo come avere maggiore controllo nel caso fossimo soci di minoranza.

Ciò non toglie che durante la consulenza gli imprenditori mi abbiano anche chiesto informazioni fiscali.

 

Qual è il caso in questione?

Mi è stata richiesta una consulenza da un gruppo di imprenditori, già titolari di una S.r.l. con cui svolgevano il loro business.

Sono arrivati al punto di poter fare nuove partnership con altri imprenditori aprendo nuove S.r.l. nelle quali loro avranno partecipazioni di minoranza.

Per la precisione in una il 25% e nell’altra il 33%.

Loro hanno bisogno di delegare completamente la gestione dei progetti ai partner, ma nello stesso tempo di essere sicuri di avere il controllo in caso di imprevisti.

Dunque, mi hanno posto tutta una serie di domande.

Prima di tutto volevano sapere come avere il controllo delle S.r.l. che avevano in comune con gli altri partner, pur avendo una quota di minoranza.

Come seconda domanda mi hanno richiesto come tagliare il maggior numero di imposte e contributi.

 

Due strumenti che hai a disposizione per avere il controllo della S.r.l. anche se sei un socio di minoranza

Per comprendere come ottenere il controllo anche nel caso in cui hai delle quote di minoranza, ci vengono in aiuto 2 strumenti: l’atto costitutivo ed i patti parasociali della S.r.l. .

Prima di iniziare reputo che sia utile comprendere le differenze tra i patti parasociali e l’atto costitutivo.

Non tanto per un motivo fiscale, ma principalmente perché da questi 2 strumenti derivano vincoli diversi che devi conoscere se hai una quota di minoranza e vuoi avere il controllo sulla S.r.l. .

Ti dico questo perché sono 2 strumenti che ti consentono di vincolare gli altri soci della S.r.l., sia di minoranza che di maggioranza.

Quindi, se tutte le parti firmano questi documenti, e tu predisponi l’atto costitutivo ed i patti parasociali a tuo vantaggio, allora tu sei sicuro di conservare il controllo.

Ovviamente i documenti, per essere validi, devono essere firmati da entrambi i soci.

 

Perché è importante comprendere le differenze tra i patti parasociali e l’atto costitutivo?

Perché entrambi danno vincoli ai soci, alcuni anche simili, ma è vero che i vincoli sono diversi.

Qui, di seguito, ti mostro brevemente cos’è uno e cos’è l’altro. Successivamente ti riporto la check list con i consigli che ho suggerito all’imprenditore.

Ti ricordo che questi strumenti vanno adattati al tuo caso specifico.

Quindi, qui, puoi trovare le soluzioni normative specifiche per il mio cliente, che sono in funzione delle domande che mi ha posto durante la consulenza.

Sappi che le soluzioni che trovi qui, di seguito, sono specifiche per gli imprenditori che hanno fatto una consulenza con me.

Sarà tuo compito comprendere quali di queste soluzioni fiscali possano andare bene anche a te.

In alternativa puoi metterti in contatto con me per prenotare una consulenza di Efficacia Fiscale e trovare le soluzioni fiscali giuste per te.

 

Cos’è l’atto costitutivo?

L’atto costitutivo delle società è l’atto nel quale vengono inseriti gli elementi che caratterizzano la singola società nascente.

Essenzialmente sono dei vincoli tra i soci, cosa che consente di coordinare anche i diritti dei soci di minoranza.

L’atto costitutivo serve per regolamentare l’attività tra i soci attuali e quelli futuri, in quanto è un documento che mette delle regole di buon funzionamento della S.r.l. .

Quando inserisci delle clausole nell’atto costitutivo queste rimangono valide anche per i futuri soci che si inseriranno eventualmente nella società.

 

Cos’è il patto parasociale?

Il patto parasociale è un contratto, che va oltre all’atto costitutivo, e serve a coordinare e regolamentare degli accordi presi tra i sottoscrittori, che possono essere i soci ma anche non soci.

In questo caso gli effetti del contratto si fermano solo ai sottoscrittori e non si intromettono nel rapporto con i futuri nuovi investitori.

