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Come evitare di perdere il controllo della S.r.l. nel momento in cui muore il socio di maggioranza (che non sei tu)

Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per condividere con te un argomento che ho approfondito dopo che un cliente mi ha posto una domanda in merito ad una delle evenienze tristi, ma ahimè possibili, che può coinvolgere la tua S.r.l.: la morte del socio s.r.l. di maggioranza.

La S.r.l., persona giuridica, può avere una vita più lunga di chi la costituisce ed è bene affrontare questo argomento quando si è ancora attivi, proattivi e desiderosi di sviluppare il business e fare sempre più soldi.

Se lo si affronta prima ancora che la S.r.l. nasca, si potranno evitare parecchi grattacapi in futuro, qualora questo spiacevole fatto dovesse realizzarsi.

Come sicuramente hai compreso leggendo i miei articoli sul sito www.efficaciafiscale.com, ascoltando i miei Podcast presenti su Google Podcast, guardando i miei video sul canale YouTube Commercialista Calisti sono un commercialista che ama lavorare, fianco a fianco, con gli imprenditori.

Provengo da una famiglia di imprenditori ed ho avuto molte occasioni per ragionare con la testa di chi gestisce un’azienda prima di mettere in pratica le mie conoscenze da commercialista.

Grazie a questa esperienza non sono diventato, negli anni, né un arido accademico né un fantasioso contabile.

Bensì un commercialista-imprenditore con un piede ben saldo nella realtà del mondo degli affari e l’altro ben saldo nel mondo della fiscalità delle S.r.l., che cerca le soluzioni concrete e realistiche più adatte al tuo caso, ai tuoi bisogni e alle peculiarità della S.r.l. che hai costituito, o ti accingi a costituire.

Sei pronto a scoprire il mio consiglio su come regolamentare, nell’atto costitutivo, l’ipotesi della morte del socio di maggioranza per evitare che entrino dei soci indesiderati nella tua S.r.l.?

Bando alle ciance and let’s go…

Se il socio di maggioranza muore, il socio di minoranza perde il controllo di tutta la S.r.l.

Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo podcast del blog di Efficacia Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per tutti gli imprenditori che hanno una S.r.l. o che ne vogliono aprire una nuova.

Oggi voglio affrontare con te l’argomento riguardante la soluzione ad una domanda postami da un mio cliente imprenditore, titolare di una S.r.l., alla quale sto applicando il meccanismo della contabilità controllata.

Meccanismo che gli consente di avere, ogni anno, più soldi rispetto a quelli che spende.

Questa domanda ha occupato la mente del mio cliente dopo l’ascolto, o la lettura, di un mio nuovo articolo.

Infatti, ogni volta che pubblico un nuovo contenuto attraverso l’articolo di un blog, un video su YouTube o l’audio di un podcast, ne do comunicazione attraverso un messaggio in broadcast, su WhatsApp, ai miei clienti e ai miei contatti in business.

Ecco la domanda in questione:

“Ciao Simone, suggerisco un approfondimento riguardante una S.r.l. composta da un socio maggioritario che muore. Conviene stabilire precedentemente cosa fare? Oppure quale altra soluzione si può prendere in considerazione?”

Ci troviamo di fronte quindi, al caso di una S.r.l. composta da un socio che ha la maggioranza del 51%, oppure del 99%, che muore.

Sappiamo che il socio maggioritario è quello che, di fatto, può prendere tutte le decisioni della società, positive o negative che siano.

Nel caso in cui tale socio muoia, le sue quote andranno, “in automatico”, agli eredi, coniuge, figli, o anche genitori, nel caso in cui non ci fossero né figli né coniuge.

Questi eredi andranno ad intervenire nella società con il rischio di non gestirla bene , magari, avranno forza per minacciare e chiedere molti soldi, per uscire dalla società, al socio in minoranza.

Trovandosi in questa situazione la paura maggiore del socio superstite, è quella che l’azienda, costruita forse con molto sacrificio, venga rovinata o, ancor peggio, portata via.

La soluzione è quella di inserire una specifica clausola nel momento in cui costituisci una S.r.l.

Si deve affrontare, pertanto, un problema di controllo.

Posso, perciò, rispondere in maniera affermativa alla domanda che mi è stata presentata.

Prima di andare avanti è bene ricordare che il trasferimento delle quote di una S.r.l. può avvenire in due principali modi:

1- Con atto tra vivi, un socio cede la propria quota all’altro. Questa è una transazione libera, ossia il valore della quota è stabilita tra i due soci, se non vi sono altre clausole;

2- Mortis causa, ossia per causa di morte. Nel caso in cui un socio muoia le quote automaticamente andranno agli eredi e, pertanto, al socio restante non resterà che collaborare con i nuovi soci.

Il trasferimento per causa di morte è una clausola semplice, che si inserisce nell’atto costitutivo e statuto della S.r.l. .

E’ una clausola in cui si afferma che, nel caso in cui un socio muoia, i superstiti diventeranno proprietari della quota del socio defunto, a condizione che paghino gli eredi, che saranno tenuti a ricevere una somma liquida di denaro.

Il socio superstite diventerà, quindi, socio unico della società.

Questo fa sì che gli eredi non entrino nella società creando, magari, delle problematiche.