Non vincola la società, ma prevede delle sanzioni per chi non rispetta i singoli accordi presi nel patto parasociale.

Questo significa che il patto produce effetti solo tra i sottoscrittori e non verso i terzi: una eventuale rottura del patto può valere solo come colpa contrattuale tra i soggetti sottoscrittori, ma non è opponibile ai terzi.

Per fare un esempio, un voto in assemblea contrario al patto produrrà la responsabilità contrattuale di chi ha leso il patto di fronte agli altri sottoscrittori, ma non toccherà il piano della legittimità della delibera assembleare.

Sono due piani differenti, uno dei quali esterno a quello societario.

In questo caso c’è “solo” il risarcimento del danno, cosa che fa sempre bene.

La durata massima di cinque anni può essere derogata qualora i patti parasociali si inseriscano in un contesto di concertazione fra soci di natura più ampia.

Su due aspetti particolari il legislatore ha voluto però dettare delle norme particolari: durata e pubblicità del patto.

Le S.p.a. hanno il limite dei 5 anni, mentre per le S.r.l. non è previsto ma si reputa, comunque, conveniente farlo durare un tempo utile per consentire il normale svolgimento dell’attività aziendale.

Essenzialmente il patto parasociale è un accordo fuori dall’atto costitutivo tra i soci (oppure i terzi) dove, poi, si prevedono delle penali in caso di inadempienza.

È bene che la durata sia ritenuta congrua rispetto al tempo necessario a realizzare gli interessi che i soci pattisti si sono prefissati.

Per la pubblicità è previsto che questo sia redatto presso un notaio.

Dunque, i patti parasociali servono per stabilire degli accordi tra i sottoscrittori che compongono la S.r.l. .

In caso di mancato rispetto del contratto questo non vincola la società, ma crea delle sanzioni che il trasgressore dovrà pagare.

Cosa che disincentiva il trasgressore ad andare oltre a quanto è stato comunemente stabilito.

Detto questo è importante comprendere quali elementi vanno inseriti nell’atto costitutivo e nei patti parasociali, per rendere il tutto compatibile con le esigenze dell’imprenditore di avere maggior controllo e tagliare le imposte.

 

Queste sono le soluzioni che ho fornito durante la consulenza agli imprenditori per poter avere maggior controllo sulla S.r.l. anche se questi fossero soci di minoranza

Premessa, qui di seguito, inserisco le soluzioni che ho fornito ai miei clienti per fare in modo che abbiano il controllo sulle loro S.r.l. in partnership con altri imprenditori, anche se hanno una quota minoritaria.

Non ho voluto riportarti le loro domande, ma solo le soluzioni per 2 principali motivi.

Il primo è per un discorso di privacy, i miei clienti hanno pur sempre acquistato una consulenza da me.

Il secondo motivo è che le soluzioni che noti di seguito sono giuste e adattate per questa tipologia di imprenditori.

Non è detto che le soluzioni che trovi qui siano giuste anche per te.

Quindi, leggi le soluzioni, ma sappi che queste sono adatte ai clienti che hanno acquistato la consulenza con me.

Così il modo migliore per avere una utilità da questo articolo è quello di comprendere se queste soluzioni vanno bene anche al tuo specifico caso e quali invece non vanno bene per te.

Le soluzioni sono principalmente di 2 categorie:

1) avere il controllo sulla S.r.l. anche se i clienti hanno una quota di minoranza,

2) e prendere le migliori scelte in modo strategiche in modo da ridurre al minimo l’impatto delle imposte sul reddito. 

Clausole da inserire nei patti parasociali:

1) Anche se avete una quota minoritaria, chiedete di poter fare un patto parasociale in cui la vostra quota vale al 51% delle scelte aziendali (o, comunque che le scelte aziendali sono prese solo se c’è il consento di tutti i soci);

2) Patto tag-along (c.d. di seguito): tale accordo è finalizzato alla tutela del socio di minoranza, al quale viene attribuito il diritto di vendere le azioni insieme al socio di maggioranza, qualora quest’ultimo decida di cedere le proprie, profittando delle medesime condizioni contrattuali concordate con il terzo acquirente e, comunque, ad un prezzo non inferiore ad un certo valore. Scopo di questa clausola – molto diffusa nella prassi – è impedire che il socio di minoranza rimanga intrappolato nella società dalla quale il socio di riferimento decide di uscire, garantendosi un prezzo di vendita più vantaggioso di quello che potrebbe spuntare in caso di contrattazione diretta ed individuale con il terzo acquirente.

3) Patto drag-along (c.d. di trascinamento): tale accordo è finalizzato alla tutela del socio di maggioranza che, qualora decida di cedere le proprie quote della S.r.l., ha il diritto di vendere anche la partecipazione posseduta dal socio di minoranza alle medesime condizioni contrattuali a lui riservate e, comunque, ad un prezzo non inferiore ad un determinato valore. L’utilità di questa clausola emerge, soprattutto, quando è formulata una proposta di acquisto della totalità delle partecipazioni societarie e vi è il rischio che il socio di minoranza metta in atto comportamenti ostruzionistici.

4) Valutate di inserire una clausola in cui voi prevedete una percentuale di distribuzione di utili minima ogni anno e che prima sia distribuita al socio di minoranza. Ossia al socio di minoranza è prevista una distribuzione minima di utili ogni anno, indipendentemente dal risultato.

Tutte queste clausole che hai letto qui sopra vincolano solo i firmatari.

Quindi, sono delle clausole che in genere fai come accordo con i soci fondatori di una nuova S.r.l. senza vincolare successivamente i nuovi potenziali soci entranti.

Mentre qui, di seguito, vedrai le clausole da inserire nell’atto costitutivo, che vincolano i soci presenti ma anche quelli futuri. In tutti i casi vincola il comportamento di chiunque faccia parte della S.r.l., compresi gli amministratori non soci.

 

 

Clausole da inserire nell’atto costitutivo:

1) mettere dei limiti alle operazioni straordinarie: le operazioni ordinarie possono essere svolte normalmente dall’amministratore mentre, per le operazioni straordinarie di valore superiore ad euro 5.000,00, ci vuole il consenso preventivo dell’assemblea (dove tutti i soci hanno un peso identico stabilito dai patti parasociali).

Nota: puoi cambiare il valore delle operazioni straordinarie da assoggettare al parere preventivo dell’assemblea sapendo che, se diminuisci il valore delle operazioni straordinarie, rendi più rigida la gestione aziendale, perché limiti la libertà dell’amministratore.

Mentre, se alzi il valore delle operazioni straordinarie, rendi più libero l’operato dell’amministratore, in quanto non deve perdere tempo nel richiedere autorizzazioni ai soci della S.r.l., ma rischi maggiormente perché potrebbe creare problemi alla società.

2) la clausola di privilegio: ossia, se un socio vende le quote ad un certo prezzo, l’altro socio ha diritto ad acquistarle prima alle medesime condizioni. Questo serve, principalmente, per evitare che un socio “cattivo” svenda le quote ad un soggetto esterno (in genere ad una persona compiacente) e, in futuro, il nuovo socio, possa creare problemi al socio imprenditore.

3) la clausola di gradimento: ossia i soci attuali hanno diritto di scegliere se far entrare nuovi soci che rispettano determinati requisiti. Poi, in questa clausola, si possono specificare quali requisiti devono avere i nuovi soci. Oppure quali parametri devono avere.

4) la clausola di accrescimento, con cui, se un socio muore, la quota dei soci superstiti aumenta di valore e gli eredi ricevono una somma di denaro pari al valore della quota del defunto, ma non avranno la quota della S.r.l. del defunto in eredità. In questo modo si evita che gli eredi possano creare problemi ai soci superstiti.

5) valuta di aumentare il quorum deliberativo all’80%. Il quorum deliberativo è quella percentuale che consente all’assemblea di prendere opportuni provvedimenti per conto della S.r.l. .

Di base il quorum costitutivo è del 50%, ma portarlo all’80% consente al socio di minoranza di avere voti per “bloccare” i provvedimenti anche senza il suo consenso. Ovviamente la conseguenza è che rendi le decisioni della S.r.l. più rigide in quanto ci vuole il consenso di tutti i soci.