Se hai una quota minoritaria della S.r.l. paghi meno contributi Inps, ma perdi il controllo della società

 È una cosa che consiglio di prendere in considerazione, soprattutto quando gli imprenditori si trovano a costituire una S.r.l. con la propria compagna, in maniera da diminuire il carico contributivo.

Vi sono, infatti, alcuni imprenditori che per diminuire tale carico tributario pensano di costituire la società dove loro hanno il 5% e sono soci operativi, mentre la propria compagna è titolare del 95% del capitale sociale, ha cioè la maggioranza, ed è un socio finanziatore.

I contributi, quindi, verranno pagati solo per il socio operativo, ossia sul 5% della quota.

Vi è anche il vantaggio della distribuzione degli utili, dove si paga fisso il 26%, utili che rimangono in “famiglia”, essendo i due soci fidanzati.

Utilizzando questa tipologia di società, dove il socio operativo ha il 5% e il socio finanziatore ha il 95%, di fatto si risparmia un enorme quantitativo di contributi Inps.

Fino a quando i due soci sono solo fidanzati, e perciò non hanno il vincolo del matrimonio, se la fidanzata muore la sua intera quota va in capo agli eredi che diventeranno i nuovi soci di maggioranza e si potranno avvalere della facoltà di prendere decisioni come, ad esempio, il cambio dell’amministratore della S.r.l. .

Potrebbero toglierti dall’amministrazione della S.r.l. ed impossessarsi di un c/c aziendale sul quale la società ha accumulato del denaro.

Gli eredi del socio di maggioranza NON ricevono le quote della S.r.l. (ma “solo” i soldi pari al valore della quota) e tu prendi il controllo della società

Per aggirare questo ostacolo, nel momento in cui viene costituita la società insieme al proprio partner imprenditoriale, è bene far apporre dal notaio una clausola che stabilisca che il trasferimento della quota per mortis causa non passa agli eredi ma al socio rimasto in vita.

Il socio superstite si impegnerà a dare una quota in denaro agli eredi.

Potrebbero nascere dei problemi come, ad esempio, la valutazione della quota, ossia il valore in denaro della quota, che corrisponde a ciò che il socio dovrà versare agli eredi.

Andrebbe, di conseguenza, valutato il valore di mercato.

Se la società è “sana”, non ha né andamenti troppo alti né troppo bassi, il valore del capitale sociale, ossia il capitale conferito, può essere un valore equo.

Quindi, prendendo in considerazione una quota del valore di 5.000,00 €, potrebbe essere quello il valore in denaro da consegnare agli eredi.

Ovviamente, se all’interno della società ci sono beni, immobili, utili accumulati nel corso del tempo, ecco che la quota acquisterà un valore maggiore rispetto al capitale sociale inizialmente conferito.

E, questa situazione, ovviamente bisognerà tenerla sotto controllo e gestirla al meglio.

Il valore della quota può essere trovato anche attraverso un accordo tra le parti, in assenza del quale ci si rivolge al tribunale che valuterà la quota del socio defunto, valutazione fatta attraverso un perito, che di solito è un commercialista, nominato da un giudice.

Essendo socio minoritario, e accorgendoti che potenzialmente da un giorno all’altro potresti perdere il tuo business in quanto il socio maggioritario è un’altra persona, potresti decidere, in qualsiasi momento, di modificare lo statuto inserendo la clausola descritta in precedenza.

Ovviamente la modifica dell’atto è molto più macchinosa, perché occorre avere il consenso di tutti i soci, e costosa, intorno ai 1.000,00 € circa.

Il consiglio è proprio quello di inserire la clausola al momento della costituzione della S.r.l. .

Tutto ciò viene fatto per tutelare il proprio investimento, la propria S.r.l., non tanto per i soldi da erogare agli eredi, ma la priorità è quella di proteggere l’azienda, costituita anche dall’iniziativa del socio di minoranza.

In questo podcast ho semplicemente voluto mostrare come, seguendo al meglio la legge, per un problema imprenditoriale di questo tipo la soluzione è il semplice inserimento di una clausola nell’atto costitutivo, grazie alla quale, come descritto precedentemente, in caso di morte del socio di maggioranza, il socio superstite entra in possesso di tutte le quote della S.r.l., pagando agli eredi il valore della quota.

Ovviamente per tagliare il carico fiscale ci sono tanti altri strumenti di efficacia fiscale, utilizzabili grazie alla legge e applicabili facilmente.

Per l’imprenditore, a volte, non è semplice essere a conoscenza di tali strumenti, studiarli nella maniera adeguata.

Per questo ho pensato di mettere a disposizione un manuale con oltre 94 strumenti di efficacia fiscale sul mio blog www.efficaciafiscale.com.

Basta iscriversi alla newsletter e ricevere gratuitamente tale manuale.

Ti ringrazio per l’attenzione.

Conclusioni

Grazie alle informazioni contenute in questa circolare hai scoperto quale clausola devi inserire nell’atto costitutivo della tua S.r.l. per evitare di perdere il controllo della S.r.l. nel momento in cui muore il socio di minoranza.

Redazione

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  • Salve, è possibile tutelare allo stesso modo il socio maggioritario dal doversi trovare come nuovi soci i parenti del socio minoritario? Ha senso prevedere anche questa tutela nello statuto?

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