Nota: anche se questa clausola può sembrare uguale a quella che puoi inserire nel patto parasociale è completamente diversa.

Alzando il quorum deliberativo, il socio di minoranza, può “bloccare” delle scelte imprenditoriali che non lo convincono.

Ma nello stesso modo, il socio di minoranza, non può imporre al socio di maggioranza della S.r.l. di prendere le proprie scelte strategiche.

Questa è una clausola che puoi inserire nel patto parasociale per fare in modo che il socio di minoranza possa prendere scelte vincolanti nell’assemblea (non come amministrazione della S.r.l.). Solo con il patto parasociale puoi stabilire che il socio di minoranza può vincolare l’assemblea nel prendere una determinata posizione.

6) consiglio anche di mettere da svolgere online assemblea e consiglio di amministrazione. Questo in quanto puoi fare le assemblee anche a distanza senza perdere tempo.

7) aggiungere il fatto che l’assemblea possa essere convocata per e-mail ordinaria e non solo con raccomandata o per pec. Questa cosa ti permetterà di rendere valide le convocazioni dell’assemblea in modo semplice, rispettando i tempi della convocazione.

8) le decisioni dei soci (e degli amministratori) siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. Aggiungendo questa clausola permetti ai soci e agli amministratori di prendere determinate decisioni anche con scelte espresse per iscritto.

9) inserire la clausola di poter richiedere la convocazione dell’assemblea anche se tu hai una quota minoritaria del 25%.

Questo ti permetterà di sottoporre a votazione, all’attenzione dell’amministratore o dell’assemblea, anche delle questioni promosse dai soci di minoranza.

Questa clausola da sola non ti darà la possibilità di vicolare l’assemblea nel prendere quella specifica decisione, ma ti permetterà di convocare l’assemblea per poi esprimere un parere in merito.

Se proprio hai paura che il socio di maggioranza non si presenti, rendendo nulla l’assemblea per la mancanza della maggioranza dei soci, allora puoi aggiungere la previsione di un quorum costitutivo inferiore almeno pari alla percentuale di quota del socio di minoranza, per rendere validamente costituite le assemblee.

Oltre a questo, aggiungi un quorum deliberativo relativo, ossia in funzione dei presenti.

Con questi 2 elementi, anche se il socio non si presenta alla convocazione delle assemblee, queste sono validamente costituite ed il socio di minoranza può ugualmente prendere le scelte aziendali, nonostante la sua bassa percentuale di partecipazione al capitale sociale.

10) Se vuoi aumentare il ritorno dell’investimento nonostante la tua quota minoritaria puoi utilizzare una di queste clausole che rientrano nel “privilegio relativo alla distribuzione degli utili della S.r.l.”.

Questo lo puoi manifestare in 2 modalità:

a) ad alcuni soci può essere attribuita una priorità nel percepimento degli utili. Quindi, prima i soldi sono dati al socio che ha priorità nella distribuzione degli utili, successivamente, quello che resta, viene suddiviso tra i soci rimanenti (come il caso dell’atto costitutivo che troverai qui, di seguito);

b) con la presenza di soci con differenti percentuali di partecipazione al capitale sociale rispetto alla percentuale di distribuzione di utili. Detto in modo semplice, al socio operativo della S.r.l. viene attribuito una partecipazione al capitale sociale del 95%, ma gli viene attribuito il 5% di utile. Mentre al socio finanziatore viene attribuita una quota del 5% ma con una quota di utile del 95% (cosa che ha senso ai fini fiscali e per conservare il controllo della S.r.l.).

Altri appunti Vari:

1. Ricordatevi che il beneficio delle S.r.l. start up innovative risiede sempre nel versamento del capitale sociale.

Solo i finanziatori della società hanno dei veri vantaggi fiscali.

2. Per i debiti fiscali, di fatto i soci sono responsabili solo se la S.r.l. viene cancellata e, entro i 5 anni dalla cancellazione, l’Agenzia delle Entrate accerta del nero, ossia utili extracontabili, nei limiti del nero accertato.

Dunque, il socio risponde dei debiti fiscali solo entro i limiti di questa somma accertata (questo in quanto gli utili extracontabili sono considerati come se fossero parte di utili presenti nel bilancio finale di liquidazione della S.r.l. distribuiti ai soci).

Per tutti gli altri debiti tecnicamente siete a posto, esempio i debiti fiscali arretrati non ne siete responsabili.

Questo vale per le famose S.r.l. anche per la “ristretta base societaria”.

Solo per i soldi che vi accertano come utili extracontabili dovete pagare sia le imposte della S.r.l. sia le imposte relative alla distribuzione, proprio come se aveste distribuito i soldi in nero che vi hanno accertato.

Se voi avete le quote intestate alla vostra “S.r.l. Holding” tecnicamente non dovreste avere questi problemi, in quando dovrebbe riguardare il caso in cui le quote della S.r.l. sono intestate a pochi soci persone fisiche.

3. Per i debiti non fiscali, esempio i debiti verso i fornitori, solo la S.r.l. è responsabile.

Posto questo è ovvio che se l’amministratore, o il socio imprenditore occulto, dovessero aver creato volontariamente dei danni alla società, allora potrebbero rispondere patrimonialmente in quanto i terzi, i soci o la società, gli potrebbero fare causa.

Questo però rientrano in conseguenze amministrative, civili o penali stabiliti da un tribunale, che nulla a che vedere con una corretta gestione aziendale.

4. Dall’incontro fatto insieme si è evidenziato che voi dovete intestare le quote delle prossime S.r.l., questo in quanto volete utilizzare i soldi per fare nuovi investimenti aziendali “pagando solo 1,2%”.

5. Ricordatevi che potete prendere i soldi da una S.r.l. con: utili, compenso da amministratore, royalties perché date in usufrutto un Know how, oppure associazione in partecipazione.

Questi strumenti hanno un diverso trattamento economico. Quindi calibrate tutto quanto al meglio.

6. Gestite i marchi, brevetti e know how in questo modo:

a) deve essere un know how vero,

b) il valore della royalties deve avere un valore di mercato (dunque se lo date in concessione alla vostra S.r.l. allora dovete stare più attenti con il valore di mercato, mentre se lo date in concessione ad un terzo il valore di scambio di fatto è il vero valore di mercato),

c) utilizzate un contratto in word e lo firmate

d) gli attribuite la data certa con la email pec

e) potete fare una perizia anche successivamente solo nel caso vogliate andare in causa davanti ad un giudice

f) ricordatevi che non vi presentate davanti ad un giudice come se foste degli evasore, in quanto avete pagato le imposte sul reddito.

7. I progetti condivisi io li gestirei con questi strumenti:

a) una nuova S.r.l.,

b) un’associazione temporanea d’impresa, ossia un normale contratto,

c) un contratto di associazione in partecipazione.

8. Su tutto quello che voi guadagnate con la vendita di bitcoin si paga il 28% di imposte sulla S.r.l. e le perdite fiscali sono “dei bonus” fiscali, in quanto diminuiscono l’imponibile da assoggettare alle imposte.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni che hai ottenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale sai quali sono le soluzioni che ho fornito ad un imprenditore che ha acquistato una consulenza con me, perché aveva bisogno di essere certo di avere il controllo dei progetti imprenditoriali in comune con altri imprenditori, nonostante avesse  una quota di S.r.l. minoritaria.

Oltre ad avere un maggior controllo ho individuato quali strumenti di Efficacia Fiscale possono utilizzare per tagliare il maggior numero di imposte e contributi Inps grazie alle disposizioni di legge riservate alla S.r.l.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

a) produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,

b) avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…

c) utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata sulla tua S.r.l. con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni, specificando nella e-mail di quali informazioni hai bisogno, ma sapendo che non ti faremo mai dei “preventivi per la tenuta della contabilità”.

Perché se vuoi collaborare con me (portando la contabilità della tua S.r.l. da me o per aprire una nuova S.r.l.) dovrai prima acquistare la consulenza di Efficacia Fiscale – http://bit.ly/2NceH5z -.

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